L’Italia è sempre un passo avanti in tema di estrazione olearia. Le aziende che producono i macchinari con cui si ricava l’olio in tutto il mondo hanno infatti sede nel nostro Paese. È da qui che vengono le idee più innovative e originali che potrebbero cambiare il modo per molire le olive.
Estrarre l’extra vergine di oliva grazie all’utilizzo della “neve carbonica”, cioè dell’anidride carbonica allo stato solido, è l’ultima idea alla base del brevetto dei ricercatori del Dipartimento di Scienze Agrarie Alimentari Agro-ambientali dell’Università di Pisa. Il nuovo sistema di estrazione permette, tra l’altro, di ottenere una migliore qualità nutrizionale, col 6% di vitamina E in più rispetto a un olio estratto secondo il metodo tradizionale. Inoltre, con questa tecnica l’extra vergine sarà anche più resistente ai processi ossidativi e migliora anche l’efficienza del sistema frantoio, con una resa maggiorata del 9% rispetto ai sistemi ordinari.
Ricerca della massima efficienza, senza intaccare le qualità del prodotto, anche per l’Università di Foggia che invece si è concentrata sulle microonde (onde elettromagnetiche non ionizzanti con una frequenza da 300 MHz a 300 GHz). Le microonde sono una tecnologia applicata in molti processi alimentari che consente di ridurre i tempi di lavorazione. Infatti oggi per scaldare la pasta d’olive, processo necessario per poterla poi estrarre attraverso le centrifughe, è necessario tenerla nelle gramole per tempi compresi tra i 30 e i 45 minuti. Uno spreco di tempo che invece può essere ottimizzato attraverso il nuovo processo che consente di ridurre i tempi di gramolazione della metà, fino anche a soli 5 minuti, a tutto vantaggio dell’efficienza e dell’economicità del processo estrattivo.
Neve carbonica e microonde: tecnologie italiane per estrarre l’olio d’oliva
Formaggi d’alpeggio e di pianura: la differenza c’è, e si sente.
C’è chi preferisce i formaggi di pianura e chi quelli d’alpeggio. Chi ha ragione? Entrambi, secondo gli studi commissionati dall’Assessorato Agricoltura della Regione Piemonte e dei Consorzi di tutela all’Università di Torino che ha analizzato formaggio Ossolano e Toma Piemontese.
Il formaggio d’alpeggio vince sul fronte della qualità organolettiche, ma una maggiore qualità igenico-sanitaria si ha per le tome di pianura.
In genere i formaggi di fondovalle presentano una maggiore concentrazione di acidi grassi saturi a catena corta e media. Differenze significative sono anche emerse nei contenuti di acido stearico ed arachico, maggiori nei formaggi di alpeggio.
Tutto ciò confermerebbe una spiccata influenza dell’erba pascolata dalle bovine sui componenti del latte e dunque del formaggio, con una maggior qualità nutrizionale dei formaggi d’alta quota.
Non è però solo una questione di quota. Si riscontrano maggiori concentrazioni dei composti aromatici nei formaggi prodotti a giugno/luglio vale a dire in piena fioritura o in prefioritura rispetto a quelli prodotti nel periodo di fine pascolo (agosto). Anche il suolo fa la differenza. Diverse rocce e terreni, infatti, ospitano differenti essenze e fiori che incidono sulla qualità del latte e del formaggio. E se si dovesse cominciare a parlare di terroir anche per i formaggi?
L’ Italian Sounding imbroglia i consumatori di tutto il mondo: ed anche quelli italiani
Si trovano in ogni dove, sugli scaffali internazionali. Si tratta delle eccellenze agroalimentari italiane, famose nel mondo, che vengono contraffatte per trarre illeciti profitti. Anche i prodotti Italian sounding si trovano nei supermercati, nei negozi ma sempre più su internet.
Basti pensare che la metà degli interventi della Repressione frodi nel contrasto alla contraffazione di marchi protetti riguarda proprio il web.
