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Veronafiere ed U.I.V. insieme per Enovitis

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enoFiera Verona e Unione Italiana Vini hanno concordato una partnership che, sotto il brand Enovitis, svilupperà diverse iniziative a supporto della viticoltura italiana ed europea. Il primo appuntamento congiunto è previsto il 19 e 20 giugno 2014 in provincia di Treviso con «Enovitis in campo». Nello specifico, Veronafiere affitterà il marchio Enovitis da U.I.V., con una gestione congiunta fino al 2018 che comprenderà gli eventi «Enovitis in campo», con cadenza annuale e che diventerà una declinazione “en plein air” di Fieragricola, ed «Enovitis in fiera», che si svolgerà a Verona, all’interno di Fieragricola, e a Milano, nel contesto di Simei.

«Veronafiere conferma l’attenzione al comparto vitivinicolo, ampliando l’offerta verso il mercato – afferma il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani –. Questa evoluzione consentirà di aumentare le occasioni di contatto con gli espositori e i visitatori in un settore, come l’agroalimentare, che vede l’Ente Fiera di Verona fra i top player a livello internazionale, grazie a Fieragricola, Vinitaly, Siab, Eurocarne, Sol&Agrifood ed Enolitech».

DomenicoZonin«La partnership che abbiamo siglato con Fiera Verona è un ulteriore tassello dell’impegno di Unione Italiana Vini per la promozione delle tecnologie per la viticoltura – dichiara Domenico Zonin, presidente di U.I.V. –. La principale associazione del settore e Veronafiere uniscono le forze con l’obiettivo di creare un polo permanente di riferimento per la viticoltura europea, articolato su momenti espositivi, sperimentazioni delle tecnologie in campo e appuntamenti convegnistici di livello internazionale». Fieragricola è la manifestazione internazionale dedicata al settore primario, giunta alla 111ª edizione, in corso fino a domenica, con oltre 1.000 espositori, 600 capi presenti, 9 padiglioni occupati, oltre a 4 aree esterne, in grado di coniugare trasversalità e internazionalizzazione. Enovitis è il Salone Internazionale delle Tecniche per la Viticoltura e l’Olivicoltura che ha avuto luogo per nove edizioni a Milano, contestualmente a Simei – Salone internazionale macchine per enologia e imbottigliamento – e dal 2016 occuperà i padiglioni di Fieragricola a Verona.

verona-fiere-2013Ad oggi Enovitis è una delle principali vetrine espositive del suo genere in Italia per specificità e completezza del panorama merceologico, in grado di presentare un quadro completo delle attrezzature, delle macchine e dei prodotti per il settore viticolo. Il primo appuntamento congiunto Veronafiere-U.I.V. sarà a giugno con Enovitis in Campo, il 19 e 20 presso la tenuta di Ca’ Tron, a Roncade (Treviso), evento rivolto ai produttori viticoli sul tema delle innovazioni tecniche nel settore delle macchine e attrezzature in campo. L’ultima edizione ha visto oltre 4.000 i viticoltori, tecnici, agronomi, operatori del settore arrivati da tutta Italia e dall’estero e 111 aziende espositrici.

 

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Gustadom 2014: passeggiando tra arte, cultura e cibo.

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cattedrale astiIl Rione Cattedrale del Palio di Asti, ogni anno dal 2000, organizza, il primo fine settimana di giugno, il Gustadom. L’evento, giunto alla sua XIV edizione, è tra le manifestazione culturali ed enogastonomiche più seguite sul territorio regionale, ormai conosciuta e frequentata da migliaia di persone.
Si tratta di una passeggiata enogastronomica nei giardini storici, le vie e gli angoli più suggestivi del Rione Cattedrale, occasione unica per vedere scorci magici intorno alla splendida Cattedrale di Asti.
La ricerca dei piatti, delle materie prime migliori e l’unicità delle ambientazioni fanno del Gustadom una manifestazione unica, il connubio perfetto tra le massime espressioni culturali e quelle enogastronomiche del nostro territorio.
formaggiAll’ombra della Cattedrale, che è non solo la chiesa più grande del Piemonte ma anche il suo principale monumento gotico, si snoda il percorso del Gustadom.Nei punti ristoro si potranno degustare piatti tipici della cucina artigiana e piemontese abbinati ai vini migliori del territorio. Molte sono le realtà che collaborano alla manifestazione, enti locali e privati, pro-loco e associazioni, per rendere ogni anno il Gustadom più speciale.
Bagna-Cauda

