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Google esalta e sostiene Dop e Igp

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google panino3Anche la potenza Google investe sui prodotti italiani Dop e Igp che rappresentano l’eccellenza della tradizione agroalimentare italiana ed esprimono un legame del tutto particolare con i territori d’origine.

Non è detto tuttavia che il concetto di tradizione debba essere necessariamente posto in antitesi con quello di innovazione o modernità. Il progetto realizzato da Google, e presentato oggi martedì 21 gennaio alle ore 11,30 a Roma – Nazionale Spazio Eventi, dimostra come sia possibile far sposare sapientemente tradizione e modernità, in ottica di valorizzazione delle produzioni agroalimentari di qualità certificata.

google food“La scommessa per il futuro del Made in Italy – afferma Carlo D’Asaro Biondo, Presidente Sud e Est Europa, Medio Oriente e Africa di Google – è quella di aprirsi ulteriormente ai mercati internazionali per diventare così un volano di crescita economica ancora più rilevante per il Paese. Google crede che il digitale possa giocare un ruolo importante in questo processo e ha deciso di fornire un contributo concreto per diffondere l’eccellenza italiana nel mondo, a partire dall’artigianato e dall’agroalimentare. “Made in Italy: eccellenze in digitale” è un’iniziativa pensata e realizzata appositamente per l’Italia, che ci auguriamo possa contribuire ad aumentare la capacità delle imprese italiane di fare export e promuovere ulteriormente la cultura del Made in Italy nel mondo”

La galleria digitale-virtuale accuratamente creata consente un’ampia ed efficace diffusione dell’immagine complessiva delle Dop e Igp italiane, e conferma altresì quanto il concetto di globalizzazione possa assumere un’accezione del tutto positiva, se inteso in modo corretto e se legato alla possibilità di divulgazione del valore profondo espresso dai prodotti agroalimentari legati ai territori. Anche in questo caso, dunque, “globalizzazione” e “localizzazione” assumono significati del tutto conciliabili seppur apparentemente distanti.

Giuseppe Liberatore e Carlo D'Asaro Biondo“Non dobbiamo confondere – dichiara Giuseppe Liberatore, Presidente di Aicig – tradizione con prodotto di nicchia. Le produzioni Dop e Igp costituiscono realtà di assoluta rilevanza socio-economica e trainano l’intero settore agroalimentare nazionale, soprattutto all’estero. L’investimento compiuto da Google dimostra il ruolo svolto dalle produzioni e dai Consorzi di tutela che le rappresentano. Spetta poi ai Consorzi e a tutte le Istituzioni porre in essere le corrette azioni per proteggere le nostre denominazioni dagli atti di concorrenza sleale e dalle contraffazioni in giro per il mondo. I nostri complimenti al Ministro e a tutti gli Uffici del Ministero delle politiche agricole che hanno reso possibile un progetto così importante e ambizioso. E proprio al Mipaaf ed al Governo ci rivolgiamo – conclude Liberatore – per sensibilizzarli in merito ai problemi legati alla tutela. Sono necessari investimenti perché prima di promuovere i prodotti Dop e Igp sui mercati esteri è indispensabile contrastare gli atti di concorrenza sleale e le contraffazioni.”

Enolitech: il meglio dell’innovazione per vino ed olio d’oliva

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olioIn un mercato sempre più competitivo, dove la differenza nella scelta del consumatore la può fare anche una semplice etichetta e dove il prodotto deve essere sempre più di qualità a costi sempre più contenuti, l’innovazione è fondamentale. L’offerta completa di mezzi tecnici per le filiere vino e olio di oliva ad Enolitech, in programma dal 6 al 9 aprile 2013 a Verona. Presenti nuove importanti aziende, confermate quelle storiche. Tra i nuovi servizi offerti da Veronafiere, un ristorante all’interno del padiglione F che ospita il Salone.  Espositori storici, ma anche nuove aziende alla 17^ edizione di Enolitech, in programma dal 6 al 9 aprile prossimi a Verona (www.enolitech.com).

olio-di-olivaL’offerta si arricchisce di tecnologie sempre più specializzate per la filiera enologica e dell’olio d’oliva, in particolare con la presenza per la prima volta di Tetrapak, l’azienda leader mondiale nel trattamento e confezionamento di bevande e alimenti, e di CSF Multione con i suoi veicoli portrattrezzi multifunzionali: si tratta di due nomi importanti nel panorama internazionale, che si affiancano ad altri big, quali Della Toffola, l’austriaca Kosme (che torna dopo un anno di assenza), Garbellotto, Italesse, Rastal, Scotton, Pulltex e molti altri.

