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Olio: Sicilia in controtendenza nazionale con l’aumento del 10% della produzione per il 2011

Se il dato sarà confermato la Sicilia potrà ritenersi abbastanza fotunata. Cresce, infatti, del 10% rispetto allo scorso anno, in controtendenza sul dato nazionale, la produzione di olio attesa nell’Isola in occasione della prossima campagna olearia. Questo dato è stato diffuso dall’Ismea, l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, in collaborazione con Cno, il Consorzio nazionale olivicoltori e Unaprol, Consorzio olivicolo italiano. (A. Fi.)

Il quadro produttivo, a livello territoriale, rivela situazioni differenziate, con risultati migliori nelle regioni del Mezzogiorno. In controtendenza rispetto al dato complessivo di previsione, le stime Ismea segnalano incrementi produttivi in due importanti poli del Sud, rappresentati da Calabria (+4%) e Sicilia (+10%). E anche in Puglia, che per volumi è seconda solo alla Calabria, le previsioni indicano una riconferma dei livelli produttivi del 2010. Nel bilancio complessivo, queste tre regioni hanno fortemente attenuato le perdite riscontate in altre aree del Paese, in particolare in Campania, dove è atteso un meno 25% rispetto al 2010, e in tutte le regioni del Centro Italia, che nel complesso dovrebbe ridurre di circa un terzo la produzione.

Nell’annata 2011/12, rivela l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, la produzione italiana di oli di oliva di pressione dovrebbe attestarsi al di sotto delle 502mila tonnellate, facendo segnare su base annua una contrazione di circa il 5%. La componente climatica, caratterizzata da siccità e temperature elevate, ha ostacolato lo sviluppo di alcuni patogeni dell’olivo, come la mosca, favorendo implicitamente la qualità. Ma in molte zone, soprattutto in quelle aree dove non si è potuto intervenire con irrigazioni di soccorso, il caldo ha anche causato fenomeni di avvizzimento della drupe, con conseguenti cadute dei frutti in fase di maturazione.

Quindi la Sicilia secondo queste prime stime potrebbe essere l’eccezione. Potrebbe, infatti ottenere il risultato migliore a livello nazionale con una crescita attribuibile a tutte le province siciliane, ad eccezione di Trapani, dove “l’ottima qualità delle olive a duplice attitudine – si legge in una nota – come la Nocellara del Belice, ha indotto molti produttori ad avviarle al mercato delle olive da mensa sottraendole quindi ai frantoi”.

Lo studio evidenzia pure che dal territorio catanese si attende un’ottima produzione e si evidenzia anche una resa olive-olio superiore a quella dello scorso anno.”In questa provincia – prosegue la nota dell’Ismea – la fioritura e l’allegagione sono state buone, salvo nella zona del Calatino, dove le piogge tardive e l’aumento dell’umidità hanno influito negativamente sull’allegagione”.Dal punto di vista fitosanitario, l’andamento dell’annata non ha registrato la presenza di significative infestazioni parassitarie, ad eccezione di qualche azienda. In discreta crescita anche la provincia di Agrigento, sebbene con una situazione molto a macchia di leopardo. Buone le aspettative anche sulla qualità dell’olio.

Infine un’ultina considerazione: sul dato negativo del 2011 hanno anche influito alcuni fattori considerati ormai strutturali. Oltre al clima, spiega l’Ismea, i frequenti fenomeni di abbandono degli oliveti o di non raccolta, determinati dalle perdite di reddito a carico degli olivicoltori, hanno contribuito a ridurre la produzione, scesa quest’anno su livelli nettamente inferiori al dato storico sia di medio che di lungo periodo.

Antonio Fiasconaro

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