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Consiglia Scalera, per gli amici solo Liù. Laureata in lingue e mamma di due splendidi figli, Scalera ha sempre avuto una creatività spiccata e – parallelamente – doti manuali notevolissime. Barese, nipote di un noto gioielliere Liù non è la sola talentuosa di famiglia: la sorella Teresa infatti , gioielliera come il nonno, i gioielli li crea; così, con le sue mani, come se niente fosse.

Liù però ha una passione decennale: le porcellane inglesi.  Nella sua bella ed accogliente casa tante irresistibili  collezioni, per lo più di tazze da The, di quelle belle, pregiate, ricercate.  Ed allora perchè non “copiarle” n versione edibile?L'immagine può contenere: fiore e spazio al chiusoEsatto: Scalera, un bel giorno, si è messa a riprodurre le sue pregiate tazze, realizzandole in zucchero. Un passatempo certosino, lungo, complicato: le tazze sono infatti tutte ed interamente realizzate a mano, con pitture che a volte è persino impossibile credere che siano realizzate artigianalmente. Nessuna descrizione della foto disponibile.Per noi siculi, l’idea di partenza è quella della Pupaccena; dei Pupi di zuccaru: solo che i dettagli, i decori e le forme dei manufatti di Scalera hanno un che di museale. Nessuno scioglierà mai nel The o nel caffè quei piccoli capolavori di arte ed artigianalità: la buona notizia è che durano nel tempo, non deperiscono, e che è dunque possibile metterle in vetrina. Ed avere il piacere di osservare una tazza da mille euro ad una minima frazione di quel costo. L'immagine può contenere: tazza di caffè, bevanda e spazio al chiusoMa, come se non bastassero già le tazze,   perchè non riprodurre i temi delle porcellane inglesi anche su dei magnifici biscotti, o sulle zollette di zucchero? Ed ecco così, che nella zuccherosa e profumata casa di Liù, hanno preso vita altri  piccoli capolavori oltre alle tazze a volte difficilmente distinguibili dai loro modelli in porcellana. Nessuna descrizione della foto disponibile.“Mi diverte, mi rilassa, mi da soddisfazione” – dice la poliedrica Scalera,  ormai a pieno titolo Sugar Artist – ” Io nel mio regno di colori e di zucchero, guardo le mie tazze e penso ad una loro  nuova vita”.

Una specie di Madame Tussaud delle porcellane, Scalera rende immortali dei pregevoli manufatti di porcellana che profumano di zucchero, di infanzia e di favole antiche.L'immagine può contenere: dessert e cibo Amo regalare i miei prodotti, anche se ultimamente mi arrivano richieste di tipo commerciale e la cosa naturalmente mi riempie di gioia anche se mi crea un po’ di confusione: non immaginavo che una mia passione potesse suscitare tanto interesse. Un caso tipico : realizzi qualcosa, la posti suo social per farla vedere ai tuoi amici e poi questa cosa comincia a girare, si espande, si allarga. Mi sono trovata un po’ travolta nel social media system, non essendo propriamente una giovinetta esperta nella gestione di post, di immagini, di like e di tutto questo strano e per alcuni versi misterioso indotto“.

Il fatto certo è che la capacità, l’estro e la precisione di  Liù Scalera sono davvero ragguardevoli.  Copie esatte e perfette degli originali: ” Si, la pittura riproduce esattamente il decoro della porcellana. L’unica cosa che può variare è il colore del decoro stesso, secondo il mio umore“. Come nel caso della splendida tazza Wileman Alexandra in rosso corallo, che nella sua versione in zucchero diventa rosa: strabiliante. Nessuna descrizione della foto disponibile.Ma non solo tazze di zucchero e biscotti dipinti: “ Faccio di tutto, ma da sempre. Faccio cup cakes, faccio torte, in pasta di zucchero, classiche ed in tutte le forme possibili. Faccio i biscotti, ma faccio anche il salato, i lievitati…insomma, faccio tutto quello che mi passa per la testa, e quella per fortuna non si ferma mai: le mani si limitano ad eseguire” .

