Home Blog Pagina 94

Obesità infantile. Domani , 28 ottobre, meeting alla Camera.

0

saltainbocca2In Italia, secondo i dati pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità e dall’ISTAT (aggiornati al 2000), circa il 4% dei bambini è obeso ed il 20% è in sovrappeso. Dati più recenti, forniti dalla Federazione Italiana Medici Pediatri, fanno salire le percentuali rispettivamente al 10% e al 30%.

La seconda edizione del progetto SALTAinBOCCA, ideato da CSE Italia e patrocinato dalla FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri), punta sull’educazione alimentare ed una sana attività fisica per contrastare questi fenomeniche, nella metà dei casi, permangono in età adulta, comportando il rischio di diabete, ipertensione ed altre malattie croniche, oltre a complicazioni di tipo psicologico con conseguenti oneri sanitari non indifferenti. E se negli Stati Uniti, la stessa first lady Michelle Obama è scesa in campo per lottare contro l’obesità, nel Paese della “dieta mediterranea” i dati sulle abitudini alimentari dei bambini non sono confortanti: il 9% salta la prima colazione, il 22% assume troppi zuccheri, dolci, merendine, bibite e non consuma quotidianamente frutta e/o verdura, e il 19% non pratica alcuna attività sportiva.

salta in boccaFra gli obiettivi del percorso formativo gratuito SALTAinBOCCA, qualificare il ruolo del pediatra come elemento fondamentale nella prescrizione alimentare, investire sulla scuola come luogo importante per la promozione di una sana educazione alimentare ed una corretta attività fisica, puntare sul coinvolgimento diretto del bambino e della sua famiglia, e sviluppare una maggiore attenzione e partecipazione di media ed istituzioni.
La prima edizione del progetto SALTAinBOCCA (anno scolastico 2013/2014), svolta nelle sole aree 1 e 2 Nielsen, ha ottenuto la partecipazione attiva di 2.500 classi, 62.500 alunni, 130.000 genitori e 1.500 studi pediatrici FIMP.

obesitàLa seconda edizione di SALTAinBOCCA si svilupperà su tutto il territorio nazionale e sarà realizzata grazie al sostegno non condizionante di Gruppo Fileni, Latteria Montello, Parmalat e Pedon, ed al supporto di Asus. Per questa edizione SALTAinBOCCA si pone l’obiettivo di raggiungere, oltre ai medici pediatri, 8mila insegnanti delle scuole primarie di tutta Italia, 100mila alunni ed i loro genitori.

Anche quest’anno, il progetto SALTAinBOCCA ha ricevuto il patrocinio della FIMP, del Ministero della Salute, della Presidenza della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.

Il progetto SALTAinBOCCA (www.saltainbocca.it) verrà presentato alla stampa domani, Martedì 28 ottobre 2014, alle ore 11.30, presso la Sala Stampa della Camera dei deputati (ingresso in Via della Missione 4).

L’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e l’Ospedale Bambino Gesù uniscono le forze.Ricercatori, pediatri e famiglie: cibo buono e sano per i piccoli pazienti

0

pollenzoL’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma insieme per regalare ai piccoli pazienti un cibo buono e terapeutico. I due istituti, che collaborano già da un anno, intendono promuovere un’alimentazione sana e gustosa anche in contesto clinico. Alla conferenza di presentazione dell’accordo “Non sentirsi diversi perché si mangia diverso”, che ha sancito ufficialmente la collaborazione, ha portato la sua esperienza Iacopo, giovane laureando in ingegneria a cui è stata diagnosticata una malattia metabolica genetica sin dalla nascita. Iacopo ha evidenziato come sia fondamentale un impegno comune per far sì che il cibo “che cura” sappia soddisfare anche il palato.

farine«L’esperienza è iniziata grazie alla collaborazione di alcuni chef a cui è stato proposto di cucinare piatti saporiti a partire dalle farine speciali che costituiscono la terapia di molti pazienti del Bambino Gesù affetti da malattie metaboliche. Ricette pensate proprio per le famiglie dei piccoli pazienti e per i menù di casa», ha spiegato il pediatra Carlo Dionisi Vici dell’Unità operativa di Patologia metabolica dell’ospedale, che ha sottolineato come le strutture dell’Ateneo di Pollenzo, come ad esempio il laboratorio di analisi sensoriale, potranno rivelarsi utili per eseguire test necessari a capire cosa vogliono mangiare i bambini costretti a rigide diete terapeutiche.

