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La Cena delle Pietre. La verticale dello storico vino San Leonardo

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san leonardoSi rinnova venerdì 27 febbraio, dalle ore 20:30, l’esclusivo appuntamento con “La Cena delle Pietre” per gli amanti di enogastronomia presso il slow restaurant Le Lampare al Fortino di Trani, che nelle precedenti edizioni ha ospitato già prestigiose aziende. L’evento ideato dal patron Antonio Del Curatolo nasce dalla comunione tra le vigne che poggiano su depositi di terra e pietre e Trani, la città della pietra per antonomasia grazie anche al recupero della ex Chiesa di S. Antuono e il fortino ad essa inglobata, mosaico architettonico prezioso per le sue pietre di varia bellezza.
Per la prima volta in Puglia e Basilicata, questo evento  avrà come ospite la pluripremiata azienda trentina Tenuta San Leonardo dei marchesi Guerrieri Gonzaga, produttori di uno dei più grandi rossi italiani di taglio bordolese. La Tenuta, un vero e proprio monumento a Bordeaux tra le Dolomiti, poggia su particolari suoli originati dai materiali dei versanti di rocce calcaree, erosi dalle antiche alluvioni fluviali e gode di un microclima eccezionalmente temperato. Nelle cantine della Tenuta, dalla più moderna barricaia sino ad inoltrarsi nelle antiche cantine con volte risalenti al XV secolo, il vino viene lavorato secondo la nobile tradizione artigianale. Grazie a fermentazioni esclusivamente in tini di cemento, ad un invecchiamento in botti e botticelle di pregiato legno di rovere e ad un prolungato affinamento in bottiglia, il San Leonardo raggiunge infine la sua raffinata eleganza e qualità.
baugetDurante la cena gourmet verranno degustate in verticale le annate 2008, 2007, 2004 e 2000 del San Leonardo, le famose grappe e anche lo champagne Bauget Jouette Rose’ Brut con la presenza del marchese Carlo Guerrieri Gonzaga (titolare del brand e noto personaggio nel panorama mondiale), di Fulvio Rimini, brand manager delle cantine San Leonardo e di Vittorio Cavaliere presidente dell’associazione culturale Ricerca e Qualità. A loro è affidato il compito di illustrare la filosofia da cui nascono i vini protagonisti di un nuovo, vincente connubio con le nostre, storiche pietre e di raccontare le peculiarità del territorio che li rendono particolarmente pregiati.
Il ristorante Le Lampare al Fortino riserverà in futuro nuovi ed importanti appuntamenti mirati alla valorizzazione del nostro territorio pugliese, al fine di renderlo fulcro centrale nel panorama del vino in Italia.

Natura minore? Il Veneto a salvaguardia della biodiversità agraria.

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broccoloBroccolo fiolaro, Righetta d’oro, Pomodoro Nasone, vacca Burlina, pecora Foza, pollo Robusta Lionata, frumento Piave, mais Sponcio, uve Dindarella e Oseleta, etc. Al traguardo il Programma “Bionet”, per la conservazione di ben 58 risorse genetiche locali. Borse di studio. Otto gruppi di lavoro, otto Report finali.

Potremmo dire “nonsoloPanda“. Il Programma BIONET ha infatti dato vita a una rete regionale per la conservazione e caratterizzazione della biodiversità di interesse agrario occupandosi, nel 2013/14, 58 risorse genetiche locali.

Gli enti, raggruppati in rete dalla Regione, sono Veneto Agricoltura (capofila), Provincia di Vicenza, Università di Padova, Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura (CRA-VIT) di Conegliano (TV), Isiss “D. Sartor” di Castelfranco Veneto, Isiss “Della Lucia” di Feltre e Isiss“ Duca degli Abruzzi” di Padova.
pomodoroAttraverso gli Istituti Agrari è stato anche possibile il coinvolgimento anche di studenti impegnati direttamente in tutte le fasi di allevamento e coltivazione delle specie conservate. Dai docenti sono state infatti programmate delle unità di apprendimento specifiche per promuovere la cultura della biodiversità. Alcuni studenti sono stati inoltre selezionati per l’assegnazione di specifiche borse di studio.

