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Vellutata di fave al finocchietto con arancia e pesce azzurro affumicato

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MarcelloIngredienti per 4 persone:
800 g di fave fresche sbucciate
1 mazzetto di finocchietto fresco
1 filetto di pesce azzurro affumicato (aringa o sgombro o tonno)
Olio extravergine di oliva q.b.
Pepe nero macinato q.b.
Sale q.b.

Bollire le fave in abbondante acqua salata per circa 12 minuti. Dopodiché scolarle e trasferirle in acqua e ghiaccio, attendere che si raffreddino e sbaccellarle ricordandosi di metterne da parte qualcuna per la decorazione del piatto finito. In un cilindro da cucina, frullare le fave con parte della loro acqua di cottura (anch’essa fredda), aggiungendo un filo di olio extravergine e un ciuffetto di finocchietto fresco (le parti più tenere). Dopo circa un minuto, si otterrà una vera e propria vellutata, liscia e priva di grumi. Successivamente, pelare l’arancia a vivo, ricavando da ogni spicchio la polpa e marinarla per circa 30 minuti in 3 cucchiai di olio, 1 pizzico di sale e 1 pizzico di pepe nero. In un tegame, riscaldare la vellutata e servirla su una fondina insieme a un po’ di arancia marinata, qualche fava sbaccellata, una strisciolina di pesce azzurro affumicato, un ciuffo di finocchietto e un filo di olio extravergine di oliva.

Marcello Valentino

Food : Dieta Mediterranea e nuovi mercati per creare economia e turismo.

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dieta-mediterranea1Fare della Dieta Mediterranea un brand, che ne consolidi i valori unici al mondo e ne consenta la valorizzazione economica sui mercati del largo consumo alimentare, ma anche quelli del turismo. Se ne parlerà da domani a domenica 16 novembre a Imperia durante i lavori della quarta edizione del Forum Dieta Mediterranea, organizzato da Camera di Commercio di Imperia e Azienda Speciale Promimperia.

“”Un progetto visionario e realistico, quello della creazione di un “brand”, che si propone l’ambizioso obiettivo di fare da traino a prodotti, imprese e territori di origine, facendo leva sulla visibilità internazionale offerta dall’Expo 2015″ –  – premette il Presidente della Rete delle Città dell’Olio del Mediterraneo Re.C.O.Med Enrico Lupi –  – “e che rappresenta uno dei temi cruciali di questa edizione. Costituire un brand significa anche aprirsi nuove opportunità di sviluppo per i paesi interessati dalla Dieta Mediterranea mettendo a servizio delle culture alimentari interessate i più moderni approcci di mercato. OLIO-EXTRAVERGINE-DOLIVAQuella che si terrà a Imperia da domani a domenica – aggiunge Lupisarà una edizione “speciale” del Forum: più che una occasione per confrontarsi sui risultati delle ricerche compiute nel corso dell’anno, sarà infatti un momento di incontro per iniziare a costruire le basi per i temi “caldi” da portare all’Expo 2015 in cui lo stile di vita alimentare mediterraneo con i suoi principi rivestirà un ruolo di primo piano”.

