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San Marino,ristorante Righi la Taverna Lo chef Luigi Sartini con lo Chef Stellato Fabio Rossi precedentemnte chef presso il Ristorante Vite di San Patrignano affianchera lo chef a partire da oggi 08 Febbraio 2018 Ph“Si chef” è il grido lanciato dai concorrenti in ogni talent o reality televisivo dedicato a cuochi e tavole stellate. Il messaggio è chiaro: in cucina comanda una sola persona il “capo”, ovvero lo chef. Non possono essercene due. E Luigi Sartini da 10 anni consecutivi stella Michelin con il “Ristorante Righi” di cui è per la terza stagione anche “patron”, lancia una sfida nuova e senza precedenti nella ristorazione italiana.

Da questi giorni dietro i fornelli e la proposta gastronomica offerta a appassionati e gourmet, con lui c’è anche un altro che stellato: Fabio Rossi. Rossi, gli ultimo 10 anni trascorsi nella cucina a vista del ristorante di San Patrignano, “Vite”, è stato nel 1999 il primo a portare a Rimini con il suo “Acero Rosso” il massimo riconoscimento della “Guida Michelin”.

Rossi entra da “Righi” da “primus inter pares” con Sartini e dividerà con lui i fornelli del locale, confrontando e integrando la sua cifra gastronomica con quella del ristorante più conosciuto e apprezzato di San Marino. “Con Fabio c’è un lungo rapporto di amicizia una sensibilità comune. Entrambi facciamo cucina del territorio, legata ai prodotti della nostra terra e alle stagioni, intrepretata in modo contemporaneo da nuovi elementi di creatività e ricerca e utilizzando tutte le nuove tecniche di preparazione cottura – spiega Luigi Sartini – Fabio è entrato da noi in punta di piedi, sta scoprendo la nostra realtà giorno dopo giorno e dal prossimo menù primaverile – uscita per la feste di Pasqua – anche i suoi piatti entreranno in carta. Porterà un importante contributo umano, professionale, qualitativo e stimoli nuovi, sia nella nostra Taverna stellata sia nella nostra Osteria, che consideriamo la dimensione veloce, comoda e pret a porter della cucina di altissima qualità”.

San Marino,ristorante Righi la Taverna Lo chef Luigi Sartini con lo Chef Stellato Fabio Rossi precedentemnte chef presso il Ristorante Vite di San Patrignano affianchera lo chef a partire da oggi 08 Febbraio 2018 PhUna risorsa preziosa per il format di un ristorante come “Righi”, dove si trovano oltre a “Taverna” e “Osteria” anche catering, banqueting e un affollatissimo servizio d’asporto.

L’idea di lavorare insieme è nata durante una cena che abbiamo fatto insieme nella manifestazione Cento Mani, e l’idea di confrontarmi con Luigi e molto stimolante. Il nostro obiettivo e mettere insieme due metodi e stili di lavoro, per miglioraci entrambi”, illustra Fabio Rossi.

Ma i primi frutti della collaborazione sono già visibili. La taverna è già aperta anche a pranzo e non più solo a cena e in sala è tornato il maitre storico di “Righi”: Marco Galluzzo. Sarà solo la brigata di cucina a doversi abituare alla novità. Non più un solo “si chef” da proferire ma due. Uno per Luigi Sartini e uno per Fabio Rossi.

union-birrai-logo-x2Sono 84 i giudici che quest’anno comporranno la prestigiosa giuria di Birra dell’Anno, l’atteso concorso che premierà le eccellenze tra le birre artigianali nazionali ed eleggerà il migliore birrificio d’Italia. Esperti di settore provenienti da tutto il mondo, si riuniranno nei prossimi giorni a Rimini, che anche quest’anno torna a essere una delle città protagoniste della scena brassicola nostrana.

