Mandrarossa Vineyard Tour 2014: il grande appuntamento di Menfi

0
3123

Mandrarossa 365A Menfi un grande appuntamento: quello con il Mandrarossa Vineyard Tour 2014. Tre giorni a contatto con la natura, i vigneti, il “campo”, i lavoratori della vigna nei giorni fecondi della vendemmia: il tutto condito dalle ottime preparazioni delle “Signore Mandrarossa”, donne menfitane che, sotto l’occhio e la guida della chef palermitana Bonetta Dell’Oglio compongono la brigata di cucina di Casa Mandrarossa e che hanno rifocillato i visitatori con preparazioni tipiche del comprensorio‌.Ad accogliere i visitatori l’odore della griglia, per un’ouverture a base di sarde arrostite.  Mandrarossa 4bInstancabili dietro ai loro rispettivi banchi, le signore hanno servito svariate degustazioni, illustrando via via la storia e la tradizione legate ad ogni singolo piatto: la ” sciavata”, una sorta di focaccia preparata con farina di grano di Tumminia e dalla complessa procedura di lievitazione, è ricca di gusto e di sapori forti: una sorta di cibo da strada menfitano totalmente sconosciuto al resto dell’isola. Mandrarossa 7bDi cosa si tratta? Appunto di una sorta di schiacciata, o la si potrebbe definire anche una torta salata, composta di una base ed un ripieno a base di salsiccia, pomodoro, cipolle e vastedda del belice. Il tutto ricoperto da un altro strato di pasta: squisita e stuzzicante, giusto preambolo ad un calice fresco di bianco delle cantine Mandrarossa. Tanti i banchi di degustazione gastronomica: dal banco dei formaggi, serviti con confettura e miele, per poi passare appunto alla “sciavata” ed alle verdure grigliate in accompagnamento, da consumare accompagnandole con degli ottimi grissini, anch’essi realizzati con farina di grano di Tumminia. Mandrarossa 11bIrresistibile il banco dei dolci , ma non mancavano di certo i primi nè la frutta, ed in particolare  un’altra delizia menfitana sconosciuta ai più : la “rota”, una cialda friabilissima a base di farine di Russello preparata mediante l’uso di stampini appositi e poi fritta. La cialda, che deriva il proprio nome proprio dal fatto di assomigliare ad una ruota con tutti i suoi raggi, viene poi farcita con crema di ricotta dolce: strepitosa. Io ho voluto fare un esperimento ed ho deciso di assaggiarla “nuda”, accompagnandola a dell’ottima e rinfrescante granita di limone. Una grande trovata. Mandrarossa 3bIl calendario di appuntamenti e di impegni al Mandrarossa Vineyard Tour è stato denso ed assai fitto: degustazioni guidate,laboratori di cucina,  passeggiate tra i vigneti ma, soprattutto, dolce relax sotto gli ombrelloni per questo gigantesco pick nick: una macchina organizzativa incredibile che ha visto l’affluenza di un folto pubblico malgrado temperature proibitive: durante la giornata di apertura infatti si sono sfiorati i 39 gradi con moderatissima ventilazione: ma l’enorme bellezza dalla quale siamo stati circondati e il Mandrarossa 6bmagnifico senso di accoglienza che lo staff ha riservato ad ogni singolo ospite,iniziando dal meeting point in cui la navetta trasportava i visitatori verso le due tappe del tour – le vigne e la Casa –  hanno reso la calura molto più sopportabile. Un evento da grandi numeri, e ne basta uno per tutti: 120 persone impegnate tra accoglienza, food & beverage. Qualcosa di unico nel suo genere che nasce dall’impegno di un’azienda che ha saputo imporsi all’attenzione internazionaMandrarossa 10ble soprattutto per la qualità del prodotto vitivinicolo ma anche per eventi del genere. bonetta2Bonetta Dell’ Oglio, chef palermitana strenuamente impegnata nell’educazione alla sana alimentazione ed artefice del programma “ La rivoluzione in un chicco”   –  la sua cucina si ispira fortemente alla tradizione con un occhio sempre attento ai prodotti di coltivazione biologica e viticultura biodinamica – è stata l’entusiasta mattatrice della cucina. Dell’ Oglio si avvale spesso dei prodotti  allAzienda Molini del Ponte di Filippo Drago, produttori di grani antichi siciliani  moliti a pietra, presente al Vineyard Tour . Una vendemmia in festa, quella di Mandrarossa, tra i profumi di ottimo cibo, di aria salsa – i vigneti si trovano vicinissimi al mare- e di piante verdi. I vini MandMandrarossa aperturararossa sono stati  infatti i veri protagonisti del Vineyard Tour 2014. È stato  possibile degustarli direttamente nel vigneto ma soprattutto nella Casa Mandrarossa, dove è stato allestito un grande banco d’assaggio e dove sono organizzate degustazioni tecniche guidate e laboratori. Mandrarossa 14bI vini Mandrarossa sono vini unici, provenienti da uve autoctone e da uve internazionali più innovative, che solo in questa parte di Sicilia  hanno trovato le condizioni ideali per la loro coltivazione.Tutto questo, in una tre giorni densa di emozioni, si è svolto in  Casa Mandrarossa in contrada Passo di Gurra, immersa nelle vigne e in un’atmosfera di civiltà contadina, dove è stato possibile degustare i vini del territorio e i piatti dai sapori semplici e autentici preparati in diretta dalle Signore di Menfi. Mandrarossa 5bSei banchi, ognuno dedicato a una materia prima o un tema alimentare differente, con i prodotti dell’orto, l’olio, le olive ed i pesti, il pane, il banco dei formaggi, quello della pasta, della frutta, e infine quello dedicato ai dolci. Una tavola ricca per varietà e sapori, e genuina dato che le parole d’ordine sono quelle di sempre: stagionalità, biodiversità, naturalità e maestria; quella delle 25 signore del piccolo centro della provincia agrigentina. Mandrarossa 9bUn percorso gustativo per assaporare “la pasta di casa” fatta a mano, con salsa di pomodoro appena raccolto, il pane da lievito madre condito con l’olio di Nocellara del Belìce, una delle cultivar più nobili e di tradizione della Sicilia, ma anche le erbe aromatiche del territorio, le verdure dell’orto coltivate dietro casa, i formaggi dei pascoli del Belice e i dolci della tradizione. Selezionate da Mandrarossa, sulla base della loro sapienza e passione, le venticinque Signore di Menfi, esperte di cucina tradizionale, sono diventate un team di successo.Mandrarossa 8b Tutte insieme, coordinate dalla chef di casa Bonetta Dell’Oglio, hanno recuperato le ricette storiche, patrimonio delle famiglie contadine di Menfi, portandole dopo opportune rivisitazioni, all’attenzione a al gusto di molti. Le Signore della Brigata di Cucina Mandrarossa, durante le preparazione in tempo reale nelle diverse postazioni, hanno mostrato  le tecniche e i trucchi tramandati da generazioni e spiegato le antiche ricette di famiglia. E’ proprio questa la missione della Grande Brigata di Cucina Mandrarossa: valorizzare  e promuovere la cucina tradizionale del territorio. Meglio ancora se il tutto è arricchito da calici di vino eccellente.   Alessandra Verzera

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui