Editoriale : I vegani e quell’arbitrio troppo libero. E pericoloso.

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bimbo e pastaE’ storia di queste ore il ricovero di una bimba di due anni in gravi condizioni di salute perchè sottoposta, da parte di genitori vegani, ad un regime alimentare quantomeno inadatto all’età infantile e che – come il caso ha dimostrato – può costituire pericolo sia per la salute che per la vita. Ai genitori è demandato non soltanto l’abritrio della procreazione, ma l’obbligo – cosa diversa rispetto all’arbitrio – di provvedere, di sostenere e di far crescere la prole al meglio delle proprie possibilità.

bambina-mangia-merendinaLaddove in età cosciente e matura si è liberi di danneggiarsi come meglio aggrada, ovvero fumando, bevendo, facendo uso di droghe ed abuso di medicinali o anche esasperando regimi dietetici al limite dello stato di inedia, nei confronti dei piccoli – incapaci di scegliere e comunque inidonei a farlo – il libero arbitrio cessa di esistere cedendo il passo al dovere. Che di fatto si sostanzia anche nella giusta e corretta alimentazione. Non occorre scomodare studi ad altissimo livello per sapere che per crescere si ha bisogno di tutte le componenti e di tutti i nutrienti fondamentali presenti nei cibi: le vitamine, le proteine, i glucidi, i lipidi, i carboidrati in generale. Ma si ha, soprattutto, bisogno di vitamine e del latte per l’apporto di calcio sostanziale dal quale un processo di crescita non può prescindere. Bene lo sanno le madri i cui figli vengono al mondo con un’intolleranza al lattosio quanto difficile sia garantire i giusti apporti di calcio ai loro bimbi. 316FODPoi, parallelamente, c’è chi rinuncia a somministrare ai proprio figli tutti quegli alimenti preposti a consentire una crescita adeguata e lo sviluppo di  funzioni vitali ottimali, sia a livello scheletrico e strutturale, che a livello intellettivo. Al di la di discorsi di merito o di valutazioni etiche sul consumo di carne animale e di derivati di origine animale, tra cui anche latticini e formaggi, esiste una consapevolezza di sè stessi e delle scelte che si desidera operare. Questo vale in tutti quei settori in cui esiste una effettiva possibilità di scelta: dalla religione all’alimentazione, passando anche sia pure solo per il modo di vestire e per lo stile da adottare. omogeneizzatiEcco, io ritengo che qualsiasi individuo dovrebbe essere posto nella giusta condizione di scegliere secondo un proprio ragionato e ponderato convincimento piuttosto che subire le scelte altrui. E se un bambino non può decidere come vestirsi, nè può opporsi ad un battesimo, ne consegue che questi due aspetti sono tra i pochi  “impositivi” che mi sento di tollerare. Ma un bambino che non abbia consapevolezza di ciò che assume per sopravvivere e che non abbia la più pallida idea di tutte queste ” scuole di pensiero alimentare” non deve assolutamente subire l’arbitrio dei genitori i quali – verosimilmente – hanno operato una scelta per sè stessi in età adulta o quantomeno consapevole. Ed ecco il danno. vaccinazione-bambiniDopo la delirante follia di plotoni di genitori che decidono di non vaccinare più i figli, esponendo non soltanto i figli propri ma l’intera collettività  a recrudescenze di malattie alcune delle quali mai debellate ma controllate mediante terapie vacciniche, ai genitori che con leggera scelleratezza decidono di affamare i figli in nome di un’etica di cui quei figli non sanno assolutamente nulla. Mi indigna sapere che i figli vengano tolti a chi ha pochi mezzi economici e mi indigna sapere che figli vengano tolti a chi li ha messi al mondo in età troppo avanzata, almeno secondo degli standard che in realtà dovrebbero essere molto più elastici, viste le mutate aspettative di vita della società attuale. Ma mi indigna ancora di più leggere di questo tipo di notizie: che diventano tali in quanto nessuno, in corso d’opera di cotanta scelleratezza alimentare, sia intervenuto per tempo cercando di riportare i genitori a più miti consigli nè segnalando agli enti preposti il “caso”. Parlo dell’ “entourage” che si muove intorno a quella famiglia. E’ poco credibile che nessuno sapesse a che regime alimentare fosse sottoposta la bimba dato che, per esperienza, ho constatato che i vegani in modo particolare parlano volentieri delle loro scelte anche al fine di fare proselitismo. In ciò non vi è nulla di male, purchè tale proselitismo venga cercato tra persone senzienti e consapevoli. Ma imporre ad un bambino un regime alimentare così povero, relativamente ai fabbisogni dell’infanzia, è un atto criminoso a tutti gli effetti. gasliniNon so se e quali accuse verranno formulate nei confronti di questi genitori, ma di sicuro individuerei il maltrattamento di minore tra le varie possibilità. Il caso, che ci ha tenuti con il fiato sospeso per questa povera bimba di due anni, si è verificato a Genova. La piccola, giunta in condizioni critiche al Gaslini, è ora fortunatamente fuori pericolo: ma il danno da malnutrizione potrebbe essere irreversibile, dato che i medici hanno ipotizzato danni a livello cerebrale per una grave carenza di vitamine. Ora, ad opera dei sanitari, il caso è stato finalmente segnalato agli assistenti sociali. Naturalmente seguiremo con apprensione ed attenzione la vicenda di questa bimba di soli due anni, ricordando che – così come le diete “fai da te” – le drastiche modificazioni delle abitudini alimentari sono estremamente pericolose. L’alimentazione era e rimane una cosa assai delicata che solo i medici specializzati in nutrizione dovrebbero essere in grado e titolati a modificare.

Alessandra Verzera

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