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Alimenti contenenti probiotici: siano riconoscibili dall’etichetta.

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stracchinoQuale consumatore europeo non vorrebbe poter sapere immediatamente, leggendo l’etichetta di un alimento, se contiene “batteri probiotici” considerati i molteplici effetti salutistici collegati a questi preziosi microorganismi? Eppure oggi questa semplice informazione resta un tabù. Dal 2012 la normativa Ue sui claim nutrizionali e salutistici vieta di evidenziare la presenza di probiotici sulle confezioni o nella pubblicità di un prodotto alimentare. Per di più, poiché gli effetti dei probiotici sono ceppo-specifici (ossia sono diversi per ogni ceppo batterico), per evidenziarli in etichetta è necessario ottenere un’autorizzazione all’uso da parte dell’Efsa – European Food Safety Authority –  come “indicazione salutistica”. Un paradosso normativo pesante per le aziende alimentari che producono yogurt e latti fermentati: come sottolinea Assolatte, questo contesto limita gli investimenti in ricerca, frena l’innovazione di un prodotto così importante per la salute e impedisce una corretta informazione ai consumatori delle caratteristiche di questi alimenti e di queste bevande.

assolatteAssolatte – a cui aderiscono le aziende italiane produttrici di alimenti probiotici – è impegnata per trovare una soluzione a questa situazione di stallo. Assolatte è infatti promotrice di un “dossier” che ha riaperto il dialogo sul tema con le istituzioni di Bruxelles e quelle degli Stati membri per arrivare a una soluzione comunitaria dei termini “batteri probiotici” e “probiotici”.

In ambito comunitario, l’esperienza di riferimento è quella italiana. L’Italia è stata infatti il primo Paese europeo, agli inizi del 2000, ad aver adottato delle “Linee guida sui probiotici” che fissano le condizioni per l’utilizzo di questo termine entro i confini nazionali, sia nei prodotti alimentari che negli integratori.probiotici Considerato positivo ed efficace, ora il modello italiano è diventato un benchmark in Europa, tanto che Assolatte ha chiesto alla Commissione Europea il riconoscimento del termine “probiotico” come descrittore generico dei microrganismi aggiunti ai prodotti lattiero-caseari e agli integratori.

YogurtL’obiettivo è duplice. Da un lato, arrivare a stabilire le caratteristiche che un alimento o un integratore devono possedere per potersi definire “probiotici”, dall’altro dare un’informazione corretta e immediata al consumatore.
Per Assolatte raggiungere questi obiettivi è fondamentale per rilanciare la ricerca e l’innovazione riguardo l’impiego dei probiotici nei prodotti alimentari e favorire la ripresa dei consumi a livello comunitario allineando l’Ue a quello che sta accadendo nel resto del mondo, dove il mercato dei probiotici è in costante crescita.

Secondo le stime di Assolatte su dati Euromonitor, il mercato degli alimenti probiotici è cresciuto del 12% negli Stati Uniti, del 7% in Sudamerica, dell’11% in Asia e del 4% in Medio Oriente, mentre in Europa è calato dell’8%.
yogurt2Le previsioni stimano che il segmento più rappresentativo, quello degli yogurt e dei latti fermentati con probiotici, segnerà in Europa un -9% nel quinquennio 2013-2018 mentre a livello mondiale registrerà un clamoroso +34%.
Stando così le cose, il rischio è che di questo boom si avvantaggeranno solo i produttori e i consumatori extra-europei.

L’impegno di Assolatte per risolvere la situazione sta dando i primi frutti: la Direzione generale Santé della Commissione Europea considera ora prioritario riaprire il dibattito sul tema probiotici e raggiungere una soluzione condivisa a livello europeo, mentre l’Efsa ha già avviato una revisione delle linee-guida che le aziende devono rispettare per presentare le domande di autorizzazione dei claims salutistici.

Appennini: l’anima dell’Italia che non vuole essere chiamata “marginale”

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slow foodSono le terre alte più bistrattate del nostro Paese, eppure rappresentano l’anima dell’Italia. Sono gli Appennini che, secondo uno studio realizzato da Slow Food Italia, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Unisg) e Università degli Studi del Molise (Unimol), vivono una grave crisi demografica e un preoccupante abbandono del territorio, nonostante siano state colpite, al pari delle aree metropolitane più popolose e sviluppate, dalla perdita di suolo dovuta alla cementificazione, quadruplicata nei fondovalle negli oltre 50 anni presi in esame.

