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«Abbiamo lanciato il nostro grido d’allarme già diverse settimane fa, per dire “no” a sugar e plastic tax. Avevamo paventato il taglio di 151 posti di lavoro nel nostro stabilimento di Catania, ma con l’annuncio odierno di Coca-Cola Hbc il rischio diventa ancora più grande: la sospensione di investimenti in Italia da parte del Gruppo e l’annuncio dell’acquisto di arance per la Fanta non più in Sicilia ma all’estero, con il fine di sgravare i costi appesantiti oltremodo dalle misure del Governo, spingerebbe davvero la Sicilia nel baratro. Sibeg dovrà fare i conti non più con il ridimensionamento di produzione e risorse, ma con la sopravvivenza stessa dell’azienda». A parlare è Luca Busi, amministratore delegato dell’azienda siciliana che imbottiglia bevande a marchio Coca-Cola, presente insieme al presidente Sibeg Cristina Busi Ferruzzi, ai lavoratori e ad altre delegazioni imprenditoriali dell’Isola, alla protesta Assobibe che si è svolta lo scorso 4 dicembre  a Montecitorio contro le due tasse inserite nella Legge di bilancio.

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«Avevamo ricevuto rassicurazioni dal viceministro Buffagni durante la sua visita istituzionale nei nostri stabilimenti – continua Busi – con la disponibilità ad aprire un dialogo costruttivo che potesse rassicurare l’intero comparto, ma purtroppo il governo è andato dritto per una strada che trascina tutti in un burrone, senza tener conto dei sacrifici di quelle piccole realtà che già a fatica tentano di sopravvivere in un mercato altamente competitivo e in un territorio difficile come la Sicilia».

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Si legge ancora in una nota : “Coca-Cola, che tanto ha investito sulla filiera agrumicola nostrana, sulle infrastrutture, sui progetti sociali, e che nel 2018 – come dimostra l’impatto occupazionale presentato qualche giorno fa – ha distribuito e generato in Sicilia risorse per 48,2 milioni di euro (pari allo 0,05% del PIL regionale), oggi è costretta a fare inversione di marcia, rivedendo i piani di sviluppo. Questo vuol dire cancellare con un colpo di spugna il lavoro fatto fin qui, depauperando territori che sono già in sofferenza e mettendo a repentaglio la serenità di centinaia di lavoratori e delle rispettive famiglie. Per la prima volta imprenditori e lavoratori scendono insieme in piazza: un segnale che dovrebbe far riflettere, e non poco, sulla correttezza di alcune valutazioni che hanno oltrepassato le barriere del buonsenso».

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Giuseppe Oriti e Eliana Carroccetto (1)

Ha puntato tutto sulla produzione di un’eccellente porchetta di suino nero dei Nebrodi cotta nel forno a legna secondo l’antica ricetta di famiglia ed ora raccoglie i frutti del successo. Giuseppe Oriti, 43 anni, ristoratore e allevatore di suini neri dei Nebrodi da tre generazioni, il 10 dicembre sbarca a Milano in occasione della festa di “Gambero Rosso HD 20 Years Anniversary”. Molto ricco il programma della giornata – in cui Oriti sarà ospite insieme alla moglie Eliana Carroccetto – che prenderà il via in mattinata con il convegno sulla TV tematica del Food nella sede di Sky. Seguirà un light lunch e in serata l’attesissima cena spettacolo che darà il via ai festeggiamenti per i 20 anni del Gambero Rosso.

Porchetta di suino nero dei Nebrodi

La porchetta di suino nero made in Sicily de “Il Vecchio Carro” sarà subito protagonista nel buffet di benvenuto in cui il pregiato salume nebroideo verrà servito insieme ad una produzione tipica, il pane di Altamura DOP. Non solo cibo ma grande spettacolo con l’atteso momento della cena in cui il noto chef di Gambero Rosso, Giorgione realizzerà la sua ricetta utilizzando proprio la porchetta di maialino nero prodotta da Giuseppe Oriti con la sua cotenna croccante. Uno speciale televisivo su Gambero Rosso Channel mostrerà i momenti salienti della cena spettacolo.

