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Torna il Master of Food di Slow Food. A Torino la cucina dei Re.

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masterNiente di meglio di una buona zuppa in una fredda serata autunnale, ma perché limitarsi alla ”solita zuppa” quando si possono fare sfiziose capatine nelle tradizioni gastronomiche di paesi lontani sia geograficamente che culturalmente? È la proposta che fa Slow Food Italia per lunedì 9 novembre con l’appuntamento dedicato alla Russia di Sasha Fedotenko della Gastronomia Sovietniko. L’incontro fa parte del ciclo di Master of Food dedicato alle Tecniche di Cucine dal mondo, una serie di speciali lezioni di cucina firmate Slow Food Italia, in collaborazione con il Miele Center di Piazza Bodoni a Torino. Ambasciatore della cucina russa ai piedi delle Alpi, Sasha esplorerà l’interpretazione della stufatura al forno secondo la sua tradizione, con il pesce alla Suvorov. Una preparazione molto semplice e allo stesso tempo energetica a base di pesce, in questo caso trota salmonata, funghi e patate con cui il generale russo alla fine del ‘700 nutriva il suo esercito durante la campagna italo-svizzera. Inoltre, lo chef preparerà la zuppa Schij di Pietro il Grande: a base di verza, è il simbolo per eccellenza della cucina russa, sincera e trasparente come i suoi abitanti. In base agli ingredienti usati arricchisce la tavola di contadini e re, e nella versione di Pietro il Grande, insieme alla verza fermentata, si gustano carne di manzo e funghi porcini.

shiTecniche di Cucina dal mondo consente di fare il giro del mondo grazie all’abilità degli chef che a Torino propongono la loro tradizione gastronomica. Ogni partecipante si cimenterà con strumenti e ingredienti in un viaggio virtuale e gustoso con la guida attenta dei Master of Food, il progetto di Slow Food Italia per imparare a riconoscere il piacere del cibo e a sceglierlo ogni giorno.

Grazie all’approccio innovativo e alla didattica partecipata, con i Master of Food si visitano i luoghi di produzione e vendita dei prodotti enogastronomici e si impara simulando, degustando e confrontando, per acquisire le conoscenze legate al cibo attraverso il saper fare e il saper scegliere. Dalla birra al formaggio, dal vino al miele, dal caffè ai dolci, dai cocktail al fare la spesa, oltre che ovviamente tecniche di cucina.

A ospitare gli appuntamenti il Miele Center di Piazza Bodoni a Torino, che mette a disposizione anche i propri moderni e tecnologici elettrodomestici. Miele, leader nel settore di riferimento e Socio Sostenitore dell’Università di Scienze Gastronomiche, sottolinea ancora una volta il legame con Slow Food e l’attenzione verso le materie prime, le tecniche di preparazione e la cottura. Dopo EuroCucine, il Salone del Gusto e Terra Madre e l’edizione 2015 di Slow Fish, i Master of Food sono la sintesi della costante ricerca di standard qualitativi eccellenti.

 

Editoriale. La Commemorazione dei Defunti e la tradizione a tavola.

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macaronsLa Commemorazione  dei Defunti è una tradizione antichissima che solo in tempi molto recenti, ed immagino a causa della globalizzazione che ci ha quasi imposto di assimilare persino feste e tradizioni di altri popoli, segue di poche ore la festa di Halloween che – a voler ben guardare – è una parodia della morte stessa, una “non commemorazione” dei defunti.
catering2Un modo festoso per esorcizzare la morte, sostiene qualcuno: e del resto basti pensare alla diversità immensa tra i riti fumebri italiani, ad esempio, e quelli statunitensi ed anglosassoni, e persino irlandesi, laddove l’ Irlanda è un Paese sicuramente cattolico e sicuramente molto osservante. In luoghi diversi dall’ Italia però il rito funebre è equiparabile ad una vera e propria festa: opulenta quanto un matrimonio, comprende ricevimento, musica, danze, omaggi ed inviti estesi. Ho preso parte a funerali in cui tutti ridevano ed in cui l’unico tratto identificativo del lutto era il nero dell’abbigliamento, dei lega tovaglioli e delle tovaglie del buffet. cateringPer il resto, appunto, si mangiava, si rideva, si scherzava, si danzava, si narravano anche episodi imbarazzanti della vita terrena del caro estinto. Io ero vagamente a disagio, ed ero anche l’unica italiana. Un punto di vista, come mi spiegarono alcuni irlandesi che festeggiavano la morte del padre: un modo per salutare gioiosamente la dipartita di qualcuno a noi caro e di accompagnarlo, tra danze ed allegria, nel viaggio più bello; che è quello di ricongiungimento al Padre, laddove pare che per alcuni lo scopo, il fine ultimo della vita, sia quello di morire. Esattamente, punti di vista.Piace, non piace: ad alcuni la festa di Halloween piace moltissimo costituendo in effetti una sorta di anticipazione di carnevale, ad altri da proprio fastidio perchè  trovano che sia dissacrante, derisoria, vagamente offensiva. Halloween-2Naturalmente business e fantasia si sprecano: costumi, gadgets, addobbi; tutto nel segno dei due colori predominanti di Halloween; l’arancio e il nero. Persino i dolci ed i biscotti si vestono per Halloween: come i Macarons che abbiamo scelto per rappresentare questa ricorrenza. Sia come sia, i ragazzi amano “la notte delle streghe” che a tanta filmografia horror ha dato vita.  Ma per i non più giovanissimi la morte, ed il ricordo dei cari non più su questa terra, rimane un fatto solenne, intriso di mestizia, di visite ai cimiteri, di odore di fiori, spesso troppo intenso, quasi intossicante. Per noi che abbiamo superato i trent’anni, la commemorazione dei defunti odora di erba, di cipressi, di silenzio. Anche se non è infrequente vedere correre e giocare bimbi tra i viali dei cimiteri, o scartare caramelle sulle tombe dei bisnonni. martorana2 L’eterna contrapposizione tra la vita e la morte risiede anche in questa dicotomia. Ma per gli italiani, e maggiormente per gli italiani del meridione, la commemorazione dei defunti è in qualche modo legata ad Halloween: è infatti tradizione siciliana che i defunti , nella notte tra  l’uno ed il due di novembre, entrino nelle case dei propri cari per lasciare dolci e giocattoli. Una rimaterializzazione dei defunti, dunque, che tornano sulla terra e tra i vivi e che gironzolano tutta la notte visitando le case dei parenti in cui spesso – e di questo sono certa – bambini atterriti aspettano questa visita nel silenzio dei loro lettini, visto che vengono spediti a nanna prima del solito per dar modo ai defunti di entrare senza essere visti. pupiEbbene, credo che il terrore per un simile evento sia anche superiore all’eccitazione per i dolci ed i regali che quei bambini troveranno, la mattina del 2 novembre. Non è quindi così tanto diverso dal concetto espresso dalla festa di Halloween che però, di sicuro, si tinge di tinte horror in cui i defunti tornano a spaventare, ricordando i famosi Zombies, più che a lasciare giocattoli. Recentemente sono piovute critiche molto severe nei confronti della festa di Halloween da parte della Chiesa, che l’ha descritta come  una festa dedicata a Satana. Mi sembra francamente eccessivo: anche perchè se l’anima esiste, esiste l’anima santa e quella che santa non è mai stata neanche quando occupava il corpo di gente in vita. Se l’anima non muore ci si deve aspettare che non muoia neanche l’anima maligna. E se si porta avanti il messaggio per cui le anime ritornano a visitare i propri cari, questo diritto va esteso anche alle anime scure. Di sicuro la filmografia che rappresenta i più efferati delitti, spargimenti copiosi di sangue e tragedie immani che si consumano nella notte di Halloween, non aiuta la reputazione di una festa tutto sommato innocua, finendo con il definirla come una notte di estrema cattiveria; un salvacondotto per assassini della peggior specie. ossa-di-mortoMa del resto dare da mangiare ai bambini dei biscotti che si chiamano Ossa di Morto reca in sè qualcosa di macabro: e poco importa se il tutto viene addolcito dai Pupi di Zucchero e dai frutti di Martorana: il concetto per cui la mattina del due di novembre ci si ciba di Ossa di Morto, suggerisce qualcosa di sicuramente macabro, non volendo andare a a scomodare un possibile riferimento all’antropofagia.Ma la tradizione nostra è questa, e non ammettiamo intromissioni mancando però di autocritica: infatti anche da noi la solennità cede spesso il passo al consumismo. tetùE tra i nostri dolcetti anche i Tetù, biscotti in origine realizzati usando i resti di altri biscotti sbriciolati ai quali veniva aggiunta frutta secca tritata. I Tetù- la cui origine ed etimologia sono praticamente sconosciute – sono bianchi e neri,e  la parte scura è ottenuta mediante l’aggiunta di polvere di cacao all’impasto. Qualcuno fa risalire il nome al dialetto siciliano:  “tieni tu” ( tè tu), , indicando il gesto dell’offerta del biscotto ai propri commensali. Del resto in Sicilia si usa ancora dire ” tè tu, mancia” ( dai su, mangia), quando si offre qualcosa a qualcuno o lo si esorta a cibarsi. Ma è un dialetto arcaico, forme desuete le cui origini si  perdono nella notte dei tempi. Nessuno li prepara più secondo tradizione ed usando gli avanzi di altri biscotti: ormai i Tetù si trovano praticamente tutto l’anno, ma non possono mancare nel paniere dei dolci dei Morti. Una cosa è certa, rispetto alla tradizione gastronomica che ruota intorno alla commemorazione dei defunti: è un trionfo di glucidi e di calorie, e su quello ci si trova tutti d’accordo. Qualunque sia la vostra origine e qualunque sia la vostra credenza, abbracciate la tradizione come meglio credete. Ma, soprattutto, abbracciate chi amate ed avete ancora accanto e dedicate un pensiero ed un attimo di raccolto silenzio a chi non c’è più  ed il cui posto a tavola è rimasto e rimarrà per sempre vuoto. Serena commemorazione dei defunti a tutti voi.

