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A Modena per un week end “balsamico” tra gusto e spiritualità

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aceto balsamicoSarà un week end “balsamico”, da vivere tra gusto e spiritualità quello che si svolgerà a Modena nel fine settimana del 27 e 28 settembre in occasione di Acetaia d’Italia. La presentazione dell’evento – organizzato dal Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena e dal Consorzio di Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena con il patrocinio del Comune di Modena – si è tenuta ieri pomeriggio nella sede romana di AICIG-Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche con i Presidenti dei due Consorzi, Stefano Berni per il Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP ed Enrico Corsini per il Consorzio di Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, e con il regista documentarista Piero Cannizzaro.

acetaia3“Acetaia d’Italia è un’iniziativa che vuole avvicinare il mondo della produzione a quello del consumo per ristabilire un legame di reciproca fiducia e alleanza – ha affermato Stefano Berni, Presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP. L’intento è quello di mostrare da vicino e far gustare il “genio” dei produttori di questi territori che ha saputo costruire una realtà economica e sociale di grande rilievo a livello locale e internazionale. Una realtà che desideriamo presentare anche nella sua valenza culturale, capace di offrire contenuti di spessore e nuovi importanti messaggi di cui la collettività mostra un crescente bisogno”.

acetaia“Questo evento – commenta Enrico Corsini, Presidente del Consorzio di Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP – vuole celebrare non solo i nostri prodotti, i due rinomati Aceti Balsamici di Modena, ma più globalmente la cultura, la storia, la tradizione di Modena, le potenzialità del suo territorio e dei suoi cittadini e le sue eccellenze. Desideriamo offrire un piccolo contributo alla realtà produttiva e a quella socio-culturale della nostra città e, nello stesso tempo, lanciare un messaggio in vista del grande evento culturale di Expo 2015”.

Due giorni di festeggiamenti e iniziative dunque, per celebrare l’oro nero. Festeggiamenti che culmineranno domenica 28 settembre con la giornata di Acetaie Aperte in 39 acetaie del territorio ma che prenderanno il via già sabato 27 settembre con una originale “preview”: una “merenda balsamica” a base di assaggi dei prodotti DOP e IGP modenesi accompagnati da intrattenimento musicale che precederà un incontro, in Piazza XX Settembre alle 18.30, dal titolo “Cibo, Filosofia e Spiritualità: gustare in tutti i sensi“, organizzato in collaborazione con il Mercato Albinelli di Modena e condotto dal Direttore del Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena Federico Desimoni.

logo acetoAl Presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena Stefano Berni e al Presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Enrico Corsini l’onore di aprire l’evento con i saluti istituzionali, a cui seguirà il talk show vero e proprio con lo chef Carlo Alberto Borsarini, consigliere del Consorzio Modena a Tavola che articolerà una riflessione con guida alla degustazione sensoriale, il filosofo Tullio Gregory che converserà su “Questioni di gusto” con il direttore scientifico del Consorzio per il Festivalfilosofia Michelina Borsari, il regista Piero Cannizzaro autore del documentario “Il cibo dell’anima” che verrà trasmesso e commentato in diretta e il padre gesuita Jean Paul Hernandez, responsabile della cappella universitaria dell’Università La Sapienza di Roma, con un intervento su “Mangiare: un esercizio spirituale”.

acetoIn contemporanea, Piazza Grande sarà teatro del mercatino antiquario “L’Antico in Piazza Grande” organizzato dall’Associazione Mercantico, che tributerà un omaggio ad Acetaie Aperte dedicando il mercatino al Balsamico con una esposizione di oggetti antichi dedicati all’aceto. Gli oggetti pregiati – che saranno solo in mostra e non in vendita – contribuiranno ad allestire anche il palco del talk show. In caso di maltempo, l’evento si terrà presso la Sala Europa del Comune di Modena.

Al termine dell’incontro, è previsto per tutti gli intervenuti un ‘aperitivo balsamico’, anch’esso a base di prodotti DOP e IGP modenesi, e la consegna delle mappe con l’elenco completo e gli itinerari per raggiungere le 39 Acetaie Aperte – appartenenti a entrambi i Consorzi di Tutela – il giorno successivo, domenica 28 settembre.

aceto2Molte le iniziative che metteranno in campo le singole acetaie per celebrare assieme ad un pubblico di estimatori e di curiosi la giornata dedicata all’oro nero: all’Acetaia Pedroni di Nonantola ad esempio, per l’intera giornata si attenderanno i visitatori con una esposizione di auto d’epoca a sottolineare l’inscindibile connubio tra balsamico e motori per i modenesi, mentre all’Acetaia Giusti di Modena oltre alle degustazioni di aceto balsamico IGP e DOP e un rinfresco offerto a tutti i partecipanti, circa cinquanta bambini e ragazzi delle scuole medie facenti parte del Progetto Musica di Riccardo Giusti, si esibiranno nei giardini dell’acetaia con pezzi di musica classica suonata con strumenti a corda e a fiato. Un momento musicale è previsto anche all’Acetaia Del Duca   – che insieme a questo propone per intrattenere il pubblico anche uno show cooking con uno chef del Consorzio Modena a Tavola – e presso Aceto Modena, dove piacevoli note accompagneranno degustazioni guidate e assaggi di balsamici con vari prodotti del territorio. Alle Fattorie Giacobazzi a Bomporto sarà invece grande protagonista il gusto, con visite guidate all’acetaia dell’IGP e del DOP accompagnate da spiegazione delle reciproche differenze e caratteristiche e degustazione finale, degustazioni con altre DOP e prodotti tipici, un minicorso di degustazione a cura di “Parmigiano Reggiano Export Malandrone 1477” e degustazioni comparative di diversi tipi di miele e prodotti a base di miele a cura di CONAPI. Degustazioni in abbinamento con DOP modenesi e in particolare Parmigiano Reggiano anche all’Acetaia Compagnia del Montale di Sassuolo.

