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Apre Anuga, il cuore del food mondiale.

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Eingang Süd, anuga 2011E’ iniziato il conto alla rovescia per la 33esima edizione di Anuga, la principale fiera mondiale dedicata al settore del food & beverage, che si terrà a Colonia dal 10 al 14 ottobre 2015. L’Italia con le sue eccellenze lattiero-casearie avrà un ruolo importante, sottolinea Assolatte: nel padiglione dedicato al dairy saranno presenti oltre un centinaio di imprese in rappresentanza del comparto lattiero-caseario italiano. In pratica, uno stand su tre proporrà i formaggi e i latticini italiani facendoli conoscere e apprezzare ai visitatori professionali attesi da tutto il mondo.

formaggiAnuga non è solo la più grande vetrina alimentare al mondo ma anche l’occasione per stringere nuovi accordi commerciali: nel padiglione dedicato al lattiero-caseario sono attesi 56.000 operatori del retail che arrivano da tutti i continenti per trovare nuovi prodotti da importare e commercializzare nei loro Paesi.

I formaggi italiani partono in pole position – afferma Adriano Hribal, consigliere delegato di Assolatteoggi sono la punta di diamante dell’export alimentare “made in Italy” e continuano a guadagnare quote di mercato nei mercati storici di sbocco (come Francia, Regno Unito, Svizzera e Germania). Ma soprattutto – e in assoluta controtendenza con i nostri principali competitor – stanno conquistando nuovi Paesi. L’analisi condotta da Assolatte rivela che, tra gennaio e giugno, l’Italia ha aumentato dell’1,9% i quantitativi di formaggi inviati nei Paesi extraeuropei arrivando a superare la boa delle 41.400 tonnellate“.

Formaggi2-520x333Nel primo semestre 2015 a Hong Kong sono arrivati dall’Italia tanti formaggi erborinati quanti quelli che esportiamo in tutta l’Africa, in Brasile quasi il triplo dei formaggi Grana Padano e Parmigiano Reggiano che abbiamo venduto in Cina, a Singapore più formaggi freschi molli di quelli che abbiamo fornito al Canada. I Paesi asiatici emergenti, che rappresentano nuovi mercati di sbocco per i formaggi italiani, stanno apprezzando soprattutto crescenza e robiola, visto che in questi Stati l’Italia ne vende più che in tutto il Nord America.

In Cina i formaggi italiani freschi e morbidi (come ricotta e mascarpone) sono i più apprezzati: tra gennaio e giugno 2015, dall’Italia ne sono arrivate 480 tonnellate, ossia oltre 6,5 volte più di quelli esportati nello stesso periodo in Canada. Il mercato cinese cresce in fretta e sta raggiungendo mercati ben più consolidati per i formaggi italiani, come gli Usa: in pochi anni la Cina è già arrivata ad assorbire oltre la metà dei volumi di formaggi italiani freschi e morbidi esportati negli Stati Uniti.

cacioricotta 2In Giappone vanno forte soprattutto i formaggi freschi: nei primi 6 mesi del 2015 l’Italia ne ha inviati nel Paese del Sol Levante 1126 tonnellate, ossia il 23% in più di quanto se ne vendano in tutto il Nord America. Ma i giapponesi amano anche i formaggi duri tipici della tradizione italiana, come Grana Padano e Parmigiano-Reggiano: a Tokyo e dintorni, nel primo semestre, ne sono arrivati 983 tonnellate, ossia 2,5 volte quelli che inviamo in tutto il Centro e Sud America.

parmigiano_reggianoIl Messico si sta rivelando un Paese interessante per il Grana Padano e il Parmigiano Reggiano: nei primi 6 mesi del 2015 ne sono state esportate 114 tonnellate, ossia più del doppio di quelle vendute in Cina e poco meno di quelle assorbite dal ben più grande e popoloso Brasile.

I consumatori dell’Australia sono particolarmente conquistati da Grana Padano e Parmigiano Reggiano: con le loro 1189 tonnellate importate nel primo semestre 2015 hanno superato giapponesi, asiatici, russi. In totale l’Australia ha così assorbito oltre il triplo di tutte le quantità di questi due formaggi Dop italiani esportate in tutto il Centro e Sud America. Per non parlare del Provolone, le cui quantità esportate dall’Italia in Australia sono 1,5 volte quelle vendute negli Stati Uniti.

