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Master Chef di scena a Pollenzo: Roberto Burdese, Slow Food, getta acqua sul fuoco delle polemiche.La nostra intervista.

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masterchef_italiaE’ quella di giovedì 20 febbraio ultimo scorso la puntata di Master Chef Italia che ha visto i tre Chef più popolari della Tv varcare la soglia dell’ Unisg, la prestigiosa Università degli Studi di Scienze Gastronomiche nata grazie a Slow Food e che ha sede a Pollenzo, una frazione di Bra nel cuneese.
A giudicare i quattro semifinalisti della kermesse culinaria per certi versi più affascinante del mondo, una giuria composta da personaggi di primo piano del panorama enogastronomico italiano: il Rettore Piercarlo Grimaldi e il prof. Nicola Perullo dell’UNISG, Roberto Burdese, Cinzia Scaffidi e Olivia Reviglio di Slow Food e Oscar Farinetti, patron di Eataly.
Subito dopo la puntata, registrata nell’estate 2013 e messa in onda il 20 febbraio scorso, è esplosa la polemica che ha ripreso le dichiarazioni rilasciate da Carlo Petrini, non più di due settimane fa, sugli “spadellatori in tv”: un attacco senza mezzi termini ai Cooking Show e ad alcuni Chef che, in virtù di un impatto mediatico indubbiamente forte, stanno pericolosamente diventando – secondo Petrini – deiMaitre à penser, banalizzando la cucina di un certo tipo e riducendola ad una dimensione meramente ludica.
petriniUno dei “bersagli” di Petrini era stato proprio Joe Bastianich, piegatosi alle logiche del mercato al quale ha prestato la propria immagine per pubblicizzare i prodotti della Buitoni.
Joe Bastianich, superfluo persino ricordarlo, è insieme a Carlo Cracco e a Bruno Barbieri (anch’essi impegnati in diversi spot pubblicitari, nda) uno dei conduttori di Master Chef Italia.
Bastianich, in particolare, conduce anche Master Chef USA.
Così aveva parlato Carlin Petrini, presidente dell’Università di Pollenzo e di Slow Food, lo scorso 18 di febbraio agli studenti e al corpo docente in occasione della cerimonia di inaugurazione per il decimo anno di attività accademica: due giorni dopo su SkyUno, la puntata di Master Chef all’interno dell’ Università: puntata registrata, lo ripetiamo, nell’estate del 2013.
morinoScelte di Gusto aveva raccolto il disappunto di un produttore piemontese di vini di qualità, Gianluca Morino, presidente e fondatore della Cascina Garitina il quale,d al canto suo, sposa il pensiero di Petrini.
Ecco uno dei passi dell’intervista realizzata con Gianluca Morino : “Come ho scritto sui social, sono molto arrabbiato perché non si possono mescolare, in maniera così leggera, etica e progetti diversi additando scuse banali come quella della visibilità. Slow Food ha davvero bisogno di “quella” visibilità? Non è capace di ritagliarsi la propria? Ha davvero bisogno di pseudo “personaggi” per farsi notare dal grande pubblico? Poi tra i giurati hanno addirittura messo il nuovo Messia del Made in Italy, se mi dite a cosa serviva e, soprattutto, se ne aveva le competenze…”.
Abbiamo voluto sentire l’altra campana, che è quella di Slow Food, nella persona di Roberto Burdese uno dei giudici della tanto controversa puntata, nonché presidente di Slow Food Italia.

Burdese, qualcuno dice che i conti non tornano. Se la puntata in questione è stata registrata la scorsa estate, è mai possibile che Petrini non ne sapesse nulla o non avesse quantomeno espresso parere favorevole all’iniziativa?Quindi poi cosa è successo?

roberto-burdeseR: Intanto vi ringrazio per queste domande.Le cose stanno in questo modo. Nella squadra di Masterchef ci sono molti amici: il produttore Fabrizio Ievolella di Magnolia, il regista Umberto Spinazzola, Luca Busso (uno degli autori, braidese e mio amico da 30 anni), l’operatore Pietro Jona (altro braidese) e poi i tre conduttori. Cracco ha lavorato tanti anni a Piobesi d’Alba, ci conosciamo da tempo. Bastianich ha accompagnato i primi passi di Slow Food negli Stati Uniti a fine anni ’90. Barbieri era addirittura presente alla firma del manifesto di Slow Food a Parigi il 10 dicembre 1989. E’ dai tempi della prima edizione di Masterchef che si parla di una puntata a Pollenzo. L’estate scorsa, dopo tanto parlarne, ci siamo decisi. Petrini era contrario e infatti non ha partecipato, però ci ha lasciato fare. La sua idea è arcinota e non è cambiata, ma per fortuna non ci ha mai impedito di fare le nostre scelte ,e i nostri errori.

Lei, se non altro per essere stato membro della giuria, evidentemente ha un’opinione diversa rispetto a chi considera inadeguato il fatto che Slow Food si faccia fare pubblicità da una trasmissione come Master Chef: ci spiega il suo punto di vista?

master-chef-1024x419R: Non mi nascondo dietro a un dito. Non sono stato solo membro della giuria: sono io che alla fine ho preso la decisione di fare questa cosa. L’ho fatto – pur non avendo mai visto prima di allora una puntata di Masterchef – dopo aver parlato con alcuni soci e amici e aver scoperto che tantissima gente, anche “dei nostri” guarda quella trasmissione. Io non la penso diversamente da Petrini, sono solo meno severo di lui sul tema. In televisione ci sono la Parodi e Masterchef, non è proprio la stessa cosa. Certamente il linguaggio televisivo oggi impone format che piegano all’esigenza dell’audience qualunque cosa. La competizione sta sopra tutto, poi ci vogliono personaggi e situazioni che fanno parlare di sé. Sono stato impressionato, guardando la puntata di Pollenzo, dai tweet mandati dagli spettatori durante la visione: si insultava questo o quel concorrente, si faceva il tifo come allo stadio o in politica.