Vediamo in breve i risultati degli otto sottogruppi di lavoro.

vaccaIl gruppo sui bovini si è occupato della conservazione della razza Burlina e della caratterizzazione dei sui prodotti (latte, formaggi e carne) che sono un utile strumento per la sua conservazione. Alla razza Burlina va riconosciuto anche il un ruolo nella protezione dell’ambiente specialmente quello montano.
Quello sugli ovini ha focalizzato il suo lavoro sulle 4 razze autoctone che dispongono del Registro Anagrafico di popolazione approvato dal MiPAAF. Per due di queste, razza Alpagota e razza Brogna, la struttura di popolazione ha dato segnali incoraggianti negli ultimi anni. Per le razze Lamon e Vicentina (o Foza) la dimensione delle popolazioni è ancora limitata.
tacchiniNel settore degli avicoli domestici sono state prese in considerazione 13 razze,cioè Anatre: Germanata veneta, Mignon, Faraone, Camosciata; Oche: Padovana; Polli: Ermellinata di Rovigo, Millefiori di Lonigo, Padovana, Pepoi, Polverara, Robusta Lionata, Robusta Maculata; Tacchini: Comune Bronzato, Ermellinato di Rovigo.
mais_bianco_perla2Il gruppo di lavoro cerealicolo ha indagato le varietà locali di mais “Biancoperla”, “Marano” e “Sponcio”, di orzo “Agordino” e i frumenti Canove, Monococco, Piave. È stata condotta una caratterizzazione morfo-agronomica e genetico-molecolare per la costituzione di varietà da auto-conservazione. È stato inoltre possibile definire una procedura per la moltiplicazione del seme, essenziale ai fini della valorizzazione commerciale di tali varietà locali.
Il gruppo sull’orticolo ha indagato alcune risorse genetiche locali: Asparago Montine, Broccolo di Bassano, Broccolo fiolaro di Creazzo, Fagiolo Gialet e Righetta d’oro di Posina, Pomodoro Nasone. Queste sono state recuperate, coltivate e caratterizzate dal punto di vista nutrizionale e salutistico. La produzione, coltivate secondo la tradizione, è stata effettuata tramite il recupero di genotipi presso i produttori locali. Sono state poi quantificate le principali componenti organolettiche fino all’identificazione delle proprietà antiossidanti e salutistiche degli ortaggi tipici creando una sorta di carta d’identità qualitativa del prodotto.
bianchettaQuello sul viticolo si è occupato di 23 vitigni identificati come a rischio di erosione genetica: Bianchetta trevigiana b., Boschera b., Cabrusina n., Cavrara, Corbine n., Dall’Occhio b., Dindarella n., Forsellina n., Grapariol, Groppello di Breganze, Gruaja n., Marzemina bianca b., Marzemina grossa n., Negrare n., Oseleta n., Pattaresca, Pedevenda b., Perera b., Pinella b., Prosecco lungo b., Recantine, Trevisana nera n., Turchetta n. Su questi vitigni ed i loro sinonimi/omonimi, sono stati eseguiti i rilievi per la conferma della loro identità varietale. Particolarmente interessante è il caso di due Recantine (Recantina Pecolo Scuro e Recantina Pecolo Rosso) non ancora iscritte al Registro Nazionale delle Varietà di Vite (RNVV) per le quali si stanno completando i rilievi per la loro iscrizione.
Il gruppo di lavoro foraggere ha eseguito rilievi in campo nelle province di Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza realizzando un data base geografico con l’individuazione cartografica delle praterie esistenti. Nei sopralluoghi sono stati individuati il tipo di prateria con riferimento ad una chiave vegetazionale ottenuta riunendo caratterizzazioni floristiche realizzate in modo non sistematico e completo in quanto non sempre i prati rilevati potevano essere attribuiti in modo certo ad uno dei tipi. In questi casi si è adottato il criterio della maggiore somiglianza.

