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2014: Odissea nelle spezie con Chef Kumalè’

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Chef Kumalè con le Fornelle di PratoProfumo inebriante di spezie orientali e gusto deciso di sapori latini: saranno i due viaggi sensoriali che la Delegazione pratese del Club del Fornello di Rivalta intraprenderà martedì 18 e mercoledì 19 marzo insieme a Chef Kumalé, al secolo Vittorio Castellani – il ‘giornalista gastronomade’, massimo esperto italiano di cucine del mondo, che firma articoli su Il Venerdì di Repubblica, La Stampa e su molte altre testate di rilevanza nazionale.

Alla cucina va spesso il merito di essere il miglior veicolo di integrazione tra culture e popoli lontani e per una città multietnica come Prato, conoscere gli altri attraverso il loro modo di nutrirsi è anche un modo per aprire le porte a una nuova socialità e sperimentare inedite contaminazioni sensoriali in tavola.

Il seminario con Chef Kumalé si terrà presso la B Ricevimenti di Via Orvieto 22 a Prato e inizierà martedì pomeriggio con una sessione dedicata ai piccoli gioielli della natura come i semi, le bacche, cortecce e tuberi aromatici e alle diverse tipologie di spezie, descrivendone virtù, proprietà e applicazioni nelle diverse cucine, da quelle del subcontinente indiano a quelle del mondo arabo, passando per le tradizioni creole e caraibiche ma anche esaltandone le caratteristiche in alcune delle ricette più “classiche” delle cucine del mondo: il Fish Masala – filetti di pesce alle verdure e masala (curry) del Kerala (India), il Cholar dal – lenticchie stufate e saltate con aromatiche, uvetta sultanina e spezie del Bengala (India) o il Baigan bartha – melanzane saltate con pomodoro e spezie del Punjab, ancora in India. O ancora, il Seekh kabab – spiedini di carne tritata alle spezie del Pakistan e il “dessert creativo” Panna cotta masala chai ovvero una panna cotta al tè nero Assam e miscela di spezie.

Mercoledì mattina, la seconda parte del seminario con le Fornelle sarà poi incentrato sui “Latin American Flavours” ovvero sulle grandi cucine latinoamericane discenenti dai Maya, gli Atzechi e gli Incas che possono contare sulla più grande varietà al mondo di prodotti in termini di biodiversità. Ecco quindi che la lezione di Chef Kumalé proseguirà con la Salsa de aguacate y mais (salsa di avocados, mais e maionese) tipica della Colombia, le Tacos de Tinga poblana (tacos con straccetti di pollo in salsa chipotle) originarie del Messico, il Ceviche (sashimi di persico in marinata di limes, coriandolo e zenzero) della cucina peruviana, il Bobo de camarao (gamberoni stufati con purée di manioca al latte di cocco) di Bahia e le Bananes flambées au rhum (Banane in salsa di rhum alla fiamma) tipiche del Guadalupa.

Primo Master Foodie 2014. Tutti i dettagli della conferenza stampa di presentazione.

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conferenza1E’ stato presentato alla stampa questa mattina, presso il ristorante Sailem Castello a Mare dello Chef Natale Giunta, Master Foodie 2014, l’unico cooking show siciliano in nove tappe ideato da Alessandra Verzera, direttore reponsabile del magazine on line di enogastronomia Scelte di Gusto e presidente dell’associazione culturale Papille di Bacco. Realizzato in collaborazione con la NG Services dello chef Natale Giunta, con il patrocinio di Slow Food condotta di Palermo, del Comune di Palermo e dell’ AIFB, l’Associazione Italiana Food Bloggers, Master Foodie è il primo cooking show nel suo genere: è interamente dedicato infatti ai Food Bloggers.  La fotografia sarà affidata a Domenick Giliberto, fotografo ufficiale della manifestazione. Partners ufficiali dell’iniziativa sono inoltre l’ azienda Tiberino Sudalimenta e l’azienda Mongibella, che hanno messo a disposizione golosi premi che verranno assegnati nel corso della serata.

Lunedì 14 aprile per cinque food bloggers palermitani si realizzerà dunque un sogno: quello di entrare in una cucina professionale di altissimo livello. La cucina in questione è appunto quella dello chef Natale Giunta, da sempre attento a sposare iniziative che regalino ai palermitani occasioni di svago, di associazionismo e di divertimento “possibile” e che farà gli onori di casa.

giunta cucina“Quando Alessandra ( Alessandra Verzera, direttore di www.sceltedigusto.it, nda) mi ha proposto questo evento, non ci ho pensato due volte: solo pochi minuti e ne sono rimasto conquistato – ha detto lo chef Natale Giunta – ” sarà molto interessante vedere i food bloggers fare un salto di qualità, passando dalle immagini ai fatti. Una grossa opportunità per ciascuno di loro per dimostrare cosa sanno realizzare, una sfida che li sottoporrà al giudizio delle giurie ma che accrescerà il loro personale bagaglio di esperienza: anche perchè nessuno di loro è mai entrato in una cucina professionale. Magari, chi lo sa, da questo concorso salterà fuori un nuovo grande chef che deciderà di accantonare il blog per trasferirisi in una cucina.  Confesso di essere molto curioso di scoprire un eventuale talento nascosto, e per questo motivo ho abbracciato senza esitazione l’iniziativa di Scelte di Gusto. Master Foodie è un’idea fresca, un progetto targato Sicilia,  nato nella nostra isola e nella nostra città, e sarà molto bello aprire le cucine a questa nuova esperienza”.