Tra le delizie proposte in questi anni troviamo: carne cruda all’astigiana battuta al coltello, frittata d’ortiche, friciula con il lardo, peperoni con bagna caùda, selezioni di formaggi e salumi, agnolotti e agnolotti gobbi piemontesi, polenta, tajarin, lingue di suocera e molti tipologie di dolci, tra cui citiamo il Mon di Mongardino. In alcune edizioni, il Comitato Palio Rione Cattedrale, per rendere ancora di maggior pregio la propria manifestazione, ha collaborato con Slowfood, inserendo tra i piatti, presidi enogastronomici impareggiabili tra cui la robiola di Roccaverano.
tajarin-al-tartufo

In occasione delle Celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, nel 2011, il Gustadom, con la collaborazione di Slowfood, si è vestito col tricolore, aprendo a piatti e specialità provenienti da tutto il territorio della penisola.

Durante il primo fine settimana di giugno, nel Rione Cattedrale, molte sono le manifestazioni collaterali al Gustadom che ampliano ulteriormente l’offerta culturale: mostre fotografiche, di pittura, concerti e conferenze.

Il Gustadom si propone come celebrazione delle unicità che Asti offre: cibo, vino e cultura e vuole essere un percorso all’insegna della convivialità, del gusto e della memoria.

gustadom

Quest’anno, il Gustadom si svolgerà nelle date di Venerdì 30 maggio, Sabato 31 maggio e Domenica 1 giugno. Tra le iniziative enogastronomiche saranno presenti alcune importanti novità e la riconferma di piatti che hanno fatto il pregio e la storia della manifestazione.

 

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Identità Golose: il salmone d’ Alaska nelle ricette dei grandi Chef

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ikura1Identità Golose, l’evento più prestigioso, oltre che il più atteso da chef stellati, imprenditori e operatori dell’eccellenza gastronomica internazionale, aprirà i battenti del MiCo, in P.za Carlo Magno, a Milano il 9 febbraio prossimo e, fino all’11, nei suoi saloni si svolgerà un vero e proprio trionfo del gusto.

L’ASMI, l’Istituzione che si occupa di diffondere e rappresentare il mondo della pesca in Alaska, avrà anche in questa decima edizione uno stand in cui verrà allestita un’esposizione di quelli che vengono definiti “i gioielli del Pacifico”. Oltre al Salmone rigorosamente selvaggio nelle sue cinque varietà (Reale, rosso, Argentato, Keta e Rosa) “in vetrina” anche il Carbonaro, l’Ikura (il caviale di salmone), la Granseola Artica, il Pollock e il Granchio Reale.

salmone alaskaChi si fermerà allo stand, oltre a ricevere notizie e informazioni sul Paese della Pesca sostenibile per eccellenza, l’Alaska, potrà degustare deliziosi assaggi di salmone affumicato e di Ikura.

L’Alaska è l’unico Paese degli Stati Uniti ad avere, per Costituzione, l’obbligo della sostenibilità e, proprio il salmone ne è un esempio significativo. Selvaggio, Naturale e Sostenibile, tutto il suo ciclo vitale avviene in acque pulitissime e in un habitat ideale per i pesci selvaggi. Peculiarità che sono alla base delle sue carni sode e saporite, oltre che più magre di quelle del salmone non selvaggio.

ikura2Quest’anno, allo stand di Alaska Seafood ci sarà una sorpresa: lo chef Alessandro Dal Degan, del ristorante La Tana, di Asiago, presenterà alcune performance creative con i pesci dell’Alaska. Qualche esempio? Black Code mantecato con polenta soffiata e fibre di Salmone selvaggio con caprino alle erbe e Ikura.
Ricette straordinarie, nate dalle sue esperienze e dalle sue intuizioni, superbamente innovative, ma anche frutto di grande professionalità, di curiosità, di voglia di sperimentare.

ikura3Dal Degan, membro de Les Jeunes Restaurateurs d’Europe e inserito, nel 2013, tra i guru delle Guide de l’Espresso, è altresì chef executive del prestigioso ristorante l’Arquade, presso l’Hotel “Villa del Quar” di Pedemonte.,Verona. Allo stand di Alaska Seafood, quest’anno, l’appuntamento è più che mai “gourmet”!Inoltre, per gli estimatori dei prodotti ittici dell’Alaska e per coloro che ancora non li conoscono, dall’8 al 23 febbraio, ARMANI/NOBU, in via Pisoni 1, Milano, proporrà un menù ad hoc appositamente creato dallo chef.