masterchef-5Abbiamo fatto un tentativo, per verificare la possibilità di trasmettere alcuni nostri messaggi attraverso la televisione e un programma di grande audience. Sinceramente non penso che 28 anni di battaglie possano essere sputtanati da 15 minuti di televisione. Non l’abbiamo fatto per denaro e nemmeno per altri fini: era solo un tentativo, le cose a volte bisogna provare a farle per capire. Anche perché – per contro – la cosa che più spesso ci viene detta dalla gente è «perché non portate il vostro messaggio in televisione, per raggiungere il grande pubblico?». Il punto è che in televisione non ci vai come vuoi tu, ti devi adeguare al format. La puntata di Pollenzo mi pare abbia avuto un taglio diverso dalle altre, ma certamente rimane una puntata di Masterchef.

Secondo lei è proprio tanto incompatibile la filosofia Slow Food con trasmissioni come Master Chef? Voglio dire, non è effettivamente possibile che anche dai Cooking Show possa venire fuori una cucina di altissimo livello, giocata sulla materia prima d’eccellenzae sulla territorialità?

Ievolella bR: Questa è la domanda centrale. Tre anni fa con Fabrizio Ievolella abbiamo iniziato a parlare dell’idea di costruire assieme format televisivi basati sui concetti di Slow Food. Magnolia ha lavorato per parecchio tempo su queste idee, le ha portate alla propria casa madre, sono andate sulle scrivanie di alcuni pezzi da novanta della televisione mondiale. Ma non hanno avuto successo. Non c’è compatibilità, come dicevo prima, con il linguaggio che oggi è vincente in televisione. Forse ci vorrebbe una “slow tv”. Ma fare la “slow tv” non è il nostro mestiere. Viene meglio con il cinema: sin dal 2002 (prima edizione, con Paolo Sorrentino tra gli ospiti) abbiamo fatto Slow Food on Film. Nel cinema e soprattutto nei documentari ci sono tante cose davvero molto belle e molto slow! Con questa presenza a Masterchef abbiamo voluto in qualche modo “marcare il territorio”, dire che noi ci siamo se qualcuno è disposto a tentare una strada nuova e diversa per portare il cibo e i suoi protagonisti in televisione.

Come spiega, e si spiega, l’atteggiamento apparentemente contraddittorio di Carlo Petrini?

carlo-petriniR: Carlo non è contraddittorio. Lui in televisione è sempre andato poco. L’hanno invitato tantissime volte, anche trasmissioni da grande audience  – come ad esempio da Bruno Vespa –  e lui dice quasi sempre di no. Non ama i tempi fast, l’impossibilità di approfondire, il fatto che in televisione la forma conta molto più della sostanza. Lo capisco e in fondo gli do ragione: abbiamo quasi litigato pochi mesi fa quando è uscito il suo ultimo libro “Cibo e Libertà” e lui ha rifiutato qualsiasi invito in televisione. Gli ho detto «ma come pensi di far conoscere il tuo libro? Oggi i libri si presentano soprattutto in tv!». E lui mi ha risposto che se davvero è così, allora pazienza: «vorrà dire che venderemo meno copie». Ripeto, capisco il suo punto di vista. Ma allo stesso tempo non posso rinunciare all’idea che ci possa essere uno spazio “nostro” anche in questa tv. E Carlo non mi ha mai impedito di provarci, né quando facevo progetti con Ievolella, né quando gli ho detto che avremmo provato a fare Masterchef: come io rispetto le sue posizioni, lui rispetta i miei tentativi.

Cosa si sente di dire ai produttori per “rassicurarli” rispetto alla mission di Slow Food?

roberto-burdese1R:Un produttore che segue con attenzione il lavoro di Slow Food non dovrebbe avere bisogno di nessuna rassicurazione. Siamo in prima linea nell’educazione nelle scuole, dove lavoriamo da venti anni e dove abbiamo 450 orti: il più grande progetto di educazione alimentare che c’è oggi nella scuola italiana, fatto senza un euro di soldi del Ministero, senza che mai un Ministro ci abbia nemmeno detto grazie. Siamo in prima linea nella difesa della biodiversità, con l’Arca del Gusto e oltre 200 Presìdi solo in Italia, che hanno salvato altrettante produzioni. Siamo impegnati in una lotta impari contro le multinazionali che cercano di imporre le coltivazioni di Ogm in Italia. Stiamo combattendo perché si faccia una legge per arrestare il consumo di suolo. Facciamo mercati della terra e gruppi d’acquisto per aiutare i piccoli produttori a trovare uno sbocco di mercato. Passiamo ore e ore del nostro tempo a camminare le vigne, i campi, le osterie  – citando Veronelli –  per conoscere le donne e gli uomini che vogliamo al nostro fianco e a cui dedichiamo il nostro lavoro quotidiano.

burdese2Insomma, il 99,9% del nostro impegno è da sempre in quella direzione. Masterchef può essere stato, per alcuni, un esperimento infelice, un abbinamento sbagliato (per restare in termini enologici), ma chi ci vuole leggere più di questo o non ci conosce bene o non è del tutto in buona fede. In conclusione: ho l’impressione che la partecipazione a Masterchef non abbia … lasciato il segno nella storia, né in negativo (qualcuno ci ha criticato ma tutto sommato meno di quanto temevo), né in positivo (qualcuno ci ha cercato il giorno dopo, ma anche qui meno di quanti immaginavo). Alla fine ha ragione Carlin, ma adesso che abbiamo fatto un tentativo abbiamo un pezzo di esperienza in più su cui ragionare.

Alessandra Verzera

Foto: Web.

Tecnologia e vino: Diam Bouchage presenta “Diamant” ai Sommelier.

