Natale Giunta: un uomo libero senza più libertà.

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nataleE ‘ finalmente arrivata a conclusione la vicenda giudiziaria che ha coinvolto lo chef di Termini Imerese Natale Giunta, che nel 2012 aveva denunciato i suoi estorsori che gli avevano caldamente suggerito di “mettersi a posto”: ovvero, di pagare il pizzo.
E’ di questi minuti  la notizia della sentenza emessa dalla Terza Sezione del Tribunale di Palermo: a Giovanni Rao e Maurizio Lucchese sono stati comminati rispettivamente sette anni e otto mesi e sei anni e otto mesi per la presunta estorsione ai danni dello Chef de La Prova del Cuoco. Per entrambi quattro mesi in più rispetto alle richieste formulate dal PM Cristina Malagoli.
Per lo stesso reato sono stati processati con rito abbreviato anche Giuseppe Battaglia, Alfredo Perricone e Antonino Ciresi. A Giovanni Rao i erano anche stati precedentemente sequestrati beni per 650.000 euro.
Con Antonino Lucchese invece Giunta aveva sostenuto solo un paio di settimane fa un sofferto confronto in aula. In quell’occasione Giunta aveva ribadito di avere incontrato Lucchese  il 29 novembre 2011  e che questi gli avrebbe chiesto per la seconda volta di incontrare alcuni “suoi amici”. Lucchese d’altro canto era rimasto fermo nella sua posizione: “L’ho incontrato in altre occasioni, ma non quel giorno”, aveva detto. Giunta ed io ci siamo visti spesso – aveva proseguito – ci salutavamo ogni volta che ci vedevamo per caso, ma non quel giorno in via Siracusa”.
In occasione di quell’udienza e di quel confronto, in aula si era verificato un vero e proprio parapiglia: urla, spintoni, ingiurie, improperi e contumelie con esternazioni degne della miglior sceneggiata napoletana poste in essere dai congiunti degli imputati. Donne che si strappavano i capelli, bambini urlanti nei loro passeggini, testimoni inconsapevoli di atti veramente riprovevoli. Persino il figlio di Rao, costretto da un incidente su una sedia a rotelle, si era in quell’occasione lanciato a terra, creando ulteriore scompiglio.
giunta1Pesanti, in quella circostanza, gli attacchi dei parenti di Rao all’indirizzo di Natale Giunta. Una congiunta coinvolta nel siparietto era anche in stato di gravidanza. Ma le accuse più gravi sul capo dello Chef erano piovute da parte della madre di Rao: “Giunta ci ha rovinato, è un truffatore e Addiopizzo si è arricchita con questo. Non si pagano i debiti tentando la scalata antimafia . Noi non avevamo bisogno di soldi, non ce ne facevamo niente dei soldi di Giunta, se vuole glieli diamo noi a lui”.
In quella occasione Natale Giunta, visibilmente scosso ed amareggiato,  aveva persino rifiutato di commentare l’accaduto dicendo che certe cose si commentano da sole. Oggi per lo Chef si chiude un capitolo importantissimo con la condanna dei due per i quali le accuse a carico  sono tentata estorsione, danneggiamenti e minacce.
I fatti risalgono al 2012 e a quando Giunta era titolare della NG Service. In quell’occasione lo Chef, dopo essere stato più volte “avvicinato” dai due,  si era rivolto prima all’associazione antiracket Libero Futuro e subito dopo ai carabinieri, denunciando l’accaduto e le pressioni subìte.
giunta2Oggi la vicenda che ha suscitato non poche polemiche, giunge al termine: dopo il pronunciamento della sentenza in aula si sono verificati disordini che hanno richiesto l’intervento di una trentina di carabinieri, pronti ad intervenire visti i precedenti ed in previsione di  ulteriori reazioni scomposte, che in effetti non sono mancate. I parenti degli imputati infatti sono nuovamente insorti imprecando e facendo anche cadere locandine e manifesti anti racket affisse nei corridoi.
Per Giunta un momento di liberazione, anche se la sua vita rimane blindata e d anche se alla causa della libertà comune ha dovuto versare un contributo abbastanza oneroso: la libertà personale, condizionata dalla scorta assegnatagli per un evento che gli ha cambiato la vita e che è destinato a segnarlo per sempre.

A.Ve.

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