 

Alessandra Verzera 

 

https://www.instagram.com/liuscalera/?hl=it

 

 

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È Chiara Pavan la Miglior Donna Chef per la Guida Identità Golose 2020: veronese classe 1985, alla guida del ristorante stellato Venissa sull’isola di Mazzorbo (Venezia), è stata premiata da Acqua Panna e S.Pellegrino.

Chiara Pavan - CREDITS BRAMBILLA-SERRANI

L’importante riconoscimento è stato assegnato durante la presentazione della tredicesima edizione della Guida che dal 2008 premia le giovani stelle del panorama gastronomico italiano e internazionale. Quest’anno sono oltre 1100 le insegne sperimentate in tutto il Mondo, per un totale di 50 paesi rappresentati in tutti i continenti.

Chiara Pavan, insieme a Francesco Brutto, è da tre stagioni chef del Venissa, ristorante della famiglia Bisol incastonato nell’isola di Mazzorbo, nella laguna di Venezia. Entrata in cucina quasi per caso all’età di 20 anni per finanziare gli studi in Filosofia all’Università di Pisa, dopo aver conseguito una laurea e una specializzazione in ambito umanistico si butta a capofitto nel mondo della ristorazione, vera passione. Dopo la formazione e numerosi stage in alcune rinomate insegne, tra cui Da Caino a Montemerano e lo Zum Löwen di Bolzano, incontra Francesco Brutto, che la porta al suo fianco ai fornelli del Venissa. Qui Chiara sviluppa una cucina creativa, di grande identità, fortemente ispirata alla Laguna e alla ricerca sui prodotti locali.

“Siamo orgogliosi di attribuire quest’anno il premio Miglior Donna Chef a Chiara, che cura l’orto con le sue mani, tesse incessantemente relazioni coi produttori della Laguna e compone menu di personalità, con trame eleganti e una creatività applicata con misura – ha commentato Camilla Cancellieri, Brand Manager S.Pellegrino-Acqua Panna – Vogliamo ribadire l’impegno di S.Pellegrino e Acqua Panna nella valorizzazione dei giovani talenti premiando una giovane professionista che interpreta con grande carattere e sensibilità un mestiere sfidante, ancor di più quando declinato al femminile. Il premio che consegniamo a Chiara mi permette di ricordare quanto Acqua Panna e S.Pellegrino intendano promuovere e sostenere sempre più l’impegno delle donne in cucina e come questo possa rappresentare un elemento di valore per il futuro”.
Chiara Pavan rappresenta un esempio di giovane e talentuosa chef che propone una cucina originale, contemporanea e di qualità, in cui territorio e tradizione sono protagonisti importanti.

 

Credits:

Foto: Brambilla Serrani

Loro sono cinque, cinque donne. E sono ” Cuoche per passione”.

Lady Chef, come si usa definirle nell’ambiente delle cucine. Ma soprattutto donne, madri, mogli, con decine di impegni ma con una passione talmente grande da allungare le giornate e da trovare spazio tra le tante incombenze delle lunghissime giornate femminili. Una passione talmente forte da portare via ogni stanchezza, sostituendola con il più vigoroso entusiasmo ed il più snagliante dei sorrisi. Non hanno grilli per la testa nè fotografi al sèguito: loro si “selfano” allegramente prima di mettere mano a mestoli e  tegami.

Loro sono Ivana Manzo, Sarah Cucchiara, Anna Scudieri, Angela Giammona ed Ivana Di Gaetano, e sono ” Cuoche per passione“. Membri dell’ Associazione Provinciale Cuochi e Pasticceri di Palermo, le cinque ragazze sono accomunate, oltre che dalla passione per l’ottima cucina, anche da una solida amicizia. Io le ho conosciute nell’ambito di un contest, ma loro non se ne stanno di certo con le mani in mano: organizzano serate, portano la loro idea di cucina in giro realizzando menù interessantissimi a dieci mani.