pollenzoÈ questo il quadro allarmante al centro degli Stati Generali delle Comunità dell’Appennino, convocati per la seconda assemblea nazionale da Slow Food Italia dal 16 al 18 ottobre a Castel del Giudice (Is) in Molise. Agricoltori, allevatori, artigiani, rappresentanti di consorzi provenienti da tutta la fascia appenninica, si riuniranno in una tre giorni di lavori per rilanciare una nuova stagione di rinascita sociale, economica e culturale dei territori della dorsale italica a partire dalla tutela della biodiversità.formaggi-tipici Lungi dal voler essere considerate “marginali”, le Comunità della dorsale appenninica si riuniscono per condividere una nuova idea di montagna, muovendo da due grandi temi drammaticamente attuali – quello dei giovani e quello del lavoro – e costruire un’economia locale di nuova concezione, profondamente legata alle radici culturali, produttive e socioculturali di un territorio.

I progetti degli enti locali e le buone pratiche delle aziende più virtuose, i segnali di speranza che arrivano dai tanti giovani che, segnando un’inversione di tendenza, scelgono le aree appenniniche come sede della loro attività e luogo in cui vivere, saranno presentati come esempi da condividere e replicare dalla Liguria alla Sicilia.

formaggiA Castel del Giudice sarà rilanciata Resistenza Casearia, la piattaforma di Slow Food che si arricchisce di una nuova ambiziosa iniziativa, la rete dei caseifici di montagna per sostenere chi rifiuta le scorciatoie della modernità continuando, testardamente, a produrre formaggi in condizioni non facili rispettando naturalità, tradizione, gusto.

Il programma degli Stati Generali delle Comunità dell’Appennino è articolato in quattro commissioni che si terranno nella giornata di sabato 17 che si dedicheranno al confronto sui temi che stanno emergendo come prioritari: dal Piano di Sviluppo Rurale alla semplificazione burocratica, dalla gestione della fauna selvatica, dei parchi e delle foreste, al turismo sostenibile, dalla viabilità e il recupero dei borghi, alle nuove “start up”, dalle relazioni sociali tra abitanti di diverse fasi di età e tanto altro. Domenica 18 invece si terrà la plenaria di chiusura per condividere i documenti messi a punto dalle commissioni di lavoro e presentare lo studio I comuni e le comunità appenninici: evoluzione del territorio realizzato da Slow Food, Ispra, Unisg, Unimol.

Wine&Food Style. A Cernobbio per la seconda edizione.

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Wine & Food Style 2014_2Scorte pressoché esaurite, migliaia di calici distribuiti, 15 ettolitri di bianchi e rossi e passiti degustati. Sono questi i numeri che, al di là di qualsiasi statistica ufficiale (ben 3.400 i visitatori presenti in fiera), possono aiutare a comprendere il grande successo della prima edizione di Wine&Food Style, mostra-mercato dedicata a vini e cibi d’eccellenza ospitata in quel di Villa Erba, prestigioso centro espositivo situato in uno splendido parco in riva al Lago di Como, proprio accanto alla storica villa tanto amata da Luchino Visconti.

Wine & Food Style 2014Ed è stato proprio il successo «oltre ogni aspettativa» a convincere gli organizzatori della manifestazione (nata per fare da “apripista” ad Expo Milano 2015 e quindi per essere “one shot”) a fare il bis: ecco allora che da venerdì 30 ottobre a domenica 1 novembre 2015 la location di Cernobbio ospiterà la seconda edizione della fiera, che si presenterà ancora più ricca di eventi e vedrà un sostanziale incremento del numero degli espositori e della superficie espositiva coperta, pronta ad attendere un folto pubblico di appassionati e intenditori che non si lasceranno sfuggire l’opportunità di scoprire accostamenti tra vini e cibi d’eccellenza all’insegna del made in Italy.

Wine & Food Style 2014_3 (1)I visitatori di Wine&Food Style 2015 potranno degustare, apprezzare e acquistare specialità provenienti da tutta Italia – con le tipicità del comprensorio lariano in primo piano – ma anche partecipare a un ricco buffet di eventi: in aggiunta alla mostra-mercato vera e propria, infatti, la manifestazione abbinerà workshop, esposizioni tematiche ed eventi collaterali di vario genere – come le presentazioni di libri a tema gastronomico – che consentiranno al pubblico di approfondire vari aspetti della “cultura del mangiare e del bere bene”.