Alessandra Verzera

Foto: web

Foto dei Macarons in copertina: Chef de Patisserie Chen Lin

Expo, Il Cluster dei Record. Dario Cartabellotta: ” La Sicilia pronta per Dubai”.

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cluster 3 bioLe partite si giocano sempre fino alla fine”. Esordisce così Dario Cartabellotta, Responsabile Unico del Cluster Biomediterraneo, a conclusione della fortunata e riuscita kermesse, smentendo chi, a sole 24 ore dall’apertura dell’Expo, lo definiva già un flop.

cluster4Ubicato nel posto più visitato di Expo, tra l’albero della vita e Palazzo Italia, il Cluster BioMediterraneo vince la sua sfida e chiude i battenti con un bilancio positivo e visite da record. Il Cluster ha registrato 2,5 milioni di visitatori.
Le presenze sono cresciute nel tempo grazie alla comunicazione e ad un passa parola sulla varietà, la ricchezza e la curiosità: 117 mila presenze a maggio, 180 mila a giugno, 124 mila a luglio, 300 mila ad agosto, 720 mila a settembre, 1 milione a ottobre.
La “Sicilia”, con oltre 350 aziende partecipanti e circa 100 comuni, risulta, quindi, la Regione d’Italia che ha avuto il più grande impatto tra i milioni di visitatori di Expo, valorizzando e promuovendo in maniera unica le eccellenze dei territori, delle aziende e dei prodotti siciliani.
cartabellottaDue milioni e trecentomila euro i ricavi del Cluster, che non ha avuto stanziamenti di risorse dalla Regione Siciliana per la gestione e il funzionamento: quasi un milione di euro è stato ricavato dalla vendita di cibo, vino e prodotti siciliani nei 4 chioschi del Cluster (26% nel Wine bar-ristorante, 27% nel Forno con pane e pizze di Tumminia, 6% nel Market del Mediterraneo, 17% nel chiosco dei dolci, 4% nell’ape car destinata allo street-food e 20% nel banco granite); cinquecento mila euro sono stati ricavati dalla partecipazione di Aziende e Comuni e quasi un milione di euro dai Gruppi di Azione Locale (GAL) e Gruppi di Azione Costiera (GAC) che hanno realizzato nel Cluster la settimana di protagonismo e cooperazione mediterranea dei propri territori.Centocinquantamila gli scontrini emessi (dato ai primi di ottobre) e 500 mila persone che hanno apprezzato i prodotti di Sicilia, ambasciatori straordinari della Sicilia, divenuta categoria del Food & Wine internazionale, in un appuntamento mondiale del cibo, dove ognuno ha mostrato le proprie identità, dalle carni di coccodrillo a quelle di zebra.
In questi sei mesi ho visto due generazioni di chef Siciliani, fortemente motivati, grandi innovatori e conoscitori del territorio – afferma Cartabellottache hanno fatto venire a migliaia di visitatori non solo l’acquolina in bocca, ma anche la voglia di visitare la Sicilia.
Nella sua visita, il Ministro dell’Ambiente di Hong Kong, Wong Kam-Sing, dopo aver mangiato siciliano e scoperto la bontà, il valore nutrizionale e l’effetto salutistico dei prodotti di Sicilia, ha dichiarato che avrebbe adottato il Cluster come sua “Farmacia”.
crocettaHanno visitato, tra gli altri, il Cluster Biomediterraneo in questi 6 mesi: Premier e Ministri dei Paesi del Mediterraneo, il Cardinale Montenegro; il Presidente del Senato Piero Grasso; il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Maurizio Martina; il Console della Palestina Hani Gaber; il Ministro della salute della Repubblica d’Angola Josè Van-Dunem; Il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Gian Luca Galletti; il Vice Ministro delle Politiche Agricole, Andrea Olivero; il Ministro dell’Ambiente di Hong Kong, Wong Kam-Sing; Carlo-PetriniIl Ministro dell’Economia Libanese, Alan Hakim; il numero due dell’Onu e direttore generale dell’UNEP (United Nations Environment Programme) Achim Steiner; il Presidente della Camera del Commercio e dell’Industria della Tunisia, Mounire Mouakhar; il Primo Ministro del Governo Tunisino, Habib Essid; il Presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta;farinetti il Presidente della Commissione Attività Produttive dell’Assemblea Regionale Siciliana, Bruno Marziano; Jean Todt, ex Amministratore Delegato della Ferrari; il critico Vittorio Sgarbi; il nutrizionista Giorgio Calabrese; il fondatore della catena Eataly, Oscar Farinetti; il fondatore di Slow Food, Carlo Petrini; Federico Quaranta di Decanter di Rai Radio2; l’ex presidente della Camera Irene Pivetti; il calciatore Stevan Jovetic; l’atleta paralimpica, Giusy Versace; PIETRO-GRASSOil pallavolista Andrea Lucchetta; il pilota motociclistico sammarinese, Alex De Angelis; il calciatore ivoriano, Yaya Tourè; il batterista dei Pooh, Stefano D’Orazio; l’attrice Maria Grazia Cucinotta; le Miss Italia Giulia Arena e Clarissa Marchesa, l’artista serbo Goran Bregovic; i Sindaci di 100 comuni siciliani e tante altre personalità del mondo delle istituzioni, della cultura e della stampa internazionale.
“Qui mi sento come a casa – ha dichiarato il Presidente del Senato, Piero Grassocannolo, cassata, anelletti al forno, e pasta con le sarde, la Sicilia è cultura e gastronomia. Questo spazio condiviso da più culture, ha aggiunto, è simbolo di armonia e integrazione”.
Mounire MouakharIl Mediterraneo è visto come un mare che divide, ma nel Cluster Biomediterraneo, si uniscono Paesi culturalmente diversi – ha affermato il Presidente della Camera del Commercio e dell’Industria della Tunisia, Mounire Mouakhar simbolo di quest’unione è l’ulivo, Fin dove c’è ulivo c’è Mediterraneo”.
Sono stati raggiunti i tre obiettivi che la Sicilia si era posta: promuovere l’identità agricola, marinara e alimentare della Sicilia, favorire l’integrazione mediterranea e contribuire all’innovazione geopolitica.
circuiti cartabellotta e salerno circuitobaccovenere 3Promuovere le identità di Sicilia attraverso tutti i suoi territori, dall’Etna al Sud-Est, dalle Isole Minori alle aree Interne, dalla Palermo Arabo Normanna alle terre di Trapani, dai Nebrodi, ai Peloritani e le Madonie, fino al Calatino, l’Ennese, i Sicani e il Nisseno, dimostrando al mondo intero che un prodotto alimentare è legato al territorio, credo sia stato il valore aggiunto in un’Expo delle multinazionali e dei cibi esotici – afferma Dario Cartabellotta, Responsabile Unico del Cluster – Abbiamo voluto raccontare le nostre identità, con la nostra semplicità, perché siamo convinti che la storia di un prodotto raccontato ne esalta il valore, perché assaporare il cibo di un territorio significa gustare la cultura di un popolo.