peppe-giuffre“Benvenuti in un mondo bello, veramente bello. Ognuno di voi ha praticamente già vinto”- ha detto Peppe Giuffrè, presidente della giuria tecnica – ” perchè vi siete già accaparrati un’occasione unica se non altro per mettervi in mostra sotto l’occhio di uno chef, Natale Giunta, di livello mondiale. Una opportunità unica, ed ecco perchè vi considero già tutti vincitori. Personalmente sarò molto più contento di assaggiare i vostri piatti che di doverli giudicare, ma ho accolto con grande entusiasmo la presidenza della giuria  tecnica : ruolo di cui mi sento davvero onorato. Inoltre  Master Foodie è un’ occasione unica per creare sinergia, perchè è dalla sinergia e dalla collaborazione che nascono il rilancio e la continua affermazione della cucina tradizionale: nulla come la tavola unisce le persone e le mette d’accordo. Ognuno ha i propri gusti, ma quello che conta è la radice, la tradizione, che Natale ( Giunta, nda) ha sempre portato avanti con professionalità ed orgoglio. Voi però avete già vinto. Questo è il mio plauso”.

di-marcoA Giuffè fa eco Marco di Marco, Assessore alle Attività Produttive del Comune di Palermo, che ha conferito il patrocinio all’evento : ” tutto ciò che riguarda il food a noi interessa molto perchè rappresenta sicuramente una realtà economica e produttiva molto importante, sia per la città di Palermo che per tutta la regione. Non a caso noi stiamo lanciando una nuova iniziativa, che è quella dello Street Food Festival che verrà svolto entro quest’anno. Master Foodie si colloca perfettamente in questo quadro di iniziative volto alla valorizzazione ed alla riscoperta delle eccellenze enogastronomiche della Sicilia. Mi sono allontanato da un convegno sulla legalità per poter prendere parte a questa conferenza stampa: l’ho fatto con estremo piacere perchè mi è sembrato un legame molto azzeccato, questo tra la cucina e la legalità, dato che Natale Giunta ha sposato la legalità sacrificandole gran parte della sua vita”.

conferenza stampa 018La conferenza stampa odierna è stata ulteriormente arricchita dalla presenza  del tesoriere  e vice fiduciario della condotta Slow Food di Palermo, Carlo Bargione, che ha parlato in termini di grande entusiasmo del progetto Master Foodie, abbracciandolo anche per nome e per conto di Mario Indovina, riconfermato fiduciario solo pochi giorni fa, ed  impossibilitato a presenziare perchè trattenuto da impegni pregressi. Bargione ha definito il progetto con parole di grande apprezzamento ed entusiasmo che segnano l’inizio di un cammino comune tra la condotta Slow Food di Palermo e Scelte di Gusto verso un percorso all’insegna della qualità, della regionalità e della stagionalità. Slow Food, oltre ad essere patrocinante dell’evento, avrà dei proprio esponenti all’interno della giuria critica in ogni tappa del tour. Per gli organizzatori, un altro fiore da portare orgogliosamente all’occhiello dunque.

conferenza stampa 029Tiziana Nicoletti, food blogger e membro della giuria tecnica, ha accolto le “colleghe” che hanno preso parte alla conferenza stampa,  alcune delle quali intimidite, dato che non si erano mai trovate dinnanzi al gotha della ristorazione siciliana: una formazione dalla quale saranno anche giudicate. Stefania Conti, membro dell’ AIFB che patrocina l’avento, ha commentato :” siamo fondamentalmente delle mamme e delle mogli, e cuciniamo per la famiglia e per passione. L’Associazione Italiana Food Blogger, nata da poco più di un mese, si propone di raggruppare le specificità delle varie cucine regionali e di creare eventi ed occasioni di incontro tra food bloggers. Master Foodie sarà un’occasione bellissima per imparare di più e per affinare delle tecniche, magari anche per carpire qualche segreto. Non capita tutti i giorni di poter servire da mangiare ad una giuria così qualificata: le paure sono dunque comprensibili, ma comunque vada sarà comunque un successo”.

Giuliana Avila, infine, vice direttore di Scelte di Gusto, ha brevemente illustrato le prossime tappe del tour, tra cui Catania e Ragusa.

sailem2Nelle prestigiose cucine del Sailem Castello a Mare si sfideranno i cinque concorrenti con la preparazione dei loro cavalli di battaglia: un antipasto, un primo, due secondi e un dessert, assistiti dalla brigata di cucina di Natale Giunta: un’occasione per dimostrare ma anche per imparare, dunque.

