“Coppo” di scena: lo street food diventa chic, in via Belmonte a Palermo.

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coppiLo street food passeggia per le vie eleganti del centro, dopo avere lasciato caldo e fumante le cucine dello chef Gigi Mangia, titolare del ristorante omonimo di via principe di Belmonte a Palermo.
Il “coppo” è un elemento storico della cultura enogastronomica meridionale, ed in particolar modo di Sicilia e Campania.
Uno dei modi di dire per definire un servizio di tutto punto in lingua siciliana suona più o meno così : “t’u dugnu ‘ncuppatu”, ovvero “servito nel coppo”. Questa accezione ha però una valenza negativa e serve ad indicare chi non meriti cotanto servizio di favore, nè tanta prelibatezza. Ma cosa è il coppo? Un cono: spesso ottenuto da fogli di carta pesante, tipica dei venditori di frutta, con gesti velocissimi, e chiusi al fondo mediante la piegatura della carta.
gigi grandeIl coppo è anche quello dei venditori ambulanti di semi: calia e semenza, arachidi, lupini. Ma anche la “confezione” dei pescivendoli, ambulanti e non. Insomma, il coppo è indissolubilmente legato alla vita gastronomica della Sicilia.
Di una Sicilia popolare, dei mercati, dei venditori ambulanti: di chi “abbannìa” la bontà di questo o quell’alimento.
Ma il coppo più trendy è quello patinato di Gigi Mangia che, pur rimanendo in un range di costi più che accettabili ed alla portata di qualsiasi studente o di qualsiasi turista “ fai da te”, conferisce un aspetto glamour alla tradizione del cibo da strada palermitano. E Palermo occupa un onorevolissimo quinto posto nelle classifiche mondiali per quanto riguarda il cibo da strada: lo street food panormita è amato indistintamente sia dai palermitani che dai turisti italiani e stranieri.
copposCosì a ridosso delle boutiques delle griffes più prestigiose e delle gioiellerie più abbacinanti, nascono i “coppi” più alla moda, senza mai perdere il contatto con la realtà di una tradizione povera ma ricca.
I “coppi” sono tanti: le seppioline fritte, le verdurine pastellate, e persino le arancine possono essere “’ncuppate”.
Un’idea innovativa che rende finalmente giustizia alla solida e variegata tradizione enogastronomica siciliana e che lascia intuire la classica trovata geniale di un imprenditore dalla storia familiare contrassegnata da decenni di cibi di qualità e che pare destinata a diventare un successo ancora più grande, valicando i confini dell’isola.
coppos3I “Coppos” di Gigi Mangia tra le mani delle signore più raffinate o degli uomini d’affari, ma anche dei turisti in bermuda o degli studenti zaino in spalla. Ovviamente i coppos vanno consumati “ a’ggritta a’ggritta”, ovvero in piedi, tra una chiacchiera e un’altra, tra un sorso di prosecco fresco ed un altro, caldi e fragranti.
Per questa ragione i coppi si vestono di un’eleganza nuova: sono infatti realizzati da sottilissime lamelle di legno in sostituzione della carta, e corredati di forchettine usa e getta.
Le varianti? Sono davvero tante: personalmente ho assaggiato l’ Arancina di Gina, a base di tonno, i “cappuccetti” fritti irrorati di succo di limone, e le verdurine pastellate che faranno la gioia di qualsiasi vegetariano. Ma la scelta è davvero tanto ampia quanto golosa.Non resta altro dunque che recarsi da Gigi Mangia, in via Pincipe di Belmonte a Palermo, a provare personalmente: e sarà un vero “ coppo di fulmine”.

Alessandra Verzera

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