Il Salone Internazionale delle Tecniche per la Viticoltura, l’Enologia e delle Tecnologie Olivicole ed Olearie è una vetrina commerciale sempre più importante, dove l’offerta incontra la domanda degli operatori provenienti da tutto il mondo, ma il plus che Veronafiere può offrire rispetto ad altre fiere simili è la concomitanza con Vinitaly e Sol&Agrifood, che permette di avere un confronto tra tutti i componenti delle due filiere del vino e dell’olio di oliva.

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Si tratta di un’occasione unica per ragionare sui cambiamenti e sulle necessità di ogni componente delle due filiere, dalla campagna al consumatore. Uno scambio sempre più necessario, dato che ormai ai produttori di olio e vino non viene più solo chiesto di rifornire il mercato, ma anche di adottare innovazioni di processo e di prodotto che rispondano ai nuovi gusti e all’esigenza sempre più forte di tutela dell’ambiente, mentre dalla parte di chi produce c’è la necessità di competere a costi sostenibili creando un adeguato reddito d’impresa.

Nel 2013 i visitatori registrati di Enolitech – allestito nel padiglione F con entrata diretta dall’ingresso Giulietta e Romeo – sono stati quasi 39.000, 7.500 dei quali provenienti dall’estero; a questi si sono aggiunti i circa 4.500 espositori di Vinitaly e Sol&Agrifood nella loro veste di utilizzatori di mezzi tecnici. La superficie totale netta occupata dai quasi 200 espositori, il 10% dei quali provenienti da 13 Paesi, è stata di 4.600 metri quadrati.

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Da questa edizione, il padiglione F viene dotato di un nuovo ristorante e viene posizionato più vicino ai padiglioni di Vinitaly, per integrarlo maggiormente al quartiere fieristico.

Olio Officina Food Festival ai nastri di partenza

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olio officinaTre giorni dedicati agli oli da olive, alle olive da tavola, con ampio spazio anche agli aceti, alla presenza di esperti, appassionati e curiosi. Si tratta di Olio Officina Food Festival, dal 23 al 25 gennaio a Milano. È a Milano al Palazzo delle Stelline dal 23 al 25 gennaio 2014 l’appuntamento con la terza edizione di Olio Officina Food Festival, l’unica grande manifestazione interamente dedicata ai condimenti per il palato e per la mente. L’evento si configura come uno spazio aperto di incontro, confronto e discussione che, partendo dall’olio di oliva spazia verso altre e alte culture.

L’edizione 2014 del Festival, ideato e diretto da Luigi Caricato  oleologo, giornalista e scrittore, si apre con una riflessione sull’anima sociale dell’olio e del cibo e della madre terra, in concomitanza con l’anno dell’agricoltura familiare proclamato, per il 2014, dall’Onu. Proprio per dare forza e potenza di contenuti al tema portante del festival, è stato individuato quest’anno come figura simbolo e carismatica, padre Enzo Bianchi, priore della comunità di Bose, e autorevole maestro del nostro tempo.

OLIO-EXTRAVERGINE-DOLIVAImportante la presenza del Consiglio oleicolo internazionale che quest’anno è l’ospite d’onore di Olio Officina Food Festival 2014. Sarà presente il direttore esecutivo Jean-Louis Barjol. Il Coi, International olive council, è un’organizzazione intergovernativa unica al mondo, che riunisce i produttori, i consumatori e gli operatori del settore dell’olio di oliva e delle olive da tavola. Un luogo d’incontro privilegiato ed autorevole, aperto al dibattito su tutto ciò che riguarda l’olio di oliva.

Tante sono le novità di questa terza edizione. In primis un focus dedicato alle olive da tavola, prodotto tanto consumato quanto poco conosciuto e valorizzato e un’attenzione esclusiva agli aceti, su cui molto c’è da dire.