Birra dell’Anno si attesta come il più importante concorso birrario italiano. Giunto alla XIII edizione, è organizzato dall’associazione di categoria Unionbirrai, con il supporto di Italian Exhibition Group – Fiera di Rimini. L’evento si svolgerà come di consueto all’interno della manifestazione fieristica di settore Beer Attraction (17-20 febbraio, Fiera di Rimini). La premiazione si terrà sabato 17 febbraio alle ore 14:00 (Beer Arena – Padiglione C5).

birra2A ben vedere la manifestazione sarà un’occasione di incontro di più ampio respiro, che valicherà i confini nazionali. I giudici, ai quali sarà affidato il compito di decretare le migliori birre tra quelle in concorso, sono rappresentanti autorevoli e personalità riconosciute del settore. Ne scaturirà un dibattito internazionale che vedrà protagoniste le produzioni del nostro Paese e che accenderà su di esse i riflettori.

Birra dell’Anno sarà un momento di scambio culturale durante il quale sarà possibile tracciare un disegno dell’andamento del mondo birrario artigianale nel suo complesso. Un contributo sostanziale sarà dato proprio dalle diverse identità territoriali dei giudici che interverranno e che si troveranno a discutere non solo delle produzioni che andranno a valutare ma anche dei cambiamenti che stanno interessando il settore brassicolo mondiale.

banner_birra_anno_cs2_datiLe 41 categorie in concorso ben rappresentano il variegato panorama produttivo attuale, in crescita se solo si pensa che lo scorso anno le sezioni della gara erano 29. Le birre valutate durante questa edizione saranno 1650 (circa il 20% in più rispetto al 2017), presentate da 279 produttori. Se quello del rispetto delle ricette tradizionali è un trend che non viene scalfito dal tempo, ampio spazio è stato conquistato dalla sperimentazione, talvolta per mezzo di prodotti locali legati al territorio d’origine del birrificio. Rivisitazioni dalle quali nascono personalizzazioni di stili spesso provenienti da altri paesi.

birraLa giuria anche quest’anno sarà capitanata da Lorenzo “Kuaska” Dabove, beer taster di fama internazionale, scrittore e docente, oltre che giudice di lunga esperienza (8 volte al World Beer Cup, 6 volte al Brussels Beer Challenge, 10 volte allo European Beer Stars).
Tra le personalità di spicco che interverranno ci sarà Melissa Cole (UK), giudice birrario conosciuto in tutto il mondo e premiata scrittrice di birra ed enogastronomia, alla sua seconda partecipazione a Birra dell’Anno. Altro nome di rilievo è quello di Sandra Ganzenmüller (Germania): lavora nel settore brassicolo da anni, come ufficio stampa dell’associazione Biersommelier, come autrice di libri nell’ambito e, in passato, è stata caporedattore del periodico specializzato tedesco bier.pur. E ancora: Élisabeth Pierre (Francia), sommelier di birra artigianale, docente, autrice di alcuni libri di settore, oltre che collaboratrice di vari periodici tematici, esperta di abbinamenti birra-cibo; Ivan Chramosil (Repubblica Ceca), forte di 56 anni di esperienza nel commercio della birra e di 44 come mastro birraio del birrificio più antico della Repubblica Ceca, “U Fleků” di Praga; Philippe Wouters (Canada), direttore dei media in lingua francese più influenti tra quelli dedicati alla birra artigianale, oltre che giudice internazionale, consulente e docente; Tim Webb (UK), scrittore britannico, autore del libro “Good Beer Guide Belgium”, e giudice birrario internazionale, nel 1986 è stato co-fondatore della prima casa editrice del CAMRA; Yvan De Baets (Belgio), mastro birraio e socio di Brasserie de la Senne a Bruxelles, docente del Meurice Institute, giudice birrario internazionale, scrittore, specializzato in antiche tecniche birrarie belghe; Carl Kins (Belgio), esperto di birra, membro esecutivo dell’EBCU (European Beer Consumers’ Union), giudice birrario dal 2004 nelle maggiori competizioni internazionali. Scrive, inoltre, per periodici specializzati in Belgio, Italia e Stati Uniti.

birraGli 84 giudici nomineranno le cinque migliori produzioni per ogni categoria in concorso, riservando il podio per le prime tre in classifica e un’eventuale menzione d’onore per la quarta e la quinta classificata. Il titolo di Birrificio dell’Anno andrà al produttore che, con tre delle birre in concorso meglio posizionate, avrà ottenuto la migliore sommatoria di punteggi.

