Alimentari: bene surgelati vegetali, ittico e pizze

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La crisi economica che sta attanagliando non solo il nostro Paese si avverte anche a tavola. Nel 2011, infatti, gli acquisti alimentari domestici sono stimati in riduzione, con una flessione della domanda più marcata nel Mezzogiorno che nel resto d’Italia, ma crisi o non crisi a “tenere” sono i surgelati. (A.Fi.)

“In Italia – ha spiegato in questi giorni l’ing. Vittorio Gagliardi, presidente dell’Istituto Italiano Alimenti Surgelati – il consumo pro – capite di prodotti surgelati è tra i più bassi d’Europa (13.,80 kg); ben si comprende, quindi, come le potenzialità di crescita siano ancora piuttosto elevate, sebbene nel nostro Paese l’offerta globale del fresco sia sicuramente molto piu’ alta di quella rintracciabile nei principali Paesi europei. Dalle nostre rilevazioni – dato riferito a settembre 2011 – sembra che il settore nel suo complesso stia mantenendo le proprie posizioni (+ 0.8% totale) e alcuni dei comparti “storici” del surgelato (vegetali ed ittico ma anche il segmento pizze, ndr) continuino a muoversi con buona incidenza. Nei vegetali il dato interessante riguarda i prodotti preparati (+11%) ai quali i consumatori riconoscono un valore oggettivo che prescinde dal prezzo”.

Per quanto riguarda il comparto ittico i dati danno un’ottima performance (+4.5% globale), a testimonianza del fatto che anche in un difficile momento economico l’italiano non rinuncia al consumo di pesce ma si indirizza con assoluta fiducia verso l’offerta del surgelato, entrato ormai assolutamente nelle sue abitudini alimentari.

“Ulteriori dati sembrano illuminanti – aggiunge Gagliardi –  segmento del pesce naturale cresce del 7%, quello del mollame e crostacei del 3% ma anche il panato e pastellato regala soddisfazioni ai produttori, con un dato positivo del 3%. Il segmento delle pizze e snacks mostra ancora una volta segnali estremamente positivi: il dato globale del + 6.5% testimonia un consumo non emergenziale ma ormai ben radicato; a riprova di ciò segnaliamo il comparto delle pizze grandi in progresso di oltre il 7.0%”.

Ma c’è anche un altro significativo dato statistico ed è quello che riguarda il segmento dei cosiddetti “piatti pronti” penalizzato secondo gli esperti nell’ultimo quadriennio.

“Nella piazza di Milano – aggiunge Gagliardi” – si registra un incremento di oltre il 5% nella richiesta di questi prodotti, perchè il consumatore privilegia il valore del servizio rispetto alla convenienza in senso stretto, cioè legata unicamente al prezzo. Servizio infatti e’ da intendersi non solo nell’accezione più tradizionale di comodità e praticità d’uso, ma anche di risparmio per l’assenza di scarti: i piatti pronti surgelati, infatti, a differenza degli omologhi refrigerati, non sono soggetti a problematiche di decadimento qualitativo e di tenuta organolettica legate ad una ‘shelf life’ troppo breve”.

Antonio Fiasconaro

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