I concorrenti saranno valutati da ben tre giurie; una giuria critica, presieduta dal direttore di Scelte di Gusto, Alessandra Verzera, affiancata da docenti della prestigiosa scuola del Gambero Rosso, dalla food blogger Tiziana Nicoletti, dal gastronomo e critico Maurizio Artusi, da altri giornalisti e critici del panorama enogastronomico; una giuria tecnica con un “parterre de Roi” composto da chef del calibro di Pietro D’Agostino, titolare dello stellato la Capinera di Taormina, dall’eclettico Peppe Giuffrè, patron del Living Restaurant de la Rinascente Palermo e presidente della giuria tecnica, dal raffinato Max Mangano, virtuoso del Finger Dining targato Sicilia, e da una nutrita giuria popolare, costituita da tutti coloro i quali, mediante l’acquisto di un ticket consumazione, prenderanno parte alla serata che prevede una cena a cinque portate. I “clienti giudici” saranno dotati di una scheda per la votazione e daranno un voto ad ogni singolo piatto, in forma assolutamente anonima.

direttore1“Di sicuro non siamo i primi ad ideare un Cooking Show e non saremo neanche gli ultimi – ha detto Alessandra Verzera, direttore di www.sceltedigusto.it – ” ma sicuramente siamo i primi ad ideare un Cooking Show dedicato ai food bloggers fortemente legato alla tradizione enogastronomica siciliana, teso alla valorizzazione della cucina regionale e con un occhio particolarmente attento alla qualità ed al “KM zero”. In questo siamo sicuramente gli unici. Ritengo che assai ingiustamente i food bloggers siano stati quasi snobbati dalla stampa di settore e che si sia stati piuttosto diffidenti verso chi “fotografa la cucina”: io l’ho sempre pensata in modo opposto dato che il mio giornale, sin dalla sua fondazione, ospita una rubrica fissa dedicata ai food bloggers, di fatto una realtà in continua crescita la cui qualità cresce di pari passo. A loro è offerta una grande opportunità, che è quella di mettersi in evidenza dinnanzi al fior fiore degli chef siciliani. Ogni concorrente porterà all’attenzione del pubblico la ricchezza di una cucina bella oltre che buona, ricca di fantasia e di creatività: non a caso l’host sarà Natale Giunta, che da sempre lavora la materia prima siciliana dandole nuove forme e nuovi orizzonti con rielaborazioni e rivisitazioni che parlano di modernità legata alla tradizione, ma che non stravolgono mai il concetto di “cucina siciliana”, esportandolo nel mondo. Non a caso il presidente della giuria tecnica è lo chef Peppe Giuffrè, che ha fatto della “pasta cu l’agghia” un vanto siciliano apprezzato in tutta Italia e che ha sempre puntato sul prodotto locale, genuino, quasi ancestrale, condito della cretività e della fantasia che mai però devono stravolgere i cardini della tradizione.

conferenza3I giudici valuteranno la presentazione, l’esecuzione, l’originalità e la gradevolezza. Alla fine della serata sarà così eletto il Master Foodie 2014 Palermo, primo di nove finalisti in concorso. Al fortunato vincitore sarà intestata per un mese una rubrica sul giornale on line di enogastronomia www.sceltedigusto.it ed avrà dunque la possibilità di far conoscere il proprio blog pubblicando una serie di ricette con cadenza settimanale. Ma non solo: il primo Master Foodie Palermo vincerà anche una cooking class con lo Chef Natale Giunta. Un premio speciale offerto da Scelte di Gusto sarà assegnato al concorrente che avrà presentato il miglior menù, ed è il premio della critica per il “miglior global menù”.

Nel corso della serata saranno assegnati dei premi messi a disposizione dai partners di Scelte di Gusto: ad un fortunato membro della giuria popolare andrà un prezioso cesto di prodotti caseari di alta qualità del caseificio ragusano Mongibella, ed al secondo classificato tra i cinque food bloggers un ricco cesto di prodotti tipici pugliesi dell’azienda Tiberino.

La serata sarà condotta da Ciccio Vitale, direttore di Gold Cafè Palermo.

Di seguito, il menù proposto dai cinque concorrenti:

1) Antipasto :

Gamberi in riduzione all’arancia con polpette di seppie in salsa yogurt

2) Primo Piatto:

Paccheri ripieni di mousse ai gamberi rossi e ricotta su letto di crema di piselli con granella di pistacchio di Bronte e pomodorino.

3) Secondo Piatto:

Sbronza alle Eolie, calamari ripieni alla Malvasia con la sua salsa e sesamo tostato.

4) Secondo Piatto /2

Spatola croccante alla siciliana

5) Dolce:

Cheese Cassata

Per partecipare alla serata è obbligatoria la prenotazione, da effettuarsi mediante richiesta via mail da inviare all’indirizzo : reservations@masterfoodie.it

Il costo del ticket cena è di euro 35.00 a persona, ed include cena, gadgets e un biglietto per l’estrazione del premio offerto dagli sponsor.

Per iscriversi alle tappe successive di Master Foodie 2014, a Catania presso la sede della Scuola del Gambero Rosso, Città del Gusto Catania, il prossimo 3 maggio, e  a Trapani il prossimo 26 maggio, potete già da adesso inviare la vostra candidatura all’indirizzo casting@masterfoodie.it

Per ulteriori dettagli sull’iniziativa potrete inoltre visitare il sito ufficiale dell’evento all’url www.masterfoodie.it o la pagina facebook  https://www.facebook.com/pages/Master-Foodie/1385713598365955?ref=hl

Giovanna Azzariti

Master Foodie 2014 ai nastri di partenza: domani conferenza stampa

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sailem2Sarà lo splendido ristorante Sailem Castello a Mare dello Chef Natale Giunta ad ospitare in una cornice di rara bellezza, la serata di apertura di Master Foodie 2014, l’unico cooking show siciliano in nove tappe ideato da Alessandra Verzera, direttore reponsabile del magazine on line di enogastronomia Scelte di Gusto e presidente dell’associazione culturale Papille di Bacco, e realizzato in collaborazione con la NG Services dello chef Natale Giunta, con il patrocinio di Slow Food condotta di Palermo, del Comune di Palermo e dell’ AIFB, l’Associazione Italiana Food Bloggers. La fotografia sarà affidata a Domenick Giliberto, fotografo ufficiale della manifestazione.
Condurrà la serata Ciccio Vitale, l'”anima” del Gold Cafè Palermo.