Il festival, partendo dagli oli da olive, si apre come di consueto a diverse tematiche analizzando gli aspetti culturali, gastronomici, sensoriali, storico-economici e di benessere dei condimenti e più in generale della socialità e convivialità legata al cibo. Le voci di antropologi, nutrizionisti, attori, sociologi, cuochi, storici, produttori e analisti sensoriali s’intrecciano – in un allestimento teatrale vero e proprio in Sala Leonardo – per creare un ambiente dove i saperi e i sapori possano liberamente e informalmente confrontarsi per offrire nuove visioni e prospettive inedite sulla nostra cultura sociale e conviviale.

Pomodorovinopesce: il tris d’assi del sud est siciliano

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pachinoSecondo un’analisi fatta da diversi stakeholder del mondo della finanza l’Italia potrebbe scommettere sull’alto potenziale economico ancora inespresso, puntando soprattutto sui prodotti d’eccellenza e allargando il raggio della loro esportazione. Una previsione che già da tempo il sud est siciliano ha inteso fare propria e che concretizzerà il prossimo sabato 25 gennaio p.v. nel convegno“POMODOROVINOPESCE- I gioielli alimentari della Sicilia sud Orientale, tra narrazione e accoglienza” che si svolgerà nel Palmento Di Rudinì a Marzamemi. L’evento è organizzato dalla Regione Siciliana , dal Comune di Pachino,dal Consorzio di Tutela Igp Pomodoro di Pachino e dal circolo Terramitica,insieme ad altri partner ed associazioni territoriali.
Un momento di riflessione e confronto tra i maggiori attori economici del territorio, che pur nella crisi hanno resistito grazie ad un’agricoltura di qualità, alla produzione di vini di eccellenza e al comparto della pesca; ma anche una tappa da cui partire per lanciare la scalata all’ Expo 2015 verso cui il settore enogastronomico e del turismo guardano con grande interesse. School of SardinesPer farcela la Regione Sicilia ha promosso questo convegno, inserendolo all’interno del Psr, per spronare le aziende a lavorare insieme verso un’agricoltura 2.0: “Oggi non basta più sapere produrre dei prodotti eccellenti- spiega Giuseppe Taglia, Dirigente dell’Assessorato Regionale siciliano all’Agricoltura-: senza l’organizzazione del loro percorso e un’adeguata comunicazione essi non riescono ad assumere nei confronti del mercato il loro valore potenziale. Bisogna imparare a concepirsi insieme e, in questo nuovo assetto, a fare insieme un percorso reale, fatto di tappe e di lavoro”. L’agenda degli interventi sarà ricca di spunti sia per i privati che per le istituzioni: ”Sono convinto- spiega Nico Torrisi, Presidente di Federalberghi Sicilia- che la nostra terra non possa solo sopravvivere, come è stato fino ad oggi, ma vivere pienamente puntando su tre capisaldi: turismo, agroalimentare e cultura. Bisogna colmare il profondo gap infrastrutturale di cui soffre la nostra terra, non solo creando le infrastrutture che mancano, ma potenziando e mettendo in relazione tra di loro quelle che esistono già”.
A legare tutto sarebbe il valore di una “comunicazione strategica quanto più possibile sistemica, utilizzando il viaggio verso l’Expo 2015 come test. Penso- chiarisce il docente di Comunicazione Strategica e Giornalismo Digitale presso l’Università di Messina Francesco Pira- che per ottenere buoni risultati è importante che la comunicazione autoprodotta da tutti i soggetti operanti sul territorio e quella eteroprodotta (stimolando i mass media) si orientino verso un utilizzo ben orchestrato dei vecchi e nuovi mezzi di comunicazione. Nell’era della comunicazione globale i messaggi devono essere molto efficaci, universali e anche capaci di attraversare i confini nazionali o europei”. L’impresa potrebbe essere ardua, se a rafforzare l’identità del territorio siciliano non ci fosse un protagonista d’eccezione: il suo patrimonio enogastronomico.
L’incontro ospiterà numerosi stakeholder mondo dell’enogastronomia, del turismo, del giornalismo, della comunicazione e di istituti di ricerca che uniranno le forze per redigere una direzione comune verso l’Expo 2015.

expo“Expo 2015 è un’opportunità di sviluppo per il turismo e per l’economia agricola della Sicilia- dichiara Ombretta Parma, segretario generale dell’associazione Terra Mitica-.La Sicilia Sud Orientale si trova attualmente in una situazione di frammentazione dell’offerta, mentre invece deve andare verso la realizzazione di un sistema di territorio più coeso e sempre più apertoall’internazionalizzazione, migliorando le sue performances, diventando così un’area che punta su accoglienza, enogastronomia e agricoltura come strumenti strategici per salire nelle graduatorie internazionali delle mete turistiche. L’esperienza turistica, infatti, coinvolge molti aspetti della vita economica e sociale e richiede, anche per la Sicilia Sud orientale, un modello inter-organizzativo che fissi una strategia e obiettivi a termine, così come avviene per qualsiasi azienda”.