acetaie-aperteBalsamico di Modena IGP protagonista dunque, insieme al Balsamico Tradizionale DOP, presente alla giornata con numerose acetaie appartenenti al Consorzio presieduto da Enrico Corsini, che hanno messo in programma una serie di interessanti appuntamenti collaterali come – per citarne alcuni – le “Stuzzicherie Balsamiche e la dimostrazione della cottura del mosto (Az. Agr. San Paolo), visite guidate in vigna con agronomo e presenza di un bottaio con campioni di legni e botti sezionate per mostrare come si costruisce una botte (Acetaia della Vigona), degustazioni in abbinamento con Lambrusco e Parmigiano (Acetaia Leonardi), la dimostrazione della pigiatura a piedi e la spiegazione durante la visita di tutte le fasi di produzione (Acetaia Baldazzini), una escursione nel giardino botanico d’alta collina dell’acetaia con vista panoramica sulla valle del Panaro e sul Cimone (Acetaia Costanzini), visite guidate al Parco dei Sassi di Roccamalatina e alla Pieve di Trebbio (Acetaia Campioni) per finire con la panoramica di “cultura balsamica” con visita all’acetaia, cottura del mosto nuovo e assaggi di confronto (Acetaia Valeri). Obiettivo di Acetaie Aperte, promuovere e valorizzare il prezioso condimento, vera e propria eccellenza del Made in Italy che in Italia e all’estero conta milioni di estimatori: una notorietà e un successo che permettono al “Balsamico” di piazzarsi al primo posto tra i prodotti agroalimentari italiani per esportazioni.

Medaglia d’oro del Concorso Mundus Vini per Cartagho 2012 di Mandrarossa

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Cartagho MandrarossaCartagho 2012, etichetta top del brand siciliano Mandrarossa, conquista la medaglia d’oro nel corso della sessione estiva di degustazione del Gran Premio Internazionale dell’Accademia del Vino MUNDUS VINI, svoltosi lo scorso 31 agosto in Germania. Una competizione che ha visto sfidarsi le migliori produzioni vinicole provenienti da tutto il mondo.

Il top wine di Mandrarossa è un Cru ottenuto dalle uve dei tre migliori vigneti di Nero d’Avola del territorio di Menfi, sulle coste della Sicilia sud-occidentale, terra da sempre vocata alla viticultura di qualità. Il nome Cartagho rievoca la strategica alleanza tra la colonia greca di Selinunte e i Cartaginesi, quest’ultimi una volta approdati in Sicilia diedero vita a un’economia fiorente fondata sull’agricoltura e i commerci. La convivenza pacifica tra i due popoli contribuì allo sviluppo dell’intero territorio circostante. L’acropoli di Selinunte è il più grande parco archeologico d’Europa e sulla medesima costa si trovano le vigne da cui nasce il Cartagho. Il Nero d’Avola, vitigno storico siciliano, in questo territorio dà vita a un rosso imponente dai tratti unici e distintivi. Le tecniche utilizzate dai viticultori Mandrarossa completano un percorso di eccellenza che parte dalla vigna e si conclude in cantina: le uve vengono raccolte a mano durante la vendemmia notturna al fine di preservare aromi, morbidezza e mineralità. Vinificate in purezza e affinate per un anno in barrique di rovere francese, regalano un vino dal colore rosso rubino, intenso ed elegante, massima espressione di un territorio straordinario come quello di Menfi, incastonato tra il mar d’Africa e le colline verdeggianti, e ricco di testimonianze storiche e archeologiche.

Cartagho Mandrarossa“Dopo il successo della precedente annata – afferma Roberta Urso, responsabile Pubbliche Relazioni e Comunicazione Mandrarossa – erano tante le aspettative, sia da parte dei consumatori che degli operatori, per la nuova versione della nostra etichetta più rappresentativa. Sono state effettuate tante prove, abbiamo chiesto il parere di esperti e ci siamo confrontati a lungo per garantire un vino che potesse essere all’altezza del suo ruolo. La nuova annata 2012 del Cartagho non è ancora disponibile e sarà in commercio a partire dall’anno prossimo ma la medaglia appena vinta rappresenta una conferma del lavoro ben svolto dai nostri viticultori e da quanti ogni giorno operano in cantina. Adesso aspettiamo con fiducia e trepidazione il parere dei giudici più severi, i winelovers di tutto il mondo”.