Le valutazioni si terranno il 15 e il 16 febbraio. La prima sessione di assaggio sarà composta da 28 tavoli da 3 giudici che per le finali diventeranno 14 da 6, specializzati in ciascuna delle categorie ammesse al concorso.

“I giudici di Birra dell’Anno – ha dichiarato Alessio Selvaggio, Presidente di Unionbirraiprovengono da tutto il mondo. Alcuni di loro sono esponenti di spicco delle tante associazioni birrarie che si occupano di birra artigianale. Birra dell’Anno quindi diventerà motivo di incontro, scambio e approfondimento delle dinamiche del nostro comparto. In particolare – ha continuato Selvaggio – in questa edizione siamo onorati di avere in giuria tutti i dirigenti di EBCU, ente di cui Unionbirrai è membro effettivo fin dalla fondazione. European Beer Consumers’ Union ha fra i suoi scopi la tutela del consumatore, la trasparenza delle informazioni disponibili e il sostegno ai piccoli produttori indipendenti e alle loro birre”.

Durante Beer Attraction sono previsti momenti dedicati alla degustazione, con numerose “tasting sessions” gestite dagli Unionbirrai Beer Tasters, durante le quali i giudici che si tratterranno alla manifestazione potranno assaggiare le produzioni dei birrifici associati UB alla presenza dei loro creatori. “Sarà un momento di reale crescita tecnica e professionale in un clima che solo la Birra Artigianale può creare”, ha concluso Selvaggio.

amirarg1E’ stata una giornata dai contenuti estremamente significativi quella del 10 febbraio ultimo scorso per i Grandi Maestri dell’ Amira –  una delle sigle di categoria dei Maitres Italiani Ristoranti ed Alberghi –  in visita alla sezione Amira Barocca di Ragusa, accolti dal fiduciario e vice cancelliere Vito Guzzardi.

amirarg2L’occasione è stata la visita ufficiale  all’ Istituto Alberghiero  Principe Grimaldi di Modica ma, nel corso della giornata, si sono susseguiti incontri ed appuntamenti. I GMR dell’ Amira hanno partecipato ai Laboratori del Gusto, assistiti da eminenti portavoce di Slow Food Italia che hanno illustrato la storia dei luoghi attraverso i presidi di una zona particolarmente ricca di eccellenze enogastronomiche. Erano presenti all’incontro anche diversi produttori della famosissima cioccolata di Modica ed i produttori della Carota di Ispica,  dell’ olio extra vergine d’oliva  dop dei Monti Iblei e del Cerasuolo di Vittoria, docg, e del suino autoctono ibleo.

amirargIl vice presidente nazionale Amira, Mario Di Cristina, ha raccontato con entusiasmo questa esperienza dall’altra parte della Sicilia : ” In una giornata ho imparato un’enorme quantità di cose – dice Di Cristina – ma soprattutto ho ascoltato con quanta passione, con quanta competenza, conoscenza ed amore, ogni singolo produttore ha narrato la storia di un territorio attraverso un prodotto di eccellenza. E lo ha fatto spiegando non solo la semantica strettamente legata ai nomi, come per esempio quello del Cerasuolo di Vittoria, ma le tecniche, le modalità, le tradizioni legate ad ogni singolo prodotto. Dello stesso tono i rappresentanti di Slow Food che ci hanno letteralmente condotti in una passeggiata tra la tradizione e l’innovazione e la valorizzazione di prodotti davvero importanti. Un’esperienza davvero di altissimo valore. Voglio ringraziare a nome dell’ Amira l’ Istituto Alberghiero Grimaldi e la sezione Ragusa Barocca, con la promessa da parte del Presidente Valerio Beltrami che questi Laboratori del Gusto  diventino itineranti con la presenza e la partecipazione di Amira su tutto il territorio nazionale“.