L’ultima di queste cene, appena realizzata, è stata presentata lo scorso 5 dicembre all‘Osteria Mulino Sansone del San Lorenzo Mercato di Palermo. Una location cara ai palermitani ma , soprattutto, molto aperta all’eventistica, alle innovazioni. Tempo fa, quando il Mercato era agli albori e quando iniziavano i primi eventi, ricordo di averlo definito lo “ Speaker’s Corner” della cucina: chi ha un’idea va, la propone, la illustra. E normalmente la realizza, conquistando l’attenzione ed il consenso del pubblico. Benchè il Mercato sia ormai una realtà consolidata con un calendario di eventi in strettissima successione firmati da professionisti di comprovata capacità , a me piace ancora molto definirlo con il nome dei primi giorni.

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Ma cosa hanno fatto le cinque signore? Splendidi piatti: con un occhio verso l’innovazione, ma un piede fermo nella tradizione.

Come antipasto  una polpetta di gambero bianco di Sciacca con cuore di scamorza affumicata su salsa di zucca rossa di Corleone , anna acida e mattoncino di cous cous al profumo di limone.

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Il primo piatto è stato un cous cous di pesce incocciato a mano. E non è superfluo sottolineare l’ “incocciatura” manuale dato che è una delle fasi più belle, ma anche più faticose, della preparazione del cous cous secondo il metodo tradizionale.

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Il secondo piatto sono stati dei  bocconcini di tonno con frutta secca e mela verde alla Malvasia dolce.

E per finire, il dessert. Un Tiramicouscous che – come già suggerisce il nome – è un felice matrimonio tra il Tiramisù classico ed il Cous Cous. Vi ricordate che vi ho detto che loro non hanno fotografi al sèguito e che si “selfano” da sole? Ecco la prova provata: una qualità  fotografica non proprio perfetta, che però conta davvero poco dinnanzi alla notevole qualità dei piatti. Loro sono così: un piccolo team di donne spontanee e allegre. e la prima che ha le mani libere – tra un impiattamento ed un altro – scatta la foto: e come viene viene!

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Archiviata la cena del 5, che ha fatto registrare un notevole successo di pubblico, le 5 inossidabili tornano oggi, a partire da mezzogiorno, sempre a San Lorenzo Mercato, con il “Cassata Day”  ed  un cooking show nel quale si cimenteranno ciascuna in una personale reinterpretazione della cassata. Il “Cassata Day” è uno dei momenti  del Tour Amaro Averna, che della manifestazione odierna è lo sponsor.

Alessandra Verzera 

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«Abbiamo lanciato il nostro grido d’allarme già diverse settimane fa, per dire “no” a sugar e plastic tax. Avevamo paventato il taglio di 151 posti di lavoro nel nostro stabilimento di Catania, ma con l’annuncio odierno di Coca-Cola Hbc il rischio diventa ancora più grande: la sospensione di investimenti in Italia da parte del Gruppo e l’annuncio dell’acquisto di arance per la Fanta non più in Sicilia ma all’estero, con il fine di sgravare i costi appesantiti oltremodo dalle misure del Governo, spingerebbe davvero la Sicilia nel baratro. Sibeg dovrà fare i conti non più con il ridimensionamento di produzione e risorse, ma con la sopravvivenza stessa dell’azienda». A parlare è Luca Busi, amministratore delegato dell’azienda siciliana che imbottiglia bevande a marchio Coca-Cola, presente insieme al presidente Sibeg Cristina Busi Ferruzzi, ai lavoratori e ad altre delegazioni imprenditoriali dell’Isola, alla protesta Assobibe che si è svolta lo scorso 4 dicembre  a Montecitorio contro le due tasse inserite nella Legge di bilancio.

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«Avevamo ricevuto rassicurazioni dal viceministro Buffagni durante la sua visita istituzionale nei nostri stabilimenti – continua Busi – con la disponibilità ad aprire un dialogo costruttivo che potesse rassicurare l’intero comparto, ma purtroppo il governo è andato dritto per una strada che trascina tutti in un burrone, senza tener conto dei sacrifici di quelle piccole realtà che già a fatica tentano di sopravvivere in un mercato altamente competitivo e in un territorio difficile come la Sicilia».