A dominare la scena i formaggi. È infatti il classico “parmesan” ad aver raggiunto il maggior numero di segnalazioni, ben 29, seguito a ruota, però, da un “pecorino siciliano” che di italiano aveva però ben poco. Il terzo gradino del podio spetta all’”aceto balsamico di Modena”, ovviamente fasullo, che ha ottenuto 10 segnalazioni.
Ma quali sono i Paesi dove si vende più spesso, via internet, il made in Italy tarocco? Gli Stati Uniti, certamente, ma anche, a sorpresa, l’Italia. Sono queste le due nazioni che si contendono il primato, segue poi la Germania.
Se però andiamo oltre lo shopping on line, scopriamo che i falsari si trovano soprattutto nel Nord Europa. Sugli scaffali della Grande Distribuzione inglese, secondo le indagini svolte dal Ministero delle politiche agricole italiano nei primi 11 mesi del 2014, troviamo falso olio extra vergine d’oliva toscano e ligure, ma anche pecorino romano e prosciutto San Daniele non originali e garantiti. Falso Parmigiano Reggiano è stato scoperto in Francia, Danimarca, Olanda e Belgio. La palma della fantasia spetta però agli spagnoli che hanno inventato una fantomatica “Mortadela Bolonia”. Anche formaggi non conosciuti in tutte le parti d’Italia come gorgonzola, fontina e asiago sono stati trovati contraffatti in Danimarca, Belgio e persino Lettonia.
Foto: web, Coldiretti, Adn Kronos
Cotechino: buono tutto l’anno.
Perché il classico piatto delle feste, cotechino e lenticchie, porta bene? Il maiale è simbolo di fortuna e ricchezza, come rappresentato dai tanti salvadanai che stanno sulle nostre mensole. Le lenticchie, con la loro classica forma tonda, richiamano invece le monete. Nulla di meglio per un augurio di prosperità. Il cotechino sta però anche cercando di svecchiarsi e di togliersi l’alone di piatto etnico, tutto italiano e adatto solo alle feste.
Sebbene oggi si associ il cotechino al modenese (tra l’altro è un prodotto IGP), la sua storia sarebbe cominciata in Friuli-Venezia Giulia, dove si sperimentò questo innovativo sistema di conservazione della carne di maiale.
Anche il fratello del cotechino, lo zampone, che si differenzia dal primo solo per l’involucro (lo zampetto di maiale anziché la pelle della zampa) ha origini assai diverse da quelle della festa. Nacque infatti durante l’assedio di Mirandola, nel modenese, nel 1511. Avendo necessità di conservare la carne per un lungo periodo un cuoco del filosofo e letterato Pico della Mirandola escogitò la soluzione di introdurre le carni più magre dentro lo zampetto del suino.
Vinitaly. Da New York all’ Expo
Da Vinitaly International Academy a New York e per la prima volta in Canada a gennaio, all’anticipo della 49^ edizione della rassegna in marzo, fino al Concorso Enologico Internazionale in aprile per approdare il 1° maggio all’Expo con il Padiglione dell’esperienza vitivinicola italiana “Vino – A Taste of Italy”. Ecco il calendario degli appuntamenti di Vinitaly in un anno che rappresenta, grazie all’Esposizione universale di Milano, un formidabile trampolino di lancio per l’enologia italiana nel mondo.
Il 2015 sarà un anno speciale per l’immagine del vino italiano nel mondo, con i riflettori accesi dell’Expo di Milano. Impegnata direttamente nella realizzazione del Padiglione “Vino – A taste of Italy” sull’esperienza vitivinicola italiana, Veronafiere ha riorganizzato e ampliato il suo calendario degli eventi dedicati al vino in Italia e all’estero, per renderli sinergici con il grande appuntamento milanese.
Vinitaly si svolgerà dal 22 al 25 marzo, con un’anticipazione da aprile a marzo che ha fatto ripartire con maggiore impeto i lavori di preparazione dopo le festività natalizie. Le attività per l’organizzazione del più importante Salone internazionale del vino stanno procedendo rapidamente come pure quelle per Sol&Agrifood ed Enolitech che si svolgono in contemporanea e per OperaWine , in programma il 21 marzo.
