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“Una vendemmia che inizia con un ritardo medio di 8-10 giorni rispetto allo scorso anno, con condizioni che variano poco da provincia a provincia e che lasciano prevedere un raccolto di quantità inferiore ma di ottima qualità. Il nostro principio è che è preferibile fare un buon vino che produrre troppo a scapito della qualità”: Antonio Rallo, presidente del Consorzio di tutela vini Doc Sicilia, fa il punto sull’avvio della campagna di raccolta delle uve nell’isola. Una primavera fredda e piovosa su tutta la Sicilia ha fatto slittare il momento in cui i 7.500 viticoltori della denominazione Doc Sicilia – con oltre 20 mila ettari di vigneti rivendicati – hanno iniziato la raccolta delle uve. Da Trapani a Caltanissetta, da Palermo alle zone di Agrigento e Ragusa fino al Messinese, la vendemmia ha avuto inizio lunedì 5.

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Nel 2018 la Sicilia ha prodotto 4,4 milioni di ettolitri di vino e la stima del 2019 si colloca nella forbice tra 4,3 e 4,6 milioni di ettolitri” spiega il presidente Rallo. “Siamo sotto i 5 milioni di ettolitri di media degli ultimi anni.”.

Ecco il punto di viticoltori e produttori del “continente viticolo siciliano” della Doc Sicilia.

Filippo Paladino, vicepresidente della Doc Sicilia:

La qualità delle uve è ottima, e le previsioni meteo attuali ci consentono di essere ottimisti. Presumiamo di chiudere la vendemmia – che nei nostri vigneti in provincia di Trapani, Palermo, Agrigento e Caltanissetta dura fino ad ottobre – con un leggero calo medio della produzione rispetto ad una annata normale. Ciò a causa delle condizioni climatiche registrate nel periodo della fioritura della vigna. Qualitativamente quindi sarà una buona annata: il primo test sulle uve Pinot grigio ci dice che le uve hanno tutte le caratteristiche per ottenere buoni vini”.

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Gaspare Baiata, del cda della Doc Sicilia:

Prevediamo un raccolto di ottima qualità nei vigneti in provincia di Trapani, con un calo della quantità a causa dei forti venti e delle piogge cadute durante la fioritura delle piante che hanno colpito le infiorescenze diminuendo il numero degli acini. Le nostre cantine puntano sulla produzione di vini di qualità, quindi non riteniamo una cosa negativa un diradamento naturale della produzione. Le uve di Grillo sono abbondanti e di buona qualità, il Nero d’Avola è su standard soddisfacenti”.

Damiano Fici, del cda della Doc Sicilia:

I nostri vigneti sono in massima parte in provincia di Trapani, abbiamo soci che coltivano anche nell’Agrigentino e nel Palermitano. Anche noi abbiamo iniziato la vendemmia del Pinot Grigio con uno slittamento di una settimana rispetto allo scorso anno. Il monitoraggio delle uve ci offre un panorama di buona qualità con un calo di circa il 20 per cento di quantità. Stime che per noi sono positive”.

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Filippo Buttafuoco, agronomo:

Nella zona di Menfi la vendemmia è iniziata lunedì 5 agosto con il Pinot Grigio. Abbiamo avuto uno slittamento di dieci giorni rispetto allo scorso anno. Un ritardo che però – se le condizioni meteo non subiranno cambi repentini- ci consegnerà una vendemmia ottima: le piante hanno una parete fogliare rigogliosa, e questo aiuta la maturazione e la qualità delle uve. Nei vigneti della nostra azienda, tra Menfi e Santa Margherita Belice, abbiamo 32 varietà di cultivar: ovunque la situazione è positiva. Prevediamo un lieve calo della quantità per via delle basse temperature registrate negli ultimi mesi. Ma le piante sono verdi, non hanno subìto stress idrici, e lasciano prevedere un bilancio finale ad ottobre di grande qualità”.

Salvatore Vitale, del cda della Doc Sicilia:

Qui nel Nisseno abbiamo avuto condizioni climatiche buone e l’uva ha avuto uno sviluppo perfetto. Non ci sono preoccupazioni particolari e prevediamo un raccolto in linea con la precedente vendemmia che è stata ottima, specie per le uve rosse”.

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Francesco Cucurullo, titolare di un’azienda in provincia di Caltanissetta: “Prevediamo una buona vendemmia. I sopralluoghi nelle nostre vigne del Nisseno ci consentono di dire che c’è un ritardo di dieci giorni per l’inizio della raccolta e che dal punto di vista fitosanitario le piante sono in perfetta salute. Alcune uve bianche hanno avuto una maturazione precoce. Per i rossi, in particolar modo il Nero d’Avola, è tutto nella norma. Il caldo di questi ultimi giorni non ha portato particolari conseguenze alle vigne, anche perché, nelle colline del Nisseno, l’escursione termica è forte e ciò aiuta le piante a crescere rigogliose e in salute. Prevediamo una buona qualità delle uve e un decremento di quantità tra il 10 e il 20 per cento delle uve rosse rispetto alla media. Il bilancio, ovviamente, dipenderà dalle condizioni climatiche delle prossime tre settimane. Ma le previsioni sono incoraggianti“.

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Nino Di Marco, titolare di azienda nel Siracusano:

Nel Siracusano registriamo una settimana di ritardo sulla maturazione delle uve rosse: è una tempistica che si accompagna ad una qualità eccellente dei grappoli. Prevediamo un lieve aumento della produzione, e questo credo varrà anche per la vendemmia delle uve bianche che inizierà la prossima settimana”.

