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Amuse bouche ed antipasti: sono loro i protagonisti in tavola.

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amuseLa novità sulle tavole italiane arriva da lontano ed ha nomi strani: amuse bouche, finger food. Da un melting pot di abitudini enogastronomiche  mondiali saltano fuori preparazioni gustose, stuzzicanti ed ormai irrinunciabili. Sono in sostanza gli “assaggini”: quelli che non sono soltanto il perfetto accompagnamento ad un aperitivo, ma che hanno ormai quasi sostituito l’antipasto tradizionale – divenendo essi stessi l’antipasto –  che decretano il successo di un pranzo o di una cena ed il cui “arrangement” sui buffet o su grandi vassoi fa di ogni rinfresco un evento ” di classe”. Quest’anno saranno loro a farla da padrone anche sulle tavole delle feste.

amuse3Il perchè del loro straripante successo è presto spiegato. Intanto, costano poco. Poi sono divertenti, stuzzicanti, belli da vedere e sfiziosi da gustare. Non particolarmente difficili da realizzare, disponendo di pochi e giusti attrezzi. Inoltre se ne possono creare davvero una quantità illimitata e ci si può sbizzarrire con una moltitudine di ingredienti. Non soltanto: l’idea è anche quella di non doversi limitare necessariamente ad una sola porzione di un solo antipasto, che possa incontrare il gusto di tutti i commensali, ma di potere assaggiare di tutto assecondando esattamente i gusti di tutti.Sono tanti e sono buoni, ed eliminano anche  il problema angosciante delle intolleranze e delle allergie: infatti di solito ce n’è per tutti e per ogni esigenza dietetica.

amuse4Sono eleganti e soddisfano il senso della vista ancora prima del gusto: insomma, si mangiano con gli occhi prima e si gustano dopo. Questo determina anche una sensazione di soddisfazione che consente di giungere ad un senso di pienezza anticipato. Vuoi perchè si usa consumarli pasteggiando con del buon vino, vuoi perchè se ne vogliono provare tanti tipi, vuoi per quei pochi secondi spesi nella scelta di un tipo piuttosto che di un altro, rimane il fatto che tutto ciò concorre spesso a far pensare ” ottimo, potrei fermarmi qui”. E questo fa si che si possa evitare di abbondare nei primi e nei secondi piatti, servendo porzioni ridotte per poi scivolare lentamente verso il dolce. Una trovata dunque che oltre ad essere invitante, stuzzicante e visivamente gratificante,  consente di risparmiare specie durante i pranzi delle feste che normalmente erano  l’apoteosi dello spreco di cibo prezioso.Non solo: l’amuse bouche è coinvolgente. Uno dei pochi casi in cui si riesce a tenere impegnati in cucina mariti e figli quasi in una sorta di competizione. Realizzare l’amuse bouche più accattivante è una delle mode più in voga del momento.Altro vantaggio: vanno consumati freddi o tutt’al più a temperatura ambiente. E questo fa si che la padrona di casa non debba rimanere inchiodata in cucina a scaldare e possa invece godere la compagnia dei propri ospiti, disponendo i vassoi pochi prima dell’inizio della cena e facendo dunque trovare ai propri ospiti una tavola già imbandita e stuzzicante.

amuse1Basi di pasta brisè, o di pasta sfoglia, o anche di semplice pane a cassetta, o persino sottili fettine di ortaggi, o anche filettini di pesce affumicato: tutto ciò diventa magico e goloso contenitore di una gran varietà di mousse e di ripieni a base di fromage frais ed erbette, ma anche di mandorle e pistacchi. Ed ecco che un semplice spicchio di un pomodorino diviene colorata decorazione di una fettina di cetriolo “vestita” di mousse alle erbette sapientemente “deposta” dall’immancabile sac à poche.

amuse5L’amuse bouche diventa dunque principe delle tavole perchè può essere consumato agevolmente, con disinvoltura ed anche nel corso di una conversazione. Non a caso i buffet di amuse bouche e di finger food sono ormai quanto di più coreografico possa capitare di vedere anche nei banchetti di nozze. Insomma, una trovata vincente che abbiamo attinto dall’amuse bouche l’oltralpe, dal finger food d’oltreoceano ed anche dalle Tapas della vicina Spagna, rielaborandola in chiave nazionale ed anche regionale. Avreste mai pensato di poter gustare piccoli cestinetti di pane ricolmi di caponatina, o una mini bruschettina alla marinara con pomodoro e vongole, e di pensare che fosse un’incredibile e chic trovata culinaria?Provare per credere.

