Home Blog Pagina 75

L’azienda Zini festeggia il compleanno sostenendo il Refettorio Ambrosiano e la Caritas

0

ambrosiano2Nell’anno del Giubileo straordinario che Papa Francesco ha intitolato alla misericordia, Zini Prodotti Alimentari si impegna concretamente in un’opera dedicata ai bisognosi, in collaborazione con una delle realtà maggiormente rappresentative della cultura dell’accoglienza milanese.

In occasione del suo 60° anniversario, infatti, il pastificio con sede a Cesano Boscone (MI) fornirà gratuitamente la sua pasta per un anno a partire dal primo novembre al Refettorio Ambrosiano gestito da Caritas. Non è stato stabilito un tetto massimo alla fornitura: la stima è di offrire un quantitativo medio di circa 3/5.000 kg di pasta di diversi formati, che varieranno in funzione delle esigenze congiunte di Zini Prodotti Alimentari e del Refettorio.

Fondata nel 1956, Zini Prodotti Alimentari rappresenta la pasta di Milano per eccellenza e nel corso dei suoi 60 anni di storia ha fatto della qualità, del gusto e dell’esportazione del “Made in Italy” nel mondo i suoi punti di forza. Da sempre sensibile alle iniziative di carattere sociale, oggi Zini incontra un altro esempio di eccellenza milanese, il Refettorio Ambrosiano: un progetto ambizioso, che ha profondamente coinvolto tutta l’azienda e l’ha spronata ad investire, rinunciando ad altre iniziative.

ambrosianoMartedì scorso sono stati illustrati tutti i dettagli della partnership in una conferenza stampa alla presenza di Maurizio Vezzani, CEO di Zini Prodotti Alimentari, Luciano Gualzetti, vicedirettore di Caritas Ambrosiana, e Don Davide Milani, responsabile comunicazione della Diocesi di Milano.

All’evento è intervenuto anche Tomas Morazzini, chef pluripremiato che collabora attivamente con Zini e che ha sposato da tempo la qualità e il gusto dei prodotti del pastificio milanese. Morazzini, che al termine della conferenza stampa ha preparato agli ospiti alcune delle sue ricette esclusive a base di pasta, avrà un ruolo attivo nel corso di tutta l’iniziativa e parteciperà ad alcune serate cucinando per i più bisognosi che ogni giorno si rifugiano al Refettorio in cerca di un pasto caldo. Tomas Morazzini si inserisce così in un lungo elenco di prestigiosi chef che hanno offerto il loro contributo al Refettorio Ambrosiano: da Massimo Bottura, ideatore dell’intero progetto insieme al regista Davide Rampello, a Carlo Cracco e Alain Ducasse. A questi si aggiungono celebri nomi nel campo dell’arte, del design e dell’architettura che hanno collaborato nella ristrutturazione del vecchio teatro abbandonato del quartiere Greco di Milano, dove oggi sorge la mensa.

L’incontro tra le due Realtà nasce nell’ambito di Expo Milano 2015: Caritas ha partecipato all’Esposizione Universale attraverso la promozione di una serie di eventi legati al cibo come diritto inalienabile dell’essere umano nei vari Paesi del mondo. A ciò si aggiunge l’iniziativa che ha visto protagonisti 40 tra i migliori chef del mondo, che hanno trasformato con la loro creatività le eccedenze alimentari raccolte ogni giorno in Expo Milano 2015 in piatti di alta cucina dedicati agli ospiti del Refettorio.

ambrosiano3Anche Zini Prodotti Alimentari ha partecipato attivamente a Expo Milano 2015: fin dal 1° maggio è infatti operativo il ristorante Zini Gourmet che offre primi piatti di qualità, genuini, anche senza glutine, ispirati al recupero della tradizione per contribuire alla diffusione del prodotto più rappresentativo della cucina italiana, la pasta, attraverso forme di consumo innovative, caratterizzate da un occhio di riguardo all’ambiente.

Gli chef che preparano il menù, gli artisti che hanno reso preziosi gli interni, i volontari che riempiono di calore umano questo spazio: tutti insieme contribuiscono a fare del Refettorio Ambrosiano non una mensa, ma un luogo di accoglienza dove ci si prende cura degli ospiti. In questo quadro si inserisce anche la partnership con le aziende di qualità che ci garantiscono la continuità del progetto”, ha osservato don Davide Milani, responsabile della comunicazione della Diocesi di Milano.