«Un pubblico che, stando ai dati della prima edizione, si è dimostrato molto attento e competente», commenta Angelo Altamura, Amministratore unico ed Exhibition director di UpMarket, la società che organizza l’evento, «in grado di cogliere appieno un’offerta “di nicchia” che anche in occasione di questa seconda edizione coinvolgerà un numero di espositori selezionato soprattutto in base alla qualità dei prodotti proposti, sia nel comparto del vino sia in quello del food, con un’attenzione in più al mondo del Bio, che si presenta come la grande novità del 2015».

Slow Food: Feeding the 5000 Milano – Meno spreco, più gusto.

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slow foodSabato 17 ottobre Feeding the 5000 arriva in Piazza Castello dalle 12 alle 16 per offrire 5000 deliziosi pasti gratuiti preparati con cibo fresco e di qualità che altrimenti sarebbe andato sprecato. Il cibo è cucinato in piazza da Marco Sacco del ristorante ‘Piccolo Lago’ di Verbania (due stelle Michelin). In un clima festoso e allegro si richiama così l’attenzione sugli sprechi alimentari, dimostrando che esistono soluzioni al problema vantaggiose per tutti.
Durante la giornata si susseguono sul palco diverse attività: show cooking con grandi chef, la conferenza spettacolo a cura del CIHEAM Bari “C’era una volta il ueist (FOOD)” e tanti testimonial. Alle 14.30 FSE Network organizza anche una pitching competition per presentare i progetti anti-spreco, permettendo al pubblico di votare per il miglior progetto e incontrarne gli ideatori. Questo evento è patrocinato dal Comune di Milano nell’ambito degli appuntamenti di Expo in Città e in occasione della firma del Milan Urban Food Policy Pact.
carlopetrini450«Spreco e fame sono due facce della stessa medaglia. A fronte di una produzione alimentare che sarebbe sufficiente per sfamare 12 miliardi di esseri umani in un momento storico in cui gli abitanti del pianeta sono 7,3 miliardi, quasi 800 milioni di persone soffrono di fame o di malnutrizione. Ciò significa che quasi il 40% del nostro cibo è sprecato. Questo sistema alimentare non funziona, è schizofrenico. Occorrono nuovi paradigmi che consentano una volta per tutte di sradicare definitivamente la fame e ridare al cibo il valore che merita», ha commentato Carlo Petrini, Presidente di Slow Food. Feeding the 5000 Milano è reso possibile grazie al sostegno dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, di FUSIONS, e alla collaborazione di Slow Food e CIHEAM. Contribuiscono all’evento anche Milano Ristorazione, Equoevento, Nevicata ’14, YPARD, Action Aid, Eco dalle Città.
marco saccoGli eventi Feeding the 5000 fanno da vetrina e promuovono iniziative positive e deliziose che puntano a risolvere lo scandalo globale dello spreco alimentare: un terzo di tutto il cibo nel mondo viene sprecato dal campo alla tavola. Feeding the 5000 è parte di una serie di azioni concrete, tra cui banchetti a base di sprechi alimentari che avvengono in tutta Europa come parte della Giornata Mondiale dell’Alimentazione. In un mondo dove un miliardo di persone sono denutrite e le foreste vengono distrutte per aumentare la produzione di cibo, il buon cibo non può essere sprecato.

Oltre a Feeding the 5000, vi diamo appuntamento venerdì a Milano Ristorazione (Via Sammartini 73), dove a partire dalle ore 16 si prepara un’insalata di frutta di recupero con gli studenti della Galdus and Food Genius academy, seguita da un documentario sullo spreco alimentare e un’interessante discussione.

L’EVENTO IN CIFRE
– Più di una tonnellata di cibo recuperata e cucinata in Piazza Castello
– Più di 100 volontari partecipano all’evento
– Lo chef Marco Sacco ha accettato di non sapere fino all’ultimo quali saranno gli ingredienti a disposizione, a seconda della disponibilità.

Veneto e Puglia le regioni più medagliate del Concorso enologico nazionale dei vini Rosati della Regione Puglia

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rosatiVeneto e Puglia si confermano con cinque medaglie ciascuna, esattamente come l’anno scorso, le regioni più rosate d’Italia. E’ questo il verdetto principale del Concorso enologico nazionale dei vini Rosati d’Italia promosso dall’assessorato alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia che ha visto andare a medaglie cantine di ben otto diverse regioni, un record.

