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ExpoGusto: a Lugano eccellenze alimentari, Chef internazionali e solidarietà

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EXPOGUSTO.1ExpoGusto sarà un appuntamento all’insegna della solidarietà, della buona cucina e del gusto grazie ai cooking show, alle degustazioni guidate e alle cene esclusive con i grandi chef.

Tre giorni di esposizione e di eventi dedicati all’enogastronomia e ai suoi protagonisti: wine tasting, cooking show, laboratori ma anche cene esclusive. E poi produttori di eccellenze da Italia, Svizzera e altre parti del Mondo pronti a far assaggiare tutte le loro specialità.
Questo è ExpoGusto, Salone delle eccellenze agroalimentari ed enogastronomiche, in programma a Lugano, al Centro Congressi, dal 15 al 17 novembre.

donna vinoLa manifestazione si rivolge ai professionisti del settore food&beverage, ma anche agli appassionati della cucina e del vino di qualità. Grazie ai prodotti in esposizione, sarà possibile fare un percorso di degustazione per conoscere e approfondire le ricchezze eno-gastronomiche e assaggiare i prodotti presentati dagli espositori.

ExpoGusto oltre che essere una vetrina espositiva di prodotti eccellenti, diventa il palcoscenico per fare cultura ed informazione, grazie a tutti gli eventi collaterali.

Durante le tre giornate, in programma cooking show, gare di cucina, wine tasting , workshop e degustazioni guidate per permettere a tutti di vivere una esperienza di gusto.
Non mancheranno, inoltre, i laboratori, per grandi e piccini, nei quali imparare, cimentarsi e mettere le “mani in pasta”.

Nelle tre serate di ExpoGusto, verranno organizzate cene esclusive, grazie alla collaborazione di alcuni tra i più grandi chef internazionali; tre cene il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza.

lo cocoTra gli Chef internazionali che daranno il loro contributo, possiamo citare: Marta Grassi, Valeria Piccini, Alessandro Fumagalli, Alessandro Negrini , Alfonso Di Martino, Andrea Alfieri, Andrea Bertarini, Christian Milone, Claudio Panzeri, Davide Cerioli, Egidio Iadonisi , Eugenio Boer, Fabio Pisani, Fabrizio Tesse , Ferraro Edmondo, Giovanni Mandara, Giuseppe Costa, Giuseppe Iannotti, Marcello Trentini, Paolo Lopriore, Paolo Parisi, Toni Lo Coco.

Gli Chef, accomparisipagnati da Aimo Moroni (Chef Padrino dell’evento) e Corrado Parisi (Chef testimonial dell’evento) saranno impegnati in cucina per offrire agli ospiti uno spaccato di alta cucina a prezzi modici.
Il prezzo di ciascuna serata, cena compresa, sarà accessibile a chiunque così da ricavare quanto più possibile e avvicinare l’alta cucina al grande pubblico, sempre più sempre più attratto da qualità e ‘tipicità’.

“Il nostro obiettivo”, afferma Giacomo Acciai, tra gli organizzatori “è proporre ExpoGusto come uno tra gli appuntamenti dedicati al wine&food di grande appeal, dedicato ad un pubblico esigente che sappia riconoscere la qualità. Momento di incontro e di degustazione di alto livello, rivolto ad appassionati ed opinion leaders, attraverso il quale promuovere prodotti eccellenti e divulgare la cultura e la tradizione enogastronomica.”

Sol d’Oro Emisfero Sud: al via la prima edizione, dagli Appennini alle Ande

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sol d'oroSi svolge a Santiago del Cile da oggi, 29 settembre, al 3 ottobre 2014 la competizione gemella di Sol d’Oro dedicata agli oli extravergine di oliva prodotti nell’emisfero australe. Sei i Paesi partecipanti.

Lo stesso regolamento e lo stesso capo panel di Sol d’Oro garantiscono a Sol d’Oro Emisfero Sud uniformità di giudizio tra le due iniziative.

Parte con 70 campioni di olio extra vergine di oliva provenienti da Argentina, Cile, Perù, Uruguay, Australia e Sudafrica la prima edizione di Sol d’Oro Emisfero Sud, in programma dal 29 settembre al 3 ottobre a Santiago del Cile.

«È già un primo successo – afferma Damiano Berzacola vicepresidente vicario di Veronafiere, che sarà presente a Santiago del Cile durante l’evento -, perché dimostra che abbiamo interpretato correttamente l’interesse dei Paesi produttori di olio di oliva dell’Emisfero Sud di avere una competizione internazionale e selettiva come Sol d’Oro dedicata alle produzioni in modo coerente con la loro stagione vegetativa rispetto a quella mediterranea».

olio_1La nuova iniziativa patrocinata da Veronafiere replica, infatti, nel periodo più adatto agli oli prodotti tra aprile e giugno, la competizione che ormai da 12 anni si svolge nel mese di febbraio a Verona, e che è riconosciuta come la più importante al mondo.

Per questo, Sol d’Oro Emisfero Sud ha adottato il regolamento di Sol d’Oro e la qualità del giudizio è garantita dallo stesso capo panel.

Organizzatrice in Cile dell’iniziativa, che nei prossimi anni verrà organizzata a rotazione in uno degli altri Paesi produttori, è Panel Cata Chile, l’associazione di categoria che promuove il consumo di olio di oliva di qualità e lo scambio culturale tra l’industria oleicola mondiale.

Per i vincitori di Sol d’Oro Emisfero Sud 2014 – che verranno proclamati il 3 ottobre – passerella d’onore a Sol&Agrifood a Verona dal 22 al 25 marzo 2015, con un grande tasting a loro dedicato.

