Al Cozzaro ( Sciacca – Ag) : buone intenzioni ma promesse non mantenute

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cozzaroIl Lido Foggia da diverso tempo versa in condizioni di semi abbandono laddove la spiaggia di San Marco, meta vip dei saccensi, è oggetto costante di migliorie anche con il sorgere di localini che convogliano sulla spiaggia centinaia di giovani fino a notte alta. Uno degli spettacoli più desolanti a cui si assiste girovagando per la Foggia è una serie di capannoni in legno, abbandonati da anni all’erosione della salsedine. Ovunque, sparsi qui e li, cani randagi: purtroppo denominatore comune di molte località turistiche non soltanto dell’agrigentino. Difficoltà di viabilità – un cul de sac avvilente che costringe a manovre certosine per invertire il senso di marcia e tornare a casa – e mancanza di punti di associazione e di svago – un solo bar tabacchi in stile periferia urbana degradata – non hanno mai invogliato più di tanto a visitare la Foggia. foggia Eppure a tre metri dal mare – un mero attraversamento di una stretta sede stradale – esiste una fila di casette di pescatori ora date in uso ai turisti a prezzi spesso fuori da ogni logica di mercato, che malgrado il rapporto qualità prezzo sia inesistente, trovano spesso affittuari felici: quantomeno all’arrivo. cozzaro3Una manciata di giorni fa, nel corso di una passeggiata, mi accorgo che finalmente anche alla Foggia qualcosa si muove: un baretto sulla spiaggia ma, ancora più sorprendente, uno dei capannoni in disarmo è diventato un delizioso localino a pochi passi dal mare. Una bella pedana in legno ospita i tavoli e sedie in color verde siciliano. La copertura è garantita da diversi gazebi di colore verde, integrati ai colori predominanti. Piante sistemate in modo armonico, adornate da ciottoli bianchi e bella illuminazione. Il locale, nuovissimo, si chiama Al Cozzaro, e promette ottima cucina di pesce fresco. Rilevo bicchieri pulitissimi, e questo mi predispone al meglio. Decido di provare e penso che per la Foggia quel locale potrebbe essere il giro di boa. Non ci ho messo molto a cambiare idea, purtroppo. Un locale senza un buon servizio non può ambire al successo, e questo lo metto in premessa. Siamo in cinque, ed ordiniamo in ordine sparso. Tra le bevande, dell’acqua e della birra. Al tavolo un solo bicchiere a testa. Chiediamo il bicchiere per la birra e ci viene chiesto quanti ne volessimo: domanda imperdonabile dato che i bicchieri vanno forniti in quantità bastevole per tutti i commensali. Starà poi agli stessi commensali decidere se bere o meno la birra, o il vino, o la Coca Cola. Il bicchiere al tavolo deve esserci, senza deroghe. Si sorvola e ci si mette in attesa: in quel momento il locale è praticamente vuoto con una decina di clienti a fronte dei cento posti disponibili. L’ordine è semplice ed include un vassoio di patatine fritte da  ” pizzicare ” nell’attesa delle portate vere e proprie. Poi una fetta di spada alla griglia, una grigliata di carne e due porzioni di pesce spatola all’agrodolce, oltre ad un primo piatto a base di gamberi e pistacchi, ma i pistacchi non ci sono e la pasta diventa gamberi e vongole. Dopo una cinquantina di minuti di attesa e a bottiglie ormai vuote,  mi informo sulla sorte delle patatine e mi viene candidamente risposto che avevano deciso di farle uscire insieme agli altri piatti, così che potessero servire da contorno ai due secondi ordinati. Mi altero: non mi piacciono le “iniziative” neppure comunicate quando si tratta della mia cena. Non cambia nulla neanche a seguito della protesta: allo scadere dell’ora di attesa arriva il tutto. E comincia il calvario del pesce spada: mi arriva al tavolo crudo. Il coltello non riusciva a tagliarlo.cozzaro4 Lo rimando indietro. Me lo riportano dopo altri venti minuti: bruciato. Morale: ho dovuto “decorticarlo” della panatura carbonizzata per poterne mangiare almeno un po’, ed almeno quello che non aveva preso il sapore del fumo.Costo? Dodici euro. La grigliata di carne sembra francamente rimasugli: un pezzetto di petto di pollo, mezza salsiccia e una quarantina di grammi di carne di maiale. Senza infamia nè lode.cozzaro5 Il primo piatto è l’apoteosi del nulla: linguine con gamberi e vongole annegate in un brodetto che sembrava del pesto abbondantemente allungato con l’acqua di cottura. L’unico sapore apprezzabile era, appunto, quello del basilico adoperato in grande quantità laddove il pesce predilige, per delicatezza, il prezzemolo. Costo? Anche questa volta, dodici euro. A parte il fatto che non amo trovare coprimacchia di carta lucida quando un primo piatto in menù costa dodici euro, il servizio di questo locale è dozzinale e la qualità del cibo servito non compensa nè questa carenza nè gli estenuanti tempi di attesa. cozzaro2Purtroppo non posso dire nulla di positivo rispetto a questo locale, se non che gode di una bella posizione e che, a parte i coprimacchia, l’allestimento da ristorantino di mare è assai gradevole. Gli interni invece sono banali, demodè. Anche al momento di pagare il conto, sebbene sia andata direttamente alla cassa, l’attesa non è stata inferiore ai dieci minuti: erano tutti impegnati in cucina ed a servire altri clienti nel frattempo arrivati. Naturalmente dalla cucina alla cassa il passo è stato breve. Locale che potrà migliorare se il gestore, forte di un’esperienza quarantennale pregressa, deciderà di investire anche nel personale e nella materia prima. Al momento il posto risulta complessivamente meno che mediocre. Non raccomandato.    SdG

Scheda :

Tipologia: trattoria di mare

Coperti :  > 150 complessivi

Range :  medio basso

Ranking (*) :

Location : 3

Cibo : 1

Carta Vini :  NC

Presentazione : 1

Servizio : 2

Mise en place : 2

Atmosfera : 3

Allestimenti : 3

(*) Legenda. Ranking : 1 = pessimo 2 = scadente 3 = sufficiente 4 = ottimo 5 = eccellente.

NB: Al mese di giugno dell’anno 2016 il  locale risulta aver  cessato la propria attività.

 

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