 

Credits : Le preparazioni presenti in quest’articolo sono state realizzate dallo Chef  Adem Ben.

La crisi modifica i consumi. E i regali di Natale.

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Christmas decoration. vintage background with space for text or image.Secondo Turismo Verde-Cia, sono tante le famiglie che in questo periodo si stanno recando in agriturismo o nei mercatini allestiti dagli agricoltori per acquistare gli ultimi regali di Natale. Non più le griffes, quindi,  nè il solito capriccio delle feste, ma cibo: prodotti enogastronomici, meglio se di ottima qualità e a costi molto contenuti, acquistati direttamente dal produttore. La percentuale degli italiani che ha scelto questa formula per i regali di Natale è altissima: il 59%, con una spesa complessiva di oltre 600 milioni di euro.
Già da qualche anno, da quando le economie mondiali hanno iniziato una discesa costante ed inesorabile, i regali di lusso erano stati quasi banditi dalla maggior parte delle famiglie. Gli italiani avevano deciso di abbandonare il superfluo per donare “l’utile”: ed era iniziato il tourbillon di calzini, biancheria, pigiameria e persino vouchers. Ora dal regalo “utile” si è passati al regalo “necessario”: il cibo. Saranno sei italiani su dieci a regalare generi alimentari questo Natale: più in dettaglio, secondo i dati forniti da Turismo Verde – Cia, , il 59% degli italiani opterà per doni “da tavola” a parenti e amici, con una spesa complessiva compresa tra i 600 e i 650 milioni di euro, e si tenderà a privilegiare il made in Italy. Tra i prodotti più gettonati per tre italiani su quattro ci sono sempre vino, spumante, panettone e torrone tradizionale, seguiti da salumi, conserve e formaggi tipici. Cambia anche la modalità di acquisto, più attenta e misurata. Oltre l’80% delle famiglie oggi guarda al miglior rapporto qualità/prezzo ed è anche questo che premia i punti vendita più convenienti come le aziende agricole e agrituristiche e i mercatini natalizi, dove si può risparmiare fino al 30%.

Inoltre il Natale torna ad essere la festa dei bambini: per i bambini non si baderà a spese, anche a costo di sfalciare il menù dei pranzi delle feste. Per i più piccoli infatti si continuano ad acquistare capi di vestiario e giocattoleria di buona qualità, oltre ad una lista quasi inesauribile di dolciumi. Meno sfarzo e più umiltà, in sostanza. Meno glamour e più focolare. Il Natale torna ad essere sobrio, e la famosa frase ” è il pensiero che conta” questo Natale avrà un significato particolare.

E’ crisi mondiale, ma non per le bollicine italiane.

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bollicineIl 2013 per gli spumanti italiani rappresenta una delle poche voci in attivo ed in crescita, malgrado la crisi economica mondiale che atterrisce la gente ed attanaglia i mercati. Le bollicine italiane da ormai un decennio si vanno affermando sui mercati esteri con un trend in salita: tra il 2002 ed il 2012 infatti è stato registrato un +185% di vendite, contro un +69% di quelle del vino, per un guadagno totale di 625 milioni di euro.E anche per il 2013 si conferma una crescita nei principali mercati esteri superiore alla media del comparto.

In crisi invece i consumi di vino, soprattutto a livello nazionale, con una flessione pari al – 7%. Quello del basso consumo “interno” dei nostri vini è un vecchio problema che non trova soluzione: per fortuna però il nostro ” succo di vigna” trova sempre più spazi nei mercati esteri, ricevendo consensi sempre più ampi: l’esportazione delle etichette italiane infatti è in costante crescita e bilancia, per fortuna, la crisi a livello nazionale.

caliciMa, con il Natale e le festività alle porte, la scelta è d’obbligo: bollicine italiane o Champagne francesi? Ed ecco la sorpresa. gli spumanti sono tra i vini che hanno fatto registrare la crescita maggiore nell’arco dell’ultimo decennio. Una gran bella conquista, di un mercato difficile e per decenni monopolio dei cugini d’oltralpe.