Concluso a Roma “WP6, capacità istituzionale per la salvaguardia della Dieta Mediterranea”

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olio_1Si è tenuto a Roma, dall’8 all’11 settembre, presso il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali la: WP6 “Capacità istituzionale per la salvaguardia della Dieta Mediterranea” – una sessione di visite e studio in programma nella splendida Sala Cavour già “Sala dei Consigli Superiori”, affrescata dal pittore lucano Andrea Petroni, fra il 1914 e il 191, che detta anche il “Parlamentino”, con la sua forma di emiciclo, è la più importante del Palazzo dell’Agricoltura. strada olioDurante la giornata di lunedì 8 settembre, è stata coinvolta l’Umbria, attraverso la Strada dell’Olio Dop Umbria come case history di turismo legato al prodotto Olio Extravergine di Oliva Dop Umbria e Frantoi Aperti in Umbria, come esempio vincente di manifestazione riconosciuta a livello nazionale che anche questo anno si ripeterà dal 1° al 30 novembre per la sua XVII edizione . Nella stessa giornata, dopo i saluti di Ferdinando Ferrara, Capo del Gabinetto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali sono intervenuti: Marco Caputo, Capo Ufficio Legislativo MIPAAF e Paolo Pinzoni, Vice Capo Ufficio Legislativo MIPAAF, Pier Luigi Petrillo, Professore associato Diritto comparato Unitelma Sapienza Roma, Stefano Vaccari, Capo Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) ed Enrico Lupi, Presidente Associazione nazionale Città dell’Olio, olioTra i numerosi uditori della giornata di lavoro, i rappresentanti dei 14 paesi coinvolti nel più ampio programma di cui la tre giorni di studio fa parte, che è il programma europeo ENPI CBC Bacino del Mediterraneo, un’iniziativa di cooperazione transfrontaliera multilaterale finanziata dallo Strumento Europeo di Vicinato e Partenariato. L’obiettivo principale del programma è di promuovere un processo di cooperazione armonioso e sostenibile al livello di bacino affrontando le sfide comuni e valorizzando il potenziale endogeno dell’area. Il programma contribuisce allo sviluppo economico, sociale, ambientale e culturale della regione mediterranea attraverso il finanziamento di progetti di cooperazione. Attualmente partecipano al programma i seguenti 14 Paesi: Cipro, Egitto, Francia, Giordania, Grecia, Israele, Italia, Libano, Malta, Autorità Palestinese, Portogallo, Spagna, Siria e Tunisia.

Nicola Fiasconaro e l’Accademia di cucina a Castelbuono. Dario Guarcello: “Basta allo scempio di Milocca”.

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milocca1La richiesta è chiara e la voce è forte, ed è quella di  Dario Guarcello, patron del DiVino Festival, appuntamento di interesse nazionale del comune madonita :” basta allo scempio Milocca! La regione e la provincia ci dimostrino che in Sicilia si puo’ fare eccellenza”. E Guarcello, insieme a Nicola Fiasconaro, rappresentante dell’eccellenza pastcciera madonita ma anche mondiale, lancia un comunicato stampa dai toni molto chiari:

La struttura dell’ex Albergo Milocca è ormai uno spettro nella montagna. Anzi, più che uno spettro è una tana per i cinghiali. Gli organizzatori del DiVino Fetival  dicono di no a questo scempio. La struttura ha favorito negli anni lo sviluppo turistico delle Madonie, in particolare di Castelbuono, e non può e non deve essere ceduta ad un qualsiasi imprenditore di cui non conosciamo i progetti. guarcelloPer questo l’Associazione appoggia in toto la proposta di Nicola Fiasconaro: la creazione di un’ Accademia Culinaria, che possa garantire ai giovani una possibilità diversa rispetto all’abbandono della propria terra. Si è detto tanto, ma appunto si è solo detto: i nostri rappresentanti alla Provincia e alla Regione sono sordi a qualsiasi richiamo di sviluppo della loro e nostra terra e noi siamo stanchi. Chiediamo al Presidente della Regione Crocetta di non continuare a chiudersi tra le quattro mura del suo ufficio, ma di venire a constatare di persona le condizioni in cui versa la struttura e di accogliere una proposta che possa valorizzare ciò che serve a questa terra per continuare a crescere. milocca2L’ Accademia potrebbe non solo offrire ovvie opportunità di lavoro, ma anche valorizzare i prodotti tipici locali, favorendo uno sviluppo del turismo gastronomico, che negli ultimi anni ha sempre più preso piede nelle varie regioni. L’Associazione, organizzando ogni anno il Castelbuono DiVino Festival, ha iniziato già da tempo a portare nella nostra realtà eccellenze nell’ambito della gastronomia e, ovviamente, dell’enologia e collabora fianco a fianco con l’azienda Fiasconaro. milocca3Pensiamo, quindi, che la formazione di una Accademia che formi i giovani e offra loro una prospettiva lavorativa possa essere una ottima occasione per la crescita del territorio.”

Dario Guarcello, Presidente dell’Associazione organizzatrice del DiVino Festival in proposito ha espresso idee molto chiare: ”L’accademia Castelbuono la merita,la merita la comunità, la meritano i nostri cuochi,i nostri camerieri, i nostri addetti alla ristorazione che in generale hanno sempre tenuto alto il livello e la professionalità che pochi posti come il nostro riescono ad esprimere. Bisogna che la politica prenda una posizione importante in tal senso e che vengano a Castelbuono a darci risposte serie per contribuire alla crescita del territorio. castelbuonoL’auspicio è quello di vedere un cambiamento delle recenti politiche provinciali e regionali in materia di turismo, con scelte che devono dimostrarsi lungimiranti e fondate su una vera ricerca di formazione e sviluppo, abbandonando le vecchie logiche clientelari. L’Associazione , dedita all’eccellenza enogastronomica è quindi pronta a favorire e a sostenere il progetto di Nicola Fiasconaro, sperando che le nostre non rimangano voci inascoltate, ma che le istituzioni, da quelle locali a quelle “palermitane” possano essere pronte all’ascolto e a valutare seriamente la proposta, senza false promesse. Invitiamo l’amministrazione locale, le associazioni e gli addetti ai lavori a scrivere e far emergere il problema che tanto ci coinvolge come comunità. Invitiamo inoltre i giornalisti enogastronomici e non solo,le associazioni di categoria e gli appassionati della buona cucina a far sentire la vostra voce con tutti i mezzi possibili.”