Acetaie Aperte: da Modena, questo week end, un invito a “gustare in tutti i sensi”

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acetaieaperteSarà un week end sicuramente da “gustare in tutti i sensi” e fino in fondo quella che oggi ,sabato 27 e domenica 28 settembre animerà Modena, in occasione di Acetaie Aperte. La manifestazione, organizzata dal Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP e dal Consorzio di Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP per promuovere e valorizzare il prezioso condimento – vera e propria eccellenza del Made in Italy che in Italia e all’estero conta milioni di estimatori – coinvolgerà ben 39 acetaie del territorio, che apriranno dunque le porte per far conoscere più da vicino ad un pubblico di gourmet e di semplici appassionati, i segreti del “Balsamico” attraverso degustazioni in abbinamento con prodotti DOP e IGP tipici modenesi, visite guidate in acetaia e in vigna con un agronomo, dimostrazioni di cottura del mosto e di pigiatura a piedi e addirittura una dimostrazione – tenuta da un bottaio – su come si costruisce una botte in cui sarà poi riposto il prezioso condimento.

ACETAIE APERTE 28 SETTEMBRELa mappa con tutte le indicazioni per trovare le acetaie che partecipano ad Acetaie Aperte 2014 sarà distribuita domani sera sabato 27 settembre durante l’originale preview che si terrà in Piazza XX Settembre a Modena, ovvero un talk show dedicato a “Cibo, filosofia e spiritualità”, a cui parteciperanno lo chef Carlo Alberto Borsarini, il filosofo Tullio Gregory, il regista Piero Cannizzaro e il padre gesuita Jean Paul Hernandez. L’evento sarà preceduto da una “merenda balsamica” e seguito da un “aperitivo balsamico” entrambi a base di prodotti tipici modenesi DOP e IGP.

L’Aceto Balsamico di Modena IGP, al primo posto tra i prodotti agroalimentari italiani per esportazioni con oltre il 90% della produzione destinato a 120 paesi di tutto il mondo, ha una produzione annuale di circa 90 milioni di litri e vanta un fatturato che supera i 400 milioni di euro alla produzione e i 600 milioni al consumo.

Fabio Potenzano: lo chef di Rai2 goloso ( e virtuoso) di arancine “fimmine”

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potenzano balivoFabio Potenzano, mattatore di “Detto Fatto” su Rai 2, con Caterina Balivo,  e “palermitanista” convinto, è anche lo chef che forse più di chiunque altro esprime un amore incondizionato verso lo “street food”. Potenzano, cosa è cambiato da quando il cibo del “lapino” è diventato ” street food”?

Vivendo in Veneto e lavorando in giro per l’Italia, la mia è una visione più larga. E’ cambiato principalmente l’approccio, con esso stesso, ha acquistato negli anni valore e importanza. Ed esso sono state dedicate guide, libri, classifiche, interpretazioni di chef stellati, camioncini e ape gourmet. Ovviamente il termine in inglese lo rende internazionale, incuriosisce e fa da cassa di risonanza. potenzano detto fattoAddirittura lo scorso anno scolastico è stato organizzato un concorso di cucina riservato agli istituti alberghieri della provincia di Brescia che prevedeva la realizzazione dello street food come piatto d’entrata. Questo significa che il cibo da strada suscita interesse. Il prossimo 12 novembre terrò un corso a 4 mani rivolto ai professionisti presso l’Accademia del Gusto di Bergamo proprio sullo street food. Non vedo l’ora di divertirmi e raccontare storie ed aneddoti della meravigliosa gastronomia siciliana e nello specifico quella palermitana. Grande rispetto ed ammirazione per tutti “i personaggi” palermitani che ogni giorno, con sacrificio, costanza e senso di appartenenza alla tradizione fanno in modo che Palermo sia una delle città al mondo con una grande varietà di cibo da strada.

sfincioneUn tempo si parlava di rosticceria, di ravazzate, di spiedini e di sfincionelli “abbanniati” per le vie del centro storico: oggi tutto si degusta e tutto si “fingerizza”, possibilmente in ambienti glam: lei è più per l’innovare o per il conservare?

Ho avuto la fortuna di lavorare con un grande Chef che ha fatto conoscere la cucina siciliana sotto un’altra forma. Parlo di Nino Graziano. Per me esistono le situazioni. Ci sono situazioni in cui mi piace divertirmi trasformando una preparazione già nota in qualcosa di diverso mantenendo il gusto iniziale. Ci sono invece situazioni in cui bisogna assolutamente mantenere la preparazione tale e quale all’originale. Entrambe sono importanti e l’una valorizza l’altra.

Una buona, anzi ottima arancina quali caratteristiche deve avere? Vogliamo una volta per tutte sfatare il mito del riso migliore da impiegare nella preparazione delle arancine, rigorosamente “fimmine”?

arancina fimminaOgni anno, qualche giorno prima di Santa Lucia, vengono fatte classifiche e discussioni infinite su dove trovare l’arancina perfetta. Premesso e come ben noto che il gusto è estremamente soggettivo, secondo me l’arancina deve avere le seguenti caratteristiche:
-dimensione adeguata non superare 160 g
-panatura liscia senza imperfezioni
-non deve presentare bruciature dovute al contatto con il fondo dello strumento di cottura. Questo non succede se viene fritta utilizzando le friggitrici.
-il riso non deve essere troppo compatto, ma deve risultare adeguatamente sgranato e deve avere un tipico profumo e sapore di zafferano. Per quanto riguarda la varietà di riso migliore da utilizzare posso dire che sono contrario a quello che spesso viene fatto cioè miscelare il riso Roma o Arborio al parboiled. Per quanto mi riguarda utilizzo la varietà Arborio.
-Il ripieno deve essere sufficiente fino all’ultimo morso.
-Il ragout non eccessivamente carico di pomodoro.
-ed infine la temperatura di degustazione che a mio avviso è fondamentale deve essere una temperatura da “credenza” né bollente né ovviamente fredda.

arancina.2Intorno all’arancina si è recentemente acceso un altro dibattito senza fine: nel ragù i piselli vanno aggiunti oppure no?

