Centuripe, tra arte e storia

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Una stella, o forse un uomo disteso che guarda l’Etna ed attende, mentre la storia procede, il mondo cambia ed il progresso dimentica. Centuripe è una piccola perla che sovrasta una collina di anime protese verso il sole catanese, la via etnea che conduce alla riscoperta dell’arte. E così, in arte espressa, sembra disegnata la pianta di questo borgo che vista dall’alto, non può che destare positivo stupore e vista dal suo interno, non può che rinnovare meraviglia (Ti.Ni.)

Un poster mostra la forma di un uomo di case disteso, interpretabile anche come una stella o cinque “C” concatenate a formare un disegno; così nasce l’interesse per un luogo a molti sconosciuto ed è – a parer nostro – un peccato che lo sia, che poco se ne parli. La domanda, da un amante della buona tavola sempre alla ricerca di uno scoop gastronomico, parte come meteora e gentilmente, con la stessa esuberanza, la risposta appaga: Centuripe? Esiste un piatto tipico di questa gastronomia, un dolce ad esempio? E la risposta pone accento su un dolcetto tipico, “i barsaglieri”.

Sarebbe bastata la curiosità di scoprire forma e gusto di questi dolcetti, per spingere la rotta dell’automobile su quelle impervie stradine che conducono da un punto all’altro dei territori etnei sfociando nella provincia ennese. Folkloristica, è l’esigenza, di tanto in tanto, di dare precedenza ad un intero gregge di pecore con tanto di pastori e cani, o a piccoli raggruppamenti di mucche enormi che pascolano (!) sugli scorrimenti veloci senza far caso a curve cieche e mezzi motorizzati. Alle porte di Centuripe è chiaro fin da subito che i barsaglieri, come pure “i totò” (ovvero biscotti morbidi ricoperti da una colata di glassa al cioccolato fondente) sono davvero l’ultima attrattiva di questa porzione di mondo. Poco meno di seimila abitanti posseggono i resti di una storia antica, un museo civico degno d’attenzione, un museo antropologico interessante (costruito interamente su donazioni di oggetti, utensili da lavoro antichi appartenuti agli stessi abitanti e ai loro antenati) ed una spiccata propensione verso l’arte ceramica e decorativa che ripercorre il passato e si proietta verso il futuro. Guarda all’Etna con orgoglio, eppure è un comune in provincia di Enna, e mostra i suoi siti archeologici che partono dalla preistoria per arrivare fino a noi.

È un paese antichissimo, parliamo di oltre 4 mila anni fa, a testimoniarlo i ritrovamenti di resti di tombe afferenti all’età del bronzo. Oggi appare difficile da raggiungere, ed in effetti lo è, ma tale deterrente in tempi antichi costituiva invece un vantaggio non indifferente: faceva di Centuripe una roccaforte inespugnabile dagli eventuali invasori. Già dalla seconda metà del IV secolo a.C. si sviluppò la produzione ceramica che, ancor oggi, vive nel tentativo di raccontare come erano fatte le maschere teatrali, in quali magnifici “crateri” si portasse l’acqua, in quali decorati otri il vino. Come fossero decorati i piatti atti ad accogliere i cibi a base di pesce, come fosse in voga il culto di Venere, Apollo, Bacco e Arianna; quali amuleti, quali monete, quali gioielli e quali ornamenti per recare profumi, spezie, per adornare le case dei nostri ben più che remoti antenati. Tutti questi oggetti e molti altri sono esposti al museo civico, alcuni oggetti quasi intatti nella loro fattura perfetta – se si pensa alla non tecnologia di un tempo ormai perduto – e riportati in auge dalle sapienti mani degli artisti di oggi.

Questo il lavoro di un ceramista d’eccellenza, Gaetano Grifò, che con orgoglio lodevole apre le porte della sua officina d’arte. Tra statue da completare, opere già terminate, bidoni di crete e argille diverse, un forno pieno di terracotte cotte e da cuocere, spiega quale lavoro di ricerca è alla base della volontà di tramandare l’arte centuripina non sono limitatamente alla Sicilia, ma in tutta Italia e, perché no, anche all’estero. Molti suoi lavori sono stati commissionati da un pubblico straniero, molti si trovano ai boxoffice antistanti diversi musei italiani ed a noi resta la voglia di ricordare quanto abbiamo visto in un borgo da raccontare, Centuripe, mentre gustiamo barsaglieri e totò.

Tiziana Nicoletti

Ringraziamo per la visita alla fabbrica d’artee per le foto gentilmente concesse al nostro obiettivo, Gaetano Grifò: http://www.kenart.it/

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