Scelte di Gusto, naturalmente, si associa all’appello volto alla valorizzazione delle eccellenze siciliane, in nome e per conto del suo direttore, Alessandra Verzera, e dell’editore Andrea Piovesan.

Ad Argenta, Cooking Show, lezioni di cucina e il Cabaret di Colorado Cafè.

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Filippo La MantiaCooking show, lezioni di cucina, le degustazioni firmate da grandi chef e la comicità degli artisti di Colorado. Da venerdì 12 a lunedì 15 settembre torna Oro d’Argenta, all’interno del programma di Fiera d’Argenta, la quattro giorni che darà la possibilità di conoscere questo suggestivo angolo del Parco del Delta del Po ma anche tutte le eccellenze agroalimentari locali

Mele e pere “antiche”, tra biodiversità e analisi sensoriale

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mele renetteLa pera Nordhauser Winterforelle al primo posto grazie a croccantezza e durezza. Il Progetto europeo “DIVERS” per la salvaguardia della biodiversità. Ananasrenette, Giallo di Pruiso, Pom dal Ferro Rosso e Per Budel: sono solo alcune delle antiche varietà di mele e pere provenienti dal Bellunese, dal Friuli Venezia Giulia e dalla Carinzia, che sono state sottoposte ad un’attenta analisi sensoriale svolta nell’ambito del Progetto Interegg IV Italia-Austria “DIVERS”- Biodiversità dei sapori di montagna di cui Veneto Agricoltura è partner. A decretare la piacevolezza dei frutti sono state alcune caratteristiche particolari come la presenza di note floreali e fruttate e la particolare durezza e succosità, ma nei test sono stati valutati anche la croccantezza, l’intensità dell’aroma e il dolce.

mele2Con lo scopo di evidenziare le caratteristiche di biodiversità percepite sensorialmente, presso l’Istituto di Veneto Agricoltura per la Qualità e le Tecnologie Agroalimentari di Thiene (VI), il progetto ha riunito i rappresentanti provenienti dalle tre aree interessate dal “DIVERS” per effettuare alcuni test sensoriali; i risultati di questo lavoro sono ora disponibili grazie ad un opuscolo fresco di stampa.

Odore, gusto, aroma e struttura di 15 varietà, 10 mele e 5 pere, sono stati classificati in due sessioni di assaggio con giudici diversi, utilizzando come metro di paragone le note varietà di mela Golden Delicious e di pera Conference.

pereI quattro frutti più apprezzati, che hanno superato la sufficienza di gradimento, risultano la pera Nordhauser Winterforelle, al primo posto e particolarmente gradita per croccantezza e durezza, seguita dalla mela Kronprinz Rudolf fruttata, floreale e acidula; dalla Pom de la Roseta dura e dall’aroma floreale e dal Giallo di Pruiso; tra queste le prime tre risultano perfino più gradevoli delle note varietà di riferimento, Golden Delicious e Conference. In coda si sono posizionate la pera Olivier de Serre e la mela Ananasrenette e le qualità sensoriali meno apprezzate si sono rivelate la presenza di aromi negativi, vegetali e di terra/muffa, l’odore speziato e la farinosità.

Gli altri campioni analizzati appartenevano alle varietà di Pom dell’Acqua, Di Corone, Pom Prussian, Per Budel, pera Butira, Pom dal Ruden, Pom dal Ferro Rosso.

Natale Giunta: “Torno alla Prova del Cuoco, con una dolcissima sorpresa”

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natale grandeNatale Giunta, fiore all’occhiello della ristorazione glamour di Palermo e non solo,  riconfermato a La Prova del Cuoco: che cosa si prova a rimanere in pista così a lungo?

“La Prova del cuoco è il mio nido, un approdo sicuro che considero come casa. È il decimo anno che mi vogliono lì con loro a cucinare e a scherzare ed è davvero per me motivo d’orgoglio.”

Eppure qualcuno diceva che la sua buona stella sarebbe durata uno o due anni, ed in effetti lei è in assoluto il “veterano” della fortunata trasmissione: quale è il segreto del suo successo?

natale-giunta-clerici“Li devo ringraziare allora perché mi hanno portato fortuna. Credo che sia quel mix tra solidità tecnica in cucina e disponibilità a giocare con la telecamera e con lo spirito gioviale della trasmissione che mi rende un candidato ideale.”

Una organizzazione capillare e per certi versi macroscopica: come arriva all’enorme capacità imprenditoriale di oggi il ragazzo di Termini Imerese pieno di sogni e di ambizione?

( Foto a destra: Natale Giunta con Antonella Clerici )

“Poco alla volta, aumentando sempre più l’importanza della scommessa su me stesso e sul mio gruppo, acquisendo in autonomia tutto ciò che prima chiedevo fuori. Siamo, diciamo così, una Repubblica indipendente del catering dove chi approda non ha bisogno di cercare altro”.

natale francescaNon si può fare a meno di notare quanto lei sia costantemente circondato dall’amore dei suoi familiari, testimonianza di una solida e bella famiglia “d’altri tempi”: ci sono altri amori al’orizzonte o il lavoro segna il passo della sua vita?