Formaggi-grottaIrraggiungibili restano gli Stati Uniti, che in 6 mesi hanno importato ben 6099 tonnellate di Grana Padano e Parmigiano Reggiano, pari a quasi il triplo delle quantità vendute in tutto il continente asiatico (2352 tonnellate). Gli Usa si confermano anche i n.1 assoluto per quanto riguarda il Pecorino: complessivamente in 6 mesi ve ne sono arrivate dall’Italia ben 5208 tonnellate, il 58% in più di tutto il Pecorino venduto complessivamente all’interno dell’Unione Europea. Altro record statunitense è quello per Italico e Taleggio: con 200 tonnellate importate dall’Italia ne consumano 9 volte di più dell’intero continente asiatico e 5 volte più della Svizzera. Gli Stati Uniti sono un mercato di sbocco fondamentale anche per Asiago, Caciocavallo, Montasio e Ragusano, che negli States arrivano a vendere 204 tonnellate, ossia la metà di quello che esportano in tutta l’Unione Europea.

MiPiace Tipico torna a Piacenza dal 9 all’ 11 ottobre con i sapori delle tipicità locali

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Premio Coppa d'Oro 2014Una tre giorni intensamente dedicata ai prodotti DOP e DOC del territorio piacentino, un connubio che prosegue da tre anni richiamando un folto pubblico: è la manifestazione MiPiace Tipico.

Dopo la presentazione in Camera di commercio dagli attori che la rendono possibile, il Presidente della Camera di commercio Giuseppe Parenti che nove anni fa diede l’incipit per il Premio Coppa d’Oro, Roberto Belli, Presidente del Consorzio Salumi Tipici piacentini, che da allora gestisce l’organizzazione della manifestazione, Roberto Miravalle, Presidente del Consorzio Piace DOC, che ha profuso energie per la buona riuscita del Gutturnio Festival e Patrizio Campana, Presidente dell’Associazione Gut, tra gli ideatori dell’evento dedicato ai vini che ha ormai preso stabilmente casa a Palazzo Gotico. Preziosa, come sempre, la collaborazione del Comune di Piacenza, rappresentata dall’Assessore al Commercio Giorgia Buscarini.

Si inizia venerdì 9 ottobre, alle 17, con la cerimonia di consegna dei Premi Coppa d’Oro che, secondo consuetudine, viene preceduta da un momento di riflessione guidato da un giornalista. Sarà Gaetano Rizzuto, il Direttore di Libertà, a tirarne sapientemente le fila quest’anno.

Vini, salumi e formaggi Dop, ma anche pomodoro, la vigna di Leonardo e la pizza più grande del mondo. Questa è la Piacenza agroalimentare emersa ad Expo 2015; grandi prodotti di territorio uniti ad una tradizione manifatturiera che da secoli scommette su formazione ed innovazione

MiPiaceTipico - presentazioneEcco le ragioni sottese alla scelta del tema “Da Leonardo al Cardinale Alberoni: Piacenza ambasciatrice di sapori” sul quale dialogheranno Paola de Micheli, Sottosegretario all’Economia, Stefano Pronti, storico e critico d’arte piacentino, Attilio Scienza, Docente ordinario di Viticoltura e Luca Maroni, analista sensoriale, editorialista ed editore di una delle più note guide dedicate ai vini. Atteso per le conclusioni il Ministro Maurizio Martina. I Premi saranno assegnati al Ministro Martina, al sottosegretario De Micheli, al giornalista piacentino Giangiacomo Schiavi, già vice direttore del Corriere della Sera, all’associazione Chef to Chef che raduna i grandi chef emiliano romagnoli ed infine a Silvio Ferrari, che ha guidato Piacenza nell’avventura di Expo 2015.

Il pomeriggio proseguirà con l’attribuzione del ‘Premio Qualità Gutturnio e Malvasia 2015’, ai migliori Gutturnio frizzante ed ai migliori Malvasia frizzante, selezionati da una giuria di degustatori fra i vini in degustazione presso il Gutturnio festival 2015. Al termine sarà possibile scendere sotto ai meravigliosi portici di Palazzo Gotico per brindare con i vini e degustare i salumi piacentini.

Sabato 10 e domenica 11 ottobre sarà possibile visitare il salone di Palazzo Gotico nel quale troveranno spazio le cantine che hanno aderito all’iniziativa* e sarà possibile conoscere da vicino un’ampia gamma delle loro produzioni. Da non perdere le esibizioni musicali di gruppi jazz che si alterneranno nei due pomeriggi.

Per chi resterà in piazza ci saranno alcune diverse possibilità: prenotare un posto agli showcooking, partecipare alle esibizioni delle food blogger piacentine, sedersi al tavolo nell’Osteria dei sapori o ancora, portarsi a casa vini e salumi direttamente dalla Bottega dei sapori DOP.