“Avvalersi di un brand sul mercato rappresenta la modalità oggi più sofisticata di competere e nello specifico che qui ci interessa può effettivamente offrire nuove opportunità di sviluppo” –  – precisa il Professor Alberto Mattiacci Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese alla Sapienza di Roma–.  “Un percorso che potrebbe virtuosamente incrociarsi con il turismo e dare anche l’impulso per la creazione di nuovi posti di lavoro, anche qualificati, oltre a creare i presupposti per innalzare il valore economico del Made in Italy agroalimentare come quello degli altri paesi interessati dalla Dieta Mediterranea. Con il Presidente Lupi, in questi due anni di lavoro congiunto, abbiamo maturato il convincimento che si può essere ambiziosi in tema di Dieta Mediterranea. olio_1È un’ambizione che poggia sui dati: il lavoro che alcuni colleghi presenteranno a Imperia, infatti, offre una prima rappresentazione quantitativa di quanto la Dieta significhi e potrebbe significare in termini economici per i paesi interessati. Si pensi, ad esempio, che in Italia circa il 75% della spesa familiare per alimenti interessa le categorie della Dieta Mediterranea (Istat), e che le sue categorie già impattano sui quattro quinti del venduto alimentare della GDO italiana, in particolare sostenendo le marche commerciali (Università di Parma e Sapienza). Passando alle stime, poi, abbiamo ragione di ritenere – stando a prime elaborazioni – che si potrebbe creare un nuovo mercato turistico che, solo per l’Italia, potrebbe valere poco meno di un miliardo di euro (elaborazioni Coris Sapienza). dieta mediterranea3Numeri importanti, come si vede, che possono crescere ancora laddove si abbia il coraggio di sposare una visione nuova e adatta ai tempi. Un ultimo aspetto importante – sottolinea il professor Mattiacci – emerge da una lettura non superficiale dei dati demografici e sui consumi familiari: “Gli amici di Ismea ci ricordano che negli ultimi 25 anni lo scenario di riferimento familiare è mutato: se nel 1990 le famiglie con figli erano il 52% della popolazione oggi sono “appena” il 38%, è aumentato dal 19% al 29% il numero delle persone sole e circa un quinto della popolazione è ultrasessantacinquenne e con particolari esigenze alimentari. Se tutti sappiamo che l’invecchiamento della popolazione è un problema per le vendite alimentari -per la semplice ragione che più si è anziani, meno si mangia- nessuno ha mai adeguatamente ragionato sull’opportunità insita in questa circostanza: spostare gli stili alimentari degli anziani verso il modello Dieta Mediterranea. Dieta Mediterranea significa mangiare meglio, e cioè stili alimentari sani, composti da certe categorie alimentari e non da altre”.

dieta-mediterraneaC’è spazio, insomma, affinché un programma di affermazione del brand Dieta Mediterranea – con tutto lo spessore di significato associato- possa educare a un consumo migliore le popolazioni dei paesi affluenti, determinando un ulteriore potenziale per una crescita dei consumi e non un calo.

“Dieta Mediterranea – conclude Mattiacci – può diventare Valore Mediterraneo purchè ciascuno faccia il suo e nella consapevolezza che occorre investire e lavorare secondo metodi e tecniche professionali”.

Un altro aspetto su cui si confronteranno i partecipanti al tavolo di lavoro sull’economia, è il ruolo della GDO nella distribuzione dei prodotti legati alla Dieta Mediterranea. I dati più aggiornati di fonte IRI al riguardo confermano che l’insieme di Ipermercati, Supermercati, Superette e Discount rappresenta ben l’88% delle vendite totali di prodotti food, o più precisamente di largo consumo. Dalla ricerca che sarà presentata venerdì mattina nella prima sessione del simposio da Federica Ceccotti dell’Università La Sapienza di Roma ed Edoardo Fornari dell’Università di Parma, emerge quindi un quadro complessivo in cui la GDO rappresenta già attualmente, e può rappresentare sempre di più in prospettiva, uno straordinario volano positivo per la crescita dei consumi di prodotti della Dieta Mediterranea, dal momento che si tratta di categorie merceologiche in grado di contribuire positivamente alle performance complessive dei grandi gruppi distributivi, non soltanto in termini di volumi di vendita, ma anche e soprattutto in termini di costruzione e difesa di elementi di “valore”.