“Una vita così intensamente segnata dai ritmi lavorativi lascia pochi margini per costruire una propria realtà familiare che ha bisogno di presenza e attenzioni. Sono fortunato però perché la mia famiglia d’origine mi dà tutto il calore e l’amore di cui un uomo ha bisogno ed io spero di restituirlo a loro come meritano. I miei nipoti, oggi, sono come miei figli, in attesa di potere adorare quelli che un giorno, spero, arriveranno.”

(Foto: Natale Giunta con la sorella, la giornalista Francesca Giunta)

Tornare per la decima stagione negli studi Rai: è per lei sempre un’emozione o è diventata una consuetudine?

giunta benfante“Mai una consuetudine, sono sempre felice come un bambino al primo giorno di vacanza.”

La vediamo spesso prendere parte alle nozze da sogno che organizza in svariate parti d’ Italia: come fa ad essere costantemente in movimento senza perdere di vista nulla?

“Il segreto è non fermarsi mai a chiederselo. Chi si ferma è perduto!”

Palermo città che cambia o città che deve ancora cambiare?

( Foto a destra: Natale Giunta con Elena Benfante, vincitrice di Master Foodie Catania 2014)

“Bè, su Palermo ci sarebbe da parlare tanto. Io dico sempre grazie a questa città ma ogni tanto anche qualche “perché?”.

Che sorprese possiamo aspettarci dalla prossima edizione de La Prova del Cuoco?

“Un nuovissimo spazio dedicato ai dolci nella prosecuzione dopo il tg, inserita in questa quindicesima stagione. Sarà divertente proporre le sterminate ricette della pasticceria siciliana.”

 

Alessandra Verzera

Editoriale. TripAdvisor di nuovo nella bufera: “basta con le recensioni false”.

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TripAdvisorlogoPeriodicamente, a cicli quasi fissi, TripAdvisor torna alla ribalta con storie che stanno tra l’assurdo e l’incredibile.
Normalmente ciò accade a ridosso dell’estate, periodo in cui i soliti “franchi tiratori” si scatenano alla sistematica demolizione di quelli che considerano – a torto o a ragione – i competitors da sgretolare con ogni mezzo . E partono plotoni di amici e conoscenti non già a rilasciare recensioni positive al locale dell’amico, quanto piuttosto recensioni estremamente negative per il locale “avversario”. Ma non solo: storiacce di finti recensori  che si presentano a nome di tripadvisorTripAdvisor come inviati, a “vendere” recensioni positive, gente che si improvvisa venditore di fumo e che si gioca prestigio e carriera per poche decine di euro. A volte vere e proprie organizzazioni che mettono in piedi truffe facendo leva sulla frustrazione di gestori colpiti ingiustamente da giudizi denigratori. Interessantissimo questo articolo : http://www.scattidigusto.it/2013/02/01/tripadvisor-10-recensioni-a-3-000-euro-o-il-canone-mensile-puzzano-di-truffa/
Cose di cui TripAdvisor non è responsabile, ovviamente, e che finiscono sulle pagine delle cronache. Il pungolo è stato lanciato questa mattina dallo chef palermitano Natale Giunta che ha postato su Facebook un link che qui riporto e che vi invito a leggere: si stenta a credere che ciò che si legge nell’articolo possa essere vero. Eppure è così. Qui l’articolo : http://www.lucianopignataro.it/a/grande-notizia-tripadvisor-recensioni-finte-mavafankkulo-torino-modena/77016/
Da anni il malcontento tra i gestori di locali serpeggia fastidioso.
Natale-GiuntaProprio di Giunta, alcuni giorni fa, avevo raccolto uno sfogo su  una cosa che dovrebbe essere normale ma che invece non lo è. Lo chef aveva commentato : “ Mi stanno bene le recensioni, anche negative, che provengono da Booking.com Perché quelle sono recensioni sicuramente vere, dato che Booking invia un invito ad esprimere la propria opinione solo a clienti che hanno prenotato attraverso il loro sito e che certamente sono stati nel locale o nella struttura che si apprestano a recensire: su Tripadvisor invece è un arrembaggio. Un mare magnum di bugie.Chiunque può scrivere qualsiasi nefandezza, puramente per invidia o antipatia personale, e rimanere impunito forte dell’anonimato. Noi gestori totalmente impotenti”.
Sfogo comprensibilissimo dato anche che su TripAdvisor ci si iscrive volontariamente ma è impossibile annullare la propria iscrizione: una volta effettuata la registrazione del proprio locale, il locale diventa in automatico “proprietà” di TripAdvisor: l’unico modo per non essere più presente sul loro sito è chiudere, fallire, cambiare gestione. Ma il tutto deve essere supportato da prove documentali. E questo già di per sé ha dell’incredibile: ma la cosa ancora più incredibile è che chiunque può iscrivere qualunque locale senza che il gestore del locale stesso ne sia persino consapevole. Questo è un abuso bello e buono.
trip4Anche io sono titolare di due account su TripAdvisor: uno come titolare di un locale, e l’altro come fruitore di locali e dunque come recensore. Ne ho viste di tutti i colori: da recensore mi è stata appioppata la recensione negativa di un tizio che, nella messaggistica privata di TA, si dichiara “concorrente” della mia struttura. Segnalato a TripAdvisor, dato che le recensioni dei concorrenti sono a loro dire illegittime: non è stata mai rimossa. Come recensore invece trovo embarghi notevoli: sei volte ho inviato una recensione e sei volte è stata cestinata, con le motivazioni più disparate ma ogni volta sempre diverse. A questo punto andiamo a fondo e cerchiamo di capire secondo quali criteri un recensore ha 139 recensioni al proprio attivo – nel mio caso assolutamente autentiche dato peraltro che nel mio profilo dichiaro chi sono e cosa faccio – ma all’improvviso alcune gli vengono cestinate. Così, senza una vera ragione. O forse esistono ragioni che non ci raccontano? Forse le ragioni sono di carattere economico? Sicuramente sono di carattere economico dato che, come si evince anche dall’articolo di cui pubblico il link, il colosso TA è quotato in borsa con bei numeri. trip3Ma muovere soldi in borsa giustifica il vilipendio della gente che lavora, che suda, che si brucia le mani, che fatica a rimanere aperto tutti i giorni, che paga il personale, che si confronta con le tasse e gli uomini del pizzo? Basta a chiudere un occhio sulla concorrenza sleale, che è un reato in base all’articolo 2598 del codice civile? Si, ma quello è il “nostro” codice civile: di coloro i quali subiscono angherie quotidiane con il placet di TripAdvisor. Questo link vi fornirà un’idea un po’ più precisa dei termini e dei numeri dell’affaire TripAdvisor, della sua struttura e delle sue “strategie” : http://www.tripadvisor.it/PressCenter-c5-Our_Team.html
Rimane il fatto che basterebbe poco a regolamentare un sistema che, allo stato attuale, danneggia pesantemente attività produttive che già, causa crisi, fanno fatica a rimanere in piedi, impedendo abusi e ritorsioni: rendere il tutto più trasparente. Come? Magari anche lasciando il diritto all’anonimato, ma pretendendo obbligatoriamente le prove fotografiche a supporto dei malfunzionamenti evidenziati, e la copia del conto/fattura pagato. Ma poi mi chiedo: se si agisce in buona fede e e non si ha nulla da nascondere, quanto può valere voler mantenere ad ogni costo l’anonimato? Non vale nulla, se non per chi – accumulando iscritti – rende il proprio sito più vendibile allo stock market: e poco importa se tra gli iscrtti si forma una palude di disonestà intellettuale e di scorrettezza che danneggia il lavoro di migliaia di operatori. Il business è business: si, ma lo è anche quello degli altri.