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Si legge ancora in una nota : “Coca-Cola, che tanto ha investito sulla filiera agrumicola nostrana, sulle infrastrutture, sui progetti sociali, e che nel 2018 – come dimostra l’impatto occupazionale presentato qualche giorno fa – ha distribuito e generato in Sicilia risorse per 48,2 milioni di euro (pari allo 0,05% del PIL regionale), oggi è costretta a fare inversione di marcia, rivedendo i piani di sviluppo. Questo vuol dire cancellare con un colpo di spugna il lavoro fatto fin qui, depauperando territori che sono già in sofferenza e mettendo a repentaglio la serenità di centinaia di lavoratori e delle rispettive famiglie. Per la prima volta imprenditori e lavoratori scendono insieme in piazza: un segnale che dovrebbe far riflettere, e non poco, sulla correttezza di alcune valutazioni che hanno oltrepassato le barriere del buonsenso».

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Giuseppe Oriti e Eliana Carroccetto (1)

Ha puntato tutto sulla produzione di un’eccellente porchetta di suino nero dei Nebrodi cotta nel forno a legna secondo l’antica ricetta di famiglia ed ora raccoglie i frutti del successo. Giuseppe Oriti, 43 anni, ristoratore e allevatore di suini neri dei Nebrodi da tre generazioni, il 10 dicembre sbarca a Milano in occasione della festa di “Gambero Rosso HD 20 Years Anniversary”. Molto ricco il programma della giornata – in cui Oriti sarà ospite insieme alla moglie Eliana Carroccetto – che prenderà il via in mattinata con il convegno sulla TV tematica del Food nella sede di Sky. Seguirà un light lunch e in serata l’attesissima cena spettacolo che darà il via ai festeggiamenti per i 20 anni del Gambero Rosso.

Porchetta di suino nero dei Nebrodi

La porchetta di suino nero made in Sicily de “Il Vecchio Carro” sarà subito protagonista nel buffet di benvenuto in cui il pregiato salume nebroideo verrà servito insieme ad una produzione tipica, il pane di Altamura DOP. Non solo cibo ma grande spettacolo con l’atteso momento della cena in cui il noto chef di Gambero Rosso, Giorgione realizzerà la sua ricetta utilizzando proprio la porchetta di maialino nero prodotta da Giuseppe Oriti con la sua cotenna croccante. Uno speciale televisivo su Gambero Rosso Channel mostrerà i momenti salienti della cena spettacolo.

Panino con porchetta di suino nero dei Nebrodi
Per l’azienda agrituristica di Giuseppe Oriti e Eliana Carroccetto sita a Caronia, in provincia di Messina, il 2019 è stato un anno da ricordare con la menzione nella Guida 2019 “Street Food” del Gambero Rosso, la partecipazione ai più importanti eventi enogastronomici, come Festa a Vico con i migliori produttori selezionati dallo chef stellato Gennaro Esposito; a Salumi da Re 2019 a Polesine Zibello (PR); a Porchettiamo – Festival delle porchette d’Italia in provincia di Perugia; a Fundraising Dinner a Giarre, al Mediterranean Cooking Congress a Taormina, ad Etna Chic Chef sull’Etna. Senza dimenticare il premio di “Operatore più gradito” per il secondo anno consecutivo al Messina Street Food Fest. Un anno di successi che premiano un’eccellenza tutta siciliana, nata e cresciuta nel cuore dei Nebrodi.

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Ieri pomeriggio si è svolta al Teatro Eliseo di Roma la cerimonia di premiazione di 50 Top Italy, la guida on line dedicata ai 200 migliori ristoranti italiani. Il progetto curato da Luciano Pignataro, Barbara Guerra e Albert Sapere porta la firma di LSDM, il congresso di cucina d’autore che si svolge a Paestum. I 200 Ristoranti italiani inseriti nella classifica 2020 sono stati suddivisi in 4 categorie: low-cost, trattorie, ristoranti top entro e oltre i 120 euro.