Un successo anche l’integrazione mediterranea: la piazza del Cluster è stata più volte definita come la grande Agorà, centro nevralgico e luogo strategico della democrazia e del pacifico dialogo tra i Paesi del Mediterraneo, dove ognuno ha sentito di essere a casa sua.
Alain HakimIl nostro padiglione è piccolo e modesto ma siamo fieri di essere qui – ha dichiarato Alain Hakim, Ministro dell’Economia e del Commercio del Libano – Vogliamo portare un messaggio di pace e speranza, ha aggiunto e ringraziamo l’Italia per il supporto che ci ha dato nella partecipazione ad un evento così unico”. Il Ministro ha inoltre espresso la volontà di rafforzare le relazioni economiche e culturali tra le città di Beirut e Palermo, tra la Sicilia e il Libano, a conferma del legame storico della Sicilia con i Fenici.
Essere stati dentro il Cluster ha significato uscire dall’idea di singolo padiglione per abbracciare la cultura mediterranea, senza che per questo snaturasse si l’identità di ciascun Paese.
Il Libano è stato citato nelle guide di Expo per le cucine etniche, la Grecia per lo zafferano, la Serbia per i frutti di bosco, la Tunisia per il cous cous e i datteri, prodotti che, all’interno di questa piazza, integrati con il “mosaico Sicilia” hanno moltiplicato il valore aggiunto del Cluster.
biomediterraneum_cluster_NPiù volte in questi mesi il Cluster è stato definito e si è confermato come il più attivo.
La guida ViviExpo del Corriere della Sera sostiene che piace perché ha il tipico clima accogliente del Mediterraneo: si mangia, si beve e si fa festa e la Sicilia che lo coordina riempie di eventi la piazza comune. Molto apprezzati i chioschi siciliani, l’elegante ristorante algerino, i take away di Libano e Tunisia, oltre che il padiglione dell’Egitto con la navigazione sul Nilo coi visori 3D e schermi interattivi, il miele di Malta, la sala da narghilè dell’Algeria.
Il terzo obiettivo è stata l’innovazione geopolitica con la Carta del Biomediterraneo, frutto di 6 mesi di lavoro comune e proiezione delle politiche del mediterraneo verso il futuro. È centrata su tre grandi temi: la Dieta Mediterranea, il paesaggio rurale e la pesca artigianale.
La Carta mette d’accordo i Paesi nel trattare questi temi con lo stesso spirito di collaborazione e cooperazione che c’è stato in questi mesi all’interno del Cluster. A tal proposito, il Ministero delle Politiche Agricole ha espresso la volontà e la possibilità di rendere permanente il Cluster, per continuare a sviluppare le politiche di coesione, collaborazione e integrazione che hanno costituito l’anima della grande Piazza.
Il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Maurizio Martina, in visita al Cluster BioMediterraneo ha affermato:“Il Cluster del BioMediterraneo è molto bello, coinvolgente ed esprime davvero bene l’incrocio culturale e storico che il Mediterraneo in particolare rappresenta per tutti noi. Mi sembra che siamo sulla strada giusta e ogni giorno che passa aumenta la potenza della rappresentazione del Cluster per tutta l’EXPO”.
tunisia expoEd ancora, il Sottosegretario per la Pesca della Tunisia, Youssef Chahed, in occasione del Blue Sea Land, patrocinato da Expo Milano 2015, che si è svolto a Mazara del Vallo dal 9 al 11 ottobre, ha dichiarato che d’ora in avanti la risorsa ittica del canale di Sicilia sarà gestita insieme all’Italia e alla Sicilia. “Perché il Mediterraneo non si spartisce, ma si gestisce insieme”, afferma, il Responsabile Unico del Cluster Biomediterraneo.
A far da padrona di casa al Cluster, la Dieta Mediterranea, dichiarata nel 2010 Patrimonio Unesco, alla quale è stata dedicata, in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, un’intera settimana di workshop, laboratori, incontri e degustazioni.
In quest’occasione è stata compiuta un’importante operazione di allargamento del Mediterraneo sulla Dieta Mediterranea, con la sottoscrizione del Piano di Azione della Dieta Mediterranea tra i Paesi aderenti alla stessa e riconosciuti dall’Unesco (Italia, Spagna, Portogallo, Marocco, Grecia, Croazia e Cipro) e i Paesi del Cluster (Libano, Algeria, Tunisia e Egitto) che hanno dichiarato la volontà di entrarci. Il Piano di Azione interverrà soprattutto sul piano educativo con il coinvolgimento di scuole, enti di ricerca e ristoranti.
Fortemente apprezzato anche dal Presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta: “L’investimento fatto ritornerà in termini d’immagine – afferma il Presidente – Si è raggiunto un grande risultato, si sta consolidando sempre più il ruolo della Sicilia come ponte economico, sociale e culturale nel Mediterraneo. Considerata oggi, come nel passato, una porta per il Sud del Mondo, ma anche una porta per l’Europa, la Sicilia ha sempre più un ruolo di importante cerniera nel Mediterraneo”.
dario-cartabellottaIl Cluster BioMediterraneo ha ospitato inoltre il World Expo Museum, in cui è possibile ritrovare le testimonianze di tutte le Esposizioni Universali. Dalla prima, che ha avuto luogo a Londra nel 1851, passando per quella di Parigi del 1889 dedicata all’industrializzazione, a quella di Osaka del 1970 dedicata al progresso e all’armonia, o a quella di Seattle del 1962 sullo spazio e tecnologie del futuro, fino ad arrivare al prossimo appuntamento che avrà luogo a Dubai nel 2020 e che avrà come tema caratterizzante la condivisione delle conoscenze e il ruolo delle tecnologie.
Connecting minds, creating the future” ovvero “connessione delle menti, creazioni del futuro” è il titolo del prossimo Expo dedicato a far conoscere soluzioni sostenibili a problemi globali attraverso una forte collaborazione tra culture e regioni.
Ci siamo impegnati per sei mesi a creare collaborazione interculturale, a connettere menti e a raccontare territori – afferma Dario Cartabellotta – la Sicilia ha mostrato grande abilità nel valorizzare l’integrazione delle diversità, mostrandosi pronta ad affrontare le prossime sfide lanciate da Dubai 2020”.