locandinaLo show partirà da Palermo e farà il giro della Sicilia, toccando tutte e nove le province. Una sfida ai fornelli tra food bloggers, che vedrà l’elezione di un vincitore per ogni città. Alla fine delle nove tappe, la sfida “all’ultimo mestolo” tra i nove finalisti tornerà a Palermo per la gran finalissima e per la proclamazione del Master Foodie 2014 Sicilia.

Lunedì 14 aprile per cinque food bloggers palermitani si realizzerà dunque un sogno: quello di entrare in una cucina professionale di altissimo livello.

giunta cucinaLa cucina in questione è appunto quella dello chef Natale Giunta, da sempre attento a sposare iniziative che regalino ai palermitani occasioni di svago, di associazionismo e di divertimento “possibile” e che farà gli onori di casa.
I dettagli dell’evento, le tappe, le modalità di partecipazione e quant’altro saranno illustrati domani 17 marzo alle ore 10.30 nel corso di una conferenza stampa presso il risotorante Sailem Castello a Mare di Via Filippo Patti 2 a Palermo.
La partecipazione è libera e gratuita.

Giovanna Azzariti

Eloro Doc Nero D’Avola- Cantina Colle Acre

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cantina cole acreL’Eloro Doc, un pregiato vino rosso, si produce in alcuni comuni della provincia di Siracusa e nel comune di Ispica in provincia di Ragusa con le uve dei vitigni Nero d’Avola, Frappato e Pignatello (sinonimo di Perricone)
Un nuovo percorso tra storia e realtà ci conduce nella Valle dell’Anapo, territorio facente parte della Val di Noto che si stende dalle pendici dell’Etna alle colline argentine.
A Palazzolo Acreide, una delle città che l’UNESCO ha inserito tra i beni dell’umanità per il Barocco, nasce Thyonianus Eloro Doc 2008 prodotto dalla Cantina Colle Acre.
Un territorio quello della struttura scelto per le peculiarità climatiche, dove fino da tempi remoti la viticoltura era favorita almeno per due stagioni da freddo intenso e caldo secco in estate.
I vigneti di Colle Acre hanno una produzione di 70-80 Qli per Ha coltivati ad alberello. La raccolta delle uve viene effettuata interamente a mano e dalla zona di produzione (comprensorio Eloro), in cassette di 20 Kg cadauna, viene trasportata in cantina per la pigiatura e per tutte le successive fasi di lavorazione fino all’imbottigliamento dell’ELORO DOC Nero d’Avola.
La produzione vitivinicola viene accostata all’ Hotel Colle Acre di nuovissima e prestigiosa costruzione che nasce in simbiosi con l’aspetto paesaggistico del luogo dove la cucina e i prodotti tipici palazzolesi accompagnano degustazioni dei vini prodotti.
Thyonianus Eloro Doc Nero d’Avola annata2008

Thyonianus Eloro Doc Nero d'Avola annata 2008Si presenta, con un colore rosso rubino tendente al granata intenso con riflessi rosso mattone con l’invecchiamento, un generoso bouquet di frutta rossa come more, mirtilli e gelsi con un sottofondo floreale che ricorda la violetta.
Complesso ed equilibrato al palato con pienezza e volume davvero particolari: asciutto, di corpo, tannico.
Persistente il retrogusto di vaniglia e cacao si accoglie vellutato e robusto.
Si sposa egregiamente con carni rosse, sapori forti e decisi, selvaggina, formaggi stagionati e piccanti, cioccolato fondente ed amaro.
Gradazione alcolica: 13,5°
Temperatura di servizio: 18°

 

Giusi Contrafatto

ALMA Caseus, un concorso per valorizzare l’eccellenza del mondo del formaggio italiano

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ALMA Caseus_reduxPer far conoscere un patrimonio unico, per varietà ed eccellenza, come quello dei formaggi italiani ed esaltare la professionalità di chi opera nel settore, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana lancia il concorso ALMA Caseus. La competizione, che vive il suo momento clou a CIBUS, si articola in tre sezioni – Formaggi , Professionisti ed Istituti Alberghieri. Il patrimonio dei formaggi italiani è fatto di oltre 500 tipologie di prodotto: una varietà che non ha eguali al mondo e rappresenta uno dei vanti del made-in-Italy agroalimentare.