 

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Ben Rye: un vino per fare pace con il mondo.

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BenRye_bicchiere_7308AnnaPakulaBen Rye è più che un vino: è voce di vigna, è versi di vigna. E’ la poesia dei filari.
Una poesia sensuale, erotica, ma scritta in punta di penna, raffinata, morbida, sinuosa, che si rivela senza scoprirsi.
Etereo , confortante ed inafferrabile come ciò che il suo nome descrive: Ben Rye è infatti “ il figlio del vento”; di quel vento che accorre in soccorso e spira sollievo regalando frescura alle torride giornate pantesche. E delle giornate di sole Ben Rye ha il colore: di quando il sole spegne sul mare i suoi ultimi raggi infuocati ed assume il colore dell’oro brunito, ramato.
ben ryeViene considerato un “ vino da meditazione” ma personalmente gli conferirei un altro appellativo ancora più idoneo, a mio parere. Per me Ben Rye è il “relaxation wine” per eccellenza.
Si perché meditare implica anche qualche accezione negativa dato che si può meditare anche sulle sventure del mondo, oltre che su quelle personali.
Questo Passito di Pantelleria Dop invece è destinato ad esaltare le vibrazioni positive, le sensazioni gioiose, il puro “enjoyment”: ed ecco che è il compagno perfetto se si desidera ascoltare buona musica, o leggere un buon libro, o semplicemente sprofondare in un divano magari con il crepitio di un caminetto acceso a conversare con questa poesia liquida gustando un plateau di formaggi erborinati e frutta secca o, in perfetta antitesi, un cannolo siciliano.

formaggi erborinatiDa soli o in compagnia, è il complice ideale e discreto persino in situazioni romantiche.
Il miglior risultato in assoluto della produzione siciliana per la sua categoria, targato Donnafugata, ha una gradazione alcolica “importante” pari a 14,5* ed è, semplicemente, uve Moscato di Alessandria , Zibibbo ed uva passa rigorosamente diraspata a mano ed i cui acini vengono scrupolosamente controllati manualmente, uno ad uno: in una spasmodica ricerca di una perfezione a mio avviso già conseguita. Ben Rye nasce dunque da un magico blend di vino da uva fresca ed uva passa.
Il rapporto è di cento litri di mosto di uva fresca per settanta chili di uva passa diraspata. Con la sua naturale e fresca dolcezza, è il fiore all’occhiello di un fine pasto di classe. Vino da antipasto e dessert a base di formaggi o foie gras, ma altrettanto convincente per un coinvolgente tète à tète.
pantelleriaUn bouquet prezioso di aromi fruttati e mediterranei e di piacevole e facilissima beva, che nasce da due elementi naturali unici ed irripetbili: il terreno di origine vulcanica ed il vento salso che trascina con sé profumi irripetibili in qualsiasi altra parte del mondo . Olfattivamente carico di sentori complessi di frutta matura e secca, miele, torrone, e poi note erbacee ad equilibrare una dolcezza estrema . Il suo gusto esaltante, pervadente, morbido e sapido, ne fa un vino riconosciuto ed apprezzato a livello internazionale. L’etichetta del 2010 ha infatti dominato le classifiche 2013 di tutte le maggiori guide enologiche. La temperatura di servizio ideale è di circa 14 gradi in calice a tulipano leggermente svasato.
E adesso mettetevi comodi ad ascoltare in silenzio : parla il “figlio del vento”.

Alessandra Verzera

Foto: web e  Anna Pakula per www.donnafugata.it

Vinitaly. Grande successo a New York per la presentazione dei nuovi progetti

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Vinitaly-2014Grande successo per la prima tappa 2014 di Vinitaly International che, proprio ieri, ha animato il Metropolitan Pavillion di New York con la presenza di oltre 110 cantine italiane affiancate dai principali importatori locali.