 

 

 

Tutte le foto presenti nell’articolo sono tratte dal web 

Vinitaly International promuove il vino italiano all’ Hong Kong International Wine & Spirits Fair

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vinitalyNumeri significativi quelli di Vinitaly International all’Hong Kong International Wine & Spirits Fair: più di 1.000 metri quadrati di area espositiva con oltre 137 espositori e più di 800 etichette in degustazione .  Dal 5 al 7 novembre 2015, negli spazi del Convention and Exhibition Centre, Vinitaly International partecipa per il sesto anno consecutivo alla più importante fiera dedicata al settore vino e distillati dell’area asiatica, organizzata da HKTDC (Hong Kong Trade Development Council ). «La presenza di un gran numero di espositori riuniti sotto il brand di Vinitaly rappresenta un segnale molto positivo di continuità con le passate edizioni, che può essere letto come un forte slancio dei produttori di vino italiani verso un’azione più coordinata per la promozione dei nostri sul mercato cinese» sottolinea Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere.

Wine & Spirits Hong Kong 2014 FairGiunta alla sua ottava edizione, Hong Kong International Wine & Spirits Fair 2015 si inserisce nel business tour di promozione del vino italiano di Vinitaly International, dopo la tappa cinese di settembre al Shanghai Wine and Dine Festival e prima di quella russa che si svolgerà al Swissôtel Hotel di Mosca il prossimo 16 novembre. Un programma che ha l’obiettivo di incrementare la conoscenza delle etichette italiane nel mondo, ma anche fornire alle aziende produttrici nuove opportunità di business e relazioni con delegazioni di buyer, direttamente nei loro mercati di competenza. Contatti che andranno a consolidarsi poi in occasione di Vinitaly – che nel 2016 festeggerà la sua 50ª edizione – e di tutte le attività che Veronafiere offre al settore vino, in agenda nel prossimo anno.

vino_italianoHong Kong rimane un mercato strategico per le aziende vitivinicole italiane, per due motivi: da un lato, agisce come corsia preferenziale per i nostri produttori che esportano nella Cina continentale. Dall’altro, dato l’elevato potenziale di crescita interna, rappresenta uno sbocco importante per le etichette italiane. Le importazioni di vino a Hong Kong hanno registrato, lo scorso anno, una crescita del 5,1%, con un valore complessivo di 984 milioni di euro (FONTE: HKTDC, il 27 febbraio 2015). In particolare la quota di vino italiano nel 2014 è stata pari all’1,5% sul totale importato e, nel periodo compreso tra gennaio e luglio 2015, ha registrato un ulteriore anche se lieve aumento (FONTE: Istat). Dati che confermano come il nostro Paese abbia sia i numeri che la varietà produttiva per conquistare l’attenzione dei consumatori di Hong Kong, a patto di fornire loro anche gli strumenti per orientarsi e apprezzare il vasto e variegato panorama vitivinicolo del Belpaese.