Foto: web e ortoveneto.it

Riaprono i Musei del Cibo della provincia di Parma

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Logo Musei del Cibo generale6I Musei del Cibo della provincia di Parma riaprono dal primo marzo per accogliere visitatori e scuole per far scoprire la storia e la cultura delle eccellenze eno-gastronomiche della Food Valley: Parmigiano Reggiano, Pomodoro, Pasta, Vino, Salame e Prosciutto, protagonisti di sei percorsi museali, continueranno a raccontare un territorio e l’Italia.
Nell’anno in cui con Expo i temi dell’alimentazione e del rispetto del territorio saranno in primo piano, i Musei del Cibo si presentano al pubblico con un’offerta unica per conoscere e approfondire la storia e la cultura legate al cibo. Di rilievo le attività didattiche formulate ad hoc e proposte a famiglie e scuole, che permetterà di conoscere le tradizioni dei prodotti tipici italiani diventati famosi in tutto il mondo (i materiali di presentazione e didattici, così come il calendario degli appuntamenti sono disponibili sul sito del circuito www.museidelcibo.it).
Parma_i_Musei_del_ciboSituati in luoghi o strutture di interesse e integrati con il territorio circostante, i Musei del Cibo della provincia di Parma sono realtà in cui vivono la storia e la tradizione gastronomica e si intrecciano a quelle del territorio fino a creare una dimensione unica nel suo genere, un patrimonio che attrae ogni anno decine di migliaia di turisti italiani ed europei (oltre 21.000 nel 2014). La particolarità delle strutture risiede non solo nel valore storico-architettonico dei luoghi in sé, ma anche nel saldo legame tra i complessi edilizi e i contenuti ospitati: il Museo del Parmigiano, a Soragna, è situato in un ex caseificio; quello del Prosciutto, si trova nell’ex Foro Boario di Langhirano, zona di lavorazione e commercio delle carni suine; il Museo del Pomodoro e il nuovo Museo della Pasta hanno sede nella Corte di Giarola, storico centro di trasformazione agroalimentare medievale e il Museo del Salame è situato nelle cantine del Castello di Felino, ambienti da sempre scelti per la conservazione e la stagionatura dei salumi. A chiudere il percorso la Cantina dei Musei del Cibo dedicata ai vini e ai prodotti del territorio di recente apertura che trova spazio all’interno dei suggestivi sotterranei e nella ghiacciaia farnesiana della Rocca Sanvitale di Sala Baganza.
Lo stretto legame con il territorio fa dei Musei del Cibo un punto di partenza strategico per scoprire oltre alle eccellenze eno-gastronomiche anche le ricchezze culturali della provincia di Parma, come ad esempio i Castelli del Ducato, la via Francigena e il luoghi verdiani.

Slow Food Palermo: Cibo e Legalità.

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slow-foodIl riconoscimento del diritto al cibo risale all’adozione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948: “Ognuno ha il diritto a uno standard di vita adeguato per la salute e benessere propri e della propria famiglia, incluso il cibo (art.25)”. Inoltre nell’art. 11 dei Patti Internazionali sui diritti dell’Uomo adottati dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1966 si legge: “Gli Stati parti del presente Patto, riconoscendo il diritto fondamentale di ogni individuo alla libertà dalla fame, adotteranno, individualmente e attraverso la cooperazione internazionale, tutte le misure, e fra queste anche programmi concreti, che siano necessarie per migliorare i metodi di produzione, di conservazione e di distribuzione delle derrate alimentari mediante la piena applicazione delle conoscenze tecniche e scientifiche, la diffusione di nozioni relative ai principi della nutrizione, e lo sviluppo o la riforma dei regimi agrari, in modo da conseguire l’accrescimento e l’utilizzazione più efficaci delle risorse naturali”.