Questo, purtroppo resterà un dibattito aperto, in quanto la Sicilia è una regione molto grande, spesso già tra paesi limitrofi, le ricette cambiano radicalmente o per pochi ingredienti. Quindi piselli Si, piselli No io lascerei al piacere di chi vorrà cimentarsi alla loro preparazione. Per quanto mi riguarda voto piselli Sì.

arancina1Lei è favorevole alle arancine che di distaccano dalla tradizione e che presentano gusti ed accostamenti alquanto arditi?

Sappiamo tutti che il giorno di Santa Lucia a Palermo piovono arancine. Ogni attività si sbizzarrisce nel creare gusti di ogni genere. Sono favorevole alla preparazione di arancine con ingredienti diversi dal solito, purché ci sia consapevolezza e conoscenza di quello che si fa.
Mi piacerebbe vedere il prossimo 13 Dicembre nelle vetrine dei vari bar e friggitorie arancine con altre preparazioni ben note della tradizione siciliana come: il macco di fave, l’agnello agglassato o carciofi alla villanella.

potenzano con piattiOggi tutti parlano di Street Food, dimenticando che Palermo è da diverso tempo attestata al quinto posto tra le capitali mondiali del cibo da strada: e sicuramente un posto tanto alto in classifica non è frutto di pochi anni di “onorata attività” nè della moda del momento: cosa sanno, ma soprattutto, cosa non sanno i palermitani del loro cibo da strada?

Si sa che a Palermo ogni 5 metri c’è qualcuno che vende qualcosa da mangiare per strada. I palermitani sanno bene quanto sia importante lo street food, che identifica la città e lascia ricordi indelebili nella mente di tutti coloro che la visitano e che la vivono. Questa posizione a livello mondiale, conferma che Palermo è la patria del cibo da strada Italiano, anche se in tutta Italia si trovano svariate leccornie.
A volte capita, che parlando di cibo da strada, con alcuni dei miei concittadini mi rendo conto che certe preparazioni sono a loro sconosciute. Dico ai Palermitani di fare un esercizio bello e simpatico, “visitate” la città da turista, in questo modo apprezzerete di più Palermo e tutto quello che le ruota attorno.

Il cibo da strada che lei preferisce e, se c’è, quello che proprio la disgusta.

Quando mi siedo a tavola o meglio ancora quando sono davanti alle “bancarelle del cibo” devo dire che do grandi soddisfazioni. Mi piacciono tutte le preparazioni. Quella che non mangio, però solo in strada, è la frittola, mentre l’adoro quando è preparata in casa dal mio caro nonno, che puntualmente nel periodo delle feste o quando c’è una ricorrenza si prodiga nel recuperare, presso alcuni “chianchieri”, le cartilagini e con parsimonia le frigge per sgrassarle e poi le lessa e le condisce con sale, pepe e semi di finocchio . Lì si che fuoriesce un’esplosione di sapori.

stigghiolaFrittola,( ciccioli), musso e carcagnolo, stigghiole, quarume, meusa, panelle, cazzilli : sono loro i veri cibi da strada del palermitano?

Ognuna di questa preparazione è ben identificata per strada da strumenti particolari, cartelli descrittivi, gruppi di consumatori, il famoso fumo profumato delle stigghiole…Ma all’appello ne mancano ancora un po’. Cito: lo sfincione, il polpo bollito, i frutti di mare, le quasi scomparse arancine al cioccolato, la virina a cotoletta, i granelli, la grattatella, castagne, la bancarella con fichi d’india e pipittuni non dimentichiamo i venditori da spiaggia, le bancarelle chi “cuosi ruci e scaccio“, i luppini (lupini) e tante altre cose. Sicuramente tra queste ce ne sono alcune più famose e identificative altre un po’ meno anche perché sono stagionali.

rosticceriaE la vecchia cara rosticceria che il mondo ci invidia? Quelli che per decenni abbiamo chiamato “pezzi”, calzoni fritti, ravazzate, rizzuole, “spitini”, crostini e chi più ne ha più ne metta: oggi sono loro lo street food da far conoscere oltre i confini dell’isola?

Quando si mette il naso dentro un bar-pasticceria-rosticceria, si è colti da una positiva confusione nel vedere la varietà di “pezzi” fritti e al forno di ogni forma, gusto e colore che gli abili rosticcieri preparano.
La rosticceria è un importante anello per chiudere il cerchio dello street food. Sono fermamente convinto che bisogna portare i “Pezzi” fuori dall’isola.

potenzano rocher di gamberoSe domani le capitasse di organizzare un festival del cibo da strada, quale sarebbe il suo atteggiamento?

Sarebbe fantastico organizzare un evento di questo tipo all’ Expo 2015. Selezionerei i migliori “personaggi” e ad assieme ad alcuni artisti palermitani creerei la scenografia. Coinvolgerei i ragazzi, per sensibilizzarli al rispetto della tradizione e con la partecipazione di amici/colleghi farei conoscere lo street food di ieri e di oggi. Porrei l’accento sulla tradizione ma lanciando contemporaneamente uno sguardo al futuro.

arancina3Ha una ricetta di qualcosa di irrinunciabilmente tipico che condividerebbe con piacere con i miei lettori?

 

Più che la ricetta vorrei condividere una reminiscenza. “A cucuzza agghiacciata”. Qualcuno la ricorda? Si tratta della zucchina lunga quella dei tenerumi. Ricordo da piccolo quando passavo da Ballarò vedevo delle grandi pentole di rame con all’interno questi bastoncini di zucchina messi in acqua e ghiaccio. Non le ho più viste e vorrei che qualcuno riprendesse a prepararle.