“Tra il 2002 e il 2012 – dichiara Denis Pantini, responsabile area di ricerca agricoltura e industria alimentare di Nomisma – il valore dell’export di spumanti dall’Italia è infatti aumentato del 185%, raggiungendo i 625 milioni di euro, andando così a pesare per il 13% sul totale delle vendite di vino italiano oltre frontiera».

Ma quali sono i principali mercati esteri per il vino italiano? Usa, Germania, Regno Unito, Canada, Svizzera, Giappone, Russia e Cina che complessivamente assorbono oltre il 70% del nostro export. Proprio in questi paesi si registra un aumento delle vendite di spumanti italiani pari al 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Dunque, anche le economie “emergenti” – come quella cinese – si rivolgono all’Italia: piazze importanti, sulle quali i nostri produttori dovranno puntare in maniera sostanziale ed eventualmente investire, dato che per l’appunto il consumo interno cala inesorabilmente. Un ruolo importantissimo infine è giocato dalla Russia, grande consumatore ed estimatore di prodotto enologico italiano.

calici2Si tratta di un dato in controtendenza rispetto a quanto registrato in termini di importazioni complessive per questo tipo. Il successo delle bollicine italiane poggia anche sulla contrazione dell’esportazione di spumanti e champagne francesi, che tengono bene solo in Canada con un sottile incremento delle esportazioni pari allo 0,3%, ma drasticamente in calo su altre importanti piazze, con il picco delle flessione in Giappone che fa registrare un – 14%

La diffusione e l’esportazione dei nostri spumanti a livello mondiale è oggi pare al 24%. Ma è la Russia in paese in cui il consumo di bollicine italiane ha superato l’importante soglia del 60%. Un numero altissimo, che ha fruttato alle nostre bottiglie la leadership mondiale tra gli spumanti importati.

Primitivo di Manduria: 100 mila “falsi” sequestrati dalla GdF.

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finanzaLe Fiamme Gialle  hanno eseguito un sequestro di oltre 100mila bottiglie di vino “Primitivo di Manduria” commercializzato da una nota azienda abruzzese attiva anche sul mercato internazionale. I finanzieri, coordinati dalla Procura di Taranto, hanno accertato la commercializzazione di “Primitivo di Manduria” “Doc” e “Igt” attraverso marchi ingannevoli, di esclusiva pertinenza di una importante cantina sociale con sede a San Marzano di San Giuseppe, in provincia di Taranto.
Scoperte numerose  irregolarità anche rispetto all’etichettatura delle bottiglie di vino, caratterizzate da un illecito riferimento, quale soggetto responsabile dell’imbottigliamento, a una “società-ombra” con sede in Manduria (Ta) che, in realtà, non ha mai acquistato né venduto vino.
In particolare sono state utilizzate denominazioni e marchi (“Terre del Sud”, “Follia”, “Oversessanta”, “Oversettanta”, ecc.) nonché è stata costituita la società “Vigneti del Sud” che, connotati da «evidente forza evocativa» dei marchi legittimamente registrati dalla cantina sociale, sono stati ritenuti idonei a trarre in inganno l’acquirente sull’origine, la qualità o la provenienza del prodotto da un determinato produttore. I fatti accertati, infatti, hanno evidenziato l’aggiramento della normativa in materia di tutela dei marchi commerciali e lo sviamento delle informazioni destinate al consumatore, attraverso condotte finalizzate ad indurre in errore l’acquirente finale sulle caratteristiche del prodotto vinicolo.
Primitivo di Manduria(10)Il sequestro dei prodotti, nonché delle etichette, del materiale di confezionamento e pubblicitario, è avvenuto presso stabilimenti, depositi ed esercizi commerciali dislocati sull’intero territorio nazionale. L’attenzione dei finanzieri si è focalizzata, altresì, sulle pagine internet che pubblicizzavano gli stessi prodotti, accertando la falsità delle informazioni promozionali fornite sull’origine del vino. Conseguentemente sono state attivate le procedure connesse all’oscuramento delle stesse.
I responsabili dell’impresa abruzzese sono stati denunciati, a vario titolo, con le accuse di contraffazione, frode in commercio e vendita di prodotti con segni mendaci.