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Degustazione guidata Diam 27 febbraio a RomaDuecentocinquanta milioni di tappi messi in circolazione nel solo 2013, ovvero un incremento del 18% rispetto all’ ’anno precedente e una stima su base decennale che arriva a circa un miliardo di tappi immessi sul mercato. Questi i numeri che giovedì sera ha presentato in un esclusivo evento riservato ai sommelier della capitale DIAM Bouchage, leader mondiale nella produzione di tappi tecnici in sughero, presente sul mercato italiano dal 2003 grazie alla Paolo Araldo di Calamandrana (AT), distributore ufficiale per il nostro paese. “Riteniamo fondamentale creare occasioni di incontro come questa con la figura del sommelier” –  – ha spiegato Paolo Araldo, titolare del gruppo Paolo Araldo Srl – Belbo Sugheri – Diam Sugheri srl –- ” perché rappresenta l’’anello di contatto finale tra vino-tappo-consumatore. Le cifre di crescita positiva che abbiamo diffuso dimostrano che, nonostante il messaggio abbia impiegato un po’’ di tempo prima di essere pienamente compreso, oggi le cantine dopo averlo verificato nel tempo hanno scelto di avvicinarsi al prodotto. Il core business” –  – ha aggiunto Araldo – ” – è rappresentato dal Diam 5 ovvero quello con cui siamo nati, ma stanno arrivando consensi importanti anche per Diam 3 e Diam 2”.”

sommelier3Un incontro nato quindi con l’’obiettivo di fornire ad un pubblico di professionisti che quotidianamente operano nel settore del consumo e della comunicazione sul vino maggiori informazioni sul procedimento – esclusivo e brevettato – Diamant, oltre che dimostrare – attraverso la degustazione guidata dal Prof. Paolo Lauciani di vini provenienti da diverse regioni vitivinicole italiane “tappati DIAM” – le caratteristiche di neutralità sensoriale ed omogeneità. Caratteristiche esaltate anche da noti produttori presenti alla degustazione, che hanno espresso la loro soddisfazione per l’’utilizzo in cantina dei tappi DIAM e per il vantaggio da questi creato alle loro aziende sia in termini economici che di immagine. Il timore per molti infatti, è che dopo il lungo lavoro fatto per portare in cantina vini eccellenti la qualità potesse essere alterata dal sapore di tappo: rischio annullato da quando hanno scelto DIAM per le loro bottiglie.

Un momento della degustazione diam a Roma 27 febbraio“Il procedimento di purificazione del sughero – ha spiegato il Direttore Commerciale Italia della DIAM Jean Luc Ribot – avviene sottoponendolo prima di tutto a vagliatura per eliminare il legno e le polveri al fine di conservare solo la suberina ovvero la componente più nobile, e successivamente trattandolo con la CO2 supercritica (cioè tra lo stato liquido e gassoso) fino alla eliminazione totale del TCA (molecola responsabile del gusto di tappo) e di oltre 150 molecole causa di altre deviazioni sensoriali. Così purificata, la granella di sughero viene abbinata ad un legante insieme a microsfere idonee al contatto alimentare che conferiscono ai tappi Diam® e Mytik Diam® proprietà di elasticità e di omogeneità senza pari”. Omogeneità che si manifesta anche nelle prestazioni tecniche, ovvero nel comportamento regolare sulla linea di imbottigliamento e nell’’evoluzione controllata del vino in bottiglia. Ogni vino ha esigenze particolari di permeabilità e per questo Diam Bouchage ha declinato la gamma Diam® in diversi livelli di permeabilità e di durata di invecchiamento: in questo modo ogni produttore può disporre di un’’ampia scelta per trovare la soluzione più adatta al suo vino, tra quelle studiate per vini fermi che vanno dal Diam 2 al Diam 30, o Mytik Diam® per i vini frizzanti e spumanti.

Natale Giunta: un uomo libero senza più libertà.

