Antonio Rallo è il nuovo presidente di Assovini Sicilia

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Antonio Rallo, titolare della Donnafugata, si avvicenda nella carica di Presidente di Assovini Sicilia. I nuovi vicepresidenti sono Mariangela Cambria (Cottanera) e Francesco Ferreri (Valle dell’Acate). Neo consiglieri Stefano Caruso (Caruso & Minini), Laurent Bernard de la Gatinais (Rapitalà), Alessio Planeta (Planeta) ed Alberto Tasca (Tasca d’Almerita) La nostra intervista al neo eletto presidente ( Ni.Pa.)

Antonio Rallo è nato nel 1967 si è Laureato in Scienza Agronomiche nel 1991 con 110/110 e la Lode ed appartiene ad una famiglia di produttori vinicoli che risale al 1851. L’Assovini. che ha svolto negli ultimi anni un importante ruolo propositivo nei confronti della vitivinicoltura siciliana di qualità, comprende 67 aziende associate con un fatturato complessivo di 200 milioni di euro nel 2010: il 58% dei vini prodotti vengono esportati in 60 stati esteri. Durante la sua presidenza Antonio Rallo vedrà nascere la DOC Sicilia. Ed è proprio la prima domanda che rivolgo al Presidente di Assovini.

D. Siamo al momento del tanto atteso momento della nascita della DOC Sicilia.

R. La Doc ci darà l’opportunità di valorizzare la produzione siciliana sotto diversi punti di vista; la qualità sarà maggiore, basti pensare per esempio che per fregiasi della Doc i vini dovranno essere ottenuti da rese (uva prodotta per ettaro di vigneto) inferiori rispetto a quanto avveniva con la “Igt Sicilia”; il consumatore sarà ancora più tutelato in quanto, con l’entrata a pieno regime delle DOP, i controlli sui vini saranno raddoppiati e avverranno prima e dopo l’imbottigliamento; dal punto di visto del marketing e delle chance commerciali, poter puntare tutti sul brand Sicilia ci permetterà di essere più facilmente riconoscibili e quindi appetibili agli occhi del consumatore straniero che altrimenti avrebbe difficoltà a riconoscere Doc che portano nomi di piccole località come per esempio Contessa Entellina o Chiusa Sclafani. Non da ultimo, la Doc Sicilia offre il vantaggio di poter accedere con più facilità ai fondi che l’Unione Europea mette a disposizione per la promozione attraverso la OCM Vino (organizzazione comunitaria del mercato)… l’importante è che i soldi si spendano bene. Tra le prime iniziative quindi c’è quella di accompagnare gli associati verso l’adesione di questo nuovo quadro normativo e di collaborare con tutti gli altri soggetti della scena produttiva per la costituzione di un Consorzio che gestisca la Doc Sicilia.

D. Le cause di questo crollo di interesse sui mercati nei confini del vino siciliano ?

R. Effettivamente c’è stato un calo di interesse verso il nostro vino, ma va visto in modo fisiologico, si tratta di un momento in cui bisogna rivolgersi al mercato pensando ad un rilancio con nuove formule e nuovi prodotti, sempre in linea con quella qualità che il consumatore desidera. Tengo a precisare che in campo internazionale le richieste di vino prodotto in Sicilia si sono mantenute alte, anzi mediante queste esportazioni si è potuta contenere il deficit nazionale. I motivi di questo abbassamento di interesse non riguardano solo i vini siciliani, ma anche tanti nazionali: si possono riassumere in due dati inoppugnabili. Il primo è stato dovuto alle campagne contro l’abuso di alcool ed il secondo è stato un abbassamento dei consumi annui italiani di almeno 10 litri pro capite, qualcosa come sei milioni di ettolitri in meno.

D. Come vedi in prospettiva il futuro del vino siciliano ?

R. Vedo che ci sarà meno produzione di uva nelle cantine sociali, mentre credo che a livello di produzioni relative a uve destinate alle cantine private che fanno qualità si manterrà sempre costante, malgrado i costi di produzione elevatissimi e ben lontani da quelli cooperativistici. La DOC Sicilia farà il resto, garantendo una qualità elevatissima e proponendo i nostri vini col loro vero cognome che già viene proposto con il successo della IGT. L’Assovini, ricordo, oggi rappresenta il 70% del vino imbottigliato regionale: noi siamo particolarmente attenti al posizionamento dei nostri prodotti in quanto rappresentiamo il segmento di alta qualità. Quindi seguiremo con attenzione lo start della DOC Sicilia con lo spirito imprenditoriale che ci appartiene.

Nino Panicola

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