Il rettore dell’Università di Pollenzo Pier Carlo Grimaldi ha spiegato l’importanza della partnership tra ricercatori e medici, mentre il presidente del Bambino Gesù, Giuseppe Profiti ha spiegato: «Lavoriamo costantemente alla formazione e all’educazione, indispensabili anche a prevenire malattie causate da cattive abitudini. Il dialogo e il confronto sono fondamentali poi per affrontare criticità che possono emergere all’interno delle famiglie».

salone gusto«La relazione tra cibo e medicina può sembrare difficile, ma è fondamentale recuperare un’alleanza tra gli aspetti medici e salutistici della nutrizione», ha aggiunto Andrea Pezzana, direttore del dipartimento di dietetica e nutrizione clinica del San Giovanni Bosco di Torino. «L’obiettivo del Salone del Gusto e Terra Madre è dare speranza – ha concluso Silvio Barbero, vicepresidente dell’Unisg – e vogliamo farlo anche in questo caso garantendo a tutti il diritto al piacere del gusto».

Ancora dedicata ai bambini è la ricerca che sarà presentata oggi alle 12.15 nello stand dell’Unisg all’Oval: si parlerà di “The Candy Project” ideato dallo chef Andoni Luis Aduriz e dal sociologo Inaki Martinez de Albeniz dell’Università dei Paesi Baschi e sposato dall’Università di Scienze Gastronomiche e Slow Food. Gabriella Morini, Unisg, e Alicia Borragan Pedraz, Centro Studi Slow Food, illustreranno lo studio che riflette sul ruolo delle caramelle date ai bambini come premio, tra aspetti culturali e gustativi.

Contadini uniti contro la fame al Salone del Gusto e Terra Madre 2014

0

Salone-del-gustoChe cosa possono fare i contadini per combattere fame e malnutrizione?

A questa domanda abbiamo cercato di rispondere al Salone del Gusto Terra Madre 2014 durante la conferenza L’agricoltura familiare contro la fame e la povertà.

cibo_sprecato«Un quarto del cibo che si spreca quotidianamente sarebbe sufficiente a risolvere il problema della fame nel mondo. E non dimentichiamo che sprecare il cibo significa buttar via inutilmente acqua e l’energia necessaria a produrlo. Per non parlare delle speculazioni, come quella avvenuta di recente in Mozambico, dove 36 000 ettari di terreno sono stati espropriati ai contadini e venduti all’India per impiantare una monocoltura di canna da zucchero. Ma io sono sempre convinto dell’attualità di un vecchio slogan: la terra a chi lavora!» esordisce Don Bruno Bignami, docente di Teologia morale e presidente della Fondazione Don Primo Mazzolari, che ha focalizzato il suo intervento sulle contraddizioni che vive il nostro pianeta, fra zone in cui regnano la malnutrizione e la fame e altre dove è lo spreco a farla da padrone.

soledadSi è definita «un’infiltrata» Soledad Barruti, giornalista argentina autrice del libro Malcomidos: Como la industria alimentaria nos està matando. La sua testimonianza invece punta il dito su ciò che non dovrebbe mai accadere: «In Argentina siamo stati invasi dalla soia transgenica di Monsanto, che oggi occupa il 60% delle terre coltivate ed è esportata per il 90% come mangime animale negli Usa. Negli ultimi dieci anni abbiamo assistito alla perdita della sovranità alimentare, con espropri forzati e minacce agli indigeni per farli sfollare e sostituire la soia alle loro colture, e a un progressivo spopolamento delle campagne».

petriniA Carlo Petrini, presidente di Slow Food, il compito di sottolineare quanto l’agricoltura familiare sia importante per le sorti del pianeta: «Per vivere questa sfida, bisogna superare i particolarismi. L’umanità di Terra Madre è fatta di persone, culture, sensibilità molto diverse tra loro. Ma questo non è un difetto, è un’altra forma di biodiversità, una ricchezza da sostenere. Però, se questi soggetti tanto diversi non condividono obiettivi comuni, non riusciranno a fare valere i loro diritti». Petrini ha poi rivelato uno di suoi sogni: «Quand’ero giovane, quelli che si occupavano di cibo erano vecchi gourmet a cui non importava nulla dell’ambiente e dell’origine dei prodotti. Slow Food ha cambiato questo modo di vedere le cose, ma a me piacerebbe che i giovani diventassero i protagonisti e fautori di questo necessario cambiamento».