Nel corso dell’evento, inaugurato con la tradizionale Cerimonia d’apertura alla presenza del Console Generale della città, Natalia Quintavalle, del Direttore di Veronafiere, Giovanni Mantovani, della Manager Director di Vinitaly International, Stevie Kim e del Direttore Commerciale di Veronafiere, Diego Valsecchi, sono stati presentati i nuovi e strategici strumenti sviluppati al servizio di produttori e importatori: Importer Connect e Vinitaly International Academy.

Vinitaly-2014-3“La presenza di Vinitaly negli Stati Uniti non fa altro che rimarcare il grande successo che il vino italiano sta riscontrando in questi anni nel maggiore mercato di vino a livello mondiale” – afferma il Console, che ha poi concluso il suo breve discorso con un invito a tutti i presenti a partecipare non solo all’evento di New York, ma anche agli altri momenti di incontro organizzati da Veronafiere, non ultimo a quelli che prenderanno vita nell’ambito della collaborazione con Expo 2015.

A seguire il Direttore Generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani, ha presentato il valore dei nuovi progetti marchiati Vinitaly : “Siamo orgogliosi di partire da una delle metropoli più ferventi e dinamiche del mondo con Vinitaly International Importer Connect, nuova e interessante estensione della nostra visione del business fieristico come alleato per l’affermazione delle aziende produttrici sui mercati internazionali.

sommelierL’obiettivo è aiutare gli espositori ad ottenere il massimo dalla loro partecipazione agli eventi di Vinitaly in Italia e nel mondo, selezionando in anticipo i contatti più interessanti: l’attività di screening aumenta le possibilità che un incontro si traduca nell’avvio di una partnership concreta con un nuovo importatore, o nell’acquisizione di un nuovo cliente in un’area strategica. Parallelamente l’inaugurazione della Vinitaly International Academy, presieduta dal Direttore Scientifico Ian D’Agata, rappresenta un importante amplificatore del lavoro culturale ed educativo portato avanti da Vinitaly e finalizzato ad aumentare la conoscenza dei vini italiani tra gli operatori internazionali”.

Il Direttore Scientifico della Vinitaly International Academy, Ian D’Agata, ha concluso: “Conosco a fondo il mercato internazionale del vino e sono convinto che questi due nuovissimi progetti costituiranno un decisivo valore aggiunto per tutti quei produttori che decideranno di seguire le tappe di Vinitaly International”.

vinitaly-usa-2014-logo-da-sitoVinitaly USA apre la stagione 2014 degli eventi organizzati da Veronafiere nei principali mercati per il business enologico. Il programma di incontri proseguirà nel mese di marzo con un importante ritorno sul mercato cinese: un evento B2B della durata di tre giorni al Fuorisalone di Chengdu, dove si terrà la 90ma edizione della più importante fiera del settore dedicata ad importatori e distributori. Nella seconda metà dell’anno Vinitaly International sarà infine di nuovo ambasciatore dell’eccellenzaenoica italiana sulle piazze consolidate di Hong Kong e Mosca.

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Scivoloni “stellati”: Blumenthal chiude un altro ristorante.

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blumenthal3Heston Blumenthal scivola sulla stessa buccia di banana che, nel 2009, lo aveva portato alla chiusra del mitico The Fat Duck, ristorante tristellato della capitale inglese. Anche questa volta ed anche per il “Dinner”, il problema è lo stesso: alcuni clienti sono rimasti intossicati.

E così resterà chiuso per almeno una settimana uno dei più esclusivi ristoranti londinesi, di proprietà di Heston Blumenthal,virtuoso della cucina molecolare, dopo che diversi clienti sono stati colpiti da un’infezione intestinale causata dal Norovirus.

Dinner by Heston interiorStop dunque per  il lussuosissimo “Dinner”, due stelle Michelin,ospitato all’interno del Mandarin Oriental Hotel a Knightsbridge, nel centro di Londra. Ma non è appunto la prima volta che Blumenthal è messo in ginocchio dal virus: per la stessa ragione nel 2009 era stato costretto a chiudere per due settimanel’altro suo noto locale “The Fat Duck” che si trova in Berkshire, a ovest della capitale britannica. Pare sia stato proprio questo poco glorioso precedente ad indurre Blumenthal a decidere per la chiusura temporanea di Dinner.

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Amarone 2010: un’ottima annata e prima Docg.