Panino con porchetta di suino nero dei Nebrodi
Per l’azienda agrituristica di Giuseppe Oriti e Eliana Carroccetto sita a Caronia, in provincia di Messina, il 2019 è stato un anno da ricordare con la menzione nella Guida 2019 “Street Food” del Gambero Rosso, la partecipazione ai più importanti eventi enogastronomici, come Festa a Vico con i migliori produttori selezionati dallo chef stellato Gennaro Esposito; a Salumi da Re 2019 a Polesine Zibello (PR); a Porchettiamo – Festival delle porchette d’Italia in provincia di Perugia; a Fundraising Dinner a Giarre, al Mediterranean Cooking Congress a Taormina, ad Etna Chic Chef sull’Etna. Senza dimenticare il premio di “Operatore più gradito” per il secondo anno consecutivo al Messina Street Food Fest. Un anno di successi che premiano un’eccellenza tutta siciliana, nata e cresciuta nel cuore dei Nebrodi.

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Ieri pomeriggio si è svolta al Teatro Eliseo di Roma la cerimonia di premiazione di 50 Top Italy, la guida on line dedicata ai 200 migliori ristoranti italiani. Il progetto curato da Luciano Pignataro, Barbara Guerra e Albert Sapere porta la firma di LSDM, il congresso di cucina d’autore che si svolge a Paestum. I 200 Ristoranti italiani inseriti nella classifica 2020 sono stati suddivisi in 4 categorie: low-cost, trattorie, ristoranti top entro e oltre i 120 euro.

Franco Agliolo

L’ unico locale in provincia di Messina ad essere stato premiato nella categoria trattoria-osteria è il Ristorante Ambrosia dello chef patron Franco Agliolo. Situato nel cuore del centro storico di Sant’Agata di Militello, il Ristorante Ambrosia ha conquistato il 31° posto su 50 trattorie in tutta Italia. Il riconoscimento premia la cucina contemporanea di terra e mare di Agliolo, l’attenzione per la qualità delle materie prime e la filosofia dello chef che punta a recuperare i sapori perduti e le ricette della tradizione nebroidea. Grande importanza nel giudizio degli ispettori è stato dato anche al servizio di sala e all’accoglienza, elementi fondamentali nella ristorazione contemporanea.

Sono felicissimo per questo importante riconoscimento che premia la grande passione che ogni giorno mettiamo al servizio del cliente – ha commentato lo chef Franco Agliolo. “Tutto questo rappresenta per me un nuovo punto di partenza e uno stimolo per lavorare sodo e puntare a conquistare altri prestigiosi traguardi”.

Francesco Bonomo si è classificato al secondo posto nella sezione Primi Piatti al Concorso Gastronomico La Medusa, nell’ambito della splendida manifestazione WineUp Expo 2019, svoltasi a Marsala poco più di un mese fa. Il piatto che ha fatto impazzire le giurie, e che per un numero esiguo di voti non si è classificato ex aequo con il primo classificato, è un piatto della memoria antica. Un piatto della tradizione rivissuto in chiave attuale.

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“Volevo essere matarocco”.Bonomo, come le è venuto in mente di imprigionare il matarocco dentro ad un finto pomodorino?

L’idea nasce dall’effetto sorpresa che volevo creare nel gustare un piatto tipico della tradizione marsalese, nello scoprire un insieme di sapori e profumi arricchiti dai miei ricordi e rielaborati dalla mia esperienza professionale.

Ma cosa è, di fatto, il matarocco?

Il matarocco é uno dei piatti più antichi di Marsala, e non é altro che una zuppa che i contadini portavano in campagna, come pranzo, fatta da pochi e semplici ingredienti: acqua, pezzi di pomodoro, basilico, olio e aglio. Questa zuppa, veniva accompagnata con del pane, anche raffermo. Con il tempo diventa un condimento per la pasta asciutta, e a Marsala, territorio prevalentemente agricolo, si usava mettere sopra le patate fritte. Da questo ricordo della mia infanzia nasce il mio piatto.

