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Executive Chef Simone Strano : ” Il successo parte dall’ignoranza”

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strano2Largo ai giovani! Si, specie se tanto sapientemente hanno imparato dai Maestri. Come nel caso di Simone Strano, il giovanissimo chef colto che cita Kundera e Pirandello mentre realizza opere d’arte nelle cucine pià prestigiose d’ Italia. Per il Gruppo Ragosta, Simone Strano firma una cucina d’autore a cinque stelle, da Taormina a Roma.

strano5Simone Strano, ci racconta gli step fondamentali della sua carriera?

Risale al 1999 la mia prima esperienza lavorativa nel Ristorante “Villa Mirador” vicino Catania ma è nel 2003 la mia prima vera esperienza come responsabile di cucina presso il Silence Hotel Wengenerhof a Wengen in Svizzera. Di grande importanza per me anche altre esperienze estere presso il Ristorante Il Padrino a Lucerna, il Ristorante Rialto e l’hotel Alpenland a Gstadd. Nel 2010 e 2009 sono tornato a Taormina e ho lavorato a La Capinera, 1 stella Michelin, per poi passare all’hotel El Jebel. Negli ultimi 4 anni ho iniziato a lavorare nelle strutture del gruppo Ragosta Hotels Collection e sono diventato 1° Chef di cucina del Ristorante Fusion a La Plage Resort di Taormina, sull’incantevole scenario di Isola Bella. E oggi eccomi qui a guidare la cucina della nuova struttura del gruppo, il Ristorante Senses a Palazzo Montemartini.

strano10Come è stato lasciare la Sicilia essendo praticamente poco più che adolescente?

È stato divertente, avventuroso…quasi inconsapevole. Sono convinto che, per quanto non sia mai troppo tardi, fare alcune scelte da giovanissimi non possa che essere vantaggioso. L’intraprendenza, la spregiudicatezza e la leggerezza con cui generalmente da diciottenni ci si affaccia alla vita, consentono di affrontare il mondo nella sua pienezza. Certo, i momenti di nostalgia non hanno tardato ad arrivare. Tuttavia, col supporto dei miei affetti più cari, sono riuscito ad affrontare le mie fragilità e a maturare una maggiore consapevolezza rispetto alla scelta che avevo fatto. Ogni tanto un “tuffo” a casa e tengo sempre in valigia le mie origini e le mie tradizioni.

strano6strano4Cosa ha imparato nei suoi numerosi viaggi al di fuori della sua terra d’origine?

Si impara sempre e ovunque, basta guardarsi un attimo intorno. Fuori dal mio guscio ho imparato ad accettare e condividere punti di vista diversi. Ho imparato a conoscere i miei limiti e ad essere consapevole delle mie potenzialità.

Tutte le strade portano a Roma: mai proverbio potrebbe essere più adatto al suo percorso professionale. Oggi lei è Executive Chef di uno dei cinque stelle più innovativi della capitale. Cosa conta di più, secondo lei, la sinergia, l’autorità, la gerarchia?

strano7E chi può dirlo! Penso che noi viviamo come “uno, nessuno e centomila”: siamo uomini, fratelli, mariti, padri, professionisti. Ogni giorno entriamo in contatto con gli altri, ed è in relazione all’altro e al riflesso che ci torna che disegniamo la nostra persona. Così, in ambito lavorativo, il modo di pormi rispetto ai colleghi è a misura di relazione. È fondamentale la sinergia, talvolta occorre l’autorità ed è importante avere chiara la gerarchia.

strano3Lei è partito subito con strutture di alto livello, specialmente a Taormina: come si costruisce il successo professionale avendo pochi anni e molta responsabilità?

Il successo professionale, per me da intendersi come il desiderio di essere sempre competenti nel proprio campo, si costruisce partendo dall’ignoranza ,alla maniera di Kundera, che sottende l’umiltà. Poi…una buona manciata di audacia e un pizzico di intraprendenza! Insomma devo quasi tutto all’educazione ricevuta dai miei genitori.

strano8Secondo lei quale delle due è l’affermazione più vera tra: “sbagliando si impara” e “studiando si impara”?

Sono vere entrambe! Senza errore non c’è discernimento, senza studio non c’è cultura. Si cresce insomma sbagliando e studiando.

Qual è la materia prima con la quale preferisce lavorare?

Ogni prodotto della terra appena colto. Sono cresciuto in campagna dove, sin da bambino, osservavo mio padre accompagnare la natura in ogni suo passo (la cosa che mi pesava di più era alzarmi molto presto per innaffiare le mie piante!); prima il seme, poi il fiore, infine il frutto. E anch’io, come mio padre, ho voluto ritagliarmi un piccolo spazio di rapporto con la terra. Adesso sono grato alla mia infanzia che oggi mi permette di riconoscere gli odori più veri, di apprezzare e proporre il gusto semplice di ogni prodotto che cucino.

simone strano1Expo Food & Wine, Salone del Buon Cibo e del Buon Vino, ai nastri di partenza a Catania. In che cosa la vedremo impegnato?

Il 29 novembre alle ore 15.00 sarò felice di proporre uno show coking accompagnato dalla mia squadra: amici d’infanzia, compagni di scuola, oggi anche colleghi.

Progetti futuri?

Probabilmente un festival di alta cucina a Taormina che mi darà la possibilità di confrontarmi con chef di alto profilo nel panorama italiano. Al momento invece c’è la volontà di proporre il meglio a Palazzo Montemartini in quanto è una struttura nuova ma che ha tante potenzialità ancora tutte da scoprire e soprattutto in fatto di cucina. Questa è la sfida più importante per me.

 

Alessandra Verzera

 

Foto: maurodileva.it ,

Gruppo Ragosta Hotels Collection,

Antonella Lucchetti,

Emanuela Sessa,

Simone Strano,

web.