Franco Agliolo

L’ unico locale in provincia di Messina ad essere stato premiato nella categoria trattoria-osteria è il Ristorante Ambrosia dello chef patron Franco Agliolo. Situato nel cuore del centro storico di Sant’Agata di Militello, il Ristorante Ambrosia ha conquistato il 31° posto su 50 trattorie in tutta Italia. Il riconoscimento premia la cucina contemporanea di terra e mare di Agliolo, l’attenzione per la qualità delle materie prime e la filosofia dello chef che punta a recuperare i sapori perduti e le ricette della tradizione nebroidea. Grande importanza nel giudizio degli ispettori è stato dato anche al servizio di sala e all’accoglienza, elementi fondamentali nella ristorazione contemporanea.

Sono felicissimo per questo importante riconoscimento che premia la grande passione che ogni giorno mettiamo al servizio del cliente – ha commentato lo chef Franco Agliolo. “Tutto questo rappresenta per me un nuovo punto di partenza e uno stimolo per lavorare sodo e puntare a conquistare altri prestigiosi traguardi”.

Francesco Bonomo si è classificato al secondo posto nella sezione Primi Piatti al Concorso Gastronomico La Medusa, nell’ambito della splendida manifestazione WineUp Expo 2019, svoltasi a Marsala poco più di un mese fa. Il piatto che ha fatto impazzire le giurie, e che per un numero esiguo di voti non si è classificato ex aequo con il primo classificato, è un piatto della memoria antica. Un piatto della tradizione rivissuto in chiave attuale.

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“Volevo essere matarocco”.Bonomo, come le è venuto in mente di imprigionare il matarocco dentro ad un finto pomodorino?

L’idea nasce dall’effetto sorpresa che volevo creare nel gustare un piatto tipico della tradizione marsalese, nello scoprire un insieme di sapori e profumi arricchiti dai miei ricordi e rielaborati dalla mia esperienza professionale.

Ma cosa è, di fatto, il matarocco?

Il matarocco é uno dei piatti più antichi di Marsala, e non é altro che una zuppa che i contadini portavano in campagna, come pranzo, fatta da pochi e semplici ingredienti: acqua, pezzi di pomodoro, basilico, olio e aglio. Questa zuppa, veniva accompagnata con del pane, anche raffermo. Con il tempo diventa un condimento per la pasta asciutta, e a Marsala, territorio prevalentemente agricolo, si usava mettere sopra le patate fritte. Da questo ricordo della mia infanzia nasce il mio piatto.

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Quei ravioli adagiati su quella squisita crema ci hanno mandato le papille in visibilio, e personalmente ho mugolato parecchio ritrovandomi bambina all’improvviso: come è composto quel piatto nei dettagli?

Il piatto “Volevo essere Matarocco” é formato da due fagottini di pasta fresca ripieni di pomodoro in tre consistenze, adagiati su una salsa al parmigiano, accompagnati da un finto pomodoro ripieno di mandorle e basilico e spolverizzati con una polvere di pomodorini datterini aromatizzati, decorati con una cialda al basilico e gocce di olio profumato all’ origano .

Lei però non ha un ristorante suo. Come mai?

Ho lavorato per tanti anni in vari posti d’ Italia, e all’ estero, professionalmente sono tanto cresciuto, un mio ristorante é un progetto a cui sto pensando, diciamo il mio sogno nel cassetto!

 

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Ma quindi le viene voglia ogni tanto di avere un piccolo ristorantino?

Certamente!!!

Quale sarebbe il menù tipico di Chef Bonomo?

Mi piace portare avanti la cucina Mediterranea, con innovazione e creatività, utilizzando prodotti d’eccellenza siciliana, cercando di promuovere l’enogastronomia del sud.

Conta di più la memoria soggettiva , la tradizione locale o l’innovazione?

