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Apre Anuga, il cuore del food mondiale.

Eingang Süd, anuga 2011E’ iniziato il conto alla rovescia per la 33esima edizione di Anuga, la principale fiera mondiale dedicata al settore del food & beverage, che si terrà a Colonia dal 10 al 14 ottobre 2015. L’Italia con le sue eccellenze lattiero-casearie avrà un ruolo importante, sottolinea Assolatte: nel padiglione dedicato al dairy saranno presenti oltre un centinaio di imprese in rappresentanza del comparto lattiero-caseario italiano. In pratica, uno stand su tre proporrà i formaggi e i latticini italiani facendoli conoscere e apprezzare ai visitatori professionali attesi da tutto il mondo.

formaggiAnuga non è solo la più grande vetrina alimentare al mondo ma anche l’occasione per stringere nuovi accordi commerciali: nel padiglione dedicato al lattiero-caseario sono attesi 56.000 operatori del retail che arrivano da tutti i continenti per trovare nuovi prodotti da importare e commercializzare nei loro Paesi.

I formaggi italiani partono in pole position – afferma Adriano Hribal, consigliere delegato di Assolatteoggi sono la punta di diamante dell’export alimentare “made in Italy” e continuano a guadagnare quote di mercato nei mercati storici di sbocco (come Francia, Regno Unito, Svizzera e Germania). Ma soprattutto – e in assoluta controtendenza con i nostri principali competitor – stanno conquistando nuovi Paesi. L’analisi condotta da Assolatte rivela che, tra gennaio e giugno, l’Italia ha aumentato dell’1,9% i quantitativi di formaggi inviati nei Paesi extraeuropei arrivando a superare la boa delle 41.400 tonnellate“.

Formaggi2-520x333Nel primo semestre 2015 a Hong Kong sono arrivati dall’Italia tanti formaggi erborinati quanti quelli che esportiamo in tutta l’Africa, in Brasile quasi il triplo dei formaggi Grana Padano e Parmigiano Reggiano che abbiamo venduto in Cina, a Singapore più formaggi freschi molli di quelli che abbiamo fornito al Canada. I Paesi asiatici emergenti, che rappresentano nuovi mercati di sbocco per i formaggi italiani, stanno apprezzando soprattutto crescenza e robiola, visto che in questi Stati l’Italia ne vende più che in tutto il Nord America.

In Cina i formaggi italiani freschi e morbidi (come ricotta e mascarpone) sono i più apprezzati: tra gennaio e giugno 2015, dall’Italia ne sono arrivate 480 tonnellate, ossia oltre 6,5 volte più di quelli esportati nello stesso periodo in Canada. Il mercato cinese cresce in fretta e sta raggiungendo mercati ben più consolidati per i formaggi italiani, come gli Usa: in pochi anni la Cina è già arrivata ad assorbire oltre la metà dei volumi di formaggi italiani freschi e morbidi esportati negli Stati Uniti.

cacioricotta 2In Giappone vanno forte soprattutto i formaggi freschi: nei primi 6 mesi del 2015 l’Italia ne ha inviati nel Paese del Sol Levante 1126 tonnellate, ossia il 23% in più di quanto se ne vendano in tutto il Nord America. Ma i giapponesi amano anche i formaggi duri tipici della tradizione italiana, come Grana Padano e Parmigiano-Reggiano: a Tokyo e dintorni, nel primo semestre, ne sono arrivati 983 tonnellate, ossia 2,5 volte quelli che inviamo in tutto il Centro e Sud America.

parmigiano_reggianoIl Messico si sta rivelando un Paese interessante per il Grana Padano e il Parmigiano Reggiano: nei primi 6 mesi del 2015 ne sono state esportate 114 tonnellate, ossia più del doppio di quelle vendute in Cina e poco meno di quelle assorbite dal ben più grande e popoloso Brasile.

I consumatori dell’Australia sono particolarmente conquistati da Grana Padano e Parmigiano Reggiano: con le loro 1189 tonnellate importate nel primo semestre 2015 hanno superato giapponesi, asiatici, russi. In totale l’Australia ha così assorbito oltre il triplo di tutte le quantità di questi due formaggi Dop italiani esportate in tutto il Centro e Sud America. Per non parlare del Provolone, le cui quantità esportate dall’Italia in Australia sono 1,5 volte quelle vendute negli Stati Uniti.

Formaggi-grottaIrraggiungibili restano gli Stati Uniti, che in 6 mesi hanno importato ben 6099 tonnellate di Grana Padano e Parmigiano Reggiano, pari a quasi il triplo delle quantità vendute in tutto il continente asiatico (2352 tonnellate). Gli Usa si confermano anche i n.1 assoluto per quanto riguarda il Pecorino: complessivamente in 6 mesi ve ne sono arrivate dall’Italia ben 5208 tonnellate, il 58% in più di tutto il Pecorino venduto complessivamente all’interno dell’Unione Europea. Altro record statunitense è quello per Italico e Taleggio: con 200 tonnellate importate dall’Italia ne consumano 9 volte di più dell’intero continente asiatico e 5 volte più della Svizzera. Gli Stati Uniti sono un mercato di sbocco fondamentale anche per Asiago, Caciocavallo, Montasio e Ragusano, che negli States arrivano a vendere 204 tonnellate, ossia la metà di quello che esportano in tutta l’Unione Europea.

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