campiIl ritorno dei giovani alla terra, la crescita della sensibilità verso l’agricoltura e la necessità di intenti comuni tra soggetti diversi sono stati ribaditi anche da Roberto Ridolfi, direttore Crescita sostenibile e sviluppo di Europeaid, il quale ha poi messo l’accento su quello che per lui è il problema cardine che affligge la piccola agricoltura: la giusta remunerazione, senza la quale i contadini non solo restano poveri ma perdono l’orgoglio e l’amore per il proprio lavoro. La conferenza fa parte del progetto Oltre Rio + 20 – Seminailcambiamento.org, illustrato oggi da Elisa Bacciotti, direttore Campagne e cittadinanza attive di Oxfam Italia, e che ha tra i suoi partner Slow Food.

I nostri Chef

0

10743563_10204045626733237_1374079296_nIn questa rubrica i nostri Chef vi racconteranno le ricette più gustose ed i segreti per realizzare piatti di successo con pochi e facili accorgimenti. Vi daranno consigli su come allestire una “mise en place” di buon gusto e sui vini da servire insieme alle vostre pietanze. E poi, di settimana in settimana e per tutti i nostri lettori, una nuova ricetta da salvare e stampare e da provare a casa.

Sarà possibile porre delle domande ai nostri Chef utilizzando l’indirizzo mail della nostra redazione : redazione@sceltedigusto.it

Eccellenze made in Italy : l’Enoteca Italiana premiata a Parigi

0

enoteca_italianaL’Enoteca Italiana ha ricevuto la menzione speciale al prestigioso Gran Prix dell’Oiv, l’Organizzazione mondiale della vite e del vino, grazie alla sua “monumentale” opera bibliografica, l’Atlante dei territori del vino italiano. A ritirare il prestigioso riconoscimento, a Parigi, il 21 ottobre, si sono recati l’amministratore unico dell’ente Paolo Benvenuti e il senatore Stefano Boco. presidente del comitato tecnico scientifico del progetto.

foto-8“Essere premiati dalla più importante istituzione mondiale del vino – afferma Paolo Benvenuti – significa che l’Enoteca italiana può assolvere egregiamente il compito per cui è nata: far conoscere nel mondo i territori e la produzione del vino italiano, con il loro portato di civiltà e cultura. Il nostro ente è l’unico soggetto pubblico, a partire dal decreto regio del 1933, incaricato di assumere questo ruolo. Sotto la cenere di una crisi gestionale ed economica, c’è ancora il calore vivo di un brand e di una istituzione che deve rappresentare un riferimento per i produttori, il Ministero delle politiche agricole, gli appassionati del vino italiano di qualità a livello internazionale. Abbiamo una società in Cina e tante potenzialità da esprimere, anche negli aspetti commerciali e di turismo enogastronomico. 814U1nIo-zL._SL1500_Dobbiamo ripartire da questa consapevolezza, e dall’iniezione di fiducia che ci arriva da Parigi”. Nel corso della cerimonia di premiazione, Paolo Benvenuti ha ringraziato il Ministero delle Politiche agricole che ha finanziato l’opera, oltre ai vari curatori, tra i quali Antonio Calò, Eugenio Pomarici, Diego Tomasi, Luigi Moio, Paolo Storchi.

L’Atlante dei Territori del Vino Italiano, opera prima realizzata da Enoteca Italiana con il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali e l’Istituto geografico militare, edizioni Pacini editore, fornisce il primo strumento in assoluto di questo genere: agile e comprensibile, ma soprattutto fondamentale per conoscere la realtà vitivinicola italiana utilizzando come criterio guida i più significativi elementi alla base di un terroir e realizzando una originale lettura del territorio vitivinicolo italiano attraverso l’istituzione di macroaree.
 Il volume, oltre a contenere riferimenti storici, economici e legislativi, mette in evidenza le caratteristiche geografiche, geologiche e pedo-climatiche di un dato luogo che, tutte insieme, contribuiscono all’unicità di un determinato vino in un determinato luogo. L’atlante dei territori è diviso in due volumi racchiusi in un cofanetto robusto ed elegante, organizzato in venti capitoli regionali ed è corredato da centinaia di carte (regionali, prospettiche, delle macro aree), oltre trecento immagini e venti schede pedologiche.

Vendemmia 2014 in Sicilia: diminuisce la quantità ma aumenta la qualità.