Il gusto del salmone a Identità Golose 2014

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salmoneIdentità Golose, l’evento più prestigioso, oltre che il più atteso da chef stellati, imprenditori e operatori dell’eccellenza gastronomica internazionale, aprirà i battenti del MiCo, in P.za Carlo Magno, a Milano il 9 febbraio prossimo e, fino all’11, nei suoi saloni si svolgerà un vero e proprio trionfo del gusto.

Identità-Golose-2014ASMI (Alaska Seafood Marketing Institute), l’Istituzione che si occupa di diffondere e rappresentare il mondo della pesca in Alaska, avrà anche in questa decima edizione uno stand in cui verrà allestita un’esposizione di quelli che vengono definiti “i gioielli del Pacifico”. Oltre al Salmone rigorosamente selvaggio nelle sue cinque varietà (Reale, rosso, Argentato, Keta e Rosa) “in vetrina” anche il Carbonaro, l’Ikura (il caviale di salmone), la Granseola Artica, il Pollock e il Granchio Reale.

Chi si fermerà allo stand, oltre a ricevere notizie e informazioni sul Paese della Pesca sostenibile per eccellenza, l’Alaska, potrà degustare deliziosi assaggi di salmone affumicato e di Ikura.

L’Alaska è l’unico Paese degli Stati Uniti ad avere, per Costituzione, l’obbligo della sostenibilità e, proprio il salmone ne è un esempio significativo. Selvaggio, Naturale e Sostenibile, tutto il suo ciclo vitale avviene in acque pulitissime e in un habitat ideale per i pesci selvaggi. Peculiarità che sono alla base delle sue carni sode e saporite, oltre che più magre di quelle del salmone non selvaggio.

Quest’anno, allo stand di Alaska Seafood ci sarà una sorpresa: lo chef Alessandro Dal Degan, del ristorante La Tana, di Asiago, presenterà alcune performance creative con i pesci dell’Alaska.
Dalle sue esperienze e dalle sue intuizioni, nascono infatti piatti straordinari, incredibili, superbamente innovativi, frutto non solo di grande professionalità ma anche di curiosità, di voglia di sperimentare.
Dal Degan, membro de Les Jeunes Restaurateurs d’Europe e inserito, nel 2013, tra i guru delle Guide de l’Espresso, è altresì chef executive del prestigioso ristorante l’Arquade, presso l’Hotel “Villa del Quar” di Pedemonte. Verona.

Allo stand di Alaska Seafood, quest’anno, il salmone, il carbonaro e l’ikura, elaborati da Alessandro Dal Degan saranno ancora più sorprendenti!

Alma: 57 nuovi cuochi professionisti

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gualtiero_marchesi_alma-1A conclusione di un corso durato 10 mesi, tra lezioni e stage nei più rinomati ristoranti italiani, gli studenti del 20° Corso superiore di Cucina italiana di Alma si apprestano a divenire cuochi e a dare il via a nuove carriere nell’ambito della ristorazione di alto livello.

Dopo quattro intensi giorni di verifiche teoriche e pratiche, ai 57 studenti della 20ª edizione del Corso superiore di Cucina italiana di Alma,  sono stati conferiti i diplomi  davanti a una platea di genitori ed amici visibilmente emozionati. Il Maestro Gualtiero Marchesi , rettore della Scuola, ha consegnato ai ragazzi l’ambito riconoscimento e ha sottolineato come questo traguardo non rappresenti che l’inizio di un lungo percorso: «Oggi rappresenta un inizio per voi, continuate ad apprendere e fare esperienza».

Aule-TRaining-01-1La cerimonia si è tenuta presso la Camera di commercio di Parma e si è aperta con gli auguri di Andrea Zanlari, presidente della Camera di commercio: «Avete scelto un mestiere che è passione, ragionamento, tecnica e da oggi, attraverso l’imprinting dato dall’insegnamento di questa Scuola, rappresenterete Alma nel mondo e sarete ambasciatori della cultura agroalimentare italiana».