Dietro Veneto (due ori, due argenti e un bronzo) e Puglia (un oro, due argenti e due bronzi) è l’Emilia Romagna con le sue cantine a conquistare le tre medaglie di un intero podio (quello dei frizzanti DOC – DOP’) mentre l’Abruzzo brinda a un oro e un bronzo. Dopo anni di predominio delle regioni del Centro-Nord Italia e della Puglia, la grande novità della quarta edizione del Concorso, realizzato in partenariato con Assoenologi, Accademia Italiana della Vite e del Vino, Unioncamere Puglia e autorizzato dal Ministero delle Politiche Agricole, è l’ingresso nel palmares di cantine di due regioni del Sud: la Sicilia con un oro e la Calabria con un bronzo. Completano il medagliere l’argento della Campania e il bronzo della Lombardia.

di gioia-2«Il Concorso nazionale dei Rosati – spiega l’assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, Leonardo Di Gioiaè, prima di tutto, un’azione di promozione e valorizzazione di un prodotto importante, quale è il vino rosato, che sta crescendo esponenzialmente negli ultimi anni. Il Concorso, in particolare, ha confermato la straordinaria capacità di attrarre esperienze imprenditoriali e territoriali diversificate, da Nord a Sud del nostro Paese. Ha confermato la qualità e il valore dei produttori di regioni, quali Puglia e Veneto, già pluripremiate nelle scorse edizioni, e dato merito e riconoscimento a nuove, come Sicilia e Calabria. Un segnale significativo che ci fa capire come il rosato, per troppo tempo rimasto in ombra, stia diventando, a livello nazionale, prodotto strategico di qualità, tanto da poter competere anche sui mercati internazionali».

assoenologiI risultati seguono le valutazioni tenutesi lo scorso 19 e 20 settembre a cura di sei commissioni composte ognuna da quattro esperti enologi e un giornalista enogastronomico che, sotto la presidenza di Assoenologi, hanno passato al vaglio 221 campioni presentati da 176 aziende in rappresentanza di 16 regioni italiane. Al termine delle valutazioni sono stati selezionati 159 vini (pari al 68% dei 235 partecipanti) che hanno conseguito il punteggio complessivo di almeno 80 centesimi, corrispondente a un giudizio ‘ottimo’. A tutti questi vini è stato assegnato un ‘diploma di merito’ mentre le medaglie di oro, argento e bronzo – che saranno consegnate ai vincitori entro la fine dell’anno in un evento di rilevanza nazionale – sono state aggiudicate ai primi tre vini delle sei categorie (quest’anno, per via di un bronzo ex-aequo, sono 19 le medaglie assegnate).

Molto Abruzzo sul podio della categoria ‘Vini rosati tranquilli DOC – DOP’; all’oro conquistato dal ‘Cerasuolo d’Abruzzo DOP Superiore “Omen” 2014’ della cantina Citra di Ortona (CH) si è aggiunta la medaglia di bronzo conquistata, ex-aequo, dal ‘Cerasuolo d’Abruzzo DOC “Mallorio” 2014’ della società cooperativa Olearia Vinicola Orsogna di Orsogna (CH) insieme al ‘Cirò DOC Rosato 2014’ della società agricola Tenuta Iuzzolini di Cirò Marina (KR). L’argento di questa categoria è andato all’‘Irpinia DOC Rosato 2014’ della società agricola Borgodangelo di Sant’Angelo all’Esca (AV).

bagliodelcristo_logoIngresso trionfale per la Sicilia nel medagliere del concorso: nella categoria ‘Vini rosati tranquilli IGT – IGP’ è, infatti, il ‘Terre siciliane IGP Rosato “C’D’C’ Cristo di Campobello” 2014’ della cantina Baglio del Cristo di Campobello di Campobello di Licata (AG) ad aggiudicarsi la medaglia d’oro. Medaglia d’argento e di bronzo rispettivamente al ‘Salento IGP Negroamaro Rosato 2014’ della Cantina Vecchia Torre di Leverano (LE) e al ‘Daunia IGP Rosato “Il Melograno” 2014 dell’azienda agricola Grasso Sergio Lucio cantina La Marchesa di Lucera (FG).

L’Emilia Romagna resta leader indiscussa nella categoria ‘Vini rosati frizzanti DOC –DOP’ conquistando l’intero podio. La società agricola Garuti Dante, Elio e Romeo di Sorbara di Bomporto (MO) ha ottenuto la medaglia d’oro con il ‘Lambrusco di Sorbara DOP Rosato vino frizzante secco “Rosa” 2014’; le cantine Lombardini di Novellara (RE) si sono aggiudicate la medaglia d’argento con il ‘Reggiano DOC Lambrusco Rosato vino frizzate secco “Il Campanone” 2014’ mentre la società cooperativa agricola Emilia Wine di Scandiano (RE) ha portato a casa una medaglia di bronzo con il ‘Colli di Scandiano e di Canossa DOP Lambrusco Rosato frizzante secco “Rosaspino” 2014’.