 

Foto d’archivio.

Arriva da Rimini – una città che “più estate di così non si può” – il dolce “street food” del Ferragosto 2019 della campionessa mondiale di pasticceria Sonia Balacchi.

Sonia Balacchi at work

L’Osservatorio SIGEP di IEG – Italian Exhibition Group annuncia puntuale le tendenze per la festa clou dell’estate, incontrando l’unica Pastry Chef chiamata a rappresentare l’Italia a New York, al Palazzo dell’ONU, per l‘ItalianFoodFestival: “Ho scelto di chiamarlo Gradisca – spiega la Balacchi – evocando il mito di Fellini e della tradizionale festa che apre la stagione della Riviera con spiedini e tanta allegria. E’ composto da tre bignè ripieni di cremoso gelato su croccante agli agrumi, gustabili su uno stecco, perfetto per la spiaggia e ispirato alle mie origini romagnole. Rappresenta il Ferragosto con i suoi colori brillanti e sapori autentici, la tradizione in una nuova veste”.
Gradisca garantisce la qualità biologica delle materie prime e sta andando a ruba anche nei cocktail party.

OsservatorioSigep_Balacchi_GradiscaFerragosto

Cocomero, melone e lime ovvero “Gelato Italia”. E’ la proposta per il Ferragosto 2019 della nazionale italiana della CMG, la Coppa del Mondo di Gelateria in programma al 41° SIGEP di IEG.
L’Osservatorio SIGEP ha seguito il team azzurro in ritiro per gli allenamenti: “Invitiamo tutti – esorta l’allenatore della squadra, il Maestro Beppe Tonon, famoso nel mondo per la sua arte di decorazione e scultura della frutta – ad assaggiare questa proposta. Al cocomero e melone abbiamo aggiunto il lime, perché fa vibrare il gusto complessivo”.

GiancarloTimballo_LucianaPolliotti
La CMG è organizzata con Gelato&Cultura: presidente e presidente onorario due eminenze, il gelatiere Giancarlo Timballo e la giornalista e scrittrice Luciana Polliotti “la signora del gelato”. In squadra star del settore: il gelatiere calabrese (romano d’adozione) e pluripremiato Eugenio Morrone, il pasticcere di Valdobbiadene, già campione del mondo, Massimo Carnio, lo chef e docente bresciano Marco Martinelli e Ciro Chiummo, pasticcere e docente napoletano che sfideranno Messico, Singapore, Malesia, Giappone, Germania, Francia, Spagna, Polonia, Argentina, Colombia e Ungheria.

Eugenio_Morrone

L’Osservatorio SIGEP evidenzia i recenti dati di CNA Agroalimentare che stimano un giro d’affari del gelato artigianale di 3 miliardi per l’anno in corso con un trend di crescita, se confermato, del 10% (2,7 i miliardi di euro nel 2018).
E se l’Italia conta 39mila gelaterie, è Roma la città “regina del gelato artigianale” con 1.400 gelaterie specializzate e 4.200 addetti. Dalla capitale, il segretario generale dell’Associazione Italiana Gelatieri, Claudio Pica prevede un + 15% dei consumi ferragostani del Belpaese: “Dopo il maltempo e le basse temperature di inizio stagione, il caldo è esploso e – sottolinea Pica – questo + 15 è un dato che ci auguriamo costante per recuperare la percentuale negativa dei mesi scorsi”.

Claudio_Pica_primo_piano
Quanto alle tendenze, la moda del Ferragosto 2019 è quella dei sorbetti alcolici, in vetta ai gusti anguria e rum e lime e vodka: “Sono abbinamenti complessi da realizzare e questo significa – spiega Pica – che le competenze dei gelatieri non cessano mai di crescere e che i gelatieri hanno acquisito una conoscenza globalizzata e straordinaria delle materie prime di tutto il mondo”.

Squadra_Italia_Coppa_del_mondo_gelateria (Tonon in blu al centro)

I NUMERI DEL GELATO ARTIGIANALE
100.000: gelaterie aperte in tutto il mondo – 60.000: gelaterie aperte in Europa – 15 miliardi di euro: fatturato mondiale – 9 miliardi di euro: fatturato in Europa – 3 miliardi di euro: fatturato in Italia – 300.000: addetti in Europa – 150.000: addetti in Italia – 9.000: gelaterie aperte in Germania – 2.000: gelaterie aperte in Spagna – 1.800: gelaterie aperte in Polonia – 39.000: gelaterie aperte in Italia – 4,48 miliardi di euro: volume d’affari della filiera del gelato artigianale made in Italy – 481 milioni di euro: fatturato dell’industria delle macchine e degli arredi per la gelateria – 90%: quota di mercato mondiale detenuta dai produttori italiani di macchine per il gelato – 24: le aziende specializzate in macchine e arredi per la gelateria – 600 milioni di euro: fatturato dell’industria degli ingredienti per gelato e dei semilavorati – 45: le principali aziende specializzate in ingredienti e semilavorati con un fatturato aggregato da 1,6 miliardi di euro – 125.000 euro: export generato per l’Italia da ogni gelateria avviata all’estero. Fonti: Acomag, AIIPA, Coldiretti, Confartigianato, Osservatorio Sigep, Uniteis, Sistema Gelato, modeFinance, Cna Alimentare

 

Si è svolta oggi a Palazzo Zanca la conferenza stampa di presentazione della “Notte Bianca di San Nicola” in programma sabato 10 agosto, dalle ore 18.00 all’01.30 nel villaggio di Ganzirri, a Messina. L’iniziativa è stata illustrata alla stampa da Don Antonello Angemi, Parroco della Chiesa San Nicola di Bari, e dai delegati della Parrocchia Luca Robert, Angela Costa e Mariella Messina, i quali hanno ringraziato per il supporto l’amministrazione comunale di Messina, il Presidente della VI circoscrizione Maurizio Mangraviti, la Protezione Civile, i volontari e tutte le associazioni che in svariato modo hanno dato il loro contribuito per l’organizzazione dell’evento.