slow palermoNei paesi industrializzati, tuttavia, il sistema normativo che ne regola la produzione e la commercializzazione favorisce la grande industria a scapito delle piccole aziende locali e dei produttori di prossimità, creando di conseguenza disuguaglianza, sprechi, tutte condizioni favorevoli al proliferare di fenomeni legati alla criminalità organizzata.

ciboNotizie su ecomafie e agromafie, pesca distruttiva, schiavitù, sfruttamento, land grabbing, riciclaggio, si trovano sempre più frequentemente nelle pagine di cronaca giudiziaria. Grazie all’opera di sensibilizzazione esercitata da importanti personalità, tra cui il Papa e il Presidente degli Stati Uniti Barack Hussein Obama, di enti pubblici e associazioni non governative, sta nascendo una nuova consapevolezza del cibo inteso come bene universale e non come oggetto di scambio.

La Condotta Slow Food Palermo, allo scopo di promuovere queste conoscenze, organizza un convegno su “Cibo e Legalità”, sabato 28 febbraio, ore 9.00 presso l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Giuridiche di Palermo.

L’obiettivo è sensibilizzare e coinvolgere soggetti pubblici, aziende, privati, per dare al cibo giusta rilevanza e considerarlo un patrimonio da proteggere a ogni costo. Quindi cibo come atto agricolo ma anche atto politico, di tutela del paesaggio, di benessere personale e collettivo. Un appuntamento di alto profilo per gli addetti ai lavori, ma non solo.

Quando i sogni son desideri: Alfredo Iannaccone e la sua “Cucina Vagabonda” presto in libreria.

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cucina vagabondaIl sogno del giornalista Alfredo Iannaccone era quello di cimentarsi in una cucina unica, affascinante e per molti versi sensuale e misteriosa. Così, per questo 37enne appassionato di Food, la giornata ha miracolosamente raddoppiato le sue ore in modo tale da consentirgli di seguire tutte le sue passioni: quella per il giornalismo, mai messa in discussione, e quella per il Food, esplosa in tutta la sua travolgente passione: proprio come un primo amore giovanile.
iannacconeEd ecco che la notte riserva a Iannaccone meravigliose sorprese, seguìte ad ore ed ore di studio per almeno due anni. La cucina Zen e l’ Umami sono infatti gli amori ormai non più segreti di Iannaccone: condivisi dall’amore “terreno” del giornalista; la compagna Annarita. A volte musa, a volte giudice, a volte collaboratrice. Una presenza costante e condiscendente, un supporto irrinunciabile.
polpo iannacconeE Iannaccone aveva un progetto nel cassetto; il sogno nel sogno. Il suo libro di cucina.  Un viaggio fotografico di alto livello tra i percorsi di una cucina conosciuta a pochi ma che promette di essere molto apprezzata e che in tal senso ha già regalato al suo autore non poche soddisfazioni in un crescendo culminato proprio nella pubblicazione del tanto cullato libro: per i tipi della Scuderi Editrice infatti ha visto la luce “Suggestioni di cucina vagabonda” , il diario di viaggio del giornalista-chef ai fornelli.
iannaccone7252 pagine a colori in cui lo “chef” racconta le sue emozioni, i sogni a occhi aperti, in un percorso onirico-sensoriale costruito sulle fondamenta di una cucina d’autore. Tra “sensazioni zen” e umami, prende forma una ricerca ragionata, un viaggio editoriale tra immagini di grande impatto, tra creazioni in pieno stile food-design frutto anche di grandi “pulsazioni emotive”. iannaccone3Il volume, che sarà in libreria a partire dalla fine di febbraio, è  l’opera prima gastronomica di un artista della comunicazione culinaria, che tra pentole e fornelli ha scoperto, dopo 20 anni di giornalismo, la sua isola felice, il suo nuovo mondo a colori, il secondo tempo della sua vita.
Un volume di qualità, sia per contenuti che per formula grafica, il cui prezzo di copertina è fissato simbolicamente in 20 euro.
Nelle prossime settimane Iannaccone presenterà il volume in varie città italiane, nelle quali terrà anche delle serate a tema con show coking e degustazioni, in prestigiose location ed affiancato da brigate di cucina di alto profilo: si partirà da Palermo con gli show cooking già dalla primavera.
Non resta dunque che leggere e pregustare ciò che, a breve,  sarà anche possibile trovare nei migliori ristoranti di diverse città italiane.

