Decorare con gli intagli e non solo: il mondo del VisualFood

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visualL’estetica del cibo, la bellezza delle forme, il decoro nella presentazione dei piatti, sono aspetti che in cucina hanno sempre catturato l’attenzione di Rita Loccisano, VisualFoodist di A Mouse On The Table. Attraverso il suo racconto scopriremo in che modo il cibo può diventare forma d’arte senza perdere il suo scopo principale: nutrire, ed in questo caso nutrire divertendo (Ti.Ni.)

A Mouse On The Table è il primo blog sul VisualFood, ma cosa si intende con tale termine?
VisualFood è un neologismo che ho creato io a fine febbraio 2010, quando ho aperto il blog “A Mouse On The Table”. Cercavo un termine che riassumesse tutto quello di cui mi occupo, raggruppando in un’unica categoria guarnizioni e decorazioni per piatti, centrotavola commestibili, piatti divertenti per bambini, food design e tutto quello che è bello da vedere e buono da mangiare. Il VisualFood infatti non è solo decorazione, è cibo a tutti gli effetti. Pur usandone le tecniche, il VisualFood non è intaglio vegetale, non è plating e non è fruit carving… è tutto questo e molto di più.  Oggetto di trasformazione del VisualFood non sono solo frutta e verdura, ma anche pane, pasta, salumi, formaggi e tutto ciò che è commestibile.

Come si diventa VisualFoodist? Che consigli daresti a chi decide di avvicinarsi a questo mondo?
L’estetica del cibo, la bellezza delle forme, il decoro nella presentazione dei piatti, sono aspetti che in cucina hanno sempre catturato la mia attenzione. Mi hanno sempre stupito la creatività e il senso artistico di certe composizioni; la mia prima passione è stato l’intaglio vegetale, il classico intaglio Thai. Mi sono formata da autodidatta seguendo le indicazioni di voluminosi e costosi manuali di intaglio, ma trovavo un grosso limite a questa arte: lo spreco di cibo. Gran parte delle composizioni sono progettate e realizzate come puro decoro, si utilizzano verdure crude che non possono essere mangiate così come sono, oppure tantissimi stecchini o colle non alimentari per unire i pezzi, ciò rende tali lavori non commestibili. Il cibo è una cosa seria, sprecarlo in questo modo, quando al mondo c’è gente che vive di stenti, lo considero un delitto. Il VisualFoodist è colui che apprezza questa forma d’arte, la replica e ne applica i principi; diventarlo è molto semplice, basta seguire i tutorial gratuiti sul mio sito o frequentare uno dei miei tanti corsi sparsi in tutta Italia. Il VisualFood Designer è invece colui che progetta VisualFood, quindi disegna e riproduce composizioni di cibo; presto ci sarà una scuola per diventare designer, consulenti e insegnanti di VisualFood. Ci stiamo lavorando.

In quale opera pensi di esserti spesa di più, e qual è quella in cui non ti sei mai cimentata?
Ti confesso che ci sono alcune composizioni che, riguardandole a distanza di tempo, mi fanno sussultare come se le vedessi per la prima volta o come se le avesse fatte qualcun altro. Sono ad esempio i vasetti finger food di carota, la rosa di prosciutto o il centrotavola invernale con igloo e pinguini, per citarne qualcuno. L’opera che mi ha richiesto più impegno è un albero di pasta realizzato per lo stand DeCecco al Pasta Trend 2011. Ho lavorato 10 giorni per realizzare un albero secolare di pasta secca, utilizzandone diversi formati. Il VisualFood di solito è meno impegnativo e più rilassante, cerco di progettare composizioni riproducibili da chiunque, per questo evito di usare ingredienti introvabili o intagli che richiedano una particolare manualità, perché concepisco il VisualFood come un’arte democratica: tutti devono poterla applicare.
Rispetto invece alle opere in cui non mi sono ancora cimentata, ho tanti progetti in cantiere e campi nuovi da esplorare, scoprirete presto le novità!

Insegnare VisualFood è un po’ come…?
Insegnare VisualFood è un po’ come immergersi nella creatività. Io do lo spunto, i partecipanti ci mettono il loro entusiasmo e le loro conoscenze e così nascono idee sempre nuove. Non c’è un corso uguale all’altro e spesso sono io a imparare! Per me insegnare quello che so è una tendenza naturale, mi viene spontaneo. Provo una soddisfazione immensa nel vedere riuscire gli altri e la loro gioia mi rende felice. Non mi stanco di spiegare fino a quando non vedo che l’allievo ha capito la tecnica. E finora nessuno è mai rimasto deluso.

Qual è il target degli scritti ai tuoi corsi?
Il VisualFood è un’arte senza età e trova applicazione nelle feste per bambini come nei buffet più raffinati, di conseguenza il mio pubblico è molto esteso. Tengo corsi per professionisti della ristorazione, soprattutto attraverso enti di formazione professionale quali Iscom Formazione, in cui gli iscritti sono sia uomini che donne, spesso molto giovani. Nei corsi per appassionati ho quasi solo donne, ma non è raro trovare uomini che amano cucinare e curare la presentazione dei piatti. Infine il pubblico dei piccoli, con laboratori che vedono protagonisti bambini dai 4 ai 12 anni e corsi rivolti alle mamme che vogliono imparare a presentare ai loro bimbi frutta e verdura dall’aspetto divertente e invitante. Mi capita di insegnare ad insegnanti che poi usano le mie tecniche nei loro laboratori con i bambini. Uno dei corsi che sto mettendo a punto è tutto dedicato alla festa di compleanno VisualFood: insegneremo alle mamme come creare centrotavola speciali, ma allo stesso tempo commestibili e piatti particolari pensati apposta per divertire e contemporaneamente nutrire i più piccoli.

