Editoriale. Pastificio Rummo: la pubblicità gratuita che vogliamo fare.

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rummoSui social e sulla loro funzione piovono spesso critiche assai aspre. Chi vive di social, chi li usa per lavoro, chi non sa neppure cosa siano, chi ne fa benissimo a meno. Sui social si legge di tutto: false notizie, principalmente. Ma, come successo in questi giorni, alcune volte senza i social networks molti fatti rimarrebbero entro i confini delle città e dei loro protagonisti. E’ immensa l’eco che un semplice accorato appello ha avuto in questi giorni: da un “tweet” a Facebook il passo è stato breve. Un post, all’apparenza come tanti altri, lanciato nel web da una donna beneventana. La figlia di uno dei dipendenti  del Pastificio Rummo: un’azienda di nicchia – ma ben conosciuta in tutta Italia dai gourmands –  che produce dell’ottima pasta e che la recente alluvione che ha colpito il beneventano ha messo in ginocchio, compromettendola in maniera molto seria e tenendo anche in “ostaggio” una trentina di dipendenti mentre passava la furia delle acque del fiume Calore  trascinando con sè alberi, auto e moto.

““Sono la figlia di uno dei dipendenti del pastificio Rummo – si leggeva su Twitter pochi giorni fa– “Ho visto per la prima volta la disperazione sulla faccia di mio padre e credo non ci sia cosa peggiore per una figlia. Ma in lui come nei suoi colleghi ho visto tanta voglia di andare avanti, tanta determinazione nel volersi rialzare per essere persino più forti di prima. Ci sarebbero tante altre cose da dire, ma la più importante credo sia #SaveRummo”.

Cosa fare? Intanto l’azienda non rimane di certo a guardare e a godersi la solidarietà.

Rummo-Cosimo-300x201Siamo al lavoro per ripartire quanto prima e siamo onorati e commossi di tanta solidarietà ricevuta – ha dichiarato Cosimo Rummo, presidente del pastificio omonimo  – “Contiamo di parlare presto con precisione dei tempi di recupero a tutti quelli che ci  stanno a cuore, dipendenti, clienti e anche a chi ha espresso il suo amore per la nostra pasta. Fortunatamente però – si legge nella nota – le linee di produzione più importanti saranno in grado di ripartire a breve. Inoltre, l’azienda può contare su un magazzino di oltre 30.000 posti pallet di cui 20.000 sono salvi , quindi può far fronte con lo stock alle richieste di breve periodo dei suoi clienti. Tutti – sottolinea il presidente – dalla famiglia Rummo ai dipendenti alle squadre coinvolte nelle pulizie, stanno lavorando e nel giro di quattro/sei settimane dovrebbe ripartire il 70% della produzione. Così i 150 dipendenti del pastificio potranno con serenità guardare nuovamente al futuro.”

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E noi cosa possiamo fare? Facilissimo: possiamo acquistare un bel pacco di pasta Rummo per “finanziare” con il nostro piccolo contributo i lavori di recupero di quanto è andato danneggiato e perso, come già accaduto in occasione del terremoto in Emilia con le centinaia di chili di Parmigiano andate danneggiate, anche se solo nella forma ma non di certo nella sostanza. Anche in questa occasione dunque la miglior forma di solidarietà e di aiuto è acquistare la pasta che – peraltro – è un ottimo prodotto. Avremo contribuito, nel nostro piccolo, a preservare dei posti di lavoro e a mantenere in vita un’azienda che porta lustro al meridione e grande qualità sulla nostra tavola.

 

 

Alessandra Verzera

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