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amarone1Amarone della Valpolicella Docg 2010: un’annata  ottima, fortemente influenzata dall’andamento climatico che ha conferito apprezzabili differenze da vallata a vallata. L’esordio ufficiale di quest’annata si è tenuto  il 25 e 26 gennaio scorsi, nel Palazzo della Gran Guardia di Verona, dove ha debuttato il nuovo marchio del Consorzio tutela vini Valpolicella. Quello dell’annata 2010,  sul mercato dopo i tre anni di maturazione, è  il primo Amarone che ha potuto fregiarsi della Docg.  Un giro d’affari con tanti numeri e molti zeri. Il Consorzio tutela vini Valpolicella riunisce 2.246 aziende che vivono e lavorano circa 30mila ettari  in 19 diverse aree.
Le aziende agricole produttrici di uva per Amarone e Recioto della Valpolicella sono 1495 mentre sono 272 le aziende imbottigliatrici. Le bottiglie prodotte sono ben 60 milioni , per un controvalore pari a 350 milioni di euro
amaroneLa produzione di vino rosso a denominazione nel Veneto si attesta attorno al milione e trecentomila ettolitri e i vini della Valpolicella ne rappresentano il 37%. I vitigni autoctoni della Valpolicella rappresentano il 95% sul totale dei vigneti impiantati  Nel 2013 sono stati messi in appassimento circa trecentomila quintali di uva per la produzione di Amarone e Recioto della Valpolicella. Nel 2013 è stato imbottigliato un quantitativo di Amarone della Valpolicella pari a 13,4 milioni di bottiglie. Il prezzo delle uve da destinare alla produzione di Amarone è di circa 2,5 euro per chilo. Il 2013 ha avuto un andamento leggermente diverso al solito, principalmente per un fattore meramente climatico che ha messo a dura prova il buon raccolto rischiando di determinare danni irreparabili.Rischio scongiurato grazie agli sforzi di operatori di estrema competenza che hanno evitato il peggio consentendo di ottenere un prodotto di buona qualità.
uve masiIn Valpolicella infatti  l’inverno è stato piuttosto lungo e freddo e di conseguenza la ripresa vegetativa della vite è avvenuta con un ritardo di circa 10 giorni rispetto allo storico. La primavera è stata caratterizzata da una buona piovosità e da temperature al di sotto della media stagionale, condizioni queste che hanno generato una discreta vigoria vegetativa con abbondante emissione di grappoli di buone dimensioni ma più spargoli rispetto alla norma e quindi potenzialmente più adatti all’appassimento. Tutta la fase di maturazione si è sviluppata in modo piuttosto irregolare, con colpi di caldo e abbassamenti repentini di temperatura mettendo a dura prova l’azione dei viticoltori Le elevate piogge hanno contribuito a un generoso sviluppo vegetativo in post fioritura. Dopo anni in cui le grandinate hanno toccato le varie vallate nel 2010 non si è presentato nessun evento grandinigeno come non si sono verificate le scottature sui grappoli degli anni precedenti.

L’andamento climatico particolarmente piovoso ha messo in particolare evidenza i valori della viticoltura di collina che quest’anno ha fatto la differenza rispetto a vigneti di pianura favoriti invece nelle annate siccitose come il 2009. Nonostante l’annata fresca si è ampiamente superato il valore minimo dell’indice climatico di Huglin che evidenzia le temperature necessarie per la buona maturazione dell’uve Corvina, sicuramente la varietà più sensibile agli sbalzi climatici.
degustazioneLa raccolta delle uve per l’Amarone è iniziata il 23 di settembre, circa 10 giorni di ritardo rispetto all’anno precedente, ma in perfetta media storica degli ultimi 20 anni. La vendemmia ha avuto luogo con qualche difficoltà dovuta alle frequenti piogge che hanno rallentato e protratto le operazioni sino al 20 ottobre. L’uva destinata alla produzione di Amarone è stata così raccolta con ulteriore attenzione e particolare cura, garanzia per una conduzione ottimale dell’appassimento. Il ridotto gradiente termico accumulato durante tutta la fase di maturazione ha originato uve con una gradazione zuccherina leggermente inferiore alla media e con un contenuto acidico superiore alla media. Il periodo di appassimento, durato circa 90 giorni è terminato il 5 dicembre. I primi 20 giorni di appassimento sono decorsi in condizioni atmosferiche ottime con temperature fresche, una buona ventilazione e scarsa umidità atmosferica, mentre da fine ottobre è iniziato un periodo di alta piovosità in cui si è reso necessario l’impiego delle tecnologie di assistenza.

