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Asti, al via il Festival delle Sagre invernali

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La versione di febbraio della storica kermesse folkloristica ed enogastronomica della capitale piemontese del vino sarà svelata dal presidente dell’Azienda Speciale della Camera di Commercio Mario Sacco a Palazzo Borello (F.Co.)

 

Sarà presentata giovedì 8 febbraio a Palazzo Borello ad Asti, alla presenza del presidente dell’Azienda Speciale della Camera di Commercio, Mario Sacco, l’edizione invernale 2012 del Festival delle Sagre, quella che è stata definita «la più vera rappresentazione di vita contadina». Si tratta del primo appuntamento del 2012, «anno da gustare» di Asti, capitale del vino. La tradizionale versione autunnale del Festival delle Sagre (collocata ogni seconda domenica di settembre) risale addirittura al 1974, quando venen istituito dall’allora presidente della Camera di Commercio, Giovanni Borello, nell’ambito della classica festa della Douja d’Or. L’idea originale era quella di arricchire il concorso enologico con la dimensione della festa di paese: un evento, dunque, che riunisse in un unico luogo tutte le specialità gastronomiche campagnole e contadine, specialmente quelle cadute in disuso con il boom industriale e dunque da riproporre ai cittadini, accompagnate naturalmente dai vini doc astigiani. Da allora il Festival è cresciuto, prima con l’istituzione della tradizionale sfilata della mattinata di domenica, poi con il passaggio da piazza Alfieri alla più spaziosa piazza del Campo (che dal 2004 è totalmente riempita dalla kermesse) e con l’istituzione del Trofeo tra le oltre 40 pro-loco presenti, sulla base delle loro capacità folkloristiche e gastronomiche. Così, anno dopo anno, la manifestazione ha raggiunto dimensioni sempre più importanti, richiamando un pubblico non solo locale, ma da tutta la nazione. Qualche numero ci aiuterà a comprenderne meglio la portata: ogni anno vengono ospitati oltre 300mila buongustai, si servono 79 quintali di agnolotti, 800 brente di vino, 16.000 litri di acqua e si utilizzano 21 quintali di farina di granoturco per le polente e oltre 100mila uova per i vari piatti. Nella sua versione di marzo, invece, le tovaglie colorate, i piatti (rigorosamente di carta e biodegradabili), i bicchieri da osteria e i figuranti in costume contadino dell’8-900 si trasferiranno in massa al centro fieristico Palazzo dell’Enofila. Qui troverà la sua casa definitiva (dopo una serie di edizioni itineranti), nei due padiglioni al primo piano, per una durata di sette weekend dal 17 febbraio al 1° aprile (venerdì e sabato dalle 19 alle 24 e domenica dalle 12 alle 15). In questo caso le pro-loco saranno una trentina e si alterneranno nel proporre i loro piatti tipici, espressione della tradizione culinaria monferrina, senza dimenticare le variazioni dovute alla stagionalità delle materie prime. Ogni commensale potrà scegliere tra otto specialità: due antipasti, due primi, due secondi, due dolci, abbinati a vini Doc e Docg del territorio. Le stesse pro-loco cureranno anche la musica e l’intrattenimento.

Fabrizio Corgnati

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