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Quei ravioli adagiati su quella squisita crema ci hanno mandato le papille in visibilio, e personalmente ho mugolato parecchio ritrovandomi bambina all’improvviso: come è composto quel piatto nei dettagli?

Il piatto “Volevo essere Matarocco” é formato da due fagottini di pasta fresca ripieni di pomodoro in tre consistenze, adagiati su una salsa al parmigiano, accompagnati da un finto pomodoro ripieno di mandorle e basilico e spolverizzati con una polvere di pomodorini datterini aromatizzati, decorati con una cialda al basilico e gocce di olio profumato all’ origano .

Lei però non ha un ristorante suo. Come mai?

Ho lavorato per tanti anni in vari posti d’ Italia, e all’ estero, professionalmente sono tanto cresciuto, un mio ristorante é un progetto a cui sto pensando, diciamo il mio sogno nel cassetto!

 

L'immagine può contenere: cibo

Ma quindi le viene voglia ogni tanto di avere un piccolo ristorantino?

Certamente!!!

Quale sarebbe il menù tipico di Chef Bonomo?

Mi piace portare avanti la cucina Mediterranea, con innovazione e creatività, utilizzando prodotti d’eccellenza siciliana, cercando di promuovere l’enogastronomia del sud.

Conta di più la memoria soggettiva , la tradizione locale o l’innovazione?

Sono questi tre elementi che formano un connubio perfetto per la realizzazione di un piatto che oltre al gusto trasmetta emozioni, ricordi e sensazioni.

Se non avesse presentato questo piatto in concorso, cos’altro avrebbe proposto in alternativa?

Essendo molto legato al mio territorio, come per il cous cous fest 2019, a cui ho partecipato e vinto, avrei sicuramente portato un altro primo della tradizione. C’é solo l’imbarazzo della scelta nella mia mente e sopratutto nel mio cuore, perché ogni mio piatto nasce da una storia, da una emozione, da un ricordo.

Quindi al momento per gustare i suoi piatti che cosa si può fare?

Sono uno chef freelance, Collaboro con grandi professionisti del territorio, mi dedico a banchettistica e catering dove propongo i miei piatti.

 

Alessandra Verzera 

 

Credits: la foto del Matarocco tradizionale è di  abcvacanzetrapani.it 

La raffinata cucina contemporanea sarà protagonista della Cena stellata all’Ngonia Bay di Milazzo. L’ospite d’eccezione è Giuseppe Raciti, executive chef del Ristorante Zash che ha appena conquistato una stella Michelin.

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L’appuntamento è per domani 3 dicembre alle ore 20.30 nel nuovo ristorante “Giardino d’Inverno” inaugurato il 4 ottobre scorso, all’interno del Boutique Hotel Ngonia Bay, nella Baia del Tono, accanto all’antica Tonnara. L’elegante e moderna struttura ricettiva della famiglia Calabrese sorge nella villa appartenuta alle famiglie aristocratiche D’Amico e Calapaj, proprietarie della Tonnara. Un luogo suggestivo, ricco di storia, con vista mozzafiato sulle isole Eolie.

Giardino d'inverno ristorante
L’identità siciliana è quella che più rappresenta il nuovo Ristorante dove i piatti puntano a conquistare un pubblico attento ed esigente che predilige la scelta degli ingredienti più ricercati, elaborati con gusto e raffinatezza. Il Ristorante ha puntato tutto su una squadra giovane e su una proposta di cucina territoriale rivisitata in chiave moderna dagli chef Jom Jom Kabir e Salvatore Branchello. La squadra si completa con il pastry chef Mario Cortese, il bartender Danilo La Bella e il sommelier Luca De Gaetano. L’affiatato team dell’Ngonia Bay sarà protagonista insieme allo chef stellato Giuseppe Raciti dell’elegante cena del 3 novembre in cui i piatti saranno abbinati ai vini dell’azienda Palmento Costanzo che produce pregiati vini bianchi, rosati e rossi Etna Doc in Contrada Santo Spirito a Castiglione di Sicilia, all’interno del Parco dell’Etna.

