E a proposito di sesso e di sapori…

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Metafore come luna di miele,pelle di pesca ci riportano al cibo e contemporaneamente al piacere. Ma esistono alimenti afrodisiaci? Nostra intervista alla sessuologa e psicoterapeuta Melita Ricciardi, vice presidente dell’Ordine degli Psicologi di Sicilia  (A.Zi.)

“Stimolando il benessere interiore si è più attratti nella relazione. La cioccolata, ad esempio, fa provare più piacere perché sviluppa serotonina, ma non si può dire che la cioccolata stimoli ad aumentare la ricerca di un partner o di un piacere sessuale”.

Dunque?

“Non esistono dei cibi che possono indurre, in modo chimico, l’aumento del desiderio. Possono stimolare la fantasia grazie ad un’attrazione già esistente e alle affinità empatiche ed elettive che emergono nella relazione tra due persone”.

Prendiamo, ad esempio, la frase “ti mangerei di baci”.

“Il bisogno orale va ad appagare il bisogno psicologico. L’appagamento orale è correlato al cibo. Il “ti mangerei di baci” è correlato al bisogno orale di “sentire” l’altra persona, al nostro desiderio -proprio fisico- di introiettare parti dell’altro che corrispondono ad una simbiosi. Il mio corpo e l’altro corpo in simbiosi. Quindi, se io dico la frase “ti mangerei tutto” oppure “ti mangerei di baci” non è altro che cercare di uniformare la mia persona a quella persona.

Il cibo è anche odore.

“Certo ci sono i feromoni. Noi siamo attratti dall’altro in funzione di quello che è il piacere assoluto che l’altro ci può dare. C’è tutta una base chimica nell’attrazione fisica. Quindi il contatto, l’odore, l’abbraccio  si basano su delle sostanze chimiche che vengono emanate dalla persona e che vanno ad adattarsi alle nostre sostanze chimiche. Per come questo avviene  tra un corpo e  l’altro corpo  e, dunque, anche a livello psicologico, avviene anche nel rapporto col cibo. Poi si entra anche nell’ambito del rapporto patologico col cibo:anoressia e bulimia”.

Ma quella è un’altra storia.

Arianna Zito