 

Alessandra Verzera

Foto: web.

La Piccola Cucina, vietata ai maggiori di 12 anni. Giovani chef crescono: in Texas.

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tiziana e i bambiniLe Arancine Siciliane secondo gli Chef Americani. Si ma gli Chef d’eccezione sono dei “Piccoli Chef” e prepareranno le deliziose arancine, spiegandole per bene passo dopo passo, nella loro “Piccola Cucina”. Un mini esercito di chef in erba calcherà anche le scene e sarà possibile vederli “in action” il prossimo 5 ottobre su Fox 26 Houston. Dietro a tutto ciò c’è una donna, precisamente il direttore dell ‘Italian Cultural and Community Center di Houston – Texas – nonchè siciliana doc. Anzi, di più: palermitana doc. Stiamo parlando di Tiziana Ciacciofera, “ambasciatrice” della cultura enogastronomica siciliana in quella bella parte d’America. Ecco per voi la nostra intervista.

I Piccoli Chef e la Piccola Cucina: un format firmato da lei già da qualche anno: ci racconta i frammenti che le sono più cari delle scorse edizioni?

tiziana e bambini grandeLa Piccola Cucina è un programma che nasce da una necessità: capire se a Houston vi fossero famiglie interessate all’apprendimento dell’Italiano come seconda lingua per i loro bambini. Sarebbe stata una follia avviare classi di Italiano tradizionali senza prima avere un dato certo. Per farlo, ho dato spazio alla mia fantasia e ho creato un format che fosse unico, educativo, che trasferisse non solo competenze linguistiche, ma anche la nostra cultura del gusto e del mangiar sano. tiziana e classeOggi siamo al terzo anno di successo consecutivo, ma di certo tra le tante edizioni che si sono succedute, quella che ha lasciato un segno indelebile nel mio cuore è stata l’edizione speciale per i pazienti oncologici pediatrici in cura presso l’M.D. Anderson Cancer Center. Esperienza davvero molto forte, ma che ci ha permesso di donare un sorriso a dei bambini speciali. L’edizione è stata talmente gradita dal personale dell’ospedale e dai piccoli pazienti, che dal prossimo novembre, con cadenza mensile, saremo lì con La Piccola Cucina nella speranza di continuare a dar loro gioia nell’imparare l’Italiano cucinando.

tiziana e classe2Chi sono i suoi piccoli chef?

Sono bambini dai 3 ai 12 anni, che apprendono come delle spugne, con una velocità impressionante, e si cimentano nell’esecuzione di ricette davvero complesse con una maestria da lasciare senza fiato i migliori chef del mondo. Talvolta ho il privilegio di avere dei compagni di avventura davvero speciali, ossia rinomati chef italiani che lavorano a Houston e credono nella validità di questo programma. Ne approfitto per ringraziare pubblicamente Maurizio Ferrarese e Renato De Pirro. Vorrei inoltre ringraziare di cuore il mio staff e gli aiutanti volontari, senza i quali questo programma non potrebbe riscuotere il successo che ha.

Giulia SdringolaE la parola va doverosamente anche ai piccoli protagonisti, precisamente a Giulia e Ada: stesse domande, per par condicio.

Giulia, cosa ti piace di piu’ della Piccola Cucina?

Sono veramente contenta di partecipare alla Piccola Cucina e di parlare delle ricette che abbiamo fatto in tutti questi anni.

Cosa la rende cosi’ speciale?

La Piccola Cucina mi ha fatto scoprire tanti piatti italiani e mi ha insegnato molto cose della mia cultura.

E Tiziana?

Mi piace cucinare insieme a Tiziana perche’ e’ brava ed e’ sempre entusiasta delle cose che prepariamo.

Ada AryaAda, cosa ti piace di piu’ della Piccola Cucina?

Mi piace cucinare, parlare e imparare l’italiano e mi piace Tiziana

Cosa la rende cosi’ speciale?

Tiziana! Imparo a cucinare e mi sento un vero chef !

E Tiziana?

E’ brava, bella e mi vuole bene.

StaffFox 26 è un’esperienza indimenticabile per i bambini: quanto sono “carichi” i suoi piccoli mattatori?

Non è la prima volta che il Centro Culturale viene invitato a presentare i suoi programmi su FOX 26, ma La Piccola Cucina batte tutti i record. Non solo questo è il secondo anno consecutivo su Fox 26, ma i miei piccoli chef sono anche stati ripresi da RAI Italia. Insomma, praticamente delle star internazionali! I bambini fanno a gara per partecipare e non hanno alcun timore delle telecamere. Noi cerchiamo a poco a poco di coinvolgerli tutti anche se è davvero difficile, sono proprio tanti. Quest’anno è il turno di due mie fedelissime cuoche: Giulia Sdringola e Ada Arya. Giulia non si è persa una sola sessione de La Piccola Cucina, è arrivata che era poco più di una pulce ed oggi è una bella signorinella. Ada e’ una piccola perfezionista nonostante la sua tenera eta’, gli chef restano incantati dalla sua abilita’ nel rompere i gusci delle uova.

Jacopo OrsolatoLe arancine, che gli anglofoni per comodità chiamano “rice balls”: quanto piacciono agli americani?

Ne vanno matti, specialmente delle mie. Non scherzo. Le ho anche preparate per degli chef che a loro volta le hanno servite per un catering. Piccole soddisfazioni da “chef in training”, come mi autodefinisco. Lo street food siciliano viene molto apprezzato dal pubblico americano e, quanto meno qui in Texas, è molto poco diffuso. Allora ho deciso di lanciarlo io, partendo proprio dai bambini. Sarà mia cura, ovviamente, precisare su FOX 26 che l’arancina è femmina ed è Palermitana!