Alessandra Verzera

L’olio di semi di girasole perde la “sfida frittura” contro l’extra vergine d’oliva.

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frittura2Chi pensa che il fritto con olio di semi di girasole sia più leggero e salutare di quello con olio extra vergine di oliva deve ricredersi. Non è una questione di gusto, ma dei composti insalubri, potenzialmente tossici, che si vengono a creare durante la frittura.
Ricercatori dell’Università dei Paesi Baschi in Spagna hanno messo a confronto extra vergine e olio di girasole durante una frittura durata 40 ore a 190 gradi in un friggitrice di tipo industriale. olio dopI cambiamenti chimici degli oli sono stati monitorati con la sofisticata tecnica analitici della risonanza magnetica nucleare.
Gli studiosi hanno potuto evidenziare come il livello di sicurezza dell’extra vergine, in termini di contenuto di aldeidi, sia molto più elevato. Infatti non sono stati riscontrati composti potenzialmente citotossici e genotossici, come il 4-idrossi-(E)-2-alchenali, nell’extra vergine, al contrario dell’olio di semi di girasole. Significative differenze sono anche state notate in rapporto alla percentuale di composti polari a favore dell’olio extra vergine d’oliva, il che comporta grandi differenze nel livello di sicurezza dell’uso in frittura tra i due oli.

La focaccia di Recco diventa Igp: tutto merito del formaggio.

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focacciaLa focaccia di Recco ha ottenuto l’Igp, l’Indicazione geografica Protetta. La focaccia ligure apprezzata dai gourmet di tutto il mondo è un prodotto da forno ottenuto dalla lavorazione di un impasto a base di farina di grano tenero, olio extravergine di oliva, acqua, sale. In seguito vengono stese due sottilissime sfoglie, farcite con formaggio fresco, a pasta molle, dalla leggera nota acidula, che in cottura fonde.
A rendere unica questa ricetta, la sapienza degli artigiani italiani, come sta nella maestria degli affinatori di formaggio il segreto del loro aroma. formaggi-tipiciSecondo una ricerca dell’inglese Cranfield University, compiuta grazie alla collaborazione di 19 esperti e di un naso elettronico, i profumi non dipendono dal tipo di latte utilizzato, ma dai “lavaggi”, ossia in quali sostanze vengano tenute a bagno le forme di formaggio.
Nell’ambito della ricerca è stato assegnato anche un riconoscimento al formaggio “più puzzolente al mondo”. È il Vieux Boulogne, un formaggio francese prodotto nell’omonima città portuale. Si tratta di un formaggio di latte vaccino, stagionato con lavaggi alla birra per un periodo di nove settimane.

Il caffè vi rende nervosi? E’ colpa dei vostri geni.

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caffèC’è chi può bere una tazza di caffè anche prima di andare a letto e a chi, invece, il caffè provoca persino tremori. La risposta a questa bevanda, che viene consumata dall’80% della popolazione mondiale, dipende tutta dai geni.
La Harvard School of Public Health di Boston ha scoperto altre sei posizioni nel nostro DNA, oltre alle due già conosciute, che vengono stimolate dall’assunzione di caffè. Pochi sanno infatti che la responsabile degli effetti, benefici e non, sul nostro corpo non è direttamente la caffeina, ma tre sue derivate, che vengono metabolizzate dal nostro fegato. Il tutto avviene in circa un’ora dall’assunzione del caffè.
caffe_4Le molecole responsabili dei principali effetti sul nostro corpo sono tre: paraxantina, teobromina e teofillina. I primi due composti sono positivi: riducono il livello di grassi nel sangue, hanno effetti vasodilatatori e stimolano l’attività renale e quindi la diuresi. Alla combinazione di questi effetti sono anche associati benefici indiretti, come la riduzione del rischio di cancro alla prostata, evidenziato dal Karolinska Institutet di Stoccolma, o del tumore all’endometrio, così come scoperto dall’Imperial College di Londra.
Tutta colpa della teofillina, invece, gli effetti negativi. Questa agisce sulla frequenza del battito cardiaco, provocando possibili disturbi come il “tremolio da caffè”, gli stati d’ansia o il nervosismo. Qui entrano in gioco i nostri geni, perché la sensibilità individuale può incrementarne esponenzialmente gli effetti