cioccolato-di-modica-quetzal-bio-vegan-2-e1434472470707Ed infatti uno dei prossimi progetti che Di Cristina intende  portare a compimento, nato sotto la spinta di questa interessante giornata ragusana,   riguarda proprio la valorizzazione delle tipicità e delle specificità enogastronomiche regionali, selezionate per caratteristiche di eccellenza, in una sorta di mostra mercato permanente con spazi espositivi fissi riservati alle aziende meritevoli,  con visite guidate, degustazioni  e work shop dedicati al mondo del prodotto di eccellenza siciliano, proprio per portare alla conoscenza dei visitatori di Palermo – ma anche di molti palermitani  – ciò che la terra siciliana produce, spesso anche in aziende virtuose.

Alessandra Verzera

Jacob Jan Boerma & Arturo DalhuisenIl ristorante The White Room di Jacob Jan Boerma è stato insignito con la sua prima stella Michelin lo scorso 11 dicembre, in occasione dell’annuale Gala Michelin di Amsterdam. L’esclusivo ristorante dello chef 3* Michelin Jacob Jan Boerma ha aperto le sue porte solo un anno e mezzo fa presso NH Collection Grand Hotel Krasnapolsky e vede alla guida lo Chef de Cuisine Arturo Dalhuisen.

Arturo Dalhuisen chef The White RoomDopo essere stato nominato miglior ristorante esordiente da Lekker500 – occupando il sessantaduesimo posto all’interno di questa importante classifica – e dopo aver ricevuto 16.6 punti da Gault & Millau all’inizio di quest’anno, il lavoro di Dalhuisen e del suo team è ora ufficialmente riconosciuto da Michelin, con una posizione di rilievo nella Guida Michelin 2018.

image002 (1)Un menù originale dai toni freschi, acidi e spezie.

Boerma, premiato con 3 stelle Michelin per il suo ristorante De Leest a Vaassen, ha curato il menù di The White Room insieme a Dalhuisen. Ingredienti eccezionali abbinati ai toni acidi e alle spezie (che da sempre contraddistinguono la cucina di Boerma) e uniti allo stile fresco di Dalhuisen rappresentano la combinazione perfetta di un’offerta gastronomica unica che – solo per citare alcuni esempi – si distingue per l’utilizzo di tonno, trota, ricotta, carote, agrumi, torte al limone francesi e cheesecake-éclair. I sapori di stagione donano poi un tocco ancora più speciale alla cucina di The White Room.

whiteroom1Il menù di un pranzo composto di 3 portate può essere degustato con 37,50 euro, mentre quello per la cena è disponibile a partire da 65 euro. Ogni piatto esprime ambizione e precisione. “Vogliamo realizzare una cucina raffinata accessibile a tutti gli appassionati gourmet che ricercano ingredienti di qualità. Su questo particolare aspetto concentriamo i nostri sforzi“, afferma Dalhuisen.

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La cucina gourmet e l’alta quota si incontrano per regalare un’esperienza indimenticabile in una location straordinaria: Skyway Monte Bianco il prossimo 16 febbraio ospita un grande evento di gala organizzata da 4bebetter – Fondazione Turistica Valle d’Aosta fondata nel 2017 dalla passione di giovani studenti – che vede protagonisti giovani chef.

funiviaPresso la stazione del Pavillon du Mont Fréty 23 giovani dell’Istituto Professionale Regionale Alberghiero di Châtillon offriranno ai visitatori della funivia la possibilità di vivere un viaggio alla scoperta dei sapori autentici e tradizionali della regione valdostana.

