Il vino siciliano parla inglese alla “London international wine fair”

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WINE_FAIR_LOGO_2011_RGBDoes sicilian wine speak english? Yes, certainly. Nero d’Avola, Nerello Mascalese, Grillo, Inzolia, Catarratto, Carricante, Moscanto di Noto, Moscato di Siracusa, Zibibbo, Malvasia delle Lipari, le cultivar dell’Isola, attraverso 24 aziende siciliane Abbazia Santa Anastasia, Abraxas, Ottoventi-Agricola Mazzara, Azienda Agricola G. Milazzo-Terre della Baronia, Azienda Vitivinicola Casa di Grazia, Azienda Vitivinicola Tola, Azienda Vitivinicola Vaccaro.

Ed ancora, Baglio del Cristo di Campobello, Brugnano, Azienda Agricola Buceci, Viticultori Associati Canicattì, Cantina La Vite, Distilleria Fratelli Russo, Donnadicoppe, Donnafugata, Emporio Bruca, Fatascià, Firriato, Funaro, Limonio, Pevin, Principe di Corleone, Santa Teresa, Azienda Agricola Principi di Spadafora, dal 17 al 19 maggio prossimi parleranno inglese alla London International Wine Fair 2011. L’importante Salone Internazionale del Vino di Londra scommette e conferma le “etichette” siciliane consacrandole nel gotha della viticultura italiana.

La Sicilia è un continente vitivinicolo che esprime una ricchezza enologica e condizioni pedoclimatiche straordinarie. E’ questo il messaggio che l’Istituto regionale Vite e Vino che coordina la missione a Londra, vuole ancora una volta lanciare e che caratterizzerà la veste grafica, ricca di immagini centrate sul paesaggio e la cultura dell’isola ma anche su efficaci sistemi di comunicazione e interazione come i “Qr code”, video in 3d e pannelli interattivi touchscreen. La Sicilia del Vino di qualità, negli ultimi anni, infatti, si è impegnata con mezzi efficaci nel raccontare a tutti, stampa, buyers, addetti ai lavori e semplici curiosi, la sua storia verso un’enologia di qualità e di territorio. Una storia fatta di impegno, di tradizione, di accoglienza, di eccellenze e di passione. Una storia e un territorio che, nelle sue infinite sfaccettature, rende unica quest’isola, come unici sono i suoi vini. C’è sempre più territorio e cultura, infatti, nella Sicilia del vino di qualità all’estero. Anche al Wine Fair, sarà forte questo legame con i territori, la cultura e la storia dell’Isola.

“L’investimento che abbiamo compiuto per essere presenti con forza e incisività alla Fiera di Londra rappresenta un punto di svolta nel processo di crescita verso l’internazionalizzazione intrapreso negli ultimi anni e un riconoscimento alla maturità raggiunta dalle nostre aziende – sottolinea Dario Cartabellotta, direttore dell’Istituto Vite e Vino della Regione Siciliana -. Non dimentichiamo che Londra è la porta di comunicazione con altri importanti mercati,  Nord America, ma anche  Asia, India, Cina e i paesi del sud-est di questo immenso continente”. Nelle fiere internazionali più prestigiose, infatti, c’è sempre più Sicilia del vino di qualità. “Con 312 mq di spazi espositivi (stand B30, B40, B50) e quindi quintuplicando la metratura riservata alla Regione Siciliana rispetto allo scorso anno – aggiunge Cartabellotta – la Sicilia è l’area produttiva che più in assoluto ha deciso di investire nella London International Wine Fair,  ritagliandosi così un posto di primo piano sullo scenario enologico internazionale. Abbiamo ritenuto questo investimento dovuto non solo per l’importanza che riveste il mercato inglese nell’export italiano del vino, ma perché Londra è sempre stata la capitale dove si anticipano le tendenze del food and beverage nel mondo”.

Questo lo scenario, quindi, in cui opereranno le 24 aziende siciliane partecipanti che, insieme a 18 cantine presenti soltanto con i propri vini in degustazione, con un totale di più di 150 etichette in degustazione, rappresenteranno una vasta gamma di vini, di diverse tipologie, nati in territori e contesti differenti, ma uniti dal forte appeal della Sicilia.

Antonio Fiasconaro

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