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Salvatore La Lumia passa il testimone: è Elio Savoca il presidente 2014 del Movimento Turismo del Vino.

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la lumiaCon una lettera circolare indirizzata ai soci del MTV, il Presidente Salvatore La Lumia, dopo tre mandati , comunica la sua intenzione nel passare il testimone.
“ Sono stato felice, mediante il vostro continuo appoggio, di occuparmi del Movimento Turismo del Vino Sicilia e di dare il mio personale contributo alla sua crescita parallelamente a quella della nostra amata terra ma, come nella natura delle cose, credo che sia arrivato il momento di passare il testimone affinchè altre creatività e professionalità possano favorire nuovi sviluppi per tutti noi. Mi auguro che ancora una volta la responsabilità sia la cifra della decisione che ogni azienda dovrà prendere e che sinergicamente e autonomamente si possa convergere verso una figura di continuità e di riferimento che voglia sia proseguire quanto da me tracciato – partendo dai traguardi ottenuti per raggiungerne di nuovi – ma anche dare il proprio personale contributo per un miglioramento globale della realtà vinicola e turistica siciliana.”
48La rubrica Storie di Vigna desidera evidenziare in questo contesto come impegno e dedizione possano essere forieri di aggregazione e divulgazione di un prodotto territoriale.
Salvatore La Lumia prende in carica il mandato del movimento nel 2011 con 19 associati e lascia un’eredità di 57 aziende e un operato di eventi e contatti nazionali e internazionali.
E’ grazie alla presentazione, all’inizio mandato, di alcuni progetti innovativi legati al web e social network che l’allora presidente nazionale, Dott.ssa Lungarotti, lo propone come consigliere nazionale che lo vede riconfermato ad oggi dall’assemblea nazionale al consiglio direttivo dell’MTV sotto l’attuale presidenza della Dott.ssa Mastrobeardino.
vino3Tra i primi eventi organizzati la partecipazione al International Wine &TouristWorkschop a Perugia e a Milano al Happy Movin’hour che, al Monfort hotel, porterà le aziende partecipanti al gemellaggio con i ristoratori milanesi, dove ogni singola azienda è stata abbinata a un ristorante.
In Sicilia, a Marina Cala del Sole, il movimento partecipa a tutte le conferenze regionali del turismo, a tutti gli eventi enoturistici annuali siciliani e tre presenze con gli associati al Vinitaly.
Negli ultimi due anni la Sicila è stata indicata, con la Toscana, tra le regioni maggiormente impegnate nel settore enoturistico, in effetti il movimento ha creato molta visibilità attraverso molteplici strumenti. Anche Cantine aperte ha cambiato aspetto, non più una giornata dedicata alla classica grigliata e degustazione collettiva frequentata da avventori casuali, ma un folto numero di persone interessate e coinvolte al settore enoturistico.
Un altro obiettivo positivo raggiunto sotto la presidenza di Salvatore La lumia, la firma dell’accordo “Sicilytastingnetwork”con l’Associazione Strade del Vino, Confindustria Alberghi e Turismo Sicilia e IRVOS finalizzato alla condivisione e alla cooperazione nelle iniziative regionali.
L’integrazione del territorio rappresenta un aspetto innovativo dove si è coinvolto il mondo artigianale delle micro imprese in modo che le cantine funzionino da volano ad altre realtà territoriali ma comunque contingenti.
turismo vinoL’impegno del movimento, in un periodo economico disastroso, dimostra come l’unione e la valorizzazione del proprio territorio siano indispensabili per creare visibilità e interesse come la realizzazione di una guida turistica delle aziende associate con itinerari e percorsi supportati e collaborati da un Tour Operator. Una guida turistica che Salvatore La Lumia lascia in eredità per la pubblicazione al suo successore che dalla riunione dei soci dell’MTV Sicilia di giorno 22 Febbraio 2014 convocata presso la Tenuta Barone La Lumia a Licata (Ag) ha deliberato il nuovo consiglio direttivo: Presidente Elio Savoca titolare delle Tenute Gigliotto di Piazza Armerina (En) – Vice presidente Gina Russo Cantine Russo-Segretario Carlo Scollo Feudo Ramaddini- Consigliere Cristina GionfriddoPlaneta- Consigliere Graziano Nicosia Cantine Nicosia.
Auspicando una continuità con l’impegno e il lavoro svolto dal Presidente uscente Salvatore La Lumia formuliamo i migliori auguri al nuovo consiglio direttivo del Movimento Turismo del Vino Sicilia.
Giusi Contrafatto

Master Chef Italia sbarca nel tempio di Slow Food: e sui social esplode la polemica.

