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Con L’ Ottava Nota la sinfonia è perfetta

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ottavanotasalaNon ho mai iniziato una recensione valutando in primis il servizio ed il personale di sala, pur essendo da sempre convinta che un buon personale a contatto con il pubblico possa determinare la fortuna, ovvero la debacle, di un’ottima cucina e –  in definitva –  il successo o la cattiva nomea del locale stesso. Un ‘ottima cucina con una sala mediocre perde moltissimo in termini di gradimento. Una cucina mediocre con un ottimo servizio sale di un piccolo gradino. Ma una cucina ottima con una sala eccellente diventa per il cliente un piacere a 360 gradi ed un’esperienza davvero ragguardevole : l’ “O” di Giotto della ristorazione, un cerchio perfetto. Questa ultima circostanza mi è capitata a L’ Ottava Nota, dove due giovani – Marco e Carlo – sono essi stessi un trademark di questo delizioso locale. Non mi era mai capitato un servizio così attento, preciso, puntuale, competente, professionale ma – al contempo – informale, giovialottavanotapanee, gaio. Insomma, il servizio in sala elevato al rango di Customer Care vero e proprio, con un’attenzione verso il cliente che parla non soltanto di professionismo vero, ma anche di amore per il proprio lavoro. E adesso, fatta questa doverosa premessa, parliamo di cibo. Noi siamo in due e veniamo immediatamente accolti con uno shottino di Bloody Mary, per accendere la serata. A seguire un sacchetto in tela con una serie di paninetti realizzati con farine di grani antichi, accompagnati da una maionese artigianale arricchita di olive verdi. ottavanotamaioneseOttimi sia i paninetti che la maionese, quest’ultima con picchi di sapidità naturali veramente gradevoli al palato. I nostri starters sono due concetti antitetici e contrari : per me la solida tradizione siciliana, con polpettine di melanzane su vellutata di pomodoro e burrata. Non a caso il piatto si chiama Made in Sicily.ottavanotapolpette Il mio commensale invece vira di qualche grado verso la Francia, scegliendo un piatto originale decisamente gradevole a base di cipolla di Giarratana su letto di crema di parmigiano e gelato, sempre al parmigiano. ottavanotacipollaBenchè sul menù sia un piatto à la mode di Oldani, io ho avvertito atmosfere e sensazioni parigine. Buono, ma appunto consueto e caro alla memoria delle papille, il mio antipasto con il suo aspetto un po’ “arruffato” : eccellente ed originale quello del mio commensale. Il primo piatto mi pone dinnanzi ad un dilemma che non riesco a risolvere: oltre alla leziosità del menù, in cui i piatti hanno nomi davvero particolari, l’offerta è di quelle che ti mettono in difficoltà. Idealmente avrei assaggiato tutto, oscillando per diversi minuti tra un “C’era unaottavanotaricci volta l’aglio, l’olio e il peperoncino” e un “Guarda che panciotto”. Non trovando soluzione alla mia indecisione scelgo di andare fuori menù, con degli spaghetti ai ricci. Eccellenti all’occhio e soprattutto al naso, al palato non deludono l’aspettativa: sono assolutamente perfetti, con ogni singolo spaghetto “vestito” del suo condimento. Una nappatura perfetta risulottavanotacarpacciotato di una manteca ad alto livello. Scelta felicissima. Il mio commensale opta invece per un secondo piatto, con un Carpaccio di suino al pepe di Giamaica. Il controfiletto di suino delicatamente affumicato è servito con lime e misticanza. Ottimo: una preparazione semplice ad esaltare una materia prima di alto livello qualitativo. Il dessert inverte le parti, con il mio commensale che si affida alla più classica delle tradizioni palermitane con il cannolo, e con me che invece esco dai confini isolani accaparrandomi un triangolone di pasta fillo farcito di crema pasticciera e pinoli tostati. Ancora una sensazione francese con questo dessert semplice in cui il gusto del burro e la friabilità della pasta fillo mi regalano una sensazione gustativa rotonda, piena, appagante. Abbiamo accompagnato il tutto con due calici: bianco fermo per me e rosso di buona struttura per il mio commensale. In definitiva, L’Ottava Nota è un locale molto piacevole, costituito da due vani contigui, dagli arredi minimal in cui tutto è perfettamente in ordine. Non adatto ai bambini, è invece ideale per cene di lavoro, di rappresentanza, cenottavanotacannoloe romantiche, piccoli grottavanotadessert1uppi di veri amanti della ristorazione di alto livello. Naturalmente non è un ristorantino economico, e del resto non potrebbe in alcun modo esserlo. Non è però neanche un locale pretenzioso, ed i suoi prezzi oscillano tra i 14 ed i 25 euro, dove il prezzo più basso riguarda gli antipasti e tutto il resto riguarda i secondi piatti, tranne un primo piatto da 25 euro che costituisce la pietanza più costosa del locale. Gli altri primi piatti partono da 15 euro. Di fatto un conto finale assolutamente adeguato al livello della cucina, del servizio e degli allestimenti. Il locale – che vanta anche un’ottima carta dei vini –  è menzionato nella guida Michelin e, allo stato attuale, credo che rappresenti una tra le migliori offerte di alta ristorazione della città di Palermo.

Alessandra Verzera

 

Scheda: 

Patron e cucina : Vladimiro Farina

Coperti: 30/35 (in) –  Nil (out )

Range:  Alto

Categoria: Ristorante Gourmet

 

Ranking (*)

Location: 4

Cibo: 4.5

Carta Vini: 4

Presentazione: 4

Servizio: 5

Mise en place: 4

Atmosfera: 4

Allestimenti: 4

(*) Legenda :

1 = pessimo
          2 = scadente
          3 = sufficiente
         4 = ottimo
            5 = eccellente.

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