L’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e l’Ospedale Bambino Gesù uniscono le forze.Ricercatori, pediatri e famiglie: cibo buono e sano per i piccoli pazienti

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pollenzoL’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma insieme per regalare ai piccoli pazienti un cibo buono e terapeutico. I due istituti, che collaborano già da un anno, intendono promuovere un’alimentazione sana e gustosa anche in contesto clinico. Alla conferenza di presentazione dell’accordo “Non sentirsi diversi perché si mangia diverso”, che ha sancito ufficialmente la collaborazione, ha portato la sua esperienza Iacopo, giovane laureando in ingegneria a cui è stata diagnosticata una malattia metabolica genetica sin dalla nascita. Iacopo ha evidenziato come sia fondamentale un impegno comune per far sì che il cibo “che cura” sappia soddisfare anche il palato.

farine«L’esperienza è iniziata grazie alla collaborazione di alcuni chef a cui è stato proposto di cucinare piatti saporiti a partire dalle farine speciali che costituiscono la terapia di molti pazienti del Bambino Gesù affetti da malattie metaboliche. Ricette pensate proprio per le famiglie dei piccoli pazienti e per i menù di casa», ha spiegato il pediatra Carlo Dionisi Vici dell’Unità operativa di Patologia metabolica dell’ospedale, che ha sottolineato come le strutture dell’Ateneo di Pollenzo, come ad esempio il laboratorio di analisi sensoriale, potranno rivelarsi utili per eseguire test necessari a capire cosa vogliono mangiare i bambini costretti a rigide diete terapeutiche.

Il rettore dell’Università di Pollenzo Pier Carlo Grimaldi ha spiegato l’importanza della partnership tra ricercatori e medici, mentre il presidente del Bambino Gesù, Giuseppe Profiti ha spiegato: «Lavoriamo costantemente alla formazione e all’educazione, indispensabili anche a prevenire malattie causate da cattive abitudini. Il dialogo e il confronto sono fondamentali poi per affrontare criticità che possono emergere all’interno delle famiglie».

salone gusto«La relazione tra cibo e medicina può sembrare difficile, ma è fondamentale recuperare un’alleanza tra gli aspetti medici e salutistici della nutrizione», ha aggiunto Andrea Pezzana, direttore del dipartimento di dietetica e nutrizione clinica del San Giovanni Bosco di Torino. «L’obiettivo del Salone del Gusto e Terra Madre è dare speranza – ha concluso Silvio Barbero, vicepresidente dell’Unisg – e vogliamo farlo anche in questo caso garantendo a tutti il diritto al piacere del gusto».

Ancora dedicata ai bambini è la ricerca che sarà presentata oggi alle 12.15 nello stand dell’Unisg all’Oval: si parlerà di “The Candy Project” ideato dallo chef Andoni Luis Aduriz e dal sociologo Inaki Martinez de Albeniz dell’Università dei Paesi Baschi e sposato dall’Università di Scienze Gastronomiche e Slow Food. Gabriella Morini, Unisg, e Alicia Borragan Pedraz, Centro Studi Slow Food, illustreranno lo studio che riflette sul ruolo delle caramelle date ai bambini come premio, tra aspetti culturali e gustativi.

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