Premio Artusi 2013,il premio annuale che incorona gli ambasciatori della filosofia artusiana

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artusiIl prestigioso premio è andato a Mary Ann Esposito, straordinaria promotrice della  cucina italiana nelle case d’America. Autenticità, storia e tradizione: sono queste le tre parole che rappresentano Mary Ann, nonché la firma del suo stile culinario, che ha fatto di lei uno dei cuochi televisivi più amati in America . In quanto creatrice e conduttrice della serie TV su PBS, Ciao Italia con Mary Ann Esposito“, ha portato questi tre valori nelle case di milioni di americani. Quest’anno la serie televisiva, fruibile praticamente in tutti gli stati degli Usa, raggiunge il suo apice con la ventunesima stagione, diventando la più lunga serie televisiva incentrata sulla cucina nella storia della televisione.

mary ann2Per Mary Ann l’arte della cucina italiana è uno stile di vita.

Quando era una ragazzina a Depew, New York, osservava le sue nonne italiane mentre preparavano bellissimi piatti della grande tradizione regionale. Entrambe le nonne, una siciliana e l’altra napoletana, erano nate in Italia ed erano cuoche professioniste.

Così  Mary Ann ha maturato un profondo gusto per il cibo e la cucina italiani. Ma è stato un viaggio in Italia a determinare la scelta di condurre un programma televisivo per soddisfare il suo amore per la cucina. Così è nato “Ciao Italia”.

Attraverso questa importante serie televisiva, ma anche attraverso  partecipazioni in altri programmi in TV ( come “The Today Show”, “Regis and Kelly”, “QVC”, “The Food Network”, “Discovery Channel” e “FOX”, per non parlare di “Martha Stewart Radio”, “RAI International”, “The Victory Garden”, “Simply Ming” e molti altri!) è riuscita a condividere quelle lezioni di cucina apprese da piccola, con spettatori in tutto il mondo.

MaryAnnEspositoWPMary Ann In basso a destra insieme a Pierluigi Arpinati) ha collaborato con gli chef più rinomati al mondo come Julia Child, Todd English, Daisy Martinez, Sara Moulton, Jacques Pepin, Martin Yan e molti altri.


Moltissime sono le organizzazioni che hanno riconosciuto gli sforzi di Mary Ann di preservare le tradizioni che caratterizzano il cibo e la cultura italiani. La Johnson and Wales University ha premiato Mary Ann con il Distinguished Author Award (“L’Autore che si è distinto”, nda), il St. Anselm College le ha conferito un dottorato ad honorem per la sua dedizione all’insegnamento e al preservare l’autentica cucina italiana. Più recentemente, la “Italian Trade Commission” l’ha nominata onorevole della Hall of Fame –  Camera della Fama.

may ann3Nel 2009 l’OSIA (Ordine dei Figli Italiani in America) ha premiato Mary Ann con il premio “Lifetime Achievement in the Culinary & Cultural Arts of Italy” (Successo a vita nelle arti culinarie e culturali d’Italia). Per promuovere la ricchezza storica e i costumi degli italoamericani, Mary Ann prende parte sia all’OSIA che alla NIAF (Fondazione Nazionale Italo-Americana).

Come membro della NIAF, Mary Ann è la portavoce degli annunci pubblici della fondazione stessa. Ha anche invitato a partecipare al suo programma alcuni membri della NIAF, come l’ultimo presidente, il Dr. A. Kenneth Cingoli.

La partecipazione attiva di Mary Ann sia in OSIA che nella NIAF, è stato motivo di ispirazione per la fondazione della Mary Ann Esposito Foundation.L’obiettivo della Fondazione è quello di dare continuità alla tradizione della cucina italiana negli USA, dando un’adeguata istruzione alle future generazioni, anche con utilizzo, ove possibile, di prodotti italiani.

Mary  Ann è anche l’autrice di dodici libri  sulla cucina italiana e pubblica spesso sul blog dei giornali online Huffington Post e il Boston Herald. Inoltre, scrive alcune colonne per alcuni dei maggiori giornali e riviste Italoamericani, tra cui:

  • FRA NOI, il maggiore giornale americano di Chicago
  • TASTE OF ITALIA, un periodico nazionale pubblicato in California
  • AMBASSADOR MAGAZINE, il periodico della Fondazione Nazionale Italoamericana a Washington, DC;
  • NEW HEMPSHIRE HOME
  • BOSTONIANO, un giornale italoamericano on-line.