Alessandra Verzera

Foto: web e www.lucianopignataro.com

 

Natale Giunta – Castello a Mare – (Palermo): suggestioni di classe e sensuali atmosfere.

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fioriIl ristorante di Natale Giunta lo conoscevo già e mi è particolarmente caro dato che ha ospitato la prima tappa di Master Foodie 2014, evidenziando la generosa lungimiranza e la disponibilità dello chef che ha scelto con entusiasmo di ospitare un evento che ha dato a molti palermitani la possibilità di gustare alta cucina ad un prezzo da pizzeria. Anche per questa ragione, per questo legame affettivo sia con il luogo che con il suo patron, avevo remore a recensirlo. Ma fare il mio mestiere a Palermo e non recensire Natale Giunta ed il suo ristorante sono concetti antitetici ed inconciliabili. La premessa serve a capire il seguito, che è esattamente la realtà delle cose per come mi sono arrivate sul piatto.
Sulla location non ho moltissimo da dire: affacciato sulla Cala di Palermo il Castello a Mare offre un’atmosfera tra le più romantiche e rilassanti della città. Stormi di gabbiani e brezza marina allietano e stupiscono. Il posto è idilliaco.
Siamo in tre a pranzo, e siamo tutti e tre “addetti ai lavori”. piacentinoIl welcome dello chef è un rettangolo di Piacentino Ennese in carrozza su un letto di confettura. Il gusto è strabiliante per il felice contrasto del formaggio, morbido senza tuttavia fondere, con la sapidità dell’acciuga sapientemente dosata. Leggera e dorata la frittura e la confettura di fondo aggiunge una nota dolciastra amalgamando i gusti ed esaltandoli.
paniUna piccola nota va al vassoio dei pani: dei veri e propri appetizers con grissini aromatizzati al rosmarino, panetti bianchi di produzione propria e “sfincionelli” caldi di una morbidezza e di un gusto incredibili. Non posso sottacere di avere fatto il bis.
ferrariAl nostro tavolo viene stappata una bottiglia di Ferrari Brut Rosèe, fresco e leggero: perfetto partner del pranzo che si dispiegherà sotto ai nostri occhi come una tela e che inizia dagli antipasti : una felicissima rivisitazione del vitello tonnato composto da due piccole tartare e due cialde dentro le quali stava l’emulsione al tonno. tartare2Piatto ottimo, fresco al palato, perfettamente aromatizzato e sapientemente bilanciato. Una rivisitazione convincente esaltata da una materia prima di ottima qualità. Poi una “non insalata di mare” – questo il nome del piatto così come lo si trova sul menù: un trionfo di gusti “scomposti” e sapientemente disposti sul piatto. insalataGamberoni, gambero rosso di Mazara, polpo, cozze, vongole, scampi: tutto all’insegna della “purezza” e senza mappature di alcun genere; solo una brunoise al sedano ed una gelatina al limone di prim’ordine come dressing facoltativo. Eccellente. crudiPoi ancora il piatto dei crudi di mare con guarnizioni di frutti di bosco, uova di salmone e coulis al limone. Altra eccellente trovata.