La Piccola Cucina…goes large!

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piccola cucinaUn format intelligente, che avvicina i più piccoli alla cucina a salvaguardia della tradizione gastronomica italiana: un “concept” importantissimo, specie quando i più piccoli, insieme alle loro famiglie, vivono negli Stati Uniti dove la cucina italiana ha bisogno costante di essere rilanciata nella sua vera essenza e protetta da tanto ardite quanto dannose manomissioni e fantasiose interpretazioni.
Un’iniziativa a scopo didattico ma anche, aspetto importantissimo, volto alla  diffusione ed alla valorizzazione dell’immenso patrimonio gastronomico tricolore.

Ma non solo: il contest si propone tra gli obiettivi una raccolta di fondi da destinare alla ristrutturazione della Milford House, sede dell’ Italian Cultural and  Community Center di Houston, e allo sviluppo di programmi di studio.
tiziana1Così, da un progetto di Tiziana Ciacciofera, direttore dell’ Italian Cultural and Community Center di Houston ( Texas, Usa) prende le mosse il format che oltre ad avere vantato già diversi tentativi di imitazione – nella migliore tradizione dei prodotti di ottima qualità del resto – promette agli Usa nuovi e potenziali grandi chef che rappresentino in modo fedele la tradizione culinaria del Bel Paese. Non è né prematuro né ardito ipotizzare che ben presto il format possa intraprendere il giro di altri stati dell’unione, data la sua importante valenza didattica.
tiziana5Ma intanto si parte da Houston, in una tiepida serata di Marzo: esattamente il 14 Marzo 2015.
Saranno in quattro i piccoli chef del futuro, affiancati da altrettanti Executive, un paio dei quali già noti ai nostri lettori, che formeranno quattro golosi team: quello del cannolo, della bruschetta, del raviolo e dello spiedino. A capeggiare i teams, le toques più prestigiose d’oltre oceano : Maurizio Ferrarese, Executive del Four Seasons di Houston , Fabio Potenzano, Executive chef palermitano , docente e volto televisivo, “prestato” alla città scaligera, Verona, Alberto Baffoni, Executive del Mascalzone Restaurant di Houston, e John Michael Lynch, Executive delle prestigiose cucine del ristorante Cavour, all’interno dell’ Hotel Granduca.
Una kermesse che gode della partnership dei più noti brand dell’hotellerie di alto livello tra cui l’ Hotel Granduca e le catene Hilton e Four Seasons.

 

Alessandra Verzera

 

 

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https://www.sceltedigusto.it/public/?s=potenzano

An English Version

A smart  format , which brings children to the kitchen to safeguard the Italian gastronomic tradition : a very important concept  , especially when the little ones , along with their families , living in the US , where Italian cuisine has constant need to be re-launched in its true essence and protected for so bold as harmful tampering and fanciful interpretations .
An initiative for educational purposes but also , very important aspect , aimed at dissemination and exploitation of the immense gastronomic mediterranean heritage.