Cibi avariati pronti per essere venduti: in Puglia sequestrati 125mila chili di prodotti.

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uovaErano scaduti da oltre un anno e mezzo ma erano pronti a raggiungere i supermercati ed i banchi dei mercati in Puglia, e precisamente nelle province di Bari e Barletta. Nel 2013 i sequestri di cibi avariati o ammalorati in Puglia è stato di 125 mila chili.

Come ogni anno in prossimità delle feste natalizie vengono fuori gli inghippi che riguardano cibi avariati, o scaduti o diversamente ammalorati: quest’anno gli uomini del Corpo Forestale dello Stato  hanno sequestrat ben 75 tonnellate di generi alimentari al termine di controlli compiuti tra novembre e dicembre in 40 aziende. Otto rappresentanti legali di altrettante aziende sono stati denunciati nell’ambito dell’operazione “Natale a tavola”.  Trentuno le persone denunciate, e spiccate multe per un totale di 420mila euro  per illeciti amministrativi.

cibo_avariatoCome spesso accade, l’alimento più avariato e oggetto di ingenti sequestri è l’uovo – adoperato nella preparazione dei tipici dolci di Natale, Pandoro e Panettone in testa  Quest’anno ne  sono state sequestrate circa 45mila. E poi mille chili di dolci e taralli, circa 10mila chili  di pasta, 24mila chili di pasta dietetica “Made in Italy” prodotta in Svizzera, circa 10mila chili di prodotti alimentari vari (olio, vino, conserve, prodotti di macelleria, insaccati, latticini, prodotti ittici surgelati, dolci, acqua e bibite, passate di pomodoro), ed infine 5mila chili di prodotti ittici freschi e surgelati.

Tra le violazioni accertate: la detenzione e l’impiego nella preparazione di alimenti e sostanze alimentari in cattivo stato di conservazione e insudiciate; la detenzione per il commercio di sostanze destinate all’alimentazione pericolose per la salute pubblica; la frode nell’esercizio del commercio per aver commercializzato e detenuto ai fini della vendita, prodotti alimentari  per origine diversa da quella effettivamente dichiarata ; l’aver commercializzato carni di suino, dichiarate come carne di cinghiale.

E per quanto riguarda le uova, c’è stato  chi ha venduto uova da destinare allo smaltimento perchè  rotte, insudiciate e incrinate, dichiarandole invece di categoria “B”. Uova prive di tracciabilità per la data e lotto di produzione, ma vendute e dichiarate come prodotte in data successiva a quella realmente prodotta, ed ovviamente con una nuva – e falsa – data di scadenza.

Foto: www.puglia24news.it

Expo 2015: Coldiretti sarà presente al Padiglione Italia.

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expoLa Coldiretti nazionale entra a far parte della squadra di Padiglione Italia. E’ stato firmato il protocollo che consentirà all’organizzazione di diventare partner di contenuto del Padiglione durante l’Expo che si terrà a Milano dal 1 maggio al 31 ottobre 2015.

L’accordo prevede che Coldiretti sia presente all’Esposizione Universale, nel Padiglione Italia anche con l’organizzazione di un calendario di eventi per tutti i sei mesi, con l’obiettivo di far conoscere le distintività ed i primati dell’agroalimentare Made in Italy. La collaborazione della più importante organizzazione agricola europea con Padiglione Italia è di straordinaria importanza per il successo dell’Esposizione del 2015 sia perché Coldiretti è in sintonia con il racconto di un’Italia che affonda le proprie radici in un’identità contadina, sia perché il protocollo prevede per Coldiretti un ruolo di impulso e promozione del Padiglione Italia.expo2 “Coldiretti è la prima grande associazione di categoria che firma un’intesa con Padiglione Italia, e questo ci fa molto piacere – afferma Diana Bracco, Commissario generale di Sezione del Padiglione Italia – per la sua rilevanza nell’ambito dell’agricoltura europea e la sua straordinaria capillarità. “Il Settore Agroalimentare italiano – ha aggiunto poi Diana Bracco – rappresenta una eccellenza assoluta nella gestione del prodotto ‘dal campo alla tavola’ e il nostro paesaggio unico al mondo forma un binomio indissolubile con la tradizione agricola italiana. Del resto la “cultura” di un Popolo nasce e trae linfa proprio dalla sua “coltura” e dalla sua terra. Nel Padiglione Italia racconteremo tutto questo in modo attraente e didattico usando anche “storie” emblematiche della millenaria tradizione alimentare italiane, ricca di influenze tra gruppi sociali con un mix di alimenti ricchi e poveri, nobili e villani e scambi con i popoli del mondo”.