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masterchef_italiaLa brigata di Master Chef nella puntata di giovedì sera in onda su Sky Uno ha varcato la soglia della cucina più etica e per certi versi più rigorosa d’ Italia, ovvero quella dell’ Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, in una frazione di Bra, Cuneo. L’unica università al mondo del suo genere, la cui mission è quella di formare gastronomi competenti votati ad una cucina etica, ecosostenibile e di altissima qualità. In una parola, all’eccellenza.
Il triumvirato composto da Bruno Barbieri, Carlo Cracco e Joe Bastianich ha portato davanti ad una giuria composta da sei membri i quattro semifinalisti della kermesse culinaria che in Italia tiene banco ormai da tre anni, tra polemiche e consensi. Tra i giudici della gara: il Rettore Piercarlo Grimaldi e il prof. Nicola Perullo dell’UNISG, Roberto Burdese, Cinzia Scaffidi e Olivia Reviglio di Slow Food e Oscar Farinetti, patron di Eataly e in odor di ministero.
master-chef-1024x419Ma la polemica non tarda ad arrivare: per qualcuno è stato violato un tempio, per altri ci si è svenduti per denaro, per altri ancora invece l’occasione è stata ottima per far conoscere l’ UNISG in Italia ad un pubblico decisamente numeroso. Ma il precedente di notevole peso è recente : solo una manciata di giorni fa infatti Carlo

petriniPetrini, fondatore di Slow Food e dell’ Università di Pollenzo, aveva tuonato contro gli show coking e contro la “casta” degli Chef. Rispetto a MasterChef si era rivolto ad uno dei tre Chef in particolare, Joe Bastianich, stigmatizzando alcune apparizioni dello Chef in spot pubblicitari.
Gianluca Morino, Presidente del’Associazione Produttori del Nizza, Socio fondatore dell’Enoteca Regionale di Nizza nonchè proprietario della Cascina Garitina, è molto “arrabbiato” per questo “gemellaggio “ MasterChef Unisg e, per estensione, Slow Food.

Morino, può spiegarci il suo punto di vista?

morinoCome ho scritto sui social, sono molto arrabbiato perché non si possono mescolare, in maniera così leggera, etica e progetti diversi additando scuse banali come quella della visibilità. Slow Food ha davvero bisogno di “quella” visibilità? Non è capace di ritagliarsi la propria? Ha davvero bisogno di psuedo “personaggi” per farsi notare dal grande pubblico? Poi tra i giurati hanno addirittura messo il nuovo Messia del Made in Italy, se mi dite a cosa serviva e, soprattutto, se ne aveva le competenze…

Carlo Petrini era stato molto categorico, quando aveva definito “spadellatori in tv” tutti quegli chef che, a vario titolo, impazzano su ogni canale televisivo: lei cosa ne pensa?

Sono assolutamente concorde con Carlin. Dopo una iniziale visibilità data alla cucina italiana è giusto riflettere sull’utilità di certe trasmissioni e soprattutto riflettere sui contenuti. La Cucina Italiana (maiuscola) non ha bisogno di certi spadellatori ma di gente seria e preparata, la cucina è una cosa seria ed è stata la culla della nostra civiltà ed ora ci aiuta a tramandare e difendere le ricette storiche ed una fetta del nostro passato.

Per alcuni quasi un tempio violato, per altri una buona fonte di pubblicità per portare alla conoscenza del grande pubblico non soltanto l’Università, ma i prodotti, i presidi e molti nomi di altrettanti produttori. Lei è un produttore: non si sente lusingato dal fatto che magari in diversi milioni ieri sera hanno “conosciuto” il suo prodotto senza che lei abbia mosso un dito o sborsato un euro?

oscar-farinetti-eatalyIl mio prodotto in maniera molto ma molto indiretta forse. Se poi a rappresentare il mio prodotto mi mettete un certo Oscar Farinetti, beh allora la frittata è fatta. Il mio prodotto come quello dei colleghi non ha certo bisogno di pseudo trasmissioni o pseudo personaggi. Ha solo bisogno di persone serie, coerenti e che sappiano comunicare i contenuti veri della nostra terra.
Oscar Farinetti NON rappresenta certo il mio mondo, anche se lui se ne vuole arrogare il diritto, lui al massimo rappresenta la sua azienda ed il suo business. E’ tanto difficile chiamare le cose con il loro nome?

