I peccati di gola di Pietro Ballo, dalla Scala di Milano al trionfo degli “Anelletti al forno”

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ballo_pietroIniziamo oggi una nuova rubrica: “Aggiungi un posto a… tavola”, ospitando di volta in volta alla nostra mensa un personaggio del mondo dell’arte, della politica, del costume. Ad inaugurare l’imbandito desco di “Scelte di Gusto” c’e’ un amico in più : se sposti un po’ la seggiola sta comodo anche Pietro Ballo, 59 anni il prossimo 8 ottobre, palermitano, di professione tenore. E’ una delle voci più grandi della lirica italiana ed affermato nei teatri di tutto il mondo.

( Foto: Il tenore Pietro Ballo con la figlia Lidia, soprano)

Figlio di un operaio, da giovane prima di dedicarsi al bel canto lavora come intagliatore di pietre, insieme ai fratelli, nel cantiere del padre. Dopo la svolta. Si avvicina allo studio della voce e si iscrive alla scuola di canto del Teatro Massimo di Palermo.

Negli anni Settanta “emigra” a Milano per perfezionare la sua voce. Frequenta la scuola della celebre soprano Gina Cigna e nel 1978 il suo debutto ufficiale, come tenore leggero, al Teatro Fraschini di Pavia, interpretando Ernesto nel “Don Pasquale” di Gaetano Donizetti. In oltre 30 anni di attività ha scritto pagine e pagine di una sfolgorante carriera. Da tenore leggero ai tempi di Fenton del Falstaff o Elvino della Sonnambula a tenore lirico puro, non appena la sua voce è diventata più matura. Arriva il successo internazionale. Ha fatto coppia con le più grandi soprano di sempre ed ha lavorato anche con il grande Luciano Pavarotti.

“E’ stato senza dubbio uno delle figure più importanti della mia vita professionale – ci confida il tenore palermitano – prima il mio rapporto è stato professionale e poi è diventato un grande amico. Lui è stato capace di realizzare a Modena un Accademia della Musica ed il mio sogno poi si è avverato anche a Palermo”.

(Foto: Pietro Ballo e Luciana Serra in “Faust” – Teatro Massimo di Palermo)

 

 

Non a caso, infatti, nel 2005 il suo sogno diventa realtà, istituendo l’Accademia Lirica del Mediterraneo, la cui “mission” è la diffusione della cultura lirica tra i giovani.

Maestro, che rapporto ha con la cucina siciliana? Lei sicuramente, vista la sua “stazza”, è una “buona forchetta”…

“E’ come avere una amante a cui non so dire di no. La mia gola è croce e delizia, non solo per via della mia voce, ma anche per la mia ghiottoneria. Vuoi mettere un bel piatto di caponata? Oppure, un bel panino con le panelle? Vado pazzo anche per gli anelletti al forno e per il cannolo siciliano. Insomma, mi piace tutta la cucina tipica siciliana, palermitana”.

Ma c’è un piatto che le piace gustare più di altri?

“Devo confessare che vado ghiotto per un bel piatto di pasta e fagioli, tipicamente estivo, però. Mi piace mangiarla fredda, freddissima (come Capannelle, alias Carlo Pisacane nel celebre film “I soliti ignoti”, ndr). Dev’essere fredda, perchè mi fa ricordare quand’ero bambino… Amo tantissimo la caponata e la nostra salsiccia che mangio in vari modi. La nostra salsiccia è unica. C’è un motivo perchè sono robusto…”.

Ed i dolci?

“Vuol prendermi per la gola? Cannoli, cassata tradizionale o al forno, e poi i nostri gelati. Sono unici. Noi siamo i principi del gelato artigianale. Proprio in questi giorni è ospite un artista spagnolo e gli ho fatto assaggiare i nostri gelati. E’ letteralmente impazzito. Ha gustato il gelato al caffè, quello fatto alla palermitana e poi anche il gelato alla cassata, tipico anche questo della nostra gelateria”.

Tra un virtuosismo canoro ed uno spartito, si è mai cimentato ai fornelli?

“Si, mi cimento spesso. Amo stare in cucina così come sul palcoscenico. Mi piace cucinare e mangiare, e devo ammettere che ottengo ottimi risultati. Mia figlia, la più grande, quando viene a casa a trovarmi, preferisce che sia io a cucinare e non la madre. Le piacciono gli umidi: gli spezzatini, le sgaloppine, il goulash, e mi vengono davvero bene”.

Quindi quando smetterà di cantare avrà sicuramente un futuro in… cucina?

“Non si smette mai di cantare. Cucinare mi rilassa e poi quei sapori, quegli odori della nostra cucina siciliana e palermitana sono davvero unici”.

Come si “sposa” il canto lirico con la cucina? E’ un matrimonio fattibile?

“Dal punto di vista professionale non si sposa bene. Quando faccio i concerti devo attenermi alle regole. Non posso “abbuffarmi”, quindi la mia dieta prevede un buon piatto di pasta in bianco con olio extravergine d’oliva qualche foglia di basilico e una spolveratina di formaggio. Appena termina lo spettacolo, però, sarei capace di mangiarmi anche tutta la tavola… Dopo, purtroppo recupero tutto”

Maestro, preferisce la pasta o un bel risotto?

“Pasta, esclusivamente sempre pasta condita con tutte le salse. Adoro le pennette rigate. Il riso, il risotto lasciamolo ai “polentoni”, sto naturalmente scherzando. Non me ne vogliano…”.

 

Antonio Fiasconaro

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