coldiretti

“L’Expo deve sostenere la riscossa delle campagne italiane e presentare al mondo il nostro modello di sviluppo agricolo, la qualità delle nostre produzioni e le grandi potenzialità del cibo e di tutto il Made in Italy”, ha affermato il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo nel sottolineare che”l’agroalimentare italiano è il piu’ apprezzato, ma anche il piu’ copiato nel mondo e l’Expo è una storica opportunità per far conoscere le nostre produzioni autentiche che nascono da un territorio unico ed inimitabile”.

Vissani a Cortina : per tutte le tasche ( o quasi)

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gianfranco_vissani_zoomLo chef Gianfranco Vissani, mattatore per anni di programmi televisivi dedicati alla cucina, approda a Cortina d’Ampezzo. All’interno dell’ hotel Bellevue infatti lo chef ha appena inaugurato un ristorante altamente auto celebrativo: “L’Altro Vissani” con un menù che comprende ricette tradizionali venete sia di mare che di terra, ed una carta dei vini con oltre 150 etichette.

Una cena degustazione firmata dal cappello più famoso della Tv costerà meno di 50 euro: dunque alta cucina a basso prezzo ed alla portata di quasi tutte le tasche. Un lusso possibile.

Esattamente quello che Vissani desiderava da tempo: essere alla portata dei più e non soltanto di una ristretta elite che può permettersi di spendere cifre oggi più che mai proibitive per un pasto. Il nuovo ristorante vanta una cucina a vista e circa 150 coperti complessivi, tra la terrazza attrezzata,il primo piano ed il piano superiore.

Gianfranco_Vissani_NewMa da dove nasce questa iniziativa? Da una joint venture tra lo chef e la Sorgente Hotels & Resorts Piazza di Spagna View Compagnia Alberghiera che prevede l’apertura di altri ristoranti a marchio “L’Altro Vissani” anche in Puglia ed in Toscana, con investimenti a molti zeri. L’hotel Bellevue di Cortina, sede del primo ristorante di quella che ben presto diventerà una catena sul territorio nazionale, ha comportato infatti un investimento di 72 milioni di euro per la sola acquisizione dell’immobile, più circa un altro milione per la parziale ristrutturazione.
Investimenti notevoli in momenti di crisi per un settore che non conosce crisi ma che si ridimensiona per divenire accessibile ad una più ampia fetta di pubblico. Gli hotel italiani «devono tornare ad essere luoghi di esperienza enogastronomica», ha auspicato Mauro Piccini, presidente della Piazza di Spagna View, che prevede di portare anche in Francia entro un anno la cucina di Gianfranco Vissani, nei saloni rinascimentali di Chateau de Mirambeau. Intanto a Cortina Gianfranco Vissani da oggi propone una cucina «col profumo del pane nel sugo di mammà», lo spiedo e la griglia con costate di Fassona e Chianina, “perché non tutti mangiano la carne dolce di cervi e stambecchi”. Non mancheranno icone della gastronomia locale, come moeche , schei e granseole: il tutto accompagnato da uno dei tantissimi vini in carta ma, soprattutto, tutto per meno di 50 euro a persona. Mai occasione fu più ghiotta.

 

Foto tratte da www.casavissani.it

World Cheese Award 2013: poker di “super” medaglie per l’ Italia

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cheeseGorgonzola, Ovicaprino, Caciocavallo e Roccolo sono i  formaggi italiani che si sono accaparrati il massimo riconoscimento nell’ambito dell’ultima edizione del World Cheese Awards,  a Birminghan, in Inghilterra. I prodotti caseari italiani hanno inoltre conquistato 14 medaglie d’oro sulle 152 assegnate in totale. Un bel palmares di tutto rispetto.

