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Catania attende con ansia “Master Foodie”. La brigata del cooking show più amato del momento sbarca alle pendici dell’ Etna.

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ignoto«Manifestazioni come questa, se organizzate bene, avvicinano il pubblico al nostro mondo, facendo comprendere allo stesso tempo quanto diventi più bella e importante la vita se il cibo è sempre di qualità”. Come non dare ragione a Giuseppe Ignoto, Bailli del Bailliage Catania de “La Chaine des Rôtisseurs”, che ha subito accolto l’invito a partecipare alla serata catanese di “Master Foodie Sicilia”, primo cooking show rivolto ai food bloggers che dovranno cimentarsi davanti a fornelli professionali per dimostrare di avere stoffa e capacità di vincere una prova non indifferente.
natale giunta 2 - chefA giudicare i loro piatti saranno, infatti, chef del calibro di Peppe Giuffrè, presidente dalla giuria tecnica, Gigi Mangia e Natale Giunta, ma anche rappresentanti di associazioni di categoria quali Domenico Privitera, vicepresidente della Federazione Cuochi Etnei di Catania; Giuseppe Ignoto, Bailli del Bailliage Catania de “La Chaine des Rôtisseurs”; Vittorio Cardaci, delegato Fisar Catania; Luciano Graziano, GMR Amira Catania; Daniele Sgroi, del Gambero Rosso; Rosetta Cartella, dell’Accademia Italiana della Cucina. Del mondo della stampa, ci saranno Alessandra Verzera, direttore di “Sceltedigusto.it”, il giornale enogastronomico online che ha pensato e sta organizzando l’evento, peraltro presidente della giuria critica, e Concetto Mannisi, segretario dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia.
logo chaine«La nostra è una confraternita dove si entra ancora con il giuramento della spada – spiega Ignoto, Bailli -. Siamo l’unica realtà al mondo che vede incontrarsi due categorie: i professionali e gli amatori. Per cui, abbiamo cuochi, sommelier, ristoratori e giornalisti, poi persone che si occupano semplicemente di buona cucina, di buon vino e di semplice gastronomia. A Catania siamo 25: sembrano pochi, ma la nostra politica è quella della selezione. Infatti, quando si fa domanda per entrare a fare parte della nostra organizzazione, si deve attendere l’approvazione del Bailli locale, di quello regionale e dell’altro nazionale. Per noi è fondamentale».
cardaciPresente, tra i giurati, anche il delegato Fisar di Catania, prima storica associazione di somelleria catanese, con a capo uno chef come Nino Statella.
«Da venti anni teniamo corsi per sommelier – dice Vittorio Cardaci – ma non solo. Io, poi, per due mandati ho ricoperto anche la carica di presidente nazionale. Normalmente ogni anno abbiamo circa 200 soci attivi, praticamente la delegazione più numerosa. Ci possiamo vantare di avere avuto e di avere docenti per ogni argomento. Non dovrei dirlo io, inoltre, ma ci distinguiamo per l’alta qualità dei prodotti che utilizziamo durante le degustazioni, nei nostri corsi, sottolineando il fatto che i vini noi li compriamo e non ce li facciamo regalare da nessun produttore. Una scelta ben precisa, che ci consente di essere super partes. Per esempio, da tanti anni diamo assistenza tecnico logistica alla Guida dei Vini dell’Espresso, organizzando eventi di un certo tipo dove diamo la possibilità, a chi partecipa, di degustare centinaia di bottiglie anche di produttori non fortemente conosciuti, non blasonati. Cerchiamo di rimanere lontani da tutte le logiche commerciali e di mercato che inficiano il settore. A “Master Foodie” abbiamo deciso di partecipare perché è una di quelle attività che parlano di eccellenza siciliana».
colore1-1Se, poi, parliamo di ristorazione, l’Amira è una realtà che svolge un altro ruolo di primo piano all’interno di questo mondo, essendo una delle più importanti organizzazioni di Maître Italiani, Ristoranti e Alberghi che guardano in modo particolare ai giovani e alla loro energia.
logo-amira«Si diventa Grandi Maestri della Ristorazione solo per meriti particolari – chiarisce Luciano Graziano, Gran Maestro della Ristorazione e Fiduciario AMIRA Catania – per quel talento personale che eccelle in particolari dimostrazioni, ma anche per l’esperienza fatta sul campo. E’ un lavoro impegnativo che deve guardare a tanti aspetti. Nella nostra provincia siamo circa 80 soci, un buon numero rispetto al resto dell’Italia. Operiamo da due anni con le scuole di ristorazione, dando modo ai ragazzi di uscire e andare a lavorare prima possibile. La formazione si mette a frutto solo quando ci si prova sul campo. Sentita la nostra partecipazione a “Master Foodie” perché crediamo nel valore della sinergia».
E che “Master Foodie” sia una manifestazione che guarda a tutti, scambiando saperi e “sapori” nessuno lo può mettere in dubbio.
cartella«E’ un’ottima ulteriore occasione per incontrarsi e scambiarsi conoscenze – afferma Rosetta Cartella, dell’Accademia Italiana della Cucina – consapevoli dell’importanza del buon cibo e di quello che vuol dire per la crescita sana di una comunità. Io sono una dirigente scolastica e so bene quant’è difficile parlare del cibo che ci nutre bene ai bambini. Grazie, però, a un’esperienza in atto con la Coldiretti, stiamo facendo un percorso che punta in questa direzione».
Affermazioni che riempiono il cuore, facendo credere ancora di più che la formula scelta, quella che prevede la gara tra le food bloggers ma anche il diretto coinvolgimento di questi e tanti altri soggetti, sia vincente.

minaE non solo a breve termine. Ora resta solamente di dare nuovamente il via alle danze e, come a Palermo, riempirsi l’anima di sapori, odori e colori, frutto delle laboriose manine di queste 5 “chef per una notte”, che attingeranno alla tradizione gastronomica siciliana per offrire una vera esperienza sensoriale. E stiano certi, coloro i quali hanno deciso di esserci domani sera al Minà, qualità e divertimento sono assicurati.