L’evento inizia alle 17.00 con un aperitivo ricercato nei sapori e negli accostamenti che fanno da preludio alla cena di Gala “2173 emozioni in alta quota”, una vera esplosione di gusto che concilia il giovane talento degli chef con la tradizione più antica dei piatti regionali.

Bacio di Montagna, ode al lardo di Arnad, è il piatto che apre la cena e immerge gli ospiti nella tradizione culinaria valdostana. Si prosegue con un classico tortello Su per i Monti – con un cuore di fontina e patate che strizza l’occhio alla tradizione più antica – con un tortino di riso venere, per i più innovativi, e con un castrone cotto a basse temperature, per chi desidera ritornare alla tradizione. La cena si conclude con One step to heaven, un dolce dalle diverse consistenze, armonioso e stupefacente nella sua presentazione. Il tutto sarà accompagnato dal celebre spumante della Cave du Mont Blanc metodo classico 1187.

aicigSi profila una settimana impegnativa ma proficua per l’Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche. Proseguono infatti i seminari formativi organizzati da AIGIC con il sostegno del MIPAAF e inizia altresì la stagione delle anteprime dei grandi Consorzi del Vino, con alcune Denominazioni protagoniste sotto il cappello istituzionale dell’Associazione di degustazioni e incontri.

L’incontro formativo si è tenuto ieri a Roma presso la sede di AICIG ed è stato incentrato sul tema delle azioni di valorizzazione, tutela e vigilanza che i vari Consorzi sono chiamati a svolgere, attraverso le analisi economiche di mercato che i Consorzi stessi sono tenuti a realizzare. In particolare, sono stati esaminati i dati relativi all’andamento dei consumi, conoscenza fondamentale da rapportare con quantità prodotta, giacenze ed export, per poter individuare le azioni più opportune di valorizzazione. Fabio Del Bravo ed Antonella Giuliano di Ismea hanno presentato i risultati del progetto portato avanti con Aicig di rilevazione dei consumi su formaggi e prosciutti DOP.

parmigianograndeLunedì 12 e martedì 13 febbraio alla Stazione Leopolda di Firenze è invece tempo di anteprime con il Chianti Classico grande protagonista e anche quest’anno AICIG sarà presente all’evento con un calendario di incontri e degustazioni.

Si rinnova la collaborazione fra i Consorzi di Tutela del vino e del cibo nell’ottica dell’aggregazione per creare sinergie operative di immagine e di comunicazione per promuovere il patrimonio italiano del cibo – commenta il Presidente di AICIG Nicola Baldrighie anche quest’anno tra i partner della manifestazione ci saranno importanti nomi dell’enogastronomia e dell’industria a questo legata, come alcuni dei migliori prodotti DOP e IGP italiani che si presentano sotto il cappello istituzionale dell’Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche”.

chiantiI momenti di incontro e degustazione saranno curati in particolare da Consorzio Tutela del Formaggio Parmigiano-Reggiano DOP, Consorzio del Prosciutto Toscano DOP, Consorzio di Tutela della Finocchiona IGP, Consorzio di Tutela Oliva da Mensa La Bella della Daunia DOP, Consorzio per la Tutela del Formaggio Mozzarella di Bufala Campana DOP, Consorzio di Tutela Pecorino Toscano DOP, Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP e Consorzio Tutela Grana Padano DOP. Dodici gli appuntamenti calendarizzati, sei nella giornata di lunedì 12 e altrettanti martedì 13: per ciascuno dei due giorni si alterneranno abbinamenti al buio tra Finocchiona IGP e Chianti Classico DOCG, degustazioni di Parmigiano Reggiano DOP di lunga stagionatura, incontri tematici su Aceto Balsamico di Modena IGP, degustazioni guidate di Olive DOP La Bella della Daunia, sinergie di sapori tra Grana Padano DOP Riserva e Chianti Classico DOCG, messa a confronto tra territori della Mozzarella di Bufala Campana DOP e del Chianti Classico DOCG ed in più, in entrambi i giorni a rotazione dalle 10 alle 18 sono previsti incontri su Olio DOP Chianti Classico, Prosciutto Toscano DOP e Pecorino Toscano DOP.

degustazione guidata orcia doc per i buyersLunedì 12 febbraio il Consorzio del vino Orcia accoglierà a San Quirico d’Orcia un gruppo di importatori esteri alla scoperta del vino Orcia Doc e del suo territorio, patrimonio Unesco e destinazione del vino 2018 per Wine Enthusiast.