viniNella categoria ‘Vini rosati frizzanti IGT – IGP’ è la Puglia a fare la parte del leone con due medaglie. Quella d’oro va al ‘Puglia IGT Rosato vino frizzante “Mare Mosso” 2014’ della cantina Torrevento di Corato (BA) mentre quelle d’argento e di bronzo vanno, rispettivamente, al ‘Verona IGP Rosato vino frizzante 2014’ dell’azienda agricola Righetti Enzo Cavaion Veronese di Cavaion Veronese (VR) e al ‘Puglia IGP Rosato vino frizzante “Amale” 2014’ della cantina Cirimannu di Spongano (LE).

vino-221x300Predominio veneto nella categoria ‘Vini rosati spumanti DOC –DOP’: oro al ‘Bardolino DOC Chiaretto vino spumante brut 2014’ dell’azienda agricola Benazzoli Fulvio di Pastrengo (VR); secondo classificato il ‘Salice salentino DOC Negroamaro vino spumante brut Rosè metodo classico “Five Roses anniversario” 2011’ dell’antica azienda agricola vitivinicola dei Conti Leone De Castris di Salice Salentino (LE); terzo piazzato il ‘Bardolino DOC Chiaretto vino spumante brut’ dell’azienda agricola Righetti Enzo Cavaion Veronese di Cavaion Veronese (VR), vincitrice anche di una medaglia d’argento nella categoria ‘Vini rosati frizzanti IGT – IGP’.

Infine la categoria ‘Vini rosati spumanti IGT e VSQ’ che vede ancora l’egemonia veneta: si è aggiudicato, infatti, la medaglia d’oro il ‘Manzoni moscato vino spumante di qualità dolce rosato 2014’ della società agricola Ca’Salina di Bortolin Massimo e Michele di Valdobbiadene (TV); medaglia d’argento e di bronzo rispettivamente al ‘Manzoni moscato 13.0.25 vino spumante aromatico di qualità dolce 2014’ della società agricola Luigino Molon S.S. di San Donà di Piave (VE) e al ‘Pinot nero vino spumante di qualità brut Rosè metodo classico millesimato 2009’ della cantina Colletto di Picchi Graziana di Adrara S. Martino (BG).

Festa del vino. Montemarano salotto dei vini buoni

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calice rossoDefinito il ricco programma della “Festa del Vino. Montemarano salotto dei vini buoni.” kermesse enologico che si terrà a Montemarano (AV) venerdì 16 e sabato 17 ottobre. L’evento nasce per celebrare l’inaugurazione dell’Eco-Museo del Vino, allestito all’interno del restaurato Palazzo-Castello Medievale, simbolo del borgo irpino. L’intervento è stato realizzato grazie ai finanziamenti ottenuti nell’ambito dei Progetti Integrali Rurali per le Aree Protette.Ad aprire l’evento sarà il Convegno sul tema “Agricoltura: da sostentamento a progetto imprenditoriale”, previsto per le ore 17,00 di venerdì 16 e moderato dai giornalisti Luciano Pignataro e Annibale Discepolo, seguito dal Laboratorio del Vino “Il Taurasi DOCG e il suo areale – Irpinia Aglianico DOC” a cura del Consorzio Tutela Vini d’Irpinia.
Al termine sarà possibile partecipare alle degustazioni di street food tipico all’interno dell’Hub Territorio, che si ripeteranno anche sabato 17, a partire dalle ore 20,00. barraleUna selezione di chef irpini stellati realizzerà piatti con prodotti agricoli di eccellenza quali pregiati ingredienti. Parteciperanno alle degustazioni: Paolo Barrale, Ristorante Marennà; Carmine Fischetti, Ristorante Oasis; Antonio Pisaniello,fischetti La Locanda di Bu; Carmen Vecchione, Dolciarte. Ai piatti preparati saranno abbinati i vini delle storiche cantine irpine, protagoniste dell’intera kermesse assieme alle aziende vitivinicole rappresentative del territorio di Montemarano. Cantina Antica Hirpinia, Cantine Antonio Caggiano, Azienda Agricola Di Meo, Feudi di San Gregorio, Salvatore Molettieri, Terredora, racconteranno la loro esperienza imprenditoriale nell’ambito del Convegno “Montemarano e il vino: il racconto di un’identità culturale”, che si terrà sabato 17 alle ore 9,30 all’interno dell’incantevole cornice del Palazzo-Castello. vecchioneAl termine dell’incontro, il giornalista eno-gastronomico Francesco Turri condurrà la Verticale celebrativa del ventennale della DOCG Taurasi.consorzio_irpinia L’esperienza di gusto offerta dalla “Festa del Vino. Montemarano salotto dei vini buoni.” sarà completata dai piatti preparati dalle associazioni locali, abbinati ai vini delle cantine di Montemarano e dai Banchi di Assaggio “Vini irpini al castello” sempre a cura del Consorzio Tutela dei Vini d’Irpinia. Ad accompagnare il visitatore, introducendolo nella cornice del folklore locale saranno i gruppi di musica e ballo, anche itinerante, che animeranno le due serate: Carmine Ioanna solo feat Claudia D’Amico e Antonio Pascuzzo; Melodia Mediterranea; Battista e l’Eco dei talenti; La Brigata della terra di mezzo; Gruppo Folk Zompa Cardillo; Mascarata di Rivottoli di Serino; Scuola di Tarantella; Achille; Melodia del Sud; Musica Solare; Giovanni Gambale e Antonio Molettieri.aglianico-del-taburno Non solo gusto e spettacolo, ma anche iniziative volte alla conoscenza delle bellezze storico-artistiche di Montemarano caratterizzeranno l’evento, come le visite guidate presso il Museo Etnomusicale, il Museo dei Parati Sacri, il Palazzo Castello – MUVIM, la Cattedrale e i Vicoli del Centro Storico. Un’ulteriore escursione, a cura della sottosezione CAI di Nusco, è prevista sul Monte Tuoro. Sarà possibile visitare, inoltre, la mostra “Alan Lomax a Montemarano – Gennaio 1955”, a cura dell’associazione culturale “Hirpus Doctus”, la mostra “Enofilia: carattere distintivo del nostro territorio”, a cura dell’Istituto Comprensivo “A. Di Meo”, e partecipare al workshop sulla tarantella “Carnevale figlio di Bacco” a cura dell’associazione “Scuola di Tarantella Montemaranese”. Un programma imperdibile per l’evento che celebrerà Montemarano come capitale del vino Aglianico.