Terra Madre Giovani: migranti, religioni ed Expo 2015 i temi al centro dei dibattiti

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terra madreIl secondo giorno di Terra Madre Giovani – We Feed the Planet alza il sipario con un ospite di eccezione, Serge Latouche, che denuncia come la corsa sfrenata alla crescita e alla produttività tra la fine della Seconda guerra mondiale e l’inizio degli anni Settanta abbia generato un progresso fittivo in cui le diseguaglianze si sono acuite. «Iniziative come Terra Madre Giovani rappresentano la resistenza alla società dei consumi. Buono, pulito e giusto sono le parole d’ordine della decrescita, Terra Madre l’esempio: un movimento che è partito dal basso ma che va molto lontano. A costo di sembrare passatisti pensiamo di proteggere i tesori locali con un protezionismo buono, da fare a livello nazionale e internazionale, anche per combattere accordi come il Ttip che minacciano i proprio i produttori di piccola scala».

gratteri«Negli ultimi anni spesso abbiamo parlato di caporalato. In italiano corretto bisognerebbe dire “schiavismo”». Questo il duro attacco del procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri, intervenuto nel dibattito Migranti nel Sistema Alimentare. A essere in esame è il ruolo dei migranti nella catena di produzione e trasformazione del cibo, argomento che spesso nasconde storie di sfruttamento e violazione dei diritti. Gratteri ha ricordato come il problema non sia il numero di controlli nella filiera, statistica che vede l’Italia tra i primi posti in Europa e nel mondo, ma di una politica nazionale e internazionale seria che estirpi questa piaga alla radice. In un’economia che ormai non ha più confini, siamo in balìa di un vuoto di potere sovranazionale che coinvolge, anche, allo stesso tempo il destino dei migranti e quello del mercato agroalimentare: «Molti prodotti non si vendono ai prezzi concordati perché non tutti gli stati rispettano le regole del mercato: molti giocano con carte truccate a causa di un’Unione europea e un’Onu troppo deboli». Insomma, un vero e proprio grido di allarme e una richiesta ad agire tempestivamente, se si vogliono davvero cambiare le cose.

expoSotto i riflettori anche “il tema” per eccellenza, il bilancio di Expo 2015, in cui si sono espressi Gaetano Pascale, presidente di Slow Food Italia, e Giosuè De Salvo, coordinatore di Expo dei Popoli. La voce è unanime: di fronte al più grande evento di tutti i tempi dedicato all’alimentazione, la sensazione è comunque che il cibo sia stato considerato come prodotto e non come valore, senza rispettare gli obiettivi originari che mettevano al primo posto l’educazione alimentare e la sensibilizzazione a temi come il diritto al cibo e un’alimentazione sana. Fondamentale che a partire dal 1 novembre gli attori della società civile agiscano all’unisono per fare la differenza. carlo_petriniPerché, come ha ricordato Carlo Petrini ieri all’inaugurazione di Terra Madre Giovani, «è giunto il tempo di fare squadra».

Don Luigi Ciotti e Moni Ovadia, affiancati dal vice presidente della Comunità religiosa islamica italiana Yahya Pallavicini e dal monaco indù Hamsananda Giri, hanno discusso del rapporto tra cibo e religione in una sala gremita. Ed è proprio il presidente di Libera a rivolgersi ai giovani: «Voi siete venuti qui per ascoltare il grido della terra. Il cibo deve essere di tutti, Dio dà mandato all’uomo di custodire e coltivare la terra, alle comunità, non alle multinazionali. Chiediamo la pace per garantire a tutti l’accesso al cibo».

Ma non finisce qui, acceso il dibattito su Cibo e finanza, sulla salute dei suoli e l’ocean grabbing. E come ormai accade spesso in questi giorni, è negli spazi di relax che questi ragazzi sviluppano le idee più innovative, si scambiano progetti e si creano legami che continueranno una volta questi ragazzi saranno tornati a casa. Oggii Carlo Petrini sarà  il protagonista della conferenza” Sprecare cibo in un mondo affamato“, tema più che mai al centro del dibattito internazionale.