Bianca Palermo

Congresso Slow Food Italia. Petrini: “Il nostro Expo si chiama Terra Madre”

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congresso slow foodSi sono accese ieri le luci sull’VIII Congresso nazionale di Slow Food Italia, da ieri a domenica a Riva del Garda, e che riunisce i 771 delegati dell’associazione da tutto lo Stivale. Molti i temi portati sul tavolo da Roberto Burdese nella suo ultimo intervento come presidente di Slow Food Italia, dal consumo di suolo alla lotta agli Ogm, dai fondi della Pac al rapporto tra cibo e legalità. Ma ce n’è uno che oggi più che mai è di forte attualità: l’Expo 2015.

burdese «Noi saremo all’Expo perché vogliamo evitare che finisca per predominare la voce di quelle multinazionali o di quei Paesi che avranno sì padiglioni meravigliosi, ma che allo stesso tempo affamano l’Africa con il land grabbing», esordisce Burdese. «Riflettiamoci un attimo: facciamo l’Expo per capire come nutrire il pianeta e allo stesso tempo migliaia di metri di suolo agricolo sono sacrificati per costruire il sito. Da sempre noi ci occupiamo dei temi al centro dell’Expo, e continueremo a farlo anche dopo. La sfida del 2015 allora è questa: proponiamo a ogni italiano di fare l’expo ogni giorno, anche se non visiterà la fiera. Diventiamo co-produttori, difendiamo il nostro pianeta». Non possono mancare i riferimenti alle grandi sfide europee: «abbiamo bisogno che i fondi della PAC siano destinati a chi fa agricoltura biologica e biodinamica, a chi difende i suoli, a chi difende la biodiversità tutelando i saperi». E termina con un appello all’associazione che ha diretto negli ultimi otto anni: «non perdiamo di vista il nostro carattere e i nostri pilastri fondamentali, il nostro mettere la dimensione locale al centro di tutte le azioni e i progetti».

maurizio-martina«Voi di Slow Food esprimete un pezzo formidabile dell’impegno di questo paese. È fondamentale ora costruire una prospettiva per il futuro, riconoscendo alcune parole d’ordine fondamentali e recuperando un progetto collettivo», ha esordito il Ministro alle politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina. «Expo è una grande occasione perché è la metafora del tentativo che l’Italia deve far per guadagnare un po’ di fiducia in sé stessa. Non accetto che l’Italia rinunci a un grande obiettivo come quello, significherebbe dimostrare al mondo che questo paese è finito. Oggi il grado di determinazione e le responsabilità sono ancora maggiori. Ma dobbiamo stare al tema e alla potenza di quella sfida, preparandoci al confronto con modelli e soluzioni differenti dalle nostre. Per me questo significa non solo preservare, ma potenziare le peculiarità dei nostri territori e della nostra visione del mondo» .Il Ministro conclude con i progetti per il futuro, dalla Pac al ruolo dei giovani in agricoltura, «misure che possono aiutare l’Italia a uscire dalla crisi e recuperare energia positiva. Questa è la sfida che vi lancio, aiutateci a tenere largo l’orizzonte e a segnalarci eventuali cambiamenti di rotta, saremo pronti ad accoglierli come abbiamo fatto con il progetto Campolibero che entro maggio diventerà un decreto anche grazie al lavoro condiviso con tutto il settore».

Carlo-PetriniLa parola è passata poi a Carlo Petrini: «Cominciamo proprio dall’Expo: all’inizio non era inteso come una vetrina, ma come un’occasione per confrontarsi sul diritto al cibo, la sovranità alimentare e la sostenibilità ambientale. Noi ci saremo per portare il nostro contributo ma vorrei ricordarvi che il nostro Expo si chiama Terra Madre e non dura sei mesi. Sono dieci anni che facciamo l’Expo, e lo facciamo nei campi e nelle savane. Lo facciamo con un’idea partita da una piccola città piemontese e che ha poi conquistato il mondo intero. Il mio appello è quindi essere coraggiosi, visionari e pragmatici. Dobbiamo essere solidali con gli ultimi, fare una grande rivoluzione umana in cui è l’amore fraterno a guidare le nostre azioni. Ed è per questo che abbiamo lanciato sfide ambiziose che possono sembrare impossibili, come creare 10.000 orti in Africa. Orti con cui rendere i giovani africani artefici del loro destino, orti che devono farci capire che dobbiamo tutti essere africani, tutti inseguire un sogno». E Petrini ha concluso con un augurio alla nuova classe dirigente che emergerà dopo questi tre giorni di lavori congressuali: «Non lasciamo che le logiche della vecchia politica entrino nelle nostre sfide, altrimenti come potremo spiegarlo ai nostri fratelli africani? L’intelligenza affettiva e l’austera anarchia sono le coordinate di un grande movimento. Non perdiamole». Ora tocca alle due squadre candidate presentare il loro programma. E domenica scopriremo il nuovo presidente di Slow Food Italia.

Master Chef. Eleonora Federici: “di me è passato un messaggio sbagliato”.

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eleonoraEleonora Federici, sulla carta gemmologa ma con una passione ardente per la cucina che l’ha portata a Master Chef con un più che dignitoso piazzamento. Diretta, schietta e senza peli sulla lingua, Eleonora non era tra i favoriti nel gradimento del pubblico, ma ha comunque portato a casa un bel quinto posto. Cosa le è rimasto dentro dell’esperienza nella cucina più stellata d’Italia?

Le amicizia vere, createsi con molti concorrenti. Perché molto non è stato fatto vedere di me di quei mesi di avventura: le mille sfaccettature di una persona che è schietta e sincera ma è anche molto altro…

beatriceLei è stata considerata da molti come “l’ antipatica” – inutile nasconderlo –  per i suoi continui battibecchi con Beatrice, cui non ha risparmiato frecciate e battute, fino all’esultanza nel momento della sua eliminazione ed alla frustrazione per il suo “repechage” : oggi prova lo stesse cose per quella sua “collega”?

Come ho detto sono state fatte scelte su quello che si è voluto far passare di me. In quei mesi, là dentro Beatrice non era una mia priorità. Certamente “mi va il fumo al cervello” se vedo una persona giovane che, pur di mettersi in mostra, mente sapendo di mentire e getta dubbi su un’altra persona. I giovani dovrebbero fare strada con altri criteri. Io le dissi quello che pensavo in faccia, non alle spalle. Lei farà la sua strada, le ho anche augurato buona fortuna.

elonora3Lei è per il gioco di squadra o preferisce correre da sola?

In genere amo correre da sola ma, come ho dimostrato anche a MasterChef, gareggio benissimo anche in squadra perché mi metto al servizio del gruppo: non ho la presunzione di sapere tutto io, ascolto gli altri. Infatti ero sempre una delle prime scelte dei capisquadra in esterna.

Lei ha aiutato Federico Ferrero alle ultime battute. Pensa di aver contribuito in modo decisivo alla vittoria di Federico Ferrero, o avrebbe vinto comunque anche senza il suo aiuto?

Federico aveva sicuramente una marcia in più rispetto all’altro finalista ma per vincere era fondamentale fare un menù perfetto e piatti di alto livello, non conta tutto il trascorso in gara.
Per questa ragione penso di avere contribuito molto al suo successo: i suoi piatti, molto complicati e con preparazioni lunghe e complesse, non sarebbero usciti in tempo e della qualità adeguata senza un Sous Chef valido. La conferma della mia bravura l’ha data lui stesso: mi ha scelta, per primo. Credo davvero che fossi l’unica tra i 20 concorrenti ad avere le caratteristiche per giocare la finale di MasterChef con un menù del genere.

joeIl tris d’assi, i giudici: chi di loro le è il più simpatico? Chi dei tre ha più umanità al di la delle apparenze?

Assolutamente Joe Bastianich.

Di getto, saprebbe dire quante stelle in totale possiedono Cracco, Barbieri e Bastianich?