Chef Giuseppe Raciti (4)
Per la serata stellata nel cuore di Milazzo, il menù è stato selezionato con cura; non potevano mancare i piatti iconici dello chef Giuseppe Raciti, come l’uovo pochè croccante con composta di gelsi rossi, spuma di provola e lamponi e la pluma di maialino iberico con ketchup di lamponi e cipollotto arrosto. Gli ingredienti più ricercati hanno dato ispirazione agli chef Kabir e Branchello che proporranno piatti a base di astice, scampi e tartufo bianco. La serata si concluderà in dolcezza con un nuovo dessert del pastry chef Cortese e un cocktail after dinner di La Bella.
“Abbiamo voluto fortemente questa serata con lo chef Giuseppe Raciti che è molto apprezzato in tutto il panorama siciliano e nazionale – afferma l’imprenditore Marco Calabrese. Sono certo che sarà un’esperienza indimenticabile per la nostra brigata di cucina, per gli ospiti dell’hotel e per tutti i milazzesi che potranno godere di una serata di alta cucina stellata nella loro città”.

Il menù della Cena Stellata

Entrèe

Iris salato al pistacchio, guanciale e vastedda del Belice (Giuseppe Raciti)

Antipasto

Astice con mela caramellata agli agrumi e melone affumicato (Salvatore Branchello)

Uovo poche’ croccante, composta di gelsi rossi, spuma di provola e lamponi (Giuseppe Raciti)

Primo
Gnocchetti allo zafferano con scampo e tartufo bianco (Jom Jom Kabir)

Secondo
Pluma di maialino iberico, ketchup di lamponi e cipollotto arrosto (Giuseppe Raciti)

Dessert
Mousse di cioccolato crema di Yuzu e crema fredda al mandarino (Mario Cortese)

After Dinner
Grey sour al mandarino verde (Danilo La Bella)

 

Dopo il grande successo dell’anno scorso, con una raccolta di circa 30 mila euro, quest’anno la Dreaming Night for Children  torna con una veste completamente nuova.
Il 17 dicembre si terrà all  Boga Space  di Milano (via Rota angolo via Seprio – ingresso gratuito – dalle 16 alle 19) il primo Dreaming Charity Shop: un evento di solidarietà inclusivo e aperto al pubblico, uno speciale mercatino natalizio di beneficienza nel cuore di Milano, con l’obiettivo di permettere a tutti di supportare nel proprio piccolo Fondazione Soleterre. Molti gli oggetti donati da aziende amiche, che vanno dall’oggettistica, al luxury e al food, al fine di contribuire alla raccolta fondi.

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L’evento celebra l’Asta Dei Sogni (organizzata, così come il Dreaming Charity Shop, da Soleterre e Action Agency di Manuela Ronchi), al via il 1° dicembre sulla piattaforma specializzata nelle attività di raccolta fondi no profit Charity Stars.
Grandi personaggi che hanno fatto la differenza nel proprio campo donano il proprio tempo all’asta, mettendosi a disposizione per una serie di dreaming experience uniche. Un “doppio” regalo di Natale, sia perché ci permette di veder realizzato il sogno di chi lo riceve, ma anche perché la cifra va a contribuire al Programma Grande Contro Il Cancro, nello specifico nei reparti di onco-ematologia pediatrica di Pavia e Taranto.

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Il programma vuole sostenere le famiglie con bambini malati di cancro costrette a lasciare la propria città e il lavoro per seguire il figlio nelle cure: ciò significa aiutarle con un contributo mensile per coprire le spese di viaggio, l’alloggio, i beni di prima necessità e fornire loro tutta l’assistenza psicologica di cui hanno bisogno sia in ospedale sia a domicilio una volta terminate le cure.In 11 edizioni di Dreaming Night For Children sono stati raccolti oltre 180 mila euro.

