Vinarius festeggia 30 anni

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Vinarius, il più grande circuito associativo tra enoteche internazionali fondato in Italia nel 1981 da lungimiranti titolari di enoteche, oggi è al traguardo dei suoi 30 anni di vita sociale. L’attuale presidente, dr. Francesco Bonfìo padovano di origine, ma residente a Siena dove è titolare dell’Enoteca Piccolomini ce ne racconta brevemente la sua storia.

 

 

D. Come è iniziata la storia dei Vinarius ?

R. E’ inziata il 1 aprile 1981 a Gorizia nel corso di un convegno tra enoteche organizzato durante la fiera Bianco & Bianco. Il primo presidente fu Angelo Solci, per il triennio 1981/83. Ma l’anima di questa associazione fu Luigi Gaviglio, milanese anche lui e titolare dell’enoteca Vino Vino. L’espansione fu costante, l’ambito dei soci si estese fuori dalla Lombardia finchè il testimone passò nelle mani di Giuseppe Meregalli, grande enotecaro ed imprenditore della distribuzione che tutti conoscono. Alla fine degli anni ’90 i Vinarius erano già molto conosciuti come le piu’ importanti enoteche d’Italia, sia per il loro assortimento di vini, che per la loro posizione strategia nel cuore di ogni grande città. Il grande salto di qualità si deve al compianto Marco Trimani, da poco deceduto, romano che diede alla Vinarius un impulso straordinario. Il resto è solo storia dei nostri giorni.

(Foto: Marco Trimani)

D. Cosa distingue l’enoteca Vinarius dalle altre ?

R. La Vinarius è molto selettiva nell’accettare le adesioni, le sono sincero. I nostri associati sono aziende solide commercialmente, serie nei confronti di clienti e fornitori, sono molto assortite. Molte di queste enoteche, basti visitare Picone a Palermo o Trimani a Roma o De Candia a Bari, sono ricche di chicche negli scaffali. Vini Italiani di tutte le regioni, vini spumanti di alto livello, liquori e grappe. Per non citare i vini francesi, di cui c’è ampio assortimento: Champagne, Bordeaux, Bourgogne, Cognac. Da poco fa parte dei Vinarius pure un gruppo di enoteche dove si fa mescita, i wine bar, di cui è responsabile il Vice Presidente Mauro Lorenzon di Venezia. Oggi siamo oltre 100 in Italia e una cinquantina all’estero.

( Foto: Francesco Bonfio)

D. Le principali iniziative di questi anni?

R. Dall’82 al 2001 abbiamo creato la premiazione per il “Vino dell’Anno”: lo hanno guadagnato vini oggi famosissimi, tipo il Tignanello Antinori (1982), il Brunello di Montalcino Biondi Santi (1985), il Sassicaia di Incisa della Rocchetta (1987), ed ancora il bianco Nozze d’Oro di conte Tasca d’Almerita (1994), il Marsala Vergine Terre Arse di Florio (1996) etc.

Il presidente Gigliola Bozzi Naviglio (2003-2005) ha introdotto, poi, il Premio al Territorio, che è andato nel 2004 alla Valtellina, nel 2006 al Salento, nel 2009 a Marsala ed è stato assegnato in questi giorni alla Maremma per il 2011.

( Foto: Franco Picone)

D. Chi sono i vostri Ambasciatori?

R. Si tratta sempre di persone o personaggi pubblici, giornalisti spesso, che hanno ricevuto il nostro premio di uomo del vino dell’anno per il loro impegno nei confronti della crescita del loro territorio di appartenenza; nel caso di giornalisti per l’appunto il premio è di giornalista dell’anno. Il titolo di Ambasciatore Vinarius lo possono riportare sui loro biglietti da visita e sulla carta intestata, in quanto titolo di onorificenza riconosciuto nel nostro mondo. Nel 2000 fu assegnato a Giorgio Calabrese, nel 2002 a Bruno Pizzul, nel 2006 a Lamberto Sposini e nel 2009 a lei che mi sta intervistando, Nino Panicola.

D. Cosa prevedono i festeggiamenti per i 30 anni?

R. Una serata di gala a Napoli prevista per il 23 ottobre al ristorante La Bersagliera, cui farà seguito un’altra cena a Brindisi il 24 ottobre: sarà emozionante ritrovarci tutti – o quasi – a questo incontro durante il quale annunceremo chi sarà il prossimo Ambasciatore Vinarius.

Nino Panicola

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