Gli strumenti del mestiere: quanto contano, e quali sono i principali?
Avere dei buoni coltelli è la chiave della riuscita di ogni intaglio. Di attrezzi ce ne sono tanti e quelli che io ritengo insostituibili sono gli spelucchini (dritto e curvo), il coltello Thai e alcuni scavini. Poi ci sono degli attrezzi simpatici, seppure non indispensabili, come il temperacarote, che permettono di creare in un solo gesto delle deliziose guarnizioni e di questi, chi ama la decorazione, non riesce a farne a meno essendo la bellezza è un ingrediente fondamentale!

Nessuna gelosia per i segreti del mestiere, che condividi sul blog con video esplicativi?
Al contrario! Il mio desiderio è che questa diventi una tendenza diffusa in tutto il mondo. I video che pubblico sul mio blog sono solo una parte di tutto quello che faccio. Le creazioni più ricche e complesse (ma non complicate!) le riservo ai corsi o alle consulenze. I tutorial gratuiti vogliono essere uno stimolo ad avvicinarsi al VisualFood e testare di persona quanto sia semplice creare composizioni da mangiare con gli occhi. Anche il fatto che il nome VisualFood stia entrando nel linguaggio comune con una grafia diversa da quella che ho registrato, vale a dire “visual food”, staccato invece che attaccato, tutto sommato non mi disturba, perché rimanda comunque  a me e al mio “movimento”.

Un “movimento”, il VisualFood, che si presenta sulla soglia del futuro con quali progetti?
I progetti sono tanti. A breve termine c’è l’apertura di un nuovo sito dove troveranno posto una community e un e-commerce. Poi sto lavorando a una prima pubblicazione sul VisualFood a cui faranno seguito diverse monografie. Ma il progetto più ambizioso è sicuramente la scuola per insegnanti di VisualFood. I corsi, le dimostrazioni, le consulenze cominciano a essere troppe perché io possa gestirle da sola. Ho bisogno di una rete di collaboratrici in tutta Italia e, perché no, anche all’estero, che lavori seguendo i principi e la filosofia del VisualFood.

A Mouse On The Table rappresenta il tuo lavoro o la tua passione?
Un po’ tutt’e due le cose. Il blog ha senza dubbio segnato una svolta nella mia vita. Non mi aspettavo di ottenere in poco più di un anno tanto successo e tanti riconoscimenti. Mi sento molto fortunata perché il blog e il VisualFood sono il mio lavoro, ma sono anche la mia passione. Penso sia il sogno un po’ di tutti, trasformare le proprie passioni in lavoro,  ed è quello che io sto cercando di far accadere lavorando tutto il giorno, tutti i giorni, con costanza e passione. Imparando quello che non conosco, studiando quello che non so e investendo tempo e denaro. I risultati dicono che sono sulla strada giusta e questo mi spinge a continuare.

Cosa ami di questo mestiere e cosa ti ha regalato nel tempo?
Amo il poter mettere in pratica quasi tutte le mie passioni. A trentacinque anni non sapevo ancora cosa avrei fatto da grande. Ho sempre avuto grande manualità, creatività, passione per le lingue straniere e per l’informatica, ma non ero riuscita a trovare un lavoro che mi permettesse di mettere in campo tutte le mie conoscenze. A un certo punto della mia vita mi ero detta che era ora di finirla di giocare con gli hobby creativi, perché non avrei mai guadagnato abbastanza da pagare l’affitto, e che era meglio trovarsi un lavoro “serio”. Poi è arrivato il blog, una vetrina sul mondo che mi ha permesso di mostrare quello che so fare esponendo il mio punto di vista: intaglio sì, ma etico. E così tra i tutorial di intagli classici ho cominciato a inserire dei VisualFood di mia invenzione, spiegando la filosofia che c’era dietro a quella scelta e al pubblico è piaciuto. Gli stessi lettori mi hanno chiesto di organizzare dei corsi, è stata un’evoluzione naturale in un lavoro che mi spinge a dare il massimo, il 100% delle mie energie. Corsi che mi hanno permesso di visitare posti nuovi e conoscere tante bellissime persone; rapporti che arricchiscono la mia esistenza e mi fanno sentire viva, confermandomi che l’Italia non è solo quella dei delinquenti, dei politici e delle veline che si vedono in tv, ma è fatta di gente comune che come me ha i suoi problemi e le sue fatiche da affrontare, ma non per questo rinuncia a sorridere al prossimo e alla vita. Molti di questi rapporti diventano amicizie che proseguono anche dopo il corso e devo ringraziare loro, come anche i miei cari e gli amici che mi sostengono. Senza il loro appoggio forse non avrei tutta questa forza. Ho il conto corrente in rosso, ma chissà perché, mi sento ricchissima!

Per maggiori informazioni su A Mouse On The Table consulta il sito: http://www.amouseonthetable.com/

Tiziana Nicoletti

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