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nataleE ‘ finalmente arrivata a conclusione la vicenda giudiziaria che ha coinvolto lo chef di Termini Imerese Natale Giunta, che nel 2012 aveva denunciato i suoi estorsori che gli avevano caldamente suggerito di “mettersi a posto”: ovvero, di pagare il pizzo.
E’ di questi minuti  la notizia della sentenza emessa dalla Terza Sezione del Tribunale di Palermo: a Giovanni Rao e Maurizio Lucchese sono stati comminati rispettivamente sette anni e otto mesi e sei anni e otto mesi per la presunta estorsione ai danni dello Chef de La Prova del Cuoco. Per entrambi quattro mesi in più rispetto alle richieste formulate dal PM Cristina Malagoli.
Per lo stesso reato sono stati processati con rito abbreviato anche Giuseppe Battaglia, Alfredo Perricone e Antonino Ciresi. A Giovanni Rao i erano anche stati precedentemente sequestrati beni per 650.000 euro.
Con Antonino Lucchese invece Giunta aveva sostenuto solo un paio di settimane fa un sofferto confronto in aula. In quell’occasione Giunta aveva ribadito di avere incontrato Lucchese  il 29 novembre 2011  e che questi gli avrebbe chiesto per la seconda volta di incontrare alcuni “suoi amici”. Lucchese d’altro canto era rimasto fermo nella sua posizione: “L’ho incontrato in altre occasioni, ma non quel giorno”, aveva detto. Giunta ed io ci siamo visti spesso – aveva proseguito – ci salutavamo ogni volta che ci vedevamo per caso, ma non quel giorno in via Siracusa”.
In occasione di quell’udienza e di quel confronto, in aula si era verificato un vero e proprio parapiglia: urla, spintoni, ingiurie, improperi e contumelie con esternazioni degne della miglior sceneggiata napoletana poste in essere dai congiunti degli imputati. Donne che si strappavano i capelli, bambini urlanti nei loro passeggini, testimoni inconsapevoli di atti veramente riprovevoli. Persino il figlio di Rao, costretto da un incidente su una sedia a rotelle, si era in quell’occasione lanciato a terra, creando ulteriore scompiglio.
giunta1Pesanti, in quella circostanza, gli attacchi dei parenti di Rao all’indirizzo di Natale Giunta. Una congiunta coinvolta nel siparietto era anche in stato di gravidanza. Ma le accuse più gravi sul capo dello Chef erano piovute da parte della madre di Rao: “Giunta ci ha rovinato, è un truffatore e Addiopizzo si è arricchita con questo. Non si pagano i debiti tentando la scalata antimafia . Noi non avevamo bisogno di soldi, non ce ne facevamo niente dei soldi di Giunta, se vuole glieli diamo noi a lui”.
In quella occasione Natale Giunta, visibilmente scosso ed amareggiato,  aveva persino rifiutato di commentare l’accaduto dicendo che certe cose si commentano da sole. Oggi per lo Chef si chiude un capitolo importantissimo con la condanna dei due per i quali le accuse a carico  sono tentata estorsione, danneggiamenti e minacce.
I fatti risalgono al 2012 e a quando Giunta era titolare della NG Service. In quell’occasione lo Chef, dopo essere stato più volte “avvicinato” dai due,  si era rivolto prima all’associazione antiracket Libero Futuro e subito dopo ai carabinieri, denunciando l’accaduto e le pressioni subìte.
giunta2Oggi la vicenda che ha suscitato non poche polemiche, giunge al termine: dopo il pronunciamento della sentenza in aula si sono verificati disordini che hanno richiesto l’intervento di una trentina di carabinieri, pronti ad intervenire visti i precedenti ed in previsione di  ulteriori reazioni scomposte, che in effetti non sono mancate. I parenti degli imputati infatti sono nuovamente insorti imprecando e facendo anche cadere locandine e manifesti anti racket affisse nei corridoi.
Per Giunta un momento di liberazione, anche se la sua vita rimane blindata e d anche se alla causa della libertà comune ha dovuto versare un contributo abbastanza oneroso: la libertà personale, condizionata dalla scorta assegnatagli per un evento che gli ha cambiato la vita e che è destinato a segnarlo per sempre.

A.Ve.

A Santa Maria delle Mole, Slow Food e il Mercato della Terra

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slow_foodTorna anche a marzo la spesa buona pulita e giusta di Slow Food. Mercato dei contadini, laboratori, eventi gli ingredienti del secondo appuntamento con il Mercato della Terra di Santa Maria delle Mole organizzato con il patrocinio del Comune di Marino domenica 2 marzo dalle 9:00 alle 13:30 in Piazza Sandro Sciotti a S. Maria delle Mole.

cardoneOgni prima domenica del mese sarà possibile acquistare il miele biologico dell’ Apicoltura Antica Praeneste, l’olio dell’azienda agricola Mauro Toppi, il vino della cantina Francesca Donati Cardone, le farine da grani antichi e i legumi dell’azienda agricola Poggi, biscotti e piccola pasticceria della Biscotteria Suljma, lumache da allevamento a ciclo naturale e ortaggi della Lumaca Castellana. Inoltre frutta e verdura dell’azienda agricola Antonella Neccia, ortaggi biologici ed erbe spontanee dell’Orto di Nonna Ersilia, artigianato da oggetti da riciclo realizzati da Antonella Tommasi. Formaggi a latte vaccino di Casale Nibbi, formaggi di capra – Presidio Slow Food della Marzolina, e i tartufi dell’azienda agricola La camosciata di Loris Benaquista, legumi, zafferano e la roveja – presìdio Slow Food dell’azienda agricola De Nicolo.

necciaI presìdi Slow Food sono prodotti che hanno avuto una storia difficile rischiando di scomparire, ma ora valorizzano territori, recuperano antichi mestieri e tecniche di lavorazione, espressione della cultura, della storia e delle tradizioni del territorio.

La condotta Slow Food Marino e Castel Gandolfo per il mese di marzo ha organizzato due laboratori rivolti a grandi e piccini.

Alle ore 10:30 laboratorio Cara Mella, I love you: Marco Mezzaroma de L’Orto dei Cuochi e Claudia Santoni mostreranno come fare in casa delle gelèe di frutta gustose e genuine perché i più piccoli possano capire che le caramelle sono buone se fatte a casa con la mamma.

Alle ore 11:30 laboratorio per adulti Amica Lumaca con lo chef, docente Master of Food, Giorgio Baldari per conoscere ed apprezzare questo animaletto che in silenzio e con lentezza ha viaggiato nella storia della gastronomia laziale. I partecipanti realizzeranno un piatto della tradizione della campagna romana. I posti sono limitati per cui è gradita la prenotazione

LegambienteSpazio anche alle associazioni del territorio. Il circolo di LEGAMBIENTE “Appia sud – Il Riccio” sarà presente anche questo mese con uno stand in cui trovare informazioni legate alle proprie attività e uno spazio didattico in cui i bambini potranno imparare divertendosi alcuni dei principi che regolano l’eco-sistema ambiente. Presente anche uno stand dell’associazione Città a Misura d’Uomo che dal gennaio 2013 si occupa di riqualificazione del territorio e attività solidali come recupero di terreni abbandonati, rinverdimento di aree pubbliche, raccolte alimentari e di abbigliamento per case famiglia.

poggiLa condotta Slow Food Marino e Castel Gandolfo non presenta un mercato qualunque, ma un luogo, dove si incontrano produttori e contadini, che con passione, raccontano i loro prodotti tutelando l’ambiente, i saperi tradizionali e le responsabilità sociali. Un luogo in cui poter fare una spesa consapevole, essere co- produttori, cioè consumatori sensibili all’ambiente, attenti al cibo e alla ricerca delle tradizioni e dei sapori antichi difendendo il proprio diritto al Piacere. Un luogo per i Laboratori di educazione Alimentare e Ambientale e per i Laboratori del Gusto.