parete bottiglieL’aspetto analitico dei vini riflette le caratteristiche climatiche dell’annata, con vini meno alcolici, acidità più sostenute, residuo zuccherino in evidente diminuzione e valori estrattivi nella media. Per quel che concerne il quadro sensoriale l’aspetto più interessante risiede nel comune denominatore dell’eleganza rispetto alla potenza.

In sintesi estrema, e senza negare le naturali differenze nei profili dei vini anche di vigneti limitrofi, dalla degustazione del panel sono stati rilevati per i vini delle diverse vallate i seguenti caratteri: naturalezza d’espressione per San Pietro in Cariano e Sant’Ambrogio, consistenza estrattiva per Negrar, complessa armonia per Fumane, profondità fruttata per Marano, finezza vibrante per la Valpantena e potenza dinamica di Illasi, Cazzano e Mezzane.

Soave Doc: obbligatoria la fascetta di Stato identificativa.

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soave1Tutto il Soave imbottigliato, a partire da oggi, dovrà recare il contrassegno di Stato, indipendentemente dall’annata del vino. Diventa così effettivo quanto deliberato nel consiglio di amministrazione del  Consorzio del Soave a fine 2012, dopo una procedura che ha coinvolto la Regione del Veneto, il ministero delle Politiche agricole, l’istituto Poligrafico dello Stato, l’Ispettorato centrale per la tutela della qualità e repressione delle frodi, e la Siquria quale organismo terzo di controllo.

Accanto all’obbligo dell’utilizzo della fascetta il Consorzio ha richiesto anche una modifica sul piano dei controlli: dal oggi infatti non saranno più eseguiti sul numero di lotto, ma sul numero che ogni bottiglia porterà sul contrassegno di Stato. Con questo duplice cambiamento, oltre ad avere la certezza dei flussi commerciali, si completa di fatto la fase di certificazione.

soaveIl Soave conta oggi circa 55milioni di bottiglie suddivise nelle tipologie Soave classico, Soave Colli Scaligeri e Soave doc. Recioto di Soave e Soave Superiore continueranno ad essere confezionate con le tradizionali fascette della Docg. La fase di imbottigliamento interessa quasi 200 aziende di cui circa 90 operative nei comuni della Doc, 50 in provincia di Verona ed il resto in Italia e all’estero.

Il 75% delle bottiglie viene confezionato nei comuni veronesi con una tendenza alla crescita mentre il 25% viene imbottigliato fuori dalla provincia di Verona. All’origine delle importanti modifiche volute dal Consorzio del Soave vi è la necessità di dare certezza sui volumi confezionati, alla luce delle positive esperienze dell’Amarone e delle altre denominazioni veronesi.

soave2«Sappiamo bene – ha dichiarato il presidente del Consorzio Arturo Stocchetti  – che l’avvio di questo nuovo percorso per il Soave è molto delicato. In effetti si tratta di caricare le imprese di ulteriori costi e di nuovo lavoro. Ma siamo convinti che oggi il Soave sia maturo per fare un nuovo passo completando con il contrassegno di Stato un processo di trasparenza che va dalla vigna alla bottiglia. I risultati renderanno finalmente più espliciti i flussi produttivi e commerciali e ci consentiranno una gestione della denominazione più efficiente».

L’Aceto balsamico di Modena, su Rai 3 a Geo & Geo

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aceto balsamicoL’’oro nero di Modena continua a far parlare di sé sulle reti nazionali. Lunedì 3 febbraio alle 16.40 circa sarà infatti protagonista del servizio realizzato dalla regista Gabriella Lasagni per la trasmissione di RaiTre Geo&Geo, con una panoramica a tutto tondo sulle eccellenze del territorio che insieme all’’Aceto Balsamico rendono Modena una delle zone italiane più significative per il Made in Italy.