La filosofia della cucina e l’estetica della tavola: un unico mondo, in divenire

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accademiaLa Delegazione Milano Navigli dell’Accademia Italiana della Cucina, in occasione del suo decimo compleanno, insieme all’Università degli Studi di Milano organizza la mattina del 22 novembre, presso l’ateneo, il convegno, aperto a tutti, sul tema La filosofia della cucina e l’estetica della tavola: un unico mondo, in divenire. L’evento, con il patrocinio del Comitato Scientifico EXPO 2015 del
Comune di Milano, vuole contribuire a valorizzare argomentazioni culturali legate al tema Nutrire il pianeta – Energia per la vita. L’Accademia è infatti un’istituzione culturale riconosciuta dal Ministero della Repubblica Italiana, che ha
il compito di salvaguardare, insieme alle tradizioni della cucina italiana, la civiltà della tavola, espressione viva e attiva nella cultura del Bel paese. mise en placePer questo, assume l’impegno a promuovere eventi e confrontarsi con chi opera nel settore, diffondendo all’esterno le informazioni e i contenuti d’interesse. Il ruolo e le evoluzioni della cucina e della tavola saranno esplorati e contaminati da punti di vista diversi:
dalla filosofia estetica della tavola all’arte del gusto degli chef in cucina, al design e al mondo delle stoviglie.
Per rispondere a cosa rappresenta la cucina oggi e quali sono i canoni estetici che accompagnano questa trasformazione, dalla tavola, al design dei cibi e delle stoviglie. Il food design, in particolare, rappresenta una forte esigenza del mercato e un elemento fondamentale nella comunicazione, che vede
i marchi del food, e non solo, attenti a valorizzare i prodotti verso un target alto, per distinguersi ed essere
competitivi. stoviglieDal ristorante ai punti retail. Per questo al designer si richiede una formazione olistica sui vari aspetti della disciplina, ad esempio dal prodotto all’interior design, perché possa intervenire alla
fabbrica di idee per consumatori sempre più esigenti e informati. La presentazione, quindi, della tavola, dei piatti, dell’alimentare in generale diventa un fatto sempre più importante e indagato. Milano, in
questo, per memoria storica e notorietà, è il design che si mangia e si respira ogni giorno. vizzariSe ne discuterà nella sala di Rappresentanza della Statale con professori universitari dell’Università degli Studi e Politecnico di Milano e dell’Università di Firenze, lo chef Enrico Bartolini e il critico enogastronomico Enzo Vizzari insieme al delegato Giovanni Battista Spezia di Milano Navigli, che ha ideato il progetto, e Paolo Petroni, Presidente del Centro studi dell’Accademia Italiana della Cucina Franco Marenghi, che si occupa di cogliere e analizzare le tendenze non solo nel panorama gastronomico;
con la presenza del Presidente dell’Accademia Giovanni Ballarini.
“Svariati sono i temi che la Delegazione Milano Navigli ha affrontato nel corso di questi dieci anni accademici,
ma ancora non avevamo realizzato un incontro per far parlare esperienze universitarie diverse, dall’estetica
all’industrial design, alla storia dei costumi con le realtà che ogni giorno lavorano per i consumatori e con chi ha la penna per raccontare il panorama della cucina al fine di offrire in un convegno pubblico uno spaccato di una visione contemporanea della cucina e della tavola”, commenta Giovanni Battista Spezia, delegato Milano Navigli, e aggiunge “siamo orgogliosi di aver avuto questa occasione a pochi mesi da un evento dal tema così importante come Expo 2015”.
La prima parte del convegno è dedicata alla filosofia della cucina e indaga sotto tre profili diversi il
mondo dell’alimentazione. La professoressa Maria Canella, docente di storia e documentazione della moda
all’Università degli Studi di Milano, racconterà le abitudini degli italiani a tavola, cosa mangiano e cosa
preferiscono, quali le tradizioni dei consumi e le tendenze future, toccando i fondamenti del pensiero
filosofico contemporaneo. enrico_bartolini_00A cui si integra l’esperienza dello stellato Enrico Bartolini , il quale incuriosirà esponendo cos’è oggi un classico contemporaneo in cucina grazie alla laboriose e creative mani di uno chef. E il critico enogastronomico cosa ne pensa? Enzo Vizzari, direttore de Le Guide de l’Espresso, svelerà cos’è la nuova cucina italiana. La seconda parte del convegno sviscererà la dimensione estetica della tavola, cioè l’idea della cucina come presentazione nella sua forma e modo d’essere come rappresentazione, aspetto peculiare nella Milano della moda e del design. Qual è dunque la storia della tavola, quali i valori filosofici e l’interpretazione nel design e nel food. Elio Franzini, docente di Estetica all’Università degli Studi di Milano, spiegherà il concetto del gusto della tavola, infatti dal gusto nasce l’estetica, la teoria della sensibilità. Il design a
tavola sarà affrontato da Marco Turinetto, docente di Strategie e sviluppo del brand al Politecnico di Milano.
bartolini3E il cibo secondo una visione prospettica, che si ispira alla cupola di Firenze del Brunelleschi, da MariaAntonietta Esposito, architetto e docente di Gestione del progetto all’Università degli Studi di Firenze, oltre a essere appassionata accademica. Le relazioni e connessioni del gusto saranno invece analizzate da Elisabetta Cianfanelli, docente di Industrial design all’Università degli Studi di Firenze. gufoIl Convegno si concluderà con gli interventi del Presidente dell’Accademia e del Presidente del Centro studi
Franco Marenghi. Milano Navigli ha inoltre realizzato per mano di una giovane artista, Liz Kimble, il logo del convegno,che vede protagonista un gufo, realizzato con i colori e la forma del marchio dell’Accademia, il quale
rappresenta la filosofia, base di tutte le scienze. L’artista, di nazionalità americana e spagnola, ha trascorso diversi anni fra Madrid e Londra, per poi trasferirsi a Milano. Con il suo disegno ha voluto fare un omaggio alla promozione culturale espressa dal ruolo dell’Accademia Italiana della Cucina, che è presente in tutto il mondo.