L’iniziativa in collaborazione con il Refettorio Ambrosiano rappresenta concretamente la nostra attenzione al sociale e al sostegno di iniziative sul territorio – spiega Maurizio Vezzani, CEO Zini Prodotti Alimentari. “Siamo onorati di far parte di questo straordinario progetto e siamo sicuri che la nostra partecipazione ci stimolerà ad una gestione sempre più attenta delle eccedenze, permettendo a tutti gli ospiti del Refettorio di conoscere la qualità della vera pasta fresca italiana”.

Malvasia Lab: la cultura del vino a piccoli sorsi

0

Logo Musei del Cibo generale6Tra i sotterranei e la ghiacciaia farnesiana della Rocca di Sala Baganza (PR), all’interno della location espositiva del Museo del Vino, si terrà domenica 25 ottobre dalle ore 16,00 alle 18,00 il laboratorio polisensoriale Malvasia LAB, un evento proposto dall’Associazione “L’Osservatorio Gastronomico” con il patrocinio del Master COMET – Cultura, Organizzazione e Marketing dell’Enogastronomia Territoriale dell’Università di Parma in collaborazione con i Musei del Cibo.

La visita alle sale della Cantina dei Musei del Cibo – condotta da Alice Rossi, Guida turistica di Explora Emilia Travel and Taste e Docente del Master COMET dell’Università degli Studi di Parma – sarà solo il preludio al workshop che prevede la degustazione di calici di rare malvasie italiane e straniere, alcune delle quali difficilmente reperibili. Bouquet, decantazione e affinamento sono alcune delle “parole del vino” che i visitatori impareranno a conoscere durante il percorso che coinvolgerà i sensi a tutto tondo, tra aromi, bollicine e sfumature di colore.
L’esperienza didattico-degustativa sarà dunque un’occasione di arricchimento personale non solo per conoscere i segreti raccontati dal sommelier Paolo Tegoni, Docente dell’Università di Parma, ma anche per avvicinarsi in modo estroso e divertente al mondo della sommellerie. L’appuntamento si concluderà con la Degustazione finale e l’Aperitivo creativo preparato dagli stessi partecipanti.

A Palazzolo Acreide per gustare I Sapori degli Iblei con Agrimontana

0

salsicciaUno chef deve saper gestire e conoscere i prodotti, specie quelli legati alla propria tradizione e cultura. Questo è il pensiero che accomuna tutti i promotori di Agrimontana, il tradizionale appuntamento autunnale di Palazzolo Acreide che ha come protagonisti “I Sapori degli Iblei”  –  tra cui la salsiccia di Palazzolo –  vicina all’assegnazione di presidio Slow Food, tema della manifestazione, e chi riesce a valorizzarli attraverso una cucina senza tempo dal gusto tradizionale.

agrimontana-casa-d-armant-monza-partnerIn programma nella centralissima Piazza del Popolo del caratteristico comune siracusano, dal 23 al 25 ottobre, la XV edizione di Agrimontana, coincide peraltro con la Festa del Borgo più bello d’Italia, infatti la provincia di Siracusa vanta ben due assegnazioni: Ferla e la stessa Palazzolo Acreide.
Bellezza dei luoghi, turismo e mangiar bene: Agrimontana, dunque, è tutto questo ma non solo. Esprime la storia culinaria lunga 100 anni di Palazzolo Acreide condita dal calore di una comunità calorosa, ospitale e accogliente oltre misura.
Carlo ScibettaOrganizzata dal Comune di Palazzolo Acreide, con in prima linea il sindaco Carlo Scibetta e l’ass. al Turismo e Cultura Paolo Sandalo, Agrimontana è altresì sostenuta dalla passione per il proprio territorio di tre “promotori” d’eccezione. Gaetano Quattropani che con Valentino Catering è il “The King of Catering” italiano in carica; Vincenzo Monaco, neo vincitore del programma di Rai 1 condotto da Antonella Clerici dedicato ai migliori pasticceri d’Italia;
Alì-Monaco-Quattropani Andrea Alì, testimonial del suo territorio a varie puntate della Prova del Cuoco, Guida Michelin e Best in Sicily 2015 i riconoscimenti principali riconosciuti al suo ristorante.
Fittissimo il programma della tre giorni a Palazzolo Acreide che storicamente attira migliaia di visitatori, provenienti da varie province della Sicilia per gustare i prodotti della gastronomia locale: dai funghi al tartufo, al miele, alle carni, sapientemente preparati dai ristoratori e dai produttori locali, ma anche i formaggi, le zeppole e, come detto, la salsiccia.
quattropaniTra i principali motivi d’attrazione di Agrimontana, la XX Mostra MICO-NATURALISTICA AKRENSE; Show cooking e “Officina del Gusto”; mostre dell’artigianato di qualità, della gastronomia, dei prodotti tipici del comprensorio Ibleo; mostra “Isola dei sapori dimenticati” e mostra fotografica ”Iblei da scoprire” a cura dell’ass. Natura Sicula; Molitura con minifrantoio sperimentale e degustazione dell’olio a cura dell’Istituto Professionale Agrario; “I dolci della solidarietà” a cura di Lions, Rotary, Fidapa, Federcasalinghe, Centro sociale anziani e dei Consiglieri Comunali; Visite guidate al Mulino ad acqua Santa Lucia – Valle dei Mulini. Non mancherà buona musica ed intrattenimento per tutto il week end.
Venerdì 23 ottobre, intanto, il prologo della manifestazione nel Palazzo Municipale Aula Consiliare con il Convegno “Risorse, ambiente e sviluppo. Dal suino nero siciliano alla salsiccia tradizionale di Palazzolo”.