dieta20in20gravidanzaVenerdì 14, nella sessione del pomeriggio, sarà poi affrontata la tematica “Medicina e Salute nella Dieta Mediterranea” con il Direttore di Gastroenterologia Endoscopia Digestiva dell’Ospedale di Sanremo Massimo Conio che introdurrà e coordinerà gli interventi degli altri relatori. Sabato la mattina si aprirà con l’evento di capitalizzazione ENPI MedDiet “La Dieta Mediterranea: modello di eccellenza da valorizzare e promuovere”, mentre nel pomeriggio toccherà a Riccardo Garosci, Capo Progetto Comitato di candidatura Expo Milano e Presidente Comitato Educazione Alimentare MIUR introdurre e coordinare la sessione dedicata a “Educazione alimentare e Dieta Mediterranea, basi formative per Expo 2015. Domenica ultima sessione dedicata alla Dieta Mediterranea nella catena del valore della cultura e della comunicazione, introdotta da Mario Morcellini dell’Università La Sapienza di Roma, che si concluderà con il lancio ufficiale del Forum Dieta Mediterranea verso Expo 2015 insieme all’assessore al turismo e cultura della Regione Liguria Angelo Berlangieri.

Il Forum Dieta Mediterranea, per l’alto valore divulgativo e scientifico che riveste, ha già ricevuto cinque importanti patrocini, ovvero MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), MIPAAF(Ministero Politiche Agricole, Alimentari e Forestali), Commissione nazionale Italiana per l’Unesco, Rappresentanza in Italia della Commissione Europea ed Expo Milano 2015.

Grandi e piccini a lezione di cucina con gli “Yummies”

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baby3In occasione della settimana dell’infanzia che si terrà a Como dal 17 al 25 novembre, Parolario e Comocuore organizzano l’incontro per grandi e piccini “Cuciniamo una storia con gli Yummies”, sabato 22 novembre a partire dalle 15 presso la sede di Comocuore (via Rovelli 8, Como).
Durante l’incontro il professore e dietologo Alfredo Vanotti presenterà in anteprima il libro “Cuciniamo una storia. Golose storie, ricette e curiosità raccontate dagli Yummies” (Red Edizioni, 2014) e le autrici Maddalena Prini e Nicola Dehmer terranno un laboratorio per bambini dai 4 agli 8 anni durante il quale i più piccoli potranno conoscere gli Yummies (i protagonisti del libro), ascoltare le loro avventure e cucinare una ricetta collegata alla storia. Un workshop che vuole incoraggiare i bambini a esplorare la varietà del mondo del cibo e scoprire la gioia e il sapore unico delle ricette preparate con le loro mani.
Locandina YummiesLe storie contenute in “Cuciniamo una storia. Golose storie, ricette e curiosità raccontate dagli Yummies” – dodici racconti divisi tra le quattro stagioni – narrano le avventure di cinque simpatici personaggi corrispondenti ai gusti base (amaro, dolce, salato, aspro e umami), gli Yummies, che guidano i bambini in modo giocoso alla scoperta del cibo sano e di uno stile di vita attivo.
Il libro si basa sul gusto come avvio dell’esperienza educativa al cibo descrivendo situazioni in cui i bambini possono riconoscersi in prima persona, permettendo così di trasformare argomenti complessi in “racconti a misura di bambino”. Il volume – attraverso i contenuti dei racconti, le pagine di approfondimento e i suggerimenti di attività “green” da svolgere con i bambini – cerca quindi di stimolare un’attitudine positiva verso il cibo salutare, raccontando e illustrando in modo giocoso gli effetti che gli alimenti hanno sull’organismo e promuovendo uno stile di vita sano e consapevole.
Il libro fa parte di un progetto sull’educazione al gusto sano e sostenibile che include laboratori nelle scuole e in diversi circuiti sensibili all’argomento.