L’incoming è inserito nel programma di Buy Wine 2018, la più grande iniziativa commerciale per il settore vitivinicolo in Toscana giunto alla sua ottava edizione e organizzato dalla Regione Toscana, in collaborazione con PromoFirenze. Il programma di quest’anno prevede ben 6 educational tour della durata di 2 giorni in cui i buyers avranno la possibilità di conoscere i territori del vino con degustazioni e visite guidate in azienda, grazie all’organizzazione dei Consorzi del vino toscani.

Lunedì 12 febbraio, nelle splendide e originali sale affrescate di Palazzo Chigi a San Quirico d’Orcia, il Consorzio del vino Orcia accoglierà circa 20 importatori di ben 10 nazionalità diverse, fra cui Azerbaijan, Taiwan e Messico.

<< Si tratta della quinta esperienza di incoming di buyers nel nostro territorio e riteniamo che sia di grande utilità per le cantine che fanno parte della denominazione Orcia per avvicinarsi ai mercati esteri e per ampliare il proprio portafoglio clienti>> spiega Donatella Cinelli Colombini, Presidente del Consorzio vino Orcia.

SAMSUNG CAMERA PICTURESAd aprire la giornata di lunedì 12 febbraio, patrocinata dal Comune di San Quirico d’Orcia, ci sarà la presentazione della denominazione a cura della Presidente del Consorzio Orcia e una master class di 9 vini Orcia guidata dalla sommelier professionista Suzanne Branciforte. A seguire, i buyers incontreranno le aziende partecipanti (Atrivm, Bagnaia, Campotondo, Capitoni Marco, Donatella Cinelli Colombini, Loghi, Roberto Mascelloni, Poggio Grande e SassodiSole) in una degustazione “around the table” accompagnata da assaggi di prodotti tipici preparati dalla Bottega delle Carni (Sapore di Valdorcia) di San Quirico d’Orcia. E ancora, i buyers andranno in visita nelle cantine del vino Orcia insieme ai produttori e al termine della giornata pernotteranno nelle splendide strutture alberghiere di Capitano Hotel Collection a San Quirico d’Orcia.

Insomma, grazie a questa sinergia e alla rete di collaborazioni fra più soggetti che condividono gli stessi obiettivi volti alla promozione del territorio e delle sue eccellenze, ci stiamo preparando ad accogliere gli importatori nella valle più bella del mondo, dal 2004 riconosciuta Patrimonio dell’Umanità Unesco e di recente inserita nella Top 10 della classifica 2018 delle destinazioni del vino della rivista statunitense Wine Enthusiast.

baked eggplant with cheese meat and tomatoesLe melanzane ripiene con prosciutto cotto e scamorza affumicata è un antipasto o un secondo piatto semplice e sfizioso. Per preparare questa ricetta occorre veramente poco tempo e soprattutto potete preparale in anticipo per una cena o un pranzo con gli amici.

Ingredienti per 4 persone

  • 4 melanzane di media grandezza lunghe
  • 120 gr. di prosciutto cotto
  • 120 gr. di scamorza affumicata
  • 1/2 cipolla
  • 120 gr. di grana grattugiato
  • 1 ciuffo di prezzemolo
  • 4 foglie di basilico
  • 2 dl olio extravergine d’oliva
  • sale e pepe q.b.
  • pangrattato q.b.