Da cosa nasce, secondo lei, la moda dilagante di cucinare in Tv? Una formula vincente ormai da diversi anni..

Nasce dal gran seguito che ha creato il cibo sia in Tv sia sui blog e sui giornali. Ripeto questo successo è positivo, almeno nella parte iniziale, poi però bisogna crescere e fare le cose serie e non solo con lo scopo di rincorrere popolarità e share.

Carlo Petrini: inversione di rotta? Come se lo spiega?

slowQuanto conta il denaro nei tempi moderni? Tantissimo. Questa solo l’ennesima dimostrazione.
A me dispiace solo per tutte le aziende come la mia che in Slow Food hanno creduto fin dall’inizio della sua nascita soprattutto perché sono piemontese. Aziende che hanno investito in Slow Food e nelle sue iniziative e che ora si sentono traditi, anche solo per una trasmissione. Il Sig. Gariglio (curatore della guida Slowine, nda ) su Facebook commentò in maniera ironica il mio post chiedendomi se un solo evento avrebbe potuto inficiare i rapporti tra produttori e Slow Food.
Non ho ancora dato risposta in quanto ho bisogno di tempo per rispondere in maniera moderata e razionale, ho bisogno di “digerire” bene la situazione.

Quanto conta secondo lei l’identità enogastronomica di ogni singola regione?

morino3L’identità regionale diversa è la risorsa più grande che abbiamo e la dobbiamo difendere a denti stretti senza che nessun altro “muoro” ci speculi sopra per poi diventare appetibile per alcuni spot pubblicitari.

E questa identità come esce da questi Cooking Show, a suo avviso? Rafforzata o screditata?

Screditata non saprei ma per nulla rafforzata, tanto non è la centralità della trasmissione. Non servono gli show per comunicare queste risorse. Servono persone vere con contenuti di livello. Lo show come è fatto rimarrà sempre tale, lo show non educa, non fa crescere lo spettatore ed anzi lo rende succube. Basta legegre i post sui social che vengono scritti durante le serata. Di reale pessimo livello. Noi abbiamo bisogno di educare il consumatore al gusto, alla qualità ed aiutarlo a riconoscere queste cose. La nostra risorsa più grande è il consumatore, quando lo capiremo?
Quando noi produttori vorremo stoppare il calo dei consumi di vino in un paese come l’Italia?

Alessandra Verzera

 

Foto: Web e unisq.it

Una festa lunga un anno per l’ Associazione Nazionale Città dell’ Olio.

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città olioL’Associazione Nazionale Città dell’Olio compie vent’anni e si prepara a celebrare l’evento con una festa lunga un anno intero. La presentazione ufficiale delle iniziative per il Ventennale, si è tenuta nella Sala Stampa di Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei Deputati alla presenza del Presidente dell’Associazione Città dell’Olio Enrico Lupi, del Presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati Luca Sani e delle parlamentari Maria Antezza, Susanna Cenni e Colomba Mongiello, componenti della XIII Commissione Agricoltura.

Una realtà, quella rappresentata dall’ANCO, che coinvolge 18 regioni italiane e, all’interno di esse, circa 350 città dell’olio: “dati che mettono bene in evidenza l’importanza del comparto olivicolo per l’agricoltura nazionale ma anche dell’Associazione stessa – afferma il Presidente di Città dell’Olio Enrico Lupi – che promuove e valorizza le attività portate avanti negli anni, oltre che contribuire allo sviluppo di una coscienza collettiva sulla cultura olivicola ed alla crescita sociale ed economica dei territori, dell’agricoltura, dell’ambiente, del paesaggio, dei prodotti della terra e della gastronomia.

Cittadellolio_LogoVentennale“I venti anni dell’ ’Associazione” –  – aggiunge Lupi- ” – saranno l’occasione per fare il punto sulle politiche regionali in materia di olivicoltura con le Regioni stesse in un’’ ottica di programmazione futura, ma anche per comunicare e perpetrare per un intero anno gli obiettivi e le finalità di valorizzazione dei territori olivicoli della nostra Associazione, nonché offrire momenti di riflessione sulle sfide che ci aspettano. Una di queste è l’’ Expo 2015, al quale ci avvicineremo con una edizione speciale di Girolio d’’ Italia “allungata” su tutto l’ ’anno, a partire da marzo e fino all’’autunno”.