0

vendemmia_1Traguardo in vista per la vendemmia 2014 in Sicilia che, con la raccolta delle uve rosse sull’Etna, sta per essere definitivamente conclusa. Il quadro è oramai chiaro: si è prodotto di meno, circa il 25% in media, ma con alta qualità e vere punte d’eccellenza. L’andamento climatico è stato determinante, dopo le piogge primaverili e d’inizio estate, le temperature si sono progressivamente stabilizzate alle medie stagionali, ma senza picchi di caldo. Antonio Rallo, presidente DOC Sicilia: rallo3_Una buona vendemmia anche se meno produttiva. Chi ha ben gestito il vigneto ha portato a casa uve sane e mature. Per i vini della DOC SICILIA si profila un’opportunità importante: dobbiamo saper sfruttare questo vantaggio competitivo con una corretta informazione e più impegno sull’export”.
Ancora pochi giorni di raccolta sull’Etna e poi, anche in Sicilia, la vendemmia 2014 sarà definitivamente conclusa. Si respira aria di ottimismo tra i produttori siciliani che possono archiviare con orgoglio e soddisfazione, giunti al traguardo , un’ annata davvero particolare tra le più lunghe dell’ultimo decennio, soprattutto se si tiene in conto il contesto nazionale particolarmente complesso e difficile che ha caratterizzato questa vendemmia in Italia e in Europa. In Sicilia si è prodotto di meno, soprattutto ad occidente, ma la qualità delle uve portate in cantina è rilevante, un fattore che in molti ritengono possa trasformarsi in un vantaggio competitivo da spendere sul mercato. “Una buona vendemmia anche se meno produttiva – spiega Antonio Rallo, presidente Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia – chi ha ben gestito il vigneto ha portato a casa uve sane e mature. Per i vini della DOC Sicilia si profila un’opportunità importante: dobbiamo saper sfruttare questo vantaggio competitivo con una corretta informazione e più impegno sull’export”.
nerello_mascalese_cappuccioLunga quasi cento giorni – è iniziata a fine luglio con la raccolte delle uve precoci per le basi spumante e si concluderà nei primi giorni di novembre con le uve di Nerello Mascalese, a quota 1000 metri sull’’Etna.
Le piogge che si sono protratte sino a inizio estate con temperature mediamente più fresche (in alcuni casi di 5 gradi in meno rispetto le medie stagionali registrate negli anni precedenti) hanno comportano maturazioni più prolungate in forza dell’andamento climatico più fresco rispetto al 2013 e anche al 2012. Il primo vitigno a essere vendemmiato è stato lo chardonnay nella prima decade di agosto. catarrattoSuccessivamente sono state raccolte le altre uve a bacca bianca autoctone ( Inzolia, Catarratto, Grillo). Le quantità rispetto al 2013 fanno registrare una diminuzione di circa 20/25% per le uve a bacca bianca che daranno vita a vini più fruttati e freschi con maggiore acidità e meno alcolici. Per quello che concerne invece le uve a bacca rossa, il calo produttivo è stato più evidente, maggiormente nella Sicilia Occidentale, con punte che hanno superato il 30% in diminuzione. Questo dato non ha però influito sulla qualità delle uve, anzi le maturazioni sono state più lente determinando un ritardo di circa 10 giorni sull’epoca di raccolta.
vendemmia in siciliaIn definitiva, la vendemmia 2014 In Sicilia , anche per le uve rosse, potrà essere classificata per l’eleganza e la complessità polifenolica dei mosti e dei futuri vini di questa fascia solare. Le temperature più miti senza picchi di caldo hanno consentito di portare in cantina uve perfettamente sane, equilibrate nella gradazione alcolica e ricche di quelle sostanze organolettiche che caratterizzano le principali varietà autoctone: Nero d’Avola, Frappato, Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio.