Per informazioni e iscrizioni:
info@letscookastory.com
www.letscookastory.com

I vini marchigiani volano verso Taiwan

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DSC_5803I produttori di vini marchigiani hanno incontrato un’autorevole delegazione di opinion leader, giornalisti e importatori proveniente da Taiwan. I workshop, che si sono svolti a Osimo e Offida tra mercoledì e govedì, hanno coinvolto le aziende dell’Istituto marchigiano di tutela vini e l’associazione dei produttori viticoli della provincia picena (Vinea), che gestisce l’Enoteca regionale. Il Ministero dello Sviluppo economico ha finanziato l’operazione, che ha previsto il viaggio di una settimana alla scoperta di significative realtà vitivinicole italiane, con l’organizzazione dell’Enoteca italiana e il supporto dell’Istituto per il commercio estero, Federvini e dell’Unione Italiana Vini.

DSC_6087“L’obiettivo generale del progetto – osserva l’amministratore unico di Enoteca italiana Paolo Benvenuti – è di sviluppare una narrazione sullo stile di vita locale attraverso gli elementi che ne rappresentano l’essenza: vino, cibo, territorio. Il made in Italy rimane al centro, e non solo dal punto di vista strettamente enologico”. In questa occasione Enoteca italiana torna a svolgere il ruolo originario, in quanto unico soggetto pubblico (fin dal decreto regio del 1933 che ne decretò la nascita) nato per valorizzare il vino di qualità e il suo legame con la cultura e i territori, senza dimenticare l’aspetto di promozione e di sostegno alla commercializzazione internazionale: non ha caso, l’ente dispone a questo scopo di una società in Cina.

DSC_5807Il programma dedicato alla delegazione taiwanese vuole comunicare il prodotto e la cultura del vino in simbiosi con l’ambiente in cui si è sviluppato. Il tour è partito dal Veneto e dalla Lombardia. Le Marche hanno rappresentato un’altra tappa significativa, con le due iniziative: una organizzata dall’Istituto marchigiano tutela vini in un prestigioso albergo e l’altra da Vinea, all’Enoteca regionale marchigiana. Il tour si è poi spinto in Abruzzo con la visita al consorzio di Tutela del Montepulciano, a una delle cantine e alla sede del consorzio Citra, che associa nove produttori vitivinicoli. Ultimo appuntamento in scaletta la visita all’Enoteca regionale di Ortona. Nell’occasione, l’Enoteca italiana ha presentato alle aziende il proprio Atlante dei territori del vino italiano. I partecipanti al “tour” sono stati selezionati dall’Istituto italiano per il commercio estero di Taiwan che ha individuato gli operatori sulla base dell’esperienza e degli interessi espressi sul mercato dei vini italiani. Per tutti gli operatori sono state raccolte delle schede in cui sono state riportate le informazioni relative ai vini già importati, alla tipologia di prodotti d’interesse e alle aspettative del tour.

Il latte fa bene alle ossa? No. Quelli sono i latticini.

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latteUn consumo elevato di latte non protegge le nostre ossa, al contrario potrebbe danneggiare la nostra salute.
È quanto ha rilevato una ricerca svedese dell’Università di Uppsala in base a uno studio epidemiologico che ha coinvolto 61 mila donne e 45 mila uomini. Le donne sono state monitorate per 20 anni e gli uomini per 11 anni. In particolare è stato osservato che le donne che bevevano 3 o più bicchieri di latte al giorno (circa 680 ml) avevano una più alta probabilità di morire precocemente rispetto a quelle che ne bevevano solo un bicchiere.
Al contrario un elevato consumo di formaggio e yogurt è stato associato con un minor tasso di mortalità e fratture, in particolare nelle donne.
Secondo i ricercatori il legame tra alto consumo di latte e tassi di mortalità elevati è dovuto all’elevata presenza di lattosio e galattosio nel latte. Questi due zuccheri infatti hanno mostrato di incrementare lo stress ossidativo e le infiammazioni croniche in precedenti studi sugli animali.

A Padova il quarto Campionato Nazionale di Finger Food, da due edizioni anche internazionale.