Con 786 medaglie assegnate si è concluso il World Cheese Awards 2013, l’esposizione internazionale dedicata alle eccellenze casearie tenutasi a Birminghan, in Inghilterra. Ottima la performance dei formaggi italiani, che sono stati premiati con 4 “Super Gold”, su un totale di 58, e con 14 medaglie d’oro, su un totale di 152.

Il Super Gold, massimo riconoscimento previsto al concorso, è stato attribuito al Gorgonzola Dop Selezione Carozzi, all’ Ovicaprino Fontana Noa, al Caciocavallo stagionato in cantina di pietra e al Roccolo.
La medaglia d’oro semplice ( si fa per dire…) è andata invece al Grana Padano Riserva Oro del Tempo,al Gorgonzola Dolce Arrigoni, al Blu di bufala Quattro Portoni, alla treccia di Mozzarella Fior di latte, al Parmigiano Reggiano DOP, al Grana Padano 16 mesi, al Taleggio DOP, al Montasio vecchio DOP, al Parmigiano Reggiano Fattoria Fiori 905 e,al Gran Castelli.

Altri tre premiati sono tutti Parmigiano Reggiano: due del Caseificio Cavola, 993, ed uno del Caseificio Sociale Castellazz0 216. Infine, medaglia d’oro anche alla ricotta di campagna.
parmigianoDa oltre un ventennio  il World Cheese Awards è una importante vetrina mondiale per tutti i produttori di formaggi e latticini, ed è uno fra i concorsi lattiero-caseari itineranti più conosciuti e importanti al mondo, che mette in contatto buyers e produttori  del settore. L’edizione 2013 ha visto concorrere oltre 2.777 formaggi provenienti da 30 diversi paesi, che sono stati poi giudicati da 250 buyer. Il concorso è organizzato annualmente in Inghilterra da John Farrand, presidente dell’associazione “Guild of Fine Food”, che comprende più di 1.200 produttori, negozi artigianali di alta qualità e catene di distribuzione come Harrods e Fortnum & Mason.

In Sardegna cene d’autore per aiutare gli alluvionati.

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sidduraDomani Siddùra si unirà ai grandi chef sardi per raccogliere fondi da destinare alle popolazioni colpite dall’alluvione lo scorso novembre. Per il quarto appuntamento del tour “Serviamo la Solidarietà”, che si svolgerà “Da Achille” a Sant’Antioco, scende in campo anche la cantina di Luogosanto, abbinando l’eccellenza dei suoi vini al menu firmato dai rappresentanti dell’alta cucina sarda.
Per la speciale occasione, i bianchi Spèra (Vermentino di Gallura Docg) e Bèru, (Vermentino di Gallura Docg Superiore) i rossi Fòla (Cannonau di Sardegna DOC) e Bàcco (Cagnulari Igt) esalteranno i piatti preparati da grandi nomi : lo chef Roberto Petza del Ristorante S’Apposentu di Siddi, ideatore della manifestazione, Luigi Pomata, dell’omonimo ristorante cagliaritano, Stefano Deidda, “Dal Corsaro” di Cagliari, Roberto Serra, “Su Carduleu” di Abbasanta, Pierluigi Fais, “Josto al Duomo” di Oristano, Achille Pinna, “Da Achille” di Sant’Antioco, e Manuele Senis, “Fradis Minoris” di Nora.

Sarà dunque un menu a più mani, un’esperienza gastronomica a sei portate per degustare la tradizione gastronomica sarda rivista dai suoi più grandi interpreti, al costo di € 55 a persona.

Una serata in cui l’incontro tra grandi vini ed il talento di grandi chef sarà nel segno della solidarietà.A fine tour i fondi raccolti dalla Fondazione Accademia Casa Puddu di Siddi, ente promotore dell’iniziativa, andranno infatti a sostegno dei centri maggiormente colpiti dai drammatici eventi.