Expo Food&Wine, a Catania il più importante Salone Agroalimentare del Sud Italia

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EXPO Food & WineL’appuntamento con l’eccellenza gastronomica parte dal cuore della Sicilia e lo scenario che si prospetta è di carattere internazionale, con la partecipazione di Paesi e buyers stranieri e di decine di importatori del Made in Sicily nel mondo. Si presenta così “Expo Food and Wine”, il più importante Salone del buon cibo e del buon vino del Sud Italia, in programma alle Ciminiere di Catania dal 29 novembre al 1° dicembre 2014. La scelta di SIEF ITALIA, organizzatrice della manifestazione con l’amministratrice Alessandra Ambra, è infatti quella di scommettere sul comparto dell’agroalimentare di eccellenza partendo proprio dalla Sicilia, per dare la possibilità a centinaia di produttori e imprenditori del settore di incontrare operatori e commercianti italiani ed esteri direttamente sul proprio territorio. Da qui, l’agenda fitta di appuntamenti già costituita dall’organizzazione, a cominciare dagli incontri B2B e con i Paesi esteri coinvolti: Argentina, Usa, Emirati Arabi, Ghana, Turchia, mentre altre nazioni stanno chiedendo di entrare nella squadra. ciminiereGli operatori ghanesi stanno già lanciando un progetto di sviluppo per la diffusione dell’agroalimentare siciliano e del franchising nel loro Paese. Così come gli Emirati Arabi, abili nell’intermediazione commerciale. E gli Usa, da anni ormai innamorati della produzione vitivinicola italiana. Un’occasione da non perdere, per i tanti produttori siciliani, che potranno presentare tutte le potenzialità anche economiche della dieta mediterranea e avere visibilità sui mercati esteri.

ciminiere2Oltre che sul fronte commerciale, la stessa attenzione “Expo Food and Wine” la rivolge al mondo della ristorazione, trasformando le tre giornate in un momento di confronto e di educazione alla qualità agroalimentare. Una strategia alla quale hanno aderito da subito importanti e prestigiose istituzioni e associazioni di settore, a cominciare dalla Regione Siciliana – Assessorato delle Attività Produttive, SPRINT Sicilia – Sportello regionale per l’internazionalizzazione, che hanno dato il loro patrocinio, e dalla Federazione Italiana Cuochi e Associazione Provinciale Cuochi Etnei, che cureranno la parte organizzativa degli show cooking, e a cui si aggiungono la Federazione Italiana Pasticceri Sicilia, Associazione Italiana Celiachia – Sicilia, Confagricoltura Catania, Corfilac, Accademia Italiana Gastronomia Storica, Città del Gusto Catania – Gambero Rosso, Fisar, Associazione Italiana Sommeliers Sicilia, Università di Catania – Dipartimento DISPA e DI.GE.SA, Comitato Regionale Giovani Imprenditori Confindustria Sicilia, Cisalpina Tours, Consorzio Med Europe, GAL Terre dell’Etna e dell’Alcantara, e gli sponsor tecnici Enoiltech ed Electrolux.

Partnership prestigiose che hanno richiamato la partecipazione di veri e propri protagonisti del mondo dell’enogastronomia nazionale. Saranno infatti il direttore di Tg5 Gusto Gioacchino Bonsignore e il noto volto Rai Alex Revelli Sorini a presentare al pubblico la manifestazione, mentre incontri, convegni, degustazioni, show cooking (di cucina calda, di zucchero, del senza glutine), show carving (l’arte dell’intaglio dei vegetali), un concorso di pasticceria, un concorso a squadre per gli chef del Sud e approfondimenti previsti nel ricco calendario dei tre giorni saranno raccontati in diretta da Rsc Group su Radio Studio Centrale, il più importante network radiofonico dell’isola, che con una postazione mobile all’interno delle Ciminiere coinvolgerà tutti gli ascoltatori siciliani.

Ed eccolo il programma dettagliato degli show cooking e delle degustazioni:

sabato 29 novembre, ore 12, Cucina Calda, realizzato da Angelo Scuderi – Chef Patron Ristorante “I Plachi” Gravina di Catania (area show);

ore 18, degustazione di vini organizzata dall’A.I.S. (area wine);

ore 18,30, cooking show realizzato dallo Chef Alfio Visalli – Centro Surgelati Acireale CT (area show).

d'agostinoSeby-Sorbello-300x400Domenica 30 novembre, ore 10, degustazione di vini organizzata dall’A.I.S. (area wine); ore 10, concorso di pasticceria,   organizzato da Federazione Italiana Pasticceri Delegazione Sicilia;

ore 13, cooking show senza glutine, con la collaborazione dello Chef Seby Sorbello Presidente dell’Associazione Provinciale Cuochi Etnei per AIC Sicilia (area show);

ore 15, show su zucchero, realizzato dal Maestro Pasticcere Giovanni Cappello della Pasticceria Cappello di Palermo – F.I.P. Delegato Regionale Sicilia (area show); ore 16, show carving, l’arte dell’intaglio dei vegetali, realizzato da Nico Scalora, Executive Chef al Naxos Beach Resort (area show);

ore 18, Cucina Calda, realizzato da Pietro D’Agostino, Stella Michelin, Chef Patron del Ristorante La Capinera di Taormina (area show); sempre alle ore 18, degustazione di vini organizzata dall’A.I.S. (area wine).

Lunedì 1 dicembre, ore 10, concorso a squadre per il Sud, organizzato dall’Associazione Provinciale Cuochi Etnei e dalla Federazione Italiana Cuochi (area show).

Ricco anche il calendario degli incontri e dei convegni, con gli interventi di personalità del mondo scientifico, universitario e della ricerca.

Sabato 29 novembre, ore 10,30 – ore 14, CD dell’Associazione Italiana Celiachia (sala wine); ore 16 – ore 18, “La sfida dell’olio Made in Italy” (sala ciminiere – padiglione F1); ore 18,30 – ore 20, presentazione ufficiale del ricettario “Celiaco: prego, si accomodi. Celiachia e turismo accessibile”, organizzato da AIC Associazione Italiana Celiachia, con la presidente della delegazione Sicilia Giuseppina Costa, Civita srl, con la collaborazione dello Chef Seby Sorbello – Presidente Associazione Cuochi Etnei e Chef Patron del ristorante Parco dei Principi (sala ciminiere – pad. F1).