Cambia anche la programmazione di Vinitaly and the City, il
FuoriSalone serale di Vinitaly. L’evento, che si svolgerà per la prima volta all’aperto nelle piazze storiche della città di Verona, è in calendario dal 19 al 24 marzo: 6 giorni al posto dei 2 dello scorso anno, per dare ai winelover e agli operatori in arrivo da tutto il mondo più tempo per scoprire il gusto e la qualità dell’enogastronomia italiana.
Da fine gennaio ripartono Vinitaly International e gli educational della Vinitaly International Academy, a New York il 27 gennaio e il giorno 28 a Toronto in Canada nel corso della prima edizione di Vinitaly Canada. Una esclusiva sessione della VIA si svolgerà dal 16 al 20 marzo a Verona.
Presentazione speciale di Vinitaly a New York il 2 febbraio nel corso dell‘Italian Wine Week organizzata dall’ICE, mentre un’altra presentazione di Vinitaly e del Padiglione “Vino – A taste of Italy” verrà fatta il 19 febbraio sempre a New York durante il Gala Italia dell’Italian Wine & Food Institute, di cui Vinitaly è partnership.
Il 19 marzo è in programma il Concorso Internazionale Packaging, dedicato all’abbigliaggio, cioè alla veste grafica delle bottiglie di vini e distillati provenienti da uve, vinacce, mosto o vino.
Da quest’anno il concorso apre il giudizio anche alle categorie dei distillati diversi dall’uva (vale a dire gin, rum, whisky), a tutti i liquori e all’ olio extravergine di oliva . Iscrizioni dal 1° febbraio al 10 marzo.
Eccezionalmente, in occasione dell’Esposizione Universale di Milano, il Concorso Enologico Internazionale si svolgerà dopo Vinitaly – dal 12 al 16 aprile -, non prima come tradizione. La competizione enologica più importante e selettiva al mondo, giunta alla 22^ edizione diventa così vetrina per i migliori vini provenienti da tutti i Paesi produttori, mentre i vini italiani vincitori di Gran Medaglie d’Oro e Medaglie d’Oro saranno i protagonisti di speciali degustazioni organizzate durante l’Expo all’interno di Vino – A taste of Italy. Iscrizioni al concorso aperte dal 1° febbraio al 25 marzo.
Per quanto riguarda l’olio extravergine di oliva di qualità, dopo la positiva esperienza del 2014 viene confermato lo sdoppiamento del Concorso Sol d’Oro, con l’edizione dedicata gli oli dell’Emisfero Nord in programma dal 15 al 21 febbraio – chiusura delle iscrizioni il 10 febbraio – e quella per la produzione oleicola dell’Emisfero Sud a settembre.
Oltre la festa: il Plum Cake alle mele.
Soffice, morbido, ottimo a colazione e a merenda: è il Plum Cake. La ricetta è di Francesca Merlino per Scelte di Gusto.
Ingredienti:
per teglia da 24 cm di diametro;
3 tuorli;
3 albumi;
250 gr di zucchero di canna o normale;
250 gr di farina OO;
100 ml di olio di semi;
120 ml di latte;
4 mele golden;
1 bustina di lievito per dolci;
la scorza di limone non trattato
1 punta di cucchiaino di cannella.
Procedimento :
Sciogliete il lievito nel latte tiepido, sbucciate e affettate sottilmente le mele, montate i tuorli con lo zucchero e la scorza di limone, quando saranno spumosi aggiungete la farina alternandola con il latte e l’olio, in ultimo la cannella in polvere. Montate a neve gli albumi con mezzo cucchiaino raso di sale, incorporateli al composto di tuorli. Preriscaldate il forno a 170°, imburrate e infarinate una teglia dal cerchio apribile (la mia era di 26 cm di diametro), versate una parte dell’impasto, coprite con uno strato sottile di mele tutta la superficie, versate il rimanente strato di impasto e coprite con le mele, disponendole a raggiera, spolverizzate dello zucchero e della cannella sopra. Infornate per almeno 50 minuti fate sempre la prova stecchino
Rimane morbido per giorni.”