I primi piatti costituiscono il seguito ideale ai nostri starters: a me tocca una chicca che è anche un’anticipazione di ciò che offrirà il menù autunnale. raviolettiRavioletti al formaggio Ragusano liquido con crudo di gambero di Mazara, guanciale croccante e pomodorino confit. Piatto gradevolissimo con accostamenti dal bilanciamento ideale. Un primo piatto da gustare “al cucchiaio” dato che è consigliabile non tagliare né rompere i ravioletti per non far fuoruscire il ripieno che è praticamente liquido. Leggero e squisito. gnocchiMolto più ricco ma non meno delicato il piatto di gnocchi alle mandorle di uno dei miei commensali in cui la consistenza dello gnocco di patate è resa più morbida dalla presenza delle mandorle nell’impasto. Un piatto strutturato, complesso e decisamente ricco che però soddisfa senza appesantire. Decisamente ottimo. busiateCome ottime sono state le busiate fresche alla ricotta affumicata e gambero rosso di Mazara: la prova provata del fatto che il connubio formaggio/pesce è sempre più apprezzato e non costituisce più l’ardita e bizzarra interpretazione personale di uno Chef. Le busiate ricotta e gamberi sono ottime.
denticeI secondi piatti non tradiscono le aspettative, anche se uno di noi tre ha gettato la spugna decidendo di passare direttamente al caffè: io e l’altro dei miei commensali invece non abbiamo voluto esimerci. Ed ecco che ci sono stati serviti altri due eccellenti piatti: un bis di dentice per il mio commensale, costituito da una base di dentice crudo sormontato da un carnoso filetto perfettamente cotto e grillato e capesante e scampi su letto di insalatina primavera a base di piselli e coulis al formaggio e yogurt per me. capesanteCapesante ottime,carnose, morbide e succulente, punto di cottura perfetto, così come gli scampi. Con una materia prima eccellente il lavoro di uno chef è decisamente più semplice e su questo non c’è dubbio. Tuttavia la trovata della ricca e godibilissima insalatina ha aggiunto un quid di unicità ad un piatto già di per sé ricco e pienamente soddisfacente.
cheesecakeIl dessert è per me un must assoluto: non concepisco un pasto senza un dessert, a differenza dei miei commensali ormai paghi e soddisfatti. Ordino un dessert di cui mi incuriosisce il nome: “mi si è rotta la cheesecake”. Questo il nome sul menù. Detto fatto, mi arriva in tavola. Il crumble di biscotto è distribuito sulla crema guarnita con frutti di bosco e sciroppo alle fragole. Buona anche perché non risulta dolcissima: a volte infatti questo tipo di dessert rimane stucchevole, specie a fine pasto, per via di una concentrazione troppo elevata di burro nel biscotto, quando questo deve essere “compattato” per fungere da base,  e di zucchero nella crema. Il crumble non necessita di troppo burro, ed il risultato è di leggerezza: e dopo un pasto de genere la leggerezza è d’obbligo. gelatiniSi prosegue con due tris di “gelatini”: un tris aromatizzati allo zafferano, cannella e chiodi garofano e l’altro alle mandorle. Buonissimi e deliziose anche le cialde.
biscottiniIl tocco di classe arriva con la piccola pasticceria secca in accompagnamento al caffè: Baci di Dama al pistacchio, palline al cocco e biscotti Regina di frolla. Deliziosi.
Al di la di un ottimo pasto, ed anzi dietro ad ogni ottimo pasto, c’è sempre un servizio: veloce, attento ed informale ancorchè molto professionale. Il maitre Giovanni ci ha coccolati assecondando anche nostre richieste di bis con grande compiacimento.
In definitiva il Castello a Mare di Natale Giunta è un luogo incantevole che produce ottima cucina servita con allegria e professionalità da uno staff entusiasta. Il costo del nostro pasto, incluso un vino di fascia medio alta, diverse bottiglie di minerale e svariati caffè, è stato di circa 80.00 euro a persona. Dunque per un pasto completo dall’antipasto al dolce si spendono mediamente 100 euro a persona, considerato il secondo piatto che uno di noi tre non ha ordinato. Non sono di certo pochi, ma sono un prezzo giusto da pagare quando una location offre spunti di grande relax e quando la cucina esprime la vera essenza dell’arte culinaria.
Mi concedo una piccola annotazione finale: fortunati quei palermitani che, lo scorso 14 di Aprile ed in occasione di Master Foodie 2014, hanno avuto la buona sorte di poter godere di tutto ciò ad un costo veramente simbolico grazie ad un uomo innamorato del proprio lavoro che non si esime mai dall’aprire la sua “casa”: quell’uomo è lo Chef Executive Natale Giunta.

Alessandra Verzera

 

Scheda:
Patron: Natale Giunta . Executive Chef
Chef:  Gianluca Costanzo
Coperti : > 200
Range : Alto
Ranking (*) :

Location : 5

Cibo : 5

Carta Vini : 4

Presentazione : 5

Servizio : 4

Mise en place : 5

Atmosfera : 5

Allestimenti : 5

 

(*) Legenda.
Ranking :
1 = pessimo
2 = scadente
3 = sufficiente
4 = ottimo
5 = eccellente.