Madrina del progetto la storica testimonial Natasha Stefanenko .

Questi i primi “lotti” dell’Asta dei Sogni , che sarà possibile aggiudicarsi proprio fino al 17 dicembre:

Experience in cucina: 

· Chiara Maci Experience:  aggiudicati, insieme a due amici, una cooking class esclusiva insieme alla prima food blogger italiana, alla scoperta delle sue dritte e dei suoi segreti.

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· Edoardo Raspelli Experience:  occasione esclusiva per pranzare (con un accompagnatore) al celeberrimo ristorante Dal Pescatore di Canneto sull’Oglio (Mantova) insieme a uno dei più celebri critici gastronomici nonché giornalista, conduttore televisivo e scrittore. La famiglia Santini, dal canto suo, ha deciso di dare il proprio fattivo contributo offrendo i menu alla coppia che si aggiudicherà l’asta.

· Ernst Knam Experience:  incontra il Maestro Knam e impara i suoi segreti per realizzare torte e cioccolatini prelibati in un corso esclusivo di due ore insieme a lui, nella sua scuola di cucina.

· Chef Bruno Barbieri Experience: aggiudicati la possibilità unica di incontrare lo Chef Barbieri e di vederlo all’opera, cenando (con un accompagnatore) al suo bistrot bolognese Fourghetti.

· Chef Roberto Valbuzzi Experience:  insieme alla tua famiglia, vai a fare la spesa con lo Chef Roberto Valbuzzi, dal 2018 parte del trio di conduttori e giudici di Cortesie per gli Ospiti, in onda su Real Time; lo Chef vi spiegherà le caratteristiche dei prodotti, come sceglierli e come abbinarli al meglio.

· Gnambox Experience: aggiudicati uno shooting con Gnambox. Potrai recarti a casa loro e assistere allo shooting di una delle loro ricette e imparare tutti i trucchi per fotografare il cibo e rendere super appetitosa una foto.

· Wine Tasting Experience  – con Paolo Basso: aggiudicati un esclusivo wine tasting privato per massimo 15 persone con Paolo Basso, Miglior Sommelier del Mondo 2013, alla scoperta dei segreti di alcuni dei vini più pregiati.

E poi tanti, tantissimi altri appuntamenti e tantissime altre Experience in settori diversi: teatro, musica, spettacolo, cultura.

Ma ecco il menù della Edoardo Raspelli Experience offerto dal Pescatore di Canneto sull’Oglio ed il cui ricavato sarà devoluto interamente in beneficenza .La famiglia  di Antonio Santini, infatti,ha deciso di offrire gratuitamente le leccornìe del pranzo ai due vincitori dell’asta.

-Aperitivo con stuzzichini
-Terrina di astice con caviale Osetra Royal ed olio extra vergine toscano
-Tortelli di zucca
-Lasagnette di reale di scottona di razza Aubrac al timo cime di rapa e senape in grani
-Orata con salsa ai limoni di Sorrento e verdure di stagione
-Petto d’anatra all’aceto balsamico tradizionale di Modena e mostarda di frutta
-Formaggi italiani
-Dolce
-Piccola pasticceria
In abbinamento al tutto,aperitivo e tre vini diversi.

Maggiori informazioni e regolamento al sito : www.soleterre.org

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Sono giovanissimi, talentuosi e appassionati, e sono i protagonisti del Campionato Nazionale di pasticceria dedicato agli istituti alberghieri d’Italia. Promosso dalla FIPGC (Federazione Internazionale Pasticceria Gelateria e Cioccolateria) in collaborazione col MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), il campionato giunge quest’anno alla sua terza edizione, e andrà in scena dal 19 al 21 novembre 2019 all’Istituto Superiore Adriano Tilgher di Ercolano (NA).