Conferenza stampa

La Notte Bianca di San Nicola – ha affermato il Parroco – è un evento che coinvolge tutta la comunità che si mette in gioco per rendere più significativo l’evento”.

Dopo il successo dello scorso anno, la Notte Bianca ritorna quindi per la sua seconda edizione, con un programma ricchissimo che coinvolge oltre 500 “attori sociali” e 40 associazioni. La manifestazione si inserisce nei festeggiamenti in onore di San Nicola, una festa religiosa molto attesa, patrocinata dal MIBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali), dall’Assessorato del Turismo dello Sport e dello Spettacolo Regione Sicilia, dall’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, dalla Città Metropolitana di Messina, dal Comune di Messina e dalla VI Circoscrizione.

Associazione Duciezio

Alla conferenza stampa ha preso parte, in rappresentanza dell’amministrazione, anche l’assessore comunale alla Protezione Civile Massimo Minutoli, il quale ha ringraziato gli organizzatori per aver messo in piedi una iniziativa di tale entità che “serve da volano per l’intera città di Messina”.
“Si tratta della festa più importante, dopo la Vara, – ha affermato poi il Presidente della VI Circoscrizione – e lo scopo è quello di esaltare il territorio di Ganzirri e rilanciare il turismo in questa zona”.

Cassata siciliana

La manifestazione prenderà il via alle ore 18.00 del 10 agosto in Piazza Cutugno quando i fedeli e i visitatori potranno godere della magica atmosfera di Ganzirri in festa. Grande spazio è stato dato alla cultura con le varie mostre artistiche e fotografiche, alla musica con esibizioni dal vivo di cantanti e bande musicali. La serata verrà presentata dalla giornalista Letizia Lucca che ha preso parte alla conferenza stampa.
Alle 20.30 prenderà il via la sagra del pesce spada curata dallo chef Nino La Fauci. Tra le specialità in degustazione ci sarà anche il “pani cunzato” dei fratelli D’Arrigo.

L’evento clou della Notte Bianca sarà il cooking show dei maestri pasticcieri dell’Associazione Duciezio che a partire dalle 21.30 realizzeranno una Cassata siciliana del peso di 150 kg. Il dolce siciliano per eccellenza verrà preparato dal vivo da Lillo Freni, Rosario Zappalà, Soccorso Colosi, Maurizio Messina, Giuseppe Arena, Francesco Arena. I sei professionisti messinesi comporranno la maxi cassata con tre strati di pan di spagna, la crema di ricotta zuccherata, le gocce di cioccolato. Il dolce verrà rifinito con una colata di zucchero fondente e un bordo di pasta reale al pistacchio e decorato con frutta candita. Seguirà la degustazione.

“Gli organizzatori della manifestazione mi hanno chiesto di organizzare un cooking show su un dolce della tradizione e abbiamo subito pensato di realizzare una maxi cassata – ha spiegato il maestro gelatiere Giuseppe Arena presente alla conferenza stampa insieme ai colleghi Lillo Freni, Rosario Zappalà, Maurizio Messina e Francesco Arena che forniranno il loro contributo in maniera totalmente gratuita.

Degustazione Notte Bianca

“L’Associazione Duciezio, che valorizza il patrimonio storico e culturale della dolceria, pasticceria e gelateria siciliana, – ha affermato il pasticcere Lillo Freniè stata ben lieta di dare il proprio contributo ad una manifestazione così importante per la città di Messina”. Lillo Freni ha portato i saluti di Salvatore Farina, Presidente dell’Associazione Duciezio, che si è detto onorato di essere parte attiva di una Festa così importante per l’intera città.”

 

I festeggiamenti in onore di San Nicola, che prendono il via oggi, culmineranno domenica 11 agosto con la solenne processione del simulacro di San Nicola, la celebrazione della Messa e la suggestiva processione notturna in mare quando la statua del Santo verrà sistemata a bordo di una feluca per fare il giro del lago. Decine di barche, tra cui quella della banda musicale, stazioneranno tutt’intorno e devotamente seguiranno la processione, formando un pittoresco corteo tra le luci dei lampioni e le luminarie che si riflettono sull’acqua del lago.

 