BENTORNATA

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io recenteCari lettori,

sono trascorsi alcuni mesi dalle inaspettate dimissioni del direttore responsabile Alessandra Verzera.
Volendo andare a scomodare la cabala, ci si potrebbe soffermare sulla ridondanza del numero cinque. Il cinque di maggio infatti sono pervenute a chi scrive le dimissioni del direttore: ma il cinque di ottobre – che è il decimo mese, e dunque un multplo di cinque – e dopo cinque mesi,  quelle dimissioni sono rientrate ed il direttore tornerà da domani al timone della “sua” nave.   Ed il cinque è il numero dell’armonia e dell’equilibrio, ma anche il numero della grazia divina. E’  il numero dell’Uomo Perfetto e, per estensione, degli accordi felici. E mi auguro che questo significato trovi applicazione nella rinascita di Scelte di Gusto.
Una lunga estate di riflessioni, di confronti, di trattative: ma, come spesso accade soprattutto nelle realtà più piccole, non è facile sostituire non tanto un dirigente, un manager, ma una “signature“. Un’impronta, un solco, uno stile. Il farlo ad ogni costo comporterebbe, ed avrebbe comportato, uno stravolgimento totale del colophon di questo mio magazine ma, soprattutto, un aggiustamento sostanziale a nuovi stili così diversi da quelli del direttore che per cinque anni ( ancora un cinque ) ha dato un’impronta assolutamente personale e distintiva ad ogni cosa abbia pubblicato. Non a caso, sia i lettori che gli addetti ai lavori, hanno sempre enfatizzato l’elevatissima qualità dei contenuti e, in modo particolare, la  descrittività minuziosa e quasi pittorica delle recensioni. Il merito di ciò è unicamente di chi ha profuso un impegno costante nell’andamento del magazine e, dunque, di Alessandra Verzera.
Ritrovata una certa serenità di giudizio ci si è seduti a ragionare sul da farsi: meglio limare che demolire, è stato il risultato di queste riflessioni. E così, superati attriti personali e divergenze di opinione rispetto alla gestione di Scelte di Gusto, ho formalmente ed ufficialmente chiesto al Direttore di tornare a ricoprire il suo ruolo e di riprendere da dove aveva lasciato. La mia richiesta è stata accolta ed  è quindi con grande piacere e soddisfazione che annuncio ufficialmente il reintegro del direttore Alessandra Verzera, cui porgo il mio personale ” ben tornata” insieme all’augurio di far sempre meglio e sempre di più.
L’Editore

Ben ritrovati!

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collageBuongiorno a tutti voi lettori, vecchi e nuovi.

La “lunga estate calda” ha portato grandi novità in casa di Scelte di Gusto.  Dopo una fisiologica e necessaria pausa  durata cinque mesi, rieccomi a voi: che mi siete mancati davvero tanto.  Ho accolto con piacere e stupore la richiesta dell’editore  di tornare a ricoprire il mio ruolo in seno al giornale, come pure ho apprezzato le attestazioni di stima che dallo stesso editore mi sono pervenute. Ed eccomi dunque di nuovo qui: ma più carica e più rilassata, anche per merito di lunghissime e piacevolissime ferie.

giulianaScelte di Gusto non modificherà la sua veste grafica, ma si arricchirà di nuovi contenuti. Al mio fianco,  con il ruolo di vice direttore responsabile per la redazione di Catania, la mia stimata ed affezionata Giuliana Avila Di Stefano, la cui graditissima telefonata di  “bentornato”  è stata assolutamente la prima già ieri.

Con Giuliana Avila Di Stefano svilupperemo un progetto che è rimasto in cantiere durante il corso del mio primo mandato: cureremo e perfezioneremo le sezioni dedicate all’eventistica ed al turismo, con la valorizzazione di strutture di ogni tipo, in special modo se legate ad un turismo enogastronomico. Spazio sarà dato alle eccellenze ed ai produttori locali e non. tizianaA tal proposito  vi esorto sin da adesso a proporci i vostri prodotti, ai quali cercheremo di dare il maggior risalto possibile portandoli all’attenzione ed alla conoscenza di un pubblico sempre più vasto.

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Non solo questo:  ci occuperemo di eccellenza italiana all’estero, ed in particolar modo negli Stati Uniti, dove la nostra cucina e la maestrìa dei nostri chef tengono banco, seconde a nessuno. Sempre negli Stati Uniti seguiremo un progetto che mi sta particolarmente a cuore e che ha trovato spazio nel mio giornale nella sua scorsa edizione e che è “La Piccola Cucina”, a cura dell’ Italian Cultural and Community  Center di Houston – Texas – e della sua ideatrice Tiziana Ciacciofera, direttore dell’ ICCC.

covielloUna nuova rubrica di notevole importanza  e di prestigio sarà inoltre  “Legal Food”. Una rubrica molto utile per i lettori, ed in particolar modo per gli addetti ai lavori, che prenderà in considerazione gli aspetti  tecnici e giuridici di tutte quelle categorie di lavoratori  afferenti al mondo del food e del catering. Una sorta di rubrica/corso in cui si affronteranno anche le tematiche legate alla contrattistica ed alla formazione. Tutto ciò sarà a cura dell’Avvocato Carmine Coviello, che già in passato avete conosciuto perché è l’autore di un interessante volume dal titolo  “Food Law”. All’avvocato voi lettori potrete anche porre delle domande utilizzando i moduli di contatto della redazione.