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Per tre giorni, 30 scuole provenienti da tutta Italia e ben 60 giovani promesse della pasticceria si sfideranno per contendersi la palma di miglior pasticcere d’Italia juniores, ricche borse di studio e stage formativi nelle più prestigiose pasticcerie d’Italia. Ciascuna scuola sarà rappresentata da una squadra formata da due giovani pasticceri, che saranno valutati da una giuria composta da maestri pasticceri della FIPGC e rappresentanti del MIUR.

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Il Campionato Nazionale di Pasticceria ha lo scopo di valorizzare le eccellenze, le competenze e le capacità metodologiche acquisite dagli allievi provenienti dagli Istituti alberghieri Italiani nella cultura della pasticceria sia italiana che internazionale, integrando differenti tecniche e metodologie, finalizzate alla crescita, all’innovazione e soprattutto al confronto”, spiega Roberto Lestani, Presidente della FIPGC.

Il tema di questa terza edizione del campionato nazionale è “La tradizione regionale e l’innovazione”, pertanto le squadre dovranno misurarsi nella realizzazione di un dessert al piatto e di una scultura artistica che devono rappresentare la tradizione regionale di provenienza, rivisitata in chiave moderna, premiate la creatività e l’originalità.

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La scrupolosa giuria valuterà attentamente diversi aspetti: la capacità di elaborare e gestire una ricetta in completa autonomia, l’attitudine a curare con professionalità le diverse fasi della preparazione, l’organizzazione e pulizia del piano di lavoro e l’efficacia comunicativa nel presentare i dolci realizzati.

La scuola vincitrice sarà decretata giovedì 21 novembre e si aggiudicherà la gestione del Campionato Nazionale 2020.

Da una singola botte custodita nelle storiche cantine di famiglia, nasce il primo Marsala Single Barrel mai prodotto prima da Pellegrino. Un avvenimento unico, non solo per il marchio siciliano ma per tutta l’enologia dell’isola, che viene celebrato attraverso un’etichetta speciale, prodotta in edizione limitata e numerata.

La storia della famiglia Pellegrino prende avvio nel 1880 con la commercializzazione del marsala, il vino siciliano più famoso al mondo, ormai diventato leggenda. Dalla fondazione ad oggi sono trascorsi quasi 140 anni, che hanno permesso di maturare grande esperienza, sia in vigna che in cantina: sei generazioni per quella che a buon diritto può essere considerata una delle più importanti dinastie imprenditoriali della Sicilia.

Ancora oggi nelle cantine storiche di Marsala, affina l’omonimo vino prodotto da uve di varietà autoctone. Un luogo delle meraviglie caratterizzato da inebrianti profumi di marsala e legno, luci soffuse e un grande silenzio per non disturbare il lungo riposo che rende questo vino così unico. Le pareti della cantina sono adornate da lunghi filari di botti, tini e barrique i cui legni, sempre diversi, interagendo con vino e ossigeno, danno vita a dei marsala dalle personalità uniche e distintive.

SINGLE BARREL

È qui che il Mastro cantiniere, di anno in anno, degusta e assembla i marsala della stessa tipologia e annata contenuti nelle diverse botti per dare vita a quello destinato ad essere imbottigliato. Ma quest’anno è successo qualcosa di inaspettato e sorprendente. Una singola botte di rovere da 21hl, la N.167, contenente marsala vergine riserva dell’annata 2001, per circostanze fortuite ed inspiegabili, ha avuto una resa così eccezionale da decidere di dedicarle un’etichetta. L’interazione tra vino, ossigeno e legno ha creato un marsala unico per profumi, sentori ed equilibrio tale da meritarsi un ruolo da protagonista per la prima volta nella storia della Pellegrino.