alma caseusEppure il mondo dei formaggi prodotti nel nostro Paese non è abbastanza conosciuto: di qui l’idea di promuovere un concorso dedicato, ALMA Caseus (http://bit.ly/O1QIlj) . Il progetto è coerente con la mission di ALMA, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana, che si propone, da un lato, di formare i giovani professionisti della Cucina Italiana e, dall’altro, di diffondere la corretta conoscenza del patrimonio gastronomico nazionale, in Italia e nel mondo. Nell’ambito dei suoi Corsi, infatti, ALMA offre moduli didattici dedicati ai formaggi.
sinigagliaA farsi interprete della filosofia del concorso è il Direttore Operativo di ALMA Andrea Sinigaglia: «Dietro il mondo del formaggioc’è una sapienza ereditata dalle passate generazioni di allevatori, artigiani e affinatori, che rischia di essere perduta. Con ALMA Caseus, la Scuola vuole contribuire alla salvaguardiadi questa produzione tipica diffusa nei territori. È vitale far conoscere al pubblico la varietà dei formaggi, far testare il loro gusto e far scoprire gli innumerevoli abbinamenti gastronomici».
Direttore di ALMA Caseus è Renato Brancaleoni, affinatore di fama internazionale e docente di ALMA che, con entusiasmo, ha messo la sua professionalità a servizio del progetto. «Sono convinto che nel panorama italiano mancasse una competizione come ALMA Caseus: la peculiarità di questo concorso è quella di mettere al centro dell’attenzione non soltanto i prodotti, così ricchi di identità e storia, ma anche i professionisti del mondo del formaggio. Parliamo di quelle centinaia di operatori che quotidianamente scelgono, tagliano, servono e comunicano con passione il formaggio e che sono eredi e “difensori” di una grande tradizione alimentare italiana».
formaggiLe tre sezioni del concorso ALMA Caseus prenderanno vita all’interno della fiera CIBUS (17° Salone Internazionale dell’Alimentazione, Parma, 5-8 maggio 2014), nello stand D068 padiglione 3 con la seguente tempistica:
• 5 maggio: Concorso Professionisti
• 6 maggio: Concorso Istituti Alberghieri
• 8 maggio: Concorso Formaggi

All’interno della stand di ALMA Caseus sono inoltre previsti momenti di formazione aperti al pubblico sul mondo dei formaggi con gli esperti di ALMA e all’interno dell’ educational cheese-bar sarà possibile degustare abbinamenti unici studiati dagli Chef della Scuola per i visitatori di CIBUS.
alma

Nel cuore di ogni formaggio c’è la storia di un antico sapere fatto di esperienza, di dedizione e di passione. Quel sapere vi aspetta per essere portato in tavola“.

 

(Renato Brancaleoni, Direttore ALMA Caseus)

Street food? No, confort food: le ravazzate con carne.

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ravazzate2Un cibo che puoi trovare, tra rosticcerie, bar e tavole calde, gustare per strada, tanto da essere annoverato – in gergo moderno e ormai comunemente abusato – street food, le ravazzate con carne sono tra quei “pezzi” di rosticceria tipici e apprezzati a Palermo e non solo. Morsi di gusto che appagano in ogni momento della giornata: le rosticcerie palermitane lavorano dall’alba al tramonto e ve ne sono alcune aperte anche la notte, per la gioia di quegli avventori che desiderano uno sfizio prima di andare a dormire.
Il “pezzo”, così è indicato, abbreviato, il calzone, il rollò al wurstel, la ravazzata, l’arancina – con carne o al burro – o qualsiasi altro pezzo di rosticceria, a Palermo è un confort food volto a saziare una fame da snack o da pranzo vero e proprio. Non è infrequente vedere gente cibarsi di tali delizie salate anche al mattino, per colazione, in particolar modo se ci si alza di buona lena e si svolge un lavoro faticoso.
Un confort food presente sulle tavole dei residenti di questa porzione d’isola, il capoluogo di Sicilia, anche nei periodi di festa o in tutte quelle ricorrenze in cui tra famiglia ed amici ci si ritrova intorno ad un tavolo, nessuna voglia di cucinare cose complicate – persino da servire – e l’unico desiderio diviene quello di pasteggiare liberamente, tra un poker ed un ramino.
ravazzate3La ravazzata con carne è un pasto completo perché rappresentato da una brioches che contiene un gustoso ragù con carne e piselli: carboidrati, proteine e un pizzico di vitamine, anche se di certo non la si può definire “leggera”. Sorella della versione fritta, la rizzuola, ecco che la ravazzata si impone per il gusto deciso e per la sua lungimiranza, riesce a saziare e ad appagare allo stesso tempo, si è fatta strada nel tempo ed è oggi tra quei cibi tipici e ben radicati nella storia gastronomica siciliana da essere conosciuta anche oltre i confini.

Per realizzare in casa le ravazzate con carne, ecco le indicazioni per ottenere circa 14 “pezzi” da assaporare e servire per rallegrare una serata.

ravazzate5Ingredienti per la pasta brioches:
1 Kg di Farina 00
100 g di Zucchero
100 g di Sugna o Strutto
50 g di Lievito di birra
20 g di Sale
450 g di Acqua tiepida

Ingredienti per il ragù:
400 g di Carne macinata
400 g di Pisellini surgelati
700 g di Passata di pomodoro
1 Cipolla
3 cucchiai di Olio evo
1 pizzico di Bicarbonato
1 pizzico di Zucchero
Noce moscata, Sale e Pepe q.b.