La consegna dei diplomi è un momento importante non solo per i ragazzi, ma anche per i genitori e i docenti stessi che durante questo percorso durato 10 mesi li hanno supportati ed incoraggiati. «Se Alma è oggi riconosciuta in tutto il mondo è grazie ai nostri docenti – ha ricordato Luciano Tona , direttore didattico di Alma – che riescono a trasferire ai ragazzi una modalità vera e reale della ristorazione e una conoscenza profonda della cultura culinaria italiana».

alma-experienceUn ringraziamento particolare è stato rivolto ai genitori degli studenti da Andrea Sinigaglia, direttore operativo di Alma: «Forse sono proprio i genitori a vivere con più emozione questo momento. In un’epoca in cui la fatica si evita, vedere un figlio scegliere un lavoro di fatica e sacrifici è sicuramente motivo di orgoglio».

Tra i 57 studenti del Corso che hanno conseguito il diploma, una menzione particolare merita Gabriele Di Vincenzo  che con il punteggio di 89/100 si è rivelato il miglior allievo del Corso. Classe ‘89, Gabriele è di Palermo e in Alma ha precedentemente frequentato il Corso Tecniche di Base nel novembre 2102. Dopo la fase residenziale a Colorno ha svolto lo stage presso il ristorante “All’Enoteca” (www.davidepalluda.it) in provincia di Cuneo sotto la guida dello chef Davide Palluda.

Foto: http://www.scuolacucina.it/

La mafia nel settore agricolo: 50 terreni sequestrati in Lombardia

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campiSono stati sottratti alla criminalità organizzata 50 terreni agricoli e fabbricati rurali in 29 comuni della Lombardia; si tratta della prima regione del centro nord e della quarta in Italia per numero di confische.Secondo un’analisi di Coldiretti Lombardia su dati Anbsc, realizzata in occasione della firma, oggi a Milano, del piano “Mafia free” tra Regione, Comune, ministero dell’Interno e Società Expo, in Lombardia sono stati sequestrati alla criminalità organizzata 50 terreni agricoli e fabbricati rurali in 29 comuni fra Milano, Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Pavia, Sondrio e Varese.
In totale sono 184 i centri dove lo Stato è intervenuto delineando una “mappa della presenza mafiosa” che interessa, a livello di sequestri, il 12% del territorio lombardo e riguarda, per la maggior parte, appartamenti, ville, box, capannoni e attività commerciali.
coldi«La quantità dei beni confiscati – commenta Ettore Prandini, presidente della Coldiretti Lombardia – è da un lato un indicatore preoccupante di infiltrazioni nei nostri territori, dall’altro però è il segnale di una grande attività di indagine e di repressione. Gli investimenti del crimine organizzato sembrano puntare in particolare sul settore immobiliare residenziale, come dimostrano i dati dell’agenzia nazionale per la gestione dei beni sequestrati».
I 50 fra terreni agricoli e i fabbricati rurali sequestrati in Lombardia si trovano: 25 in provincia di Milano (a Bernate Ticino, Buccinasco, Cesano Boscone, Gaggiano, Milano, Nerviano, Rho, Sedriano e Segrate), 7 in provincia di Brescia (a Bovegno, Breno, Brescia, Calcinato, Capriano, Pezzaze e Soiano sul Lago), 7 nel Comasco (a Caslino D’erba, Erba, Lomazzo, Lurago d’Erba e Tavernerio), 4 nel Lecchese (Cesana Brianza, Costa Masnaga, Lecco e Olginate), 4 nel Pavese ( a Portalbera e Vigevano), 1 a Sondrio (Madesimo), 1 a Varese (Luino) e 1 a Bergamo (Berbenno).
In totale in Lombardia sono 1.186 i beni sequestrati: si tratta della prima regione del centro nord e la quarta in Italia dopo Sicilia, Campania e Calabria. In provincia di Milano il 43% dei comuni (58 su 134) e in quella di Monza il 24% (13 su 55) è stata interessata dalla confisca di appartamenti, box, aziende, capannoni, attività commerciali e terreni agricoli riconducibili al crimine organizzato.
La stessa cosa è avvenuta per quasi il 16% dei comuni bresciani (32 su 206), per il 13,5% di quelli in provincia di Varese (19 su 141), per il 10% in provincia di Como (16 su 160). Il 39% di tutti i 184 comuni dove si trovano beni confiscati è concentrato fra le province di Milano e Monza, il 25% riguarda la fascia prealpina fra Varese, Como e Lecco. L’asse Bergamo-Brescia pesa per un 23%, mentre l’area basso padana fra Mantova-Cremona-Lodi-Pavia incide per il 12%, mentre l’1% è in Valtellina.