2 Cracco, 7 Barbieri, non so se per Bastianich si contino le stelle dei suoi ristoranti, dato che non é uno Chef ma un imprenditore.

eleonora2Eleonora e il “dopo Master Chef” : rimane una gemmologa o ha in mente di cambiare mestiere?

Gemmologa, laureata in Storia dell’Arte e creatrice di gioielli dal disegno all’esecuzione artigianale. Non cambio mestiere: la Gioielleria Marinone di Pavia esiste da 37 anni e continuerà il suo percorso, con me all’interno. Piuttosto voglio unire le due grandi passioni della mia vita, con il sogno che sta diventando un vero progetto di GIOIELLINCUCINA. Il gioiello vero incontra uno scrigno di alta pasticceria: progetto nel progetto, arte nell’arte… Cake design, pralineria, alta cucina al servizio di regali molto speciali. La sezione GIOIELLINCUCINA è già online ed è visibile al sito internet www.gioiellidiele.it

eleonora federicoI tre concorrenti con i quali si misurerebbe di nuovo?

Federico, Federico e Federico. La finale la meritavamo noi due: l’uno contro l’altra. Con la stima reciproca, la lealtà e la preparazione che ci contraddistingue.

E quelli che non vorrebbe rivedere mai più?

Quelli che si sono comportati in modo falso

 

Alessandra Verzera

A Roma la seconda edizione dello Spring Beer Festival, Fiera della birra artigianale e dei sapori.

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beer_festivalDopo il grande successo dell’anno scorso che ha visto oltre 20 mila partecipanti lo Spring Beer Festival torna a Testaccio e si tinge di bio. La birra artigianale, lo street food a km 0, la sostenibilità sono le novità di questa seconda edizione dello Spring Beer Festival, Fiera della Birra Artigianale e dei Sapori che si svolgerà dal 15 al 18 maggio 2014 presso la Città dell’Altra Economia (Ex Mattatoio, Largo Dino Frisullo Roma) . E anche per quest’anno confermato l’ingresso gratuito
locandina_small_spring_2014Una vera non stop dedicata agli amanti della birra (giovedì 15 maggio e venerdì 16 maggio 18.00/02.00, sabato 17 maggio 14.00/02.00, domenica 18 maggio 14.00/24.00) organizzata da Beerstyle Beershop, Maltese Pub Birroteca e Arrosticini Tornese con la preziosa collaborazione di tutto lo staff della Città dell’Altra Economia.
Saranno presenti oltre 20 birrifici artigianali italiani e stranieri. La parola d’ordine è bio: alcuni porteranno birre certificate biologiche, altri birre che contengono comunque materie prime a km0. spring follaPer i celiaci birre senza glutine. Molti nomi importanti dal mondo brassicolo italiano fra cui Birrificio degli Archi, Opperbacco/Casa di Cura, Croce di Malto, Birrone, Buttiga, Birrificio del Ducato, Elav, Eramo, HIBU, Piccolo Lab, Piccolo Birrificio Clandestino, Troll, White Dog Brewery. Nutrita la rappresentanza laziale: circa la metà dei birrifici presenti arriva infatti dalla nostra regione come Birrificio Aurelio, Birradamare, Revelation Cat, Birrificio Pontino, Turbacci, Free Lions. Senza dimenticare l’ultima nata, la beer firm ECB. Dalla Svizzera il birrificio Bad Attitude.
presi per casoPer far conoscere più da vicino lo straordinario mondo della birra artigianale è previsti ogni giorno un laboratorio di avvicinamento alla birra artigianale a cura di Beerstyle.

Non mancherà lo street food di qualità e a km0. Gli arrosticini Abruzzesi dell’azienda Tornese, Pizza&Mortazza propone un grande classico della tradizione romana: pizza e mortadella. Cibo bio e sapori della terra nello stand curato da Caffè Boario e dalla Città dell’Altra Economia.

Previsti concerti di band del panorama musicale laziale. Qualche esempio? I Presi per caso, band rock formata da detenuti, ex detenuti e non detenuti. E poi la musica irlandese dei The Shire, inoltre la band romana Tre Che vedono il re.

Master Foodie Catania: appuntamento al Minà e alla Vecchia Dogana, il 12 maggio

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conferenzaOrmai ci siamo. Il 12 maggio è vicino e soprattutto le food bloggers sono emozionate, ma tutte pronte a dare il meglio di sè. E si, perché tra pochi giorni, al Ristorante Minà, interno alla Vecchia Dogana di Catania, si celebrerà la seconda tappa della prima edizione di “Master Foodie 2014 – Sicilia”, cooking show rivolto ai food bloggers siciliani, esperti in preparazioni culinarie di alto livello. Una manifestazione, la cui caratteristica, oltre quella di dare il giusto merito e risalto a questi speciali “internauti” amanti della buona cucina, è quella di toccare tutta la Sicilia, per parlare e proporre la cultura del cibo rigorosamente siciliano attraverso una formula collaudata e ricercata.food bloggersCome in tutte le location scelte per l’occasione nelle 9 province siciliane, anche qui 5 food bloggers, coadiuvate dai cuochi del ristorante, prepareranno il loro piatto (insieme realizzeranno un intero menù, dall’antipasto al dolce) per la giuria critica, composta da elementi scelti tra giornalisti enogastronomici, sommelier, critici del settore, così come per quella tecnica, della quale faranno parte chef, ristoratori e rappresentanti di specifiche associazioni di categoria. I loro voti, sommati a quelli della giuria popolare, composta da quanti acquisteranno il ticket per “partecipare alla serata, gustare e dare il proprio parere”, decreteranno il “Master Foodie – Catania”. Alla fine, saranno nove gli sfidanti che si dovranno scontrare nella finalissima, una serata di Gran Galà, dove ogni food blogger dovrà riproporre il piatto che gli è valso il titolo, dimostrando di avere tutte le qualità e caratteristiche per portarsi a casa il titolo di primo “Master Foodie 2014 – Sicilia”.
minà salaRispetto al parterre della serata, presidenti delle giurie tecnica e critica, saranno di nuovo rispettivamente lo chef Peppe Giuffrè e la giornalista enogastronomica Alessandra Verzera, direttore della rivista online “Sceltedigusto.it”, che ha pensato e sta promuovendo la manifestazione. Sarà nuovamente presente, questa volta non come padrone di casa ma nella giuria tecnica, lo chef Natale Giunta, accanto al quale siederanno: lo chef Gigi Mangia; Domenico Privitera, vicepresidente della Federazione Cuochi Etnei di Catania; Giuseppe Ignoto, Bailli del Bailliage Catania de “La Chaine des Rôtisseurs”; Vittorio Cardaci, delegato Fisar Catania; Luciano Graziano, GMR Amira Catania.

