Il caso. Progetto Terragir, sono più i costi o i benefici? – Solita “bufala” o reale opportunità?

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Si è svolto a Genova, il 4 ottobre scorso, a Palazzo Ducale, l’incontro illustrativo finale del progetto Terragir che ha avuto come obiettivo, la promozione e la cooperazione transfrontaliera dei due stati  Italia e Francia( Ci.To.)

Il progetto – riportiamo testuale – è finalizzato a sostenere, attraverso strumenti innovativi ed azioni di governace, la valorizzazione dei prodotti agroalimentari tipici legati alla realtà rurale del territorio transfrontaliero. L’area di riferimento comprende le 5 province toscane di costa (Massa, Pisa, Lucca, Livorno, Grosseto), la Sardegna, la Corsica (con l’Office du Dévélopment Agricole et Rurale de Corse) e la Liguria (Assessorato all’Agricoltura) con il ruolo di capofila.

Le premesse di questo progetto erano entusiasmanti. Risorse della Comunità Europea utilizzate a sostegno delle realtà produttive costiere, finalizzate alla – realizzazione di una rete transfrontaliera di itinerari per promuovere attraverso la caratterizzazione dei territori, azioni innovative volte alla valorizzazione delle qualità e delle eccellenze e alla loro commercializzazione – operazioni fondamentali per le piccole e medie aziende che da sole non avrebbero mai la possibilità di presentarsi ad un mercato internazionale ed ormai globalizzato.

Leggiamo dal sito ufficiale che il progetto finanziato dal Fesr (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) ha visto un investimento, spalmato in due anni di 2.000.000 di euro da dividersi per le 4 regioni. Cifra sicuramente sorprendente che in mano a qualunque società privata farebbe decollare ogni operazione di commercio e marketing.

E invece…..il sito www.terragir.it è tecnico, sicuramente non turistico e non promozionale, con serie difficoltà di accesso; anche se questo, a detta dei curatori, dovrebbe solo essere la base per la creazione di software applicativi che consentono di scaricare itinerari e altre informazioni su dispositivi mobili. Ma se è difficile collegarsi al sito da rete fissa, come può essere possibile collegarsi con l’Iphone?

Inoltre, lo scorso 22 settembre, sempre a Genova nel prestigioso Palazzo della Borsa, si è svolto l’incontro finale che ha visto produttori liguri presentarsi con un workshop  b&b a operatori tedeschi. Questo in quanto da studi effettuati, la Germania è risultato lo stato più interessato alla proposta di commercio transfrontaliero. Orbene, all’incontro erano presenti 60 produttori agroalimentari selezionati nelle quattro regioni, 11 politici che hanno avuto spazio nel convegno e la bellezza di….13 operatori tedeschi. Ebbene si, uno schieramento immane di forze e di costi per radunare ben 13 byers tedeschi…Nessuno poteva fare di meglio.

Forse si, la regione Liguria, che nel 2009 oltre ai 700.000 euro di finanziamento europeo ha aggiunto altre risorse proprie pari a 830.000 euro per rendere visibili gli itinerari attraverso un’opportuna cartellonistica.

Orbene, in fede non sappiamo se gli itinerari sono stati realmente tracciati e se la cartellonistica è effettivamente visibile sui territori liguri, sicuro è che telefonando a caso ad attività indicate sul sito queste non conoscevano Terragir e tantomeno conoscevano l’opera che la stessa ha attuato sul territorio ligure. Per di più non erano a conoscenza di essere pubblicate nel loro sito e comunque…nessun turista si è presentato a soggiornare o ad acquistare sospinto dall’informativa di Terragir.

Scusate, ma la domanda è d’obbligo: è la solita “bufala” o è un reale beneficio?

Cinzia Tosetti

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