A riprova di quanto sostenuto, i pareri delle più grandi cantine sociale del trapanese. Secondo Gaspare Baiata questa vendemmia è stata la migliore degli ultimi venti anni. “La maturazione delle uve – commenta – è stata perfetta. In natura nulla è scontato. Gli episodi di peronospora non hanno compromesso la sanità delle piante, comportando un naturale diradamento dei grappoli. Questo ha maggiormente innalzato la qualità nel vigneto”. A fargli eco Filippo Paladino, agronomo : “Nei nostri contesti produttivi abbiamo registrato un clima molto favorevole ideale per il raggiungimento di un profilo fenolico e aromatico di prim’ordine soprattutto per le varietà autoctone a bacca rossa che si presentavano con un corredo tannico eccellente in grado di far presagire vini di grande struttura e longevità con colori intensi”. vinoSulla stessa lunghezza d’onda anche Damiano Fici, direttore delle Cantine Europa: “Analizzando nello specifico le caratteristiche di questa vendemmia, a risaltare è sicuramente l’aumento del grado babo sia nelle varietà a bacca bianca che in quelle a bacca rossa. L’incremento di quasi un grado e mezzo – spiega Fici – darà vita a vini bianchi sapidi e freschi e rossi di grande struttura”.
La raccolta in Sicilia sta per terminare e il caldo inatteso degli ultimi giorni sta accelerando la conclusione. “Ho la sensazione – dice Alberto Tasca d’Almerita- che la Sicilia abbia il vento in poppa baciata dalla generosità di madre natura. Il bilancio nelle nostre aree è eccezionale, rispetto alla scorsa annata abbiamo registrato un calo generale che ha portato le rese ai livelli di normalità, ma in definitiva sono entusiasta della qualità di questa vendemmia.”.

L’area sud orientale della Sicilia è la zona in cui si registrano le punte d’eccellenza della campagna viticola dell’isola come conferma Francesco Ferreri presidente Assovini: “Da uncambria punto di vista della qualità, quella appena conclusa è la migliore annata degli ultimi anni. La totale assenza di stress termici per le piante, ha dato vita ad uve di grande eleganza ed equilibrio di tutte le sue componenti; sul versante quantitativo registriamo invece le stesse rese della vendemmia dello scorso anno”.

Sull’Etna – commenta Mariangela Cambria,  vice presidente Assovini- quella che si sta per concludere è senza dubbio una delle annate più belle anche se dal punto di vista della quantità c’è stato un calo rispetto al 2013. Possiamo senz’altro dire che le condizioni climatiche registrate durante tutto l’anno hanno consentito una maturazione lenta e perfettamente equilibrata delle uve in tutte le sue componenti”

Il progetto Lactimed approda al Salone del Gusto

0

salone gustoDal libanese kechek el fouqara – un “formaggio” senza latte a base di grano fermentato in acqua e sale marino – alla feta DOP, emblema nazionale della Grecia, dal Rice Pudding egiziano alle Provole dei Nebrodi e le ricotte informate siciliane.

Il progetto Lactimed si presenta all’edizione 2014 del Salone del Gusto – Terra Madre (23-27 Ottobre 2014, Torino, Lingotto Fiere) come un’occasione di incontro, conoscenza, apertura e dialogo.

lactimedLactimed è un progetto dell’Unione Europea che ha lo scopo di promuovere la produzione e la distribuzione di prodotti lattiero-caseari tipici del Mediterraneo attraverso l’organizzazione di catene di valore. I primi popoli a produrre formaggio furono quelli che vissero nella Mezzaluna fertile ma è nel Mediterraneo che si è diffusa e radicata la sua produzione migliaia di anni fa, trasformando il latte di capre e pecore, nelle isole greche, sui pascoli della Sicilia, lungo le coste dell’Italia meridionale, del Medio Oriente e del Nordafrica.

Lactimed-18200 mq di stand all’Oval (Stand 6A 060-6B 059). Degustazioni gratuite. Chef dei paesi ospiti. Incontri. Laboratori. Le cinque regioni del Mediterraneo – Tessaglia (Grecia), Biserta e Béja (Tunisia), Alessandria d’Egitto, Valle della Bekaa (Libano), Sicilia (Italia) – riunite dal progetto europeo Lactimed, presentano al Salone le proprie produzioni casearie tradizionali; la presenza dei produttori, gli incontri e le degustazioni in programma saranno l’occasione per scoprire e conoscere i prodotti lattiero caseari tipici di queste zone. Non solo un’alchimia di gusti, sapori e aromi. Ma anche le storie dei produttori e delle loro terre perché l’agricoltura familiare, alla quale è dedicata questa edizione di Terra Madre, è una risorsa fondamentale per il pianeta e Lactimed vuole impegnarsi per valorizzare e far capire facendo, assaggiando, ascoltando e raccontando.

A Milano è tempo di Cooking x Art, 2014 edition.