Catania ad Expo, con gusto e cultura

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Pietro ParisiCatania presente a Expo Milano con i suoi simboli: gli agrumi e la pietra lavica. Il buongusto e la tradizione etnea verranno espressi in uno showcooking degli chef Lucia Mazzullo e Pietro Parisi; lo scrittore Paolo Sidoti farà scoprire i segreti più nascosti della città del Liotru

Buongusto e tradizione saranno protagonisti a Milano, dal 19 al 21 ottobre, a Expo e a Palazzo delle Stelline.

Lucia MazzulloA Expo saranno tre gli appuntamenti ricchi di cultura gastronomica e storia, che coinvolgeranno la chef Lucia Mazzullo, lo scrittore Paolo Sidoti e il grande maestro di cucina Pietro Parisi.

Libro MazzulloIl primo incontro si svolgerà lunedì 19 ottobre alle ore 19 allo Spazio 2, dove la chef Lucia Mazzullo compirà un viaggio dal passato al presente attraverso le ricette siciliane raccolte nel suo testo “Ciuzz the book. Quattro stagioni di cucina siciliana”, il tutto condito da una degustazione di piatti con un ingrediente principe: l’agrume. La chef è docente della “Città del Gusto” scuola del Gambero Rosso di Catania, oltre a far parte della prestigiosa Accademia del Sapore Lagostina.

Libro Paolo SidotiMartedì 20 ottobre doppio appuntamento all’Esposizione Universale, dove sempre allo Spazio 2, alle ore 17, lo scrittore Paolo Sidoti racconterà la sua “Pietra Lavica”, libro tra il noir e il thriller ambientato a Catania. Un mistero avvolge la città, la sua patrona Sant’Agata, un vecchio ordine militare medievale, “I cavalieri del Santo Sepolcro del Nodo”, il devastante terremoto del 1693 e la ricerca di una reliquia con proprietà taumaturgiche; tutti elementi che si miscelano e si confondono, producendo un libro da ‘divorare’.

Libro Pietro ParisiAlle ore 19 dello stesso giorno, sul palco del Cluster Bio-Mediterraneo, il grande chef Pietro Parisi effettuerà uno showcooking illustrando i segreti del suo libro “Un cuoco contadino, i volti della sua terra”, volume di racconti e memorie incentrato sulla storia di un territorio e sull’importanza di utilizzare i prodotti a chilometro zero.

Durante lo showcooking Parisi preparerà dei piatti a base di agrumi, frutti che accomunano la Sicilia e la Campania. Ancora una volta lo chef – che ha rinunciato alle stelle Michelin, perché si definisce un semplice cuoco – esprimerà l’importanza della sinergia, valore che rappresenta al meglio.