bonettaDomenica 30 novembre, ore 10 – ore 12,30, “Congresso regionale celiachia: terapie alternative, miraggio o realtà?”, organizzato da AIC (Associazione Italiana Celiachia) (sala C3 – Pad. C); ore 10,30 – ore 12,30, “Biodiversità e innovazione: la conservazione e il miglioramento delle risorse genetiche per le filiere agroalimentari”, organizzato da Sief Italia con la collaborazione di Valentina Vitale (sala Ciminiere – Pad. F1), con gli interventi di: Bonetta Dell’Oglio – Chef e Ambasciatrice dei Prodotti Slow Food nel Mondo; Arturo Genduso – Agronomo; Adele Traina – Responsabile U.O. Oncologia Sperimentale, A.R.N.A.S. Civico di Palermo Coordinatore del centro di Palermo per il progetto Diana; Fabiola Sciacca – Biologa Ente CRA (Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura) Catania. Ore 15,30 – ore 17, “Il Sud Italia come rilancio dell’economia in cucina” organizzato da Federazione Italiana Cuochi (sala Ciminiere – Pad. F1), con gli interventi di Seby Sorbello, presidente Associazione provinciale cuochi etnei, chef patron ristorante “Parco dei Principi” di Zafferana Etnea”; lo chef stellato Michelin Pietro D’Agostino, chef patron ristorante “La Capinera” di Taormina; Giacomo Giancastro, presidente Sud Italia per la Federazione Italiana Cuochi; Rocco Pozzulo, responsabile eventi Federazione Italiana Cuochi; presenteranno il convegno il direttore di Tg5 Gusto, Gioacchino Bonsignore, e il giornalista Rai, Alex Revelli Sorini; moderatore il giornalista Antonio Iacona; ore 17 – ore 18, appuntamento con NOI DI SALA (sala Ciminiere – Pad. F1).

bonsignoreLunedì 1 dicembre, ore 10 – ore 12, corso per “Alimentazione Fuori Casa: come entrare nel network di A.I.C.” (sala wine); ore 10,30 – ore 12,30, “La valorizzazione dei grani siciliani: un patrimonio da tutelare”, organizzato da Sief Italia con la collaborazione di Daniele Sgroi di Città del Gusto Catania e Valentina Vitale (sala Ciminiere – Pad. F1), con gli interventi di: Bonetta Dell’Oglio – Chef e Ambasciatrice dei Prodotti Slow Food nel Mondo; Giuseppe Li Rosi – Presidente Azienda Terre e Tradizioni; Nello Blanciforti – Stazione Sperimentale di Granicoltura per la Sicilia; Paolo Guarnaccia – Docente presso il Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie della Facoltà di Agraria di Catania; Giovanna Tomaselli – Docente presso la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Catania, Presidente di RURALIA (Associazione Italiana per il Recupero Unitario delle Realtà Agricole e dei Luoghi), Membro del consiglio direttivo AIIA (Associazione Italiana di Ingegneria Agraria); Giovanni Distefano – Titolare Azienda Agricola Molini Soprano; Filippo Drago – Presidente Azienda Molini del Ponte; Massimo Palumbo – Dirigente di ricerca del CRA-ACM (Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura) di Acireale.

Appuntamento, dunque, a sabato 29 novembre 2014, con il taglio del nastro e l’inizio di “Expo Food and Wine”, il Salone del buon cibo e del buon vino.

Andrea Alì: “In cucina il buono deve diventare ottimo”

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andrea alì grandeChef Andrea Alì, la cucina italiana vola sempre più in alto: è notizia di questi giorni una nuova pioggia di stelle Michelin e tante riconferme. Cosa rappresenta per l’ Italia, e per l’economia italiana, la cucina ad alto livello?

Qualche tempo fa un mio concittadino che vive a Roma ,dove lavora come critico D’arte, mi disse , parlando dei ristoranti Palazzolesi, ”il medio deve diventare sufficiente; il sufficiente buono ;il buono ottimo”. Mi rimase impressa questa frase Ooggi mi viene di citarla per rispondere alla sua domanda sulla cucina Italiana. E’ un bene che cresca e che si migliori ,ma soprattutto che si usino sempre  più prodotti freschi e di stagione.  Ed arriviamo all’economia, questo legame con il territorio/agricoltura per me è la chiave di sopravvivenza economica attuale e che ci traghetterà nel prossimo futuro. Oggi siamo un comparto che soffre , ma che continua a vivere  – non sopravvivere  – soprattutto per questo.

andrea alì2Innovazione, creatività, fusion o tradizione? Quale è secondo lei la carta vincente ancora da giocare?

Mah,  penso che la carta vincente unica sia difficile da trovare . Sono invece sicuro del fatto che un mix equilibrato fra questi  – con una giusta prevalenza della tradizione –  sia una buona ricetta .

Cosa invece è necessario preservare, ad esempio, della cucina regionale?

I popoli orientali usano sempre leggere nel passato per trovare risposte sagge alle domande odierne. Lo stesso vale per la cucina Siciliana ,secondo me. Le radici ,gli elementi base ,e tutto quello che ha portato a essere oggi invitati ,ad esempio, a portare la nostra cucina in paesi emergenti

andrea alìE il limite da non superare?

Il cercare di sbalordire a tutti i costi  per me è il limite. Alginati,  chimica e quant’altro meglio lasciarli agli sperimentatori, ai F1 del caso.

Il mondo ama la nostra cucina, e questa è una cosa che si sa da tempo. Recentemente però l’haute cuisine italiana è approdata in paesi dove prima era pressochè sconosciuta o comunque inarrivabile: Cina, Giappone, Russia, Europa dell’Est. Cosa è cambiato nel modo di comunicare il food?

Di sicuro è cambiato il modo di pensare di chi come me cucina. Trasmettere al cliente o ad un pubblico nuovo, ciò che si compra ,la materia prima ,fondamentale per avere un risultato finale buono. Trasmettere dunque la filosofia del cucinare sano e, aggiungerei,  mediterraneo.

andrea-alì-giordaniaLe ormai innumerevoli trasmissioni sulla cucina, ed i canali TV interamente dedicati, con decine di chef provenienti da ogni parte d’ Italia che quotidianamente comunicano qualcosa di nuovo sulla loro professione e sui piatti delle varie tradizioni regionali: una realtà che suscita reazioni diverse. Lei che opinione ha rispetto agli ” spadellatori della tv” – come Carlo Petrini ha definito in modo assai critico tanti dei suoi colleghi?

Il fenomeno mediatico ,come dicevo sopra ha sicuramente aiutato a trasmettere il buono ,il sano, la filosofia di cui le dicevo prima. Forse oggi si è arrivati ad un limete?! Potrebbe essere. Ma scagli la prima pietra chi non ha peccato.

andrea-alì-giordania-2Lei è un esempio di quanto la cucina italiana varchi ogni giorno i confini nazionali. E’ infatti da poco rientrato da Amman, in Giordania, dove ha tenuto presso la Jau ( Jordan Applied University) un corso sulla cucina italiana. Vuole raccontarci di questa esperienza?