Della giuria critica, che dovrà parimenti votare i piatti delle food bloggers, faranno parte: Daniele Sgroi, Gambero Rosso; Concetto Mannisi, segretario dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia; Rosetta Cartella, Accademia Italiana della Cucina; il PR Fulvio Pastorella e, per dare un ulteriore tocco fashion all’evento, ma anche per parlare di eccellenze siciliane, la stilista Marella Ferrera.
minaEmozionate, dicevamo, a tratti in ansia. Così si apprestano ad affrontare la prova catanese della prima edizione di “Master Foodie Sicilia” le cinque food bloggers che il 12 maggio spegneranno il computer, riporranno pentole e coltelli e si presenteranno al Ristorante MINA’, sottoponendo i loro piatti al vaglio delle giurie tecnica e critica della manifestazione, per attendere con ansia i voti dei giurati che, insieme a quelli della giuria popolare, dovranno decretare il “Master Foodie Catania”.
Per capirci meglio. Alessandra Adorno sarà in gara con degli arancinetti allo zafferano alla brontese con pomodorini ripieni; Elena Benfante con un burger di mare in salsa di mandorle di Avola e agrumi di Sicilia; Terry Caruana presenterà un cannolo scomposto con cialda glassata al cioccolato, mentre Francesca Merlino una tagliata di tonno al patè di olive verdi e capperi; infine, Pinella Scafile gareggerà con dei cannelloni con ripieno di macco di fave, gamberi e pomodorino di Pachino candito. Tutto si preannuncia ottimo, veramente da leccarsi i baffi.
ferrera«Sono felice di partecipare, innanzitutto perché adoro la cucina – commenta in conferenza stampa  Marella Ferrera, le cui creazioni di moda sono la perfetta fusione di gusto, tradizione e innovazione –  così come del resto la amano tutti coloro i quali notano e apprezzano la bellezza. L’esperienza del gusto è per me imprescindibile, fa parte della mia personalità ma anche della mia professione, e condividere un percorso di eccellenza come quello proposto in una tale occasione è fondamentale. Tra le altre cose, ho già collaborato con chef che stimo molto, come Carmelo Chiaramonte, Pietro D’Agostino o Ciccio Sultano, per dimostrare che la moda e il cibo possono andare molto bene insieme. Un percorso sensoriale, che ci porterà all’Expo 2015 con immagini che propongono il concetto già più volte espresso, ossia “abiti da gustare, piatti da indossare”, avvicinando in tal modo ancora di più due mondi che hanno tanto in comune».
Il fatto, poi, di essere alla Vecchia Dogana, conferma la volontà di fare rete, diventando un tassello di un percorso che sta puntando alla riqualificazione di questo spazio, che potrebbe riprendere il volo grazie all’intervento di Oscar Farinetti, presidente di Eataly, il primo supermercato al mondo dedicato all’acquisto, alla degustazione e alla vendita di soli cibi di alta qualità, sbarcando anche a Catania.
cutrona«Come recita un nostro spot – annuncia Angelo Cutrona, presidente del Consorzio “Vecchia Dogana” – stiamo ripartendo da zero rifacendoci il look, cercando di riqualificare le attività che sono all’interno della nostra realtà. Un’iniziativa del genere rientra perfettamente in questa politica di crescita e di apertura, dando spazio e merito alla ristorazione d’eccellenza».
Concetto che trova pienamente d’accordo Elio Coniglione, il titolare del Ristorante MINA’, interno alla Vecchia Dogana, dove si svolgerà l’evento del 12 maggio.
coniglione«Questo è un posto magico, che può dare tanto non solo alla città di Catania. Il fatto di ospitare un’iniziativa come questa non fa che renderlo ancora più speciale, dimostrando che la qualità esiste dappertutto. Siamo onorati di ospitare “Master Foodie”, anche perché crediamo nelle sinergie e nelle enormi possibilità che possono giungere da ogni dove. Siamo pronti a “varare” questa seconda tappa di una manifestazione che può e deve arrivare lontano».
Ora sta alle concorrenti in gara predisporsi al meglio per divertirsi, ma anche per vincere, conquistando uno dei premi in palio, consegnati da Fulvio Pastorella, esperto di movida siciliana. Oltre a quello per la prima food blogger della serata, infatti, ce ne sarà uno speciale che Andrea Piovesan, l’editore di “Sceltedigusto.it”, assegnerà al “Miglior Global Menu” : praticamente quello che, quando si sono candidate, le food bloggers hanno mandato completo (dall’antipasto al dolce) per essere poi selezionate insieme a uno dei piatti proposti. Grazie alla partecipazione di numerosi sponsor, ci saranno svariati  premi di qualità e sorteggi pure per il pubblico (ingressi in palestra o alla Spa, borse e accessori moda, utensili da cucina, prodotti enogastronomici locali, come anche un weekend in un Agriturismo con piscina), che in tal modo non tornerà a casa a bocca asciutta. In tutti i sensi.
iaconaA rendere ancora più speciale la serata sarà la conduzione del giornalista Antonio Iacona, mentre a curare la direzione artistica sarà Ciccio Vitale, del Gold Cafè di Palermo.

giuliana2Le pubbliche relazioni ed il marketing sono invece appannaggio di Giuliana Avila Di Stefano. Curerà, infine, le riprese video, il montaggio e la post produzione Vincenzo Leone.La fotografia è affidata a Domenick Giliberto,  ed il Customer Welcoming a Kelly Ann Larkin e Alessandro Cigna.  Riserbo assoluto invece sui nomi dei prestigiosi ospiti d’onore della serata etnea.
Molto ci sarebbe ancora da dire, ma parecchie cose avverranno proprio durante la serata del 12 maggio quando, una volta dato il via alle danze, qualunque cosa sarà possibile. Anche perché, così come accaduto nel capoluogo siciliano, la magia di un evento alla cui base sta l’amore per la buona cucina e dello stare a tavola in buona compagnia può creare atmosfere inaspettate per chiunque, anche per un’organizzazione come questa che sta attenta al minimo particolare, ma che da ed ha dato ampio spazio al gioco, al divertimento ed ai momenti di spontaneo ed improvvisato intrattenimento.
Resta, dunque, solo da ricordare che, per prenotare la partecipazione alla cena, conquistando in tal modo anche il diritto a fare parte della giuria popolare, bisogna scrivere all’indirizzo di posta elettronica reservation@masterfoodie.it oppure chiamare il cell. 389.2158948 per informazioni.
“Master Foodie” è pensato e organizzato dal giornale di enogastronomia “Sceltedigusto.it” in collaborazione con l’associazione culturale “Papille di Bacco”. L’evento catanese si svolge in sinergia con il Ristorante “Minà “ di Emanuele Coniglione e gode del patrocinio del Comune di Catania, dell’Associazione Italiana Food Bloggers e della Fidapa.