E’ il primo marsala Single Barrel della storia – afferma Benedetto Renda, presidente di Cantine Pellegrino – e infatti non era mai successo prima che una singola botte di marsala venisse eletta dal Mastro cantiniere a esprimersi in assolo, come un grande strumento: il suo legno ha creato un miracolo di profumi, sentori ed equilibrio. Un marsala perfetto nella sua unicità, nato da un’unica botte, la n. 167, da cui prende il nome. Questo Single Barrel, prodotto in tiratura limitata e numerata, è rivolto a una ristretta cerchia di estimatori e collezionisti”.

Ad  un anno dalla presentazione del progetto Marsala Revolution – che ripropone in chiave contemporanea cinque diverse tipologie di marsala, per avvicinare un pubblico sempre più giovane ed esigente a uno dei prodotti storici italiani – Pellegrino continua l’attività di promozione e valorizzazione del vino simbolo della storia di famiglia. La nuova etichetta Marsala N. 167 Single Barrel, con il suo packaging unico e accattivante, è uno dei più preziosi marsala mai prodotti da Pellegrino.

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Per quanto riguarda le note tecniche, il vino è caratterizzato da un colore mogano con riflessi ambrati che ha sviluppato – in oltre 15 anni di invecchiamento – un ampio sentore di legno e note speziate di chiodi di garofano e cannella. Al naso si percepiscono lievi sfumature di scorze di agrumi, prugna e cacao. Al palato, invece, è un marsala imponente, con notevole sapidità e acidità; caldo e balsamico, con forti aromi di legno e liquirizia e lievi note di cacao.

Un appuntamento goloso da segnare in agenda : dopo i ciccioli ed il bollito, si parlerà ( e si assaggerà) la tipica leccornìa tradizionale che si accompagna al risotto- Madrina la “Miss Senza Trucco ” Francesca Buonaccorso- Testimonial , l’ideatore delle 3T ( Terra Territorio Tradizione ) Edoardo Raspelli.

Sabato 23 novembre dalle 10.30 sarà festa grande alla Macelleria Franchini.( Mozzecane, VR, via C. Bon Brenzoni 30 ).
Andrà infatti in scena il Tastasàl Day, dedicato ad un simbolo gastronomico del territorio veronese e fiore all’occhiello della bottega fondata nel 1983 dall’allora diciottenne Stefano, il primo, grande artefice nella produzione e nella diffusione di questo succulento condimento con l’accento sulla terza “a”, il tastasàl, pasta di salame macinata al momento e che, tale e quale, secondo una antica tradizione che sta rinascendo, si accompagna a molte cose, anche alla polenta, ma che, soprattutto, arricchisce di sapore il risotto in un territorio, quello  della provincia di Verona, in particolare di  Isola della Scala, famoso per la coltivazione del riso .


E a celebrare il fiore all’occhiello delle produzioni di casa Franchini, ci sarà Edoardo Raspelli, il popolare giornalista e critico gastronomico, che in questa occasione affiancherà Stefano e il figlio Samuele nella preparazione del Tastasàl, svelandone evoluzione, tecniche e ingredienti. Insomma, tutti (o quasi) con le mani nell’impasto per raccontare uno dei vanti della cucina veronese, che da umile accompagnamento è diventato oggi, grazie anche a Franchini, accompagnamento fondamentale del risotto scaligero che, naturalmente, verrà preparato in diretta.
Accanto al testimonial , il “cronista della gastronomia” Edoardo Raspelli ideatore delle 3T ( Terra Territorio Tradizione) , ci sarà come madrina Francesca Buonaccorso , 18 anni , studentessa al Turistico di Arona ( Novara), fotomodella ,che nel concorso “Miss Monnalisa nel Mondo” di Cesare Morgantini, ha vinto , prima al mondo , la fascia Miss Senza Trucco.

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Ma se il tastasàl è il principe, il bollito con la pearà sono re e regina. Potevano mancare?
La corte ( Raspelli ,i Franchini, Francesca Buonaccorso) racconterà anche questo orgoglio della cucina veronese, illustrandola, ma anche (e soprattutto) facendola degustare.