Slow Food. Al via la Consulta Nazionale del Vino Italiano

0

slowfood bandDodici  associazioni della filiera del vino unite per far ripartire la cultura del vino italiano, a cominciare dalle giovani generazioni
Unire le forze per elaborare progetti concreti che promuovano il patrimonio vitivinicolo italiano coinvolgendo prima di tutto le giovani generazioni.

berlendisÈ con questo obiettivo che nasce la Consulta Nazionale del Vino Italiano (Co.N.V.i.), presentata questa mattina nello Slow Food Theather a Expo 2015. A fare gli onori di casa il vice presidente di Slow Food Italia, Lorenzo Berlendis: «Il progetto è nato dalla collaborazione tra le principali associazioni legate al settore vitivinicolo nazionale. Una novità assoluta, dal momento che mai prima d’oggi i rappresentanti delle diverse fasi della filiera si erano uniti in un progetto comune senza interessi di categoria, ma anche un importante stimolo in un momento in cui in Italia il consumo pro capite di vino negli ultimi 50 anni è sceso da 100 a 46 litri. Sempre più feticcio di ambienti ristretti, il vino ha perso il suo ruolo nutrizionale e il suo posto sulle nostre tavole, soprattutto per le giovani generazioni».

intiniEd è proprio sui giovani che si concentrerà il lavoro della Consulta, come ha indicato il presidente di ONAV e coordinatore CoN.V.i., Vito Intini, nel raccontare le iniziative che le associazioni vogliono mettere in campo per gettare un ponte tra la tradizione che abbiamo ereditato e il futuro rappresentato dai nostri figli: «La Consulta nasce per dare una risposta al crescente calo dei consumi di vino in Italia. La nostra scelta è stata partire dai giovani. L’idea è raccogliere tutto il nostro patrimonio storico e ambientale per introdurre il vino e la sua conoscenza come parte della nostra identità nazionale. Parleremo ai ragazzi di vino e cultura, perché il vino è un elemento del nostro essere italiani, e spiegheremo loro cosa vuol dire fare un prodotto di qualità in questo paese. Partiremo ovviamente dall’educare i giovani a bere consapevolmente, fornendo loro gli strumenti per avvicinarsi al vino in modo intelligente».

onavLa reazione degli educatori non ha tardato ad arrivare, e a settembre ha preso vita nella provincia di Brescia il primo progetto pilota, apripista di una serie di iniziative che coinvolgeranno tutto il territorio nazionale, verso il quale già ben 50 istituti scolastici nella sola Lombardia hanno manifestato interesse. L’obiettivo è duplice: valorizzare la conoscenza della tradizione enologica nostrana e del suo significato nella nostra storia, ma anche promuovere il tema del consumo consapevole, come ricorda la professoressa Ida Zampella, intervenuta in rappresentanza dell’Ufficio scolastico provinciale di Brescia: «Il sistema scuola è molto delicato e questi argomenti devono essere introdotti con la dovuta attenzione, altrimenti si rischia di muoversi maldestramente all’interno di una cristalleria. Per questo stiamo seguendo passo passo le prime fasi di questo progetto pilota, in maniera tale da metterlo a punto e proporlo come modello verificato per i numerosi altri istituti che hanno mostrato interesse».


