Executive Chef Maurizio Ferrarese : ” il cibo italiano è un abito di Valentino”

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ferrarese1Maurizio Ferrarese, uno chef made in Italy ma che ha scelto il Texas dopo una serie di esaltanti esperienze sia in America che in Europa: come è arrivato a questa scelta?

Dopo avere avuto la possibilità  di girare alcune parti del mondo, ho fortunatamente incontrato mia moglie Whitney a Chicago, nel 2005. Da li ci siamo successivamente spostati insieme verso destinazioni come Haway e Budapest, ma abbiamo poi deciso di di tornare in Italia cosicchè mia moglie, nativa della Florida, potesse conoscere la mia famiglia ed imparare l’italiano. Dopo tre anni passati in Italia e dopo l’apertura del Four Seasons di Firenze, abbiamo deciso che era giunto il momento di tornare negli Usa, per poter creare una famiglia nostra. Ora ,qui ad Houston dal 2010, abbiamo due bimbe – Iris – di due anni, nata nel 2012, e Aria che è nata a maggio di quest’anno. Il Texas è uno degli stati americani ad avere subìto meno l’effetto di una economia devastata negli ultimi quattro o cinque anni, e Houston è una città in crescita per quanto riguarda la ristorazione.

ferrarese5moglieQualcosa che le manca dell’ Italia e qualcosa dell’ America alla quale non potrebbe più rinunciare..

Quello che mi manca dell’ Italia è la facilità con la quale si può trovare, nei mesi estivi, un buon pomodoro che sappia di pomodoro! Quello invece a cui sarebbe difficile rinunciare adesso, dopo anni in America, è la convenienza di potere avere tutto a portata di mano, 24 ore al giorno, dai negozi alimentari, alle farmacie ai negozi in generale.

Il food & beverage made in Italy spopola anche all’estero: gli americani stanno imparando il gusto della buona tavola e del cibo giusto?

Il cibo italiano è come un bel vestito di Valentino o di Armani: non passa mai di moda. Il cibo italiano in America è molto apprezzato, ma deve competere con molti ristoranti italiani che si sono purtroppo “americanizzati”.

ferrarese2Lei è Executive Chef presso uno dei gruppi più prestigiosi al mondo in ambito hotellerie , la Four Seasons: clientela di altissimo livello, quindi. La richiesta gastronomica più bizzarra?

Potrei elencarne a migliaia, ogni giorno se ne vedono di nuove.Mi ricordo una volta in cui avevo in menù la melanzana alla parmigiana ed un cliente mi ha chiesto di fargli il piatto, ma senza “melanzana”. Ho dovuto pensarci un attimo per capire cosa potevo mandargli al tavolo!

ferrarese3Al “Quattro” di Houston, Texas, il menù parla perfettamente italiano o si adegua al palato di una clientela internazionale?

Il menù parla italiano, dall’autenticità dei prodotti, alle descrizioni sulla carta. Sta di fatto che comunque il nostro cliente abituale, quando ha voglia di mangiare qualcosa di diverso dal cibo italiano, ce lo chiede e abbiamo le capacità di accontentarlo.

Nei suoi piatti c’è un’impronta piemontese o un piatto tipico della sua zona, che è il vercellese?

ferrarese4Il vitello tonnato è un piatto “signature” del mio menù. I risotti non mancano, e vanno a rotazione in base ai prodotti e alla stagionalità. Adesso ho in menù un buon risotto al parmigiano e funghi, oppure da prvare è anche quello allo zafferao, midollo e ossobuco, nel mio menù dal 2013, quando ho vinto ad Houston il Festival del Risotto.

Il “brunch”, una tradizione americana che in Italia fa fatica ad attecchire: chi sono i clienti del brunch?

Gente del posto, che ci conosce e viene a trascorrere una domenica diversa o a festeggiare un giorno importante.

Lei è un giovane chef già arrivato al top: cooking classes e un ristorante inserito in ambiente cinque stelle. Quali sono le sue ambizioni per il futuro?

Insegnare e passare più tempo con la mia famiglia.

Alessandra Verzera

Foto: web

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