Sono questi tre elementi che formano un connubio perfetto per la realizzazione di un piatto che oltre al gusto trasmetta emozioni, ricordi e sensazioni.

Se non avesse presentato questo piatto in concorso, cos’altro avrebbe proposto in alternativa?

Essendo molto legato al mio territorio, come per il cous cous fest 2019, a cui ho partecipato e vinto, avrei sicuramente portato un altro primo della tradizione. C’é solo l’imbarazzo della scelta nella mia mente e sopratutto nel mio cuore, perché ogni mio piatto nasce da una storia, da una emozione, da un ricordo.

Quindi al momento per gustare i suoi piatti che cosa si può fare?

Sono uno chef freelance, Collaboro con grandi professionisti del territorio, mi dedico a banchettistica e catering dove propongo i miei piatti.

 

Alessandra Verzera 

 

Credits: la foto del Matarocco tradizionale è di  abcvacanzetrapani.it 

La raffinata cucina contemporanea sarà protagonista della Cena stellata all’Ngonia Bay di Milazzo. L’ospite d’eccezione è Giuseppe Raciti, executive chef del Ristorante Zash che ha appena conquistato una stella Michelin.

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L’appuntamento è per domani 3 dicembre alle ore 20.30 nel nuovo ristorante “Giardino d’Inverno” inaugurato il 4 ottobre scorso, all’interno del Boutique Hotel Ngonia Bay, nella Baia del Tono, accanto all’antica Tonnara. L’elegante e moderna struttura ricettiva della famiglia Calabrese sorge nella villa appartenuta alle famiglie aristocratiche D’Amico e Calapaj, proprietarie della Tonnara. Un luogo suggestivo, ricco di storia, con vista mozzafiato sulle isole Eolie.

Giardino d'inverno ristorante
L’identità siciliana è quella che più rappresenta il nuovo Ristorante dove i piatti puntano a conquistare un pubblico attento ed esigente che predilige la scelta degli ingredienti più ricercati, elaborati con gusto e raffinatezza. Il Ristorante ha puntato tutto su una squadra giovane e su una proposta di cucina territoriale rivisitata in chiave moderna dagli chef Jom Jom Kabir e Salvatore Branchello. La squadra si completa con il pastry chef Mario Cortese, il bartender Danilo La Bella e il sommelier Luca De Gaetano. L’affiatato team dell’Ngonia Bay sarà protagonista insieme allo chef stellato Giuseppe Raciti dell’elegante cena del 3 novembre in cui i piatti saranno abbinati ai vini dell’azienda Palmento Costanzo che produce pregiati vini bianchi, rosati e rossi Etna Doc in Contrada Santo Spirito a Castiglione di Sicilia, all’interno del Parco dell’Etna.

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Per la serata stellata nel cuore di Milazzo, il menù è stato selezionato con cura; non potevano mancare i piatti iconici dello chef Giuseppe Raciti, come l’uovo pochè croccante con composta di gelsi rossi, spuma di provola e lamponi e la pluma di maialino iberico con ketchup di lamponi e cipollotto arrosto. Gli ingredienti più ricercati hanno dato ispirazione agli chef Kabir e Branchello che proporranno piatti a base di astice, scampi e tartufo bianco. La serata si concluderà in dolcezza con un nuovo dessert del pastry chef Cortese e un cocktail after dinner di La Bella.
“Abbiamo voluto fortemente questa serata con lo chef Giuseppe Raciti che è molto apprezzato in tutto il panorama siciliano e nazionale – afferma l’imprenditore Marco Calabrese. Sono certo che sarà un’esperienza indimenticabile per la nostra brigata di cucina, per gli ospiti dell’hotel e per tutti i milazzesi che potranno godere di una serata di alta cucina stellata nella loro città”.