Per tutte le informazioni sugli sponsor e sui premi in palio della serata vi rimandiamo qui : http://www.masterfoodie.it/catania/

Bianca Palermo

La CSQA certifica il 50° prodotto Dop: è il Puzzone di Moena

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puzzone-5Con il Puzzone di Moena salgono a 50 i prodotti DOP, IGP, STG che CSQA, società italiana di certificazione leader nel settore agroalimentare, controlla al fine di garantire la qualità del ‘Made in Italy’ e
il rispetto delle normative europee. La prima forma DOP del formaggio trentino verrà premiata domani a CIBUS 2014 da Maurizio Martina, Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.

csqaCSQA ha ottenuto l’autorizzazione a effettuare i controlli per la DOP Puzzone di Moena/Spretz Tzaorì. Per un prodotto alimentare ricevere la Denominazione di Origine Protetta da parte dell’Unione Europea significa assicurare al consumatore che le attese sul suo ‘valore’ rispondano effettivamente a quanto dichiarato in termini di provenienza, metodologia di produzione, caratteristiche specifiche di tipicità. La DOP, inoltre, offre garanzie anche ai produttori inseriti in un sistema che prevede condizioni di produzione e di competizione omogenee, grazie anche all’applicazione di modelli e di procedure di controllo trasparenti, preventivamente convalidate.

La prima forma di Puzzone di Moena con marchio DOP sarà presentata domani in anteprima esclusiva a CIBUS 2014 e sarà premiata alle 11.30 da Maurizio Martina, Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, presso lo stand del Ministero. Il Puzzone di Moena (o Spretz Tzaorì in lingua Ladina) ha ottenuto, dopo un processo lungo e molto articolato, la DOP-Denominazione d’Origine Protetta. Questo formaggio di pregio, eccellenza tra i prodotti lattiero-caseari del Trentino, con il sigillo ufficiale dell’Unione Europea, entra di diritto nel paniere di prodotti riconosciuti e tutelati direttamente dall’UE.

logo_puzzone_moenaIl Puzzone di Moena o Spretz Tzaorì è un formaggio riconoscibile per la crosta umida ricoperta da una patina untuosa, per il particolare odore acuto e per il sapore inconfondibile. Genuino e intensamente aromatico, a pasta semidura e semicotta con crosta lavata, è prodotto tra le vallate alpine cui fanno da sfondo le Dolomiti, recentemente riconosciute ‘patrimonio dell’Umanità’ dall’Unesco. In questa zona di produzione, dove sono ubicati i Caseifici di Predazzo-Moena, della Val di Fassa, della Val di Fiemme e del Primiero (tutti associati al Gruppo Formaggi del Trentino), avviene anche la stagionatura di almeno 90 giorni come da Disciplinare di Produzione. La peculiarità del suo sapore inconfondibile è dovuta al latte ottenuto da bovine che si nutrono sui pascoli più alti con erba e fieno rigorosamente del territorio della Val di Fiemme, di Fassa e del Primiero-Vanoi. Il Puzzone di Moena DOP è un formaggio prettamente tipico e locale, disponibile per un mercato nazionale e che annovera estimatori in tutto il mondo, dando prestigio a una storia fatta di natura, passione e rigore.

csqa3“Con la certificazione del Puzzone di Moena abbiamo raggiunto un traguardo importante. – ha spiegato Luigino Disegna, Presidente CSQA – Sono, infatti, 50 i prodotti DOP, IGP, STG che controlliamo per offrire garanzie a consumatori e produttori su tutti i diversi livelli del processo produttivo: origine, provenienza delle materie prime, localizzazione, tradizionalità. La DOP, infatti, è il marchio che la legislazione europea utilizza per proteggere le produzioni tradizionali e valorizzare le specificità dei prodotti agroalimentari, con il fine di caratterizzare la relazione prodotto-territorio. L’Italia ha il primato per il numero di DOP e IGP registrate, superando il 20% del totale dell’Unione Europea. Aderiscono a queste denominazioni oltre 70.000 aziende agricole e quasi 6.000 aziende di trasformazione.
Un settore quindi strategico in grado di trascinare l’immagine di tutta la produzione agroalimentare italiana. La sfida di CSQA, infatti, è quella di certificare le qualità italiane dell’agroalimentare per inserirle nei circuiti internazionali”.

“L’ottenimento, dopo un lungo percorso burocratico iniziato nel 2003, della Denominazione di Origine Protetta per il formaggio Puzzone di Moena/Spretz Tzaorì – ha detto Franco Morandini, Presidente Associazione per la richiesta della registrazione della Denominazione di Origine Protetta per il formaggio Puzzone di Moena – non è solo un orgoglio per tutti gli allevatori e produttori delle Valli di Fiemme, Fassa e del Primiero, ma rappresenta un connubio perfetto tra zootecnia di montagna, territorio e turismo dell’intero sistema Trentino.

csqa2La volontà di tramandare e preservare questa produzione tradizionale, raggiunta con l’ottenimento della DOP, ritengo sia il giusto riconoscimento a una zootecnia di montagna che quotidianamente si confronta con svantaggi naturali permanenti, quali costi di produzione più alti rispetto a zone di pianura, difficoltà di trasporto e di comunicazione, frammentazione delle aziende e natura morfologica del terreno.
Potersi fregiare di una qualità riconosciuta e certificata dal CSQA, identificando la provenienza da una determinata zona di origine sia del latte che del formaggio, dovrebbe consentire al Puzzone di Moena di poter essere apprezzato, oltre che sui mercati locali e nazionali, anche su quelli internazionali grazie al suo sapore deciso, genuino e particolare che lo rende unico e inconfondibile”.

“Nizza è Barbera” festeggia il Nizza docg, la «Barbera del futuro»

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Nizza è Barbera 3Da inizio millennio, a Nizza Monferrato si è lavorato molto nell’ambito promozionale, con particolare riferimento all’enoturismo, sviluppando collaborazioni costruttive tra produttori e Comune e i risultati positivi si sono visti fin dalle prime edizioni dI “Nizza è Barbera”,che arriva in crescendo alla XIV edizione, in programma da venerdì 8 a domenica 11 maggio.
Quest’anno la manifestazione, divenuta da anni la più importante dedicata alla Barbera, vino rosso simbolo del territorio e vitigno autoctono storico tra i più coltivati in Piemonte, si propone un obiettivo preciso: mettere al centro il suo mondo fatto di artigiani, etichette, paesaggi del vino, . Il tutto, senza dimenticare il gusto, il divertimento, la convivialità e la gioia che solo una grande festa del vino sa esprimere.

Una grande “piazza” di degustazione, eventi e interessanti incontri diretti con i produttori, il cui impegno verso la qualità dei loro vini ha dato buoni frutti di diffusione e immagine, anche sui mercati internazionali, che risultano in crescita.

Nizza è Barbera degustazioni bicchieriCon questo spirito e questo orizzonte, Nizza è Barbera – organizzata dal Comune e dall’Enoteca Regionale di Nizza Monferrato con il patrocinio della Regione Piemonte, della Provincia di Asti, del Consorzio di Tutela dei Vini d’Asti e del Monferrato – apre le porte ai turisti e agli enoappassionati. Ma anche ai professionisti della ristorazione, ai buyer e agli addetti ai lavori, i quali, in un solo luogo e in un unico evento, avranno a disposizione un rilevante panorama espositivo: oltre 50 produttori provenienti da tutto l’Astigiano e il Monferrato, per un totale che supera le 150 etichette a rappresentanza del vasto e variegato mondo della Barbera. L’evento è reso possibile anche grazie al supporto della Camera di Commercio di Asti, della Banca Popolare di Novara, dell’Enotecnica, di Monferrato Energia e di Tipografia Gambino.
nizzaPunto centrale della manifestazione è il Foro Boario. Allestito per l’occasione, il Foro (aperto sabato pomeriggio dalle 17.00 alle 20.00 e domenica dalle 11.00 alle 20.00) proporrà uno spazio espositivo professionale, all’interno del quale le aziende vitivinicole del territorio presenteranno al pubblico le loro etichetta di Barbera e lasceranno ampio spazio all’approfondimento e alla conoscenza del proprio lavoro. Ogni visitatore sarà dotato di una tasca con bicchiere per la degustazione acquistabile all’ingresso. Nel Foro Boario, inoltre, sarà anche possibile degustare un’ampia selezione di grappe locali.