“All’Ancora” ( Santa Flavia – Pa): sapore di mare sotto ulivi centenari

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carruboIl ristorante All’Ancora si trova sulla strada statale 113, a Santa Flavia, in una zona altamente frequentata specie nei mesi estivi poichè ricca di locali anche per i più giovani: gustare però una cena in un venerdì di settembre, quando tutto è più quieto e la temperatura è più fresca , ha  un fascino tutto suo. Fascino accresciuto dal fatto che il dehor di questo locale è una grande terrazza in cui campeggiano alberi centenari: splendidi ulivi  ed un magnifico carrubo. L’arredo è moderno ed ha toni caldi, senza indulgere al lezioso. Del resto All’Ancora è anche pizzeria. Ma io e i miei commensali siamo venuti a mangiare il pesce fresco locale di cui ci hanno parlato.

aliciScegliamo un menù degustazione, e voglio iniziare dalla fine: abbiamo fermato l’uscita dei secondi piatti perchè non saremmo riusciti a consumarli e sprecarli sarebbe stato un sacrilegio.Abbiamo però saputo che ci avrebbero servito una grigliata mista di pescato del giorno, incluso un delicato tonnetto per il quale dovrò senza dubbio ritornare. Prima di parlare dei piatti va fatta una piccola nota: la cena di ieri sera è stata la conferma che anche nella quantità si può trovare eccellente qualità, e ad un costo decisamente abbordabile.

ostricheLa nostra cena inizia dalle ostriche, carnose e gelate, che hanno portato in tavola il profumo della brezza marina. Dalle ostriche in poi, la nostra carrellata è stata un crescendo di gusti sempre più decisi accompagnati da un magnifico Harmonium 2011 di casa Firriato, un vino rosso rubino  con riflessi porpora dall’ aroma di frutta matura e fiori rossi. harmoniumUn gusto sapido, morbido e corposo, con tannini levigati che ha accompagnato degnamente una cena a base di pesce e dunque, tradizionalmente, accompagnata dai bianchi. Dopo le ostriche, le alicette marinate, delicatamente speziate, e poi ancora un fritto misto di calamari, gamberi e cappuccetti. frittoQuasi dimenticate ma deliziose, le immancabili bruschette. Ma non finisce qui: arriva il piatto degli affumicati, dell’insalata di mare e dei gamberi freschissimi. affumicatiIl pesce spada affumicato è morbido e pastoso al palato, ed il salmone è selvaggio e di ottima qualità. Nulla da eccepire sui gamberi, carnosi e sodi. Ed è la volta della zuppa di cozze che però, oltre alle cozze, regala anche i “cannolicchi”: anche in questo caso tutto rigorosamente freschissimo. zuppaIl guazzetto di fondo è irresistibie, ed ognuno di noi aspetta che sia un altro a dare il “la” alla “scarpetta”: inevitabile, con buona pace del galateo e del bon ton. uova tonno

Apoteosi del sapido e dei gusti forti, l’uovo di tonno fresco servito semplicemente a fette con spicchi di limone.  Eccellente, a patto che si abbiano papille tarate al sapido intenso. 

Ci potremmo considerare già paghi e soddisfatti così, ma arriva il primo piatto: paccheri ai frutti di mare, davvero squisiti. E ciò malgrado il pacchero non sia il mio formato di pasta preferito. Ma, se cotto a regola d’arte, sa regalare ottime sensazioni, come in questo caso. A questo punto però capacchero2piamo di non potere andare avanti ed optiamo per un dessert che serva a “sgrassare” e a preparare il palato all’immancabile caffè: un semifreddo allo zabaione e crema di caffè è di una delicatezza inaspettata, veramente ottimo e godibilissimo.

Un’ottima cena in ottima compagnia di “addetti ai lavori”: uno chef e due gourmands che, nella sostanza, evidenzia un eccellente rapporto qualità prezzo: porzioni abbondanti di materia prima freschissima ben realizzate, senza fronzoli. La conferma della bontà della materia prima è l’aver mangiato a sazietà ed essersi alzati da tavola leggeri, per niente appesantiti: questo è un indicatore importantissimo di ciò che si consuma ai tavoli dei ristoranti. Una cucina semplice ma onesta e sincera che, a mio avviso, meriterebbe un livello superiore. esternoCosa intendo? Intendo dire che All’Ancora dovrebbe divenire un eccellente ristorante di pesce, abbandonando la pur ottima pizza ( abbiamo assaggiato anche il covaccino ed apprezzato un’ottima pasta fragrante e ben lievitata, nda ) , curando un po’ di più la presentazione. gamberiPerchè i numeri e le caratteristiche per diventare un punto di riferimento fisso per chi ami il pesce fresco questo locale li ha veramente tutti. Il servizio è stato ottimo, attento ed anche celere malgrado ci fossero diversi tavoli impegnati. Particolarmente apprezzabile l’attenzione costante del personale di sala, il continuo rimpiazzo di piatti e la veloce sostituzione del posacenere: dettagli che parlano di qualità. E, come sa bene chi mi conosce, per me il servizio conta quasi quanto il cibo stesso.

I costi: la nostra pantagruelica degustazione, composta da sette antipasti, un primo piatto, una grigliata di pesce, acqua, dessert e vino di ottimo livello, si aggira tra i 50.00 e i  60.00 euro. Ma una cena normale, dall’antipasto al dolce comprese le bevande tra cui un vino di fascia media, costa intorno ai 35.00 euro. Insomma, un locale per molti sicuramente, con il valore aggiunto di poter godere del delizioso dehor e di un parcheggio ampio e gratuito.

Locale decisamente consigliato per la qualità della materia prima e per l’eccellente rapporto qualità prezzo.

Alessandra Verzera

Scheda:
Patron: Anna Maria Basile
Chef: Ninni Lo Coco
Coperti : > 200
Range : Medio



Ranking (*) :

Location : 3

Cibo : 4

Carta Vini : 3

Presentazione : 3

Servizio : 4

Mise en place : 3

Atmosfera : 4

Allestimenti : 3

 

(*) Legenda.
Ranking :
1 = pessimo
2 = scadente
3 = sufficiente
4 = ottimo
5 = eccellente.