cinesevinoPer i produttori italiani la parola chiave di questa edizione di Hong Kong International Wine & Spirits Fair è ancora una volta “educazione” e Vinitaly International ha raccolto la sfida raddoppiando il numero delle sue sale di degustazione per offrire ai partecipanti un programma ancora più ricco e completo di iniziative: le delegazioni commerciali e stampa cinesi possono quindi scegliere tra tredici masterclass sul vino italiano, realizzate in partnership con Consorzio Vino Chianti, Vini Alto Adige, Italian Wine & Stile Promotion, Consorzio Tutela Vini Valpolicella, Tommasi Family Estates, Enoteca Regionale Emilia Romagna e Grande Passione ..
La missione educational viene ulteriormente arricchita da quattro Executive Wine Seminar della Vinitaly International Academy (VIA), tenuti dal suo Direttore Scientifico Ian D’Agata in collaborazione con i primi VIA Italian Wine Ambassador (IWA), nominati lo scorso marzo ad Hong Kong in occasione della 1ª edizione del Corso di Certificazione VIA. L’ultimo giorno di fiera è prevista inoltre una sessione di esame VIA, per dare una seconda possibilità ai candidati che desiderino diventare Ambassador e Italian Wine Expert (IWE).
Come nelle precedenti edizioni, ogni giorno la Vinitaly Lounge offre ai partecipanti l’opportunità di assaggiare cibi della nostra tradizione gastronomica, bere una tazza di buon caffè e provare il famoso aperitivo all’italiana grazie alla partnership Fabbri 1905. Il programma della Lounge include infine una serie di incontri e interviste organizzate in collaborazione con i media partner Vinehoo, Wines-info e Wine in China.

 

Food & Pastry Creative Show: creatività e cibo di scena a Bologna

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food pastryFood&Pastry – The Creative Show è lo special event della manifestazione Il Mondo Creativo dedicata a tutte le espressioni più creative, dal fai da te al paper craft fino ai party DIY.

Una nuova formula – presentata in anteprima ad aprile 2015 e interamente organizzata da BolognaFiere -che si propone come declinazione gastronomica de Il Mondo Creativo. Food&Pastry è quindi l’appuntamento nel segno della creatività dedicato al mondo della cucina, della pasticceria, del cake design, del bartending e non solo, in programma dal 20 al 22 novembre 2015 a BolognaFiere.

food pastry5Un intenso programma di laboratori, live cooking, incontri, corsi, degustazioni guidate e premiazioni contraddistingue il carattere di Food&Pastry – The Creative Show. Un percorso capace di guardare contemporaneamente al passato – all’antica creatività delle tradizioni italiane – ma che non perde di vista le tendenze più attuali. Dalle lezioni di pasta fresca all’uovo con le Mariette di Casa Artusi, custodi della tradizione emiliana – romagnola, ai corsi di pasticceria e cake design dedicati al Natale. Quest’ultimo sarà, infatti, uno dei temi principali della manifestazione, che non a caso si svolge in prossimità delle feste natalizie.

food pastry2Tanti i grandi interpreti della cultura enogastronomica italiana coinvolti in questa prima edizione. food pastry3Dalla pasticceria di autentici maestri come Gino Fabbri, Luigi Biasetto, Iginio Massari, alla cucina d’autore di chef stellati come Gianfranco Vissani, Mauro Uliassi e Cristina Bowerman; dalla geniale creatività dei protagonisti della TV come Toni Brancatisano, Hirohiko Shoda e Antonio Daloiso, all’arte del bere con flair bartender come Bruno Vanzan ed esperti come Leonardo Pinto, fino al gusto della cucina naturale e vegana di Martino Beria e Beatrice Calia.

Food&Pastry – The Creative Show, inoltre, ospita sul suo palcoscenico la consegna del Premio Nazionale Galbanina, riconoscimento assegnato ogni anno a personalità della cultura, del giornalismo, della cucina e dell’imprenditoria che premierà nel 2015 Alessandro Regoli, Andrea Scanzi, Gino Fabbri e Giulio Babbi.

food pastry7Esposizioni sinergiche tra Il Mondo Creativo e Food&Pastry renderanno la visita un’esperienza interessante per appassionati e operatori di settore. Forme, colori e creatività: per rendere più originale ogni aspetto della vita quotidiana, dal fai da te al food.

La direzione artistica del nuovo progetto è affidata a grandi professionisti italiani del settore suddivisi nelle seguenti aree tematiche:

• Pasticceria creativa: la grande tradizione pasticcera italiana nei suoi aspetti più creativi con i migliori maestri pasticceri.
• Cake design: le nuove tendenze internazionali raccontate dalle professioniste del cake design.
food pastry4• Cioccolato: i segreti e le tecniche più avanzate per la lavorazione dello zucchero e del cioccolato.
• Food creativo: tanti live cooking insieme ai migliori chef del panorama italiano, un vero e proprio spettacolo per professionisti e amanti della cucina sempre alla ricerca di nuove idee e tecniche.

• Bartender: l’arte del bere in un’area dedicata a tutti i professionisti e gli appassionati del bartending, dove troverà spazio anche il mondo del latte e del caffè.
• Confezionamento: le nuove idee dal mondo del confezionamento e del food style.

I PROTAGONISTI
AREA PASTRY
iginio massariI Pasticceri coinvolti in collaborazione con Gino Fabbri, direttore artistico dell’Area Pasticceria, saranno:Laura Ardagna, Luigi Biasetto, Antonio Daloiso, Leonardo Di Carlo, Francesco Elmi, Davide Malizia, Iginio Massari, Roberto Rinaldini, Renato Zoia. . In collaborazione con Catia Cavani responsabile dell’Area The Cake Show i Cake Designer: Toni Brancatisano, Manuela Taddeo e Barbara Borghi in arte Mabanubye Donatella Semalo.

AREA FOOD
In collaborazione con Il Festival della Cucina Italiana, gli chef al fianco di Francesco Carboni e Vincenzo Vottero saranno: Martino Beria, Cristina Bowerman, Beatrice Calia, Sergio Ferrarini, Hirohiko Shoda (Hiro), Fabio Lorenzoni, Marco Montanari, Davide Sagliocco, Tano Simonato, Emanuela Tommolini, Mauro Uliassi, Gianfranco Vissani e William Zonfa.

bruno vanzanAREA BARTENDER
Alessandro Romoli sarà l’Art Director di quest’area insieme ai ragazzi dell’Accademia del Bar, qui si sfideranno campioni del calibro di Bruno Vanzan e saranno organizzati interventi con esperti di settore come Leonardo Pinto per il Rum o Michele Pauletic per il Caffè.

I TEATRI
Live cooking e momenti di approfondimento gratuiti e aperti al pubblico

TEATRO PASTRY
in collaborazione con Pasticceria Internazionale.
Protagonisti sul Teatro Pastry i grandi Maestri Pasticceri e Maître Chocolatier di questa prima edizione ufficiale. Presenti anche alcuni dei migliori Cake Designer del settore che porteranno sul teatro i segreti dell’arte più dolce.