zari_rosanna
E se grande attenzione è dedicata al vino come simbolo identitario e culturale nazionale, non manca l’accento anche sul delicato e fondamentale lavoro di chi questo simbolo lo raccoglie e lo trasforma, intrecciando il proprio sapere artigianale con la natura stessa dei territori, anch’essi da tutelare e da raccontare. Lo ha ricordato nel suo intervento Rosanna Zari, vice presidente Conaf: «Naturalmente non si può fermare il progresso, ma vanno considerati quegli elementi caratteristici dei paesaggi nati dall’opera dell’uomo. Vogliamo diffondere i tanti esempi virtuosi di integrazione tra tradizione e innovazione: i risultati di questa Consulta dovranno avere un panorama vasto, interessare tutte le nostre regioni, anche attraverso l’introduzione nelle nostre scuole di corsi legati ai temi dell’agricoltura, prevista da un disegno di legge che speriamo venga presto alla luce».

logo_vinitalyIl prossimo passo a livello organizzativo sarà la realizzazione di un marchio comune della Consulta, presentato a tutto il mondo vitivinicolo nazionale in occasione del prossimo Vinitaly. A livello politico invece la prossima sfida della Consulta sarà coinvolgere in questa grande opera di educazione e formazione ministeri e istituzioni potenzialmente interessati.

Le associazioni costituenti della Consulta al 19 ottobre sono:

AGIVI; AIS; ASPI; ASSOCIAZIONE NAZIONALE LE DONNE DEL VINO; CONAF; FISAR; FIVI; MOVIMENTO DEL TURISMO DEL VINO; SLOW FOOD ITALIA; SIVE; ONAV; VINARIUS.

Editoriale. Pastificio Rummo: la pubblicità gratuita che vogliamo fare.

0

rummoSui social e sulla loro funzione piovono spesso critiche assai aspre. Chi vive di social, chi li usa per lavoro, chi non sa neppure cosa siano, chi ne fa benissimo a meno. Sui social si legge di tutto: false notizie, principalmente. Ma, come successo in questi giorni, alcune volte senza i social networks molti fatti rimarrebbero entro i confini delle città e dei loro protagonisti. E’ immensa l’eco che un semplice accorato appello ha avuto in questi giorni: da un “tweet” a Facebook il passo è stato breve. Un post, all’apparenza come tanti altri, lanciato nel web da una donna beneventana. La figlia di uno dei dipendenti  del Pastificio Rummo: un’azienda di nicchia – ma ben conosciuta in tutta Italia dai gourmands –  che produce dell’ottima pasta e che la recente alluvione che ha colpito il beneventano ha messo in ginocchio, compromettendola in maniera molto seria e tenendo anche in “ostaggio” una trentina di dipendenti mentre passava la furia delle acque del fiume Calore  trascinando con sè alberi, auto e moto.

““Sono la figlia di uno dei dipendenti del pastificio Rummo – si leggeva su Twitter pochi giorni fa– “Ho visto per la prima volta la disperazione sulla faccia di mio padre e credo non ci sia cosa peggiore per una figlia. Ma in lui come nei suoi colleghi ho visto tanta voglia di andare avanti, tanta determinazione nel volersi rialzare per essere persino più forti di prima. Ci sarebbero tante altre cose da dire, ma la più importante credo sia #SaveRummo”.

Cosa fare? Intanto l’azienda non rimane di certo a guardare e a godersi la solidarietà.

Rummo-Cosimo-300x201Siamo al lavoro per ripartire quanto prima e siamo onorati e commossi di tanta solidarietà ricevuta – ha dichiarato Cosimo Rummo, presidente del pastificio omonimo  – “Contiamo di parlare presto con precisione dei tempi di recupero a tutti quelli che ci  stanno a cuore, dipendenti, clienti e anche a chi ha espresso il suo amore per la nostra pasta. Fortunatamente però – si legge nella nota – le linee di produzione più importanti saranno in grado di ripartire a breve. Inoltre, l’azienda può contare su un magazzino di oltre 30.000 posti pallet di cui 20.000 sono salvi , quindi può far fronte con lo stock alle richieste di breve periodo dei suoi clienti. Tutti – sottolinea il presidente – dalla famiglia Rummo ai dipendenti alle squadre coinvolte nelle pulizie, stanno lavorando e nel giro di quattro/sei settimane dovrebbe ripartire il 70% della produzione. Così i 150 dipendenti del pastificio potranno con serenità guardare nuovamente al futuro.”

rummo2

E noi cosa possiamo fare? Facilissimo: possiamo acquistare un bel pacco di pasta Rummo per “finanziare” con il nostro piccolo contributo i lavori di recupero di quanto è andato danneggiato e perso, come già accaduto in occasione del terremoto in Emilia con le centinaia di chili di Parmigiano andate danneggiate, anche se solo nella forma ma non di certo nella sostanza. Anche in questa occasione dunque la miglior forma di solidarietà e di aiuto è acquistare la pasta che – peraltro – è un ottimo prodotto. Avremo contribuito, nel nostro piccolo, a preservare dei posti di lavoro e a mantenere in vita un’azienda che porta lustro al meridione e grande qualità sulla nostra tavola.