L’Amministrazione Comunale di Pettineo promuove il 3 e 4 agosto, uno dei prodotti più tipici di tutti i Nebrodi, il limone “ in Seccagno”, e lo fa con una due giorni indirizzata alla valorizzazione dei prodotti tipici della zona. Protagonista il celeberrimo limone locale.
Il limone di Pettineo è stato riconosciuto con due decreti ministeriali: il n. 350 dell’ 8 Agosto del 99 e un secondo datato 5 Giugno 2014. L’evento assume una notevole rilevanza per la realtà in cui si realizza, apportando benefici nella valorizzazione per il territorio, sia in termini turistici, che economici. La gara culinaria “In cucina con i limoni”, per la quale si prevede grande partecipazione della cittadinanza, avrà luogo il 3 agosto, e sarà aperta a tutti gli appassionati di cucina, anche non professionisti. Nella giuria, esperti locali, verranno affiancati  da grandi nomi del panorama enogastronomico italiano ed internazionale come lo chef Mario Consentino, senatore a vita –Federazione Italiana Cuochi , dallo chef Mario di Vita del Tus’Hotel di Castel di Tusa, fondatore dell’Associazione Cuochi Valle dell’Halesa e con la
partecipazione straordinaria del maestro gelatiere Pietro Di Noto che, nella serata del 4 agosto, darà vita ad uno show cooking, con degustazione di granita di “Limoni in seccagno”, rigorosamente locali.
Fra i giurati saranno presenti anche Alessandro Hoffmann, professore di Economia Agraria, presso la facoltà di Agraria dell’Unipa, Anthony Perrone, docente di lingua e letteratura spagnola dell’Università di Saint Louis, la farmacista ed omeopata, Giuseppina Caronna, esperta nutrizionista.
I vincitori della gara culinaria e del contest fotografico aggregato, verranno premiati alla fine delle due giornate. Il momento clou della serata del 4 agosto, sarà la sagra della granita, con distribuzione di granita, brioches e limoni.
Nel corso della due giorni, non mancheranno spettacoli musicali e di cabaret, visite del Museo Domestico e limone seccagnostands con prodotti tipici locali del territorio nebroideo.

Negroamaro superstar: undicesima edizione del Premio che celebra il vitigno principe del Salento con un intenso programma di due giorni fra degustazioni e masterclass nel centro storico di Guagnano, borgo rurale del Nord Salento, in provincia di Lecce. Il Premio Terre del Negroamaro si svolgerà il 9 agosto 2019 con anteprima l’8 agosto dedicata ad una straordinaria masterclass di rossi da Negroamaro con ospiti di caratura internazionale e talk show sul vino in piazza

Premio Terre del Negroamaro

Organizzato dal Comune di Guagnano, dal Comitato Tecnico Organizzativo e Vinoway Italia – al cui presidente, Davide Gangi, è stato affidato il ruolo di direttore tecnico – il Premio nasce con l’obiettivo, appunto, di celebrare e valorizzare il vitigno autoctono del Salento e i produttori salentini impegnati in un percorso virtuoso che ha reso celebre Negroamaro in tutto il mondo.

Premio Terre del Negroamaro 2

Una valorizzazione che per l’occasione si concentra con la scelta, anche quest’anno, di premiare personalità illustri e di caratura internazionale del mondo del vino: Luca Gardini “Miglior Sommelier del Mondo 2010”, autore della guida “I 100 migliori vini e vignaioli italiani” e ideatore del TWS_Best Italian Wine Award e Marco Sabellico, curatore della Guida Vini d’Italia di Gambero Rosso, che ritireranno il premio durante la serata del 9 agosto.

Il programma della due giorni prevede degustazioni, spazio-enoteca, un talk-show con ospiti del mondo del vino, musica e arte che animeranno le vie del centro storico e due masterclass che approfondiranno le caratteristiche dei vini da Negroamaro.

Premio Terre del Negroamaro

La prima si terrà l’8 sera, nella piazza del paese, guidata da Davide Gangi e Luca Gardini. La seconda, il 9 sera nel Museo del Negroamaro di Guagnano con Pino De Luca e Rossana Lamedica di Vinoway che accompagneranno i partecipanti in un percorso alla scoperta del vitigno. Più di venti le aziende vinicole dislocate per le strade di Guagnano, che faranno assaggiare il Negroamaro nelle varie tipologie, affiancati alle gastronomie locali. Ospite musicale il cantautore, musicista e percussionista napoletano Tony Esposito.

 

Tutto pronto per il Mercatino del Gusto di Maglie, la rassegna cultural-gastronomica dell’estate pugliese che appassiona gastronauti, turisti e viaggiatori gourmet di ogni latitudine. Il Mercatino quest’anno celebra la sua ventesima edizione, confermandosi il più importante appuntamento di settore del Sud Italia, con un tema più che mai appropriato – la “Reputazione” – e un ricco programma fra laboratori, degustazioni, cooking show, le celebri Cene In villa e il famosissimo Chilometro del Gusto che propone, come da tradizione, un’accurata selezione dei migliori artigiani dell’enogastronomia pugliese.

La conferenza stampa di oggi
Dal 1 al 5 agosto, dunque, il centro storico di Maglie, con i suoi palazzi, i vicoli e le corti addobbati con le tradizionali luminarie salentine, si trasformerà nel quartier generale della cultura gastronomica della Puglia, regione ormai fra le più ambite e ricercate dai turisti di tutto il mondo, che al Mercatino si racconta attraverso i suoi “ambasciatori del gusto”: trenta cantine espressione degli areali pugliesi, i prodotti tipici, i cibi storici della tradizione recuperati dalle aziende artigiane e dalle comunità di produttori, dodici birrifici artigianali, le masserie didattiche e nove chef che interpretano le materie prime dei territori pugliesi. Il tutto “condito” da concerti jazz (a cura di Salento Jazz) spettacoli e laboratori di pizzica e danze popolari del Sud Italia (a cura di Tarantarte) e la presentazione delle ultime novità in libreria con il “Caffè letterario” nel cortile di Palazzo Guido, dove le letture sono abbinate ai vini protagonisti della Piazza del Vino.