I tre eventi rientrano nella settimana di Expo Milano che vede protagonista – dal 16 al 22 ottobre – il Distretto Agrumi di Sicilia. Gli incontri saranno presentati dalla giornalista ed esperta in relazioni pubbliche Antonella Guglielmino, che ne è coordinatrice insieme alla collega Giuliana Avila Di Stefano.

Lo scrittore Paolo Sidoti presenterà il suo libro anche al Palazzo delle Stelline di Milano mercoledì 21 ottobre alle ore 17,30, con relatore il professore Salvatore Carrubba, editorialista del Sole 24 Ore, vicepresidente della Fondazione Iulm e presidente del Piccolo teatro di Milano. L’incontro sarà moderato dalla giornalista ed esperta in relazioni pubbliche Giuliana Avila Di Stefano.

Chi interverrà potrà gustare dei lapilli di pietra lavica realizzati in pasta martorana.

Vino e Moda in tandem per sedurre il mercato cinese. Il 14 ottobre a Shanghai per il “drink & dress”.

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wine2Non solo food and wine. La promozione del vino italiano in Cina cambia look e indossa i migliori brand del luxury textiles Made inIitaly per la notte più glamour di Shanghai. Sarà, infatti, all’insegna del “Drink and dress”, l’evento che, il 14 ottobre, vedrà le 12 cantine di Italia del Vino Consorzio e i più rinomati brand della moda e del calzaturiero debuttare insieme alla House of Roosevelt a sostegno dei comparti più rappresentativi del life style italiano. Organizzato dal Consorzio Italia del Vino e Ice, Italian trade Agency di Shanghai, in collaborazione con Milano Unica, Ente Moda Italia e Sistema Moda Italia, “Drink and dress” rientra nel progetto triennale ‘Italia in Cina’, il programma di promozione del vino italiano (circa 1,3 milioni di euro di investimento) sostenuto dalle due più grandi associazioni private del settore: Italia del Vino e Istituto Grandi Marchi.

wineNei primi 8 mesi di quest’anno il posizionamento del vino italiano in Cina è ancora contrassegnato da luci e ombre. Secondo le ultime elaborazioni di WineMonitor/Nomisma, infatti, il nostro Paese cresce meno del resto del mondo, con le importazioni di vini fermi imbottigliati a +26,4% a fronte del +60,6% delle importazioni complessive (gennaio-agosto ’15). Per Andrea Sartori, presidente di Italia del Vino Consorzio: “In Cina, dal 2000 al 2014, il consumo di vino sul totale delle bevande alcoliche è più che triplicato passando dal 5,1% a una quota del 15,8%. Anche l’incidenza dei vini importati sul consumo nazionale cinese, che ha raggiunto il 19% nel 2014 contro il 3,2% nel 2000, ci indica che il vino italiano ha davanti a sé delle prospettive di crescita interessanti se saprà intercettare i nuovi trend di contaminazione delle abitudini locali con le tendenze occidentali. Serve un cambio di strategia – conclude Sartori – anche in vista dei nuovi scenari che potrebbero complicare ulteriormente la nostra posizione su questo mercato, come l’accordo di libero scambio tra Australia e Cina che prevede una riduzione progressiva dei dazi da quest’anno fino al 2019. Per questo il gemellaggio con la moda potrebbe rivelarsi una leva fondamentale per conquistare questo mercato”.

Le ricette d’autore: Fregula alla carbonara di mare, di Gianfranco Pulina

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fregulaFregula alla carbonara di mare

Ingredienti per 6 persone
500 g di fregula
12 gamberi rossi
450 g di calamari freschi
24 cozze
18 arselle
120 g di pesce spada affumicato
120 g di rosso d’uovo pastorizzato
200 g di mozzarella di pecora
uno spicchio d’aglio
prezzemolo tritato
olio extravergine di oliva

Per il brodo vegetale:

una costa di sedano
una carota di piccole dimensioni
una cipolla dorata di piccole dimensioni
tre litri di acqua
Per la bisque di gambero rosso:
500 g di gamberi rossi (solo le teste)
una costa di sedano
una carota
una cipolla rossa
olio extravergine di oliva
vino bianco
sale q.b.
Preparazione del brodo vegetale
Portare ad ebollizione l’acqua con le verdure e lasciare riposare.