Francesca Merlino
A Bolognetta, una “food immersion” nella pizza.
Provengono da tutto il nostro paese, ma anche e soprattutto da Spagna, Grecia, Lituania e Polonia, i ragazzi che, da lunedì 5 e sino al 13 gennaio, sbarcheranno nella nostra Isola per gustare tutti i suoi sapori. A renderlo possibile è il programma “Erasmus Plus Mobilità Giovanile”, promosso nell’ambito del progetto europeo “Food Immersion”, redatto da Gaetano Grassadonia, vicesindaco di Bolognetta, per dare modo a chi non vive nella nostra terra di assaporare le bontà che da sempre la caratterizzano. A renderlo ancora più possibile saranno i pizzaioli della F.I.P., la Federazione Italiana Pizzaioli nel Mondo, che giungeranno da ogni parte della regione e che, dalle 9 alle 14 di giovedì 11, si esibiranno nei locali del ristorante “Ikebana”, proponendo la genuinità dei loro prodotti, risultato di tanta maestria e creatività.
Sarà, dunque, una mattinata dedicata al buon cibo e alla corretta alimentazione, alla cui riuscita contribuiranno in tanti.
«Non è un caso che questa manifestazioni si svolga da noi – spiega Gaetano Grassadonia – perchè a Bolognetta l’economia si fonda soprattutto sulla pizza. Sono sicuro che Pietro Visconti, nostro concittadino, pizzaiolo dell’Ikebana e membro della Federazione, darà ancora una volta prova della sua professionalità, insieme a tutti gli altri maestri pizzaioli».
L’affetto particolare che questo comune in provincia di Palermo vanta per la pizza è dimostrato dal fatto che proprio qui, nel 2013, il presidente della F.I.P., Giovanni Mento, il delegato regionale, Domenico Sireci, e il fiduciario provinciale per Palermo e organizzatore di eventi, Lorenzo Aiello, hanno inaugurato il progetto “F.I.P. in Tour”, la singolare tournée della pizza che offre ai bambini la possibilità di mettere le mani in pasta, al grido di: “Bambini oggi, pizzaioli domani”.
Praticamente, una delle tappe di un percorso che la prossima settimana vedrà l’Europa puntare i riflettori su Bolognetta, capofila di un progetto che vede partecipare anche i comuni di Cefala Diana, Marineo e Villafrati. Un vero e proprio evento, al quale prenderanno parte anche alcuni ragazzi ospiti della comunità “Hansel e Gretel”, gestita dall’associazione di tutela dei diritti dell’infanzia “A.R.P.A. ONLUS”, che avranno anche modo di ammirare la pizza gigante e le tante acrobatiche che terranno tutti con il naso all’insù”.
Fondata e costituita il 29 luglio 2003 dai presidenti Giuseppe Santoro e Giovanni Mento, coadiuvati dal segretario nazionale, Giovanni Gangemi, sin dalla sua fondazione la F.I.P. ha puntato a propagandare la conoscenza e il consumo del “piatto italiano più noto al mondo“.
Oggi, solo in Italia, vanta 82mila locali affiliati e 85.800 addetti, per un giro d’affari che si aggira intorno ai 19mila miliardi, 13mila dei quali maturati esclusivamente solo con la pizza tradizionale.
Sarà, dunque, un appuntamento da non perdere, quello in programma la prossima settimana, anche perché, oltre ai pizzaioli, ci sarà il noto maestro chef e pasticcere, Carmelo Dalfino, insieme ai suoi allievi, pronto a guidare i presenti sulle tante strade del gusto. Parteciperà anche Salvatore Tosì, direttore del G.A.L. Metropoli Est, realtà che si occupa di promozione sociale.”Food Immersion” è stata fortemente voluta allo stesso modo dal coordinatore territoriale dell’associazione culturale internazionale “Sicilia in Europa”, Vincenzo Di Salvo, da decenni impegnato nel settore della gastronomia e della ristorazione.
Gilda Sciortino



