La condotta di Marino e Castel Gandolfo vi aspetta domenica 2 marzo, ed ogni prima domenica di ogni mese, in piazza per camminare insieme verso un modello alimentare che sia socialmente ed ecologicamente sostenibile e per dire che il “Cibo potrà renderci liberi” perché il Cibo è Libertà

Vinitaly International: la crescita del settore vinicolo è donna.

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vinitalyVinitaly International continua ad accompagnare il settore enoico nel decisivo percorso di innovazione, che vede ancora una volta le donne che animano il comparto schierate in prima fila ad affrontare la sfida più attuale: lo sviluppo delle potenzialità del mondo digitale, a servizio di aziende e consumatori, confermando ancora una volta la loro costante curiosità e tensione verso l’innovazione.

Saranno infatti Marilisa Allegrini, responsabile marketing di Allegrini Estates, una delle aziende vinicole italiane più premiate e riconosciute al mondo e leader nella produzione del Valpolicella Classico; Camilla Lunelli, responsabile comunicazione del gruppo Lunelli, dell’omonima famiglia che da tre generazioni è a capo delle Cantine Ferrari, e Stevie Kim, Managing Director di Vinitaly International, a guidare H-ACK WINE, il primo hackathon dedicato esclusivamente al mondo del vino, dando le indicazioni per lo sviluppo dei progetti ai partecipanti.

hackH-ACK WINE, realizzato in collaborazione con H-Farm Ventures, la principale piattaforma digitale e incubatore di aziende tecnologiche italiane, si terrà l’1-2 marzo a Roncade (TV) presso la sede di H-FARM Ventures e radunerà i migliori giovani sviluppatori, specialisti della comunicazione e designer che avranno l’opportunità di mettere in pratica le proprie abilità nella progettazione di nuove soluzioni digital, seguendo le istruzioni delle prestigiose aziende lì rappresentate.

vino3L’esperienza e il carisma delle “Signore del vino” accompagneranno gli oltre 400 iscritti all’H-ACK WINE, che si dedicheranno per 24 ore non stop alla formulazione di nuove idee e soluzioni per superare i vincoli del business tradizionale, creando nuove opportunità di espansione per il mondo vinicolo.

L’appuntamento si preannuncia affascinante e interessante, guardando all’incontro tra la cultura e la tradizione che connota i brand italiani del settore vinicolo e le nuove modalità di interpretazione di questo mondo offerte dagli strumenti digitali. Nuove declinazioni da cui la prospettiva internazionale non può prescindere. Questa chiave di volta è stata ben interpretata negli ultimi anni da Veronafiere, che ha fatto di Vinitaly e Vinitaly International i trampolini di lancio per ambiziose iniziative volte a rendere, attraverso i canali digitali, il dialogo B2C e B2B costante e proficuo. Chiari esempi in questo senso sono Vinitaly Wine Club – il portale dedicato alla scoperta della cultura enologica italiana – lanciato nel 2013 o il più recente Vinitaly International Importer Connect presentato a Vinitaly USA 2014, che ambisce a favorire l’incontro tra importatori e distributori di vino su scala internazionale, attraverso un articolato processo di matching B2B.

Riccardo_DonadonIn occasione della presentazione di H-ACK Wine, Riccardo Donadon, fondatore di H-FARM sottolinea: “È per me un onore collaborare con un’azienda leader come Vinitaly nella realizzazione di questa maratona di ‘brainstorming digitale’, mettendo a disposizione dei ragazzi la propria esperienza e competenza. È bello ritrovarsi uniti nel desiderio di costruire qualcosa di innovativo e di unico per i giovani, che hanno sempre più necessità di capire il mondo delle aziende e allo stesso tempo hanno l’opportunità di contribuire allo sviluppo di nuove idee”.

“Questo evento apre grandissime prospettive per il mondo del vino italiano e sottolinea il ruolo decisivo delle donne nel cogliere le nuove opportunità offerte dagli strumenti digitali – aggiunge Stevie Kim –. Fino ad oggi la promozione e la comunicazione del vino nel mondo è stata portata avanti più o meno con le stesse modalità e i suoi canali sono rimasti inalterati per anni. Il nostro intento con H-ACK WINE è quindi quello di instillare un elemento di novità e di rigenerazione nel sistema di comunicazione e promozione del vino italiano”.

bottiglieA conclusione dell’incontro, i team che presenteranno i progetti migliori si aggiudicheranno un premio messo in palio da ciascuna azienda e avranno la possibilità di far parte di H-Camp, il programma di accelerazione intensivo di H-Farm, dove potranno portare avanti il loro progetto a dare il vita a una propria attività o piccola impresa innovativa. H-ACK WINE costituirà un’opportunità in più per i giovani audaci e ambiziosi che credono fortemente nella rete come strumento decisivo per costruire la propria carriera e un’occasione per trovare, nell’ambizione e nell’intraprendenza delle sue protagoniste, una fonte di ispirazione e un modello.

 

“A regola d’arte”: i laboratori dei Musei del Cibo. Il calendario.