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fingerPiccole prelibate opere d’arte che soddisfino i palati più esigenti in dimensioni minuscole da mangiare “in punta di dita”, questa è la sfida lanciata agli Chef Senior più esperti, agli Chef Junior under 30 e agli allievi over 16 di tutte le scuole alberghiere durante l’esposizione Tecno & Food alla fiera di Padova dal 30 novembre al 3 dicembre.
Il tema della competizione per questa edizione del 4° Campionato Nazionale e del 2° Campionato Internazionale di Finger Food, presentati sotto il nome di “Chef in punta di dita”, ha un occhio di riguardo al territorio italiano “i prodotti lattiero caseari dei territori italiani interpretati nel Finger Food”. Un’occasione unica per vedere come gli chef junior e senior interpreteranno i formaggi dei diversi territori italiani, in base al proprio vissuto territoriale, professionale, culturale e nutrizionale scegliendo le specialità certificate o di nicchia.
finger-food-3Per i partecipanti via libera alla creatività per realizzare un vassoio con quattro tipologie diverse di finger food – tre per gli studenti. Le creazioni saranno a disposizione della giuria per un eventuale controllo olfattivo, tattile, oppure de gustativo. Belli da mangiare e buoni da vedere quindi, infatti l’aspetto visivo d’insieme, la precisione dei tagli, la varietà di forme, l’armonia cromatica, l’originalità e il sapore saranno i primi criteri di valutazione ma anche ordine, pulizia, abilità manuale e presentazione saranno elementi essenziali per la vittoria. A valutare le migliori creazioni in punta di dita, sarà una giuria internazionale di professionisti del settore, capitanati dal Maestro Giorgio Nardelli, sulla base dei rigorosi criteri di carattere gastronomico, nutrizionale ed estetico. fingerfoodPer gli Chef che accettano la sfida sarà possibile iscriversi direttamente sul sito web dedicato www.chefinpuntadidita.it, Una importante vetrina nel particolarissimo mondo del Finger Food di alta qualità con premi in denaro per i primi classificati e per il migliore chef straniero con un montepremi di oltre 15mila euro.  I visitatori della fiera potranno, a loro volta, votare la propria preferenza in un’urna predisposta assegnando premi prestigiosi. Tutti i vincitori verranno omaggiati con un volume dedicato al Finger Food edito dal Consorzio Zafferano.
finger2Per inaugurare questa importante competizione gastronomica, sabato 29 novembre dalle 20 presso il Centro San Gaetano di Padova, ci sarà la cena “Finger Food Planet, Energy for Life” un’opportunità imperdibile per gustare i migliori finger food realizzati da Gianluca Tomasi e il suo staff. Ex capitano della NIC Nazionale Italiana Cuochi, rappresentanza dell’alta cucina italiana nei concorsi mondiali e alle olimpiadi internazionali, Tomasi vanta un medagliere internazionale che lo rende uno dei migliori chef al mondo. Finger Food Planet Energy for Life, presenterà le ultime tendenze dell’arte culinaria da gustare “in punta di dita”, un affascinante intreccio di suoni grazie alla musica del Conservatorio Pollini, sapori, emozioni e continenti intessuti in punta di dita da brillanti talenti del buon gusto in omaggio al tema dell’Expo 2015: Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita. Cinque tempi musicali che corrispondono a cinque emozioni e a cinque aree alimentari mondiali, con ingredienti da Asia, Europa, Americhe, Australia, Africa per parlare di bello, buono sano e sostenibile. Molte le sorprese durante la serata e a condurre un professionista della cucina e abile intrattenitore, Marco Valletta.