Il menù della Cena Stellata

Entrèe

Iris salato al pistacchio, guanciale e vastedda del Belice (Giuseppe Raciti)

Antipasto

Astice con mela caramellata agli agrumi e melone affumicato (Salvatore Branchello)

Uovo poche’ croccante, composta di gelsi rossi, spuma di provola e lamponi (Giuseppe Raciti)

Primo
Gnocchetti allo zafferano con scampo e tartufo bianco (Jom Jom Kabir)

Secondo
Pluma di maialino iberico, ketchup di lamponi e cipollotto arrosto (Giuseppe Raciti)

Dessert
Mousse di cioccolato crema di Yuzu e crema fredda al mandarino (Mario Cortese)

After Dinner
Grey sour al mandarino verde (Danilo La Bella)

 

Dopo il grande successo dell’anno scorso, con una raccolta di circa 30 mila euro, quest’anno la Dreaming Night for Children  torna con una veste completamente nuova.
Il 17 dicembre si terrà all  Boga Space  di Milano (via Rota angolo via Seprio – ingresso gratuito – dalle 16 alle 19) il primo Dreaming Charity Shop: un evento di solidarietà inclusivo e aperto al pubblico, uno speciale mercatino natalizio di beneficienza nel cuore di Milano, con l’obiettivo di permettere a tutti di supportare nel proprio piccolo Fondazione Soleterre. Molti gli oggetti donati da aziende amiche, che vanno dall’oggettistica, al luxury e al food, al fine di contribuire alla raccolta fondi.

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L’evento celebra l’Asta Dei Sogni (organizzata, così come il Dreaming Charity Shop, da Soleterre e Action Agency di Manuela Ronchi), al via il 1° dicembre sulla piattaforma specializzata nelle attività di raccolta fondi no profit Charity Stars.
Grandi personaggi che hanno fatto la differenza nel proprio campo donano il proprio tempo all’asta, mettendosi a disposizione per una serie di dreaming experience uniche. Un “doppio” regalo di Natale, sia perché ci permette di veder realizzato il sogno di chi lo riceve, ma anche perché la cifra va a contribuire al Programma Grande Contro Il Cancro, nello specifico nei reparti di onco-ematologia pediatrica di Pavia e Taranto.

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Il programma vuole sostenere le famiglie con bambini malati di cancro costrette a lasciare la propria città e il lavoro per seguire il figlio nelle cure: ciò significa aiutarle con un contributo mensile per coprire le spese di viaggio, l’alloggio, i beni di prima necessità e fornire loro tutta l’assistenza psicologica di cui hanno bisogno sia in ospedale sia a domicilio una volta terminate le cure.In 11 edizioni di Dreaming Night For Children sono stati raccolti oltre 180 mila euro.

Madrina del progetto la storica testimonial Natasha Stefanenko .

Questi i primi “lotti” dell’Asta dei Sogni , che sarà possibile aggiudicarsi proprio fino al 17 dicembre:

Experience in cucina: 

· Chiara Maci Experience:  aggiudicati, insieme a due amici, una cooking class esclusiva insieme alla prima food blogger italiana, alla scoperta delle sue dritte e dei suoi segreti.

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· Edoardo Raspelli Experience:  occasione esclusiva per pranzare (con un accompagnatore) al celeberrimo ristorante Dal Pescatore di Canneto sull’Oglio (Mantova) insieme a uno dei più celebri critici gastronomici nonché giornalista, conduttore televisivo e scrittore. La famiglia Santini, dal canto suo, ha deciso di dare il proprio fattivo contributo offrendo i menu alla coppia che si aggiudicherà l’asta.

· Ernst Knam Experience:  incontra il Maestro Knam e impara i suoi segreti per realizzare torte e cioccolatini prelibati in un corso esclusivo di due ore insieme a lui, nella sua scuola di cucina.

· Chef Bruno Barbieri Experience: aggiudicati la possibilità unica di incontrare lo Chef Barbieri e di vederlo all’opera, cenando (con un accompagnatore) al suo bistrot bolognese Fourghetti.