Andrea-Scanzi-LA3-2TEATRO FOOD
in collaborazione con La Madia Travelfood.
Tradizione, tendenze contemporanee e creatività saranno i fili conduttori del Teatro Food, uno spazio in cui verranno realizzati vari live cooking. Chef stellati e di altissimo livello si alterneranno nei tre giorni di manifestazione per la gioia dei visitatori che potranno essere tra i fortunati ad assaggiare i deliziosi piatti.
Durante la giornata di domenica 22 novembre, sul Teatro Food sarà consegnato anche l’ambitissimo Premio Nazionale Galvanina ad Alessandro Regoli, Andrea Scanzi, Gino Fabbri e Giulio Babbi.

TEATRO BARTENDER
in collaborazione con Accademia del Bar.
L’arte del bere miscelato trova posto nel Teatro Bartender, dove è possibile non solo assistere gratuitamente alle acrobatiche esibizioni di flair bartender e professionisti del bartending, ma anche divertirsi in un’apposita area dedicata a lezioni pratiche sul servizio bar con postazioni professionali a disposizione di tutti i visitatori.

food pastry 6Cinque  Aule dedicate ai corsi.
Corsi e laboratori a pagamento

food pastry8A Food&Pastry, spazio anche a momenti di apprendimento e approfondimento, a partire dalle tecniche fondamentali di pasticceria, cucina e bartending. I corsi offrono l’opportunità di acquisire competenze non solo professionali, ma anche di apprendere facilmente e con piacere, l’arte culinaria grazie all’esperienza dei docenti. Nell’AULA PASTRY durante tutte e tre le giornate si realizzeranno numerosi workshop a pagamento. Grazie alla guida dei pasticceri si potranno approfondire i passaggi fondamentali dell’arte pasticcera e conoscere tutti i segreti per preparare torte, biscotti e dolci, perfetti per il fine pasto, ma anche per il brunch o per il tea-time. Nell’AULA CAKE DESIGN si potranno, invece, scoprire i segreti del cake design e della sugar art, imparando tecniche e trucchi professionali per preparare fantasiose creazioni. Nell’AULA FOOD, gli chef realizzeranno lezioni tematiche dedicate a coloro che desiderano scoprire il gusto della creatività in cucina. Al termine degli appuntamenti, i partecipanti potranno degustare quanto preparato in aula.
rita loccisanoNell’AULA BARTENDER verranno organizzati corsi di miscelazione e degustazione per avvicinare il pubblico alla conoscenza del bere bene e responsabile. Saranno inoltre realizzati, in collaborazione con Isla de Rum, seminari sul rum e masterclass sull’abbinamento distillato/pasticceria, distillato/cioccolato, distillato/cibo accompagnate da degustazioni. Inoltre grazie alla presenza di GoWine – associazione per la promozione dell’enoturismo e dei territori di vino – e di Birra di Classe presente con un BirraBus e 17 birre artigianali, il pubblico potrà conoscere e approfondire la degustazione di vino e birra. Nell’AULA VISUALFOOD, in collaborazione con VisualFood, troveranno spazio i corsi a cura delle Visualfoodist Rita Loccisano e Alice Contrasti studiati per aggiungere un pizzico di fantasia a piatti e preparazioni, creare storie e combinazioni di sapori e colori originali.

Due  Aule Demo.

AULA DEMO «Cotto e Mangiato Magazine»
All’interno dell’Aula Demo «Cotto e Mangiato Magazine», oltre allo Chef Andrea Bevilacqua e alle cake designer Delicake, si alterneranno chef, pasticceri e food blogger che prepareranno ricette dando consigli al pubblico per poter ricreare a casa piatti semplici ma creativi.

AULA DEMO «Mani in Pasta»
All’interno dell’Aula Demo sarà possibile imparare a fare la pasta seguiti passo dopo passo dalle sfogline romagnole. Le Mariette di Casa Artusi, che hanno raccolto il testimone dalle storiche “arzdore”, insegneranno le tecniche per preparare la pasta fresca all’uovo tirata al mattarello. Al termine della lezione, ogni partecipante potrà portare a casa la pasta preparata con le proprie mani.

FOODYSHOW

FoodyShow è lo spazio dedicato ai bambini di Food&Pastry dove si realizzeranno sessioni di educazione nutrizionale grazie al supporto di educatori e professionisti. Qui si potrà trovare un percorso ludico-didattico rivolto a grandi e piccoli sull’affascinante mondo del cibo e della pasticceria che insegnerà ai più piccoli a riconoscere le materie prime e a cucinarle con l’aiuto di chef e pasticceri. A FoodyShow i genitori impareranno anche come somministrare gli alimenti ai bambini grazie alla collaborazione con Salvamento Academy e il progetto SicurezzAtavola.

Valentina-Fanton-ItaliaZuccheri-foodandpastry-bolognaAREE ESPOSITIVE CON DIMOSTRAZIONI PRATICHE

in collaborazione con Cake Design Italia.
Un percorso espositivo con le torte realizzate da Cake Design Italia. Durante la manifestazione, ognuna delle quattro macro aree ospiterà dimostrazioni sulle differenti tecniche del cake design a cura di una o più professioniste, che coinvolgeranno personalmente i visitatori nelle lavorazioni pratiche. in collaborazione con Italia Zuccheri. A Food&Pastry, Italia Zuccheri sostiene l’arte e la creatività del territorio con il progetto“pirografare sulle zollette di zucchero”: Valentina Fanton trasformerà, infatti, una confezione di zollette di zucchero in una tela giocando con l’effetto dato dallo sciogliersi dello zucchero, ottenendo sensazioni tattili, visive e olfattive non riproducibili con altri materiali.

fabio lorenzoniCONTEST / APPUNTAMENTI

FOOD TOUR in collaborazione con Food Confidential
Giornalisti e blogger potranno iscriversi a un Food Tour che permetterà loro non solo di conoscere gli espositori e i protagonisti di Food&Pastry ma anche di partecipare a workshop e corsi.
Un vero e proprio tour riservato a blogger e giornalisti attraverso tutte le aree della manifestazione fra degustazioni, incontri, live cooking e laboratori.

CHALLENGE FOTOGRAFICO #Creativitàincucina in collaborazione con IgersBologna
Food &Pastry e Instagramers Bologna invitano gli utenti a dare libero sfogo a fantasia e creatività tramite il Challenge “#Creativitàincucina”, fotografando ciò che di più creativo cucineranno o scoveranno in giro, all’interno di uno dei seguenti ambiti: pasticceria, cioccolato, cake design, food creativo (cucina ricercata/innovativa/ingredienti nuovi e originali), bartender (drink/cocktail), confezionamento/ food style.
Le foto potranno essere postate su Instagram con l’hashtag #Creativitàincucina fino al 10 novembre 2015.


francesco carboni#APROPOSITODIBLOG
in collaborazione con Il Mondo Creativo
Dedicato ai blogger che si occupano di Food, Life Style, Craft, Fotografia sarà invece il contest #apropositodiblog che premierà i primi 10 blogger che si distingueranno per creatività, originalità e qualità. Agli autori dei blog vincitori sarà riservato uno spazio personalizzato all’interno della manifestazione in una zona espositiva.