Foto: Web

La maionese con l’olio d’oliva? Previene il cancro del colon

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maioneseLa maionese fatta con un buon olio extra vergine d’oliva ha un sapore molto deciso ed è anche difficile da fare perché, durante la preparazione, tende a impazzire più facilmente.
Tutta colpa dei polifenoli dell’olio di oliva, secondo una ricerca dell’Università di Teramo. I campioni prodotti con olio extra vergine hanno mostrato il livello più basso di dispersione, una struttura più grossolana e irregolare e coerenza e fermezza più bassa rispetto agli oli di girasole o di arachidi.
Forse è per questo che si preferiscono oli più dolci e meno strutturati per fare la maionese, anche se ne va della nostra salute. Una ricerca della stessa Università di Teramo, in collaborazione con il Campus bio-medico di Roma, ha infatti scoperto il meccanismo grazie al quale l’olio extra vergine d’oliva riduce il rischio di sviluppare il cancro del colon. Già numerosi studi epidemiologici internazionali avevano provato l’efficacia dell’olio extra vergine d’oliva nel prevenire numerosi tumori, ma è la prima volta che uno studio identifica il meccanismo genetico e biochimico che ne è alla base.
Il cancro al colon-retto, secondo dati dell’Airc (Associazione italiana per la ricerca sul cancro), è al secondo posto dopo quello alla mammella nella donna, e al terzo dopo quello di polmone e prostata, nell’uomo. Un tumore che in Italia, secondo le stime, colpisce circa 40 mila donne e 70 mila uomini ogni anno.

Paese che vai, olio che trovi. Ma non sempre è quello buono.

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olioDieta mediterranea con l’olio di mais o quello di canola? È quanto sta cercando di proporre la ricerca statunitense attraverso una serie di studi mirati a sostenere i consumi degli oli di semi ad alto contenuto di acidi grassi polinsaturi. A pochi giorni di distanza sono infatti state pubblicate due ricerche, una dell’Università dello Utah, che sostiene che l’olio di mais sia migliore dell’extra vergine nell’abbassare i livelli di colesterolo. L’altra, della Columbia University, che afferma che “aderire ai dettami della dieta mediterranea significa consumare regolarmente più frutta, verdura, pesce, legumi e grassi polinsaturi”, come appunto l’olio di mais o di canola.
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Ma davvero gli oli con elevato tenore di polinsaturi fanno così bene alla nostra salute? Il grasso di riferimento della dieta mediterranea è l’olio extra vergine d’oliva che contiene molti più acidi grassi monoinsaturi che polinsaturi. Ma l’extra vergine fa bene anche per i suoi alti tenori in polifenoli, non contenuti negli oli di semi.
È bene ricordare che gli acidi polinsaturi tendono a ossidarsi più facilmente, per esempio in cottura, e il processo di ossidazione può portare alla formazione di sostanze tossiche per il nostro organismo. Inoltre, un consumo eccessivo di grassi polinsaturi è associato a immunosoppressione e insorgenza di neoplasie. Gli acidi grassi polinsaturi poi, abbassano sia i livelli di colesterolo buono che quello cattivo.
Dal punto di vista nutrizionale l’olio di oliva extravergine è il grasso più equilibrato. È costituito infatti dal 75% di grassi monoinsaturi, dal 16% di grassi saturi e dal 9% di grassi polinsaturi, con un perfetto bilanciamento tra omega 6 e omega 3.

Progetto ViEnergy: a Marsala i seminari formativi sul progetto Italia – Malta

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vigneto visalliGiovedì 13 e Venerdì 14 novembre presso l’Istituto Agrario Abele Damiani di Marsala si svolgeranno due seminari formativi e informativi sulle tematiche del progetto transfrontaliero ViEnergy – Vigna Energetica, finanziato con il Piano Operativo Italia-Malta 2007 – 2013 a sostegno degli interventi congiunti per la prevenzione dei rischi naturali e antropici.

I lavori, che inizieranno alle ore 9 per concludersi alle ore 17.30, serviranno a fare un primo bilancio sulle attività già realizzate e approfondiranno le azioni in corso del progetto ViEnergy – Vigna Energetica.

