Syrah “Il Castagno”: da un piccolo sogno ad una grande realtà

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“Spero con la mia attività  di dare un piccolo contributo per far conoscere Cortona non solo in Italia ma in tutto il Mondo”. Comincia così l’intervista a Fabrizio Dionisio, illuminato produttore vinicolo cortonese, padre del pluripremiato Syrah Il Castagno (“la mia più bella creatura: un flacone di territorio”), rapito dalla bellezza della Toscana, lui che vive e lavora a Roma come avvocato (F.Pa.)

Da Roma alla piccola perla della Valdichiana, dove nasce questo amore…?

“ Tutto merito di mio padre Sergio che all’inizio degli anni 70’ decise di acquistare una piccola tenuta di circa sette ettari a Cortona, più precisamente in località “il Castagno” dove ancora oggi si trovano la  casa di famiglia, una parte dei vigneti, la cantina di vinificazione e la barriccaia. Il mio amore per la Toscana nasce proprio dal ricordo delle estati passate a Cortona, a stretto contatto con la natura e lontano dal caos cittadino romano”

La filosofia dell’azienda Fabrizio Dionisio?

“L’idea di trasformarsi in una vera e propria azienda vinicola nasce nei primi anni 90’, con l’acquisto di un secondo appezzamento di terreno il località “Poggio del Sole”,  quando cominciammo l’estirpazione dei  vecchi ed obsoleti vigneti di sangiovese e trebbiano, terminando poi nel 2000 con il reimpianto di vitigni esclusivamente a bacca rossa quali il Syrah, il Cabernet Sauvignon ed il Merlot. In poche parole vogliamo produrre solo vini di qualità, seguendo la strada dell’etica, della pulizia e del raziocinio sia in vigna che in cantina”.

I risultati non hanno tardato ad arrivare visto i numerosi riconoscimenti ottenuti dal Castagno e dal Castagnino. Quale è il segreto del terroir di Cortona, ormai patria dei migliori Syrah italiani?

“Non bisogna dimenticare che il Syrah è presente nella zona cortonese da circa due secoli, portato si pensa dall’occupazione francese nell’era napoleonica. Questo vitigno ha quindi dimostrato di adattarsi benissimo al microclima della zona, alla composizione del territorio ed alle tecniche colturali applicate dall’uomo. Ormai il Syrah di Cortona è comunemente riconosciuto come il migliore d’Italia, una sorta di gradito ospite in una zona dominata dal padrone di casa Sangiovese che troviamo nella confinante  Montepulciano (con il Nobile), nonché nelle vicinissime zone del Chianti (con il suo Chianti Classico) e di Montalcino (con il suo mitico Brunello)”.

Le particolari etichette dei suoi vini sono tutto merito delle “piccole artiste” di casa Dionisio giusto?

“Giustissimo. In primis  è stata mia figlia Isotta che involontariamente, giocando con il computer, ha disegnato il logo che si trova sia nella bottiglia di Castagno che nel  Castagnino. Tutto questo ha fatto nascere un po’ di “sana invidia” nella sorella Lavinia, autrice invece dell’etichetta della Rosa del Castagno  grazie ad uno dei tanti disegni fatti tra i banchi di scuola”.

Proviamo ad individuare un aggettivo per ognuno dei suoi vini, partendo dalla Rosa del Castagno..

“ Innanzitutto floreale, come lo stesso nome che porta, con una grande freschezza ed un colore davvero bellissimo. Ideale nel periodo estivo come aperitivo e non solo”.

Passando per il Castagnino?

“Vino fresco, speziato, sincero, aggiungerei amichevole da bere tutti giorni”.

… il Castagno….

“Estremamente elegante, fine, complesso, grande espressione del territorio cortonese”.

Ed infine il Cuculaia…

“Si tratta di un vero e proprio esperimento, con una selezione maniacale dei grappoli scelti pianta per pianta. Ne produciamo solo 2000 bottiglie e solamente nelle annate migliori, in quanto trattasi di una sorta di un “vino bussola” per capire fin dove si può arrivare con il territorio della mia azienda in fatto di qualità del prodotto finale”.

In conclusione quale è la mission aziendale per il futuro?

“In questo momento dobbiamo essere realistici ed il primo obiettivo è sopravvivere alla difficile situazione del mondo vitivinicolo. Continuando ad investire nella qualità dei prodotti, mantenendo prezzi etici, usando la tecnologia solo per ottenere un’ottima uva e di conseguenza un ottimo vino. La strada da perseguire e quella dell’equilibrio, che non ti porterà sempre alla vendemmia del secolo ma ti consentirà ogni anno di mettere in bottiglia quello che la natura ha voluto ”

 

Fabio Panci

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