FOOD&PASTRY OFF

In occasione dello Special Event Food&Pastry lo stesso spirito di cucina creativa presente a BolognaFiere verrà portato fuori dai confini del quartiere fieristico con Food&Pastry OFF. La città sarà coinvolta attivamente in una “maratona” affinché i visitatori possano assaporare gusti unici realizzati ad hoc da chef, pasticceri e bartender, oltre che scoprire indirizzi al di fuori dei tradizionali circuiti turistici.
food pastry9Tra i vari OFF sono in programma, il Social Aperitivo Segreto (7 novembre 2015) e il Social Secret Brunch (8 novembre 2015) in collaborazione con BolognaFood, il corso di Food Photography (21 novembre 2015) organizzato da APT Servizi Emilia-Romagna, oltre a presentazioni di libri (3 novembre all’Hotel I Portici | 19 novembre 2015 al Teatro delle Celebrazioni) e a momenti dimostrativi all’interno di altre manifestazioni come ad esempio Cioccoshow.

 

Tutte le foto presenti in questo articolo sono tratte dal web o di proprietà di “Food & Pastry The Creative Show”

Cosmofood, quando il cibo diventa esperienza

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cosmofoodDal 14 al 17 novembre in Fiera a Vicenza il grande salone dell’enogastronomia con laboratori, workshop e seminari. Attese 40.000 presenze
A Vicenza dal 14 al 17 novembre 2015 c’è Cosmofood. Il pubblico diventa sempre più protagonista in questa terza edizione della fiera dedicata alle eccellenze del settore enogastronomico, della ristorazione e delle attrezzature professionali.
Molti gli eventi in programma nei quattro giorni, con corsi e seminari pensati per fornire un’occasione di crescita agli addetti del settore ma anche al pubblico che desidera un contatto diretto con i produttori ed i migliori fornitori del settore. mauro grandiCosmofood – spiega Mauro Grandi, direttore della manifestazione – si presenta non come una semplice fiera da visitare, ma come un’insieme di esperienze da vivere. Siamo ormai sommersi dalla comunicazione sui social network, ma quello che manca è un contatto e un confronto diretto con chi ha prodotto quello che stiamo mangiando. Cosmofood vuole essere un’occasione per fare questo.”
40.000 le presenze attese nei quattro giorni di apertura; oltre 100 tra corsi, seminari, degustazioni e dimostrazioni in diretta, con molta attenzione alle intolleranze alimentari e al mondo del gluten free. Il tradizionale ramen orientale, l’american street food californiano, la classica piadina romagnola o il Christmas cake design: sono solo alcuni dei temi proposti nei laboratori aperti al pubblico.
Gli espositori presenti in fiera sono 350, suddivisi in due padiglioni. Uno interamente dedicato all’enogastronomia, dove trovano spazio Cosmowine (vino), Cosmobeer (birra), Food (ristorazione e prodotti di qualità), Intolleranze Alimentari, Gluten Free, Bio&Vegan. L’altro interamente occupato da Cosmotech, dedicato alle attrezzature professionali con le ultime novità tecnologiche nel campo della ristorazione e dai distributori alimentari.

Ogm, Slow Food Italia: adesso si rispetti il NO dei consumatori-cittadini-elettori europei

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ogmÈ appena stata votata dal Parlamento Europeo la proposta di regolamento della Commissione sulla possibilità per gli Stati membri di limitare o vietare l’uso di alimenti e mangimi geneticamente modificati sul proprio territorio. Il testo è stato valutato negativamente da un ampio fronte trasversale in quanto non avrebbe fatto nulla per proteggere meglio i cittadini europei e l’ambiente dai rischi derivanti dagli Ogm. Secondo le regole del mercato comune dell’Unione europea, infatti, eventuali divieti nazionali sull’utilizzo di alimenti e mangimi geneticamente modificati sarebbero impossibili da attuare.
Due gli emendamenti presentati nella relazione dell’On. La Via e sostenuti dalle organizzazioni della società civile: il primo chiedeva alla Commissione di presentare una nuova proposta ed è stato approvato; il secondo riguardava una moratoria – fino a quando la nuova proposta sarà varata – sull’autorizzazione di nuovi Ogm e il rinnovo di quelli già approvati e in scadenza, ma è stato respinto.
cinzia scaffidi«Il voto di oggi si inserisce in un rassicurante contesto di segnali di buon senso da parte dell’Unione Europea», dichiara Cinzia Scaffidi, vice presidente di Slow Food Italia. «In coerenza con il rifiuto agli Ogm dato dai consumatori-cittadini-elettori europei e con le posizioni di cautela assunte dai 19 stati membri che hanno richiesto di poter escludere i propri territori dalle coltivazioni – anche se approvate a livello comunitario -, oggi si è chiarito che la regolamentazione dell’uso dei prodotti Ogm va discussa guardando alle istanze sinora espresse. Ora si riparta da una nuova e più condivisibile proposta che risponda alle aspettative suscitate dal presidente Juncker quando promise di rivedere tutta questa materia. Resta il dispiacere per un lavoro fatto a metà, poiché la maggioranza non è invece stata raggiunta sulla proposta di moratoria alle autorizzazioni di nuove colture Ogm, cosa che avrebbe consentito di lavorare e decidere in un clima meno condizionato dagli interessi del mercato. Su tutta questa analisi aleggia poi lo spettro del Ttip, un trattato Europa-Usa che – se approvato, e stiamo lavorando perché ciò non avvenga – rischia di sovrapporsi, quando non sostituirsi, a decisioni che andrebbero invece prese dagli eletti con l’obiettivo del benessere dei cittadini».

Wine Strategies: Vigneto- Russia, quadruplicato il sostegno al settore.