Preparazione della bisque di gambero rosso
Dopo aver separato le code dalle teste, prendere queste ultime, farle soffriggere con le verdure tagliate a tocchetti e sfumare con il vino bianco; cucinare per circa 15 minuti, aggiungendo il brodo vegetale e regolando di sale. Passare il tutto attraverso un colino in modo da ottenere un ristretto molto gustoso.

In una casseruola aprire le cozze e le arselle con l’aglio ed il prezzemolo, poi separare i molluschi dalle valve e filtrare il liquido di cottura.
In una padella antiaderente tostare il pesce spada affumicato precedentemente tagliato a cubetti.

In una casseruola ampia tostare la fregula con olio extravergine di oliva e procedere alla cottura aggiungendo di tanto in tanto il brodo di verdure preparato in precedenza. Continuare la cottura con la bisque di gamberi e prima che la fregula sia pronta aggiungere le cozze e le arselle, infine mantecare con l’uovo pastorizzato
Da parte emulsionare la mozzarella e aggiungerla ad una parte dell’uovo pastorizzato.
Mettere l’acqua di cottura delle cozze e delle arselle nel sifone per ottenere una spuma al sapore di mare.
Adagiare la fregula su uno strato di uovo e mozzarella spumosa, guarnire con le code dei gamberi ed i calamari crudi tagliati a julienne, aromatizzare con il nero del calamaro in gocce e l’acqua di cottura sifonata.

Gianfrano Pulina per Scelte di Gusto

A Palma Campania arriva la Festa delle Tradizioni Contadine

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Quarta Edizione Festa delle Tradizioni Contadine - Palma CampaniaSi rinnova l’appuntamento con la Festa delle Tradizioni Contadine di Palma Campania, che si terrà in Piazza Mercato, nei giorni 16,17 e 18 ottobre. L’evento è promosso e organizzato dall’Assessorato al Commercio del Comune di Palma Campania, dalla Confcommercio locale, dalla Pro Loco Pro Palma, da Slow Food Campania e dalla Fondazione Carnevale. L’iniziativa giunge, quest’anno, alla quarta edizione e si presenta con un ricco programma fatto di spettacoli, dibattiti e gastronomia d’eccellenza, il tutto nella straordinaria cornice del centro storico di Palma Campania. E proprio a partire dal territorio, in cui ancora oggi è vivo il ricordo di un non lontano passato rurale, l’evento si pone l’ambizioso obiettivo di valorizzare e promuovere la riscoperta delle antiche tradizioni legate al mondo agricolo, con particolare attenzione ai mestieri di una volta e alle ricette contadine. Durante le tre giornate sarà possibile visitare stand espositivi dedicati alle produzioni tipiche campane con dimostrazioni di lavorazione dei prodotti e assaggi degli stessi. Alcune aree della location saranno riservate, invece, alla rievocazione degli antichi mestieri e alla valorizzazione dell’artigianato locale. Ampio spazio sarà dedicato, infine, alle aree di degustazione, dove i visitatori potranno assaporare piatti realizzati seguendo fedelmente le ricette e i metodi di preparazione tipici della tradizione contadina. Slowfood-campaniaNon mancheranno i momenti di incontro e di dibattito sul tema che, anche quest’anno si terranno presso il cortile del Palazzo Aragonese. Tra i tanti ospiti previsti vi saranno rappresentanti delle istituzioni e della politica locale, tra cui: Nicola Marrazzo, Presidente Commissione” Attività produttive – Programmazione, Industria, Commercio, Turismo, Lavoro ed altri settori produttivi” Regione Campania e Raffaele Topo, Presidente Commissione “Sanità e Sicurezza Sociale” Regione Campania. Tra i rappresentanti della stampa sarà presente Luciano Pignataro, giornalista de Il Mattino e blogger enogastronomico. A condurre le tre serate di festa sarà, ancora una vota, il “presentatore contadino” Ettore Forte. Diversi anche i momenti di spettacolo e intrattenimento che animeranno le tre serate. Si comincia venerdì 16 con esibizioni a cura delle scuole di ballo e delle palestre locali. La serata proseguirà con la partecipazione di cantanti del territorio e tanta musica popolare. A salire sul palco, sabato 17, saranno il comico “fondamentalista napoletano” Simone Schettino e il cantautore Enzo Di Domenico, storico rappresentate della musica napoletana, autore di tante celebri canzoni, tra cui l’indimenticabile “Passione Eterna”. Domenica 18, gran finale con Enzo Gragnaniello e il cantautore – musicista Aniello Misto “Masaniello”. Una kermesse ricca di contenuti adatti a tutti i gusti, una tre giorni da non perdere per riscoprire e apprezzare il passato del nostro territorio.