Causa cecità, chiude Renato Bar a Mondello

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renato6Una borgata che un tempo era bella e che negli anni, per varie ragioni, ha subìto profonde trasformazioni ma che riesce ancora a conservare i tantissimi di ricordi di tante generazioni. In quella piazza hanno sempre campeggiato due locali, compatibilmente affiancati: Il Renato Bar e l’Antico Chiosco. renato3Il Renato, più giovane, era sempre stato però una sorta di ripiego quando l’Antico Chiosco, al culmine del proprio splendore, era sovraccarico di gente.
renato5Ma la pagnotta era ben abbondante e bastava. Bastava anche alla piccola costellazione di mini locali attorno alla piazza. Alcuni sono spariti, altri sono stati rimpiazzati, altri ancora hanno cambiato genere: ma non era ancora successo che una saracinesca restasse abbassata troppo a lungo.
La piazza di Mondello però si è spenta con il passare del tempo, assumendo un aspetto lugubre, triste.
La prima trovata sono stati i piloncini: orribili, deprimenti, di una bruttezza indescrivibile, ma sono serviti a limitare il parcheggio selvaggio sulla piazza. Una piazza che però è rimasta anonima, amorfa: niente fiori, niente vasi, niente cestini, poche panche vecchie e scrostate, niente decoro. Ciò che conta è che non ci siano auto. Amen. La fontana della “Sirenetta de noantri” in compenso è oberata di rifiuti, cartacce, pattume residuato del mordi e fuggi gastronomico, estivo e non, ed abitata da clochard ormai stanziali. renato4Questo anche in estate quando, dalla parte opposta della via Torre di Pilo dei locali, si allestisce una specie di souk, una kasbah, di varia mercanzia, per lo più contraffatta e tarocca. Un marciapiedi già stretto e a tratti dissestato viene ulteriormente ristretto dalla tante bancarelle che vendono di tutto: e già questa è una spia rossa che parla di degrado. Non esistono bancarelle del genere a Portofino, o a Vieste, o a Fregene né a Ravello: chissà perché.
mondello d'inverno _4098Uno spettacolo assai triste che in inverno diventa lacerante: Mondello in inverno è fatiscente, ora che anche in via Torre di Pilo molti locali storici hanno chiuso e che ciò che ne è rimasto cade a brandelli nell’incuria generale e nel disinteresse amministrativo. Pochi cani randagi in giro e tantissimi vigili: a far cosa non si capisce dato che non ci sono flusi veicolari da gestire.
renatoAnche a Mondello dunque cadono le teste dei locali che hanno fatto la storia della borgata e da album dei ricordi: via Renato Bar. Il gestore non può più pagare l’affitto, che immaginiamo e ci dicono proibitivo, e viene sfrattato.
Le conseguenze, come sempre, ricadono su diverse famiglie e i posti di lavoro persi in questa “città chiusa” aumentano ogni giorno: nell’indifferenza, nella rassegnazione o forse nell’indolenza o peggio nell’impotenza.
La cecità della proprietà è il dato che salta agli occhi. Pare infatt che ci siano state intense trattative e tentativi di conciliazione, con la sommessa richiesta di una rimodulazione del canone di locazione in accordo con la naturale flessione del mercato immobiliare, in caduta libera in questi lunghi anni di crisi. renato2Niente da fare: la cieca proprietà si è arroccata su una cifra, immodificabile. Il “volemose bene” e il “ diamoci una mano” vale, purtroppo, solo quando riguarda gli altri: gli altrui sacrifici, le altrui rinunce, le altrui buone azioni. Ma quando ad essere toccata è la tasca propria, ogni principio di sana solidarietà viene prevedibilmente meno.
Ora, pensando alla struttura in questione e ad un’utenza sempre più giovane ( si, Mondello non è più da tempo la passeggiata preferita della Palermo “bene” e matura, nda) viene da pensare che la proprietà possa essersi fatta ingolosire da un miraggio da multinazionale del junk food. mondello piazzaCosa potrebbe campeggiare meglio, in quella piazza, che un acronimo, tipo MC, ad esempio? Chi, se non una multinazionale,potrebbe oggi insediarsi in un locale grande e costoso? Una ristrutturazione radicale, un gonfiabile per i più piccoli sulla piazza e via, un clown vivente e via: si va di burgers anche a Mondello? Può darsi: sono ipotesi dato che, ad essere onesti, non si comprende il rifiuto di un adeguamento anche temporaneo del canone di locazione in favore della gestione attuale. Dunque pensare che all’orizzonte della proprietà si delineino locatari di questa portata , non è un’idea poi tanto peregrina. Al peggio non c’è fine: e forse il peggio, in questo caso, sarebbe uno spettro fatiscente, buio e desolato, che consegnerebbe Mondello ad ulteriore oblìo. Ma il peggio del peggio è, sicuramente, la perdita della memoria, della storia, del retaggio culturale e dell’identità di una città attraverso le sue generazioni. Riprendiamoci i nostri ricordi e gli scatti della nostra vita, e riportiamoli a casa: Mondello non è più l’album migliore in cui custodirli .

Alessandra Verzera

Foto: web

Foto: “Mondello d’inverno” di Mario Macaluso, mariomacaluso.blogspot.com

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