 

 

Alessandra Verzera

La “Festa del Cuoco” in giro per l’ Italia: tappa a Nola.

0

nolaLa valorizzazione dei prodotti enogastronomici capaci di attrarre turisti e favorire importanti percorsi culturali è  stato il tema al centro della “Festa del Cuoco” svoltasi a Nola lo scorso 13 ottobre. La manifestazione è stata organizzata dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Geremia Biancardi e dall’assessorato alla cultura ed all’istruzione retto da Cinzia Trinchese in collaborazione con l’associazione cuochi Torre Del Greco – Area Vesuviana – Nolana e Strianese.

nola piazzaAppuntamento fin dal mattino in piazza Duomo, appannaggio dei protagonisti della filiera agroalimentare presenti in un’area geografica molto vasta, che va da Nola fino a lambire la provincia di Salerno. I prodotti di eccellenza del territorio sono stati  elaborati da circa 15 chef per la preparazione di finger food , poi  offerti gratuitamente ai cittadini, alle autorità e agli alunni delle scuole coinvolte. nola4Ma non sono mancati neanche uno show cooking, percorsi di degustazione ed esibizioni di intagliatori di zucca.

L’Unione Regionale Cuochi Campania, presieduta da Luigi Vitiello, e l’associazione Cuochi Torre Del Greco – Area Vesuviana – Nolana e Strianese, presieduta da Raimondo di Cristo, insieme all’amministrazione comunale di Nola, hanno voluto dare risalto ad una figura professionale, quella del cuoco, che assume un ruolo di rilievo nella filiera enogastronomica.  io e roccoAntonio Nunziata, membro dell’associazione e tra i promotori dell’evento, ha spiegato: “La valorizzazione dei nostri prodotti può essere uno straordinario volano di sviluppo dell’intero territorio, sia dal punto di vista turistico che economico. L’evento ha coinciso con la ricorrenza del Santo Patrono dei Cuochi, san Francesco Caracciolo. ed ha visto la presenza del presidente nazionale fic Rocco Pozzulo e la partecipazione di tremila e più cuochi della Regione Campania. Momenti di grande emozione e commozione, in una piazza gremita e vibrante di grande partecipazione 

nola3Nola – afferma il sindaco Geremia Biancardidiventa motore di un’iniziativa che evidenzia l’importante connubio tra cibo, prodotti agricoli locali e patrimonio culturale. Con gli chef stellati esalteremo il gusto di visitare la nostra città e la nostra area“.

Un’occasione importante per Nola per la prima volta “padrona di casa” di un evento ispirato ai sapori del buon cibo che punta a valorizzare i prodotti alimentari del made in Italy – ha aggiunto  l’assessore alla cultura ed all’istruzione, Cinzia Trinchese – “Una mini rassegna dell’arte culinaria con chef stellati che in diretta hanno realizzato prelibatezze di ogni genere offrendo alla cittadinanza uno spettacolo gastronomico accompagnato da momenti informativi con professionisti del settore. Un argomento quest’ultimo importantissimo per conoscere l’origine e la produzione degli alimenti che quotidianamente consumiamo e che sono alla base della nostra alimentazione. Informare gustando: questo lo spirito che ha accompagnato l’entusiasmo della giornata”.