Uvive: un successo il tour mondiale 2013

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vini venetiDa Singapore alla grande mela le DOC e DOCG venete riscuotono consensi unanimi.
Il presidente Stocchetti: “Siamo gli ambasciatori di un’eccellenza che va oltre i confini ”.Prosecco, Valpolicella, Soave: una qualità che non ha bisogno di traduzioni. Un “passaporto” che apre tutte le porte e che ha permesso ai grandi vini veneti di entrare trionfalmente in ben 8 nazioni negli ultimi 2 mesi. Chicago, Los Angeles, Hong Kong, Seul, Singapore, San Paolo, Montreal e New York: queste le città che hanno accolto gli eventi di UVIVE, Unione Consorzi Vini Veneti D.O.C., per promuovere i propri prodotti nel mondo. “Per la prima volta ci presentiamo tutti insieme, una squadra interessante, forte, rappresentata dai pilastri che sostengono l’economia vitivinicola veneta – afferma il Presidente di UVIVE, Arturo Stocchetti – .Voglio ricordare fra tutti i Presidenti Innocente Nardi, Stefano Zanette e Christian Marchesini. Ma oltre al Prosecco DOC, al Conegliano Valdobbiadene DOCG e ai “veronesi” sono state della partita anche denominazioni più piccole ma di grande prestigio come Lessini Durello, Lugana, Montello e Colli Asolani. Produzioni minori per grandi nomi che già oggi, in gran parte del mondo, sono affermati ed apprezzati”.

Il tour 2013 di UVIVE si conclude in grande stile nella grande mela, dove per tutto dicembre sarà possibile incontrare i vini veneti nel “tempio” dell’enogastronomia italiana. Tutti i ristoranti di Eataly li proporranno in abbinamento ai propri menu, vi saranno corsi settimanali dedicati presso La Scuola di Eataly, nonché degustazioni il venerdì e il sabato nell’enoteca “Vino”. New York è stata inoltre teatro il 3 dicembre di “Move the passion”, la prima maratona enologica per le vie di Manhattan che ha permesso agli appassionati di muoversi in 7 diverse location alla scoperta dei 7 Consorzi protagonisti della trasferta USA: Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G., Lessini Durello, Lugana, Montello e Colli Asolani, Prosecco D.O.C., Soave e Valpolicella. Agli esperti è stato invece dedicato l’evento Secret Somm”, tenutosi il 4 dicembre presso Il Buco Alimentari & Vineria a NoHo. Insomma, una vera e propria conquista di NYC da parte di UVIVE, tenuta a battesimo da una madrina d’eccezione come Lidia Bastianich che ha accolto l’Unione Consorzi Vini Veneti presso Eataly.

vini veneti“Questi ultimi due mesi sono stati intensi e ricchi di soddisfazioni – commenta Stocchetti -. UVIVE ha coinvolto il top dell’enogastronomia, da Veronique Rivest in Canada a Edwin Soon a Singapore, da Paul Wagner a Chicago, a Piero selvaggio a Los Angeles fino allo chef veneto Bruno Serato. E sempre abbiamo avuto al nostro fianco le Istituzioni: dall’Assessore al Turismo e al Commercio estero Marino Finozzi, con noi a Montreal, fino agli ambasciatori e ai rappresentanti delle camere di commercio nei vari Paesi che abbiamo toccato. Tutti in prima linea, in un fronte comune per promuovere la qualità dei vini veneti. Ma tutta questa operazione – conclude Stocchetti – non sarebbe stata possibile senza la grande collaborazione di tutti i nostri Consorzi associati e delle singole aziende. Siamo ambasciatori della nostra terra. Si va infatti oltre obiettivi puramente commerciali per muoversi invece, tutti insieme, per rappresentare una Regione, una storia, una tradizione enologica unica”.

uviveLe denominazioni che fanno capo ad UVIVE rappresentano da sole il 30% dell’intera produzione nazionale DOC e DOCG. Merito delle peculiarità territoriali di una regione quanto mai varia dal punto di vista geomorfologico e paesaggistico. A poche decine di kilometri si trovano microclimi diversissimi, da quelli miti e “mediterranei” delle rive del Lago di Garda alle colline di Valdobbiadene, dai terreni vulcanici dei Colli Euganei a quelli alluvionali della pianura del Veneto Orientale. A questa estrema variabilità paesaggistica e climatica il Veneto deve la sorprendente varietà di vini che, unita ad una lunga consuetudine con le migliori pratiche enologiche, gli ha permesso di ottenere prodotti unici al mondo e un primato nelle esportazioni.