Per me è la seconda volta ad Amman. Ho dato parecchio ma ho ricevuto tanto. E’ stato come fare un tuffo in un passato Siciliano ,molte le similitudini, altrettanti gli ingredienti simili . Ho trovato persone interessate molto alla nostra “pasta” elemento che ha suscitato molta curiosità. La cottura , ma soprattutto i nostri modi di condirla; vogliono sapere tutto quanto concerne la cosidetta dieta mediterranea. E devo aggiungere che sono molto preparati. Il limite che ho riscontrato ,nelle strutture dove ho lavorato, e solo quello di avere attrezzature datate, per il resto grande fame di sapere . per me è stato un piacere ritornarci.

andrea-alì-giordania-4Tornando a casa, invece, cosa è più bello ritrovare nella propria cucina? Un attrezzo, un profumo, i suoi collaboratori?

Di sicuro appena arrivi in aereoporto,prendi la macchina per tornare a casa ,sono i colori, i profumi che per prima ti accolgono nella nostra terra. Chiaro che la mia cucina dispone di diverse attrezzature che come dicevo sopra li mancano; per cui dico di sicuro la mia cucina, ma non prima della mia famiglia.

andrea-alì-giordania-3Il suo ristorante porta, molto semplicemente, il suo nome: Andrea. Bene, la domanda è d’obbligo: cosa si mangia di buono da Andrea?

Difficile per me dire cosa sia più buono dell’altro, ma di sicuro il tartufo Ibleo/Palazzolese è un ingrediente che attira molti. I piatti in cui  uso questo ingrediente sono un antipasto, i ravioli di formaggi misti Siciliani , la tagliata di vitello con patate rosse ed infine il dolce più particolare che ho sul mio menu : la mousse di ricotta con olio e tartufo. Piatti questi che mi è stato richiesto di eseguire ad Amman Poi la salsiccia di Palazzolo cotta in tre modi, altro piatto forte. Ma soprattutto le verdure selvatiche di stagione  – che spesso vado a raccogliere personalmente –  inserite in diverse preparazioni.

Alessandra Verzera

Francesca Merlino: “La mia variante del coniglio alla stimpirata”

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DSC_2741Ingredienti:
1kg di coniglio tra coscia e sovra coscia;
1 bicchiere di vino bianco;
2 cipollotti freschi;
2 carote;
1 rametto di sedano;
5 olive nere;
30 g di uva passa già rinvenuta;
1 limone.

Per il brodo:
1 cipolla rossa;
1 rametto di sedano;
1 carota; 3 cucchiai di olio;
mezzo litro di acqua;

DSC_2738Puliamo e tagliamo, a tocchi più o meno grossolani, il coniglio, passiamolo sotto l’acqua, asciughiamolo, tagliamo il limone a metà e passiamolo per bene sui tocchi, lasciamo scolare.
In un tegame prepariamo il brodo, con la cipolla tagliata grossolanamente, il sedano e la carota ed infine l’olio, aggiungiamo l’acqua e lasciamo cuocere per circa una mezzoretta.
DSC_2736Nel frattempo prepariamo il soffritto di carote, sedano, cipollotti olive e uva passa, rosoliamo per bene aggiungiamo il coniglio saliamo e facciamo cuocere il tutto a fuoco medio, non appena il coniglio è rosolato su tutte le parti sfumiamo con il vino bianco, lasciamo evaporare.
Scoliamo le verdure dal brodo, con l’aiuto di un colino poggiato su un altro tegame, versiamo il brodo, in questo modo i residui resteranno nel colino a maglie strette, in questo modo il brodo risulterà abbastanza pulito per cuocere il coniglio.

francesca masterNon appena tutto il vino sarà evaporato abbassiamo il fuoco e aggiungiamo un mestolo di brodo e procediamo fino alla completa cottura.

Notizie utili
Il coniglio era considerato ai tempi dei miei nonni una prelibatezza, non si trovava sempre nelle tavole, essendo comunque selvaggina veniva pulito con il limone, mia nonna diceva: Leviamoci l’amaro!
Ecco perché a distanza di 50 anni il limone resta l’unico alleato per donare al coniglio un gusto particolare.

 

Francesca Merlinowww. ungiroincucina.blogspot.com/

 

NB: Le foto e i testi  in questo articolo sono proprietà dell’autore. Qualsiasi utilizzo senza previa autorizzazione scritta da parte dell’autore è pertanto severamente vietata.

A Castel San Giovanni (Pc) tutto pronto per Cioccolandia 2014

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cioccolandiaPioggia e cielo grigio di questi giorni non intimidiscono di certo gli animi degli organizzatori dell’11° edizione di Cioccolandia, il tradizionale appuntamento con il cioccolato che anche quest’anno promette di riempire le strade di Castel San Giovanni di sapori e profumi inebrianti.

A fare gli onori di casa dell’edizione 2014, che si terrà sabato 8 novembre, è stata Lucia Fontana, Sindaco di Castel San Giovanni, che si è detta emozionata in vista della sua prima inaugurazione ufficiale di Cioccolandia. cioccolato    “Più che una manifestazione, per me Cioccolandia è un evento festoso e gioioso, perché se cioccolato è sinonimo di energia, Cioccolandia è la dimostrazione di quanto i castellani siano in grado di fare quando uniscono e mettono in circolo le proprie energie – ha commentato il neo sindaco – Cioccolandia è l’evento con il quale rivendichiamo la nostra territorialità, ci vogliamo riappropriare delle tradizioni della nostra città sulle quali costruire il nostro futuro”.

cioccolato1Futuro che parla sicuramente anche di Expo 2015, traguardo che gli organizzatori e l’amministrazione comunale si sono dati per la prossima edizione. “L’obiettivo per il prossimo anno è portare Cioccolandia all’interno della piazzetta che Piacenza avrà a disposizione presso la Fiera di Milano, per far conoscere al vasto pubblico dell’Expo le sue eccellenze” ha dichiarato, infatti, Giovanni Cattanei, Assessore allo sviluppo economico e marketing territoriale del Comune di Castel San Giovanni.