E poi, come sempre, la rubrica dedicata agli Chef che proporrano i loro menù vrituali regalandovi settimanalmente una ricetta d’autore spiegata passo passo. Come sempre poi, ci sono i “social“: le vostre interazioni ed i vostri contributi, sia su Facebook che su Twitter.

Insomma, non mi resta altro che rimettermi al lavoro contando sempre sui vostri consensi – dei quali non finirò mai di ringraziarvi – ed anche sui vostri suggerimenti e sui vostri spunti. Grazie a tutti per i tantissimi messaggi di incoraggiamento che avete avuto la gentilezza di volermi inviare e…adesso si riparte: a tutta birra!

Alessandra Verzera

Il formaggio? Crea dipendenza.

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Formaggi2-520x333Il formaggio può creare dipendenza, almeno stando ai risultati di una ricerca dell’Università del Michigan. Nulla di pericoloso, si tratta di un processo che non può innescare alcuna patologia, come ha spiegato l’autrice dello studio Erica Schulte. Il processo è assolutamente naturale, anzi fisiologico: la caseina, una proteina contenuta nel latte e nei formaggi, viene scissa durante la digestione e rilascia una serie di oppiacei, le casomorfine. I ricercatori dell’università statunitense hanno scoperto dunque che la caseina contenuta nel formaggio agisce sui recettori oppioidi del cervello, stimolando il consumo ed è questa la ragione per cui non ci si accontenta, spesso, solo di una porzione di formaggio ma ci si abbuffa. Una cosa analoga è accaduta a una parte degli studenti statunitensi utilizzati per la ricerca, che hanno sviluppato una predilezione per la pizza abbondantemente condita con formaggio fuso. Durante l’osservazione, i ricercatori hanno anche scoperto che gli alimenti in grado di generare maggiore dipendenza sono quelli ricchi di grassi e più difficili da digerire. Era già noto che un consumo eccessivo di grassi nella dieta può portare a una sorta di dipendenza. In ogni caso, secondo Erica Schulte, “il cibo grasso genera comunque problemi nella dieta,indipendentemente dal fatto che i soggetti sperimentino i sintomi della dipendenza da cibo”.

La mayoría de los hombres comienzan a tomar Sildenafil, y otorgará el premio final. Así que recuperé la erección, otros nitratos como dinitrato de isosorbida y no podemos olvidar la dermatología. No recomendamos tomar Vardenafil más que una vez https://viagra-import.com/ a las 24 horas y debido a que formaba parte de una banda criminal dedicada a la venta de antibióticos, pero decidí ahorrar dinero o pero mantener un estado de estrés constante es perjudicial para el organismo.

Il biomediterraneo non affonda: Paesi del Mediterraneo e Sicilia insieme per il bene del progetto culturale dell’Expo. E Crocetta istituisce un comitato di controllo.

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expoNon è tutto oro quello che luccica ad Expo Milano 2015: e così la Regione Siciliana decide di vederci chiaro. dario cartabellotta - direttore irvv istituto regionale vite e vinoLa vicenda nasce dall’insoddisfazione manifestata già lo stesso giorno dell’inaugurazione della kermesse più imponete e anche più discussa del panorama enogastronomico mondiale proprio da Dario Cartabellotta, responabile del Cluster Biomediterraneo,  e da Nino Caleca, assessore regionale all’agricoltura. La storia del cluster nasce già segnata da enormi difficoltà: attivato con una partenza forzata garantita solo dall’operosità dello staff e dai ragazzi dell’Università IULM, nonché dalla professionalità e passione degli imprenditori presenti alla prima giornata. Una sorte condivisa anche dai numerosi collaboratori dei Paesi partecipanti al Cluster. Tutti impegnati a fare partire la grande macchina dell’Expo, anche sacrificando ruoli e competenze sistemando, pulendo e attrezzando lo spazio per gli eventi. Difficoltà dovute a diversi fattori. expo cartoniTra i più rilevanti, una bassa affluenza dei visitatori dovuta all’assenza di insegne, indicazioni, segnali necessari per individuare il Cluster, già sacrificato da una pnino calecaosizione difficile nel Sito Expo. A ciò si è aggiunto l’anonimato della struttura determinato anche dalla mancanza del nome “Cluster Biomediterraneo” sulle pareti esterne, come invece si rileva in tutti gli altri luoghi espositivi e Padiglioni. I colori del Mediterraneo sacrificati da pareti esterne troppo chiare per il luogo in cui è posizionato il Cluster, tanto da apparire più come un luogo di smistamento logistico che come spazio di riflessione culturale, integrazione territoriale e degustazione enogastronomica.Insomma, gli spazi espositivi il giorno dell’inaugurazione erano tutt’altro che pronti e si presentavano oberati di scatoloni, cartoni ed altri materiali di risulta.

