La Birra trova casa a Palermo: apre il primo Brew Pub

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“Gioca” con un pugnetto di chicchi d’orzo Alessandro Picciotto, mastro birraio della birroteca “Spillo”, il primo birrificio-birreria-brewpub che oggi aprirà i battenti a Palermo al Cortile degli Eremiti di via dei Benedettini. Si passa i chicchi da una mano all’altra mentre illustra le fasi di lavorazione della birra.Un gesto che ha in sé la forza di un’idea, di una passione della fiducia in prodotto che ha tutte le caratteristiche per affermarsi nel territorio palermitano, e non solo in quello (A.Zi.)

Uno dei promotore di questa iniziativa imprenditoriale è Mauro Ricci animatore di Cerere, l’associazione culturale per la diffusione della cultura della birra. “La birra – dice Ricci- è una bevanda viva ed ecologica. Prima la si consumava esclusivamente d’estate oggi, invece, sempre più persone si avvicinano alla birra in tutti i periodi dell’anno. Una passione che sta crescendo anche in questa città: da qui l’idea di iniziare quest’avventura che –tiene a sottolineare- è sostenuta economicamente totalmente dai soci e non sono stati utilizzati contributi di alcun genere”.

All’interno del locale, che originariamente ospitava due oratori siti dietro la Chiesa di San Giovanni degli Eremiti, ci sarà la birroteca -vera e propria- dove oltre alle birre nazionali ed internazionali “vive, non pastorizzate e non filtrate”, si potranno gustare piatti tradizionalmente accoppiati alle birre,come ad esempio, gli hamburger o gli hot dog. Ma non bisogna farsi ingannare dai nomi assolutamente “global”. Queste pietanze, infatti, saranno preparate esclusivamente con prodotti del territorio. E quindi, l’hot dog sarà “un panino con la salsiccia di suino nero dei Nebrodi”. Lo chef che curerà la cucina della birroteca e del ristorante attiguo è Francesco Scarpulla.

 

“Ho cercato di dare – dice- un’impronta chiara, creando un menu apposito beer and food prendendo spunto dalla Germania, dall’Inghilterra e dagli Usa ma utilizzando solo materie prime siciliane. La cucina d’autore, invece, – precisa lo chef- sarà la protagonista dello spazio ristorante. Anche lì ci sarà molta Sicilia ma con l’influenza dei miei numerosi viaggi intorno al mondo. Naturalmente- aggiunge Scarpulla-  non ci sarà un’ampia carta dei vini. Abbiamo scelto solo vini dell’Alto Adige e vini dell’Etna che, con un filo virtuale, uniranno l’Italia”. Entro dicembre, poi, inizierà la mescita delle tre birre –ad alta fermentazione di stile e ricetta della tradizione nord europea –prodotte dallo stesso birrificio:una chiara, una ambrata ed una scura.

“Saranno birre- assicura Mauro Ricci- che avranno delle caratteristiche molto particolari che i palermitani sapranno sicuramente apprezzare. Il nostro obiettivo è fare tornare l’idea tra i clienti che la birra è principalmente un prodotto artigianale e non industriale dalle infinite bellezze e bontà. Ed anche- aggiunge- sfatare qualche mito, come quello di chiedere birra senza la schiuma. La schiuma è un componente essenziale della birra: senza, si ossiderebbe immediatamente. E poi- conclude Ricci- la schiuma impedisce al gas di andare via rapidamente e quindi è un valore aggiunto”.

Arianna Zito

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