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prosciuttoProsciutto, Parmigiano Reggiano, Salame e Pomodoro: quattro prodotti per quattro musei. E saranno proprio questi prodotti tipici del nostro territorio, fatti “a regola d’arte” e conosciuti in tutto il mondo, i protagonisti dei laboratori che l’Associazione GOOGOL terrà nei giorni 8, 19 e 15,16 marzo presso le sedi dei Musei del Cibo in occasione della loro riapertura annuale.
Un modo divertente e coinvolgente per scoprire che la scienza non se ne sta chiusa solo nei libri, ma che, a saperla cercare, è presente anche in molte cose che ci circondano; anche nei prodotti alimentari che ci sono più familiari, che fanno parte del nostro quotidiano e della storia del nostro territorio. E per capire come anche il saper fare e le capacità manuali possono portare a risultati inattesi e sorprendenti.
I laboratori affronteranno, con attività adatte all’età dei giovani scienziati, le tecnologie di produzione e le caratteristiche dei prodotti dei Musei, facendo emergere alcuni aspetti scientifici sui quali i bambini potranno indagare in modo divertente e rigoroso allo stesso tempo. Tanti esperimenti e attività da fare in prima persona e da svolgere con precisione, lasciando spazio all’elaborazione di teorie e riflessioni personali, perché l’esperienza possa essere un vero e proprio veicolo di apprendimento.
parmigianoAl Museo del Parmigiano Reggiano si indagheranno le caratteristiche chimico-fisiche del latte che servono all’arte casearia; al Museo del Pomodoro si affronteranno temi legati alla conservazione dei vegetali; al Museo del Salame ci si divertirà a trasformarsi in piccoli norcini, creando un mini-salame come souvenir; al Museo del Prosciutto ci si confronterà con le proprietà del sale da cucina, con il problema delle ossidazioni e con un “fiuto da segugi”.

L’Associazione GOOGOL, che terrà i laboratori, collabora da anni con i Musei del Cibo, svolgendo presso le sedi dei Musei, attività didattiche per gruppi e scuole. GOOGOL vanta un’esperienza di ormai 15 anni nel campo della divulgazione della scienza ed è formata da persone specializzate in diversi campi scientifici, tra i quali, in particolare, anche in Scienza degli Alimenti. GOOGOL partecipa a eventi legati al territorio così come a manifestazioni di divulgazione scientifica di carattere nazionale e internazionale. E’ da anni membro di ECSITE, il network europeo dei musei e dei centri della scienza.

Parma_i_Musei_del_ciboI laboratori “A regola d’arte” si svolgeranno presso le sedi dei Musei del Cibo, nelle seguenti date:

sabato 8 marzo 2014 “Museo del Parmigiano Reggiano” di Soragna
domenica 9 marzo 2014 “Museo del Pomodoro” di Giarola
sabato 15 marzo “Museo del Salame” di Felino
domenica 16 marzo “Museo del Prosciutto” di Langhirano
I laboratori inizieranno alle 16,00 e avranno la durata di un’ora circa.I laboratori sono adatti ai bambini delle scuola primaria, dai 6 agli 11 anni.
La partecipazione è gratuita; un adulto accompagnatore avrà diritto a un ingresso gratuito

La nuova stagione dei Musei del Cibo della Provincia di Parma è ormai alle porte.

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Parma_i_Musei_del_ciboI “Musei del Cibo della Provincia di Parma” riaprono dal I Marzo per accogliere visitatori e scuole e far scoprire la storia delle eccellenze della Food Valley: Parmigiano Reggiano, Pomodoro, Salame e Prosciutto.

Parmigiano Reggiano, Pomodoro, Salame e Prosciutto, non sono solo alcuni degli ingredienti tradizionali della cucina italiana; nel territorio di Parma questi quattro prodotti significano territorialità, tipicità e gusto. Il circuito museale “I Musei del Cibo della Provincia di Parma”, celebra dal 2003 le eccellenze gastronomiche del territorio con quattro musei dedicati.

Dopo la pausa invernale i Musei del Cibo riaprono ai visitatori, a Marzo, e oltre agli orari consueti propongono anche un calendario ricco di eventi che coprono tutto il periodo di attività, fino a Dicembre, con giornate di apertura speciali e laboratori didattici per bambini per “apprendere divertendosi”, permettendo ai piccoli ospiti di entrare in contatto con realtà a loro poco conosciute e informazioni difficilmente reperibili in altro modo.

parmigianoSituati in luoghi o strutture di interesse e integrati con il territorio circostante, i Musei del Cibo della Provincia di Parma sono realtà in cui sopravvivono la storia e la tradizione gastronomica e si intrecciano a quelle del territorio fino a creare una dimensione unica nel suo genere, un patrimonio che attrae ogni anno decine di migliaia di turisti italiani ed europei.
La particolarità delle strutture risiede non solo nel valore storico/architettonico dei luoghi in sé ma anche nel saldo legame tra edilizia e contenuti ospitati: il Museo del Parmigiano, a Soragna, è situato in un ex caseificio; quello del Prosciutto, si trova nell’ex Foro Boario di Langhirano, zona di lavorazione e commercio delle carni suine; il Museo del Pomodoro ha sede nella Corte di Giarola, storico centro di trasformazione agroalimentare medievale e il Museo del Salame è situato nelle cantine del Castello di Felino, ambienti da sempre scelti per la conservazione e la stagionatura dei salumi.
I Musei resteranno aperti tutti i week end, compresi i giorni di Pasqua e Pasquetta (20 e 21 aprile).

Ferdinando Buffini: quando il pane diventa impresa.

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Il fornaio Fernando Buffini dell'Antico Forno Panci protagonista alla Circoscrizione Centro della seconda serata dedicata all'arte della panificazioneSi è svolto ieri al Centro Civico di Via Milano il secondo appuntamento con l’arte della panificazione e la Bozza Pratese: è stata la volta della Circoscrizione Centro, presieduta dall’avvocato Massimo Taiti, ospitare il seminario dal titolo “L’arte della panificazione. Condividere una passione”, organizzato e promosso dall’Assessorato alle Attività Produttive del Comune di Prato in collaborazione con le cinque circoscrizioni cittadine e rivolto alla cittadinanza.