città olio2I temi su cui l’’ Associazione si concentrerà in vista dell’esposizione universale del 2015 – conclude – sono la salvaguardia del paesaggio olivicolo e del territorio, i temi dell’’ alimentazione, della salute e della cucina rappresentati dalla Dieta Mediterranea e il riconoscimento legislativo alle Città dell’’ Olio come motore di sviluppo economico, capace di realizzare progetti di marketing territoriale in cui più realtà omogenee possano condividere una strategia comune nella difesa della cultura, della storia, delle origini, del territorio, del paesaggio e dei prodotti olivicoli”.

olio_1La prova dell’unità di intenti che da sempre caratterizza le Città dell’Olio, sono i numeri prodotti dai progetti di educazione alla conoscenza del patrimonio olivicolo, portati avanti con successo fino ad oggi: pensiamo a Bimboil, realizzato in collaborazione con il Mipaaf che in 14 edizioni ha coinvolto circa 800 scuole e 75.000 bambini di tutta Italia, o al Turismo dell’Olio creato con Girolio d’Italia verso i territori olivicoli nei periodi dell’olio nuovo nelle sue quattro edizioni, in cui sono stati coinvolti oltre 1500 produttori in 59 tappe. O ancora alle azioni di tutela del Paesaggio Olivicolo che hanno permesso l’inserimento nella Tentative List dell’’ Unesco di ben 56 siti olivicoli italiani: un obiettivo raggiunto anche grazie agli olivicoltori – a cui è dedicato il Premio Miglior Uliveto attribuito ogni anno alle realtà più virtuose impegnate nella salvaguardia del territorio – che quotidianamente contribuiscono con il loro lavoro a mantenere i terreni in buone condizioni e fare prevenzione dal dissesto idrogeologico di cui l’incuria è la principale responsabile.

E’ nato da un progetto dell’’ Associazione Città dell’Olio anche il Forum Dieta Mediterranea, uno degli appuntamenti più importanti nel panorama nazionale ed internazionale sul tema, che si tiene dal 2010 a Imperia in collaborazione con l’Azienda Speciale Promimperia e che coinvolge anche la Rete delle Città dell’Olio del Mediterraneo ReCOMed a cui fanno capo 12 paesi affacciato sul Mare Nostrum: un “network” che ha permesso all’Associazione di vincere il bando comunitario del Progetto ENPI MedDiet. Così come rientra tra le iniziative promosse e portate avanti da ANCO, anche la progettazione e diffusione della Carta degli Oli DOP nei ristoranti – con la quale le Città dell’Olio si sono fatti portavoce dell’’ eccellenza della produzione olivicola italiana – e la Bottiglietta Antirabbocco, che sarà promossa nei ristoranti italiani e sulla rete, con una importante campagna di comunicazione.

Cracco.”Il cibo è il nostro patrimonio”

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craccoChe cosa si può dire ancora di Carlo Cracco, vicentino, giramondo come tutti i cuochi – perché sono l’’esperienza, l’’osservazione e la conoscenza che contribuiscono a far crescere una grande cucina? Dal 2001 a Milano, dal 2007 da solo al comando di uno dei ristoranti più noti e particolari di Milano, Cracco è un “fenomeno in evoluzione”: sempre più divo ma pur sempre uno Chef.
Quello che c’è ancora sapere su di lui lo potrete scoprire nel corso di una serata nell’ambito di un ciclo di conferenze e dibattiti pubblici su storia, scienza, filosofia, società ed economia a cura di Unindustria, il prossimo 3 marzo a Como, in via Raimondi 1, alle 20.30 nella Sala Conferenze di Unindustria.
In questa occasione Cracco spiegherà il cibo quale patrimonio culturale, esplorando vari aspetti delle cucine regionali.Cracco incrocia i sapori: ma il suo non è solo un gioco che utilizza i prodotti e li mischia per la semplice voglia di contrasto. La sua è una filosofia di sintesi, alla fine non è la diversità a essere esaltata, ma un nuovo gusto che si è formato. Non è assemblaggio, è ricerca.

Durante la serata si parlerà anche di cucina regionale.

“masterchef-5Parlare di cucina regionale italiana è come entrare in un labirinto: prendi una strada pensando di avere chiara la meta e invece in un attimo ci si ritrova lontanissimi, non solo nello spazio, ma anche nel tempo, nella cultura, nelle tradizioni.” Carlo Cracco è uno dei cuochi più famosi d’’Italia. Inizia a lavorare sotto la guida di Gualtiero Marchesi a Milano e di Alain Ducasse e Lucas Carton in Francia. Nel 2001 apre a Milano “Cracco Peck” che oggi porta solo il suo nome: 2 stelle Michelin, 3 forchette Gambero Rosso, premiato come uno dei 50 migliori ristoranti al mondo dalla prestigiosa rivista inglese “Restaurant” che ogni anno stila l’’attesissima classifica. Dal 2011 è giudice del programma televisivo di Master- Chef Italia, insime agli Chef Bruno Barbieri e Joe Bastianch, con lui nella foto accanto.