Semi di sesamo, per decorare
1 Uovo, per spennellare le ravazzate

ravazzate4Iniziate impastando il vostro impasto da rosticceria: disponete la farina a fontana sulla spianatoia o dentro una capiente ciotola, versate al centro lo strutto a pezzetti e iniziate a lavorare con la punta delle dita in modo da far assorbire lo strutto alla farina. Aggiungete lo zucchero e miscelate bene. Sciogliete il lievito di birra in una tazza di acqua tiepida, aggiungete all’impasto il sale e iniziate a lavorare versando poco per volta il lievito sciolto in acqua. Quando tutto il liquido sarà assorbito dall’impasto, iniziate a lavorare più energicamente – nel caso in cui la prima fase di lavoro l’avrete svolta in ciotola, allora trasferite l’impasto sul piano o spianatoia. Lavorate bene la pasta con i polsi, sbattendo l’impasto per snervarlo e ammorbidirlo, e continuate fin quando risulterà elastico e asciutto, non deve più attaccare alle mani. Formate una pagnotta, praticate un taglio a croce e mettete la pagnotta di impasto a riposare e lievitare dentro una ciotola unta con un velo di strutto. Coprite con un canovaccio asciutto e lasciate lievitare fino al raddoppio. Il tempo di lievitazione varia da 30 minuti a due ore, dipende da diversi fattori tra cui la temperatura e l’umidità ambientale. L’impasto finito si presenterà morbidissimo e liscio, estremamente facile da stendere.
ravazzateNell’attesa della lievitazione, preparare il ragù con carne e piselli: affettate molto finemente la cipolla, dopo averla privata delle parti esterne e più dure, trasferitela in un tegame, aggiungete l’olio e soffriggete. Appena la cipolla inizierà a dorare, aggiungete il macinato e lasciate soffriggere per qualche minuto, insaporite con noce moscata, sale e pepe e girate bene. Aggiungete i pisellini surgelati e amalgamate, quindi aggiungete la passata di pomodoro e mezzo bicchiere d’acqua, mescolate e attendete che inizi il bollore. Abbassate la fiamma al minimo, coprite il tegame e lasciate cuocere 30 minuti circa. Trascorso questo tempo, mescolate il ragù e aggiungete un pizzico di bicarbonato e un pizzico di zucchero, mescolate e (qualora servisse) aggiustate di sale, coprite e lasciate cuocere a fiamma dolce ancora per 30 minuti poi togliete il coperchio e lasciate asciugare il ragù per 10 minuti. Il ragù è pronto, lasciatelo raffreddare completamente quindi trasferitelo in un colapasta (per allontanare del tutto il fondo di cottura e compattarlo) e lasciatelo riposare in frigorifero almeno 1 ora.
Solo quando il vostro impasto sarà ben lievitato e il ragù freddo e sodo, potrete montare le ravazzate: stendete l’impasto, ricavate dei dischi da circa 10 cm di diametro, posizionate al centro di un disco di impasto una cucchiaiata di ragù e coprite con un secondo disco pigiando bene sui bordi in modo da sigillarli, così fino ad esaurimento ingredienti. Preparate le ravazzate, posizionatele su una teglia unta o coperta da carta da forno e spennelatele con dell’uovo battuto, cospargete di semi di sesamo e infornate in forno già caldo a 180-200°C per circa 25-30 minuti o fino a perfetta doratura.

Per Scelte di Gusto
Tiziana Nicoletti
– Food Blogger –

Slow Food: «L’accordo commerciale UE-USA può avere gravi conseguenze »

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bandiera euA Bruxelles un evento di informazione e denuncia sul Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (TTIP) organizzato da Friends of the Earth. In gioco ci sono le regole sulla sicurezza alimentare, quelle che riguardano i prodotti geneticamente modificati, le normative sull’utilizzo di sostanze chimiche tossiche e di combustibili inquinanti. Sono le preoccupanti premesse del quarto round del Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (TTIP) al via a Bruxelles da oggi al 14 marzo.

Questo accordo è in discussione tra UE e USA dal luglio 2013. Il 26 di questo mese si terrà il vertice UE-USA mentre entro la fine dell’anno i negoziatori sperano di arrivare a un testo TTIP definitivo. Se arriverà a una conclusione, sarà il più grande trattato di libero mercato nella storia.

Friends-of-the-Earth-logo250_250Per informare e denunciare i rischi contenuti nel TTIP, dovuti a un possibile abbassamento degli standard al minimo comun denominatore, l’organizzazione Friends of the Earth ha organizzato l’evento pubblico dal titolo “Capiamo il trattato: quali saranno le conseguenze dell’accordo UE-USA su cibo e ambiente? (Untangling the trade talks: What are the likely consequences of an EU-US trade deal for our food and environment?)”  che si terrà giovedì 13 marzo dalle 13.30 alle 18, presso il Press Club Brussels. Tra gli interventi saranno presenti rappresentanti di US Family Farm Coalition, di European Consumer Organisation e della Commissione europea, oltre che di Slow Food.

Per il momento le negoziazioni avvengono a porte chiuse. Per l’Europa, è la Commissione europea che ha il compito di negoziare e rappresentare gli Stati membri. Il Parlamento europeo e la società civile non sono coinvolti. Il mandato di negoziato e altri documenti non sono a disposizione per un esame pubblico. Per gli USA, solamente un ristretto gruppo di consulenti commerciali ha accesso ai documenti del negoziato. È quindi fondamentale mettere al centro della discussione gli interessi della società nel suo insieme e la sostenibilità del sistema alimentare. Slow Food, presente in entrambe le sponde dell’Atlantico, chiede più trasparenza e il coinvolgimento della società civile.