Sembra inarrestabile la tendenza che spinge sempre più consumatori a fare la spesa presso ipermercati e grandi magazzini che facendo leva principalmente sui prezzi raggiungono numeri di clienti da capogiro. Neanche le attese nei parcheggi e le file chilometriche davanti alle casse riescono a scoraggiare le fiumane di persone che nei fine settimana prendono di assalto i centri commerciali. Il piccolo negozio di quartiere, il forno, sembra però resistere a tali attacchi; non soltanto per una differenziazione e unicità del prodotto, ma anche per il ruolo che svolge per la propria comunità, continuando a rappresentare un luogo di incontro e di socialità.

pane2Sentirsi chiamare per nome e ricevere ogni mattina il solito sorriso sono valori che assumono un’importanza fondamentale in un tempo di crisi non solo economica ma anche relazionale. Momenti di ritrovo che nascosti dietro a gesta quotidiane e apparentemente banali portano ad una riscoperta della propria identità riconosciuta dall’altro e ad un senso di appartenenza che viene vissuto in poche altre occasioni che questa vita frenetica ci offre. Secondo una ricerca di Confcommercio e FIDA il 30% dei consumatori fa la spesa dal piccolo negoziante di quartiere, ed è la soddisfazione data dal mantenimento delle “promesse di base” la motivazione di scelta relativa al processo di acquisto; per prima la qualità dei prodotti freschi (93%), poi l’accessibilità (42% ) e la presenza di prodotti locali 36%.

Ce ne parla Fernando Buffini, imprenditore tessile, titolare di tre forni in città.

pane3La sua storia di imprenditore nasce nel settore tessile. Come mai ha deciso di diversificare la sua attività investendo nel settore della panificazione?

Mi ha sempre attratto il pane, primo alimento, l’essenza della vita. Quella del forno è stata una grande opportunità che mi si è presentata due anni fa. Adesso seguo i negozi di Via Pistoiese a Montemurlo e a Grignano. Quando ho iniziato c’erano 8 persone a lavorare nei forni, oggi diamo lavoro a 13 dipendenti, e la passione per questo lavoro viene premiata dai nostri clienti, basti pensare che l’anno scorso abbiamo consumato circa 141 mila chili di farina. La strategia della nostra famiglia è provare a fare sempre qualcosa in più. Il tessile ha una sua storia, ma abbiamo deciso di muoverci su più direzioni e dare modo di lavorare a chi ha voglia, soprattutto giovani. Abbiamo infatti quattro apprendisti.

panciQuali sono le esigenze che ci spingono ancora a frequentare il negoziante di fiducia per la piccola spesa quotidiana?

Noi puntiamo molto sull’accoglienza e la cordialità, l’ospitalità infatti è fondamentale a creare quel rapporto di fiducia e fidelizzazione che vogliamo con i nostri clienti. La cordialità è la caratteristica che deve avere la persona al banco oltre a fornire prodotti di qualità.

Crede che tali negozi del dettaglio specializzato continueranno a rappresentare anche in futuro un punto di riferimento per il consumatore?

Rimarranno fondamentali per la piccola spesa quotidiana. il forno è e deve rimanere luogo di incontro per l’intero quartiere. Questo è il vero valore aggiunto che ci permettere di distinguerci ed essere unici rispetto alla grande distribuzione. L’importante è non fermarsi avere fiducia nel futuro e investire in segmenti diversi, Prato è un vulcano di idee, ha risorse, anche nel nostro forno non ci siamo fermati solo alla bozza pratese studiando l’evoluzione della bozza dal nome ‘brutto buono’, un pane tutto da scoprire.

 

I segreti dello Chef Natale Giunta svelati ai clienti dei Supermercati Giaconia

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giuntaCome preparare e servire i sapori tipici della tradizione siciliana non sarà più un “segreto dello chef”. Arriva on line un canale dedicato alla buona cucina e sponsorizzato dai Supermercati Giaconia, con una firma d’eccezione: Natale Giunta.

Lo chef, noto per le sue partecipazioni televisive e per le prese di posizione contro il racket – con la sua partecipazione attiva all’associazione AddioPizzo – ha avviato una collaborazione con il gruppo Giaconia, per la promozione dei sapori locali. È già su youtube, reperibile sul canale Gusto DiVino Channel, la ricetta della posta alla norma con tutti i trucchi per trasformare un piatto semplice in un capolavoro. I consigli dello chef saranno presto anche sulla pagina web www.giaconiasupermercati.com, sito d’informazione del gruppo dove si trovano tutte le informazioni utili per i clienti, con dettagli importanti sulle scelte di qualità operate dalla catena di supermercati: dalla promozione del chilometro zero e dei prodotti di prossimità in genere – per accorciare la filiera che porta in tavola la spesa quotidiana – fino alle offerte promozionali dei supermercati delle province di Palermo, Trapani e Caltanissetta.

nataleLe video Ricette potrete trovarle sulla pagina ufficiale “supermercati giaconia” o sulla pagina Facebook dello “chef natale giunta”

“La collaborazione con Natale Giunta – ha commentato l’imprenditore Francesco Giaconia – vuole essere un piccolo omaggio e un’attenzione in più per i nostri clienti abituali e per chi vuole conoscerci meglio. Abbiamo sempre puntato su qualità e controllo dei prodotti che arrivano sulla tavola di chi fa la spesa da noi. Invitare i nostri clienti a scoprire come mettere insieme per potenziare al meglio questi sapori, dei quali garantiamo personalmente la bontà, ci sembra il giusto coronamento di un percorso importante. Per questo invito tutti a seguire le video lezioni del bravissimo Natale Giunta, su Gusto DiVino channel, dove sarà possibile trovare tutte le Lezioni di G, realizzate da un’idea di Dario Guarcello e Vincenzo La Franca” con la collaborazione di Nucciarte produzione.