L’edizione di quest’anno, quindi, ha un duplice valore: da un lato la conferma di un successo costruito negli anni, con impegno e dedizione, dall’altro l’intento di puntare ad una crescita sempre maggiore. “Cioccolandia ormai non è più un evento riservato a Castel San Giovanni, è di tutta la provincia di Piacenza e ne ha superato i confini attirando sempre più persone dalla Lombardia, dal Piemonte e non solo. Ci auguriamo anche quest’anno di poter regalare gioia e dolcezza a tutti i golosi visitatori” ha commentato con orgoglio Sergio Bertaccini, presidente della Pro Loco di Castel San Giovanni, nel presentare i principali appuntamenti della giornata.

cioccolato3Sono oltre 20.000 le presenze attese per questa 11° edizione e la macchina organizzativa sta lavorando a pieno ritmo per garantire un servizio di qualità: oltre 3.000 pesche sono pronte per essere farcite con il cioccolato e non mancheranno l’ormai famoso salame di cioccolato lungo 250 metri e il cremino offerto nella Piazza della Chiesa dai maestri cioccolatai. Gli stand del cioccolato che animeranno la città sono circa 200, dislocati dalla centrale Piazza XX Settembre a Corso Matteotti, da Via Mazzini a Via Verdi fino in Piazza Casaroli.

cioccolato2Tante le attività collaterali previste: tra queste il challenge fotografico organizzato dalla community piacentina degli Instagramers, tutto dedicato al cioccolato. Il challenge è partito domenica 26 ottobre e terminerà sabato 8 novembre. I visitatori sono chiamati a postare su Instagram alcune immagini che rappresentano cosa è per loro il cioccolato; ogni immagine dovrà essere contrassegnata dai tag #cioccolandia2014 e #igerspiacenza: al termine del challenge, una giuria di qualità sceglierà la foto più rappresentativa tra quelle postate.

Quando lo scorso anno partecipai a Cioccolandia, mi sorprese vedere quante persone riempivano le strade della città – ha commentato Piergiorgio Tonti, dirigente Enel, azienda sponsor della manifestazione – c’era una bella energia, palpabile, e quando si parla di energia, Enel non può certo mancare”.

Cioccolata grandeCariparma crede fortemente nella collaborazione tra pubblico e privato – ha sottolineato Maurizio Crepaldi responsabile della Direzione Territoriale di Piacenza e Pavia dell’Istituto Bancario – ed è per questo che scegliamo di supportare manifestazioni come Cioccolandia che mettono in luce le eccellenze del nostro territorio”.

Dalle ore 9 e per tutto il giorno, dunque, artigiani e maestri cioccolatai guideranno il pubblico nel goloso mondo del cioccolato attraverso degustazioni e dimostrazioni.

salame-choc-copiaAlle ore 15 avverrà l’inaugurazione ufficiale dell’evento con il taglio del Salame di cioccolato, mentre alle 15.30 inizierà la distribuzione del Cremino e delle Pesche al Cioccolato Per chi ancora non fosse sazio, il programma prosegue con il taglio di oltre 5.000 palline di profiterole e della famosa torta Rita. Alle 18.30, tutti con l’orecchio teso e il biglietto in mano per l’estrazione dei biglietti vincenti della lotteria di Cioccolandia, primo premio in palio un televisore da 50 pollici.

Per agevolare i visitatori, la Pro Loco di Castel San Giovanni ha provveduto alla creazione di un parcheggio di circa 1.000 posti auto all’ingresso del paese; da qui partirà un servizio navetta che dalle 14 alle 19 traghetterà gli ospiti verso il centro della città e ritorno.

Essere il motore della nostra città, così come ci ha definito il Sindaco oggi – ha concluso Bertacciniè un lavoro che facciamo con impegno e amore, ma con Cioccolandia non avremmo raggiunto questo successo senza il supporto delle associazioni presenti sul territorio che hanno condiviso lo spirito della manifestazione e contribuito all’organizzazione”.

Cooking For Art Milano 2014: tre giorni di Alta Cucina e Mercato

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cookingPronta a bissare il grande successo delle edizioni capitoline, Milano si prepara ad accogliere uno degli eventi più attesi dell’anno nel mondo del food e dell’ospitalità : Cooking For Art
L’evento, organizzato da Witaly e da Luigi Cremona, giornalista e critico gastronomico di alto profilo, avrà luogo negli spazi della carrozzeria e della torneria di via Tortona 32, una delle location più fashion della città teatro di appuntamenti con l’alta moda e con l’arredo internazionale.

Per tre giorni, da sabato 29 novembre a lunedì 1 dicembre le migliori aziende vinicole e agroalimentari presenteranno i loro prodotti e i Territori di provenienza coinvolgendo i visitatori con attrattive gastronomiche e di paesaggio. Parteciperanno anche aziende produttrici di attrezzature e accessori per l’alta ristorazione, riviste di settore e distributori alimentari.
Nell’area “Carrozzeria” Sabato 29 e Domenica 30 novembre ci saranno le qualificazioni per il “Miglior Chef Emergente Nord 2015”, una sfida che vedrà la partecipazione dei più promettenti under 30 delle regioni del Nord. In parallelo nell’area “Torneria” si svolgeranno le competizioni per il Miglior Pizza Chef Emergente, che vedrà i migliori 16 pizza chef del nord Italia confrontarsi davanti ad una giuria di esperti giornalisti del settore.

cooking2Programma  Location  Carrozzeria, sabato 29 novembre

Ore 17 : qualificazioni Piemonte, Emilia-Romagna e Liguria
Vincenzo Manicone, Matteo Badaracco,  Mattia Borroni,   Mattia Ragazzi, .
Ore 19: qualificazioni Lombardia
Carmine Migliaro, Alberto Buratti, Guglielmo Paolucci,  Stefano Ceriani.

brigata2Domenica 30 novembre

Ore 17: presentazione guida Touring Alberghi & Ristoranti 2015, consegna attestati Stanze Italiane
Ore 18: qualificazioni Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia
Andreas Pachmann, Lucia Caviola,Tony Gaier.

Ore 20: consegna attestati Camere d’Autore, Olimpo dell’Ospitalità e Premi Stanze Italiane
Ore 21: qualificazioni Veneto
Oliver Piras,Andrea Rossetti, Alberto Basso.