Riccardo Cilia si è aggiudicato il primo posto al concorso La Medusa a WineUp Expo, nella sezione antipasti, totalizzando punteggi altissimi. E lo ha fatto con un piatto che, di primo acchito, mi aveva lasciata visivamente un po’ perplessa, ma che già alla prova olfattiva aveva rallegrato i miei sensi. Un piatto con un nome particolare..

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Riccardo, questo 68 : un numero fortunato…

Certamente.  68km. Il nome è nato per caso. Dopo avere perfezionato il piatto dovevo trovargli un nome che comunque rafforzasse il pensiero da cui deriva il piatto stesso . E vedendo il contachilometri girare ho pensato di fare la somma dei km che i prodotti fanno per arrivare in cucina.E’ un piatto a cui sono affezionatissimo poiche è un piatto che deriva da ricordi d’ infanzia, un piatto che mi ricorda i giorni passati in campagna con mio nonno tra un’ insalata di pomodoro e cipolla, un po’ di pane di casa e del pesce alla griglia . Ho voluto riportare quei pranzi in campagna in una chiave contemporanea , fresca e giovane come me.

 

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Un piatto “nudo” senza orpelli e con ingredienti in purezza: sa di avere corso un rischio puntando sull’estrema semplicità?

Sinceramente ? No.  E’ un piatto che mi rappresenta al 100 %

Ma questi 68km li vogliamo ripercorrere insieme?

Partendo dal ristorante di famiglia a Comiso a 15km vado in un’ azienda agricola nelle campagne tra Vittoria e Scoglitti, e  recupero il Ciliegino.A 11 km andiamo da Molino Soprano, il molino piu antico del ragusano, in cui acquistiamo tutte le farine che usiamo per pane e grissini al ristorante. A 9 km un piccolo caseificio del ragusano di un giovane ragazzo Giovanni Criscione. Da cui acquistiamo la stracciatella. A 16 km ce il mercato ittico di Scoglitti da cui arriva lo sgombro. A 17 km km ci sono gli appezzamenti di terreno in cui vengono raccolte le olive per fare il pate e l’olio con cui viene condito il pomodoro . Ecco i famosi 68km!

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Ho definito il suo piatto semplicemente come “pesce, pomodoro, in un connubio felicissimo che ha saputo regalare sensazioni importanti lasciando un “ricordo” appassionato al palato, tra consistenze e sentori da godere appieno”. Si ritrova in questa descrizione?

Abbastanza  Non sono uno che ama molto snaturare  la materia prima Questo è un dei piatti che rappresenta molto la mia idea di cucina,
fresca,diretta, di territorio ,tradizionale,senza fronzoli ma che colpisce. e mi piace che siano i piatti a parlare . E credo che sia conseguenza del mio carattere . semplice , perchè non sono uno a cui piace pavoneggiarsi.

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Quale è stato il collega che ha temuto di più durante la gara?

Un po’ tutti poichè molti non li conoscevo e poi anche perchè​, avendo gareggiato come secondo chef il primo giorno, non ho avuto modo di vedere i piatti degli altri colleghi in gara.

Quali sono i momenti più belli di WineUp che ha portato a casa con se?

L’incontro con alcuni colleghi /amici che non vedevo da tempo, i preziosi consigli e dritte degli chef presenti in giuria , l’ aver conosciuto nuovi colleghi con cui subito si è creato un bellissimo rapporto.

Un altro dei suoi cavalli di battaglia?

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Un altro cavallo di battaglia è un piatto dedicato a mio padre. Infatti si chiama “ A Mio Padre” perchè dopo molto tempo sono riuscito a fargli apprezzare la senape (°)  selvatica, che la rifiutava forse perchè da piccolo mia nonna gliene avrà fatto mangiare un bel po’.
E’ uno spaghetto aglio olio e vongole , mantecato con una crema di senape ( *)  selvatica e accompagnata da una mollica di pane croccante grossolana.

Alessandra Verzera

(*) https://it.wikipedia.org/wiki/Sinapis_arvensis