Nasce CaseoArt, premio all’eccellenza dell’arte lattiero-casearia

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enneseI migliori produttori caseari italiani si sfidano a Pandino-Cremona, nella splendida cornice del castello di Bernabò Visconti. Tra valutazioni sensoriali e tecniche si sceglie, a colpi di naso, il top cheese del 2014

Oltre 300 formaggi provenienti da tutta Italia, dall’Asiago al Scimudin, dalla Casciotta d’Urbino al Piacentinu Ennese distinti in 20 categorie, parteciperanno alla 1° edizione di “Caseo Art – Premio all’eccellenza dell’arte lattiero-casearia”, organizzato da “Asso Casearia”, l’Associazione dei diplomati della scuola casearia di Pandino (www.assocaseariapandino.it/).

castelloSabato 15 e domenica 16 marzo 2014, nella suggestiva cornice del castello Bernabò Visconti di Pandino, prenderà, infatti, il via il concorso nazionale che vedrà in gara alcuni tra i migliori produttori caseari italiani per la scelta del top cheese del 2014, che sarà poi proclamato ufficialmente il 1° maggio.

La manifestazione intende esaltare la tradizione casearia italiana portando in scena non solo una gara tra professionisti, ma la dimostrazione di una vera e propria arte del saper fare, che attinge dalla maestria dei casari italiani custodi di uno dei più importanti simboli dell’“italian style” nel mondo, il formaggio. A dirlo, i numeri: primo settore del comparto alimentare con un fatturato che sfiora i 15 miliardi e un export che ha registrato nel settembre 2013 (Fonte Assolatte) un aumento rispetto al 2012 del 6,1% raggiungendo così 213.000 tonnellate

Formaggi2-520x333Si inizia sabato 15 marzo, quando formaggi e casari sfileranno davanti a una giuria tecnica, esperta e qualificata, costituita da assaggiatori O.N.A.F (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggi) e da buyer della Grande Distribuzione. I giurati valuteranno il prodotto di ciascun caseificio secondo un rigoroso metodo di valutazione sensoriale che prevede apposite schede a punti. La successiva elaborazione delle schede permetterà la stesura di una classifica delle diverse categorie a concorso per le quali saranno premiate le prime tre posizioni.

La sfida tra i produttori caseari continuerà domenica 16 marzo con le valutazioni del pubblico che diventerà assaggiatore e critico; il suo gradimento al gusto, ovvero all’acquisto, sarà infatti raccolto in specifiche schede che, consegnate ai singoli sfidanti, potranno diventare interessanti stimoli in chiave marketing. Sempre domenica, una speciale giuria composta anche da esperti enogastronomi a livello nazionale, eleggerà il formaggio “migliore tra i migliori” scegliendolo tra i primi classificati nelle varie categorie. Eccellenza sensoriale e difficoltà tecnologica della produzione gli elementi su cui dovranno esprimersi gli esperti in questo girone finale. Per il formaggio vincitore,in particolare, sarà elaborato un profilo sensoriale a cura dell’arbitro del concorso Vincenzo Bozzetti, noto esperto del settore lattiero caseario.

san lucioLa kermesse casearia si chiuderà giovedì 1°maggio, nella cornice del castello visconteo, con la proclamazione del vincitore cui sarà assegnato il “Trofeo San Lucio”. “La manifestazione – afferma Daniele Bassi Presidente di Asso Casearia Pandino – è l’occasione per i visitatori per scoprire e apprezzare la molteplicità di sapori che caratterizzano il nostro patrimonio alimentare attraverso un iter gastronomico che vuole diventare una forma di educazione alla “diversità del gusto. La difesa di questo simbolo del Made in Italy deve infatti partire dalla riconoscibilità da parte del consumatore finale delle varietà di sapori che la nostra tradizione sa esprimere”. CaseoArt intende così affermarsi nel panorama italiano come alfiere di un nuovo concetto di qualità del prodotto caseario, mettendo al centro dell’evento la miscellanea di sensazioni del gusto di cui è custode la tradizione casearia italiana nonchè l’importanza della sua riconoscibilità.