Lunedì 1 dicembre

I vincitori delle giornate di Sabato e Domenica si sfideranno per aggiudicarsi l’accesso alle Finalissime di Roma che decreteranno il Miglior Chef e Pizza Chef Emergente d’Italia 2015. Oltre a questo la giornata di lunedì sarà dedicata alla premiazione e consegna degli attestati dei migliori ristoranti del Nord Italia della guida Touring 2015

Ore 10: Presentazione Guida Touring e consegna attestati BUONA CUCINA Nord Ovest
Ore 11: Inizio Finale Chef e Pizza Chef Emergente
Ore 14: Consegna attesti BUONA CUCINA Nord Est e Cucina d’ Autore e premiazione Buona Cucina
Ore 15.30: Premiazione Top di Domani
Ore 16: Premiazione Finale Pizza Chef Emergente
Ore 16.30: Consegna attestati Olimpo della Ristorazione e Premi Speciali
Ore 17: Premiazione Finale Chef Emergente

Editoriale. Stelle Michelin: quando si splende di luce propria.

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Sfincione_palermitanoC’era un tempo in cui la Sicilia era pasta con le sarde, sarde a beccafico e sfincione. O meglio, questo era quanto i guru dell’alta cucina credevano fosse la Sicilia del buon gusto e dei gourmet.
Parlando con uno dei soliti “addetti ai lavori”, qualche tempo fa, sulla esiguità  di stelle conferite alla Sicilia, mi fu raccontata una bugia pietosa che – proprio perché tanto tenera e lusinghiera – si insediò in me come una mezza verità: la mezza verità del cuore, perché quella della ragione sapeva perfettamente che si trattava di una solenne panzana. Mi fu risposto: “ è difficile rimanere veramente stupiti e sorpresi in un ristorante siciliano, al punto da volergli conferire la stella. E questo è dovuto al fatto che cucinate e mangiate tutti talmente bene nelle vostre stesse case, che è difficile poter rimanere estasiati al ristorante, dopo avere cenato in casa di amici siciliani”.
sarde-a-beccaficoAdorai quella bugia impudica e sfrontata, spacciata per verità assoluta, che nascondeva una “presunzione di corteggiamento” che passasse anche per le sinapsi legate ad uno dei percorsi più sicuri  per fare breccia nel cuore d chiunque, ovvero il cibo.
La realtà era molto più terra terra, come spesso accade, e soprattutto era molto più prosaica. O almeno è questo il mio pensiero: la mancanza di stelle, al di la di quelle accese nel cielo da un’entità suprema gratuitamente ed a beneficio di tutti, credo sia dovuta ad una cronica povertà, unita ad una innata sfiducia nelle proprie capacità e nei propri mezzi. Non certo una pochezza di idee o un’incapacità di esprimere il meglio della cucina, quanto proprio la povertà materiale e la carenza di etica imprenditoriale. L’impossibilità, o delle volte l’indisponibilità, di pagare degnamente uno chef e, prima ancora, la difficoltà di uno chef di potersi adeguatamente preparare per affermare le proprie capacità. La tendenza ad andare fuori, ad andare via, a cercare realtà migliori che garantissero una qualità di vita accettabile. Di liberarsi dal giogo del lavoro in nero, dalla protervia di chi – e sono tanti – tende a sfruttare il lavoro altrui, massimizzando il rendimento ma minimizzando l’investimento.
pastaUn tempo bastava “mangiare” , e per tanta gente basta ancora dato che l’alta cucina rimane appannaggio di una fetta abbastanza ridotta di popolazione, e specialmente con i chiari di luna di questi ultimi anni. Ma va bene che esistano i ristoranti  “medi” e le trattorie a conduzione familiare, che spesso regalano inarrivabili sensazioni di retaggi antichi fatti di ricordi di nonne e di zie. Oggi però, grazie anche al coraggio imprenditoriale di alcuni che hanno scelto di fare cucina seria anche a costo di sacrifici materiali di discreta entità, il mangiare è divenuto un discorso più globale, slegato dal mero concetto di sazietà e pienezza, e sempre più parte di un ragionamento culturale più ampio. Oggi non ci si limita più a seguire i dettami di un vecchio adagio che recita “ inchi lu saccu e inchilu di spini” che – per i non siculi – significa “ riempi il sacco, foss’anche di spine”, ovvero ancora “ riempi la pancia, con qualsiasi cosa sia in grado di riempirtela”. aglio nubiaOggi il concetto di “ mangiare” ha assunto una connotazione culturale che è davvero piacevole scoprire anche nei non addetti ai lavori. Ogni piatto racconta una storia, un mood, una tendenza. Ogni ingrediente ha un suo retaggio. Ogni formaggio un casaro, ogni pesce una barca, ogni crostaceo una nassa, ogni goccia d’olio il suo profumo. Oggi la gente parla di cultivar come niente fosse , laddove un tempo si chiedeva se “evo” fosse il maschile del biblico Eva.
Oggi tutti sanno che l’aglio rosso di Nubia non arriva dall’omonima e grande regione egiziana, ma dalla Sicilia, o meglio ancora da una piccola frazione che si chiama proprio Nubia , vicinissima a Paceco e a Trapani. Oggi chi mangia si informa: chiede, conosce, impara. E paga volentieri per mangiare “sopra le righe” ma dentro i confini dei propri campi e dei propri allevamenti.
il-cappero-at-therasiaE per fortuna alcuni hanno deciso di fare sul serio decidendo, in primis, di pagare stipendi adeguati a chef che – a propria volta – hanno fatto anche durissime gavette pur di potersi perfezionare e che, in attesa di firmare e brandizzare il proprio locale, si esprimono in cucine in cui la lungimiranza imprenditoriale di alcuni ha fatto si che entrassero anche dei sous chef, dei capi partita e degli aiuti, e che il lavapiatti rimanesse vicino alla lavastoviglie: cosa che per anni non è stata affatto scontata. La “brigata” per molto tempo ha evocato immagini militari e non certo mestoli e pentoloni. Oggi la musica è cambiata e gli strumenti sono stati adeguatamente accordati.
Ed ecco la pioggerella di stelle. Ed ecco la coccarda appuntata orgogliosamente al petto di alcuni.
i pupi3Sempre poche in una regione per estensione tra le più grandi d’ Italia, ma estremamente significative.
giuseppe_costaSegno che la Sicilia sta iniziando a spingere sull’acceleratore, segno che questo motore ingolfato da troppi problemi e troppe crisi, sta iniziando a girare più fluido. Segno che forse si è capito che in questa terra esistono due vere e grandi ricchezze: il cibo ed il turismo, e che queste due ricchezze si abbracciano sempre più spesso percorrendo cammini comuni in una passeggiata resa oltremodo piacevole dalla terza ricchezza che è il clima. Sembra cosa da poco, ma il sole ha un peso determinante nelle caratteristiche organolettiche finali di moltissimi alimenti, così come l’aria salsa in prossimità del mare.
lo cocoSi è forse finalmente capito che sul Food è necessario investire perché restituisce ogni euro speso con gli interessi, perché fa immagine, perché è una forma d’arte e perché l’arte merita di essere rivalutata perchè un popolo senza arte è un popolo senza storia, dunque condannato all’oblìo ed alla povertà anche morale.
Crescenzo-Scotti-in-evidenzaLe stelle Michelin arrivate in questi giorni a coronare il capo di tre straordinari Chef siciliani partono da lontano: partono da una semina fatta di lacrime e sangue, di sudore, di mani ustionate, di salti mortali, di orari impossibili, di figli visti poco, goduti ancora meno, cresciuti all’improvviso. Di mogli silenziose, di vacanze negate, di anniversari non celebrati, di feste non godute, di Natale senza presepe, di capodanno senza botti. E’ una vita di sacrificio che quando ripaga non solo economicamente lo fa con una piccola stella Michelin: che diventa il panno di lino fresco che asciuga una fronte che lavora, ma anche il vanto e l’orgoglio di un’intera regione. Una regione che oggi ringrazia le tre nuove stelle Michelin, Tony Lo Coco, Crescenzo Scotti e Giuseppe Costa.