Lei in qualità di direttrice dell ICCC di Houston si spende giornalmente per promuovere la cultura italiana, ed anche quella siciliana, anche attraverso la tradizione enogastronomica: nel suo palmares diversi eventi di successo. Vogliamo ricordarli?

Rebecca OrsolatoRimanendo in tema di insegnamento della lingua italiana attraverso corsi di cucina, è d’obbligo menzionare l’omologo programma per gli adulti, ossia “L’Italiano in Cucina”, poi “A Tavola con le Tradizioni”, mirato alla promozione delle autentiche tradizioni culinarie regionali, “Italy is Served” rivolto alla promozione della cucina italo-americana e alla defizione di un confine netto tra ciò che è autentico italiano e ciò che negli anni è stato trasformato per adeguarsi ai palati dei clienti americani, “Le Strade del Vino”, degustazioni enologiche educative rivolte alla promozione del turismo enogastronomico verso l’Italia , “Le Sagre”, e tanti altri ancora.

I suoi prossimi impegni da “ambasciatrice del buon gusto”?

Sto già lavorando alla programmazione del 2015 che vi anticipo si colorerà di nuovi ed entusiasmanti programmi, ma meglio lasciare un pò di suspense e non scoprire le carte con così largo anticipo.

Alessandra Verzera

 

Photos: The 2013 Edition of  “La Piccola Cucina” – Courtesy of the ICCC Houston – Texas-

Executive Chef Maurizio Ferrarese : ” il cibo italiano è un abito di Valentino”

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ferrarese1Maurizio Ferrarese, uno chef made in Italy ma che ha scelto il Texas dopo una serie di esaltanti esperienze sia in America che in Europa: come è arrivato a questa scelta?

Dopo avere avuto la possibilità  di girare alcune parti del mondo, ho fortunatamente incontrato mia moglie Whitney a Chicago, nel 2005. Da li ci siamo successivamente spostati insieme verso destinazioni come Haway e Budapest, ma abbiamo poi deciso di di tornare in Italia cosicchè mia moglie, nativa della Florida, potesse conoscere la mia famiglia ed imparare l’italiano. Dopo tre anni passati in Italia e dopo l’apertura del Four Seasons di Firenze, abbiamo deciso che era giunto il momento di tornare negli Usa, per poter creare una famiglia nostra. Ora ,qui ad Houston dal 2010, abbiamo due bimbe – Iris – di due anni, nata nel 2012, e Aria che è nata a maggio di quest’anno. Il Texas è uno degli stati americani ad avere subìto meno l’effetto di una economia devastata negli ultimi quattro o cinque anni, e Houston è una città in crescita per quanto riguarda la ristorazione.

ferrarese5moglieQualcosa che le manca dell’ Italia e qualcosa dell’ America alla quale non potrebbe più rinunciare..

Quello che mi manca dell’ Italia è la facilità con la quale si può trovare, nei mesi estivi, un buon pomodoro che sappia di pomodoro! Quello invece a cui sarebbe difficile rinunciare adesso, dopo anni in America, è la convenienza di potere avere tutto a portata di mano, 24 ore al giorno, dai negozi alimentari, alle farmacie ai negozi in generale.

Il food & beverage made in Italy spopola anche all’estero: gli americani stanno imparando il gusto della buona tavola e del cibo giusto?

Il cibo italiano è come un bel vestito di Valentino o di Armani: non passa mai di moda. Il cibo italiano in America è molto apprezzato, ma deve competere con molti ristoranti italiani che si sono purtroppo “americanizzati”.

ferrarese2Lei è Executive Chef presso uno dei gruppi più prestigiosi al mondo in ambito hotellerie , la Four Seasons: clientela di altissimo livello, quindi. La richiesta gastronomica più bizzarra?

Potrei elencarne a migliaia, ogni giorno se ne vedono di nuove.Mi ricordo una volta in cui avevo in menù la melanzana alla parmigiana ed un cliente mi ha chiesto di fargli il piatto, ma senza “melanzana”. Ho dovuto pensarci un attimo per capire cosa potevo mandargli al tavolo!

ferrarese3Al “Quattro” di Houston, Texas, il menù parla perfettamente italiano o si adegua al palato di una clientela internazionale?

Il menù parla italiano, dall’autenticità dei prodotti, alle descrizioni sulla carta. Sta di fatto che comunque il nostro cliente abituale, quando ha voglia di mangiare qualcosa di diverso dal cibo italiano, ce lo chiede e abbiamo le capacità di accontentarlo.

Nei suoi piatti c’è un’impronta piemontese o un piatto tipico della sua zona, che è il vercellese?

ferrarese4Il vitello tonnato è un piatto “signature” del mio menù. I risotti non mancano, e vanno a rotazione in base ai prodotti e alla stagionalità. Adesso ho in menù un buon risotto al parmigiano e funghi, oppure da prvare è anche quello allo zafferao, midollo e ossobuco, nel mio menù dal 2013, quando ho vinto ad Houston il Festival del Risotto.

Il “brunch”, una tradizione americana che in Italia fa fatica ad attecchire: chi sono i clienti del brunch?

Gente del posto, che ci conosce e viene a trascorrere una domenica diversa o a festeggiare un giorno importante.

Lei è un giovane chef già arrivato al top: cooking classes e un ristorante inserito in ambiente cinque stelle. Quali sono le sue ambizioni per il futuro?

Insegnare e passare più tempo con la mia famiglia.