Procedimento:

Per preparare le melanzane ripiene con prosciutto cotto e scamorza affumicata bisogna iniziare a lavare bene le melanzane, quindi tagliarle in due, per il senso della lunghezza e aiutandovi con un cucchiaio, scavatene la polpa.

 

Potete continuare la lettura della ricetta qui:

https://fulvioelesuericette.it/antipasti/melanzane-ripiene-con-prosciutto-cotto-e-scamorza-affumicata/

 

Fulvio Papagallo

 

 

crostata-CopiaLa ricetta della crostata di crema alla vaniglia, mela verde e cannella, è un dolce molto speziato per chi ama i sapori intensi.

Ingredienti per 8 persone:

  • 5 uova
  • 1 tuorlo
  • 220 grammi di zucchero
  • 2 mele verdi
  • 300 grammi di farina
  • 8 grammi di lievito
  • 70 grammi di maizena
  • 600 grammi di latte
  • 80 grammi di margarina
  • 1 baccello di vaniglia
  • 30 grammi di mandorle a lamelle
  • 1 cucchiaio di succo di limone
  • la punta di un cucchiaino di cannella in polvere
  • zucchero a velo

 

Procedimento:

Potete continuare la lettura della ricetta qui:

https://fulvioelesuericette.it/dolci/crostata-di-crema-alla-vaniglia-mela-verde-e-cannella/

 

Fulvio Papagallo

ancoraslideChe “All’Ancora” –  a Santa Flavia –  la materia prima fosse di eccellente qualità e che la mano dello chef fosse felice mi era ben noto da almeno un paio di anni. Trovavo però che il locale meritasse di meglio negli allestimenti, nel decor generale. Anche se, ad onore del vero, tovagliati, bicchieri e posate, erano sempre stati lindi ed in perfetto ordine. La gamma di colori tuttavia ritenevo togliesse luce , respiro ed ampiezza a quel locale in cui si produceva ottima cucina di pesce ed in cui la gentilezza del personale, unita al grande senso di accoglienza della proprietà, costituivano dei bonus non indifferenti.

ancorasala3E così, un paio di mesi fa, mi ha particolarmente rallegrata la notizia del “total restyling” del locale: pensato nei dettagli, con scelte di colori confacenti alla zona marinara, evocativi dell’estate, del mare, della sabbia. Ed un’occasione così importante ha spinto lo chef Lo Coco a rivedere anche il menù: essenzialmente mantenendo la solida tradizione di preparazioni sempre gradite, ma con qualche guizzo di inventiva in più e soprattutto con impiattamenti più curati. Insomma, il tutto è diventato più chic, e le cose che sono rimaste invariate sono quelle davvero importanti: la qualità della materia prima, la bontà dei piatti, il servizio impeccabile e l’accoglienza estremamente amichevole. ancorabruschetteNoi eravamo in due, e siamo stati immediatamente “investiti” da una serie di antipasti notevolissimi. Rimarchevoli delle bruschette con alici, granella di pistacchio e drops di miele: un gusto gradevolissimo in un gioco di dolce estremo ed estrema sapidità, e di consistenze diverse e ben assemblate. Una trovata semplice, senza eccessi, ma decisamente interessante. ancoragamberi Il gambero rosso di Mazara è sempre un piatto vincente nudo e crudo, leggermente marinato. Si scioglie in bocca ed è  di una freschezza eccezionale.