 

Foto: Web

L’arte del pane di scena a Prato. Protagonista la Bozza Pratese.

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paneSecondo appuntamento con l’arte della panificazione e la Bozza Pratese: mercoledì 26 febbraio toccherà alla Circoscrizione Centro ospitare – nei locali del Centro Civico di Via Milano – il seminario dal titolo “L’arte della panificazione. Condividere una passione”, organizzato e promosso dall’Assessorato alle Attività Produttive del Comune di Prato in collaborazione con le cinque circoscrizioni cittadine e rivolto alla cittadinanza.

bozza pratese“Far conoscere meglio le tradizioni gastronomiche del territorio e in particolare la Bozza Pratese – commenta l’Assessore alle Attività Produttive del Comune di Prato Roberto Caverniè sicuramente un modo ottimo per valorizzarle e creare attorno ad essa un crescente interesse. Lo scorso anno gli studenti di cinque plessi scolastici delle varie circoscrizioni sono stati coinvolti in un progetto che aveva tra gli obiettivi principali la creazione di una cultura del pane fin da piccoli. E il risultato è stato sorprendente: non solo i ragazzi hanno mostrato curiosità e apprezzamento, ma anche le famiglie hanno saputo recepire il messaggio lanciato in classe, mutando in alcuni casi le proprie abitudini alimentari legate al pane. Questo ci ha fatto capire che il lavoro fatto con i bambini avrebbe potuto essere accolto con lo stesso entusiasmo anche dagli adulti. Da qui, nasce l’idea di replicare quei seminari per tutta la cittadinanza, coinvolgendo in questo caso proprio le circoscrizioni”.

taiti2Dopo il primo incontro tenutosi alla circoscrizione Prato Nord lo scorso lunedì 17, il secondo appuntamento è fissato per le ore 21 di mercoledì 26 febbraio presso il Centro Civico di Via Milano nella Circoscrizione Centro . La serata si aprirà con il saluto del Presidente della Circoscrizione Massimo Taiti, che lascerà poi la parola a Fulvio Ponzuoli, coltivatore di grano e Presidente dell’Associazione La Piazzoletta che, nell’ambito del progetto “La memoria dei semi” ha dato in custodia gratuitamente all’Amministrazione Comunale i grani antichi attualmente in coltivazione presso il Podere delle Polline alla Cascine di Tavola.

Seguiranno poi gli interventi del mugnaio Marco Bardazzi del Molino Bardazzi di Vaiano – che spiegherà i vari passaggi della molitura e le varie tipologie di farina oltre alle loro caratteristiche e il loro migliore ambito di utilizzo – e della dietista Elisa Papini che ne illustrerà le virtù salutistiche e le quantità giornaliere di consumo raccomandate. Poi, spazio al fornaio Fernando Buffini dell’Antico Forno Panci di Via Pistoiese, che terrà una dimostrazione “live” di preparazione della Bozza seguita da un piccolo assaggio finale, accompagnato dall’inconfondibile sapore della Mortadella di Prato, offerta e raccontata al pubblico dal produttore Carlo Conti della Macelleria Conti di Prato.

La serata sarà allietata dagli intermezzi musicali della giovane promessa Lorenzo Pampaloni, che attualmente studia chitarra classica al Liceo Musicale Dante di Firenze e chitarra jazz alla Scuola di Musica Verdi di Prato, Vincitore del Diploma d’Oro al Concorso Giovani musici 2012 di Roma e Primo Premio al Concorso Nazionale Riviera Etrusca 2013 di Piombino.

Il New York Times e le vignette sull’olio d’oliva: sono diffamatorie.

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moccoliL’Assessore trevano Stefania Moccoli scrive a Nicholas Blecham del New York Times e presenta un ordine del giorno in Consiglio Comunale a difesa dell’olio, tratto identitario della città.