But not only : the contest aims, amongst olther objectives, a fundraising activity to be employed for the renovation of the Milford House , home of the ‘ Italian Cultural and Community Center of Houston , and the development of curricula .
 As it happens, a project of Tiziana Ciacciofera , director of ‘ Italian Cultural and Community Center of Houston (Texas, USA ) builds on the format that besides having already boasted several attempts of imitation – in the best tradition of high quality products, needless to say- promises to the US new and potential chefs  representing  faithfully the culinary tradition of Italy. It is neither premature nor daring to assume that soon the format can take the tour of other states of the union , given its important educational value .
Btu meanwhile it alla starts from  Houston , on a warm evening of March: March 14, 2015 precisely . There will be four little chefs of the future , accompanied by as many Executive , a couple of which are already known to our readers , who will form four greedy team : that of cannoli , bruschetta , ravioli and the spiedino . As  head of the teams , the most prestigious toques overseas : Maurizio Ferrarese , Executive of the Four Seasons Houston , Fabio Potenzano , Executive chef Palermo , professor and television personality , ” lent ” to the city of Verona , Verona , Alberto Baffoni , the Executive  of Symposium restaurant in Houston, and John Michael Lynch , Executive of the prestigious restaurant kitchens Cavour , within  the ‘ Hotel Granduca .
An event that sports the partnership of the best known brand of hotel industry to the highest  standards including the ‘ Hotel Granduca and chains Hilton and Four Seasons .

Alessandra Verzera

– Chief Editor –

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Ad Identità Golose, Alma insieme a “Noi di Sala”.

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marchesi almaPresso la Sala l’Auditorium ALMA, La Scuola Internazionale di Cucina Italiana ha presentato, in collaborazione con l’associazione Noi di Sala, “Il cliente non è servito”, uno spettacolo teatrale scritto da Alessandro Spinaci (sceneggiatore professionista) insieme a Gianluca Boccoli (Restaurant manager di Settembrini, Roma) ed interpretato da Alessandro Pipero (Ristoratore di Pipero al Rex, Roma), Marco Reitano (Sommelier de La Pergola Hilton, Roma) e Marco Giallini, noto attore italiano (premio speciale “Nino Manfredi” consegnato ai Nastri d’Argento 2014 e premio “Ennio Flaiano” come Miglior Attore per il film “Tutta colpa di Freud”) che ha interpretato il ruolo di Maître di un importante ristorante romano trasformando, per la prima volta in 10 anni, il palcoscenico del Congresso, da cucina a ristorante.
IMG_8397In occasione di Identità Golose il Direttore Generale di ALMA, Andrea Sinigaglia, ha presentato in aula Auditorium il nuovo corso in partenza ad Aprile, unico in Italia e dedicato alla formazione dei futuri professionisti di Sala & Bar. Il corso è destinato ai diplomati delle scuole dell’enogastronomia e dell’ospitalità, agli operatori della ristorazione che desiderano professionalizzarsi e agli interessati ad una professione orientata all’ospitalità nella ristorazione e nell’hotellerie. Il corso è a numero chiuso e della durata di sei mesi: tre mesi di lezioni full time, otto ore dal lunedì al venerdì, con lezioni teoriche e pratiche che spaziano dalle tecniche di sala e di sommellerie alla psicologia della comunicazione, dalla storia e cultura gastronomica fino alla gestione della leadership e delle risorse umane. IMG_8383Alla fine del percorso residenziale gli allievi svolgeranno lo stage formativo di tre mesi in una struttura internazionale in Italia. L’attestato finale è quello di “Assistant Restaurant & Bar Manager”. La scuola, per la prima edizione del corso ha previsto facilitazioni finanziarie a copertura della retta di iscrizione.
La partnership di ALMA, La Scuola Internazionale di Cucina Italiana con l’associazione Noi di Sala è solo all’inizio: infatti, proprio in occasione di Identità Golose, è stata ufficializzata la partecipazione dei membri dell’Associazione in qualità di docenti all’interno dei corsi ALMA che si terranno presso la sede ufficiale della scuola, la Reggia di Colorno in provincia di Parma.
L’associazione Noi di Sala nasce nel 2012 per ridare valore al ruolo del cameriere, adombrato dalla figura dello chef, oggi protagonista e unico “attore” di ristoranti e trasmissioni tv.