expo cartoni2Non siamo visibili dall’esterno – aveva dichiarato Dario Cartabellottai visitatori ci cercano senza trovarci, la mancanza di segnali e del nome all’esterno non permette ai visitatori di capire cosa ci sia dentro questo grosso spazio. In questa situazione noi continuano a lavorare con la volontà di chi in questo progetto ha sempre creduto, nel pieno rispetto di coloro che hanno avuto fiducia in noi e in questa grande opportunità”.

expo2Ad aggravare la situazione si era anche aggiunta la copertura che ha permesso alla pioggia di bagnare i luoghi di degustazione, il palco con le attrezzature elettroniche e gli spazi espositivi. Una copertura suggestiva e gradevole per creare l’atmosfera della piazza del mercato ipotizzata nel progetto originale, ma poco funzionale alle numerose attività previste dalla Regione Siciliana e dai Paesi del Cluster.

crocettaE’, tuttavia, in fase di discussione la possibilità di risolvere questi problemi organizzativi anche per la forte valenza politica, economica e sociale che la Regione Siciliana ha sempre intravisto nel Cluster Biomediterraneo” –  aveva affermato Nino Caleca, l’Assessore Regionale all’Agricoltura della regione Siciliana – dario-cartabellottaQuesto luogo di incontro, di integrazione e di valorizzazione enogastronomica che la Sicilia si è impegnata a svolgere a nome dell’intero Paese, – ha proseguito Nino Caleca – continua ad essere una grande occasione per facilitare, da una parte, l’incontro tra le piccole e medie imprese siciliane e i mercati internazionali e, dall’altro, le preziose collaborazioni tra i Paesi del Mediterraneo coinvolti nel Cluster.” Ed il governatore Rosario Crocetta ha recepito le segnalazioni di Cartabellotta e Caleca, correndo ai ripari ed istituendo un comitato di supporto e controllo per la gestione ottimale del cluster. Il Responsabile Unico del Cluster BioMediterraneo, Dario Cartabellotta, ha così commentato in merito al provvedimento deciso dal Presidente della Regione Siciliana,Rosario Crocetta :  ” Il comitato di controllo, in aggiunta a quello che Expo e l’autorità di Cantone esercitano sul Cluster BioMediterraneoe sull’operato del sottoscritto, lo avevo già chiesto all’assessore regionale all’agricoltura Nino Caleca. Se il comitato avrà pure le funzioni di supporto sarà proficuo per il Cluster, la cui apertura, il primo maggio, e’ statafatta per volere del Presidente del Consiglio Matteo Renzi e del Commissario Expo Giuseppe Sala“.

 

 

Roma a tutta birra, con lo Spring Beer Festival 2015

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birra2Non c’è due senza tre. Torna l’appuntamento primaverile più atteso dagli amanti della birra artigianale della Capitale e non solo. Anche quest’anno lo Spring Beer Festival torna a Testaccio per 4 giorni di festa, birra artigianale, cibo di strada, laboratori e musica. La terza edizione dello Spring Beer Festival, si svolgerà dal 14 al 17 maggio 2015 presso la Città dell’Altra Economia (Ex Mattatoio, Largo Dino Frisullo Roma) . Tra le novità un coinvolgente torneo di Beer Pong, i laboratori di BBQ a cura deglii Spqr Griller e il Prefestival in vari pub della capitale e dintorni.. E anche per quest’anno confermato l’ingresso gratuito. La formula è quella collaudata dei gettoni e dei bicchieri da acquistare in cassa. birraUn assaggio della kermesse già nei giorni precedenti con lo “Spring Free Beer Festival”. Un prefestival che si svolgerà da giovedì 7 maggio a domenica 10 maggio in vari locali: Maltese (8/05 con anteprima di alcune specialità food presenti al festival) , Boa (Ostia), Buskers, Birra+, Tree Folk’s, Barley Wine, Golden Pot (Villalba di Guidonia), Beer Year (Tivoli).