“Le vignette diffamatorie sull’olio d’oliva pubblicate di recente del New York Times infangano indistintamente l’intero sistema produttivo italiano e il nostro sistema sanitario di controllo e sicurezza alimentare, arrecando grave pregiudizio economico e mettendo in cattiva luce il lavoro onesto di quanti si prodigano con passione per mantenere integro uno dei più significativi tratti identitari del nostro territorio.” Così si legge nella nota dell’assessora alla promozione turistica Stefania Moccoli che dichiara: “siamo assolutamente tranquilli sulla qualità del nostro olio, siamo noi quelli danneggiati dalla contraffazione alimentare, gli americani, sono i benvenuti a Trevi, dove possono, se vogliono, degustare nei nostri ristoranti e imparare come si fanno prodotti buoni e salubri.

vignettaSiamo certi che gli autori dei fumetti che gettano indistintamente discredito sull’olio italiano non conoscono l’Umbria e la nostra città capitale dell’olio extravergine d’oliva, per questo, ho voluto invitare Nicholas Blecham -art director del New York Times – a venire ospite a Trevi per vedere come i nostri produttori fanno l’olio e per assaggiarne personalmente l’eccellente qualità.”

L’assessore Moccoli si è fatta promotrice di un ordine del giorno in Consiglio comunale affinchè l’Amministrazione cittadina chieda alla Regione Umbria, al Consorzio di Tutela dell’Olio Dop Umbria, alla Strada regionale dell’Olio, alle Associazioni di categoria e all’Associazione Nazionale Città dell’Olio, di farsi promotori – ancor più di quanto fatto finora- di un’azione congiunta al fine di tutelare l’immagine della nostra produzione olearia e di cogliere al volo la proposta fatta dal noto fotografo Oliviero Toscani che in difesa delle nostre produzioni si è detto disponibile ad una campagna in favore dell’olio italiano. “Noi, conclude l’assessora Moccoli, siamo pronti ad ospitarlo e ad accompagnarlo nelle nostre colline ulivate e tra i nostri produttori per realizzare magnifiche foto.”

Foto: Web e The New York Times

Addio a Frank Rizzuti, prima stella Michelin di Basilicata

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Frank-Rizzuti3La morte coglie sempre impreparati e non esistono chissà poi quali parole per poterla descrivere e darne notizia. In queste ore tutte le tastiere  d’ Italia stanno battendo, scrivendo il suo nome: quello di Franceso Rizzuti, detto Frank, che solo lo scorso autunno aveva conquistato la prima Stella Michelin per la sua regione, la Basilicata.
Così, in pochi giorni  a soli 46 anni e vittima di un male violento ed aggressivo che lo ha consumato, è andato via l’uomo che aveva preso in mano la cucina lucana e ne aveva fatto un capolavoro.
Dopo diverse esperienze in giro per l’ Italia e il mondo,  lo Chef era tornato a Potenza, sua città natale,  nella primavera del 2012 dove aveva aperto un ristorante che porta il suo nome ed il brand “Cucina del Sud”: solo tre mesi fa la Stella Michelin, e solo pochi giorni fa il prestigioso inserimento nella mappa degli chef italiani del magazine svedese Fool.

rizzuti2Una grande e prematura perdita sia sotto il profilo umano che professionale, quella di un uomo nel fiore dei suoi anni e all’apice dei suoi successi professionali, che ha amato la sua terra e le sue origini al punto da portare la Basilicata alla vera celebrazione della tradizione enogastronomica, raccontata con rigore, professionalità , fantasia, generosità e amore profondo , con la forza espressiva ed unica di una cucina antica, semplice ed umile ma incredibilmente moderna. Ai familiari del grande Frank giungano il cordoglio ed il saluto mio e della redazione di Scelte di Gusto.

Alessandra Verzera

Foto: Web

Dop e alta qualità : un matrimonio possibile.

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LogoDOPLe Dop da sole non possono vincere la sfida dei mercati, soprattutto di quelli internazionali. Più dell’86% dei consumatori europei non riconosce i loghi dei prodotti che beneficiano di una denominazione di origine protetta o di una indicazione geografica tipica e, adogni modo, anche la conoscenza del marchio si rileva poco influente nella scelta. Il successo delle Doplè dunque strettamente legato all’affermazione dell’intera categoria olio di oliva e, per questo, è necessario che esse stringano alleanze per rafforzare la loro posizione e comunicare in modo adeguato i contenuti salutistici e nutrizionali nonché l’importanza del legame col territorio.
E’ questo il messaggio emerso dal convegno “Oli Dop orientamenti di acquisto”, organizzato  dal Ceq, Consorzio extravergine di qualità, per presentare una ricerca svolta in Ucraina e Svezia in 180 punti vendita con 360 giornate di degustazione realizzate.

fiorillo“Possiamo fare la qualità migliore ma se non è percepita come tale, non è qualità” ha affermato il presidente del Ceq Elia Fiorillo. “Negli ultimi anni l’olio ha sbagliato molto, c’è la necessità di ricominciare un ragionamento insieme che coinvolga tutti i soggetti interessati perché si capisca che se affonda uno, andiamo tutti a picco”. Fiorillo ha inoltre insistito sull’importanza di favorire una migliore conoscenza del prodotto in Italia all’estero con una maggiore educazione chiosando “se siamo educati sappiamo scegliere e non c’è nessun semaforo rosso sugli alimenti che ci possa bloccare”.