Social Eating, Home Restaurant e sanzioni

0

foodlaw2Nei giorni scorsi i Carabinieri dei Nas di Torino hanno erogato la prima sanzione di seimila euro al “Porta Susa home Restaurant”, per l’assenza della documentazione sanitaria necessaria per l’esercizio dell’attività. Attualmente manca una regolamentazione ufficiale, eccetto la regolamentazione MISE 50481, del 10 aprile 2015. L’attività di somministrazione di alimenti e bevande è disciplinata dalla legge 25 agosto 1991, n. 287, così come modificata dal decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59 e s.m.i.., la quale distingue tra attività esercitate nei confronti del pubblico indistinto (cfr. articolo 1) e attività riservate a particolari soggetti (cfr. articolo 3, comma 6). Detta legge all’articolo 1, comma 1 dispone che “per somministrazione si intende la vendita per il consumo sul posto” che si esplicita in “… tutti i casi in cui gli acquirenti consumano i prodotti nei locali dell’esercizio o in una superficie aperta al pubblico, all’uopo attrezzati”. Group Of Friends Eating Meal On Rooftop TerraceL’attività, anche se esercitata solo in alcuni giorni dedicati e tenuto conto che i soggetti che usufruiscono delle prestazioni sono in numero limitato, non può che essere classificata come un’attività di somministrazione di alimenti e bevande, in quanto anche se i prodotti vengono preparati e serviti in locali privati coincidenti con il domicilio del cuoco, essi rappresentano comunque locali attrezzati aperti alla clientela. Infatti, la fornitura di dette prestazioni comporta il pagamento di un corrispettivo e, quindi, anche con l’innovativa modalità, l’attività in discorso si esplica quale attività economica in senso proprio; di conseguenza, non può considerarsi un’attività libera e pertanto non assoggettabile ad alcuna previsione normativa tra quelle applicabili ai soggetti che esercitano un’attività di somministrazione di alimenti e bevande. social2Al riguardo, si richiama la nota n. 98416 del 12-6-2013, che si allega, con la quale la scrivente Direzione ha classificato come un’attività vera e propria di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande quella effettuata da un soggetto che, proprietario di una villa, intendeva preparare cibi e bevande nella propria cucina fornendo tale servizio solo su specifica richiesta e prenotazione da parte di un committente e quindi solo per gli eventuali invitati.
social4Il servizo Gnammo, portale dedicato al Social Eating spiega “In merito alla notizia pubblicata in data 14 ottobre 2015, teniamo a precisare che non è stata comminata nessuna multa alla pratica di social eating, bensì è stata sanzionata una persona fisica che ha somministrato dei pasti in una struttura non autorizzata a farlo” hanno dichiarato i soci di Gnammo, principale portale di social eating italiano. social3“Il social eating, ossia cene private e occasionali tra amici che ho liberamente scelto io di accettare è una pratica assolutamente legale”. Cogliamo però l’occasione per ribadire la necessità di differenziare l’attività di social eating da quella di home restaurant, e noi stessi ci facciamo portatori della volontà che quest’ultimo (l’home restaurant continuativo e non il social eating saltuario) abbia una specifica normativa. Dall’esperienza di quanto accaduto a maggio presso il bed & breakfast torinese è nata la necessità di dar vita al nostro Codice Etico, che abbiamo lanciato il 9 luglio 2015” hanno concluso i fondatori della piattaforma.”
Avvocato Carmine Coviello

L’Isola del Formaggio. L’Alleanza Slow Food dei Cuochi incontra i casari siciliani

0

slow foodUna giornata di celebrazione del patrimonio caseario siciliano – evento conclusivo del progetto europeo Lactimed di valorizzazione della filiera del latte del Mediterraneo – con l’obiettivo di incuriosire, informare e mettere in contatto produttori e chef, promuovendo così l’impegno di chi lavora con rispetto e ricercando la qualità. Si terrà mercoledì 21 ottobre con un programma d’incontri e Laboratori del Gusto presso l’agriturismo Vultaggio a Trapani.

formaggi-tagliereNell’isola esiste una tradizione casearia antichissima, qualcuno sostiene la più antica d’Europa, qui vive il secondo gregge ovino d’Italia per numero di capi ed esistono infinite utilizzazioni culinarie del formaggio. Eppure questo patrimonio straordinario è di difficile percezione non solo fuori dall’isola, anche nella Sicilia stessa, non c’è coscienza diffusa del valore culturale oltre che gastronomico di questo patrimonio.

caciocavallo_silanoI formaggi dei produttori coinvolti dal progetto Lactimed sono prodotti solo con latte crudo, senza fermenti industriali e secondo tecniche rigorosamente tradizionali tramandate di generazione in generazione. Le razze animali che allevano sono autoctone – alcune a rischio di estinzione – e pascolano libere nei territori incontaminati dell’isola per buona parte dell’anno.

cacioricotta 2Sono gli eredi – e i custodi – di una tradizione casearia che si è consolidata in Sicilia, come in altri paesi del Mediterraneo, più di duemila anni fa. Tra questi, sei formaggi sono Presìdi Slow Food e, in molti casi, i produttori allevano razze locali valorizzate da Presìdi Slow Food.