0

cover_milanoDopo il grande successo delle scorse edizioni capitoline, Milano ospiterà per la prima volta Cooking For Art: un evento organizzato da Witaly e Luigi Cremona che si svolgerà nella splendida location di Via Tortona 32 a Milano. Saranno presenti le migliori aziende vinicole ed agroalimentari che promuoveranno i loro prodotti e i Territori che invoglieranno i visitatori con le loro attrattive naturali e gastronomiche, mentre nell’Area Gourmet saranno presenti alcuni chef di chiara fama.

Sabato 29 e Domenica 30 Novembre gli eventi di Cooking for Art saranno dedicati alle qualificazioni di “Miglior Chef Emergente Nord 2015”, e vedranno in azione i più promettenti chef under 30 provenienti dalle regioni del Nord Italia. In parallelo le similari competizioni Miglior Emergente Pizza Chef ed Emergente Sala che mira a valorizzare il lavoro insostituibile del servizio a complemento indispensabile della cucina.

Domenica mattina, dalle 9 alle 14, ci sarà inoltre un evento speciale dedicato alla prima colazione . In quest’occasione si terrà una competizione che vedrà come protagonisti alcuni tra i migliori giovani Pastry Chef italiani.

Lunedì 1 Dicembre ci saranno le Finali delle varie competizioni e la presentazione della Guida Touring Alberghi&Ristoranti d’Italia 2015: in tale occasione verranno assegnati i premi “Premi Touring” riservati a chef emergenti, albergatori e ristoratori del Nord Italia che meglio interpretano la filosofia della qualità a prezzi ragionevoli; verranno inoltre consegnati attestati a ristoranti e alberghi che si sono particolarmente distinti. Sarà una vera occasione di festa anche per ricordare i 120 anni del Touring Club.

Wine Spectator celebra l’ Istituto Grandi Marchi.

0

wine spectator2Wine Spectator celebra il decennale dell’Istituto del vino italiano Grandi Marchi, dedicandogli un evento speciale alla Wine Experience di New York, l’appuntamento clou per il gotha della filiera enologica mondiale. Il 17 ottobre, infatti, le 19 cantine top dell’enologia italiana saranno protagoniste del pranzo annuale in cui sono attesi oltre 800 partecipanti tra stampa e wine lover. E’ la prima volta nella storia della manifestazione newyorkese che Wine Spectator riserva uno spazio da protagonista ad un gruppo di aziende italiane, riunite in un’associazione, riconoscendo loro un ruolo di eccellenza nei mercati internazionali.
wine spectator“In questi 10 anni – cita lo speciale della celebre rivista che sarà pubblicato in occasione dell’evento – l’Istituto ha lavorato senza sosta per supportare la conoscenza, la qualità e l’unicità delle produzioni vitivinicole italiane. L’unione di questi 19 produttori ‘visionari’ ha contribuito a migliorare il posizionamento del vino italiano sia nei mercati consolidati che in quelli emergenti”.

vino“Essere protagonisti di un evento così importante rappresenta un ulteriore salto di qualità del brand enologico del Paese – ha detto il presidente dell’Istituto del vino italiano di Qualità Grandi Marchi, Piero Antinori -. Un punto di arrivo ma anche di ripartenza segnato nel nostro principale mercato di sbocco, che con 1,2mld di euro da solo vale quasi un quarto dell’export enologico italiano”.
Tra i valori che Wine Spectator riconosce ai 19 Grandi Marchi: la produzione familiare; la rappresentatività regionale; la capacità di innovazione; l’impegno nella formazione; il forte spirito collaborativo e la condivisione di strategie unitarie sui mercati.

Nel corso dei 10 anni di attività dell’associazione, le 19 cantine icona del vino italiano nel mondo che fanno parte dei ‘Grandi Marchi’ hanno investito oltre 60mln di euro in promozione, di cui solo 18mln finanziati attraverso i fondi Ocm. Circa 250 le missioni internazionali in 18 Paesi obiettivo e quasi 50mila incontri mirati con altrettanti operatori.

Marcello Valentino: un “itticodipendente” alla conquista del mondo.

0

marcello valentino3Marcello Valentino, come nasce uno chef?

Uno chef nasce dopo un lungo percorso fatto di gavetta, passione e amore per il cibo! 

Talento, studio, fantasia, impegno, sacrificio.Qual è l’ingrediente principale ed insostituibile per avere successo in questa carriera?

