Ad Aldo Fabrizi è vietata la dieta: se magna tutto…

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Italian actor Aldo Fabrizi eating spaghetti in a restaurant. Rome, 1960Una giornata calda di agosto. Percorriamo sotto un sole cocente le strade del “cuore” Capitolino. A mezzogiorno in punto abbiamo un appuntamento a Campo de’ Fiori con uno dei personaggi tipici de Roma. Un uomo che regala sorrisi, ma è anche un buongustaio. Insomma un autentico “figlio del popolo” che non ha mai disdegnato, malgrado la sua popolarità, di essere nato e cresciuto in questi angoli della Roma antica. A farci da gancio è sor Reginella. (A. Fi.)

 La disturbo?

 “Per carità. Sor Reginella mi ha parlato di lei e di questo appuntamento. Si accomodi pure accanto a me (siamo ai piedi di Giordano Bruno, sotto un gran tendone che avvolge una bancarella stracolma di frutta e verdura, ndr). Bella giornata? Vero?”.

Bella giornata, sor Aldo. Ma lei qui è di casa, sembra proprio che non voglia abbandonare queste strade…

 “Le dirò, da quando abito in piazza Bologna spesso mi capita, la mattina, quando non sono impegnato con il lavoro di fare due passi a piedi con in mano la “reticella” a far acquisti di broccoli, patate, pomodori. Insomma, io qui ho lasciato il mio cuore. Ci sono nato e conosco bene profumi, colori, odori caratteristici di questo luogo”.

 fabrizi1Vero, lei è nato a pochi passi dalla piazza, in Vicolo delle Grotte, vicino via dei Giubbonari…

“Esattamente. Non si è sbagliato. Mio padre era carrettiere e mi mamma aveva qui un banco di frutta e verdura”.

 Prima che diventasse attore lei ha fatto mille mestieri, tra gli altri anche lo scaricatore di cassette in questo mercato.

“Vero. Ho scaricato parecchie cassette de frutta e verdura. Broccoli, melanzane, patate… E non solo, quando la piazza si animava mi arrangiavo vendendo anche “patacche” ai turisti di passaggio. E poi mi divertivo con altri compagni di lavoro a giocare a scassaquindici”.

fabrizi3Scassaquindici? Che gioco è?

“Ma sta scherzando? Non sa cos’è lo scassaquindici? Non credo che lei non conosca la morra. E’ simile. Vince chi si avvicina al quindici. Vuole provare a giocare?”

Sor Aldo, parliamo di una delle sue passioni: la cucina. Tra un film, una commedia, uno sketch trova anche il tempo di occuparsi di gastronomia?

“Carissimo Antonio, io nasco già cuoco quando era nel grembo di mi madre. Ma ero già mangione allora. Tanto che al primo pasto ho dedicato una poesia. Quando mi madre me staccò dar petto e me se presentò cor semmolino buttai per aria tazza e cucchiarino creando er primo caso de “riggetto”/ Ormai non me sentivo piu’ pupetto, pe’ via ch’avevo messo gia’ un dentino, provo’ a ridamme er latte… genuino, ma protestai co’ un minimozzichetto/. Lei fece un urlo senza intenne er dramma, ma come la potevo contesta’ si ancora nun dicevo manco mamma?/ Mi padre disse: “Soffre de nervetti”. E quieto quieto comincio’ a magna ‘n’insalatiera piena de spaghetti”.

E’ vero che lei in casa ha una enorme cucina che la utilizza come un vero e proprio laboratorio?

 “E’ vero anche questo. In casa mia non devono mai mancare pasta, pomodori, peperoncino, aglio, pancetta, broccoli, patate. E poi, vuole mettere un piatto de fajoli con le cotiche ed un succulento abbacchio con le patate?”.

fabrizi4Lei dedica molte ore della sua vita, tra un film e l’altro ha anche tempo per la cucina. Ha scritto pure deliziose poesie dedicate al cibo.

“La cucina è la mia vita. E’ come l’aria. Se manca si muore. Ed io non voglio morire, quindi magno. Di tutto. Cucina e poesia. Allora le recito questa. S’intitola chi sarà stato?
Ho letto cento libri de cucina. de storia, d’arte, e nun ce nè uno solo che citi co’ la Pasta er Pastarolo che unì pe’ primo l’acqua e la farina/ Credevo fosse una creazione latina, invece poi, m’ha detto l’orzarolo, che l’ha portata a Roma Marco Polo un giorno che tornava dalla Cina/ Pe’ me st’affare de la Cina è strano, chissà se fu inventata da un cinese o la venneva là un napoletano/Sapessimo chi è, sia pure tardi, bisognerebbe faje… a ‘gni paese più monumenti a lui che a Garibardi”.

Lei al cinema e al teatro ha lavorato con tanti attori. Con chi ha legato di più anche fuori dalle quinte?

“Non vorrei fare uno sgarbo a nessuno. Vorrei dire che sono legato a tutti e a nessuno. Sto scherzando naturalmente. Sono collega di lavoro e amico fuori dalle scene di Totò, Ave Ninchi, Paolo Panelli e Bice Valori. Tutti gli altri sono colleghi di lavoro. Punto e basta…”.

 Non ha citato Anna Magnani…

“Cambiamo discorso… Andiamo avanti. Lei è di Scelte di Gusto, quindi parliamo di cucina, magnamo. Penzamo alla panza”.

bucatini-all-amatricianaLe piace la cucina siciliana?

“Me piace, me piace. Io magno tutto…”.

Lei è un cultore della pasta, quindi le piace pure la pasta con le sarde?

“Bona questa. Ma preferisco i bucatini a Matriciana…”.

fabrizi lella

 

Ed i dolci siciliani? Le piacciono? Tra lei e sora Lella: chi è più mangione?

 “Vuole prendersi gioco di me? Siamo in pareggio. Ichese…”.

 Se dovesse scrivere un epitaffio ad un golosone di pasta, cosa scriverebbe?

Se ne annato magnanno l’urtimo filo di spaghetti… Pace all’anima e alla panza sua…”.

fabrizi2Cosa vuole regalare ai lettori di Scelte di Gusto?

“Una battuta no e nemmeno uno sketch. Una poesia sì e dedicata naturalmente al cibo e alla cucina. Doppo che ho rinnegato pasta e pane, so’ dieci giorni che nun calo, eppure resisto, soffro e seguito le cure… me pare un anno e so’ du’ settimane/Nemmanco dormo più, le notti sane, pe’ damme er conciabbocca a le torture, le passo a immaginà le svojature co’ la lingua de fòra come un cane/Ma vale poi la pena de soffrì lontano da ‘na tavola e ‘na sedia pensanno che se deve da morì?/Nun è pe’ fà er fanatico romano; però de fronte a ‘sto campà d’inedia, mejo morire co’ la forchetta in mano!”.

Il titolo della poesia?

“Continua a voler prendersi gioco di me? Se non l’ha capito, il titolo è la dieta…”

 

Antonio Fiasconaro

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