Dalla ricerca, i cui risultati sono stati illustrati dal direttore del Ceq Mauro Meloni, è emerso che nonostante la categoria olio d’oliva, e soprattutto la categoria premium, abbia una buona penetrazione anche in paesi come l’Ucraina o anche la Svezia dell’ordine del 70%, i marchi di qualità certificata anche se presenti sono conosciuti solo dal 13,5% dei consumatori e scontano oltre al prezzo elevato, una mancanza di conoscenza del loro reale valore in termini di caratteristiche nutrizionali e salutiste.
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“Le Dop hanno fatto molto sul piano dell’immagine dell’olio anche all’estero, ma da sole non possono vincere una battaglia molto più grande di loro– ha detto Meloni – che chiama in causa tutta la categoria degli oli di oliva di cui sono parte e all’interno della quale vengono scelte. Il nemico dell’olio, che in teoria non ha limiti di crescita, visto che la sua incidenza tra i grassi consumati è bassissima, è l’ignoranza. Bisogna cambiare il modo di comunicarlo anche all’estero sfruttando ad esempio la salute come leva per esportare di più”. Il paradosso di alcune Dop – ha concluso Meloni mostrando alcuni esempi- è che quando c’è il mercato spesso manca il prodotto e quando c’è troppo prodotto manca il prezzo”.

Masters of Wine, ottavo simposio: definito il programma

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soave1Definito il programma dell’8° Simposio dell’Institute of Masters of Wine, l’appuntamento mondiale con scadenza quadriennale che, dopo oltre 30 anni di tappe in tutto il mondo, debutterà in Italia, a Firenze, dal 15 al 18 maggio 2014. Al centro dell’evento sponsorizzato dall’Istituto del Vino Italiano di qualità Grandi Marchi, il tema “Identità, Innovazione e Immaginazione”, filo conduttore del confronto tra gli oltre 400 delegatiattesi a Firenze tra Masters of Wine, opinion leader e maker e personalità provenienti dal mondo vitivinicolo internazionale per un dibattito trasversale che spazierà dal marketing globale alle nuove frontiere della ricerca vitivinicola; dal cambiamento della geografia mondiale del vino fino a quello dei media. In programma anche, in anteprima mondiale, una top degustazione di 20 viticoltori Master of Wine che presenterannoi loro vini in un walkaround tasting.

mastersIl simposio MW è aperto a tutti i professionisti del settore vinicolo (quota di partecipazione ai lavori 995 euro) e rappresenta un punto di riferimento per gli addetti ai lavori e per gli operatori del business mondiale del vino.Tra i relatori che saranno presenti al Simposio di Firenze Daniel Alegre, Presidente Global Partner Business Solutions for Google, José Vouillamoz, genetista svizzero specializzato in studi sul Dna dell’uva, Gerard Basset  vincitore del titolo di Miglior Sommelier del Mondo(2010) e Stephen Henschkedella storica tenuta Henschkenella Barossa Valley.

Per Jean-Michel Valette MW, Presidente dell’Instituteof Masters of Wine:“Il Simposio di Firenze rappresenta una vera e propria pietra miliare nell’ambito della nostra missione che ha come scopo la promozione dell’eccellenza, dell’interazione e della conoscenza nel commercio globale del vino. Dalla presenza di un gruppo così eterogeneo di opinion leader provenienti dai più diversi settori del mondo vitivinicolo, i partecipanti al simposio potranno godere di un accesso privilegiato alle notizie, alle teorie più recenti e alle innovazioni.

antinoriSi tratta di un’opportunità unica di intessere relazioni ai più alti livelli di influenza e di conoscenza all’interno del business del vino e nei settori ad esso correlati”.Per Piero Antinori, presidente dell’Istituto Grandi Marchi: “Il prossimo Simposio di Firenze rappresenta una grande possibilità per tutto il vino italiano che per tre giorni si troverà al centro delle politiche internazionali strategiche del settore. Un evento, questo, che ci vede coinvolti in primo piano come associazione da sempre impegnata a diffondere nel mondo la cultura e i valori dei territori e la qualità del vino italiano”.