“Orto in condotta”, bimbi più sani

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L’11 novembre è l’estate di san Martino, ed è anche la giornata dell’Orto in condotta di Slow Food. Il progetto che educa al mangiar bene i bambini in Italia coinvolge 421 orti e 93 condotte dell’associazione promotrice del cibo di qualità per eccellenza (P.Pi.)

 

 

 

L’idea nacque a metà degli anni Novanta a Berkeley (California) con il primo «School garden» di Slow Food, pensato e “coltivato” da Alice Waters, vice-presidente Slow Food Internazionale. In Italia l’Orto in Condotta prende avvio nel 2004 divenendo lo strumento principale delle attività di educazione alimentare e ambientale nelle scuole. Studenti, insegnanti, genitori, nonni e produttori locali si mettono insieme con guanti e rastrello, e davanti ad una zolla nuda predispongono un rigoglioso orticello, dove, a tempo debito, germineranno verdure e frutta, ma soprattutto coscienza e conoscenza ambientale e cultura del cibo. La festa porterà tra i banchi – visto che la stagione non permette di mettersi a zappare e innaffiare – una golosa merenda bio e semplice, come quelle che facevano i nonni, povera e buona: pane e olio.

Sarà il Gioco del Piacere a guidarli alla scoperta delle buone abitudini, rendendo l’apprendimento naturale e spontaneo. Per questa quarta edizione, però, Slow Food ha in mente qualcosa in più: gettare le basi di un percorso didattico dedicato ai cereali, con le classi promotrici di progetti locali con le comunità del cibo presenti sul proprio territorio, per interviste, visite in azienda, racconti, ricette narrate e preparate. Come fare? Parlare con i nonni, con i vicini, farsi raccontare come facevano una volta la spesa, cosa c’era sulle loro tavole e come realizzavano i prodotti che oggi troviamo confezionati sugli scaffali dei supermercati. I lavori sviluppati dalle classi potranno essere presentati alla prossima edizione del Salone del Gusto.

Gli esempi del territorio sono innumerevoli: a primavera nei cortili di tante scuole elementari spuntano piantine di zucchine, insalata, pomodori, aromi, amorevolmente curate dai ragazzi sotto la supervisione dei docenti e di esperti, nonni, volontari, contadini del posto. Prima di coltivare però, in classe si affronta il tema con semplici precetti come l’abc dell’orticoltura, l’approccio sensoriale all’alimentazione con degustazioni, e la progettazione didattica, per lo studio e la realizzazione di giochi ed attività. Oltre all’orto, alcuni preparano anche una compostiera che raccoglie i quotidiani scarti vegetali della mensa scolastica, con i quali concimare poi l’orto.

Imparando il ciclo delle stagioni si è seminato e aspettato, come Natura vuole, e all’ultimo giorno di scuola, non tutto ma molto del frutto del lavoro dei ragazzi è lì, rigoglioso e goloso da ammirare e assaporare.

Paola Piovesana

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