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vigneto-toscanoLa Federazione Russa intende spendere 4mld di rubli (56mln di euro) nel 2016 a sostegno del comparto del vino, una cifra quadrupla rispetto alla dotazione di quest’anno e di 13 volte superiore a quella stanziata nel 2014. E ancora, entro il 2020 il vigneto russo, il Paese più esteso al mondo, potrà contare, come annunciato dal ministro dell’Agricoltura, Aleksandr Tkachev, su 140mila ettari contro gli attuali 87mila. Lo riporta l’agenzia di stampa web Wine Strategies, che ha ripreso anche la proposta dei viticoltori russi di creare un fondo destinato all’impianto di nuovi vigneti per aumentare la produzione di vino russo di alta qualità attingendo, tra l’altro, ai fondi delle accise dei vini stranieri, che occupano 1/3 del mercato. Nel frattempo – secondo Wine Strategies – il ministero dell’Agricoltura sta prendendo in considerazione la possibilità di abolire le restrizioni sull’importazione di barbatelle dall’Europa e la drastica riduzione delle imposte a carico dei produttori delle aree vocate (nella regione di Krasnodar, nel Caucaso del Nord e nella regione di Rostov). Oltre alle nuove possibilità di mercato per l’indotto, sarà anche il vino tra i protagonisti del ‘made with Italy’ dei nostri imprenditori in Russia, sempre più sul tavolo dei rapporti bilaterali tra Roma e Mosca?

L’Ottobrata Zafferanese per promuovere il Made in Sicily

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ottobrata logoL’Ottobrata di Zafferana è un importante evento fieristico-culturale che si svolge tutte le domeniche del mese di ottobre nel centro storico di Zafferana Etnea (CT), volto all’esaltazione dei prodotti locali siciliani e alla loro promozione.

Evento che nasce all’inizio degli anni ottanta come una semplice mostra dei prodotti tipici del territorio, ma poi nel tempo, sviluppato in una vera e propria manifestazione dalle mille sfaccettature diventando una kermesse di livello mondiale.

ottobrata-zafferaneseL’Ottobrata, giunta difatti alla sua trentasettesima edizione, è suddivisa in quattro o cinque sagre  – a seconda del numero delle domeniche nel mese di ottobre: Sagra dell’uva, sagra del miele, sagra delle mele dell’Etna, sagra dei funghi, sagra delle castagne e durante l’ evento, i visitatori si trovano in presenza di un vero e proprio “circuito” gastronomico che li porta alla scoperta dei prodotti tipici locali, il tutto accompagnato da una serie di vari spettacoli.

ottobrataDa sfondo principale la piazza Umberto, che ospita gli stand dedicati ai dolci tipici locali: gli sciatori, le zeppole, le paste di mandorla, il torrone, le foglie da te.

La villa comunale sottostante la piazza invece, è dedicata a quelli che sono i salumi, formaggi e conserve alimentari del territorio . Inoltre, vari appuntamenti  in piazza della Regione Siciliana con lo “Slow food”, dove è possibile assaporare a pieno, quelli che sono i gusti e le particolarità territoriali, attraverso delle degustazioni guidate dei piatti tipici del territorio.

Infine, per concludere il circuito, le squisitezze della gastronomia “sotto il tendone” nell’area dell’ex campo sportivo, riservato oltre tutto, anche ai vari spettacoli che si alterneranno durante la manifestazione.

Spazio anche alla scoperta di quelli che sono gli antichi mestieri, che vanno via via perdendosi come: scultori del legno e della pietra lavica, pittori di sponde di carretti siciliani, ricamatrici, lavoratori del ferro battuto e tanto altro, attraverso mostre di artigianato, pittura e fotografia.

ottobrata-zafferaneseNon mancano neanche gli spettacoli musicali di vario genere, spettacoli di danza, intrattenimento, animazione con la presenza di acrobati, equilibristi e attori, convegni, dibattiti inerenti alla tutela e riconoscimento delle qualità dei prodotti locali, proiezioni di documentari sull’Etna, e saranno per di più proposti vari itinerari di escursione alla scoperta dei luoghi di maggiore bellezza della zona (la Schiena dell’Asino, il Monte Zoccolaro, Val Calanna, L’illice di Carrinu) per una esperienza coinvolgente per chiunque assista. L’ottobrata di Zafferana 2015, conclusasi lo scorso  25 Ottobre –  è un mix di arte, cultura e spettacolo, per un viaggio che lascia di certo il visitatore senza parole e avvolto dalla tipicità siciliana. L’evento è organizzato da un comitato per l’Ottobrata zafferanese e con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Zafferana Etneo (CT), della Provincia Regionale di Catania, della Regione Sicilia , dalla Camera di Commercio di Catania, dall’Ente Parco dell’etna e da associazioni eno-gastronomiche e di valorizzazione del territorio etneo.

 

Salvo Di Benedetto

 

Foto: web e globusmagazine.it

Le Storie di Quisine, il magazine dedicato al mondo del gusto

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quisine_homepageL’autunno è da sempre considerata la stagione per eccellenza dedicata a prodotti enogastronomici particolarmente graditi: castagne, caldarroste, tartufi ma- soprattutto – il vino. Quisine,  – il nuovo magazine di Quandoo dedicato al mondo della gastronomia, ha deciso di approfondire il tema dell’universo enologico in occasione del mese di ottobre.
shutterstock_226705270Un occhio interessante ed inedito in grado di unire trend del mondo del vino con una visione più gastronomica e ampia che ha dato vita a contenuti ed approfondimenti interessanti. Si può leggere così della nuova moda dei vini biodinamici e del caso di Nicolas July e del suo Coulée de Serrant, uno dei vini bianchi più famosi al mondo e coltivato secondo i precetti dell’agricoltura biodinamica.
Interessante anche l’intervista all’enoteca ristorante Davide Canella a Sinalunga in provincia di Siena: testimonianza di come la scelta di vini d’eccezione possa determinare la fortuna di un locale ed essere la carta vincente in grado di attirare clienti e turisti anche dall’estero, non soltanto per il buon cibo e le preziose ricette tradizionali, ma anche- ed in qualche caso soprattutto – per le ottime etichette.
shutterstock_212857384Quisine rilascia ogni mese speciali classifiche dei migliori locali sparsi per l’Italia per agevolare ogni utente nella scelta della location più idonea alle esigenze ed alle più svariate occasioni, apponendo una sorta di marchio di garanzia rispetto alla qualità dei locali stessi. Oltre a due speciali elenchi dedicati alle regioni regine per la produzioni di vini italiani (Piemonte: 10 locali suggeriti per gli amanti del vino e Le Cinque migliori Enoteche della Toscana) lo staff di Quisine ha deciso di stilare una speciale classifica per chi resta in città ma non vuole perdersi il gusto del vino delle migliori cantine, selezionando le migliori enoteche a Roma,  per godersi il fascino della capitale in un calice.
Molto interessante anche la storia di Tenuta Nittardi e del suo speciale legame con l’arte: dal 1981 questa azienda vitivinicola produce uno dei vini più prestigiosi di tutta la zona del Chianti, il Chianti Classico Casanuova, la cui etichetta è creata ogni anno da un artista famoso. A questo progetto hanno partecipato nomi del calibro di Yoko Ono, Günter Grass e Dario Fo.