Alessandra Verzera

Foto: web

L’eccellenza del Made in Italy è anche tecnologica. Di scena a Parma a Cibus Tec Food Pack

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cibus tecIl settore si riconosce nella business community del salone di Parma con oltre 1000 espositori provenienti da oltre 30 Paesi tra cui le best- practice del comparto meccano- alimentare italiano.
La tecnologia più avanzata del Made in Italy prende vita in fiera con linee di trasformazione e confezionamento end to end “funzionanti”. Vola il distretto italiano del packaging con un fatturato di oltre 6 mld di Euro, che troverà spazio in fiera nella nuova sezione espositiva “Food Pack”. Cresce l’export (+9,5%) e incoraggiano i dati del primo trimestre 2014 (+4,4%). A crescere nel 2013 anche il fatturato interno (+ 7,8%).
Scenario incoraggiante dunque per il comparto della meccanica strumentale italiana che si riconosce nella business community che fa capo a Cibus Tec – Food Pack, tra le più importanti manifestazioni del panorama internazionale dedicate al food processing and packaging che prenderà il via a Parma il 28 ottobre.
fiera parmaNel complesso una forza attrattiva di oltre 1000 espositori provenienti da oltre 30 paesi, un parterre di 500 Chief Tecnology Officer provenienti dai mercati a più alto potenziale (tra cui Nord America, Russia, Est Europa, Sud America, Cina, India e i Paesi Next 11) tutte le migliori tecnologie (selezione, trasformazione, confezionamento, fine linea, logistica) cui si aggiunge Cibus Tec Industry.
Il progetto, giunto alla sua terza edizione, è stato realizzato grazie alla collaborazione di un pool di aziende espositrici (C.E.I.A., Dansensor, Frigomeccanica, Frigor-Box, Nilma, Sealed Air – Cryovac, Siad, Treif, Veripack) e presenterà ai visitatori del Salone due linee di produzione e confezionamento funzionanti dedicate a prodotti con elevata componente di servizio come le zuppe in versione ready meal e affettati ready to serve.
AgroalimentareUn’iniziativa che attribuisce a Parma un nuovo ruolo: non più fiera statica ma un vero e proprio ambiente di lavoro dove professionalità e soluzioni tecnologiche trovano perfetta sintesi mettendosi al servizio di tutte le filiere agroalimentari.
Ad andare in scena a Parma anche le tecnologie più raffinate del Made in Italy come ad esempio macchine altamente automatizzate per l’industria dei formaggi a pasta filata (mozzarella, scamorza, provolone) ad elevato recupero energetico, cubettatrici a ciclo continuo, omogeneizzatori ad alta pressione ma anche filtri a membrane ceramiche per una maggiore igiene e produttività degli impianti. Tecnologie che nel complesso soddisferanno le esigenze di ben 9 filiere dell’agro-alimentare.

Siracusa. Museo Bellomo aperto anche nelle ore serali per Limoniculture 2014. Si inaugura domani.

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limoni grandeArte, musica, gusto, profumo: ecco gli elementi che dal 24 al 26 settembre racconteranno la storia tra Limone e territorio Conoscere le risorse culturali del territorio e goderne in una serata speciale tra musica, gusto e arte: questa la possibilità offerta a tutti coloro che vorranno fare visita alla Galleria Regionale di Palazzo Bellomo che, in occasione dell’evento Limoniculture il 25 e il 26 settembre osserverà un orario straordinario di apertura grazie al sostegno del Consorzio di Tutela del Limone di Siracusa IGP e sarà pertanto aperta alle visite dalle 19 alle 23 rimarrà aperto oltre gli orari usuali, dalle 19 fino alle 23 .

Limone_Siracusa_IGP_logoDurante la serata di giovedì 25 settembre, inoltre, sarà possibile usufruire alle 22 della visita guidata organizzata dal Consorzio Limone di Siracusa Igp e curata dai due storici dell’arte Ornella Fazzina e Michele Romano. Non solo arte durante l’evento Limoniculture, che si svolgerà dal 24 al 26 settembre: l’idea è quella di declinare il tema del limone attraverso le sue molteplici e complesse sfumature culturali ed economiche: dall’industria dei profumi a quella del food, dall’accoppiamento con il territorio e le sue bellezze architettoniche alla musica e alla poesia. Ampio e vario il programma delle tre giornate e molti gli ospiti previsti che discuteranno di economia, agroalimentare, cultura, promozione dei prodotti del territorio: dal percorso sensoriale curato da Valeria Rizza, alle “Parole che sanno di limone” accompagnate dalle poesie di Giusy Norcia e dalla musica di Angelo Loia, passando attraverso le conversazioni dedicate all’arte di Ornella Fazzina e Michele Romano e le melodie de limone siracusaGliArchiEnsemble; spazio alla valorizzazione della creatività imprenditoriale con la presentazione dell’inedito Cioccolato al Limone dell’Antica Dolceria Bonajuto di Modica e la birra “Nura” del birrificio siciliano Malarazza, che utilizza tra gli ingredienti il Limone di Siracusa IGP. Il trionfo delle note agrumate sarà invece riservato all’ultima giornata, nello spazio dedicato a L.I.C.C.O, ovvero il Lemon Ice Cream Contest Ortigia: quattro le gelaterie della città che si sfideranno nella riproposizione del classico gelato al limone sotto la supervisione di Carlo Ottaviano, giornalista enogastronomico del Gambero Rosso. Alcuni esponenti della stampa nazionale e internazionale discuteranno poi di risorse enogastronomiche ed Expo, mentre la Fildis premierà quattro “professionalità al femminile” che si occupano della promozione del Limone di Siracusa IGP. Le tre serate saranno accompagnate dalle proiezioni dei corti di Gianluca Agati e Valeria Rizza, “Scent of a lemon”, “Il limone ama il viaggio”, “Le virtù del limone” e “Un gelato al limone”.

Editoriale. Laddove non arriva la crisi arrivano gli scarafaggi: chiusa una rosticceria della catena Ganci.