Sebastiano Fortunato: “Il futuro dell’agricoltura sono i giovani”

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Sebastiano Fortunato, presidente del consorzio pomodoro IGP Pachino e titolare dell’azienda Fortunato, pochi giorni dopo il suo rientro dalla Fruit Logistica di Berlino, ci racconta il futuro prossimo dell’ “oro rosso” di Sicilia. Uno dei passi certi da compiere riguarda la certificazione e la riconoscibilità del prodotto. La nostra intervista.

fortunatoPresidente Fortunato, Lei ha dichiarato al ritorno dal Fruit Logistica: “Mi riterrò soddisfatto solo se entro il 2014 si creerà una rete comune per affrontare i mercati”. Gli imprenditori siciliani, parlano di far rete, ma nei fatti lavorano e pensano sempre in autonomia. Crede che questa scuola di pensiero possa cambiare? Gli imprenditori, non riescono a far rete per “carattere autonomo”, se così si può dire, o perché non trovano il giusto modo di lavorare insieme?

Rinunciare a credere che si possa cambiare equivarrebbe a lasciare la nostra terra, il nostro lavoro e le nostre città in mano alla rassegnazione: si può cambiare nella misura in cui ci si tenta e, pur non riuscendoci immediatamente tante volte, ci si riprova! Il nostro percorso verso una commercializzazione condivisa va avanti da tanti anni, ma credo che adesso si siano create delle condizioni particolari per cui si possano raccogliere risultati concreti. Innanzitutto il grande lavoro che il Consorzio Pomodoro di Pachino Igp ha fatto in questo anni in termini di tutela e promozione ha creato una consapevolezza diffusa del valore del prodotto e della sua unicità. Su queste basi possiamo creare delle intese commerciali di cui non si occuperà il Consorzio ma una rete alternativa a cui stiamo proprio lavorando in questi giorni.

pomodorino-pachino-2-ricetteok-310x248Il mio obiettivo è di riuscire a partire entro il 2014. Ma a questo si arriva attraverso delle tappe ragionate: anzitutto il mercato globale si affronta oggi attraverso una buona programmazione che diventi la base della produzione.Si deve poi lavorare alla certificazione del prodotto e alla sua riconoscibilità, per giungere all’aggregazione dell’offerta, fase imprescindibile visto che la domanda può fare la parte del leone proprio perché è aggregata e organizzata. Siamo già a buon punto sulle certificazioni e ben posizionati sul riconoscimento del prodotto. Al resto occorre lavorare con impegno.

Notizia di questi giorni, dati Istat, è che l’Italia sta avendo una leggera ripresa, seppur con l’export. A quali mercati desiderate rivolgervi?

igp1Il nostro prodotto, proprio per le sue caratteristiche uniche al mondo, ha ancora grandi spazi di mercato da conquistare. A settembre sono stato in Russia e sono stato accolto con grande interesse, lo stesso che ritrovo negli altri appuntamenti come il Marca a Bologna, il Fruitlogistica a Berlino. Anzitutto lavoreremo per i mercati europei,che ancora hanno interessanti spazi da conquistare, ma allo stesso tempo guardiamo anche oltre. Vorrei però ribadire che la nostra “conquista dei mercati” non è basata solo sulla diffusione di un prodotto certamente unico al mondo, ma anche del territorio da cui esso proviene e a cui deve le sue caratteristiche. Intendiamo sensibilizzare i mercati esteri sulla bellezza e ricchezza del nostro territorio: crediamo che il pomodoro Igp di Pachino possa farsi ambasciatore di gusto ma anche di bellezza nel mondo.

Il problema dell’Italia, e soprattutto del Sud, sono le infrastrutture, le materie eccellenti ma pagate poco, e la manodopera troppo spesso sottopagata e non di qualità. Rivolgendosi a mercati esteri, come pensate di superare ciò e commercializzare oltre confine?

pachinoQuesto rappresenta uno dei problemi principali. Purtroppo il territorio è ancora in condizioni primordiali per quanto riguarda le infrastrutture e ci scontriamo con queste difficoltà tutti i giorni. Nella commercializzazione all’estero queste difficoltà di amplificano, rendendo troppi i giorni di viaggio per un prodotto “fresco” come il nostro. Su questo versante chiediamo uno scatto d’orgoglio alla classe politica siciliana, che deve farsi carico di queste problematiche se vuole incidere davvero sullo sviluppo economico del territorio.

Progetti per l’Italia e per la Sicilia?

cilieginoIl nostro impegno èquello di rafforzare la riconoscibilità del nostro prodotto attraverso delle importanti azioni di comunicazione e informazione. É ad esempio importantissimo chiarire che Pachino è un luogo e non una varietà di pomodoro! Questo fa tutta la differenza del caso: significa che il Pomodoro di Pachino può essere prodotto solo in un’area territoriale ben connotata e legalmente circoscritta e non ovunque. La contraffazione e la cattiva informazione sono per noi i principali nemici da combattere e ci dedicheremo, come facciamo da anni, a questo problema. Dall’altra parte intendiamo portare avanti delle azioni di aggregazione territoriale, che possano dare visibilità al territorio attraverso il nostro prodotto e che diventino l’identità in cui sempre più produttori possano riconoscersi.

Le due eccellenze italiane sono la moda e l’enogastronomia. Ai giovani in cerca di un mestiere, non per forza da dirigenza, il Pomodoro Igp, può essere una via da perseguire?

Fruit-LogisticaCertamente! Credo che i giovani in agricoltura siano una risorsa importante, perché potrebbero trasferire energie nuove e punti di vista inediti in un campo che è profondamente legato alla tradizione ma che ha anche bisogno di freschezza e innovazione. Dico sempre che abbiamo l’oro sotto i piedi e spesso non sappiamo sfruttarlo. L’agricoltura rimane uno dei comparti economici trainanti dell’Italia e soprattutto della Sicilia: rinnoviamola con modelli di rete che sono certo porteranno i loro risultati.

Giuliana Avila

 

Foto: Web e giornaledisiracusa.com