CITAZIONE  per PREMIAZIONE:

A Mary Ann Esposito il Premio Artusi 2013 per la straordinaria opera di diffusione della cucina italiana negli Stati Uniti d’America. Sia attraverso la produzione televisiva sia attraverso le numerose pubblicazioni il lavoro è volto al recupero della migliore tradizione territoriale e alla valorizzazione della cucina domestica, al cuore della mission di Casa Artusi.

Le domande e i dibattiti hanno avuto due distinte e precise parti:

–   Innanzitutto l’incontro durante la prima fase quella dedicata a noi ospiti. Poi, la seconda fase, ha visto il cerimoniale nella  bellissima ex “Chiesa dei Servi”

Il Sindaco di Bertinoro, Paolo ZOFFOLI, ha presentato Mary Ann e subito ha simpaticamente  modificato il nome in “Marianna”.

L’evento-clou, come ha spiegato il Sindaco, è la ben nota Festa Artusiana che avviene ad agosto e la cui premiazione viene effettuata dopo un mese, cioè in settembre. Mary Ann firmò 3 anni or sono a Forlimpopoli  un accordo di collaborazione atto a diffondere il cibo italiano nel mondo: si denota quello di cui stiamo parlando, anzi non è più “casuale” ma finemente programmato, sviluppato nei minimi particolari. Un meccanismo studiato a tavolino? Presente con Mary Ann suo marito oltre ad una lunga corte di personaggi tutti americani, inclusi un cappellano (cattolico), personaggi che scopriremo essere anche dell’entourage della televisione che narra, a suon di dollari, le vicende gastronomiche italiane.

Mary Ann fa questo mestiere da ben 25 anni;  da 22 segue “Ciao Italia”. Mary usa spiegare il cibo italiano una regione alla volta.

may ann4Mary Ann, qual è il suo cibo preferito?

 

“Cappelletti in brodo di cappone” (un ottimo piatto decisamente invernale). Ma anche il minestrone fatto alla domenica e quindi riutilizzato nei 2 giorni a seguire”

Come ha fatto ad irrompere negli USA la cultura del nostro cibo?

“Noi abbiamo un metodo specifico ma tutto il cibo viene messo in un piatto unico!” 

Poi, fuori tema, Mary mi dà un cenno sul vino che sarebbe “mal utilizzato” negli USA, non tanto per pasto quanto per altre occasioni. Insomma il vino in America è una cosa a sé stante e ha utilizzi svariati.

Il vino presente in tavola??? Non come da noi dove il buon vino, specie quello delle serie Cantine Sociali serie (lo scandalo del Vino al Metanolo è nato dai piccoli produttori delinquenti, nda), quindi vino sfuso come ben enfatizzato sia dal Maestro Veronelli, che dal bravissimo Petrini di Slow Food vino quale “fonte economica e sociale”. No, ciò negli USA non esiste questa cosa che è prettamente dedita nel nostro paese ed in Francia.

 Come vede il marketing del cibo in Usa?

 “Loro mangiano male, anzi malissimo, troppo grasso troppo dolce” . Io ho aggiunto “troppo salato” adducendo al fatto che le aziende alimentari mettono troppo sale alla fonte per mantenere il cibo: ciò si tramuta in deleterie conseguenze per il nostro organismo, avremo un eccesso di sale con tutti i malanni a seguire, esempio gli infarti del caso. In realtà la Mary sul marketing non mi ha saputo rispondere per nulla ed è forse logico che lei non sappia che le maggiori multinazionali USA siano colpevoli del degrado alimentare che ha dimensioni e proporzioni planetarie.”

Che effetti pensa che avrà sulla gente i fatto che il governo Obama ha incentivato la guerra agli obesi?

 “Resta il fatto che negli USA non si sappia mangiare, il cibo cosiddetto della cultura dieta-mediterranea, è alla portata di pochi sia perché è caro sia perchè solo una minoranza di americani  si avvicina, anche culturalmente, a questo tipo di mangiare”

 Come vanno i ristoranti italiani negli USA?

 “Essi godono di ottima posizione ma questo tipo di cucina risulta molto cara”;

In America si riesce a “riprodurre” bene un buon piatto italiano? Questo lei tenta di fare nella sua trasmissione televisiva…

 “La trasmissione è rivolta a chi è in casa. Ad esempio negli USA è difficile trovare i formaggi freschi, es. come lo squaquerone…le cose fresche non si trovano. Quindi la cucina USA , come specialità italiane, utilizza solo prodotti “Made in USA”!!! Perciò i sapori dei cibi saranno evidentemente diversi da quelli tradizionalmente italiani.”

Pierluigi Arpinati

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