Tutta la città è coinvolta nell’evento. Nei locali e nei negozi del centro storico – sabato dalle 19.00 alle 24.00 e domenica dalle 10.00 alle 21.00 – verranno proposti i piatti della cucina tipica piemontese abbinati ai vini dei produttori presenti sotto il Foro. Mentre in Piazza XX Settembre, si rinnova l’appuntamento con l’associazione Streetfood che darà vita ad un vero e proprio «Village» di chioschi e bancarelle dedicate al grande cibo di strada italiano: arrosticini, arancini, fritto misto alla piemontese, piade, lampredotto, porchetta, olive ascolane, pizza fritta e bombette, solo per citare i piatti più sfiziosi.
Protagonista della “tre gioni” sarà il Nizza docg, Dopo aver ospitato il Gewurztraminer di Termeno, lo Champagne, l’Alta Langa e il Barolo, la XIV edizione di Nizza è Barbera darà ampio spazio alla «Barbera del futuro»: non una sottozona, ma una «super Barbera» Nizza che esalta le caratteristiche uniche del suo territorio di provenienza. L’appuntamento con il Nizza docg è al Foro Boario per venerdì 9 maggio a partire dalle 17.00. La conferenza #Nizza: progetto di territorio vedrà la presenza di Flavio Pesce, sindaco di Nizza Monferrato, Mauro Damerio, assessore all’agricoltura di Nizza, e Gianluca Morino, presidente associazione produttori del Nizza. Modera la giornalista Fiammetta Mussio. A seguire, un’imperdibile verticale delle annate 2009, 2010 e 2011 del Nizza docg. A conclusione della serata, infine, la consegna del premio dedicato a Tullio Mussa, padre dell’Enoteca Regionale e grande promotore delle eccellenze nicesi.
morino«Siamo davvero orgogliosi di essere il vino protagonista di Nizza è Barbera. – precisa Gianluca Morino, presidente dell’associazione dei produttori del Nizza – Il nuovo disciplinare del Nizza docg, nato dalla stessa volontà dei produttori che hanno voluto autoregolamentare la loro eccellenza produttiva in completo accordo con il Consorzio di Tutela dei vini d’Asti e del Monferrato, sarà presto approvato a Bruxelles dalla Commissione Europea. Il disciplinare del Nizza docg è la carta di identità di un vino che, essendo chiamato con lo stesso nome di un territorio, sarà il capofila e l’alfiere di un progetto di crescita. Ora Nizza deve diventare un sistema, un’unione di intenti che dalla valorizzazione di un vino si diffonda alle altre risorse per rendere grande tutto il territorio».

MTV: arriva Cantine Aperte. Domenica 25 maggio, tra degustazioni e musica.

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cantine aperteMusica e vino uniscono l’Italia nell’edizione n.22 di Cantine Aperte, in programma domenica 25 maggio da Nord a Sud dello Stivale. L’appuntamento più amato del Movimento Turismo del Vino quest’anno abbina infatti all’esperienza in cantina le melodie e il web 2.0 con #suonodabere, il contest su Twitter che premia durante l’evento il miglior abbinamento in 140 caratteri tra vino, territorio e canzoni (regolamento su www.movimentoturismovino.it).

caliciDalle degustazioni alle visite in vigna, numerose saranno le iniziative che dalle Alpi all’Etna celebreranno il sodalizio tra vino e musica abbinato alla cultura e alla mobilità sostenibile, incluse quelle accompagnate dalla speciale playlist musicale del sound designer Paolo Scarpellini che farà da colonna sonora dell’evento.
In Campania, tra passeggiate in antiche cantine sotterranee e brunch in vigna, c’è spazio per mostre fotografiche in bottaia e concerti jazz, mentre in Puglia i visitatori potranno andare in giro per cantine a bordo dei wine bus, in bicicletta o condividendo l’auto con altri enonauti (carpooling) per degustare centinaia di etichette, ammirare foto di antichi ulivi del territorio oppure opere d’arte realizzate con la grafite.

movimento turismo vinoSe tour nei vigneti a cavallo, violini e piatti della tradizione locale arricchiranno le visite nelle aziende MTV del Lazio, ad allietare i visitatori nelle cantine del Piemonte ci saranno invece pranzi con il vignaiolo e giochi di fuoco per bambini, oltre alla mostra di body painting dell’artista Guido Daniele. In Umbria, accanto alle cene con il vignaiolo del 24 maggio, sarà possibile andare alla scoperta delle regione attraverso gli scatti di Steve McCurry oppure fare un salto al Museo del Vino di Torgiano, custode di 5mila anni di storia enologica narrata attraverso più di 3000 reperti, che quest’anno festeggia quarant’anni. In tutta Italia c’è spazio anche per le proposte a tema sociale: si va dal Friuli Venezia Giulia con il Kit Cantine Aperte Unicef per contribuire alla campagna ‘Vogliamo Zero’ (raccolta fondi contro la mortalità infantile) alla Puglia con l’iniziativa Chiaro e Tondo (acquistando il calice in vetro con tasca, in omaggio i braccialetti “Made in Carcere – Cantine Aperte” realizzati con materiali di recupero dalle detenute delle carceri femminili italiane); dall’Abruzzo che scende in campo con l’Associazione Italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma (numerose cantine devolveranno a favore dell’AIL – sezione di Pescara parte del ricavato delle vendite dei calici) all’Umbria che dedica il calice ufficiale di Cantine Aperte al Comitato per la vita “Daniele Chianelli” per la ricerca e la cura di leucemie, linfomi e tumori di adulti e bambini.