A Napoli il 32* congresso Onav

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calici2Il Congresso nazionale Onav, in programma quest’anno a Napoli dall’1 al 4 maggio, rappresenta un evento importante per l’intera filiera enologica italiana, tra convegni, assaggi e visite a vigneti della zona
Essere in crescita, pur trattando un tema importante ma non essenziale come il vino, indica non solo l’ottima salute dell’Organizzazione nazionale assaggiatori vino (Onav) e la sua brillante e responsabile conduzione che in questi ultimi anni ha posto l’associazione in prima linea nel difendere i valori etici ed economici del settore supportando, anche in Paesi lontani come la Cina, l’azione delle aziende italiane con la formazione di un pubblico educato alla qualità del vino italiano, ma anche l’aver saputo convincere sulla serietà della propria attività.
caliciDue sono i fattori che danno forza all’Onav: essere costituita soprattutto da appassionati per i quali l’attività associativa è la risposta a un’esigenza d’impegno personale, indipendentemente da ogni idea o tentazione di lucro, e avere un corpo docenti di altissimo livello e con una grande capacità di trasferire le proprie conoscenze ai discenti. I corsi di formazione (programmati in molte delegazioni anche due volte l’anno nonostante la crisi economica che ha radicalmente limitato le capacità economiche dei nostri concittadini) e le molte serate dedicate all’approfondimento di temi specifici testimoniano la grande vitalità dell’associazione in ogni regione.

Sotto la guida di Giorgio Calabrese e Vito Intini, infatti, l’Onav in pochi anni ha acquisito un ruolo e un’immagine realmente nazionali, essendo state costituite delegazioni ormai in quasi tutte le Provincie (riferendosi ancora a questa suddivisione territoriale), e anche internazionali grazie a quelle estere.

onavIl 32° Congresso nazionale, programmato dall’1 al 4 maggio 2014 in Campania, a Napoli, rappresenterà, quindi, un momento particolarmente significativo (non solo per la vita associativa) in quanto il convegno che usualmente apre i lavori rappresenta per il livello dei relatori, gli argomenti discussi e le proposte e i messaggi lanciati un evento importante per l’intera filiera enologica italiana. Al momento congressuale (occorrerà molta buona volontà per non farsi distrarre dallo splendido panorama che si godrà dalla sede del convegno, la baia di Napoli e Castel dell’Ovo), come sempre sono abbinate due giornate di lavori… “con il bicchiere”, finalizzate all’approfondimento di realtà enologiche particolarmente interessanti e dinamiche.

Dopo Toscana, Sardegna e Sicilia, il Consiglio nazionale ha scelto la Campania, regione che sta vivendo una fase molto dinamica e ricca di iniziative e proposte a livello sia associativo sia del mondo enologico con una notevole crescita qualitativa media (le punte di qualità anche altissima sono peraltro sempre esistite).

La seconda giornata congressuale sarà dedicata a una visita nei vigneti dell’Irpinia (tradizionale culla della qualità campana), mentre il giorno successivo i congressisti si recheranno a conoscere una “chicca” enologica come quella dell’isola di Ischia: una storia antica, ricca di prestigio e di profumi e sapori particolari. Un’altra delizia sarà la cucina campana che sta conoscendo una fase di grande creatività e interessante rilettura dei piatti tradizionali: il gioco degli abbinamenti fa presagire appassionate discussioni.

Imaf Chefs’ Cup 2014: l’arte entra in cucina.