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Un racconto della Puglia – dal Gargano al Salento, dalla Valle d’Itria all’arco jonico salentino, al Tavoliere e alla Terra di Bari – dunque, che coinvolge tutti e cinque i sensi attraverso un flusso continuo di piatti e cibi da gustare e di storie da ascoltare, con i giornalisti, blogger ed esperti enogastronomici che durante le Cene in Villa, i Cooking Show e i Gusto Lab condurranno gli ospiti in un viaggio alla scoperta delle radici identitarie del gusto pugliese e delle sperimentazioni di tecniche e materie che fanno della Puglia terra (anche) di grande innovazione.
Nomi illustri anche per i premiati di questa ventesima edizione: Danila Chiapperini per ApuliaKundi, start up pugliese che produce il “superfood” Spirulina, Paolo Marchi, giornalista enogastronomico patron della rassegna Identità Golose, l’esperta internazionale di turismo enogastronomico Roberta Garibaldi, l’imprenditore inventore del ristorante “Gola” di Londra Aaron Rutigliano; Domenico Scordari, presidente e CEO di N&B di Martano (Le), azienda leader nella produzione di cosmetici bio da piante salentine. La cerimonia di premiazione, che tradizionalmente dà il via alla rassegna il 1agosto, sarà presentata dall’attore Antonio Stornaiolo.

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Tra gli ospiti del Mercatino: Gianmarco Tognazzi, per la “Notte di Cinema” in collaborazione con Apulia Film Commission, il 4 agosto (ore 22.30, Liceo Capece) insieme alla presidente di AFC Simonetta Dellomonaco e alla giornalista Gloria Indennitate de La Gazzetta del Mezzogiorno; Antonio Caprarica e Lucrezia Argentiero, che presenteranno i loro ultimi libri al Caffè letterario; Piero Odorici Quartet e gli altri musicisti per il Salento Jazz a Maglie; gli artisti di musica popolare e delle performance di danze del Sud a cura di Tarantarte.
Tra le novità della ventesima edizione “Le vie dei Sapori di Minervino”: per la prima volta un Comune, Minervino di Lecce appunto, sceglie il Mercatino quale vetrina d’eccezione per mettere in mostra il proprio patrimonio artigianale. Undici aziende in un’unica via per raccontare tutte insieme ai turisti la propria identità e la propria storia.

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IL TEMA: LA REPUTAZIONE
La manifestazione, ideata dal medico-gastronomo Michele Bruno e dal giornalista e “disegnatore di idee” Giacomo Mojoli con il sostegno di Salvatore Santese, presidente dell’Associazione Mercatino del Gusto, ha contribuito a costruire per la Puglia reputazione di luogo in cui non solo il gusto, ma anche la cultura e la storia delle produzioni conoscono la loro massima valorizzazione.
“Per questo – dichiara Giacomo Mojoli – la parola chiave di questa edizione è Reputazione. In queste venti edizioni abbiamo messo al centro Bellezza e Gioia di vivere, coniugandole con il paesaggio, la natura, l’arte, la musica e la cultura: una visione di crescita multidisciplinare, un modello di economia circolare proposto alla Puglia. Abbiamo raccontato una regione così ricca e diversa attraverso i suoi cibi, i vini, i territori, gli artigiani e le reputazioni, costruendo nel tempo la reputazione stessa del Mercatino. Lo abbiamo fatto con passione e continuità, prendendoci cura di ciò che già c’era e, in molti casi, non era adeguatamente valorizzato. Dopo due decenni di storytelling, di racconto di case history nuove e piene di fascino, siamo arrivati allo storydoing, al racconto pragmatico di ciò che facciamo, di ciò che rende portatori di bellezza e di reputazione gli attori del Mercatino del Gusto”.

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“L’enogastronomia può essere uno dei motori del turismo della Puglia – spiega Loredana Capone, assessore regionale all’Industria turistica e culturale – In quest’ottica il Mercatino del Gusto è un partner d’eccellenza per la Regione. Il nostro obiettivo è generare eventi di qualità legati all’enogastronomia. La Puglia, infatti, è ricca di prodotti tipici eccellenti. A partire dal vino che in questi anni ha saputo farsi spazio sul mercato enogastronomico italiano, con tanti prodotti dop, passando per l’olio, fino a tantissimi piatti tipici di grande qualità considerati peraltro fondamentali nella dieta mediterranea. Ma il Mercatino del gusto centra un altro degli obiettivi della strategia regionale: quello di abbinare all’enogastronomia la bellezza dei luoghi, dei palazzi, dei vicoli, delle corti. È stato e continuerà ad essere questo il mio impegno da assessore alla cultura e al turismo: spingere contemporaneamente a venire in Puglia per la bellezza dell’immenso patrimonio che le nostre città esprimono ma anche per la grande qualità del nostro cibo”.

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“Anche quest’anno Maglie – aggiunge il sindaco di Maglie Ernesto Toma - è lieta di ospitare il Mercatino del Gusto, grande manifestazione che attira migliaia di visitatori e che negli anni è stata capace di attrarre un turismo dedicato e ‘di qualità’. Perché il Mercatino ha avuto come finalità la valorizzazione del territorio pugliese attraverso la promozione della sua enogastronomia, programmando l’appuntamento in un periodo di alta stagione turistica, in cui il territorio è in grande fermento. Il nostro impegno, delle istituzioni e degli organizzatori tutti, ha fatto sì che la interconnessione tra turismo, imprese enogastronomiche e consumatori sia oggi una realtà, della quale il Mercatino del Gusto è sicuramente il marchio di qualità. L’edizione 2019 prevede gli eventi entrati a far parte della tradizione, come le Cene in Villa, oltre ad appuntamenti organizzati in diverse “location” con la partecipazione di ospiti, giornalisti, blogger e amanti del cibo e della buona tavola. Tutto quanto fa di Maglie e del suo centro storico una vetrina all’aperto. Il Mercatino del Gusto si conferma evento sempre più a misura anche delle giovani generazioni, in grado di far conoscere i piaceri della buona cucina – della sua genuinità e della sua tipicità – a un numero sempre crescente di ragazzi e giovani che scelgono di avvicinarsi al cibo di qualità”.