La rete di produttori coinvolti da Slow Food nel progetto Lactimed è raccontata attraverso il sito www.sicilianroots.com in cui è possibile scoprire i formaggi, i cuochi che li propongono e le botteghe in cui comprarli, oltre che conoscere i produttori e organizzare una vacanza nelle loro masserie, contribuendo così a sostenere il loro lavoro e a salvare un pezzetto di biodiversità.

La giornata, che prevede la partecipazione degli chef siciliani appartenenti all’Alleanza Slow Food dei Cuochi, è stata organizzata grazie collaborazione con la Condotta Slow Food di Trapani e l’Agriturismo Vultaggio e con il contributo di Duca di Salaparuta.

PROGRAMMA

caciocavallo2ORE 10
Saluto e introduzione ai lavori
Intervengono: Piero Sardo – Presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità
Altin Prenga – Chef del Ristorante Mrizi i Zanave di Fishtë, testimonial dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi in Albania

Laboratori del Gusto:

ORE 10. 30
Virtù e difetti dei formaggi tradizionali siciliani, ovvero l’apparenza a volte inganna.
Per imparare a conoscere i nostri formaggi: come si capisce se un formaggio è fatto con il latte crudo, con il latte di animali che hanno pascolato, se contiene fermenti industriali, se ha difetti legati alla produzione o alla conservazione?

caciocavallo_podolico1ORE 12
I “magnifici sei” imprescindibili per un carrello degno di rispetto
Degustazione guidata a sei formaggi siciliani di eccellenza

ORE 13.30
Buffet a cura dell’Agriturismo Vultaggio con i prodotti dei Presìdi Slow Food e delle Comunità del Cibo siciliane, ospite d’onore Altin Prenga che cucinerà il lakror un piatto albanese a base di formaggio Mishavin, il primo Presìdio Slow Food d’Albania

ORE 15
La ricotta non è solo un comune latticino
Laboratorio del Gusto alla scoperta dell’autentica pasticceria siciliana con tre pasticceri d’eccezione e…un casaro di valore, perché una buona cassata o un buon cannolo cominciano nell’ovile.

“Colpo di coda”: la ricetta d’autore di Stefano Cilia

0

coda vaccinaCoda vaccina cotta con birra, ricoperta con frammenti di alghe nori, coulis di datterini gialli, crumble al wasabi e quenelle di cipolla caramellata.

INGREDIENTI:
Per la Coda:
1 kg coda vaccina
1 kg datterini gialli
50 gr cipolla dorata dolce
50 gr sedano (il bianco)
330 ml birra rossa
170 ml acqua
20 ml olio EVO
15 gr Sale
5 gr Pepe bianco
15 gr Zucchero
10 Fiori edibili
10 foglie Mentuccia fresca
Per il crumble al wasabi:
25 gr wasabi in pasta
50 gr farina 00
50 gr farina di mandorle
50 gr zucchero
5 gr sale
20 gr olio EVO
Per la cipolla caramellata:
300 gr cipolla rossa di tropea
150 gr zucchero
75 gr olio di semi
50 gr granatina

coda vaccina2PROCEDIMENTO
Per la coda, in un rondeau basso mettere l’olio evo e far scaldare, prendere la coda, precedentemente sezionata, salarla, peparla e cominciare a rosolarla da tutti i lati. Quando è completamente sigillata, aggiungere la cipolla e il sedano e lasciar cuocere per circa 3 min, sfumare con la birra, lasciar ridurre di un terzo e aggiungere i pomodorini tagliati a metà; lasciare cuocere per 10 min a fuoco lento, aggiungere l’acqua, coprire e lasciar cucinare per 1 ora e mezza a fuoco lentissimo, mescolando di tanto in tanto. Quando la carne si staccherà dalle ossa, sarà pronta, quindi togliere dal fuoco, correggere di sapidità e acidità, separare la carne dal sugo dei pomodorini e birra creatosi e lasciar raffreddare separatamente. Una volta fredda, la carne, spolparla dalle ossa, tritarla finemente al coltello e creare dei cilindri della lunghezza di 7 cm e del diametro di 2 cm, arrotolandoli nella pellicola e lasciarli settare in frigorifero per circa un’ora. Frullare il sugo di datterini gialli e birra, passarlo ad un colino fine e porlo dentro un biberon. Una volta settata la coda, tagliare un cilindro a metà dal lato trasversale e ricoprirlo di frammenti di alghe nori.
Per il crumble, impastare tutti gli ingredienti, adagiarli su carta e cuocerli in forno a 160 gradi per 10 minuti. Una volta cotto, lasciar raffreddare e sbriciolare finemente.
Per la quenelle di cipolla caramellata, tagliare la cipolla finemente creando degli anelli, mettere in una pentola con l’olio, lo zucchero e la granatina e far cuocere a fuoco lento per 30 min. appena è cotta, scolare la cipolla dal liquido e far raffreddare.
Impiattare la salsa a spirale, cospargere da u lato con il crumbe di wasabi, adagiare delicatamente la coda dalla parte opposta al crumble, senza schiacciare la salsa, fare una quenelle di cipolla caramellata e sistemarla con una punta a toccare la coda formando un triangolo aperto. Adagiare qualche fiore e le foglioline della mentuccia per decorare. Servire come antipasto freddo.