slowfoodusaRichard McCarthy, direttore esecutivo di Slow Food USA, dichiara: «Siamo molto preoccupati per questa corsa verso la deregolamentazione, per la perdita di controllo e trasparenza nel nostro sistema alimentare. Attualmente tante comunità in America stanno cercando di riacquistare il controllo sul proprio cibo, portando avanti battaglie per l’etichettatura, per avere maggiori informazioni sulla provenienza e i modi di produzione degli alimenti. Negli USA c’è sempre più attenzione per questi temi, e c’è un vasto settore dell’opinione pubblica che vuole rafforzare le comunità rurali locali, adottare politiche a tutela della salute di bambini e adulti, prendere decisioni consapevoli in materia di cibo. Il trattato pregiudicherà gli sforzi in atto».

ursula hudsonSecondo Ursula Hudson, presidente di Slow Food Germania e referente dell’associazione per le politiche europee, «Il TTIP, così com’è formulato, non è accettabile. Al posto del TTIP avremmo bisogno di cose diverse: vogliamo democrazia, trasparenza e protezione legale per le persone, anziché elementi normativi a favore di grandi aziende private in caso di controversie legali. Vogliamo, inoltre, che le politiche europee a favore dell’ambiente siano in futuro salvaguardate e sviluppate, che gli standard qualitativi che siamo riusciti a ottenere finora siano mantenuti e non subordinati alle logiche del libero mercato».

Le dichiarazioni di McCarthy e Hudson saranno proiettate in videomessaggio all’incontro di Bruxelles e disponibili su http://www.slowfood.com il 13 marzo.

Si conclude a Palermo il progetto europeo Inoveno: i risultati di due anni di ricerca a cento aziende siciliane.

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inovenoCento tra aziende siciliane, associazioni di categoria e addetti ai lavori del settore enologico parteciperanno alla giornata conclusiva del progetto Inoveno, Innovazioni tecnologiche per la produzione vitivinicola siciliana, promosso dall’Irvos, l’Istituto regionale del vino e dell’olio di Sicilia, per migliorare la competitività delle aziende enologiche siciliane. Il progetto, finanziato dalla Comunità Europea nell’ambito della misura 124 del “Programma di Sviluppo Rurale Sicilia 2007/2013”, ha avuto una durata di oltre 2 anni ed è stato condotto in Sicilia dai tecnici dell’Irvos attraverso l’applicazione di nuovi protocolli enologici presso sei importanti cantine siciliane: Alto Belice, Colomba Bianca, Europa, Patria, Primavera e Tenuta Gatti. Obiettivo del progetto e’ stato il trasferimento di nuove tecnologie, protocolli e nuove conoscenze dal mondo della ricerca, condotta nei vigneti, nei laboratori e nella cantina sperimentale dell’istituto, a quello delle aziende vitivinicole siciliane.
irvosGrazie al lavoro di ricerca svolto dall’Istituto, le aziende siciliane avranno infatti la possibilità di realizzare vini di alta qualità e di notevole tipicità, fortemente legati al loro territorio di origine, tutti fattori che renderanno i loro prodotti più competitivi nei mercati internazionali. I risultati di questi due anni e mezzo di ricerca saranno presentati a Palermo durante una giornata di divulgazione dei risultati raggiunti che si svolgerà il prossimo 14 marzo a Palazzo Steri.
All’incontro, che sarà moderato da Alessandro Torcoli, direttore responsabile della rivista nazionale di settore “Civiltà del bere”, parteciperanno, tra gli altri, il direttore generale dell’Irvos, Lucio Monte, l’assessore regionale all’agricoltura Dario Cartabellotta e il Rettore dell’Universita’ degli Studi di Palermo, Roberto Lagalla.
Il progetto Inoveno ha avuto come partner l’Istituto zooprofilattico sperimentale di Sicilia, il Consorzio di ricerca sul rischio biologico in agricoltura, il Centro di ricerche economiche e sociali per il Meridione, Assovini Sicilia, HTS Enologia, il Centro enochimico Barbera e UBIQ srl.

Associazione Provinciale Cuochi Etnei. Successo per la Sicilia che lavora e che produce eccellenza.

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cuochietnei8Seby Sorbello, presidente dell’Associazione provinciale Cuochi Etnei: “ Grazie a tutto il team, che ha rappresentato egregiamente il territorio etneo in un contesto internazionale”.

L’Associazione provinciale Cuochi Etnei ha conquistato il 2° posto in ben due categorie: Assoluti a livello nazionale e Assoluti nella cucina calda (categoria junior) degli “Internazionali d’Italia 2014”, la più importante competizione gastronomica della Federazione italiana cuochi, svoltasi dal 24 al 26 febbraio a Marina di Carrara, in Toscana.
I 40 elementi dell’Associazione provinciale Cuochi Etnei, coadiuvati dal forte sostegno degli Istituti alberghieri catanesi, hanno conquistato commensali e severe giurie grazie alla presentazione di menù eleganti ed appetitosi.
Ulteriore successo è stato ricevere 6 medaglie d’oro e 11 medaglie d’argento.
cuochietnei“Già dal primo giorno – ha detto con viva soddisfazione il presidente dell’Associazione provinciale Cuochi Etnei, lo chef Seby Sorbello – abbiamo presentato una squadra compatta, 40 persone che lavoravano in assoluta sinergia e collaborazione, dimostrando di essere un vero team affiatato. Il nostro team ha, inoltre e con orgoglio, anche diversi componenti femminili. Il nostro è stato ampiamente e giustamente ripagato dalle ottime prestazioni e dall’alto gradimento suscitato in chi ha avuto il piacere di assaggiare e degustare i nostri piatti”.
Ma sono i piatti del menù i veri protagonisti, che chi scrive, insieme ad altri colleghi del settore, ha avuto il piacere di assaggiare poco più di un mese fa, all’interno di un ristorante siracusano, dove abbiamo fatto da “cavia”. Già allora, era chiaro che questo menù prelibato ed innovativo avrebbe avuto il successo che ha poi dimostrato durante la competizione a Marina di Carrara.
cuochietnei2All’epoca, non potevamo divulgare né foto (quelle che vedete sono state fatte quella sera) né la descrizione. A competizione avvenuta, e con orgoglio siciliano per aver raggiunto il 2° posto del podio, ecco il menù dell’Associazione provinciale Cuochi Etnei:

Antipasto: bon bon di ricotta con cozza panata al mais su tappetino di macco di favette novelle e coriandoli d’ortaggi; composizione di crostacei con capperi di Pantelleria, con gelatina all’arancia rossa, punte d’asparagi, quenelle di crema di mandorle d’Avola con briciola d’oro e spuma di finocchio; trancetto di dentice con verdure di campo su crema di sedano rapa e patata vitellotte, crema di peperoni gialla.
cuochietnei3Main Course: pesce fuori dalla norma; raviolo con masculino alla siciliana su fonduta di caciocavallo ragusano e broccoli; rotolo di guanciale alla cannella con zucca gialla fondente su julienne di cavolo cappuccio vaporizzata al balsamico.
Dessert: delizia al cioccolato con salsa alla mela verde e lime; semifreddo al mango e frutti di bosco su gelé alla papaya; tortino alle olive con crema all’anice stellato.
I Cuochi Etnei dell’Associazione provinciale che hanno eseguito queste prelibatezze sono state le squadre senior seguite da Salvo Intelisano e Angelo Raciti e composte da: Riccardo Laganà, Orazio Torrisi, Simone Strano, Mario Failla, Giuseppe Leotta, Nico Scalora, Angelo Scuderi, Giuseppe Floresta e Fabio Fidotta.
cuochietnei5Le squadre junior, invece, sono state capitanate dal prof. Vincenzo Mannino e sono state composte da Enrico Lavernier, Aldo Scollo, Matteo e Alessandro Di Blasi, Simona Pappalardo, Laura Taiani; mentre gli chef junior singoli sono stati Matteo Triolo ed Ilenia Petronio.
Una catena di montaggio possibile anche grazie al supporto e alla professionalità degli Istituti alberghieri del territorio etneo, i cui studenti, hanno dimostrato preparazione, professionalità e tanta voglia di imparare sul campo.
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Le scuole coinvolte sono state: “Karol Wojtyla” e “Fermi-Eredia” di Catania; Istituto “Giovanni Falcone” di Giarre; Istituto “Rocco Chinnici” di Nicolosi; Istituto alberghiero di Lentini.
La lista dei trionfi dei cuochi catanesi è stata data anche dalla presenza all’evento di alcuni osservatori della Nazionale italiana cuochi, i quali avrebbero già individuato alcuni elementi della squadra junior etnea per farli accedere nella rispettiva categoria junior della Nazionale.

Giuliana Avila Di Stefano

White Guide Global Gastronomy Award a Massimo Bottura, tristellato di livello mondiale

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massimo bottura“Per il continuo reinventare una delle cucine più amate del mondo  e per la sua elevazione a nuove dimensioni e prospettive da esplorare e godere. In costante dialogo con una ricca e tradizionale radice della cucina italiana, Massimo Bottura ha sviluppato un’arte culinaria straordinaria, che copre una vasta gamma di espressioni: dall’apparentemente semplice all’intellettualmente complesso. Riprogettando radicalmente la dimensione del pasto, secondo quello che dovrebbe e potrebbe essere, arricchendolo di storia e futuro, Nord e Sud, tecnologia e leggenda, ecologia e cultura, il tutto con la sensibilità di un artista e la passione, Bottura ha avuto un ruolo dominante nella evoluzione gastronomica italiana e nel passaggio dal fermo al ristagno all’effervescente melting pot di grandi tradizioni, di talento e innovazione che oggi è la cucina italiana”. Con questa la motivazione lo chef modenese, ha ricevuto a Stoccolma  il White Guide Global Gastronomy Award, il Nobel della gastronomia, andato, prima di lui, a colleghi del calibro di Ferran Adrià e René Redzepi, i vertici della cucina mondiale.

botturaUn altro clamoroso successo per Bottura ormai consacrato a Chef di livello mondiale con  titoli di tutto rispetto : dalle tre stelle Michelin al podio dei tre migliori chef al mondo  nella classifica dei 50Best. Ora giunge anche  il riconoscimento  svedese. Un Award ancora giovane, dato che quella appena trascorsa è solo l’ottava edizione, ma destinato a crescere in popolarità e prestigio, esattamente come è già avvenuto con la classifica dei 50Best ideati dalla rivista inglese Restaurant e sostenuti da San Pellegrino. A Stoccolma, invece, il parner è Electrolux. Un premio nel quale però lo chef modenese ha registrato con rammarico una mancanza delle istituzioni italiane. Alla consegna del premio inoltre nessun giornalista italiano era presente.