Credits:

Foto generiche: Web

Foto polpette di pane: A’ locanda tu’ Marchese

 

È solo il primo mezzo secolo di attività quello che lo scorso 24 luglio l’Hotel Le Calette ha celebrato sul mare di Cefalù con una notte tra le stelle: stelle di Hollywood, stelle Michelin e le cinque stelle dello storico Hotel.

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Non ho avuto alcuna esitazione – ha dichiarato Francesca Cacciola, proprietaria del Le Calettenel mettere da parte il vecchio per dar vita al nuovo”. L’Hotel, armonicamente immerso nella natura della baia, oggi rappresenta con discrezione una maniera di vivere il lusso tutta siciliana, decorato con il fascino delle ceramiche e degli arredi ricercati con sapiente raffinatezza. “Ho acquisito tutto l’amore per la mia terra - continua Francesca - trasmessomi da mio padre, per rafforzare ciò che spero, potrà essere portato avanti da altre generazioni”.

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Tre generazioni, infatti, si raccontano in un susseguirsi di immagini, frasi, momenti della storia di un’azienda che ha costruito una realtà alberghiera in costante crescita e che oggi vanta un organico stabile di più di 50 dipendenti, “alcuni dei quali in servizio da oltre vent’anni – dice Francesca Cacciolae senza i quali nessun traguardo sarebbe stato possibile”.

francesca cacciola

Un contributo evidente all’economia locale e una spinta sempre più in alto alla qualità dell’offerta ricettiva siciliana.

Cinquanta stagioni: da residenza di villeggiatura privilegiata nelle lunghe estati siciliane degli anni ‘70 a lussuoso rifugio per i viaggiatori del 2000.

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Le Calette infatti da 50 anni è conosciuto nel mondo come uno degli angoli più suggestivi della costa Siciliana. L’Hotel 5 stelle, immerso in un parco di oltre dodicimila metri quadri a 2 km dal centro storico di Cefalù (patrimonio UNESCO), segue con architettura mediterranea le pieghe della baia della Caldura insinuandosi nelle calette da cui prende il nome. Su un tratto di mare limpido si stagliano i faraglioni, indiscussi padroni della baia che ospita nella sua zona più riparata il porticciolo turistico di Presidiana sovrastato dalla Rocca, il promontorio di Cefalù. La vista da qualsiasi punto della costa è un meraviglioso spettacolo naturale.

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Nel parco 55 camere e suite dal design raffinato, una nuova piscina, l’idromassaggio, la palestra ed il centro benessere. Tre le calette dalle acque cristalline a disposizione degli ospiti oltre al solarium in teak con letti prendisole king-size e terrazza con bar e ristorante. Spiaggia attrezzata di fine sabbia chiara sul lungomare di Cefalù con bar fino al tramonto.

La cucina mediterranea, che rivisita con creatività materie prime locali fresche e genuine, è offerta al Cala Luna, ristorante all’aperto dello Chef  Nunzio Tomasello su un prato che degrada verso il mare con cucina a vista. I piatti sono accompagnati da etichette selezionate fra le migliori cantine italiane.

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Metafora tangibile di armonia e bellezza, Le Calette lega idealmente due dimensioni: da una parte la cittadina di Cefalù con il suo dedalo di strade, piazze e cortili di epoca arabo-normanna, dall’altra, il mare, la scogliera e la natura ancestrale e quieta. Il luogo ideale per chi, in vacanza, vuole abbinare la cultura e l’arte, il riposo ed il mare, in una totalizzante esperienza di siciliana sensualità.

Uno sguardo al passato.

Sono già trascorsi  cinquant’anni da quando  Le Calette ha aperto le sue porte, accompagnando nella sua storia le ultime generazioni della famiglia Cacciola. Dalla fine degli anni sessanta sino ad oggi padre e figlia si sono avvicendati nella sua gestione.

Santino Cacciola , ingegnere, ha unito allo sguardo tecnico l’intuizione di dar vita ad un’oasi di benessere acquistando nel 1964 una striscia di terra dall’esiguo valore agricolo. Una “pietraia”, tutta però di fronte al mare ed al promontorio della “Caldura”, già in quegli anni immagine simbolo nel mondo del fascino delle coste siciliane.

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Francesca, dottoressa in economia, amante dell’ospitalità ed appassionata estimatrice di arredamento e tradizione siciliana insieme al marito Angelo Miccichè -architetto con consolidate esperienze in ambito turistico alberghiero- si sono assunti in pochi anni l’impegno di guidare Le Calette nell’olimpo dei 5 stelle siciliani.

La costruzione, studiata nel rispetto dell’ambiente, era allora una perfetta residenza per le famiglie alla ricerca della salubre brezza marina durante la calura estiva, a due passi dal centro di Cefalù la cui bellezza, oggi patrimonio UNESCO, ha da sempre attratto viaggiatori da ogni dove.

