Farina e acqua per combattere l’Alzheimer

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Sorprende il risultato dei laboratori manuali e creativi proposti agli ospiti del centro polifunzionale Villaggio amico, struttura polivalente che da un anno accoglie nella sede di Gerenzano (Va) anche un qualificato punto di terapia e degenza dei malati del morbo degenerativo chiamato “Villaggio della memoria” (P.Pi.)

Ad un anno dalla sua apertura nel 2010, lo scorso 24 settembre – in occasione della Giornata mondiale di sensibilizzazione sulla malattia – è stato celebrato l’open day, mostrando il lavoro svolto quotidianamente nei laboratori sui pazienti colpiti dal declino progressivo e globale delle funzioni intellettive, associato ad un deterioramento della personalità e della vita di relazione che porta alla perdita dell’autonomia nell’esecuzione degli atti nella quotidianità, e alla dipendenza dagli altri investendo non solo la sfera del singolo ma anche quella familiare. l Centro – seguito da Paola Chiambretto, si basa su un metodo innovativo in Italia ma che in America ha ottenuto degli ottimi risultati denominato «Gentlecare» di Moyra Jones. Semplificando, e senza alcuna pretesa scientifica, tra le pratiche seguite ci sono anche la cromoterapia e l’aromaterapia. Oltre alla pet theraphy e alla pittura infatti, si propone anche il percorso sensoriale e tattile.

Curiosa l’esperienza con acqua e farina: in pratica, al malato senza alcuna indicazione o suggerimento è stato proposto un tavolo con questi ingredienti. Ciascuno, secondo i propri tempi e le proprie capacità, ha iniziato a manipolare i materiali, e iniziare a impastare è stato automatico, naturale, ripescando nella memoria remota un gesto semplice, familiare, quasi ancestrale. A sorprendere il personale poi, come conferma la dirigenza del centro, sono state le signore che hanno iniziato sempre senza guida o suggerimento e manipolare la pasta creando la forma degli gnocchi piuttosto che di altri tipici formati di pasta fresca come si usava fare un tempo, quando tutto era prodotto a casa autonomamente. Puntare sulla memoria sensoriale – spiegavano i medici referenti del progetto all’inaugurazione prima di condurre i visitatori in una visita a cinque sensi degli ambienti – è una delle più recenti e avanzate tendenze della cura della demenza senile nelle varie accezioni, e specie per l’alzheimer che ruba progressivamente i ricordi e le emozioni.

Gli ambienti del Villaggio amico adibiti all’accoglienza dei malati del morbo infatti sono permeati di profumi, dal limone al biscotto, al cioccolato e altro, distinti per zone, per far rievocare sensazioni domestiche sopite ma a volte ancora giacenti nella mente e dare un senso di casa e riconoscere i propri ambienti, dalla sala di ritrovo (dove arde un finto camino e ci sono gomitoli di lana nel cesto) alle camere ai locali igienici nei movimenti quotidiani.

Ciò a riprova che profumi, gesti, sensazioni restano impressi e possono – se il degrado della patologia lo permette ancora – essere rievocati con attività pratiche studiate e di grande resa.

Paola Piovesana

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