tappiE se in Toscana Cantine Aperte è ‘pet friendly’ con momenti di relax e gioco dedicati agli amici a 4 zampe, in Veneto l’esperienza in cantina va a braccetto con lo smartphone grazie a #winestory, il nuovo VenetoStile che invita gli enoappassionati a raccontare e condividere ricordi, foto e emozioni in un tweet o in un post.
Sempre a tema social, anche il contest nazionale #suonodabere del Movimento Turismo Vino che proclamerà i 3 tweet vincitori domenica 25 maggio. Per partecipare, basterà pubblicare (fino al 22 maggio) un ‘cinguettio’ indicando un territorio, una denominazione o un vitigno in abbinamento al titolo di una canzone o ad un gruppo musicale e aggiungere tre aggettivi che ne spieghino caratteristiche e peculiarità. In palio, un weekend per due persone da trascorrere in una delle cantine socie d’Italia. Magari già muniti del “passaporto dell’enonauta”, lo speciale pass per ‘enoturisti Doc’ da ritirare in tutte le aziende MTV d’Italia. Al 20° timbro, uno per ogni visita, in premio la sacca porta-etichette Made in Carcere, realizzata con materiali di recupero dalle detenute delle carceri femminili italiane.
Per Daniela Mastroberardino, presidente del Movimento Turismo del vino: “Accanto al fascino delle cantine aperte che da oltre vent’anni richiama enoappassionati da tutta Italia, si aprono nuovi modelli di fruizione dell’evento stesso, il cui target è sempre più giovane. Per questo fondamentali sono le ‘contaminazioni’ di Internet, dei social e della musica. Visitare un’azienda è diventata un’esperienza indimenticabile, in grado di regalare ai 4 milioni di enoturisti in giro per lo Stivale momenti unici di convivialità e di scoperta, perché raccontati direttamente da chi il vino lo produce”.

L’importanza di internet per l’agroalimentare: Aicig e Google presentano a Cibus il progetto comunicazione.

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Un momento dell'incontro AICIG-GOOGLE di questa mattina a CibusCorretta informazione uguale libertà di scelta. Questa è l’essenza di quanto emerso nell’incontro moderato da Vladimir Dukcevich Presidente del Consorzio di Tutela Prosciutto San Daniele dal titolo “Internet come strumento di informazione e formazione dei consumatori” che si è tenuto questa mattina a Cibus Parma nello Spazio Aicig-Mipaaf alla presenza di Diego Ciulli di Google, Mauro Bergamasco della nazionale italiana di rugby, Stefano Berni Direttore Generale del Consorzio tutela Grana Padano e vicepresidente di AICIG e il Segretario di AICIG Pier Maria Saccani.

aicig“L’avvento di internet è un grande passo verso la libertà di scelta – ha esordito Stefano Berni, Direttore Generale del Consorzio di Tutela Grana Padano e vicepresidente di AICIG – perché quotidianamente in rete si scambiano grandi flussi di informazioni, che ci permettono di compiere con consapevolezza ogni tipo di scelta, tra cui quelle agroalimentari. Informazioni che rappresentano un valore aggiunto anche per i prodotti di nicchia: la grande confusione a cui si assiste oggi tra prodotti originali e similari – quindi non contraffazione ma scimmiottatura – è un fenomeno che se si hanno le giuste informazioni si può arginare”.

“La globalizzazione – ha precisato il Segretario di AICIG Pier Maria Saccani – si pensava potesse uccidere la produzione tipica, invece è successo l’opposto. Avere l’opportunità di confrontare diversi punti di vista su internet, ha portato un’evoluzione e un beneficio non solo ai prodotti ma anche ai valori legati al territorio”.

san daniele“Da qualche anno si sono intensificati gli sforzi per comunicare con gli appassionati di cibo italiano – ha aggiunto Vladimir Dukcevich, Presidente del Consorzio di Tutela del Prosciutto San Daniele – e oggi il web si presenta come lo strumento migliore per parlare direttamente col consumatore. Come Consorzio abbiamo un evento, “Aria di festa” – ultimo week end di giugno a San Daniele – in cui i digital media ci permettono di utilizzare al meglio lo strumento digitale, a mio parere il miglior modo di incanalare la nostra storia”.
In questo contesto, si inserisce il progetto Made in Italy: Eccellenze in Digitale di Google, di cui questa mattina ha parlato Diego Ciulli, Senior Policy Analyst di Google. “E’ la prima volta che Google si occupa di cibo e agroalimentare, con quest’iniziativa intendiamo aiutare a far conoscere i prodotti originali, educare i produttori ad andare sul web e dare opportunità di lavoro alle nuove generazioni”. Su questi presupposti Ciulli ha presentato durante l’incontro di questa mattina il progetto sulle Eccellenze in Digitale e sul Made in Italy patrocinato dal Ministero dello Sviluppo Economico e inserito in una campagna di e-Skills for Jobs della Commissione Europea. In particolare, ha posto l’attenzione sul progetto che Google sta portando avanti in collaborazione con Unioncamere di digitalizzazione delle aziende italiane, ovvero mettendo a disposizione di 104 giovani “digitalizzatori”, altrettante borse di studio per formare esperti che andranno poi ad affiancarsi alle piccole e medie imprese inserite in contesti in cui siano stati individuati prodotti di eccellenza del Made in Italy, nel loro percorso verso la digitalizzazione.

google“Le 104 borse di studio – ha aggiunto Ciulli – sono la prosecuzione di un progetto iniziato dalla collaborazione tra Google e Unioncamere nel 2013, che ha coinvolto 20 giovani digitalizzatori e raggiunto obiettivi importanti: 8.500 imprese contattate in 6 mesi, 2.400 quelle direttamente coinvolte in seminari, workshop, attività “door-to-door”, il 20% delle quali assistite dai 20 giovani nei percorsi di digitalizzazione con servizi personalizzati”.

Tra gli intervenuti all’incontro dedicato alle eccellenze italiane, anche il nazionale di rugby Mauro Bergamasco, che ha espresso il proprio apprezzamento per questo progetto, di cui si propone ambasciatore nel mondo dello sport italiano: “Lo considero un ottimo strumento per rilanciare l’italianità nel mondo ma anche nella stessa Italia, perché spesso siamo anche noi italiani a dover riscoprire i nostri prodotti. Una piattaforma così grande come Google può senz’altro dare una mano per conoscere i prodotti italiani e credo sia una opportunità da non farsi scappare”.

Al termine dell’incontro, lo Show cooking Grana Padano Dop con Fabrizio Ferrari e l’evento Aria di Festa 2014, con il prosciutto di San Daniele Dop che incontra le eccellenze 100% italiane.

Emozionate ma decise a farsi valere: sono le Food Bloggers protagoniste, il 12 maggio, della tappa catanese di Master Foodie Sicilia.