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Senza nessuna esitazione nel mettere da parte il vecchio per dar vita al nuovo, l’Hotel oggi rappresenta con discrezione una maniera di vivere il lusso tutta siciliana, decorato con il fascino di sapiente raffinatezza, armonicamente immerso nella natura della baia, offre ogni confort e propone le tante prelibatezze dei prodotti e della cucina di questa sfavillante terra.

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La forza della coppia rappresenta un esempio raro in Sicilia per dedizione, cura del dettaglio e visione imprenditoriale. Le aree esterne, la piscina, ogni singola stanza non sarebbero di tale bellezza ed organicità se non fossero state progettate dall’attento occhio dell’Architetto e non avrebbero la loro distinta anima mediterranea se non fossero state arredate ed organizzate da chi, sin dalla sua infanzia, a Le Calette dà (e riceve) amore.

Il cinquantesimo anno del Le Calette è iniziato con l’arrivo della terza generazione: Gaia, la figlia minore della coppia -laurea alla Bocconi, master al King’s College e specializzazione in economia e gestione delle arti e delle attività culturali alla Ca’ Foscari- dopo 4 anni di esperienze professionali presso le Nazioni Unite, ha scelto di contribuire alla gestione dell’azienda familiare che per lei è da sempre casa. È lei adesso che si occupa della comunicazione e del marketing dell’Hotel, partecipando attivamente con il suo bagaglio professionale e la freschezza del suo sguardo alla diffusione di questa nuova opera del patrimonio e dell’ingegno siciliano.

2. Le Calette 50 anni

Oggi l’Hotel conta più di 50 dipendenti, alcuni dei quali in servizio da oltre vent’anni , ma con felici aggiunzioni, con la direzione di Lino Provenzano, eclettico e meticoloso amante del bello targato Sicilia

Le Calette non solo contribuisce all’economia locale ed alla qualità dell’offerta ricettiva siciliana ma pone particolare cura nel rispetto del ambiente in cui insiste, impegnandosi nella riduzione degli impatti delle proprie attività sul territorio e nella salvaguardia del patrimonio ambientale che lo circonda, come certificato da Legambiente Turismo e dal marchio della Comunità Europea Ecolabel.

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Credits: Foto generiche, web

Foto del piatto: orogastronomico.it

Una serata all’insegna del glamour e dell’alta cucina, quella del 24 luglio ultimo scorso, che ha segnato e celebrato in grande stile il cinquantesimo anno di attività di uno degli hotel più prestigiosi di Palermo e provincia: l’iconico “Le Calette” di Cefalù.

1. Le Calette 50 anni

Tra sciabordio di acque calme, aria salsa e qualche refolo piacevole ad addolcire una calda serata di piena estate siciliana, un’atmosfera soffusa carica di sentori e di profumi ha fatto da cornice al fruscio di begli abiti da sera femminili, sotto un cielo stellato dinnanzi ad un mare incredibilmente bello puntellato di piccole luci e di barche in lontananza.

2. Le Calette 50 anni

Allestimenti di alto livello, padroni di casa raggianti ed organizzazione impeccabile, anche con uno stuolo di camerieri attenti ad ogni più piccola esigenza,  hanno reso la serata piacevolissima sotto ogni punto di vista: in poche parole un evento all’altezza delle più esigenti aspettative ed in linea con l’alto profilo della location. Il tutto sotto l’attenta e meticolosa supervisione del direttore, Lino Provenzano.

4. Le Calette 50 anni

Stelle nel cielo estivo ma anche in terra: hanno “brillato” infatti anche le due più che meritate stelle Michelin di Pino Cuttaia, che ha curato una cena particolarmente apprezzata dagli ospiti.  Il mio gusto personale è rimasto particolarmente colpito da un superlativo “raviolo di calamaro ripieno di tenerumi”, che rimarrà molto a lungo impresso nella mia memoria.

L'immagine può contenere: cibo

Ma ogni altra portata, meticolosamente curata, non ha mancato di suscitare apprezzamenti.Tra le più degne di menzione un medaglione di battuto di gambero rosso agli agrumi ed un sublime baccalà mantecato.  Pino Cuttaia, del resto, è una scommessa vinta, una garanzia: molto verosimilmente, e probabilmente anche presto, sarà lui la prima terza stella Michelin di Sicilia.

5. Le Calette 50 anni

Ma non solo alta cucina per questo specialissimo compleanno. Anche ottima musica, prima un “ambient” di sottofondo di grande effetto ed estremamente piacevole, e poi tutti in pista – o perlomeno i tanti giovani presenti alla serata – con “ the Father of Disco“,  Giorgio Moroder, l’ospite misterioso, la star di Hollywood che ha travolto tutti riportando i più grandi ai tempi in cui Le Calette era quella fresca e spettacolare residenza di villeggiatura pensata dall’ingegnere Cacciola per le interminabili estati di Cefalù. Il senso di continuità familiare da ragione alla scelta ed all’impegno  dell ingegnere: e così a Le Calette si susseguono le generazioni, con un occhio sempre attento agli standard ed alle esigente di un turismo d’elite.

L'immagine può contenere: notte, pianta e spazio al chiuso

Fra bollicine e ricordi in una contagiosa atmosfera allegra e spensierata innumerevoli i momenti indimenticabili: dai piatti di Cuttaia, al What a Feeling di Moroder, fino i fuochi silenziosi ad incendiare d’oro l’acqua del golfo.

7. Le Calette 50 anni

E per concludere, come in ogni compleanno che si rispetti,  le cinquanta candeline spente all’unisono da tutti i collaboratori dell’Hotel mentre le prime chiare luci della luna provavano a gareggiare con le stelle del Le Calette.