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ganci“I pezzi di Ganci” a Palermo sono stati e sono sulla bocca di quasi tutti i giovanissimi, e non solo, da diversi anni: 1 euro a pezzo per della buona rosticceria di generose dimensioni. Mattonelle, calzoni fritti, arancine, rollò: insomma, tutto il campionario della bella rosticceria palermitana ad un prezzo decisamente concorrenziale. Ed infatti, nel mare magnum di attività che chiudono causa crisi, i punti vendita Ganci continuano ad essere affollati ad ogni ora del giorno e, soprattutto, della notte. La notizia è di ieri, e riguarda la chiusura del punto vendita di via Ferri zona Autonomia Siciliana.
Irregolarità di varia natura, ma per lo più di carattere igienico sanitario. Presenza di insetti e scarafaggi e cibi conservati male in frigoriferi con il termostato non funzionante o con le mensole arrugginite.
pizzaTante di quelle irregolarità che il furto di energia elettrica passa in secondo piano e viene data come notizia a margine, laddove lo stesso tipo di irregolarità fece i titoloni quando si trattò di Ninu ‘u Ballerinu: ubi maior, minor cessat.
E rispetto al furto di energia elettrica, i Ganci non erano nuovi: già un altro dei loro locali, quello della Cala, era incappato nello stesso “problemino”.
Macchinari vecchi, locali quasi fatiscenti ed elettricità gratis: modi assai discutibili per mantenere bassi i prezzi.
Mi viene però in mente un episodio grottesco e ripugnante capitato a me e ad un gruppo di amici, in quel di Napoli, nel 2011: seduti all’interno di un locale a mangiare pesce con degli scarafaggi “alati” che svolazzavo tranquillamente all’intero del locale, planando anche sui tavoli nell’orrore e nel disgusto generali. I colpi di scarpa sulle pareti, quando le sgradite bestioline andavano a posarsi sui muri, erano un rumore costante. La giustificazione dei titolari fu disarmante : “ Napoli è piena di scarrafoni”. A però! In effetti all’ingresso del locale avevamo notato delle strisce bianche come se fossero li a delimitare qualcosa, pensai ingenuamente. Circoscrivevano infatti proprio l’ingresso al locale. Era Baygon, di cui ogni avventore entrando nel locale si imbrattava le scarpe. Polveri che poi verosimilmente, complici i ventilatori, svolazzavano qui e li indisturbate. Non ho mangiato quasi nulla e non sono fuggita per non dispiacere gli amici partenopei, ma ad oggi quella serata rimane per me uno degli incubi più angoscianti.
Mi risulta che quel ristorante  –  ma più che altro una bettola con pretese di grandezza e prezzi stellati –  sia ancora li.
spazzatura repubblica.itQuesto episodio non vuole giustificare in alcun modo  la carenza igienica riscontrata nei locali dei Ganci, ma allertare rispetto ad una realtà incontrovertibile: Palermo, non meno di Napoli, è piena di scarafaggi, e di spazzatura. E naturalmente laddove esistono frigoriferi e scorte alimentari, questi si annidano. Azzardo un’ipotesi disgustosa: se i controlli venissero operati in piena notte – momento più gradito alle bestiole per fare capolino da dentro le loro tane – credo che ben pochi locali rimarrebbero aperti e che ben pochi cibi sarebbero al sicuro.
E’ una realtà triste, ma le nostre città sono appannaggio di scarafaggi e topi: talvolta ti passano anche sui piedi, come mi è successo in pieno Viale Strasburgo. Chiaro che non è possibile dire “ occhio non vede cuore non duole” dato che sia ratti che blatte, che altrove vengono consumati come cibi quotidiani, sono portatori di malattie gravi. Ma il dolo vero e proprio, operato scientemente, sta nel furto di energia elettrica: fenomeno che si sta diffondendo o che quantomeno è molto attenzionato ultimamente. Quello è non soltanto reato di furto, ma anche di concorrenza sleale: abbattere i propri costi in modo fraudolento per mantenere prezzi bassi e concorrenziali è moralmente inqualificabile, e configura anche il reato di concorrenza sleale. Certo, i controlli vanno effettuati, le leggi vanno applicate, le sanzioni vanno comminate ed i provvedimenti vanno attuati ed eseguiti : e su questo non c’è ombra di dubbio, ed anzi plauso vada agli uomini delle forze dell’ordine preposti a salvaguardare la nostra salute e la nostra sicurezza alimentare.
RIFIUTI:TRITURATORI DISCARICA GUASTI, E' EMERGENZA A PALERMOMa lo  stupore  della gente comune nell’apprendere che vengono trovati insetti all’interno dei locali però mi lascia perplessa, dato che viviamo indisturbati ed ormai quasi indolenti in mezzo a cumuli di spazzatura maleodorante che spandono nell’aria, complice anche il caldo infernale, effluvi malati e marcescenti. E dalla spazzatura non nascono fiori, ma proliferano insetti e ratti. Di cosa stiamo parlando? Di che cosa vogliamo veramente stupirci? Viviamo in ambiente terzomondista ed in condizioni di igiene pubblica bassissime, per non parlare del decoro delle nostre città e delle nostre strade.E il peggio arriva quando la gente, esasperata, decide di incendiare i rifiuti e i cassonetti, esponendo tutti al rischio grave di inalare diossina, che si sprigiona dalla combustione dei rifiuti. Rischio per la salute pubblica? Elevatissimo.
Immondizia-2 blogsicilia.itA chi tocca rimuovere la spazzatura dalle strade? A chi tocca eseguire serie e regolari disinfestazioni nelle strade cittadine? Agli esercenti? Ai privati cittadini? Certo che no. Per queste mansioni, anzi per l’assolvimento di questi obblighi, esistono enti preposti.
E cosa fanno gli enti preposti? Si agitano nell’immobilismo. Ossimoro? Mica tanto.
topoLe considerazioni fin qui esposte non assolvono di certo i Ganci per aver mantenuto macchinari ed equipaggiamenti vecchi ed obsoleti, come non li assolve in alcun modo per aver rubato l’energia elettrica: quanto fin qui esposto serve ad evidenziare che, anche nella chiusura di un locale per presenza di insetti, gioca  un ruolo fondamentale l’amministrazione assai lacunosa di questa città. Va anche detto che soltanto alcuni prodotti per contrastare gli insetti sono consentiti nelle cucine dei ristoranti, in base ai protocolli HACCP: prodotti assolutamente inefficaci, ad esempio, a contrastare le blatte americane, da cui siamo invasi da maggio in poi, periodo della schiusa delle ooteche.
topo2Ripulite le strade, eliminate le blatte, le cimici, le pulci, i tafani. Riducete le enormi colonie di ratti che circolano indisturbati e riportate gli standard qualitativi di igiene ambientale a livelli accetabili: quando ci avrete consegnato una città pulita come un giardinetto svizzero allora si, buttate in galera gli esercenti che ospitano insetti nelle loro cucine. Non semplici ammende in quel caso, ma galera. Perché in quel caso, e solo nel caso in cui la città sia pulita e priva di montagne di rifiuti in ogni dove, sarà tutto direttamente imputabile alla mala gestione e alla scorrettezza degli esercenti laddove al momento il loro primo “complice” è il Comune di Palermo dato che la città versa in un degrado e in una sporcizia che raramente abbiamo visto e conosciuto in passato.