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10313927_10202781259484846_237187577_nIn ansia, emozionate, a volte piene di incertezze, ma tutte scalpitanti, pronte a dare il meglio di se stesse. Così si apprestano ad affrontare la prova catanese della prima edizione di “Master Foodie Sicilia” le cinque food bloggers (Alessandra Adorno, Elena Benfante, Terry Caruana, Francesca Merlino e Pinella Scafile) che domani, martedì 6 maggio, spegneranno il computer, riporranno pentole e coltelli e si presenteranno alla Vecchia Dogana, dove illustreranno alla stampa i piatti che lunedì 12, al Ristorante MINA’, dovranno sottoporre al vaglio delle giurie tecnica e critica della manifestazione, attendendo con ansia i voti dei giurati che, insieme a quelli della giuria popolare, dovranno decretare il “Master Foodie Catania”.
Una serata che, come per le “colleghe” palermitane, non sarà priva di tensione. Ma anche di tanta voglia di divertirsi per una volta in una cucina professionale, con al fianco gli chef del locale, pronti a dare loro consigli e ad aiutarle nella preparazione dei piatti.
adorno«Ci sono momenti in cui leggo gli articoli usciti sino a ora – spiega la Adorno – e mi viene l’ansia. Poi, però, decido di non pensarci e mi convinco che andrà tutto bene. Perché lo so che andrà tutto bene. Non ho mai partecipato a un’iniziativa di così alto spessore, ma credo che ci voglia solamente sangue freddo. Anche perché è un’ottima occasione per promuovere il nostro territorio e la gastronomia locale. E poi, sarà bello incontrarci e “scontrarci” tra “colleghe”, che conosco quasi tutte perché da anni scrivo ricette tipiche. Ritengo che sarà una vera festa. Per smorzare la tensione, poi, mi impongo di pensare che dovrò cucinare e non parlare».
Cosa vera solo in parte, dal momento che sia domani, in conferenza stampa, sia all’uscita dalla cucina dei rispettivi piatti, ogni food blogger avrà la possibilità di illustrare ai giurati la propria pietanza, spiegando gli ingredienti utilizzati e il miglior modo per gustarla.
benfante«Questo è vero – aggiunge Elena Benfante – ma sarò tranquilla perché, come ho detto a mio marito, per una volta non avrò i bambini attorno mentre preparo. Sarà, quindi, una situazione per me molto meno caotica. Io già volevo partecipare a Palermo, ma non ce l’ho fatta con i tempi, quindi non mi è sembrato vero quando mi hanno presa. Non sono proprio alla prima esperienza pubblica perché ho partecipato alla presentazione di “Born in Sicily” con Natale Giunta e a qualche altro evento, ma più come rappresentante dei food bloggers che in prima persona ai fornelli».

 

caruanaE’ originaria di Malta, ma vive da anni a Catania dove si è trasferita per amore, Terry Caruana, alla quale la timidezza fa centellinare le parole. Come fossero ingredienti, con i quali impreziosire e rendere ancora più speciali i propri manicaretti.
«Ho deciso di partecipare incoraggiata dagli amici. Loro dicono perché cucino bene e credono che sia in grado di affrontare una prova del genere. La verità è, però, che ho presentato la mia candidatura, con la certezza che non mi avrebbero presa. Come capita sempre, invece, mi hanno scelta e ora dovrò dare tutto il meglio di me stessa. Sono, però, pronta».
merlinoA riprovare l’esperienza è Francesca Merlino, tra le cinque food bloggers che a Palermo hanno partecipato all’evento inaugurale di “Master Foodie Sicilia”, divertendosi un mondo. Almeno, così dice lei.
«E’ vero, sono di nuovo qui sia perché a Palermo ho passato una serata veramente unica, sia perché Alessandra Adorno e Terry Caruana sono mie amiche e con loro condivido la passione per la cucina. Siamo, tra le altre cose anche socie in affari, nutrendo tutte e tre il sogno di aprire un ristorante. Quando loro si sono iscritte, ho voluto riprovare, anche se non pensavo che mi avrebbero nuovamente presa. Ovviamente, sono meno emozionata perché so cosa mi aspetta, ma un pizzico di panico c’è sempre. E’, infatti, una prova e non si sa mai cosa può accadere».

scafileL’amore per la cucina, ma soprattutto per i prodotti della sua isola, spinge da sempre Pinella Scafile a ricercare il meglio di quello che offre, dal punto di vista enogastronomico, la nostra bella Sicilia.
«Mi è sempre piaciuto provare prodotti di tutte le regioni ma, facendo un confronto con quanto propone la nostra terra, da tempo mi accorgo che troppo spesso rendiamo merito a ciò che viene da fuori. Credo sia giunto il momento di dimostrare tutto il nostro orgoglio per le eccellenze siciliane. Purtroppo da noi si organizzano contest, ma quasi sempre privatamente. Quando ho saputo di questo, mi sono fiondata immediatamente perché ho capito che era tutta un’altra cosa. Non posso nascondere di essere emozionata perché, come tutte le altre, sono abituata a sperimentare nella mia cucina, in un ambito molto più intimo. Sarà, però, una bellissima esperienza».

Tutte e cinque saranno domani alla conferenza stampa e annunceranno i loro piatti. Cinque portate che, come successo alla commissione che li ha scelti, faranno venire l’acquolina in bocca a molti.
E se l’emozione, è proprio il caso di dirlo, “si taglia con il coltello”, a tranquillizzarle giunge colei che ha pensato e sta rendendo “Master Foodie Sicilia” una realtà.
diretur«E’ bello vedere che Catania ha accolto con entusiasmo e grande partecipazione l’arrivo della nostra brigata – afferma la giornalista enogastronomica, Alessandra Verzera – dimostrandosi ancora una volta città allegra, che ama il divertimento e le novità. Grazie anche al mio vice, Giuliana Avila di Stefano, che è un’etnea doc nonché esperta di pubbliche relazioni, si è creata una rete di comunicazioni e un interesse davvero enorme intorno alla kermesse. La risposta che abbiamo ricevuto, sia dagli enti locali che dalle aziende, è stata quella delle grandi occasioni e la location prescelta, il Ristorante Minà alla Vecchia Dogana, è un luogo contemporaneo ed estremamente raffinato: la degna cornice per un evento, che diventa di tappa in tappa sempre più atteso e sempre più glamour e che culminerà, questo posso dirlo già da adesso, con un Gran Gala di finalissima che rimarrà impresso nella memoria di molti per molto tempo. Anche nel caso di Catania, come già successo a Palermo in casa di Natale Giunta, le concorrenti hanno già fatto ” squadra”, ben lungi dal definirsi rivali; e questa atmosfera gioiosa di grande eccitazione che vede nascere anche nuove amicizie e nuovi sodalizi, fa si che, al di la del concorso enogastronomico, vi sia la festa, un momento associativo di ottima qualità in cui, oltre a gustare buon cibo in un’atmosfera incantata, nascono spunti per il sano divertimento. Credo che sia questa caratteristica a rendere “Master Foodie” un po’ speciale rispetto ad altri eventi, forse più “tecnici” ma sicuramente meno divertenti. Anche in questa tappa, schiereremo due giurie di altissimo livello, con nomi prestigiosissimi, sia nel campo dell’enogastronomia e dell’hotellerie che della vita intrinseca di Catania: un nome per tutti, quello della nota stilista di alta moda Marella Ferrera, che sarà membro della giuria critica da me presieduta. Ringrazio sin d’ora la città di Catania e i catanesi per l’accoglienza che ci riserveranno e per l’entusiasmo con cui si apprestano a ricevere e a incoronare il primo Master Foodie Catania».
Stiano, quindi, serene le nostre food bloggers perché vivranno un momento veramente stellato, capace di ripagare tutte le loro fatiche. Abbiamo, inoltre, la sicurezza che ringrazieranno pure se stesse per avere deciso di partecipare a un evento caratterizzato per la qualità non solo professionale, ma soprattutto umana di tutti.

Bianca Palermo