· Chef Roberto Valbuzzi Experience:  insieme alla tua famiglia, vai a fare la spesa con lo Chef Roberto Valbuzzi, dal 2018 parte del trio di conduttori e giudici di Cortesie per gli Ospiti, in onda su Real Time; lo Chef vi spiegherà le caratteristiche dei prodotti, come sceglierli e come abbinarli al meglio.

· Gnambox Experience: aggiudicati uno shooting con Gnambox. Potrai recarti a casa loro e assistere allo shooting di una delle loro ricette e imparare tutti i trucchi per fotografare il cibo e rendere super appetitosa una foto.

· Wine Tasting Experience  – con Paolo Basso: aggiudicati un esclusivo wine tasting privato per massimo 15 persone con Paolo Basso, Miglior Sommelier del Mondo 2013, alla scoperta dei segreti di alcuni dei vini più pregiati.

E poi tanti, tantissimi altri appuntamenti e tantissime altre Experience in settori diversi: teatro, musica, spettacolo, cultura.

Ma ecco il menù della Edoardo Raspelli Experience offerto dal Pescatore di Canneto sull’Oglio ed il cui ricavato sarà devoluto interamente in beneficenza .La famiglia  di Antonio Santini, infatti,ha deciso di offrire gratuitamente le leccornìe del pranzo ai due vincitori dell’asta.

-Aperitivo con stuzzichini
-Terrina di astice con caviale Osetra Royal ed olio extra vergine toscano
-Tortelli di zucca
-Lasagnette di reale di scottona di razza Aubrac al timo cime di rapa e senape in grani
-Orata con salsa ai limoni di Sorrento e verdure di stagione
-Petto d’anatra all’aceto balsamico tradizionale di Modena e mostarda di frutta
-Formaggi italiani
-Dolce
-Piccola pasticceria
In abbinamento al tutto,aperitivo e tre vini diversi.

Maggiori informazioni e regolamento al sito : www.soleterre.org

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Sono giovanissimi, talentuosi e appassionati, e sono i protagonisti del Campionato Nazionale di pasticceria dedicato agli istituti alberghieri d’Italia. Promosso dalla FIPGC (Federazione Internazionale Pasticceria Gelateria e Cioccolateria) in collaborazione col MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), il campionato giunge quest’anno alla sua terza edizione, e andrà in scena dal 19 al 21 novembre 2019 all’Istituto Superiore Adriano Tilgher di Ercolano (NA).

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Per tre giorni, 30 scuole provenienti da tutta Italia e ben 60 giovani promesse della pasticceria si sfideranno per contendersi la palma di miglior pasticcere d’Italia juniores, ricche borse di studio e stage formativi nelle più prestigiose pasticcerie d’Italia. Ciascuna scuola sarà rappresentata da una squadra formata da due giovani pasticceri, che saranno valutati da una giuria composta da maestri pasticceri della FIPGC e rappresentanti del MIUR.

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Il Campionato Nazionale di Pasticceria ha lo scopo di valorizzare le eccellenze, le competenze e le capacità metodologiche acquisite dagli allievi provenienti dagli Istituti alberghieri Italiani nella cultura della pasticceria sia italiana che internazionale, integrando differenti tecniche e metodologie, finalizzate alla crescita, all’innovazione e soprattutto al confronto”, spiega Roberto Lestani, Presidente della FIPGC.

Il tema di questa terza edizione del campionato nazionale è “La tradizione regionale e l’innovazione”, pertanto le squadre dovranno misurarsi nella realizzazione di un dessert al piatto e di una scultura artistica che devono rappresentare la tradizione regionale di provenienza, rivisitata in chiave moderna, premiate la creatività e l’originalità.

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La scrupolosa giuria valuterà attentamente diversi aspetti: la capacità di elaborare e gestire una ricetta in completa autonomia, l’attitudine a curare con professionalità le diverse fasi della preparazione, l’organizzazione e pulizia del piano di lavoro e l’efficacia comunicativa nel presentare i dolci realizzati.

La scuola vincitrice sarà decretata giovedì 21 novembre e si aggiudicherà la gestione del Campionato Nazionale 2020.