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chefSaranno 18 i cuochi che si affronteranno ai fornelli con le loro ricette “artistiche” il prossimo 30 gennaio, data in cui partirà la seconda edizione di Imaf Chefs’ Cup 2014, la competizione che vede in campo  alcuni tra i più grandi cuochi italiani fronteggiarsi  con creazioni ispirate a opere cinematografiche tratte da racconti letterari.E mancano ormai pochi giorni  alla partenza della singolare ed l’avvincente competizione a coppie tra chef stellati chiamati a cimentarsi nella preparazione di piatti ispirati all’arte. Sulla scia del successo della sua prima edizione, partita a maggio 2013 e incentrata sulla fotografia, la gara culinaria è pronta a ripartire e coinvolgere nuovamente dal vivo appassionati e amatori dell’alta cucina, che questa volta prenderà spunto dal cinema.Dal prossimo 30 gennaio in nove città italiane altrettante coppie di grandi chef, si cimenteranno nella preparazione di ricette ispirate ad “opere cinematografiche tratte da racconti letterari”. Ogni coppia un soggetto: dal Grande Gatsby al Giro del mondo in 80 giorni, da 007 a Vita di Pi, e altri ancora.

simioliSarà una trasposizione avvincente all’insegna dell’arte gastronomica che culminerà nella finale di Los Angeles a giugno, quando i due Chef della coppia finalista – proclamata nell’ultima tappa italiana del 17 aprile a Napoli – si ritroveranno per una grande sfida corpo a corpo. E verrà decretato il vincitore di Imaf Chefs Cup 2014. Tutti gli eventi saranno infatti aperti ad appassionati e gourmandes. Un’opportunità unica per vedere sul campo questi artisti  del cibo all’opera e soprattutto gustare le loro creazioni che verranno servite durante la cena, in concomitanza con l’esibizione. Una giuria di esperti del settore, giornalisti e food blogger, valuterà i piatti creati dalle coppie basandosi su quattro criteri: bontà del piatto, aderenza al tema, complicità di coppia, costo del piatto.Rossella Canevari, scrittrice e appassionata del mondo dell’arte e della gastronomia, ha ideato Imaf Chefs Cup con l’obiettivo di offrire spettacoli d’arte a 3 stelle. Spettacoli che verranno messi in scena  in nove ristoranti ubicati nelle più belle città italiane. Questo perché, oltre agli chef in gara, saranno protagonisti anche i talentuosi resident chef delle cucine che ospiteranno l’evento.Il taglio del nastro e l’inizio ufficiale della gara sarà a Roma, il 30 gennaio 2014, al Ristorante Olimpo dell’Hotel Bernini di Roma, la prima coppia formata da Luciano Monosilio e Roy Caceres (chef del ristorante Metamorfosi) si esibirà in due spettacolari show cooking.A seguire la cena preparata dallo resident chef del Bernini, Michele Simioli. Dopo Roma seguiranno Firenze, Parma, Milano, Perugia, Venezia, Viareggio, Romano Canavese e Napoli, con una finale a sorpresa esclusivamente ad inviti.

Una Pasqua da favola ai Giardini di Isola del Garda

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isola del gardaIsola del Garda riapre puntualmente la stagione il 13 aprile, a pochi giorni dalla Pasqua, con un calendario ricco di eventi. Novità 2014 la mostra temporanea “Un’Isola da favola: Ecce Pinocchio”, concerti di musica live e il “Family Day” a Pasquetta.

Isola del Garda, gennaio 2014 – In primavera torna a risplendere, tra profumi e colori, Isola del Garda, autentico tesoro che affiora dalle limpide acque dell’omonimo lago, nella sponda bresciana a pochi passi da San Felice del Benaco. Uno scrigno che racchiude capolavori in termini architettonici, artistici e botanici.
L’Isola che dal 2008 fa parte dei Grandi Giardini Italiani, il network dei più bei giardini visitabili in Italia, aprirà di nuovo al pubblico domenica 13 aprile proponendo ai suoi ospiti un ricco programma di intrattenimento adatto a tutta la famiglia.
Isola del Garda, luogo magico ideale scenario per una favola, dal 20 maggio ospiterà la mostra temporanea “Un’Isola da favola: Ecce Pinocchio”, dove si avvicenderanno artisti di fama che con le loro opere e creazioni reinterpreteranno la celebre fiaba di Collodi, tradotta in oltre 240 lingue. “Un’isola da favola” è un progetto che di anno in anno ricrea una diversa scenografia fiabesca mettendo in connessione i paesaggi con valenze artistiche ed architettoniche all’arte contemporanea.