 

Alessandra Verzera

Foto: Foto nel titolo, uno dei punti vendita Ganci a Palermo.

Altre foto: web e repubblica.it, blogsicilia.it

 

CSC 2014: Competitions & Corsi “dolce e salato” ai nastri di partenza.

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cupcakeIl CSC2014 scalda i motori, o forse sarebbe meglio i forni, ed  è quasi in arrivo: i locali della Vecchia Dogana di Catania, location prescelta come sede del goloso evento,  apriranno infatti dal 26 al 28 settembre. Anche quest’anno Imma Rescigno– (titolare della CORE EVENTI –  proporrà un evento pensato per chi ama il cake design e non solo, e che desidera avere un’opportunità.

Competitions con premi prestigiosi o utili e Corsi Special Price di professionisti del cakedesign e del Visualfood.

Le iscrizioni sono ancora a perte e l’ingresso è gratuito.

Ma scopriamo qualcosa di più rispetto ai corsi e anche ai premi.

logo cscLa Ville Lumiere”- La nostra kermesse siciliana è chiamata a fare un tuffo in questa splendida capitale europea. Si chiede un interpretazione dell’essenza della città e delle peculiarità che la caratterizzano.

Il primo classificato alla competition avrà l’opportunità di partecipare attivamente al Forum della Pasticceria e del Cake Design, a SIGEP 2015, con demo live e con l’esposizione della propria torta. Il Forum è organizzato da Conpait, Ifse, “Pasticceria Internazionale” e Tervi, insieme ovviamente all’Ente Fiera di Rimini.
Il secondo classificato sarà due giorni ospite di Elenka a SIGEP 2015  a fianco dei loro maestri gelatieri-pasticcieri con la possibilità di esibirsi con le proprie abilità.

cake-design-1“Double Competitions” – Sarà un modo per proporre dei lavori di una coppia già consolidata o cogliere quest’occasione per formarla. Una ottima occasione per “mostrarsi”, ci si aspetta tanta creatività da due artisti e due tecniche diverse.

“Live Competitions” – Una gara a eliminazione. Un’avvincente gara proposta dal CSCI 2014 per mettere alla prova “dal vivo e sul posto” le squadre in competizione. Possono aderire squadre composte da 4 partecipanti: 1 Capo squadra + 3 cakedesigner che dovranno di volta in volta eseguire i lavori richiesti dalla giuria nei tempi stabiliti.

“Yes, You Can Competition” – Tre i temi per questa gara: Wedding; Modelling; Flowers.Questa è un’opportunità che CSC INTERNATIONAL da a tutte le cake designer e sugar artist per mostrare a migliaia di persone il proprio lavoro e le proprie capacità tecniche e creative. Tra i Premi il libro di Renato Ardovino con dedica e autografo, e piastra ad induzione offerta da VAPS di Salvatore Ventura.

caketurntableInoltre il CSC darà la possibilità unica a chi di questo mondo vuole farne una passione, è avere uno spazio personale e mostrare la propria creatività! Tanti saranno i vantaggi: una vetrina per le centinaia di persone che accorrano e un contatto diretto con probabili clienti o eventuali aziende che visiteranno la fiera e potrebbero essere interessati ad assumere. Per prenotare lo spazio per 3 o un giorno scrivere a info@fierainternazionalecakedesign.com il costo per i tre giorni è 200 euro.

Non potranno mancare i corsi con special price fiera, una possibilità unica che i nostri docenti offrono ai partecipanti e i corsi per mamme e bambini che pone in essere un “dolce” momento di condivisione.

Grande attesa per Rita Loccisano ideatrice e proponitrice dei corsi Visualfood, un arte che rende belle le nostre tavole. Ancora pochissimi giorni dunque per proporre la propria iscrizione: ma fate in fretta perchè i posto disponibili sono ormai pochissimi.

Per info:

info@fierainternazionalecakedesign.com

tel:+39 392 308 65 79

http://www.fierainternazionalecakedesign.com/it/news/144-iscriviti-ora-competitions-e-corsi-dolce-e-salato-csc2014-ora-puoi#sthash.vZNHRQKC.dpuf