Per avere un minimo di successo occorre una buona dose di umiltà, una smisurata fame di conoscenza ed essere in sintonia con la propria creatività.
Sappiamo che lei si è “formato” nella trattoria degli “zii”: vuole raccontarci questi ricordi?
Erano amici di famiglia ma che affettuosamente chiamavo zii visto il forte legame che ci univa. In quella cucina trascorrevo ore intere ad osservare tutti i gesti volti a realizzare i piatti tipici della tradizione sicula. Ed è proprio in quei momenti che dico a me stesso questo sarà il mio mestiere.
marcello valentino bucatini sardeLa cucina tradizionale e la cucina innovativa: quale è la “sua” cucina?
La mia è una cucina innovativa ma che non perde mai di vista quella che è la tradizione tipica siculo mediterranea.
Materia prima di eccellenza o prezzi contenuti. Cosa si aspetta di trovare la gente quando si siede al ristorante?
La gente si aspetta entrambe le cose. Sta a noi addetti ai lavori essere bravi a sondare il mercato per riuscire trovare il giusto compromesso e proporre l’eccellenza ad un prezzo onesto!! 
Il suo ingrediente preferito, quello di cui non potrebbe fare a meno.
Il pesce in assoluto. Mi definisco itticodipendente .
marcello vale 4Di lei ci hanno detto: “ era un ragazzo d’oro talmente motivato e modesto che andava a lavorare gratis pur di dimostrare quello che sapeva fare”. E’ vera questa cosa? Come è andata?
Non provenendo da una famiglia tanto facoltosa a livello economico ero costretto a fare i conti due realtà: sopravvivenza e passione. Quindi, di giorno lavori umili per sostenermi economicamente e la sera con la giacca da cuoco per imparare il mestiere nei vai ristoranti dove mi proponevo gratuitamente.. 
Dal bambino che bazzicava nella cucina degli “zii” all’ Executive Chef di oggi di strada Valentino ne ha fatta: cosa vorrebbe ancora avere oggi di ciò che aveva allora?
Sicuramente i capelli! Scherzi a parte mi manca molto lo spirito di gruppo di quella famiglia che lavorava unità e con amore pur di far felice i propri clienti.
marcello valentinoAnche lei è approdato in tv, come diversi altri suoi illustri colleghi. Lo abbiamo visto in Rai a Geo & Geo, con la conduzione di Sveva Sagramola. La notorietà aiuta ed è un insostituibile booster alla carriera. Ma alla fine conta l’immagine o la sostanza? Il personaggio televisivo o i suoi piatti?
Fare televisione è solo un gioco divertente che ci dà modo comunque di farci conoscere al pubblico. Però alla fine uno chef non deve mai perdere di vista la buona sostanza, e quindi, quello che è il vero motivo per cui indossa una giacca bianca. 
marcello valentino 8Se si potesse categorizzare la cucina mondiale e dividerla in tre macrozone, lei cosa affiancherebbe alla cucina tradizionale siciliana?
Io direi così: siciliana, mediterranea ed orientale. La prima di diritto in quanto quella legata a me, l’altra relativa all’intero bacino mediterraneo che in fatto di straordinarietà offre parecchio ed infine quella orientale che a mio avviso ha tanto di spessore quanto quella nostra.
L’enogastronomia ed il turismo enogastronomico: cosa manca a questi due elementi per diventare veri volani dell’economia siciliana?
Secondo me ci manca una comunicazione più incisiva da parte degli enti locali che spingesse al massimo l’enogastronomia siciliana nel mondo attirando così più interesse da parte di tutti.

zitiQual è il suo piatto dei “buoni ricordi”, ovvero quello che ancora prepara e che ha il sapore dei ricordi più belli?

La caponata di melanzane indubbiamente, infatti, per me, questo rappresenta il piatto della memoria

Lei ha nel suo palmares attestati e riconoscimenti di alto livello: quello che le è più caro?

Dico tutti perché ognuno di essi rappresenta un momento importante che ha segnato la mia carriera che ancora spero avrà tanto ancora da raccontare.
gualtiero-marchesiIn condifenza: ha mai sbagliato clamorosamente un piatto?
Sbagliare è umano non aggiungo altro!
I suoi progetti futuri?

Sto valutando alcune proposte per aprire un ristorante che abbia un progetto ambizioso quasi certamente all’estero. Prossimamente ne saprete di più.

Un collega con il quale le piacerebbe realizzare un menù a quattro mani?

Indubbiamente Gualtiero Marchesi
Alessandra Verzera