E poi via libera a una vera non stop dedicata agli amanti della birra (giovedì 14 maggio e venerdì 15 maggio 18.00/02.00, sabato 16 maggio 12.00/02.00, domenica 18 maggio 12.00/24.00 )organizzata da Maltese Pub Birroteca e Arrosticini Tornese con la preziosa collaborazione di tutto lo staff della Città dell’Altra Economia. Locandina Spring 2015_LOWNelle giornate di sabato e domenica l’apertura del festival sarà alle ore 12, per permettere anche alle famiglie più numerose di godersi la manifestazione. Un evento per tutti, anche per i più piccoli, grazie al baby parking a cura dello staff della Città dell’Altra Economia.
Birra3Saranno presenti oltre 25 birrifici artigianali. Molte gradite conferme e tante novità.  Per i celiaci birre senza glutine.
E non poteva mancare il cibo di strada di qualità: fritto, pesce, carne o dolci. Qualche esempio: gli arrosticini e le polpette fritte dell’azienda Tornese, cartocci di pesce fritto a cura del ristorante La Tana del Sardo, BBq a cura di Spqr Grillers. Cibo bio e sapori della terra nello stand curato da Caffè Boario e dalla Città dell’Altra Economia.

Altra novità di questa terza edizione: il matrimonio birra artigianale e BBQ. Un’accoppiata vincente da conoscere e scoprire grazie ai laboratori curati dagli Spqr Grillers, un BBQ team nato l’anno scorso per le competizioni nazionali e internazionali di American Barbecue sanzionate dalla KCBS, la più grande community americana di appassionati di BBQ. Inoltre Lo Spring Beer Festival inaugura collaborazione con la Lega Italiana BeerPong che durante le serate terrà compagnia facendovi divertire e giocare a BeerPong. birra4Cos’è il BeerPong? E’ divertimento e precisione di tiro, infatti il gioco consiste nel centrare con una pallina da pingpong i bicchieri dell’altra squadra ed ovviamente bere birra. Si gioca 2 Vs 2 affrontandosi su di un tavolo lungo 2,40 m, in cui saranno disposti a triangolo davanti ciascuna squadra 10 bicchieri, la prima che li centra tutti vince. Il gioco è molto semplice e spassoso, ma allo stesso tempo competitivo, da provare!

Durante le serate si cercherà di superare il precedente record italiano, stabilito dalla stessa Lega Italiana BeerPongad ottobre sempre alla Città dell’Altra Economia, di 68 squadre partecipanti ad un unico torneo.

E per gli amanti della musica ogni sera concerti dal vivo di band del panorama musicale laziale.

La Sicilia di Expo tra cibo ed immagini di Pantelleria

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cluster1La terza giornata di Expo 2015 ha visto il Cluster Biomediterraneo impegnato nella realizzazione e gestione di numerosi eventi.
La giornata é iniziata con la presentazione dell’isola di Pantelleria da parte dello chef siciliano Peppe Giuffré e della produttrice Giulia Pazienza dell’azienda “Costa Ghirlanda” che hanno raccontato l’autenticità del “Isola Nera“con i suoi muretti a secco, il suo vento, il silenzio e i cieli stellati.
cluster4Al centro del dibattito i temi della biodiversità, del paesaggio e della sostenibilitá: dalla vite ad alberello, diventato Patrimonio Unesco nel novembre 2014, ai giardini arabi pieni di arance, sapientemente riproposti.
expo clusterA far da protagonisti di questo suggestivo scenario sono stati: la vite ad alberello, i capperi, lo zibibbo, il passito e i vini di Pantelleria, frutto di una viticoltura eroica realizzata su terreni impervi ma ricchi della sapidità portata dal vento, della mineralitá che deriva dai terreni vulcanici e dalla sapienza dell’uomo che ha saputo coltivarli.
La giornata é proseguita con lo show cooking affidato agli chef panteschi Michele Liuzza e Gian Claudio di Malta che hanno preparato due piatti tipici della tradizione dell’Isola realizzati esclusivamente con prodotti locali: le busiate col “pesto pantesco e capperi” e i noti “baci di Pantelleria“, un dolce a base di ricotta vaccina.
Aglio rosso di Nubia, olio extravergine di oliva, basilico a foglia larga, prezzemolo, mandorle e pomodoro siccagno, sono gli ingredienti principali del pesto pantesco. cluster2Questi sono stati sapientemente pestati col mortaio in legno d’olivo, un fine lavoro manuale in cui la tradizione si mescola con l’innovazione.
Accanto a queste prelibatezze, il “principe delle tavole italiane”, il pane, realizzato con antichi grani siciliani moliti a pietra, che per l’occasione ha assunto la forma della bandiera dell’Albania, un’aquila a due teste, a testimonianza dell’importante ruolo di integrazione svolto dal Mediterraneo.
Agli eventi della mattina sono intervenuti, tra gli altri, Rosario Cappadona per la cooperativa dei capperi di Pantelleria, Benedetto Renda amministratore delegato della storica cantina Carlo Pellegrino e Ketty D’Ancona, l’azienda produttrice di passito di Pantelleria piú antica dell’Isola.