 

 

sveva sagramolaDurante la puntata del programma condotto da Sveva Sagramola ed Emanuele Biggi, verranno trasmesse le immagini riprese dalle telecamere all’’Acetaia del Duca e al’l’Acetaia Sereni dove si è assistito alla raccolta dell’’uva e alla cottura del mosto che dà origine al prezioso condimento, la cui affermazione come prodotto distintivo di questo territorio è riconducibile da secoli alle particolari caratteristiche pedoclimatiche a cui si sono aggiunti saperi, conoscenze e competenze dell’’uomo. Il “percorso” attorno al Balsamico si è poi concluso naturalmente in cucina, con la preparazione di alcuni piatti tipici della tradizione modenese presso l’Antica Trattoria La Busa a Spilamberto.

Nello stesso servizio anche un focus sulla produzione di “botticelle” del Maestro Bottaio Francesco Renzi, la cui attività nasce oltre cinque secoli fa proprio a Modena e che ancora oggi come allora consiste nella scelta dei legni, nella loro stagionatura naturale e nella piegatura a mano delle doghe in acqua bollente. Tra i protagonisti del filmato che andrà in onda, anche un altro “artigiano del legno”: il liutaio di San Damaso Giancarlo Guicciardi, una delle firme più conosciute e apprezzate della liuteria spilambertese in Italia e nel mondo.

enzo ferrariInfine, non poteva mancare in questo viaggio tra le eccellenze modenesi, la “rossa” per eccellenza: accompagnati dal noto giornalista sportivo ed esperto di storia della Ferrari Leo Turrini, la troupe di Rai Tre ha fatto tappa al Museo Ferrari e raccolto anche qualche curioso aneddoto, come ad esempio la passione del “Drake” Enzo Ferrari per l’’aceto balsamico di Modena che voleva sempre in tavola per deliziare i suoi ospiti.

Quella di Geo & Geo è la seconda apparizione sulle reti nazionali per l’aceto balsamico di Modena dell’inizio del 2014: la prima è stata la partecipazione alla puntata di TG2 Insieme andata in onda martedì 7 gennaio dagli studi di Saxa Rubra, a cui hanno partecipato la produttrice Mariangela Grosoli, il bottaio Francesco Renzi e lo chef Luca Marchini che ha preparato in diretta alcuni semplici piatti con l’oro nero di Modena, sia DOP che IGP.

Luca Caviezel, maestro della pasticceria catanese.

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20131124_185841-1Era stato annunciato il 24 novembre scorso durante il week end Ducezio dedicato all’eccellenza della pasticceria e gelateria siciliana, ed è finalmente realtà: Luca Caviezel è cittadino onorario di Catania.
La Ducezio con i suoi soci ed il suo presidente, Salvatore Farina, è fra i promotori della cittadinanza conferita dal sindaco Enzo Bianco a Caviezel, uomo nato in Svizzera e che come citano le motivazioni dell’onorificenza “ può essere considerato l’alfiere di quella pasticceria catanese celebrata dalla letteratura come autentica forma d’arte”.
Caviezel ha scritto molti libri che sono considerati, come il suo autore, fondamentali per “la tecnica del bilanciamento degli ingredienti nella formulazione delle ricette”, ed è considerato dal dopo guerra in poi uno dei massimi artigiani nel campo della gelateria.
Caviezel ha con emozione ha ringraziato le autorità ed i presenti, affermando che “da Catania ho ricevuto molto più di quanto abbia dato, e ho cercato sempre di amalgamarmi ai suoi cittadini, cercando di essere uno di loro. Ora lo sono”.
caviezelQuest’uomo amato da molte le generazioni che hanno assaggiato le sue prelibatezze, è stimato anche e soprattutto per la sua bontà, umiltà ed eleganza, e per quello spirito che i giovani d’oggi, che purtroppo non conoscono i suoi dolci e pizzette ai tre formaggi a doppia lievitazione, devono copiare.
Infatti il novantenne Caviezel è esempio di rinascita costante: egli vive con entusiasmo e guarda al futuro non smettendo mai di fare progetti, e a chi gli chiede un’intervista o appuntamenti per parlare di qualche idea, dice “ho tanto da fare, sentiamoci, vedo se trovo spazio, io ho un’età, ma devo fare ancora molto e il tempo adesso non è più tanto”.
Noi gli auguriamo tanti e tanti anni di dolci gioie.
Giuliana Avila

 

 

Si ringrazia Vincenzo Scarpulla