Chef Stefano Cilia per Scelte di Gusto

Catania : L’arte nei Sapori. Le eccellenze del gusto delle terre dell’Etna negli scatti di Paolo Barone

0

paolo barone locandinaA Catania, in tempi di Expo, si festeggia il gusto e la cultura attraverso le mostre “L’arte nei Sapori. Le eccellenze del gusto delle terre dell’Etna” e “Un viaggio tra il Paesaggio idrico, le specificità colturali e le abitudini alimentari nella provincia di Catania tra Settecento e Novecento”.

Le due mostre difatti, descrivono, se pur con metodi differenti, le bellezze culinarie che da sempre rendono il nostro territorio una meta “gustosa” per il palato.

Paolo Barone (1)“L’arte nei Sapori. Le eccellenze del gusto delle terre dell’Etna”, allestita alle Ciminiere (padiglione E4) racconta, grazie agli scatti del fotografo Paolo Barone, le tradizioni e le prelibatezza siciliane, attraverso un suggestivo viaggio visivo ed un mix tra arte e cultura.

Pasta alla Norma, scacciate, arancini di riso, arance rosse, ficodindia di San Cono al carciofo, ricotta, pistacchio di Bronte, sarde salate, c’è n’è davvero per tutti i gusti, in un contesto scenografico evocativo di oggetti, utensili e tradizioni antiche, dai colori che mettono in risalto le sfumature di ogni singolo scatto.

paolo baroneLa mostra, attiva dall’8 Settembre, è visitabile fino al 31 Ottobre e si concluderà in contemporanea all’Expo di Milano, aperta dal Martedì alla Domenica dalle ore 9.00 alle 18.00.

Molto importante, è sottolineare che molte delle immagini presenti sono già state esibite nelle precedenti mostre realizzate dall’autore in Brasile (San Paolo, Brasilia, Porto Velho, Curitiba, Porto Alegre), in Cina (Pechino), Germania (Colonia) e Regno Unito (Londra).

paolo barone2Per quanto riguarda invece la mostra “Un viaggio tra il Paesaggio idrico, le specificità colturali e le abitudini alimentari nella provincia di Catania tra Settecento e Novecento”, quest’ultima è stata allestita nella dimora odierna dell’archivio di stato di Catania, l’Ex convento di S. Caterina al Rosario che ha sede in via Vittorio Emanuele, 156.

Ed è un viaggio alla scoperta delle origini dell’edificio storico che ospita attualmente l’archivio di stato, del paesaggio idrico, delle abitudini alimentari e colturali catanesi tra il Settecento e Novecento.

paolo barone3Il percorso si apre con l’illustrazione delle origini dell’ edificio monumentale dell’ archivio, e dei compiti e finalità di quest’ultimo, e prosegue con la visita guidata tematica, articolata in tre sezioni: La prima è dedicata alle acque, all’irrigazione dei terreni e ai fiumi utilizzati sia come fonte di cibo sia come forza motrice dei mulini, la seconda alle particolari colture del territorio: il sommacco, il riso, lo zafferano, la liquirizia, la patata, il castagno, il pistacchio, la vite, il ficodindia e il gelso per l’allevamento dei bachi da seta, infine, la terza, ci mostra grazie ai libri di spesa delle principali comunità monastiche del territorio catanese (i benedettini del monastero di S. Nicolò l’Arena, i carmelitani del convento del Carmine, i minori osservanti del convento di S. Maria del Gesù , i domenicani del convento di S. Caterina al Rosario e i minimi del convento di S. Francesco di Paola) le loro abitudini alimentari del tempo, strettamente legate alle tradizioni culinarie siciliane.
La mostra è visitabile dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 18.30 e il sabato dalle ore 9.00 alle ore 13.00 .

Salvo Di Benedetto