I seminari, aperti ad operatori del settore, studenti e produttori, attraverso la voce diretta dei referenti dei partner del progetto, accenderanno i riflettori su ogni aspetto specifico del tema energetico proposto da ViEnergy, che punta ad ottenere l’efficienza produttiva del vigneto secondo i criteri di ecocompatibilità . Durante i lavori si parlerà della riduzione delle emissioni inquinanti, della valutazione del potenziale energetico delle biomasse prodotte con i materiali residuali dell’attività viticola-enologica(legno di potatura e vinacce). Sono previsti focus sulla fito-depurazione delle acque reflue enologiche a fini irrigui e sull’ uso di un additivo di origine agricola per la produzione di E-diesel, testato lo scorso mese su alcuni bus, classificati euro2, nel territorio del Comune di Marsala. Uno spazio sarà dedicato anche all’analisi della captazione delle CO2 da fermentazione alcoolica da utilizzare per alimentare un Fotobioreattore per la produzione di alghe e all’utilizzo dell’energia solare per la produzione di freddo per le esigenze delle cantine.

irvos-logo-150px-th“Grazie all’intervento di grandi esperti del settore – spiega Antonino Di Giacomo , Commissario dell’Istituto Regionale del Vino e dell’Olio – approfondiremo tutti gli aspetti legati alla ricerca di nuove forme di energia alternativa per ottenere l’eccellenza vitivinicola già in vigna con un approccio che punta alla sostenibilità e all’innovazione della filiera e a creare reddito attraverso il riutilizzo di biomasse residuali vitivinicole.”.

ViEnergy, Vigna Energetica vede coinvolti l’Istituto regionale del Vino e dell’Olio, nella funzione di capofila di Progetto, il CO.RI.S.S.I.A., il Consorzio di Ricerca per lo Sviluppo di Sistemi Innovativi Agroalimentari, il Centro Studi di Economia applicata all’ingegneria dell’Università di Catania, la società ABE s.r.l. Alternative Bioenergy di Marsala e, per la parte maltese – il Ministero dell’Ambiente e della Sostenibilità e i mutamenti climatici e l’Università di Malta

Birra del Borgo sul tetto del mondo. Medaglia d’oro, in Germania, per la ReAle Extra

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premio_reale_extra_3Si è svolta a Norimberga la premiazione di uno dei concorsi birrari più importanti al mondo: l ‘European Beer Star Award. La ReAle Extra, di Birra del Borgo di Borgorose (RI), si è aggiudicata la medaglia d’oro nella categoria India Pale Ale, una delle categorie più ambite del momento, lasciandosi alle spalle mostri sacri americani ed inglesi. Una grande emozione per Leonardo Di Vincenzo, fondatore e birraio di Birra del Borgo:

Da anni ci impegniamo per creare prodotti unici e dal carattere inimitabile, questo riconoscimento per noi è molto importante, alla soglia del nostro decimo compleanno, per non smettere mai di innovare e di fare ricerca.

Qualche numero per capire la grandezza del concorso:

– 1.613 le birre giudicate da tutto il mondo

– 41 i paesi partecipanti da tutti i continenti

– 52 diverse categorie

– 105 giurati da tutto il mondo

European_Beer_StarL’European Beer Star Award è stato creato ben 11 anni fa ed è uno dei concorsi più ambiti a livello mondiale. Nel 2014 c’è stato un incremento del 7%, rispetto al 2013, delle birre partecipanti che sono state giudicate dai giurati in degustazioni anonime per: colore, aroma, gusto ed impressioni generali. Esattamente come un consumatore valuta una birra.

Con l’European Beer Star Award, vogliamo dare un premio alle birre che sono state create con carattere e testa, che sono grandi nel gusto e nella qualità” spiega  Wener Glossner, A.D di Private Brauereien. L’idea di creare questo concorso è iniziata nel 2004 in collaborazione con Association of Small and Independent Breweries in Europe (l’associazione dei piccoli birrifici indipendenti in Europa). Il concorso è rivolto ai produttori di birra provenienti da tutto il mondo che si sono impegnati nel produrre birre di tradizione europea.