 

Alessandra Verzera

Arriva in Sicilia la prima stella Michelin 2015 per “I Pupi” , “Il Cappero” e “Il Bavaglino”

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guidaSono 27 i nuovi ristoranti a ricevere una stella, specie in Toscana e Campania. Si aggiungono due nuovi ristoranti a due stelle: ‘Il Piccolo Principe’ di Viareggio (Lucca) guidato dallo chef Giuseppe Mancino, e la ‘Taverna Estia’ di Francesco e Armando Sposito a Brusciano (Napoli).

Nessuna nuova terza stella concessa quest’anno. : “Non possiamo fabbricare le stelle – dice  Michael Ellis, direttore internazionale delle Guide – ma l’Italia resta una delle destinazioni gastronomiche più dinamiche al mondo”. Ellis ha parlato durante la conferenza stampa di presentazione della Guida 2015, giunta alla sessantesima edizione. Milano detiene il primato con i suoi otto tristellati ed anche con alcune novità.

i pupi2Si difende bene anche la Sicilia, con tre nuove stelle nel firmamento dell’alta cucina: Tony Lo Coco con “I Pupi” , Bagheria. Poi “Il Cappero“, di Crescenzo Scotti a Vulcano, “Il bavaglino” di Giuseppe Costa a Terrasini. Confermata inoltre la stella per Bye Bye Blues a Palermo.

il-cappero-at-therasiaCon i suoi 332 ristoranti stellati, l’Italia si conferma secondo paese al mondo per quantità di riconoscimenti Michelin, mentre nella classifica di donne stellate in cucina l’Italia è al primo posto (47 stellate su 110 nel mondo). bavaglinoNotevole il balzo in avanti della Sicilia che si afferma sempre di più nel panorama nazionale dell’alta cucina, grazie al genio ed all’inventiva di Chef di indiscussa bravura e capacità che mantengono prioritario l’impegno per la conservazione e il rilancio della cucina regionale tradizionale: e e questi sono i risultati, allora c’è da sperare in un rilancio dell’economia isolana che passi anche attraverso le capaci mani di questi Chef. L’enogastronomia, specialmente ad alti livelli, costituisce di sicuro un volano importante per la ripresa economica del settore.

 

Morellino di Scansano continua il suo tour promozionale negli USA con degustazioni professionali

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morellino2Continua l’attività di promozione del Morellino di Scansano da parte del Consorzio di Tutela negli Stati Uniti d’America. Dopo il tour promozionale ad Hong Kong e Shanghai della scorsa primavera, il Consorzio si appresta a guidare un gruppo di aziende produttrici di Morellino di Scansano in una serie di seminari e workshop negli Stati Uniti d’America. Il Tour avrà inizio il 2 novembre a Charlotte, North Carolina, in occasione della convention annuale dell’American Wine Society, per concludersi il 7 novembre a New York, nell’ambito della manifestazione “Around the World in 80 Sips”.

logo_morellino1Il Consorzio a Tutela del Morellino di Scansano ha organizzato su Charlotte, Philadelphia e New York una serie di seminari, degustazioni guidate, incontri B2B, rivolti principalmente agli operatori del settore che permetteranno di presentare, spiegare e far conoscere il Morellino di Scansano, le sue peculiarità ed il suo territorio di origine, contestualizzando il Morellino tra le produzioni di qualità della Toscana. Si svolgeranno inoltre nelle suddette città, presso ristoranti di cucina italiana, cene con giornalisti di settore per illustrare le potenzialità di abbinamento del Morellino di Scansano.

” Gli Stati Uniti d’America sono il paese con il più alto consumo di vino al mondo, con un valore di mercato, in crescita, di oltre 45 miliardi di dollari” – riferisce il Presidente del Consorzio Giuseppe Mantellassi – “e questo grazie alle nuove generazioni di consumatori: il Consorzio vuole presentare a questa nuova fascia di consumatori la cultura e la tradizione viticola della Maremma Toscana.”

Il Consorzio a Tutela del Morellino di Scansano, nato nel 1992, rappresenta oggi oltre 200 soci e svolge l’attività di tutela, valorizzazione e promozione nei confronti di tutti coloro che rivendicano Morellino di Scansano DOCG, grazie al riconoscimento ad operare erga omnes, ottenuto dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali il 22 febbraio 2012.