ancorainsalataCi avventuriamo tra un assaggio ed un altro gustando un’insalatina semplice ma di improntra “eoliana”, molto gustosa: polpo lesso, brunoise di pomodori, capperetti, olivette. E niente altro: sono spariti i sedani, le carote e tutto quanto in genere si trova nelle insalate di mare. Questa, più precisamente però, era un’insalatina di polpo. Ottima, accompagnata da fette di pane casereccio fritto. ancorapolpettiEd ancora la frittura mista costituita da polpetti e seppioline. Frittura leggera, croccante, a vestire un prodotto fresco, calloso al punto giusto perchè – è opportuno ricordarlo a chi dovesse ancora ritenere il contrario – un polpo estremamente morbido non è un polpo freschissimo. Il polpo, quello buono, deve mantenere una certa callosità, ed i tentacoli – specie se il polpo è fritto – devono essere croccanti. ancoraostricheLe ostriche non rappresentano alcuna maestrìa in cucina, ma definiscono molto bene il livello qualitativo dell’offerta gastronomica di un locale: le nostre erano di perfetta dimensione –  direi un calibro 3 –  profumate, carnose.  Quindi un’ostrica di pregio dato che il calibro va da zero a cinque, in cui lo zero indica la dimensione più grande e il cinque la più piccola. Le ostrichne pregiate si collocano nel mezzo, tra il 2.5 ed il 3. Il punto di forza de All’Ancora erano, e rimangono, i primi piatti: ho volutamente glissato su alcuni degli antipasti per non rovinare il gusto di un primo piatto che ha poi in effetti superato le aspettative. ancoraneroIl mio era un ottimo spaghetto di Gragnano, ruvido al punto giusto, con il nero di seppia al quale ho fatto aggiungere del gambero, dato che ne avevo già precedentemente apprezzato la freschezza.  Un sugo eccellente, nappante, pressocchè in purezza dato che l’aggiunta di pomodoro è stata mantenuta al minimo. Tra il sugo ed i gamberi da me richiesti, una notevole quantità di seppia tagliata finemente al coltello. Un piatto veramente al massimo per la sua tipologia. ancorabroccoloNon meno convincente il primo piatto del mio commensale: lo stesso ottimo spaghetto mantecato con crema di cavolfiore ed una spolverata di pangrattato tostato. Anche in questo piatto erano presenti gli stessi gamberi di ottima qualità. Per i non siciliani sarà difficile immaginare la bontà e la golosità di un cavolfiore ridotto in crema ed amalgamato alla pasta: ma questo tipo di preparazione, che in Sicilia viene impropriamente chiamata “pasta con il broccolo”, è di una bontà semplice, rustica, contadina, ed è apprezzata da generazioni.  Ovviamente, sia pure sollecitati dalla proprietà e dal maitre di sala, abbiamo scelto di non consumare il secondo, riservandoci uno spazio per l dessert. ancoradolceAnche in questo caso la sorprendente semplicità di un cestino di cialda leggermente dolce farcita con crema al mascarpone, granella di pistacchio e fragole. Un dolce leggero, fresco al palato, degno fine pasto che non ci ha appesantiti. Abbiamo accompagnato il pasto con una bottiglia delle cantine Marino, un blend di Chardonnay e Cataratto, perfetto compagno di una cena veramente degna di nota. In definitiva, All’Ancora è un locale in cui viene servita ottima cucina di pesce tradizionale ed in cui, a sèguito di importanti lavori di ristrutturazione, è possibile godere di un’atmosfera elegante, confortevole e rilassante. Un locale in cui il servizio e l’accoglienza sono perfettamente adeguate alla qualità generale. All’Ancora, che per la bella stagione offre un dehor ampio arricchito dalla presenza di alberi di ulivo secolari, è adatto ad una clientela molto variegata: dal gourmand ai gruppi di giovani per un’ottima pizza. Adatto a gruppi, alla realizzazione di eventi e cerimonie, offre un rapporto qualità prezzo davvero ottimo.

Patron e Chef :  Tony  Lo Coco

Coperti: < 100  (in) –  <200  (out)

Range: Medio

Categoria: Ristorante di pesce con pizzeria

 

Ranking (*)

Location: 4

Cibo: 4.5

Carta Vini:  4

Presentazione: 4

Servizio: 4

Mise en place: 4

Atmosfera: 5

Allestimenti: 4

 

(*) Legenda :

1 = pessimo
          2 = scadente
          3 = sufficiente
         4 = ottimo
            5 = eccellente.

Alessandra Verzera

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