Giovani siciliani alla corte del “re” salmone. Da Termini Imerese e Taormina al “Fish Market” di Bergen.

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giovani 1Chi l’avrebbe mai immaginato di trovare giovani studenti alla corte del “re” salmone in una delle piazze più pittoresche della Norvegia?

( Francesco, originario di Termini Imerese. Foto: A. Fiasconaro)

Ci lasciamo alle spalle il Bryggen, lo storico quartiere di Bergen nel lungomare norvegese che da anni è patrimonio mondiale dell’Unesco e, proprio di fronte a noi si affaccia la Fiske Torget, la piazza «ricamata» da numerose bancarelle ricche di specialità pescate nei fiordi e in mare aperto.

giovani 2Un festival variopinto, fatto di colori, odori, sapori. Tra gli stand di frutta, verdura, fiori, souvenir, puntiamo il nostro obiettivo sugli stand del pesce. Facciamo fatica ad andare avanti. Il mercato è strapieno di turisti, in particolare olandesi e spagnoli. Lanciamo sguardi curiosi qua e là tra salmoni, gamberoni aragoste, aringhe, granchi… Improvvisamente veniamo invitati ad assaggiare qualche specialità.Dietro i traboccanti banconi numerosi giovani venditori con i caratteristici grembiuli di cerata color arancio. Per i gabbiani è sempre festa. Uno dei giovani venditori ci invita ad assaggiare una fettina di salmone imperiale affumicato con delle particolari spezie e soltanto in quell’istante ci accorgiamo di rituffarci nel nostro idioma. «Mi chiamo Francesco ed ho 23 anni, sono studente a Milano, ma i miei nonni erano di Termini Imerese. Qua si vive bene. Facciamo la cosiddetta “stagione”. Faccio un po’ di soldi vendendo il salmone e poi con quello che ho guadagnato me ne torno a casa, a Milano. Ricordo poco di Termini Imerese. L’ultima volta che ci andai ero ancora troppo piccino». Prima di salutarci, allunga un coltello per il taglio del pesce e su una delle facce affilatissime poggia una fetta di pesce di colore nero: «Assaggia, questa è la balena affumicata. E’ una prelibatezza”. Facciamo un po’ di resistenza, poi però a vincere è la curiosità: è buona, ha un sapore dolciastro come la carne di cavallo. Accanto un’altra variopinta e ricchissima bancarella. E’ tutto un vociare. “La maggior parte di noi lavorano qui per tutto il periodo estivo” – esordisce un altro giovane, che poi scopriamo essere di Taormina. “La gran parte sono studenti che studiano a Bergen. Altri ancora si sono proprio trasferiti qui come ho fatto io dove ormai vivo da tre anni. Vado in Sicilia soltanto in autunno. Qualche giorno di riposo e poi il ritorno in Norvegia».

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( Giovane Taorminese al “Fiske Torget” di Bergen. Foto: A. Fiasconaro)

Ed ancora sui banconi i panini farciti di gamberetti. Giganteschi granchi reali. Rosei salmoni. C’è anche il baccalà, lo stoccafisso. Un mix di sapori carezza il nostro palato. La pasta morbida del pesce invade olfatto e gusto con lo sguardo curioso rivolto verso gli incantevoli ed incontaminati fiordi. Chi l’avrebbe mai detto di trovare un angolo siciliano in quel paradiso terrestre di Bergen?

Antonio Fiasconaro