TASTE FIRENZE 2012, IL MUSEO GUCCI E IL FASCINO DELLA CERIMONIA DEL TÈ MAROCCHINA

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Finalmente al via la 7° edizione di Taste, salone del gusto in corso di svolgimento a Firenze presso la Stazione Leopolda, nato dalla fruttuosa collaborazione tra Pitti Immagine e uno dei maggiori esponenti del food-style nostrano quale il gastronauta Davide Paolini (F.Pa.)

 

Cuochi, sommelier, mastri birrai, macellai, pescatori, food-blogger animeranno uno dei saloni più innovativi del panorama enogastronomico italiano e non solo vista la presenza di numerosi buyer stranieri. Il ricco cartellone prevede in sintesi:

Tour

Itinerari alla scoperta e all’assaggio dei prodotti di 250 aziende, selezionate tra le produzioni di nicchia e d’eccellenza provenienti da tutta Italia.

Tools
I “ferri del mestiere” dello chef, ma anche quelli di chi ama stare tra i fornelli. Oggetti di food & kitchen design, capi di abbigliamento, attrezzature e proposte innovative per la cucina.
Shop
Uno store di cibi esclusivi. Qui potrete acquistare tutto ciò che avete assaggiato durante il tour, ma anche ciò che ancora vi manca.

Ring ed eventi
L’arena cultural gastronomica condotta da Davide Paolini, il Gastronauta. Qui i protagonisti del mondo del cibo si sfidano sui temi più caldi legati alla tavola contemporanea. In più, un ricco programma di eventi – mostre fotografiche, presentazioni di libri, gare di cucina – organizzati da Pitti Immagine e dagli espositori, che accendono i riflettori sui protagonisti del mondo del gusto.

Fuori di taste
Il programma off del salone, che accende la città e i suoi luoghi d’attrazione con cene e degustazioni a tema, spettacoli e performance creative, eventi e modi nuovi di presentare il cibo di qualità.

Orari: Sabato 10 e Domenica 11 Marzo dalle ore ore 9:30 alle 12:00 per gli operatori, mentre dalle 12:00 alle 19:30 l’ingresso sarà anche per il pubblico. Lunedì 12 Marzo dalle 9:30 alle 16:30. Prezzo biglietto giornaliero 15 euro.

Per maggiori informazioni visitate il sito www.pittimmagine.com sezione taste 2012.

Prendendo spunto proprio dal ricco programma di Fuori di Taste noi di Scelte di Gusto abbiamo deciso di puntare forte sul binomio cibo-moda, scegliendo di partecipare alla degustazione di tè marocchino dell’azienda La Via del Tè ospitata dal neonato Museo Gucci con i suoi 1700 metri quadrati, sviluppati su tre piani, all’interno del Palazzo della Mercanzia affacciati sulla meravigliosa Piazza della Signoria a pochi metri da Palazzo Vecchio. La splendide cornice offerta dalla maison fiorentina ci ha catapultato all’interno della tradizionale cerimonia del tè marocchina, conosciuta anche come Atay B’Naa Naa, considerata l’espressione più raffinata dell’ospitalità del paese nordafricano. Di solito è il capo-famiglia che svolge la preparazione del tè, servito già zuccherato e aromatizzato con menta fresca (Naa Naa in arabo). Il cerimoniale prevede l’utilizzo di una/due teiere, preparate allo stesso tempo, con il padrone di casa che sciacqua rapidamente le foglie di tè per diminuire la sensazione amaricante, le mette nella teiera insieme ad una manciata di foglie di menta, diverse zollette di zucchero ed infine versa l’acqua bollente. Dopo pochi minuti d’infusione, viene mescolato l’infuso passandolo in uno o più bicchieri e poi di nuovo nella teiera. Il tè viene poi assaggiato solamente dal padrone di casa, per l’eventuale aggiunta di menta o zucchero se necessario.

Momento culminante è proprio il servire con la teiera/teiere alzata/e, addirittura da un’altezza di 40 cm, il tè nei bicchieri che verranno poi offerti agli ospiti su un vassoio di metallo finemente inciso. Rispettando un antica usanza del popolo Tuareg, ci vengono offerte tre infusioni in successione la prima decisamente amara rappresenta la morte, la seconda molto forte rappresenta la vita ed infine la terza sprigionando un’estrema dolcezza simboleggia l’amore. Un’occasione davvero unica per tornare con la mente agli accampamenti berberi ed alle notti stellate del deserto africano, trovandosi a migliaia di km di distanza nel cuore del centro culturale fiorentino.

 

 

Fabio Panci

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