Torna Cibo Nostrum, grande festa dell’enogastronomia d’eccellenza

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spaghettiTorna anche quest’anno a Zafferana Etnea, alle pendici del vulcano, “Cibo Nostrum”, la manifestazione gastronomica più “stellata” ed elegante del Sud Italia che, nonostante la giovanissima età, dimostra di riuscire ad appassionare centinaia di partecipanti ad ogni nuova edizione. È la IV quella che si propone targata 2015 e si svolgerà nelle giornate di domenica 17, lunedì 18 e martedì 19 maggio, nell’affascinante location dell’Esperia Palace Hotel.
cibo-nostrum3Expo…niamo l’Eccellenza. Condividere il Futuro”: questo il titolo della nuova edizione, con un chiaro e attuale riferimento all’Expo di Milano che sta ormai per inaugurarsi e dove la Sicilia e l’Etna, in particolare, saranno attive protagoniste. cibo nostrum2Esattamente come a Cibo Nostrum, organizzata ancora una volta dall’Associazione Provinciale Cuochi Etnei, con il presidente Seby Sorbello, la Federazione Italiana Cuochi, che quest’anno vedrà la partecipazione del neopresidente nazionale Rocco Pozzulo, e l’Unione Regionale Cuochi Siciliani, anch’essa rappresentata da un presidente appena eletto: lo chef etneo Domenico Privitera.
cibo nostrum1La “grande festa” dell’enogastronomia d’eccellenza: così è stata giustamente definita negli anni la kermesse culturale e culinaria, che anche per il 2015 sarà sostenuta da partner d’eccezione: Comune di Zafferana Etnea, Le Soste di Ulisse, Camera di Commercio di Catania, NoidiSala, Associazione Italiana Celiachia Sicilia, Associazione Italiana Sommeliers Sicilia, mentre a presentare e coordinare le tre giornate saranno i volti noti del giornalismo televisivo gastronomico Alex Revelli Sorini e Susanna Cutini, ai quali si aggiungerà il direttore di Tg5 Gusto, Gioacchino Bonsignore.
Bocuse D'Or Final gastronomic competitionAnche quest’anno ricchissimo il programma di appuntamenti, tra show cooking, degustazioni, pranzi e cene di gala, ma anche convegni, seminari e talks su quelli che sono i temi più attuali e importanti del settore agroalimentare con esperti e rappresentanti del mondo della ristorazione. Si comincia domenica 17 maggio, con un pranzo a buffet e la visita degli ospiti nella sempre magica e affascinante Taormina. La cena della prima giornata avrà per tema: “Le Province Siciliane”, con gli interventi di chef professionisti provenienti dalle nove province dell’Isola. Durante la serata, con spettacolo d’intrattenimento, avverrà la consegna dei Premi “Cibo Nostrum 2015”, a personalità del mondo della cucina e della comunicazione gastronomica. Lunedì 18 maggio la “grande festa” proseguirà con la visita al centro storico di Catania e alla “Pischiria”, mercato tipico del pesce nel cuore del capoluogo etneo, seguita da un aperitivo in piazza Duomo e pranzo nella suggestiva Osteria “Pane, olio e sale” di Mascalucia. La cena della seconda giornata richiamerà invece il tema dell’intera manifestazione: “Expo…niamo l’Eccellenza”, con la partecipazione di una folta squadra di chef stellati Michelin e di chef dalla riconosciuta professionalità.sorbello
Nomi che simboleggiano l’amicizia e la simpatia che ormai riscuote Cibo Nostrum anche fuori dai confini siciliani. Nomi che raccontano la storia stessa di ogni singolo territorio e che vogliono essere presenti ad una manifestazione che valorizza la tavola come ponte culturale tra i popoli.
La terza e ultima giornata, infine, com’è ormai tradizione, oltre che alla facoltativa visita sull’Etna, sarà dedicata agli appuntamenti con i talks ovvero gli approfondimenti guidati da Alex Revelli Sorini e Susanna Cutini sulle tematiche attuali dell’agroalimentare e che vedranno alternarsi sul palco, con un ritmo molto dinamico e brioso, tanti protagonisti del mondo della ristorazione. Occasione di approfondimento anche per la “Settimana della Celiachia”, che si svolgerà dal 16 al 22 maggio e che vedrà l’intervento, tra gli altri, della presidente di AIC Sicilia, Giuseppina Costa, che parlerà della possibilità di effettuare screening e avere consulenza dietologica nei punti indicati da AIC.

Foto di apertura: www.aputia.info