Il Valpolicella

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Nella zona di nord ovest di Verona c’è la Valpolicella, terra dove da epoca immemorabile originano alcuni tra i più grandi vini rossi italiani. La parte più antica, dove si realizza la parte più autorevole della produzione, è detta Valpolicella Classica: i comuni coinvolti sono Marano, Fumane, Negrar, Sant’Ambrogio e San Pietro in Cariano (Ni.Pa.)

Col successo di questi vini, si rese opportuno “allargare”la zone di produzione, includendo le valli di Marcellize, Mezzane, Illasi e Gramigna. Valpantena è l’unica sottozona riconosciuta dal disciplinare.  Nel suo complesso la Valpolicella comprende un’area di circa 45 km in lunghezza, da 5 a 8 km in larghezza. L’altitudine dei vigneti varia tra 150 e 350 mt slm. La qualità di questi vini fu garantita già nel 1925 dal “Consorzio per la difesa dei vini tipici della Valpolicella”, ad opera del promotore e presidente gen. Pio Brugnoli. Dopo diversi leggi e decreti, si arrivò all’attuale consorzio, che fu costituito nel 1970 e denominato “Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella”. Per gli amanti dei numeri, la superficie vitata iscritta all’albo del Valpolicella è di 5.839 ha; 2470 sono le aziende agricole che producono uve; 1226 sono le aziende agricole che producono uve per amarone; i fruttai per l’appassimento sono 390; il valore delle uve prodotte è di ben 90 milioni di euro; le cantine sociali che si trovano nella zona di produzione sono cinque; fuori dalla zona di produzione insistono 148 aziende vinicole imbottigliatrici; nella zona di produzione si contano 165 aziende vitivinicole, di cui 24 sono nate negli ultimi sei anni; il valore stimato delle giacenze di amarone è 170 milioni di euro; il fatturato totale della DOc Valpolicella è pari a 220 milioni di euro.

Interessante l’andamento in crescendo delle uve destinate all’appassimento per produrre amarone (in mln di kg): 8,2 nel 1997 – 12,7 nel 2001 – 16,2 nel 2003 – 23,6 nel 2006 – 25,7 nel 2007.

E le bottiglie di Amarone vendute nel corso degli ultimi anni? Numeri da capogiro a dimostrazione di un successo enologico quasi senza precedenti: 1.558 mil. nel 1997, 3.300 mil. nel 2000, 3.600 mil. nel 2001, quasi 5.000 mil. nel 2003, 5.750 mil. nel 2004, 8.200 mil. nel 2006. Le uve che entrano nella composizione di questi grandi vini veneti sono: la Corvina, il Corvinone, la Rondinella, con la possibilità di aggiungere il 15% di uve a bacca rossa non aromatiche raccomandate o autorizzate per la provincia di Verona. Le tipologie di vini previsti dal disciplinare di produzione del Valpolicella DOC sono: Il Recioto, il Valpolicella Ripasso, il Valpolicella ed il Valpolicella Superiore, l’Amarone.

– Il Recioto è un vino dolce ottenuto dall’appassimento in fruttaio delle uve, generalmente Rondinella, Molinara e Corvina.

– Il Valpolicella Ripasso si ottiene facendo rifermentare il vino con l’aggiunta di uve appassite, ottenendo maggiore alcolicità e longevità del vino.

– Il Valpolicella è un vino moderatamente alcolico, dal gusto morbido di amarena e tinte floreali, molto fresco e fragrante: la variante “Classico” è riservata al vino prodotto con uve proveniente dalla zona più antica.

– Il Valpolicella Superiore si differenzia per la sua alcolicità più elevata, per i maggiori estratti secchi e deve essere invecchiato almeno un anno.

– L’Amarone è un argomento a parte. Tecnicamente esso si ottiene come il Recioto, cioè con la tecnica dell’appassimento delle uve. Ma il suo nome dichiara la nota amara presente nel vino e tanto apprezzata dagli intenditori enofili. La produzione dell’Amarone iniziò ai primi del ‘900 a livello amatoriale, mentre le prime bottiglie che furono commercializzate risalgono agli anni ’60.

Il posizionamento dell’Amarone nel cuore e nel palato degli appassionati è elevatissimo.

Nella classifica di Gelardini & Romani Wine Auction, tra i pochi vini di prima fascia (oltre i 200 euro), c’è l’Amarone Riserva Dal Forno; nella seconda fascia (tra 200 e 150 euro) è presente l’Amarone Riserva Quintarelli. Naturalmente non tutti gli Amaroni sono “collectibles”, ma decisamente accessibili a tanti. Ne sono esempio quelli di Masi e Zenato, le cui quotazioni su Ebay viaggiano da 50 a 100 euro la bottiglia, a seconda delle annate naturalmente. Vediamo cosa ne pensa il “taster” italiano Luca Maroni, il cui Annuario dei Migliori vini Italiani 2012 sta per essere distribuito nelle librerie.

Secondo il giornalista romano, indiscusso leader per le analisi organolettiche dei vini, il migliore – con 95/100 punti – è l’Amarone Classico Campo Inferi di Brunelli 2006, che rientra nelle fascia di vini tra 30 e 50 euro. Ecco uno stralcio dalle sue impressioni “ Certi vini sembrano mari: di polpa, viola, insondabile natura. Si veda questo vino all’occhio, non c’è modo che alcun bagliore vi possa far luce. La sua insondabilità assoluta è essenza di natura, la sua pomposità è grandiosa, crema di frutto pura.” Ed ancora “La sua massa di nerissima mora si porga morbida tanto polposamente imperiosa.” E conclude “ A nulla sarebbe valso tutto il suo inchiostrante colore laddove questo capolavoro dell’uomo e della natura in uva non fosse risultato ai nostri sensi della sua tecnica esecutiva, enologia di rado negli Amarone sì inossidata, cristallina e pura.”

Ci piace, ma è anche doveroso, aggiungere per dovere di cronaca che l’Azienda che ha praticamente lanciato sul mercato l’Amarone è Masi: la storia di questa azienda affonda le sue radici alla fine del XVIII secolo, allorché la famiglia Boscanini acquistò il fondo “Vaio de’ Masi” sulle colline del Valpolicella Classico. In seguito l’azienda si è estesa ulteriormente, fino a gestire i vigneti della Valpolicella più celebrati nella storia di questo territorio, quelli dei conti Serego Alighieri, che dal 1.353 appartengono ai discendenti del poeta Dante. L’azienda è presieduta da Sandro Boscaini, mr. Amarone negli Stati Uniti d’America dove è famosissimo, e vi collaborano i figli Alessandra e Raffele, insieme ai fratelli Bruno e Mario.

L’Amarone Masi Costasera Riserva oggi è uno dei più famosi e celebrati vini italiani nel mondo: è ottenuto da uve Corvina (70%), Rondinella (15%), Oseleta (10%) e Molinara (5%). Con un tenore alcolico del 15,5 % vol è una particolare selezione del Costasera, così chiamato in quanto le uve provengono dalle coste collinari del Lago di Garda che guardano a sera, cioè si avvantaggiano della luce solare fino al tramonto. L’appassimento delle uve è più lungo (circa 120 giorni) e l’elevazione in legno più prolungata. Sempre di Luca Maroni questa descrizione che si riferisce all’Amarone Costasera Riserva: “ Superba la sua maestosità estrattiva, suadente avvolgente e cremoso. Impressionanti il suo magnifico colore, il suo olfatto così vivo e pregno di linfa”.

 

 

Nino Panicola

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