IsolaDelGarda2Isola del Garda a Pasqua è incantevole e piena di fioriture di peonie, gigli e tulipani, pronta ad accogliere il pubblico di appassionati ed esperti di botanica, amanti dell’arte, intenditori di panorami ameni, semplici amanti della natura e famiglie con bambini, curiosi di visitare un luogo unico e vivere momenti speciali, lasciandosi incantare dai colori del lago che danno vita ad una vera e propria magia.
La stagione degli appuntamenti 2014 inizierà il 21 aprile, giorno di Pasquetta, con l’evento “Family Day”, per trascorrere una giornata all’aria aperta tra giochi, divertimento e animazione.

Per raggiungere Isola del Garda ci si può imbarcare dal porto di Barbarano, Gardone, Portese, Salò, Manerba, Maderno, Bardolino e Garda: in meno di mezz’ora si attracca nel delizioso porticciolo. La visita guidata è di circa un paio d’ore e ad accogliere i visitatori giardini rigogliosi, boschetti di pini, allori, acacie e piccole baie rese magiche dai cipressi delle paludi, piante particolari che fanno di questo splendido parco botanico galleggiante una vera rarità.

terrazzaImmersa tra rose antiche e bouganville, arricchita da un bellissimo giardino all’italiana di austeri cipressi e siepi di bosso finemente sagomati, incastonati in un paesaggio di lecci, ligustri, corbezzoli e querce si staglia l’imponente Villa Borghese Cavazza, sontuoso palazzo progettato dall’architetto Luigi Rovelli simile al Palazzo Ducale di Venezia, soprattutto per lo stile neogotico della torre e della loggia con vista sullo splendido Lago di Garda. Nelle sale finemente decorate numerose suppellettili, collezioni e arredi d’epoca, dove si respira la storia attraverso gli oggetti appartenuti agli avi degli attuali proprietari. Di grande interesse la sala della musica con pianoforte antico che ospita concerti, mentre giochi e culle testimoniano le storie delle famiglie che vi hanno soggiornato.

aperitivoL’aperitivo servito sulla splendida terrazza è il momento della visita più apprezzato dagli ospiti, con degustazioni di vino locale, olio extra vergine di oliva Dop di produzione propria: un angolo suggestivo da dove scendono a cascata rose della Cina, bouganville che di stagione in stagione mutano la fisionomia del paesaggio circostante.
La visita riprende in un percorso tortuoso tra scalette e stretti sentieri, fino a terminare a nord in riva al lago circondati da alberi da frutto quali cachi, limoni, peri, melograni, ulivi plurisecolari piantati dai francescani che vi risiederono, agrumeti, fichi d’india, giuggiole e capperi, sotto lo sguardo protettivo delle montagne.

terrazza2L’isola nel corso degli anni è stata dimora di romani, longobardi, frati francescani, aristocratici e generali napoleonici, nonché di artisti e letterati come Dante Alighieri, che hanno lasciato traccia del loro soggiorno in vari luoghi e che pervadono l’isola con echi di storia, ricordi e miti. San Francesco d’Assisi sbarcò sull’isola nel 1220 e, dopo averla valutata luogo ideale decide di stabilirne il romitorio per la sua piccola comunità di frati utilizzando le grotte naturali preesistenti, istituendo così uno dei primi eremi di preghiera del territorio bresciano.
Oggi l’isola è di proprietà della famiglia Cavazza, tre sorelle e quattro fratelli e solo da qualche anno è aperta al pubblico con l’obiettivo di far conoscere un patrimonio italiano unico, ma sconosciuto a molti. Grazie a questa attività gli attuali proprietari hanno potuto compiere importanti opere di restauro tutt’ora in corso e migliorare il parco secolare. La famiglia Cavazza risiede e lavora da sempre sul Lago di Garda gestendo direttamente un’azienda agricola e altre legate al turismo all’aria aperta, come campeggi e agriturismi.
Il nuovo sito web consente al visitatore di avere già in anteprima un assaggio della bellezza di Isola del Garda, con la possibilità di visualizzare foto emozionali, richiedere informazioni, prenotare visite e avere maggiori dettagli sulla storia, sull’architettura di Villa Borghese Cavazza, sui giardini e in generale sugli eventi che vengono organizzati durante tutta la stagione di apertura.

Per prenotazioni, visite e info: 328 3849226 o 328 6126943 oppure scrivere a info@isoladelgarda.com
Info: www.isoladelgarda.com