Una notte da sogno per celebrare una splendida realtà tutta siciliana ma apprezzata nel mondo.

 

Alessandra Verzera

 

Maccaronara-2E’ in arrivo la quarantaduesima edizione della Sagra della Maccaronara di Castelvetere sul Calore, tra gli eventi gastronomici più longevi dell’estate irpina, che animerà il borgo sito in provincia di Avellino, lunedì 12 e martedì 13 agosto.

La sagra è organizzata dalla locale Associazione Pro-Loco di Castelvetere sul Calore con il patrocinio del Comune di Castelvetere sul Calore e coinvolgerà, come da tradizione, l’intera cittadina che, ancora una volta, si riunisce attorno ad uno dei simboli più caratteristici del territorio. La Maccaronara è, infatti, il prodotto tipico principe di Castelvetere sul Calore. Si tratta di un tipo di pasta realizzata rigorosamente a mano, il cui impasto di acqua e farina si lavora fino a conferirgli la giusta consistenza per poi essere tagliato in una forma simile a quella di un grosso spaghetto. Condita con sugo o fagioli, viene preparata seguendo ancora i metodi tradizionali tramandati per generazioni. A questo straordinario piatto è dedicata, appunto, la Sagra della Maccaronara di Castelvetere sul Calore che accoglierà, all’ombra dell’antico castello, i visitatori e gli appassionati buongustai, desiderosi di trascorrere indimenticabili momenti in uno degli scenari più suggestivi della verde Irpinia. Accanto alla Maccaronara sarà possibile degustare anche le altre numerose prelibatezze della cucina e della gastronomia locale, accompagnate dagli ottimi vini ricavati dalle locali uve. A completare l’evento l’immancabile animazione musicale con spettacoli folkloristici, musica popolare e l’immancabile tarantella, con la partecipazione, il giorno 12 del gruppo “Piccimondo” e il giorno 13 de “I Simpatici Italiani”. Un nuovo imperdibile appuntamento, dunque, alla riscoperta dei valori di condivisione e accoglienza tipici del borgo irpino che saprà ancora una volta offrire, a chi giungerà per l’occasione, il meglio dei suoi sapori e della sua storia.

 

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«Giusta la decisione della Corte di Giustizia Europea di un anno fa. Oggi la celebriamo raccomandando all’Europa di non cedere alle pressioni di chi vorrebbe facilitarne l’autorizzazione»

francesco sottile
È passato un anno dal 25 luglio 2018, quando la Corte di Giustizia Europea (ECJ) ha stabilito che gli organismi ottenuti con le nuove tecniche di mutagenesi (New Breeding Techniques – NBT), come il CRISPR, devono rientrare nella già esistente direttiva sugli Organismi Geneticamente Modificati (OGM) e devono quindi essere soggetti ad accurate procedure di valutazione del rischio.

I rappresentanti dell’industria e diversi Stati membri dell’Unione europea stanno attualmente esercitando pressioni sugli organi legislativi dell’UE affinché le NBT siano escluse dalla normativa vigente che li equipara agli OGM. Slow Food è certa che ciò minerebbe il principio di precauzione e che da ciò deriverebbe un’ulteriore limitazione della libera scelta dei consumatori oltre che della sovranità degli agricoltori. Le NBT sono ottenute mediante mutagenesi diretta (che consente la modificazione diretta del DNA di piante o animali) ma, a differenza degli OGM, non includono geni estranei; restano comunque un prodotto dell’agroindustria, con conseguenti analoghi rischi e incertezze.

Cogliamo l’occasione del primo anniversario della sentenza della Corte di Giustizia Europea del 25 luglio 2018 per chiedere all’Unione Europea di non cedere alle pressioni e di rispettare questa decisione. Slow Food ha già in passato attivamente sensibilizzato il pubblico sull’importanza di mantenere la classificazione legale degli organismi prodotti con queste nuove tecniche uguale a quella degli OGM, e continua ad invocare il principio di precauzione, protetto e sancito dal diritto comunitario europeo.

Francesco Sottile, del Comitato Esecutivo di Slow Food Italia, commenta: «Da alcuni anni le New Plant Breeding Techniques (NPBTs) ci vengono presentate come un modo per accelerare il miglioramento genetico con obiettivi mirati, con metodologie analoghe a quelle degli Ogm, ma in grado di non andare oltre a ciò che potrebbe in qualche modo avvenire in natura. Ancora una volta, però, si trascura il fatto che l’agricoltura non è una materia da laboratorio, dove tutto avviene in un ambiente controllato. Non si tengono in considerazione i fattori esterni come la pressione ambientale, l’equilibrio degli ecosistemi e la crisi climatica, negando il valore del lavoro dell’agricoltore e della selezione in campo».

slow food

Slow Food accoglie con apprensione le parole della Dott.ssa Angelika Hilbeck dell’Istituto di biologia integrata del Politecnico di Zurigo e membro del consiglio di amministrazione dell’ European Network of Scientists for Social and Ecological Responsibility (Rete Europea degli Scienziati per la Responsabilità Sociale ed Ecologica, ENSSER) che afferma: «La maggiore profondità d’intervento degli NBT come il CRISPR, insieme all’insufficiente conoscenza delle funzioni geniche e delle loro interazioni con l’ambiente, nonché la mancanza di tracciabilità, richiedono la massima precauzione possibile e chiamano una regolamentazione degli NBT più rigorosa di quanto non lo sia attualmente quella per le tecniche di ingegneria genetica “convenzionali”, i cosiddetti OGM».